{"id":55888,"date":"2020-02-04T08:30:31","date_gmt":"2020-02-04T07:30:31","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55888"},"modified":"2020-02-03T22:09:26","modified_gmt":"2020-02-03T21:09:26","slug":"vladimir-lenin-tesi-sulle-questioni-nazionali-e-coloniali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55888","title":{"rendered":"Vladimir Lenin, \u201cTesi sulle questioni nazionali e coloniali\u201d,"},"content":{"rendered":"<p>Di <strong>TEMPO FERTILE (Alessandro Visalli)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Il secondo Congresso della III Internazionale, che si svolge dal 19 luglio al 7 agosto 1920, tra Pietrogrado e Mosca, affronta al punto 8 la questione coloniale, che nel seguito delle vicende del comunismo internazionale si rivela decisiva.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Nel primo abbozzo delle tesi, Lenin scrive un breve ed intenso testo<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, che viene studiato da un giovane ed entusiasta militante vietnamita, Nguyen ai Quoc (ovvero Ngiuen il patriota, poi noto come \u201cportatore di luce\u201d, Ho Chi Minh). Come racconta nel 1960, \u201cle tesi di Lenin destarono in me grande commozione, un grande entusiasmo, una grande fede, e mi aiutavano a vedere chiaramente i problemi\u201d. Il punto cui giunge \u00e8 che \u201csolo il socialismo, solo il comunismo pu\u00f2 liberare dalla schiavit\u00f9 sia i popoli oppressi che i lavoratori di tutto il mondo. Compresi come il vero patriottismo e l\u2019internazionalismo proletario siano inestricabilmente legati tra di loro\u201d<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">La bozza di Lenin si compone di dodici tesi:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u00a0 \u00a0 1-\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u201cUna posa astratta o formale del problema dell&#8217;uguaglianza in generale <em>e dell&#8217;uguaglianza nazionale in particolare<\/em>\u00a0\u00e8 nella natura stessa della democrazia borghese.\u00a0Sotto la maschera dell&#8217;uguaglianza dell&#8217;individuo in generale, la democrazia borghese proclama l&#8217;uguaglianza formale o legale del proprietario e del proletario, dello sfruttatore e degli sfruttati, ingannando cos\u00ec gravemente le classi oppresse.\u00a0Sul presupposto che tutti gli uomini sono assolutamente uguali, la borghesia sta trasformando l&#8217;idea di uguaglianza, che \u00e8 essa stessa un riflesso delle relazioni nella produzione di merci, in un&#8217;arma nella sua lotta contro l&#8217;abolizione delle classi.\u00a0Il vero significato della domanda di uguaglianza consiste nel fatto che \u00e8 una richiesta di abolizione delle classi\u201d.La bozza di Lenin si compone di dodici tesi:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">La prima tesi riprende la distinzione, di pura derivazione marxiana, della distinzione tra uguaglianza formale (o meramente legale) e sostanziale. Ma nel farlo ne slitta quasi inavvertitamente il significato dal piano dell\u2019individuo a quello della nazione. La stessa mossa di guardare solo alla formalit\u00e0 dell\u2019apparenza di indipendenza e di eguaglianza \u00e8 allora spostata dallo sfruttamento individuale a quello tra nazioni e l\u2019abolizione di questa (ovvero delle classi) ad abolizione delle differenze di rango, potenza e dominio tra nazioni.\u00a0<em>La prima tesi mette in movimento l\u2019intero testo<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">2-\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u201cIn conformit\u00e0 con il suo compito fondamentale di combattere la democrazia borghese ed esporre la sua falsit\u00e0 e ipocrisia,\u00a0<em>il Partito Comunista<\/em>, in quanto campione dichiarato della lotta proletaria per rovesciare il giogo borghese,\u00a0<em>deve basare la sua politica, anche sulla questione nazionale, non su principi astratti e formali ma, in primo luogo, su una valutazione precisa della specifica situazione storica e, soprattutto, delle condizioni economiche<\/em>;\u00a0secondo, su una chiara distinzione tra gli interessi delle classi oppresse, dei lavoratori e degli sfruttati, e il concetto generale di interessi nazionali nel loro insieme, che implica gli interessi della classe dominante;\u00a0terzo, su una distinzione altrettanto chiara tra gli oppressi\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">La