{"id":55739,"date":"2020-01-29T11:00:11","date_gmt":"2020-01-29T10:00:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55739"},"modified":"2020-01-28T20:50:36","modified_gmt":"2020-01-28T19:50:36","slug":"nazionalizzare-non-solo-e-possibile-e-urgente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55739","title":{"rendered":"Nazionalizzare non solo \u00e8 possibile, \u00e8 urgente!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA CITT\u00c0 FUTURA (Stefano Paterna, Alessandro Bartoloni)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-55740\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/d9db825e422ebda626554a84f9df350a_XL-300x180.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/d9db825e422ebda626554a84f9df350a_XL-300x180.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/d9db825e422ebda626554a84f9df350a_XL-768x461.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/d9db825e422ebda626554a84f9df350a_XL.jpg 770w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Limiti e contraddizioni delle proposte di nazionalizzazioni avanzate dal governo. Ma le leggi vigenti consentono di fare di pi\u00f9 e meglio senza neanche incorrere nelle ire di Bruxelles.<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Il 2019 si \u00e8 chiuso con una lunga intervista al Ministro dell\u2019economia Roberto Gualtieri che dalle colonne de \u201cla Repubblica\u201d dichiara che in Italia \u201cserve pi\u00f9 Stato\u201d. Siamo rassicurati: chi pensa sia necessario un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/economia-e-lavoro\/quale-ripubblicizzazione-un-augurio-per-il-2020\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">intervento pubblico in economia<\/a>\u00a0non si vedr\u00e0 scomunicato e condannato all\u2019inferno liberista,\u00a0 anzi&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">D\u2019altronde, che qualcosa fosse cambiato l\u2019avevamo intuito gi\u00e0 con lo scoppio della crisi nel 2008, quando governi di mezzo mondo e ancora di pi\u00f9 le banche centrali si affrettarono a salvare societ\u00e0 finanziarie altrimenti condannate al fallimento (Mps, Popolare di Vicenza, Veneto Banca solo per citare i casi nostrani pi\u00f9 noti). E misero in piedi una delle pi\u00f9 spettacolari socializzazioni delle perdite che sia mai stata vista, con i contribuenti (o meglio, soprattutto con i lavoratori dipendenti, data la situazione dell\u2019evasione fiscale) a finanziare i capitalisti in difficolt\u00e0. Niente di nuovo, si disse giustamente, l\u2019avevamo gi\u00e0 visto con Mussolini (si veda \u201cCapitalismo di Stato e imperialismo fascista\u201c del comunista Pietro Grifone e \u201cI padroni del vapore\u201d del liberista Ernesto Rossi), Hitler, Roosevelt&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Ma a distanza di oltre dieci anni, l\u2019economia non si \u00e8 ancora ripresa e \u2018<em>il movimento reale che conserva lo stato di cose presente\u2019<\/em>, oltre all\u2019aiutino da quasi un miliardo concesso alla Banca popolare di Bari &#8211; mascherato da ricapitalizzazione del Mediocredito centrale con la scusa di rilanciare i prestiti nel Mezzogiorno, come se il problema del Sud fosse l\u2019assenza di liquidit\u00e0! -, spinge per il soccorso anche di importanti aziende produttive. il nostro attuale Ministro dell\u2019economia ne cita solo due: l\u2019ex-Ilva e Alitalia. Per loro, come per la popolare di Bari, il governo cerca di favorire \u201csoluzioni di mercato\u201d mediante l\u2019<em>evergreen<\/em>\u00a0della \u201cformula dell&#8217;azionariato misto pubblico-privato [che] ha dato buona prova di s\u00e9 anche nel contesto delle privatizzazioni\u201d. D\u2019altronde, riconosce Gualtieri, \u201cle pi\u00f9 importanti multinazionali italiane sono ancora oggi societ\u00e0 a partecipazione pubblica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Tuttavia, per Gualtieri, lo Stato non si deve limitare ad accollarsi parte dei costi necessari al risanamento e rilancio delle aziende in crisi e alla bonifica e risarcimento dei danni che queste causano, ma deve intervenire per \u201cpromuovere gli investimenti e l&#8217;innovazione nei settori strategici\u201d che \u201cdanno anche ottimi dividendi al bilancio pubblico\u201d. E deve pure continuare sulla strada delle privatizzazioni per quelle aziende \u201cche possono lavorare meglio se aperte a soci privati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">In ogni modo, il tipo di nazionalizzazione proposta dal Ministro non si limita alla socializzazione delle perdite &#8211; vale a dire all\u2019acquisto a prezzo pieno di aziende in crisi non pi\u00f9 convenienti, per risanarle a spese dei contribuenti e poi rivenderle a prezzi di saldo al \u2018peggior offerente\u2019 &#8211; ma serve a \u201cfavorire lo sviluppo del paese\u201d (la \u2018patria\u2019 di mussoliniana memoria). E a chi teme l\u2019ira di Bruxelles, Gualtieri manda a dire che anche l\u00ec il vento \u00e8 cambiato e ora \u201cc\u2019\u00e8 pi\u00f9 attenzione sia al ruolo delle politiche pubbliche sia alla necessit\u00e0 di contemperare le esigenze della concorrenza con quelle di favorire la crescita di imprese che possano concorrere a livello globale\u201d. Se non altro perch\u00e9 \u201cStato e mercato possono coesistere proprio per far funzionare meglio il mercato, e d&#8217;altronde \u00e8 quello che avviene in tutti i grandi paesi avanzati\u201d. Ma il nostro lo \u00e8 ancora?