{"id":55813,"date":"2020-01-31T08:42:43","date_gmt":"2020-01-31T07:42:43","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55813"},"modified":"2020-01-31T07:46:36","modified_gmt":"2020-01-31T06:46:36","slug":"utopia-e-rivoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55813","title":{"rendered":"Utopia e rivoluzione"},"content":{"rendered":"<p>Di<strong> INTELLETTUALE DISSIDENTE (Antonio Martino)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Credere nell&#8217;utopia e agire al fine di perseguirla \u00e8 ancora oggi il vero motore della politica. Ma quale sogno \u00e8 rimasto in una societ\u00e0 imprigionata negli schemi imposti dalle idee della classe dominante?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel tempo presente qualunque evasione dalla realt\u00e0 deve necessariamente seguire gli stessi standard che abbrutiscono il tran-tran quotidiano. Il gusto del <strong>dissenso<\/strong>, anche nel caso particolare e autonomo della propria coscienza, non pu\u00f2 non essere conformato alla melassa livellante, al gusto imperante, al perbenismo meschino. Le<strong>\u00a0idee dominanti<\/strong>\u00a0sono le idee della classe dominante, e questa verit\u00e0 lapalissiana \u2013 per questo oggi del tutto dimenticata \u2013 si conferma puntuale anche nel campo della immaginazione. Basti considerare lo stato pietoso delle arti \u2013 musica, pittura, scultura, teatro \u2013 per osservare fino a che punto la capacit\u00e0 creatrice si sia del tutto piegata agli orridi gusti delle classi dominanti, nella totale apatia di quelle folle ridotte a ingorde consumatrici di massa. E\u2019 appunto il\u00a0<strong>consumo<\/strong>, non l\u2019idealizzazione, a rendere in questo senso l\u2019opera un prodotto \u201cartistico\u201d. L\u2019artista \u00e8 l\u2019<em>oggetto<\/em>, non il\u00a0<em>soggetto<\/em>\u00a0del momento creativo, con tutto ci\u00f2 che ne consegue in termini di genialit\u00e0 (perduta) e volgarit\u00e0 (diffusa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo osceno collasso morale non pu\u00f2 sottrarsi naturalmente la\u00a0<strong>politica<\/strong>, che resta per chi scrive la somma di tutte le arti e di tutte le arti rappresenta la pi\u00f9 completa e assurda degenerazione. Presuppone, la politica, quella capacit\u00e0 rarissima di riassumere l\u2019ideale con il reale, l\u2019idea in potenza con la realt\u00e0 in atto, e raccordare questi due momenti individuando le modalit\u00e0, i tempi e le azioni necessarie per giungere infine alla realizzazione di quanto immaginato. La politica, insomma, \u00e8\u00a0<strong>utopia<\/strong>\u00a0o non \u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Leggiamo l\u2019etimo:\u00a0<em>\u03bf\u1f50<\/em>\u00a0\u00abnon\u00bb e\u00a0<em>\u03c4\u1f79\u03c0\u03bf\u03c2<\/em>\u00a0\u00abluogo\u00bb; quindi luogo che non esiste. Quante volte abbiamo visto bollare come utopico \u2013 inteso come sinonimo di assurdo \u2013 qualunque progetto che non fosse perfettamente prono alla schifosa realt\u00e0 che ci circonda? Quanti tentativi sono stati frustrati perch\u00e9 utopistici, cio\u00e8\u00a0<strong>follie<\/strong>\u00a0e non coraggiosi atti di rottura con l\u2019esistente?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019utopia \u00e8 l\u2019ennesimo tabu del nostro tempo infame. Il perch\u00e9 \u00e8 presto detto. La storia dell\u2019uomo \u00e8 la totale negazione della stasi sociale: \u00e8 cio\u00e8 il\u00a0<strong>perenne rivolgimento delle classi<\/strong>, la continua distruzione e creazione di poteri, stati, istituzioni. Il processo non ha certo un senso ascendente, come credevano alcuni rimbambiti positivisti, ma assume casomai i connotati di un vortice che tutto rimonta e trasforma. Ma la dinamica del movimento storico la fanno gli uomini, acquisendo la consapevolezza che la realt\u00e0 presente pu\u00f2 e deve essere abbattuta a favore di un\u2019altra e pi\u00f9 favorevole condizione di esistenza. Ecco cos\u00ec