seconda tesi entra nel merito producendo un\u2019avvertenza capitale: anche sulla questione nazionale il Partito Comunista non si deve basare sull\u2019applicazione pedissequa di principi astratti e formali (ad esempio sull\u2019universalismo astratto di Kant<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>) bens\u00ec su una pi\u00f9 concreta valutazione della situazione storica in campo e delle sue determinanti economiche. In questo senso bisogna prestare attenzione specifica a distinguere gli interessi dei lavoratori, degli sfruttati e degli oppressi, da quelli degli oppressori anche se nazionali, ovvero, in altri termini, tra gli interessi entro il contesto nazionale. La domanda circa il cosiddetto \u201cinteresse nazionale\u201d \u00e8 sempre \u201c<em>di chi?<\/em>\u201d Ma anche tra gli oppressi va compiuta una attenta valutazione, ci sono oppressi ed oppressi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u00a0 \u00a0 \u00a03-\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u201cLa guerra imperialista del 1914-18 ha rivelato molto chiaramente a tutte le nazioni e alle classi oppresse di tutto il mondo la falsit\u00e0 delle frasi democratiche borghesi, dimostrando praticamente che il Trattato di Versailles delle celebri \u2018democrazie occidentali\u2019 \u00e8 un ancora pi\u00f9 brutale e disgustoso atto di violenza contro le nazioni deboli di quanto non lo fosse il Trattato di Brest-Litovsk dei drogati tedeschi e dei Kaiser.\u00a0La Societ\u00e0 delle Nazioni e l&#8217;intera politica postbellica dell&#8217;Intesa rivelano questa verit\u00e0 con ancora maggiore chiarezza.\u00a0Intensificano ovunque la lotta rivoluzionaria sia del proletariato nei paesi avanzati sia delle masse lavoratrici nei paesi coloniali e dipendenti\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u00a0 \u00a0 \u00a04-\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u201cDa queste premesse fondamentali risulta che l&#8217;intera politica dell&#8217;Internazionale comunista sulle questioni nazionali e coloniali dovrebbe basarsi principalmente su un&#8217;unione pi\u00f9 stretta dei proletari e delle masse lavoratrici di tutte le nazioni e paesi per una lotta rivoluzionaria congiunta per rovesciare i proprietari terrieri e la borghesia.\u00a0Solo questa unione garantir\u00e0 la vittoria sul capitalismo, senza la quale \u00e8 impossibile\u00a0<em>l&#8217;abolizione dell&#8217;oppressione nazionale e della disuguaglianza<\/em>.\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Nella quarta tesi si trae una conseguenza logica, solo l\u2019unione dei proletari e delle masse lavoratrici (la distinzione \u00e8 specifica dell\u2019attenzione al mondo coloniale, in cui i lavoratori industriali spesso sono infima minoranza) di tutte le nazioni per quella che chiama \u201cuna lotta rivoluzionaria congiunta\u201d, potr\u00e0 rovesciare la situazione. E senza la finale vittoria sul capitalismo diventa impossibile\u00a0<em>sia l\u2019abolizione dell\u2019oppressione nazionale sia della disuguaglianza<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Questa chiusa \u00e8 della massima importanza per comprendere il compatto pensiero messo qui in evidenza da Lenin e perfettamente colto da Ho Chi Minh:\u00a0<em>l\u2019abolizione della ineguaglianza\u00a0<\/em>(ovvero la scomparsa delle classi, il trionfo del comunismo)<em>\u00a0\u00e8 possibile ed immaginabile solo se cessa contemporaneamente anche l\u2019oppressione nazionale<\/em>. L\u2019oppressione della borghesia nazionale verso i lavoratori, in ogni singola nazione, trae infatti specifica forza dalle relazioni che questa intrattiene, in termini di dominazione e di soggezione, con le altre in una catena ininterrotta che si tiene nel suo complesso.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u00a0 \u00a0 5-\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u201cLa situazione politica mondiale ha ora posto la dittatura del proletariato all&#8217;ordine del giorno.\u00a0Gli sviluppi politici mondiali sono necessariamente concentrati su un unico obiettivo: la lotta della borghesia mondiale contro la Repubblica russa sovietica, attorno alla quale sono inevitabilmente raggruppati, da un lato, i movimenti sovietici dei lavoratori avanzati in tutti i paesi e, dall&#8217;altro altro,\u00a0<em>tutti i movimenti di liberazione nazionale nelle colonie e tra le nazionalit\u00e0 oppresse<\/em>, che stanno imparando da amara esperienza che la loro unica salvezza sta nella vittoria del sistema sovietico sull&#8217;imperialismo mondiale.