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Questa strategia, tuttavia, presenta un limite e una contraddizione evidenti.\u00a0<strong>La contraddizione \u00e8 rappresentata dal volere, la nazionalizzazione di settori strategici per sviluppare il paese e nel contempo difendere la gestione privatistica come per le pi\u00f9 importanti multinazionali italiane a partecipazione pubblica (es. ENI spa).<\/strong>\u00a0<strong>Ma se si vuole sviluppare il paese non si pu\u00f2 non pretendere che le infrastrutture &#8211; portuali, aeroportuali, autostradali, energetiche, di telecomunicazione, ecc &#8211; forniscano un servizio uniforme su tutto il territorio nazionale e non solo l\u00e0 dove \u00e8 pi\u00f9 conveniente, e che tale servizio sia venduto a prezzi che non rispondono alla necessit\u00e0 di staccare dividendi agli azionisti, come le vicende Tim e Atlantia ogni giorno dimostrano, ma al loro mantenimento, sviluppo e soprattutto all\u2019accumulazione dei loro clienti, le piccole, medie e grandi imprese che non possono fare a meno di utilizzarle.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">In poche parole, infrastrutture che lavorino a\u00a0<em>prezzo di costo<\/em>, con evidente risparmio per tutti gli altri. Come avvenuto nel secondo dopoguerra.\u00a0<strong>Ma questo pu\u00f2 farlo solo un gestore pubblico che non guardi alle trimestrali di cassa come se non ci fosse un domani.<\/strong>\u00a0La stessa Corte dei conti nel 2010 espresse un giudizio poco lusinghiero sulle privatizzazioni effettuate nei venti anni precedenti, evidenziando che<strong>\u00a0il recupero di redditivit\u00e0 delle aziende cedute dallo Stato si \u00e8 verificato certamente, ma attraverso l\u2019incremento di tariffe di servizi come energia, autostrade, banche, cio\u00e8 in gran parte attraverso prezzi di monopolio o di oligopolio che andando ad incidere sul tessuto produttivo ne hanno accelerato la crisi.<\/strong>\u00a0Per non parlare degli sgravi fiscali e contributivi di cui pure hanno beneficiato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">In altri termini, se l\u2019azionista di riferimento di un\u2019azienda strategica \u00e8 \u201cpubblico\u201d ma si comporta come un privato qualsiasi, forse si possono avere buoni ritorni in termini di dividendi, e quindi qualche miliardo in pi\u00f9 per il bilancio dello Stato (su quasi 600 di entrate totali, sai che svolta!), ma\u00a0<strong>sicuramente a pagarne i successi sono i cittadini e le imprese, per non parlare dei lavoratori direttamente impiegati. Con tanti saluti all\u2019obiettivo di sviluppo del paese.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Ma la proposta di nazionalizzazione del Ministro presenta anche un grande limite: individuare l\u2019azionariato misto quale unico strumento a disposizione, cancellando tutte le altre soluzioni che pure sarebbero possibili in regime capitalistico. Ed il motivo \u00e8 presto detto:\u00a0<strong>nelle Spa si realizza la miglior separazione tra la propriet\u00e0 del capitale, che pu\u00f2 essere \u201cpubblica\u201d, e la sua gestione, necessariamente di stampo privatistico<\/strong>; e a differenza di altri tipi di enti,\u00a0<strong>la loro propriet\u00e0 pu\u00f2 essere facilmente alienata<\/strong>\u00a0in caso di bisogno. Ma che questo strumento non sia l\u2019unico a disposizione non \u00e8 soltanto la storia a ricordarcelo.<strong>\u00a0La costituzione, infatti, prevede che la legge pu\u00f2 trasferire allo Stato, ad enti pubblici o a comunit\u00e0 di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale<\/strong>. Molti dei settori strategici dell\u2019economia, inoltre, vengono condotti grazie a\u00a0<em>concessioni amministrative<\/em>, vale a dire atti con cui la pubblica amministrazione consente al concessionario l\u2019uso di risorse e\/o l\u2019esercizio di attivit\u00e0 non disponibili da parte dei privati in quanto riservate ai pubblici poteri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">La concessione di un bene pubblico conferisce, per es., diritti d\u2019uso del demanio marittimo (spiagge, arenili) per lo svolgimento di attivit\u00e0 quali la gestione di stabilimenti balneari, o di complessi turistici, o di impianti di raffinazione di idrocarburi; oppure diritti d\u2019uso del demanio idrico (acque dei fiumi) a fini di irrigazione o di conduzione di attivit\u00e0 industriali (es. centrali idroelettriche). La concessione di servizio pubblico consente lo svolgimento di attivit\u00e0 economiche quali la distribuzione dell\u2019energia elettrica o del gas. La concessione di opera pubblica attribuisce il diritto di costruire e di gestire opere quali strade o autostrade. Vi sono, infine, concessioni che consentono l\u2019esercizio di funzioni fortemente autoritative, come l\u2019esazione dei tributi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><strong>Pertanto, lo Stato del capitale &#8211; non quello diretto dai lavoratori &#8211; se volesse potrebbe gestire direttamente, senza l\u2019intermediazione di imprese terze per quanto sue \u201ccontrollate\u201d, i beni, i servizi e i lavori pubblici.