{"id":55853,"date":"2020-02-03T10:30:42","date_gmt":"2020-02-03T09:30:42","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55853"},"modified":"2020-02-02T17:32:25","modified_gmt":"2020-02-02T16:32:25","slug":"libia-iraq-e-industria-cosi-guerini-ha-incassato-il-sostegno-del-pentagono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55853","title":{"rendered":"Libia, Iraq e industria. Cos\u00ec Guerini ha incassato il sostegno del Pentagono"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FORMICHE (Stefano Pioppi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Risuona l&#8217;inno di Mameli al Pentagono. Lorenzo Guerini ha incontrato il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Mark Esper. \u201cPositive rassicurazioni\u201d sono arrivate sul supporto alla linea italiana in Libia. Segnali importanti anche sul 2% del Pil (\u201cvorrei che altri alleati facessero quanto fa l&#8217;Italia\u201d) e sulla cooperazione industriale. Ma resta il monito sul 5G<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Incontro molto positivo. Relazione forte. Condivisione della linea per Libia, Afghanistan e Iraq. Sono alcune delle frasi risuonate al Pentagono durante la conferenza stampa congiunta tra il ministro Lorenzo Guerini e il segretario americano alla Difesa Mark Esper. Il clou della tre-giorni americana del titolare di palazzo Baracchini non ha tradito le aspettative. Da Washington si sono ribaditi alcuni messaggi chiari, dal 2% del Pil da destinare alla Difesa alla minaccia cinese sul 5G (\u201crischiano di compromettere le reti e la possibilit\u00e0 di condividere informazioni e intelligence\u201d, ha detto Esper). L\u2019Italia sembra per\u00f2 essere riuscita a riscuotere il credito maturato con la cospicua partecipazione alle missioni comuni, incassando rassicurazioni dall\u2019alleato affinch\u00e9 metta \u201ctutto il peso politico possibile\u201d per la stabilizzazione della Libia e per il \u201crafforzamento di un importante partnership industriale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">IL RICONOSCIMENTO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Da Esper sono arrivati riconoscimenti importanti. Oltre le classiche frasi di rito sulla \u201cforte relazione che lega Italia e Stati Uniti\u201d e sul \u201cpartner cruciale in Europa e nel Mediterraneo\u201d, il numero uno del Pentagono ha espresso apprezzamenti da non sottovalutare. Prima di tutto sul dossier F-35. Esper ha riconosciuto a Guerini il merito della conferma degli impegni previsti, parlando per\u00f2 anche del rafforzamento della partnership in corso e degli importanti investimenti fatti dall\u2019Italia. Il riferimento non pare casuale, soprattutto a fronte della ambizioni italiane di ottenere pi\u00f9 lavoro per lo stabilimento di Cameri, in provincia di Novara. Il programma internazionale procede spedito, e la Polonia ha oggi ordinato ufficialmente 32 velivoli di quinta generazione per 4,6 miliardi di euro. L\u2019obiettivo \u00e8 assemblarli nel sito novarese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">IL NODO DEL BUDGET<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Come previsto, \u00e8 poi arrivato il nuovo richiamo al rispetto del 2% del Pil, obiettivo definito in ambito Nato. Sul tema per\u00f2 Esper ha mostrato una flessibilit\u00e0 mai arrivata prima. L\u2019Italia preme da tempo affinch\u00e9 la valutazione non si fermi al \u201ccash\u201d, ma consideri anche il \u201ccontribution\u201d, cio\u00e8 l\u2019impegno nelle missioni comuni. Il segretario alla Difesa \u00e8 parso incline ad accettare tale impostazione, rimandando il dibattito sul 2% alla prossima ministeriale dell\u2019Alleanza Atlantica (in programma a Bruxelles il mese prossimo), ma ha anche riconosciuto l\u2019impegno italiano: \u201cMi piacerebbe che altri alleati facessero