\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">In conseguenza la tesi di Lenin \u00e8 che l\u2019unica speranza di ogni singolo paese dominato, nel sistema mondiale capitalista, \u00e8 che l\u2019imperialismo sia sconfitto dal sistema sovietico in ogni luogo. \u00c8 da notare che qui viene usata la nozione di \u201cnazionalit\u00e0 oppresse\u201d, che pu\u00f2 essere mobilitata proprio perch\u00e9 la tesi 2 ha avvertito sulla interna frattura di queste \u201cnazionalit\u00e0\u201d. In altri termini, il fatto che alcune \u201cnazionalit\u00e0\u201d siano \u201coppresse\u201d non esclude, ma anzi dipende, dalla circostanza che entro di esse siano in opera i terminali umani e sociali di questa oppressione (le cosiddette \u201cborghesie compradore\u201d).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u00a0 \u00a0 6-\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u201cDi conseguenza, attualmente non \u00e8 possibile limitarsi a un nudo riconoscimento o annuncio della necessit\u00e0 di una pi\u00f9 stretta unione tra i lavoratori delle varie nazioni;\u00a0deve essere perseguita una politica che raggiunger\u00e0 la pi\u00f9 stretta alleanza, con la Russia sovietica, di tutti i movimenti di liberazione nazionali e coloniali.\u00a0La forma di questa alleanza dovrebbe essere determinata dal grado di sviluppo del movimento comunista nel proletariato di ciascun paese, o dal movimento di liberazione democratica borghese degli operai e dei contadini nei paesi arretrati o tra nazionalit\u00e0 arretrate.\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Nella sesta tesi, che anche nella formulazione, in particolare nella chiusa, mostra tutta la difficolt\u00e0 di operare in un campo altamente eterogeneo<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>\u00a0che in pratica avvolge tutto il mondo, si sposta sul piano pratico e indica quella che sar\u00e0 per alcuni decenni lo sfondo dello scontro triangolare Usa-Urss\/Cina-terzo mondo: i movimenti di liberazione nazionali e di lotta anticoloniale devono trovare \u201cla pi\u00f9 stretta alleanza\u201d con la Russia sovietica. Una forma di alleanza determinata dal grado di sviluppo relativo e che si allarga ai movimenti comunisti, ma anche ai semplici movimenti di liberazione democratici-borghesi e alle \u201cnazionalit\u00e0 arretrate\u201d. Tutte queste devono essere sottratte alla relazione imperiale, che \u00e8 lo strumento del dominio delle borghesie in ognuno dei paesi della catena centro-periferia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u00a0 \u00a07-\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u201cLa federazione \u00e8 una forma di transizione verso la completa unit\u00e0 dei lavoratori di diverse nazioni.\u00a0La fattibilit\u00e0 della federazione \u00e8 gi\u00e0 stata dimostrata in pratica sia dalle relazioni tra RSFSR e altre Repubbliche sovietiche (ungherese, finlandese\u00a0e lettone\u00a0in passato, sia dall&#8217;Azerbaigian e dall&#8217;ucraino al momento), e dalle relazioni all&#8217;interno della RSFSR in relazione a nazionalit\u00e0 che in precedenza non godevano n\u00e9 di statualit\u00e0 n\u00e9 di autonomia (ad esempio, le repubbliche autonome di Bashkir e Tatar nella RSFSR, fondate rispettivamente nel 1919 e nel 1920).\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u00a0 \u00a08-\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u201cA questo proposito, \u00e8 compito dell&#8217;Internazionale comunista sviluppare ulteriormente e anche studiare e testare per esperienza queste nuove federazioni, che stanno sorgendo sulla base del sistema sovietico e del movimento sovietico.\u00a0Nel riconoscere che la federazione \u00e8 una forma di transizione per completare l&#8217;unit\u00e0,\u00a0<em>\u00e8 necessario lottare per un&#8217;unit\u00e0 federale sempre pi\u00f9 stretta<\/em>, tenendo presente, in primo luogo, che le repubbliche sovietiche, circondate come sono dalle potenze imperialiste di tutto il mondo, che dal punto di vista militare sono incommensurabilmente pi\u00f9 forti &#8211; non pu\u00f2 assolutamente continuare ad esistere senza la pi\u00f9 stretta alleanza;\u00a0secondo, che \u00e8 necessaria una stretta alleanza economica tra le repubbliche sovietiche,\u00a0altrimenti le forze produttive che sono state rovinate dall&#8217;imperialismo non possono essere ripristinate e il benessere dei lavoratori non pu\u00f2 essere garantito;\u00a0terzo, che vi \u00e8 una tendenza alla creazione di un&#8217;unica economia mondiale, regolata dal proletariato di tutte le nazioni come un tutto integrale e secondo un piano comune.