\u00a0<\/strong>Dunque, revocare la concessione alle autostrade per assegnarla nuovamente a qualche azienda privata, magari di propriet\u00e0 dello Stato (ad es. ANAS spa)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/interni\/la-nazionalizzazione-delle-autostrade-e-un-passo-avanti\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>non risolverebbe i problemi se questa azienda continuasse ad agire con criteri privatistici<\/strong><\/a>. Ed inoltre la forma di societ\u00e0 per azioni non sembra essere quella pi\u00f9 adeguata per garantire i fini pubblicistici. Si tratta di verificare le opzioni amministrative a disposizione o inventarne di nuove,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/dal-controllo-dell-economia-al-controllo-della-salute-e-dell-ambiente\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">come fu fatto all\u2019epoca dell\u2019istituzione del servizio sanitario nazionale<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Infine, non tutte le crisi aziendali debbono essere risolte necessariamente mediante una statalizzazione. La legge, ad es., prevede che nel caso di affitto o di vendita di aziende, rami d&#8217;azienda o complessi di beni e contratti di imprese sottoposte a fallimento, concordato preventivo, amministrazione straordinaria o liquidazione coatta amministrativa,\u00a0<strong>hanno diritto di prelazione per l&#8217;affitto o per l&#8217;acquisto le societ\u00e0 cooperative costituite da lavoratori dipendenti dell&#8217;impresa sottoposta alla procedura, con fondi ed agevolazioni messi a disposizione dal Ministero del lavoro.<\/strong>\u00a0Troppo poco, ovviamente, per frenare la crisi, come dimostrano le mappe delle imprese recuperate (<a href=\"https:\/\/impreserecuperate.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qui un esempio<\/a>), ma uno strumento che esiste e che pu\u00f2 essere potenziato, addirittura senza violare le leggi europee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Tutto ci\u00f2 non significa che la\u00a0<em>nazionalizzazione senza indennizzo e sotto controllo operaio<\/em>\u00a0debba scomparire dal programma dei comunisti. Al contrario,\u00a0<strong>per realizzarla \u00e8 necessaria la presenza un \u2018<em>movimento reale che abolisce lo stato di cose presente\u2019<\/em>\u00a0che al momento latita<\/strong>. E per favorirne la formazione \u00e8 necessario sfruttare gli spazi e le contraddizioni che lo Stato e le classi dominanti offrono partendo dal livello di coscienza che la maggior parte dei lavoratori e delle classi popolari hanno della questione per elevarlo progressivamente. Oggi il bisogno di queste nazionalizzazioni in casi come l\u2019Ilva o l\u2019Alitalia \u00e8 tale che\u00a0<strong>nazionalizzare pu\u00f2 divenire da subito una parola d\u2019ordine per radicarsi nelle masse e tornare per loro comprensibili.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">D\u2019altra parte, la stessa riduzione dell\u2019orario di lavoro a parit\u00e0 di retribuzione dei lavoratori &#8211; di cui ha parlato il presidente dell\u2019INPS, Pasquale Tridico, non propriamente un bolscevico &#8211; non pu\u00f2 essere praticata su larga scala senza il controllo pubblico dei nodi essenziali della produzione e del credito. Controllo che \u00e8 assolutamente necessario anche per una seria politica progressista nei confronti dell\u2019Unione Europea e delle sue politiche regressive:\u00a0<strong>per difendersene e per smontarle<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/nazionalizzare-non-solo-e-possibile-e-urgente\">https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/nazionalizzare-non-solo-e-possibile-e-urgente<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA CITT\u00c0 FUTURA (Stefano Paterna, Alessandro Bartoloni) Limiti e contraddizioni delle proposte di nazionalizzazioni avanzate dal governo. Ma le leggi vigenti consentono di fare di pi\u00f9 e meglio senza neanche incorrere nelle ire di Bruxelles. Il 2019 si \u00e8 chiuso con una lunga intervista al Ministro dell\u2019economia Roberto Gualtieri che dalle colonne de \u201cla Repubblica\u201d dichiara che in Italia \u201cserve pi\u00f9 Stato\u201d. 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