{"id":55720,"date":"2020-01-28T10:30:53","date_gmt":"2020-01-28T09:30:53","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55720"},"modified":"2020-01-28T09:44:28","modified_gmt":"2020-01-28T08:44:28","slug":"huawei-e-il-prossimo-virus-cinese-lavvertimento-del-times-e-non-solo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55720","title":{"rendered":"Huawei \u00e8 il prossimo virus cinese. L\u2019avvertimento del Times (e non solo)"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FORMICHE (Gabriele Carrer)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante le pressioni Usa, il governo di Johnson dice s\u00ec a Huawei ma studia delle limitazioni. La stampa internazionale sottolinea come Huawei minacci il rapporto pi\u00f9 stretto dell\u2019America<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cHuawei minaccia il rapporto pi\u00f9 stretto dell\u2019America\u201d. Titola cos\u00ec il sito Axios.com raccontando il clima nel quale il premier britannico Boris Johnson si prepara a presiedere domani il National Security Council, il comitato di gabinetto chiamato a decidere sul ruolo che il colosso cinese potr\u00e0 avere nella costruzione dell\u2019infrastruttura 5G britannica. Secondo il Sunday Times, \u201cHuawei \u00e8 il prossimo virus cinese\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Come abbiamo gi\u00e0 raccontato su Formiche.net, il Regno Unito, a pochi giorni dalla Brexit, sembra essere indirizzato verso un\u2019apertura a Huawei nonostante le molte pressioni arrivate nelle ultime settimane dagli Stati Uniti. L\u2019ultima, quella del segretario di Stato americano Mike Pompeo che via Twitter ha ripreso un editoriale sul Mail on Sunday del deputato conservatore Tom Tungendhat, presidente della commissione Affari esteri alla Camera dei Comuni: \u201cIl Regno Unito \u00e8 davanti a una decisione importantissima sul 5G. Il deputato britannico Tom Tugendhat ha ragione: \u2018La verit\u00e0 \u00e8 che soltanto le nazioni in grado di proteggere i loro dati saranno sovrane\u2019\u201d. Il titolo dell\u2019op-ed \u00e8 molto netto, \u201cLasciare il controllo a Pechino \u00e8 troppo rischioso\u201d, e rivela un elemento decisivo: aprire a Huawei significa aprire a Pechino (il riferimento del deputato \u00e8 alla National Security Law cinese che \u201cobbliga cittadini e organizzazioni a fornire supporto e assistenza alle autorit\u00e0 di pubblica sicurezza militari e alle agenzie di intelligence\u201d). Oggi, sempre il Mail, pubblica un articolo di Dominic Lawson, giornalista figlio dell\u2019ex cancelliere Nigel, fedelissimo di Margaret Thatcher, dal titolo forse ancor pi\u00f9 duro: \u201cLa sorprendente storia di come la cinese Huawei ha sedotto l\u2019\u00e9lite britannica \u2013 con la furia nostri alleati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In campo \u00e8 sceso anche l\u2019ex capo dello staff dell\u2019ex premier Theresa May, Nick Timothy, che ha vergato un editoriale allarmato sul Telegraph: \u201cPermettere a questa volpe cinese di entrare nel pollaio sarebbe un errore che segna la generazione\u201d. E ancora: l\u2019apertura a Huawei esporrebbe \u201cle societ\u00e0 britanniche al furto della propriet\u00e0 intellettuale, i governi britannici al ricatto geopolitico e il popolo britannico a rischi economici e di sicurezza\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">A sottolineare come Huawei minacci il rapporto pi\u00f9 stretto dell\u2019America ci sono numerosi articoli. Della storia si occupano oggi anche il Financial Times e l\u2019edizione internazionale del New York Times. La pressione statunitense \u00e8 fortissima, nonostante il dipartimento del Tesoro e quella della Difesa stiano premendo sull\u2019amministrazione per allentare la morsa: mercoled\u00ec, il giorno dopo l\u2019incontro del National Security Council britannico, il segretario di Stato americano Pompeo \u00e8 atteso a Londra. Venerd\u00ec il presidente Donald Trump ha telefonato al premier