\u00a0Questa tendenza si \u00e8 gi\u00e0 manifestata abbastanza chiaramente sotto il capitalismo ed \u00e8 destinata ad essere ulteriormente sviluppata e portata a compimento sotto il socialismo\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">La settima ed ottava tesi sono strettamente interne alla dinamica della formazione dell\u2019Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche e al dibattito interno (ad esempio con Stalin)<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. Tuttavia va notato il triplice argomento che Lenin avanza, l\u2019unit\u00e0 pi\u00f9 stretta serve: 1- per rispondere alla potenza occidentale; 2- per integrare l\u2019economia, raggiungendo la scala idonea; 3- perch\u00e9 la tendenza generale \u00e8 per \u201cun\u2019unica economia mondiale\u201d, che sotto il dominio del proletariato resta tale, ma regolata dalla pianificazione in un \u201ctutto integrale\u201d, mentre sotto il capitalismo appare meramente come tendenza che non riesce a svilupparsi compiutamente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Qui appare, come in altri luoghi del lavoro leniniano, un certo schematismo, nella pratica sempre superato dalla preminenza della prassi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u00a0 \u00a09-\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u201cLa politica nazionale dell&#8217;Internazionale comunista nell&#8217;ambito delle relazioni all&#8217;interno dello stato non pu\u00f2 essere limitata al riconoscimento nudo, formale, puramente dichiarativo e in realt\u00e0 non impegnativo dell&#8217;uguaglianza delle nazioni a cui si confinano i democratici borghesi e quelli che assumono il nome di socialisti (come i socialisti della Seconda Internazionale). In tutta la loro propaganda e agitazione &#8211; sia all&#8217;interno del parlamento che al di fuori di esso &#8211; i partiti comunisti devono costantemente esporre quella costante violazione dell&#8217;uguaglianza delle nazioni e dei diritti garantiti delle minoranze nazionali che deve essere vista in tutti i paesi capitalisti, nonostante la loro \u2018democrazia\u2019, \u2018Costituzioni\u2019.\u00a0\u00c8 anche necessario, innanzitutto, spiegare costantemente che\u00a0<em>solo il sistema sovietico \u00e8 in grado di garantire un&#8217;autentica uguaglianza di nazioni, unendo prima i proletari e poi l&#8217;intera massa della popolazione attiva nella lotta contro la borghesia<\/em>;\u00a0e, in secondo luogo, che\u00a0<em>tutti i partiti comunisti dovrebbero fornire aiuti diretti ai movimenti rivoluzionari tra le nazioni dipendenti e sfavorite (ad esempio, Irlanda, negri americani, ecc.) e nelle colonie<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Senza quest&#8217;ultima condizione, che \u00e8 particolarmente importante, la lotta contro l&#8217;oppressione delle nazioni e delle colonie dipendenti, cos\u00ec come il riconoscimento del loro diritto alla secessione, non sono che un&#8217;insegna falsa, come dimostrano i partiti della Seconda Internazionale\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">La nona tesi ritorna sulla distinzione tra riconoscimento \u201cnudo\u201d, \u201cformale\u201d, o \u201cmeramente dichiarativo\u201d dell\u2019uguaglianza (tra nazioni) e\u00a0<em>l\u2019autentica uguaglianza<\/em>. Questa \u00e8 possibile solo se si supera la meccanica del dominio che attraversa le relazioni tra classi e tra nazioni. Oppressione nazionale e disuguaglianza entro queste sono due facce della medesima moneta (tesi 4). Fornire aiuto, come per lo pi\u00f9 l\u2019Urss far\u00e0, ai paesi dipendenti e sfavoriti e alle colonie \u00e8 nel migliore interesse del proletariato di tutti i paesi. Naturalmente aiuto volto a ridurre e spezzare i legami di dipendenza e l\u2019estrazione di risorse sulle quali si fonda il dominio borghese internazionale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u00a0 10-\u00a0\u00a0\u201cIl riconoscimento\u00a0<em>dell&#8217;internazionalismo in parola<\/em>\u00a0e la sua\u00a0<em>sostituzione in atto con nazionalismo e pacifismo piccolo-borghese<\/em>, in tutta la propaganda, l&#8217;agitazione e il lavoro pratico, \u00e8 molto comune, non solo tra le parti della Seconda Internazionale, ma anche tra quelle che si sono ritirate da esse, e spesso anche tra i partiti che ora si definiscono comunisti.