che l\u2019utopia diviene il motore del cambiamento, perch\u00e9 indica l\u2019obiettivo, corrobora gli animi, alimenta gli sforzi: la forza innata e segreta dell\u2019umanit\u00e0 si dispiega attraverso la volont\u00e0 di conseguire quanto immaginato. Mutando un passo celebre del\u00a0<em>Capitale<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>Ci\u00f2 che fin da principio distingue il peggiore architetto dall\u2019ape migliore \u00e8 il fatto che egli ha costruito la celletta nella sua testa prima di costruirla in cera. Alla fine del processo lavorativo emerge un risultato che era gi\u00e0 presente al suo inizio nella idea del lavoratore, che quindi era gi\u00e0 presente idealmente. Non che egli effettui soltanto un cambiamento di forma dell\u2019elemento naturale; egli realizza nell\u2019elemento naturale, allo stesso tempo, il proprio scopo, che egli conosce, che determina come legge il modo del suo operare, e al quale deve subordinare la sua volont\u00e0.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Sostituiamo alla fattispecie del lavoro quella del\u00a0<strong>rivoluzionario<\/strong>, che costruisce l\u2019alternativa nella sua testa prima di realizzarla nella realt\u00e0, e avremo ben sintetizzato il concetto. Possiamo ancora dire che senza utopia non esiste pi\u00f9 storia, in quanto il movimento si cristallizza perch\u00e9 nessuno ha pi\u00f9 le capacit\u00e0 di immaginare una possibilit\u00e0 diversa, negazione dell\u2019esistente, in grado di poter coalizzare gli scontenti e renderli forza attiva e cosciente del cambiamento sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli aborigeni, o alcune civilt\u00e0 ancora \u2013 e per fortuna \u2013 immuni dal contatto con la modernit\u00e0, tramandano da secoli il loro modello senza alcuna variazione, proprio perch\u00e9 nessuno sente o riesce a concepire l\u2019utopia di un\u2019alterit\u00e0 possibile. Di converso, bastano pochi anni per distruggere dalle fondamenta una civilt\u00e0 millenaria quale quella contadina in forza di modelli \u2013 aberranti, come insegna l\u2019analisi di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/non-categorizzato\/il-potere-non-ha-ucciso-pasolini-lo-ha-ridotto-a-immaginetta-buona\/\"><strong>Pasolini<\/strong>\u00a0<\/a>\u2013 che inebriano l\u2019immaginazione delle masse e innescano la volont\u00e0 di costruire una societ\u00e0 diversa da quella in cui ci si trova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo senso il presente in cui ci troviamo immersi ha tutto l\u2019interesse a distruggere qualunque forma di utopia che non sia conveniente al proprio progetto di dominio. Quali sono infatti le realt\u00e0 \u201calternative\u201d che possono oggi offrirsi a chi \u00e8 disgustato \u2013 giustamente \u2013 dalle societ\u00e0 occidentali? Semplice:\u00a0<strong>nessuna che non convenga al potere<\/strong>. L\u2019ecologismo si \u00e8 tramutato, complice una barbara operazione di propaganda, in un malcelato sogno malthusiano di sterminio degli strati ritenuti inutili della popolazione. L\u2019internazionalismo operaio ha conosciuto l\u2019infamia del tradimento di tutti i vecchi soggetti politici di riferimento, divenendo una squallida falsa coscienza attraverso cui ottenere svariati vantaggi per le classi dominanti:\u00a0<em>dumping<\/em>\u00a0salariale, sostituzione etnica, degrado sociale, guerra tra poveri. Il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/femminismo-contemporaneo-non-una-di-meno\/\"><strong>femminismo<\/strong>\u00a0<\/a>e tutte le sue derive deteriori non meritano nemmeno di essere commentate. Le stesse istanze \u201csovraniste\u201d, che potevano effettivamente alzare la bandiera dell\u2019utopia, sono servite soltanto come rampa di lancio per personaggi ridicoli e ancor pi\u00f9 balzani condottieri adiposi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Su tutto regna la delusione, per chi ci ha creduto, e l\u2019ignavia, per chi seguita a