{"id":55716,"date":"2020-01-28T09:50:36","date_gmt":"2020-01-28T08:50:36","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55716"},"modified":"2020-01-28T09:47:40","modified_gmt":"2020-01-28T08:47:40","slug":"i-tempi-cambiano-ma-non-al-cremlino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55716","title":{"rendered":"I tempi cambiano ma non al Cremlino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>MARX XXI (Guido Salerno Aletta)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Putin prepara il dopo Putin, ma allo stesso tempo dimostra di avere pi\u00f9 potere che mai, non solo sul piano delle relazioni internazionali quanto sul versante interno. Non prepara una futura successione individuando un Delfino, ma abbozzando un modello di riorganizzazione dello Stato in cui avr\u00e0 comunque un ruolo di influenza sulle strategie internazionali, anche dopo il 2024, quando arriver\u00e0 a scadenza l\u2019incarico di Presidente della Federazione Russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Le riforme costituzionali abbozzate nel discorso tenuto il 15 gennaio scorso davanti all\u2019Assemblea Federale non comportano dunque una riduzione dei poteri dei futuri Presidenti, ancorch\u00e9 il ruolo del Parlamento sar\u00e0 pi\u00f9 incisivo rispetto al potere attuale di accettazione o meno, in blocco, del governo designato dal Presidente. Non c\u2019\u00e8 dunque all\u2019orizzonte una Russia deputinizzata, una Russia i cui Presidenti saranno privati dei vasti poteri di cui Putin ha fatto ampiamente uso, ma una Russia in cui Putin manterr\u00e0 la propria influenza sulle scelte di politica estera e di difesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Aver tracciato questa prospettiva ellittica non significa affatto che Putin abbia iniziato un processo di affievolimento nella sua gestione del potere. Al contrario, ha messo sotto accusa la inefficacia della azione governativa in materia di politiche sociali, costringendo il Primo ministro Dmitry Medvedev alle dimissioni immediate. E\u2019 dunque sempre Putin che comanda, che dirige il Paese. In Russia ci sono cambiamenti al potere, in questo caso drastici e assolutamente inattesi, ma nella continuit\u00e0 del potere della Russia. Il Cremlino \u00e8 sempre lo stesso, come diceva Winston Churchill: \u201cun dilemma avvolto in un mistero, racchiuso in un enigma\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Nel discorso di Putin ci sono contemporaneamente un prima ed un dopo; aspetti formali e dati sostanziali, problemi cui fornisce una risposta contingente fin nei dettagli mentre lascia in sospeso le strategie a lungo termine. Si affrontano contemporaneamente le questioni che attengono alla gestione del potere ed altre che corrispondono alla viva attesa sociale. Da queste occorre partire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Putin ha affrontato direttamente il problema degli aiuti alle famiglie con figli, annunciando misure concrete per dare seguito alle promesse fatte da tanto tempo: vitto gratuito agli studenti pi\u00f9 giovani, sussidi per le famiglie pi\u00f9 povere che hanno bambini di et\u00e0 inferiore ai sette anni, premi di maternit\u00e0 per il primo figlio. La famiglia \u00e8 dunque, per Putin, la prima rete sociale che ora occorre rinsaldare: sul piano esistenziale, la popolazione russa ha subito dapprima gli effetti devastanti del crollo dell\u2019Urss e pi\u00f9 di recente quelli della crisi economica del 2008-2014 che non sono stati compensati con le alchimie finanziarie e monetarie consuete in Occidente, attraverso l\u2019aumento dei debiti pubblici e privati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In Russia, il problema demografico \u00e8 tornato a farsi drammatico: non solo il movimento naturale della popolazione ha registrato nel 2019 il peggior dato da undici anni a questa parte, con un calo di centomila persone rispetto all\u2019anno precedente, ma la previsione mediana al 2035 considera una riduzione degli abitanti a 142,9 milioni rispetto agli attuali 146,7 milioni. Lo scenario peggiore ne pronostica un crollo, a 134,2 milioni: 12 milioni di persone in meno nell\u2019arco di quindici anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 poi da considerare il numero elevato di espatri, soprattutto di giovani, di cui le statistiche ufficiali non riescono a dare piena contezza, dacch\u00e9 si considerano solo coloro che trasferiscono formalmente la propria residenza all\u2019estero: nel 2017, ne risultarono ben 377 mila. Le discrepanze statistiche con le rilevazione degli immigrati nei Paesi aderenti all\u2019OCSE mostrano flussi assai superiori. E le principali destinazioni sono, nell\u2019ordine, Giappone, Italia, Israele e Germania. La comunit\u00e0 di russi all\u2019estero sarebbe ormai la terza al mondo, con 10,6 milioni, dopo quelle dei cinesi e dei messicani. La propensione a lasciare la Russia \u00e8 tre volte pi\u00f9 alta tra i giovani rispetto agli anziani, assai superiore tra coloro che risiedono a Mosca rispetto alle aree rurali, e tra quelli che hanno una istruzione pi\u00f9 elevata o che appartengono ad una classe economicamente abbiente. Anche i viaggi di istruzione negli Usa, nonostante ogni controindicazione, proseguono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La sconfessione dell\u2019operato della componente ministeriale che in questi anni si \u00e8 occupata