\u00a0L&#8217;urgenza della lotta contro questo male, contro i pregiudizi nazionali piccolo-borghesi pi\u00f9 radicati, incombe sempre pi\u00f9 con l&#8217;esigenza crescente del compito di\u00a0<em>convertire la dittatura del proletariato da una dittatura nazionale<\/em>\u00a0(cio\u00e8, esistente in un singolo paese e incapace di determinare la politica mondiale)\u00a0<em>in una politica internazionale<\/em>\u00a0(cio\u00e8 una dittatura del proletariato che coinvolge almeno diversi paesi avanzati,\u00a0e capace di esercitare\u00a0<em>un&#8217;influenza decisiva<\/em>\u00a0sulla politica mondiale nel suo insieme).\u00a0Il nazionalismo piccolo-borghese proclama come internazionalismo il semplice riconoscimento dell&#8217;uguaglianza delle nazioni e niente di pi\u00f9.\u00a0A parte il fatto che questo riconoscimento \u00e8 puramente verbale, il nazionalismo piccolo-borghese conserva intatto l&#8217;interesse personale nazionale, mentre l&#8217;internazionalismo proletario richiede, in primo luogo, che gli interessi della lotta proletaria in un singolo paese siano subordinati agli interessi di quella lotta su scala mondiale e, in secondo luogo, che una nazione che sta ottenendo la vittoria sulla borghesia dovrebbe essere in grado e disposta a compiere i pi\u00f9 grandi sacrifici nazionali per il rovesciamento del capitale internazionale.\u00a0Pertanto, in paesi che sono gi\u00e0 pienamente capitalisti e hanno partiti operai che agiscono davvero come l&#8217;avanguardia del proletariato, la lotta contro le distorsioni pacifiste opportuniste e piccolo borghesi del concetto e della politica dell&#8217;internazionalismo \u00e8 un compito primario e cardinale\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Nella decima tesi viene attaccata la contraddizione tra un \u201cinternazionalismo in parola\u201d (ovvero solo declamato) e un \u201cnazionalismo in atto\u201d, nei partiti operai. Qui si apre una delle linee di faglia pi\u00f9 profonde nella storia pratica dello sviluppo del \u201ccampo socialista\u201d. Lenin enuncia una sorta di teorema perfettamente logico (ma difficilmente applicabile in forma pura, almeno nelle condizioni date): fino a che il sistema comunista vive in un solo, relativamente debole come l\u2019Urss nel \u201920, paese \u00e8 \u201cincapace di determinare la politica mondiale\u201d. In altri termini \u00e8 ad essa soggiacente. \u00c8 quindi necessario rispondere alla \u201cesigenza crescente\u201d (da notare il termine pratico cui si appoggia) di convertirla in una forma che coinvolga \u201calmeno diversi paesi avanzati\u201d in modo da avere \u201cuna influenza decisiva sulla politica mondiale nel suo insieme\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Nel migliore interesse stesso della rivoluzione, e per romperne in qualche modo l\u2019assedio, \u00e8 necessario rispondere al compito \u201cprimario e cardinale\u201d, di mera sopravvivenza in ultima analisi, di impegnare tutte le risorse possibili per rovesciare il capitale internazionale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">E\u2019 difficile sfuggire alla logica di questo argomento, ma va compresa nei termini geopolitici e di mera e concreta logica che sono qui posti. Non si tratta dell\u2019astratta rispondenza ad una \u201ctendenza\u201d, come nella tesi 8, per la quale sacrificare la rivoluzione sarebbe stato alieno dalla mentalit\u00e0 pratica del nostro<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>, ma di creare le condizioni di potenza per sostenere lo scontro con un capitalismo internazionale ed imperialista allargato al resto del mondo. I due mondi che da ora e fino al 1991 si contrapporranno, dovranno avere una certa quale dimensione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u00a0 11-\u00a0\u00a0\u201cPer quanto riguarda gli stati e le nazioni pi\u00f9 arretrati, in cui predominano le relazioni feudali o patriarcali e patriarcali-contadine, \u00e8 particolarmente