britannico Johnson ma molti commentatori dicono non sia ancora finita l\u2019offensiva: occhio al suo profilo Twitter nelle prossime ore. Attivissimi da Washington anche il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin (che dei rischi di Huawei ha parlato anche a Davos), e il consigliere per la sicurezza nazionale Robert O\u2019Brien. Un alto ufficiale dell\u2019amministrazione statunitense ha spiegato ad Axios che la decisione avr\u00e0 molte ripercussioni: \u201cNon solo in termini di relazioni\u201d tra Stati Uniti e Regno Unito \u201cma soprattutto per quanto riguarda i cittadini\u201d britannici e la loro sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Le parole pi\u00f9 dure le ha pronunciate recentemente al Raisina Dialogue di Nuova Delhi il viceconsigliere per la sicurezza nazionale del presidente Trump, Matthew Pottinger, che di recente \u00e8 stato anche a Londra: \u201cRiuscite a immaginare una situazione in cui, negli anni Ottanta, Ronald Reagan e Margaret Thatcher si parlano e dicono: \u2018Sai, penso che dovremmo far venire il KGB a fargli costruire tutti i nostri sistemi di telecomunicazione e di rete di computer perch\u00e9 offrono sconti eccezionali?\u201d. Dalle sue dichiarazioni sembrano emergere due elementi. Il primo: Huawei \u00e8, per gli Stati Uniti, strettamente collegato ai servizi segreti cinesi. Il secondo: la Cina, come faceva l\u2019Unione sovietica, prova a conquistare l\u2019Occidente promettendo affari dietro i quali si nascondono inganni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019amministrazione statunitense continua a sperare che Regno Unito e Germania decidano di bandire Huawei. Dei novi membri National Security Council, per\u00f2, solo due sembrano ancora opporsi a Huawei. Per questo pare ormai sicuro che domani il premier britannico Johnson decider\u00e0 di aprire al colosso cinese applicando per\u00f2 un market share cap secondo il Financial Times, nonostante le pressioni di Washington che irritando Londra continua a chiedere un divieto totale. In questo senso vanno lette le parole del segretario alla Giustizia britannico, Robert Buckland, a BBC Radio 4: \u201cLa decisione sar\u00e0 basata sul diritto sovrano di scegliere\u201d. E ancora: \u201c\u00c8 il Regno Unito che dovr\u00e0 convivere con le conseguenze\u201d di questa scelta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La posizione del Regno Unito \u00e8 simile a quella della Germania, altro Paese europeo chiamato a decidere nei prossimi giorni sul ruolo di Huawei nell\u2019infrastruttura digitale del futuro: entrambi pensano sia possibile coinvolgere il colosso cinese in maniera sicura, distinguendo tra parti \u201ccore\u201d (server e sistemi) e parti \u201cedge\u201d (antenne e stazioni). Ma questa distinzione non convince molto, anche perch\u00e9 Huawei spinge su Londra come su Bruxelles minacciando ritardi e su Berlino paventando rischi per il mercato dell\u2019auto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">E non convince neppure i servizi segreti italiani: quando la rete sar\u00e0 completata, infatti, sar\u00e0 praticamente impossibile scorporare i due elementi, spiega un alto funzionario a Formiche.net. Rischio che il governo di Londra \u00e8 convinto di poter gestire nonostante gli avvertimenti dei suoi servizi segreti e le possibili ripercussioni sull\u2019accordo commerciale post Brexit con gli Stati Uniti.<\/p>\n<p><strong>Fonte :<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2020\/01\/huawei-5g-johnson-trump\/\">https:\/\/formiche.net\/2020\/01\/huawei-5g-johnson-trump\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Gabriele Carrer)\u00a0 Nonostante le pressioni Usa, il governo di Johnson dice s\u00ec a Huawei ma studia delle limitazioni. La stampa internazionale sottolinea come Huawei minacci il rapporto pi\u00f9 stretto dell\u2019America \u201cHuawei minaccia il rapporto pi\u00f9 stretto dell\u2019America\u201d. 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