quello che fa l\u2019Italia nell\u2019ambito della Nato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">LA STRATEGIA PER L\u2019AFGHANISTAN<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il tema si lega anche alla missione Resolute Support in Afghanistan, quella soggetta pi\u00f9 di altre a possibili rimodulazioni. L\u2019Italia ha aderito alla linea Nato: \u201cIn together, out together. Per gli Usa resta l\u2019imprevedibilit\u00e0 di una presidenza che punta a ridurre gli impegni all\u2019estero. Come evidenziato dall\u2019ambasciatore Stefano Stefanini (qui l\u2019intervista), all\u2019Italia interessa soprattutto che gli americani si coordinino con gli alleati sulla questione. Stando alle parole di Guerini, ci\u00f2 \u00e8 stato ottenuto nella visita al Pentagono. \u201cOgni valutazione verr\u00e0 fatta insieme\u201d, ha detto il ministro guardando Esper.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">GLI INTERESSI IN IRAQ<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Lo stesso coordinamento riguarda l\u2019Iraq. Dopo l\u2019uccisione di Qassem Soleimani e la risoluzione del Parlamento iracheno (non vincolante) che chiedeva il ritiro delle truppe straniere, si \u00e8 acceso il dibattito sul ruolo della Coalizione internazionale anti-Isis. Nel frattempo, il rischio di crisi tra Iran e Usa ha spaventato molti Paesi coinvolti, che hanno predisposto parziali riduzioni dei contingenti. Non l\u2019Italia, che per prima ha confermato la propria presenza ottenendo per questo da subito il riconoscimento di Esper. L\u2019interesse italiano, ha ribadito oggi Guerini, \u00e8 preservare i risultati raggiunti nella lotta allo Stato islamico, fondamentali per garantire la stabilit\u00e0 di un Paese che per la Penisola \u00e8 importante partner energetico. Su questo il confronto al Pentagono \u00e8 stato ancora una volta \u201cmolto positivo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">LA RICHIESTA PER LA LIBIA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Stesso termine (\u201cpositivo\u201d) \u00e8 stato utilizzato in merito al colloquio sulla situazione in Libia. Con Esper \u00e8 stata condivisa \u201cla forte preoccupazione per la situazione determinatasi nel Paese\u201d. In particolare, ha detto Guerini, \u201csiamo preoccupati dalla presenza di attori esterni che hanno elevato l\u2019intensit\u00e0 del conflitto e reso pi\u00f9 complicata l\u2019applicazione degli esiti della Conferenza di Berlino\u201d. Per l\u2019Italia \u201cla soluzione alla crisi \u00e8 politica\u201d, ha spiegato il ministro, senza escludere per\u00f2 la possibilit\u00e0 che sia \u201csupportata da attivit\u00e0 anche militari per consentire, entro un mandato chiaro, il mantenimento delle condizioni in cui la soluzione politica si insedia\u201d. Due i punti sottolineati da Guerini: embargo della armi e un vero cessate-il-fuoco. A fronte della basa attenzione dedicata al dossier dagli americani, il ministro italiano ha presentato la richiesta di Roma: \u201cChiediamo agli Stati Uniti di mettere in campo tutto il peso politico possibile per chiamare gli attori coinvolti al rispetto degli esiti della conferenza di Berlino\u201d. Da Esper, ed \u00e8 questo il messaggio pi\u00f9 rilevante, sono arrivate \u201cposi. tive rassicurazioni\u201d.<\/p>\n<p><strong>Fonte :<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2020\/01\/guerini-esper-pentagono-libia\/\">https:\/\/formiche.net\/2020\/01\/guerini-esper-pentagono-libia\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Stefano Pioppi) Risuona l&#8217;inno di Mameli al Pentagono. Lorenzo Guerini ha incontrato il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Mark Esper. \u201cPositive rassicurazioni\u201d sono arrivate sul supporto alla linea italiana in Libia. 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