importante tenere presente:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0in primo luogo, che tutti i partiti comunisti devono assistere il movimento di liberazione democratica borghese in questi paesi e che il dovere di fornire l&#8217;assistenza pi\u00f9 attiva spetta principalmente ai lavoratori del paese da cui la nazione arretrata dipende colonialmente o finanziariamente;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0secondo, la necessit\u00e0 di una lotta contro il clero e altri influenti elementi reazionari e medievali nei paesi arretrati;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0terzo, la necessit\u00e0 di combattere il pan-islamismo e tendenze simili, che si sforzano di combinare il movimento di liberazione contro l&#8217;imperialismo europeo e americano con un tentativo di rafforzare le posizioni dei khan, dei proprietari terrieri, dei mullah, ecc;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0in quarto luogo, la necessit\u00e0, nei paesi arretrati, di fornire un sostegno speciale al movimento contadino contro i proprietari terrieri, contro la propriet\u00e0 fondiaria e contro tutte le manifestazioni o le sopravvissute del feudalesimo, e di sforzarsi di dare al movimento contadino il carattere pi\u00f9 rivoluzionario stabilendo il pi\u00f9 vicino possibile alleanza tra il proletariato comunista dell&#8217;Europa occidentale e il movimento contadino rivoluzionario in Oriente, nelle colonie e nei paesi arretrati in generale.\u00a0\u00c8 particolarmente necessario fare ogni sforzo per applicare i principi di base del sistema sovietico nei paesi in cui prevalgono le relazioni precapitaliste &#8211; istituendo \u2018Soviet dei lavoratori\u2019, ecc .;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0quinto, la necessit\u00e0 di una lotta risoluta contro i tentativi di togliere una colorazione comunista alle tendenze di liberazione democratica borghese nei paesi arretrati;\u00a0l&#8217;Internazionale comunista dovrebbe sostenere i movimenti nazionali democratici borghesi nei paesi coloniali e arretrati solo a condizione che, in questi paesi, gli elementi dei futuri partiti proletari, che saranno comunisti non solo di nome, siano riuniti e formati per comprendere i loro compiti speciali cio\u00e8 quelli della lotta contro i movimenti democratici borghesi all&#8217;interno delle loro stesse nazioni.\u00a0L&#8217;Internazionale comunista deve stringere un&#8217;alleanza temporanea con la democrazia borghese nei paesi coloniali e arretrati, ma non dovrebbe fondersi con essa,<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0sesto, la necessit\u00e0 di spiegare ed esporre costantemente tra le masse lavoratrici pi\u00f9 vaste di tutti i paesi, e in particolare dei paesi arretrati, l&#8217;inganno praticato sistematicamente dalle potenze imperialiste che, sotto le sembianze di stati politicamente indipendenti, istituiscono stati che sono totalmente dipende da loro economicamente, finanziariamente e militarmente.\u00a0Nelle attuali condizioni internazionali non c&#8217;\u00e8 salvezza per le nazioni dipendenti e deboli se non in un&#8217;unione di repubbliche sovietiche\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">L\u2019undicesima tesi si concentra sugli stati pi\u00f9 \u201carretrati\u201d (che descrive secondo abbiano il predominio di relazioni precapitalistiche) e dichiara quindi, coerentemente, che si devono appoggiare anche i movimenti anticoloniali di tipo democratico-borghese, e che lo deve fare soprattutto la classe lavoratrice del paese colonialista. Inoltre ribadisce al quinto e sesto punto una cosa importante: l\u2019alleanza interclassista con le forze borghesi \u00e8 temporanea, bisogna al contempo lavorare perch\u00e9 si formi e cementino le forze in grado di superarla quando sar\u00e0 il momento.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u00a0 12-\u00a0\u00a0\u201cL&#8217;antica oppressione delle nazionalit\u00e0 coloniali e deboli da parte delle potenze imperialiste non solo ha riempito le masse lavoratrici dei paesi oppressi di animosit\u00e0 verso le nazioni oppressive, ma ha anche suscitato sfiducia in queste nazioni in generale, anche nel loro proletariato.