delle problematiche sociali, giovanili e culturali \u00e8 stata chiara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Putin ha affidato la guida del nuovo governo a Mikhail Mishustin, un tecnico di alto livello che in questi anni si \u00e8 occupato della riorganizzazione del sistema fiscale. Mentre \u00e8 rimasta inalterata la squadra dei ministri di Esteri, Difesa, Interni ed Economia, gli altri sono stati sostituiti: continuit\u00e0 e discontinuit\u00e0 si appaiano, ancora una volta. Anche Medvedev non sparir\u00e0 dalla scena politica: rimarr\u00e0, ma con un ruolo diverso. Andr\u00e0 a ricoprire l\u2019incarico di Vice Presidente del Consiglio di Stato, un organo consultivo del Presidente che attualmente non prevede un tale incarico. Questo organismo, che oggi non \u00e8 contemplato dalla Costituzione, avr\u00e0 in futuro un ruolo forte, di indirizzo sulle questioni strategiche di politica estera e di difesa. Potrebbe dunque essere Putin a guidarlo, alla scadenza del suo mandato. Discontinuit\u00e0 e continuit\u00e0 si appaiano, ancora una volta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Le mosse di Putin in queste ultime settimane, nei confronti della Turchia ed alla Conferenza di Berlino sulla Libia, sono andate a completare la strategia che ha portato la Russia ad uscire dalla marginalizzazione regionale cui era stata ridotta con la dissoluzione dell\u2019URSS. E\u2019 stato colto lo storico obiettivo di essere presenti nel Mediterraneo, con il sostegno dato alla Siria del Presidente Assad e l\u2019appoggio fornito in Libia alla componente cirenaica guidata dal generale Haftar. Ora, si preannuncia anche il riconoscimento ufficiale da parte della Russia della zona dell\u2019isola di Cipro che \u00e8 occupata dai Turchi, in cambio di una base navale da tempo richiesta senza successo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Prosegue dunque la strumentalizzazione delle ambizioni neo-ottomane del Presidente turco Tayyip Erdogan: in Siria, Putin ne ha sostenuto l\u2019idiosincrasia nei confronti della minoranza curda, evitando cos\u00ec la formazione di uno Stato indipendente che avrebbe consentito all\u2019America di avere basi militari proprie in grado di controllare da settentrione l\u2019Iraq e l\u2019Iran, svincolandosi da un alleato turco quanto mai incontrollabile. Allo stesso modo, non ostacola n\u00e9 l\u2019ambizione turca di usare l\u2019area occupata nella zona settentrionale di Cipro per procedere allo sfruttamento delle risorse energetiche circostanti, a danno dei diritti legittimi della Grecia e di Cipro stessa, n\u00e9 l\u2019asse con il Presidente libico al Serraj che si fonda su un accordo che crea due zone economiche esclusive contigue, che tagliano il Mediterraneo per meridiani. L\u2019intesa turco-libica non ha solo lo scopo di sfruttare le risorse minerarie sottomarine quanto quello di condizionare il passaggio del gasdotto EastMed, che ha origine dai giacimenti al largo di Israele e che dovrebbe alimentare il mercato europeo. Il piede che Erdogan ha messo di traverso sulla costruzione di questo gasdotto \u00e8 utile alla Russia per difendere in modo indiretto le potenzialit\u00e0 della sua produzione energetica. il raddoppio del Nord Stream, che arriver\u00e0 in Germania, rappresenta per Putin un successo strategico da difendere comunque, anche supportando Berlino nella sua ambizione di svolgere un ruolo di mediazione sulla vicenda libica. La Germania ha invero un\u2019altra ed altrettanto consistente terreno di trattativa con Mosca: arrivare ad un appeasement sulla Ucraina, dividendola in due aree di rispettiva influenza. Diversamente dalla Russia, la Germania ha due punti di debolezza nei confronti di Ankara: ospita una consistente minoranza di origine turca e subisce il continuo ricatto della chiusura dei campi in cui vivono oltre due milioni di profughi provenienti dalla Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Putin continua a manifestare un atteggiamento proteiforme: mentre si preoccupa delle condizioni delle famiglie povere e della denatalit\u00e0, immedesimandosi nei valori tradizionali della Russia religiosa e contadina, continua a dar prova di grande spregiudicatezza sul piano delle alleanze politiche, di inflessibilit\u00e0 nei confronti dei nemici, e di insaziabile orgoglio nazionale. Non per caso, nel numero di ottobre scorso, Foreign Affairs ne ha ricostruito la carriera titolando \u201cPutin il Grande. L\u2019Impostore Imperiale della Russia\u201d: solo corrosiva, e pure malcelata, ammirazione.<\/p>\n<p><strong>Fonte :<a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/area-ex-urss\/30263-i-tempi-cambiano-ma-non-al-cremlino\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/area-ex-urss\/30263-i-tempi-cambiano-ma-non-al-cremlino<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI (Guido Salerno Aletta)\u00a0 Putin prepara il dopo Putin, ma allo stesso tempo dimostra di avere pi\u00f9 potere che mai, non solo sul piano delle relazioni internazionali quanto sul versante interno. Non prepara una futura successione individuando un Delfino, ma abbozzando un modello di riorganizzazione dello Stato in cui avr\u00e0 comunque un ruolo di influenza sulle strategie internazionali, anche dopo il 2024, quando arriver\u00e0 a scadenza l\u2019incarico di Presidente della Federazione Russa. 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