vegetare. Scenario raggelante, in cui sinistro risuona un passaggio dimenticato di<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/letteratura-2\/oscar-wilde-apologeta-del-dolore\/\"><strong>\u00a0Oscar Wilde<\/strong><\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>Una cartina del mondo che non contenga Utopia non \u00e8 degna neppure di uno sguardo, perch\u00e9 tralascia il paese nel quale l\u2019umanit\u00e0 continua ad approdare. E, quando vi approda, l\u2019umanit\u00e0 si guarda intorno, vede un paese migliore e issa nuovamente le vele. Il progresso \u00e8 la realizzazione di Utopia.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Non a caso il passo \u00e8 tratto da un piccolo scritto del 1891,<em>\u00a0L\u2019anima dell\u2019uomo sotto il socialismo<\/em>, in cui il grande inglese analizza con il suo stile la necessit\u00e0 vitale di realizzare una societ\u00e0 profondamente diversa da quella capitalistica, fondata sul profitto e l\u2019alienazione, in cui l\u2019uomo\u00a0<em>\u201cperde il vero piacere e la vera gioia di vivere\u201d<\/em>. In effetti, una societ\u00e0 che trova il suo fine ultimo nell\u2019accumulazione sfrenata di beni e denaro \u2013 materia morta \u2013 distruggendo la natura e sfruttando fino alla morte l\u2019umanit\u00e0 \u2013 cio\u00e8 la vita \u2013 non pu\u00f2, ma deve essere superata, immaginando un\u2019alternativa totalmente diversa: la\u00a0<strong>societ\u00e0 socialista<\/strong>, in cui l\u2019uomo si riconcilia con se stesso, torna a essere fratello dei propri simili, ritrova l\u2019armonia con la natura. In parole povere, riconquista la vita. Sempre Wilde:<\/p>\n<blockquote><p>Quel che un uomo ha davvero \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 in lui. Ci\u00f2 che \u00e8 fuori di lui dovrebbe essere una faccenda di nessuna importanza. Con l\u2019abolizione della propriet\u00e0 privata, allora, noi potremo avere un Individualismo vero, bello, salutare. Nessuno sprecher\u00e0 la sua vita ad accumulare cose e simboli di cose. Si vivr\u00e0. Vivere \u00e8 la cosa pi\u00f9 rara al mondo. Infatti molti si limitano ad esistere, ecco tutto.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Eccola la nostra alternativa. Una societ\u00e0 socialista in cui, citando un gigante dimenticato come Riccardo Lombardi,\u00a0<em>\u201ca ciascun individuo sia data la massima possibilit\u00e0 di influire sulla propria esistenza e sulla costruzione della propria vita\u201d<\/em>, in cui la\u00a0<strong>giustizia sociale<\/strong>\u00a0sia il fondamento della libert\u00e0 di tutti, dove finalmente lo Stato non sia un comitato d\u2019affari del padronato straccione ma espressione cosciente dei lavoratori, in grado di offrire a tutti la possibilit\u00e0 di costruire la propria vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 lo spirito della\u00a0<strong>Costituzione<\/strong>, di quei costituenti che, abbandonate le armi della resistenza, trasferirono le istanze conquistate col sangue della liberazione nella carta fondamentale, oggi stuprata da vili usurpatori al servizio di una classe dominante infame e parassitaria.\u00a0<strong>La nostra utopia si chiama Costituzione della Repubblica italiana<\/strong>. Vogliamo troppo? No, vogliamo tutto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/utopia-rivoluzione-costituzione-italiana\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/utopia-rivoluzione-costituzione-italiana\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di INTELLETTUALE DISSIDENTE (Antonio Martino) &nbsp; Credere nell&#8217;utopia e agire al fine di perseguirla \u00e8 ancora oggi il vero motore della politica. Ma quale sogno \u00e8 rimasto in una societ\u00e0 imprigionata negli schemi imposti dalle idee della classe dominante? Nel tempo presente qualunque evasione dalla realt\u00e0 deve necessariamente seguire gli stessi standard che abbrutiscono il tran-tran quotidiano. 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