\u00a0Il tradimento spregevole del socialismo da parte della maggioranza dei leader ufficiali di questo proletariato nel 1914-19, quando la \u2018difesa del paese\u2019 fu usata come un mantello social-sciovinista per nascondere la difesa del \u2018diritto\u2019 della loro \u2018propria\u2019 borghesia a opprimere le colonie e i paesi dipendenti dal punto di vista finanziario, avrebbero sicuramente rafforzato questa sfiducia perfettamente legittima.\u00a0D&#8217;altra parte, pi\u00f9 il paese \u00e8 arretrato, pi\u00f9 forte \u00e8 la presa della produzione agricola su piccola scala,\u00a0patriarcalit\u00e0 e isolamento, che inevitabilmente conferiscono particolare forza e tenacia al pi\u00f9 profondo dei pregiudizi piccolo-borghesi, vale a dire all&#8217;egoismo nazionale e alla ristrettezza nazionale.\u00a0Questi pregiudizi sono destinati a estinguersi molto lentamente, poich\u00e9 possono scomparire solo dopo che l&#8217;imperialismo e il capitalismo sono scomparsi nei paesi avanzati e dopo che l&#8217;intera fondazione della vita economica dei paesi arretrati \u00e8 cambiata radicalmente.\u00a0\u00c8 quindi dovere del proletariato comunista coscienza della classe di tutti i paesi considerare con particolare cautela e attenzione la sopravvivenza dei sentimenti nazionali nei paesi e tra le nazionalit\u00e0 che sono state oppresse da pi\u00f9 tempo;\u00a0\u00e8 altrettanto necessario fare alcune concessioni al fine di superare pi\u00f9 rapidamente questa sfiducia e questi pregiudizi.\u00a0La completa vittoria sul capitalismo non pu\u00f2 essere ottenuta a meno che il proletariato e, a seguito di esso, la massa di lavoratori in tutti i paesi e le nazioni del mondo si impegnino volontariamente per alleanza e unit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Infine al dodicesimo punto \u00e8 descritto il difficile lavoro necessario per superare i pregiudizi che le classi doppiamente oppresse nelle colonie, anche con buona ragione e memoria, conservano verso le forze dei lavoratori nei paesi dominanti. Ci\u00f2 \u00e8 sia reale sia motivato, ma va superato se si vuole superare il sistema di oppressione capitalista alla scala complessiva. \u00c8 necessaria alleanza e unit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">E\u2019 passato quasi esattamente un secolo, e moltissime condizioni sono mutate, scritto all\u2019avvio di una fase di entusiasmo e di ascesa del dominatore americano rispetto a quello britannico, ovvero entro una transizione di egemonia che sar\u00e0 completata con la seconda guerra mondiale, il testo di Lenin intravede ante litteram il grandissimo movimento di liberazione anticoloniale che impegner\u00e0 il successivo quarantennio. Forte della sua analisi sull\u2019imperialismo<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>\u00a0inquadra il problema del superamento dell\u2019ineguaglianza e dello sfruttamento come un dilemma che si pu\u00f2 risolvere solo a livello globale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ma questa tesi, spesso ripetuta senza una reale comprensione, non implica affatto che la lotta non debba essere nazionale. Pensarlo sarebbe ricadere nel formalismo e del pedantismo di un pensiero limitato, sull\u2019applicazione pedissequa di principi astratti e formali, come scrive nella tesi 2. Bisogna sempre partire dalla concreta valutazione della situazione storica, nelle determinanti economiche. L\u2019oppressione nazionale, ovvero tra nazioni, e quella creata dalle ineguaglianze tra le classi in un singolo paese stanno in piedi e cadono insieme. \u00c8 vero, ma nella pratica ci\u00f2 ricade sul dovere, per interesse ben inteso, \u201cinternazionalista\u201d dei paesi che si sono liberati di indebolire l\u2019intera catena del dominio economico-finanziario (e militare) del capitale internazionale. Non implica il suicidio di questi, o l\u2019impossibilit\u00e0 di agire se le condizioni si danno. \u00c8 la stessa azione di Lenin a mostrarlo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ci ritorna nella decima tesi, ma a leggerla con attenzione l\u2019argomento \u00e8 eminentemente pratico (mentre quello alla tesi otto, terza parte \u00e8 un puro esercizio di stile): se resta isolato, e debole, un paese socialista subir\u00e0 l\u2019assedio economico-commerciale e finanche militare<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>, l\u2019unica possibilit\u00e0 a lungo termine di resistere \u00e8 di allargarsi a \u201cdiversi paesi avanzati\u201d, in modo da esercitare una \u201cinfluenza decisiva\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ne deriver\u00e0 quella che sar\u00e0 sempre una delle linee di condotta del campo socialista, cercare di allargare la solidariet\u00e0 verso i paesi subalterni e coloniali, facendo comprendere che la liberazione \u00e8 nel comune interesse. A tal fine diventano possibili anche alleanze temporanee con le forze nazionaliste e democratico-borghesi (ma non con quelle reazionarie).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Purch\u00e9 temporanee.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0&#8211; Per il testo integrale si veda:\u00a0<a href=\"https:\/\/marxists.catbull.com\/archive\/lenin\/works\/1920\/jun\/05.htm\">https:\/\/marxists.catbull.com\/archive\/lenin\/works\/1920\/jun\/05.htm<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0&#8211; Ho Chi Minh, \u201cIl cammino che mi ha portato al leninismo\u201d, articolo per la \u201cProblemy Vostokovedenija\u201d, n.2, 1960, in Ho Chi Minh, \u201c<em>Patriottismo e internazionalismo. Scritti e discorsi 1919-1969<\/em>\u201d, ed. Marx XXI, 2019, p.434.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0&#8211; Cfr, Immanuel Kant, \u201c<em>La pace perpetua<\/em>\u201d,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0&#8211; Nella premessa Lenin indica i campi geografici ai quali pensa:\u00a0esperienza austriaca; Esperienza polacco-ebraica e ucraina; Alsazia-Lorena e Belgio; Irlanda; Relazioni danese-tedesche, italo-francesi e italo-slave; Esperienza nei Balcani; Popoli orientali; La lotta contro il pan-islamismo; Relazioni nel Caucaso; Le repubbliche baschiro e tatara; Kirghizia;\u00a0Turkestan, la sua esperienza; Negri in America; colonie; Cina-Corea del Giappone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0&#8211; Stalin non era d&#8217;accordo con la proposta di Lenin sulla differenza tra le relazioni federali tra le repubbliche sovietiche basate sull&#8217;autonomia e tra repubbliche indipendenti.\u00a0In una lettera a Lenin, datata 12 giugno 1920, dichiar\u00f2 che in realt\u00e0 \u2018non vi \u00e8 alcuna differenza tra questi due tipi di relazioni federali, oppure \u00e8 cos\u00ec piccolo da essere trascurabile\u2019.\u00a0Stalin continu\u00f2 a sostenerlo in seguito, quando, nel 1922, propose \u2018l&#8217;autonomia\u2019 delle repubbliche sovietiche indipendenti.\u00a0Queste idee furono criticate in dettaglio da Lenin nel suo articolo \u2018<em>La questione delle nazionalit\u00e0 o Autonomizzazione<\/em>\u2019, e nella sua lettera ai membri dell&#8217;Ufficio Politico \u201cSulla formazione dell&#8217;URSS\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0&#8211; Inutile ricordare che questo punto sar\u00e0 poi elevato ad uno dei centri principali della divaricazione tra i seguaci di Leon Trotsky e Giuseppe Stalin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0&#8211; Si veda Lenin, \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2019\/11\/vladimir-ilic-lenin-limperialismo-fase.html\">L\u2019imperialismo fase suprema del capitalismo<\/a><\/em>\u201d, 1916.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0&#8211; Siamo nel 1920, la rivoluzione era avvenuta in due tempi solo tre anni prima, e la guerra civile era in corso, terminer\u00e0 solo dopo altri due anni. Dal 1918 Kornilov, ed i suoi successori, operano sul Don. Solo un anno prima, a settembre 1919 la rivoluzione era stata sul punto di crollare ed a ottobre gir\u00f2 con la vittoria nell\u2019assedio di Pietrogrado. Quando il testo \u00e8 scritto, a giugno 1920 l\u2019armata rossa \u00e8 in avanzata su quasi tutti i fronti, ma la guerra non \u00e8 ancora finita e numerosi corpi di spedizione occidentali (e giapponesi) sono su territorio sovietico. La cosa non potrebbe essere pi\u00f9 concreta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2020\/02\/vladimir-lenin-tesi-sulle-domande.html\">http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2020\/02\/vladimir-lenin-tesi-sulle-domande.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di TEMPO FERTILE (Alessandro Visalli) &nbsp; Il secondo Congresso della III Internazionale, che si svolge dal 19 luglio al 7 agosto 1920, tra Pietrogrado e Mosca, affronta al punto 8 la questione coloniale, che nel seguito delle vicende del comunismo internazionale si rivela decisiva. 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