{"id":56058,"date":"2020-02-12T10:30:34","date_gmt":"2020-02-12T09:30:34","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56058"},"modified":"2020-02-09T11:07:50","modified_gmt":"2020-02-09T10:07:50","slug":"come-la-russia-trivellera-lafrica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56058","title":{"rendered":"Come la Russia triveller\u00e0 l\u2019Africa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di\u00a0<strong>ALESSANDRO SPERANDIO<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"entry-thumbnail margin-bottom-30\">\n<div class=\"post-thumbnail\">\n<div class=\"thumb-w\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/africaliberoscambio.jpg\" alt=\"Cina Africa Russia\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>La Russia guarda all\u2019Africa: le sanzioni internazionali hanno costretto Mosca a guardare al di l\u00e0 delle consuete regioni di investimento<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Quando si \u00e8 tenuto il primo vertice Russia-Africa nell\u2019ottobre 2019, la maggior parte degli osservatori del settore riteneva che gran parte dei progetti in discussione non avrebbe superato la fase delle Decisione finale di investimento (Fid) sopratutto per le diverse prospettive economiche in campo. Al contrario, invece, oltre alle esportazioni di grano, alle tecnologie nucleari, alle armi convenzionali e all\u2019estrazione di minerali, anche il petrolio \u00e8 stato preso in grande considerazione. Con l\u2019accordo Opec Plus \u2013 entrato ormai nel suo terzo anno consecutivo e il prezzo del petrolio che si \u00e8 stabilizzato intorno ai 60 dollari al barile \u2013 le compagnie petrolifere russe hanno abbastanza denaro da investire, ma stando ben attente alle incertezze future dei progetti nazionali, che rischiano di finire nella categoria della \u201ccapacit\u00e0 produttiva di riserva\u201d.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\">LE SANZIONI HANNO COSTRETTO MOSCA A GUARDARE ALL\u2019ESTERO<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\">Le sanzioni internazionali e le derive che esse comportano, infatti, hanno costretto la Russia a guardare al di l\u00e0 delle consuete regioni di investimento a cominciare dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/non-solo-nord-stream-2-come-merkel-e-putin-non-russano\/\">Europa<\/a>\u00a0che dal 2014 non \u00e8 praticamente pi\u00f9 presa in considerazione. Gazprom \u00e8 infatti un investitore poco gradito nel Vecchio Continente e anche societ\u00e0 private come la Lukoil hanno deciso di cedere le attivit\u00e0 downstream riducendo la presenza retail. Stesso discorso per quanto riguarda Stati Uniti e Canada per motivi prevalentemente politici, mentre le compagnie petrolifere nazionali del Medio Oriente sono cresciute fino a diventare concorrenti dei russi, a loro volta alla ricerca di opportunit\u00e0 per diversificare il proprio portafoglio. A causa di tutti questi fattori, l\u2019Africa \u00e8 emersa quindi in modo piuttosto naturale come regione adatta agli investimenti russi.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\">NESSUN COLLEGAMENTO CON LE DECISIONI OPEC PLUS?<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\">Il ministero dell\u2019Energia russo, tuttavia, si \u00e8 rifiutato pi\u00f9 volte di collegare l\u2019interesse della Russia per l\u2019Africa con i tagli imposti dall\u2019Opec Plus, affermando che i progetti greenfield richiedono di solito 5-7 anni prima della messa in funzione, un divario temporale troppo ampio per poter influenzare qualsiasi previsione. Eppure nessuno sa esattamente quando i tagli dell\u2019Opec Plus si fermeranno e le compagnie petrolifere devono prepararsi per il futuro e non possono agire solo in seguito alla decisione (di solito abbastanza improvvisa) di aumentare la produzione a livelli normali. Con gran parte delle major americane ora concentrate sugli shale interni e sugli sviluppi in acque profonde, la Russia ha in sostanza intravisto in Africa occidentale un nuovo ruolo per se stessa.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\">IN REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO IL PRIMO ACCORDO CON LA VEB RUSSA<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo quadro, la Repubblica Democratica del Congo (Rdc) \u00e8 emersa come una delle aree chiave per gli investimenti russi in Africa. La Rdc non \u00e8 il primo paese africano a registrare investimenti russi di per s\u00e9 \u2013 Rosneft ha gi\u00e0 acquistato partecipazioni in progetti di produzione di gas in Egitto (Zohr) e Mozambico, mentre Lukoil ha avuto una vicenda piuttosto caotica in Ghana -. Tuttavia la Rdc pu\u00f2 essere considerato il primo paese in cui le aziende russe sono in grado di assumere impegni complessi, comprese le soluzioni relative alle infrastrutture. A differenza del passato, questi impegni non saranno presi da una compagnia petrolifera e del gas, ma dalla VEB, la societ\u00e0 statale per lo sviluppo: e nei prossimi mesi VEB e la compagnia petrolifera congolese SNPC dovrebbero concludere l\u2019accordo per la costruzione di un oleodotto per i prodotti petroliferi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo oleodotto della capacit\u00e0 di 2,1 mtpa collegher\u00e0 il porto congolese di Pointe Noire con il terminal di Maloukou vicino a Kinshasa, fornendo sia benzina e diesel, sia kerosene per l\u2019aviazione. Secondo quanto riferito da Oilprice.com, \u201cil principale produttore russo di tubi d\u2019acciaio TMK dovrebbe aggiudicarsi il contratto per l\u2019oleodotto congolese nelle prossime settimane, ma resta ancora da vedere quale compagnia petrolifera accetter\u00e0 il lavoro. Il fatto che sia la societ\u00e0 di sviluppo statale ad assumere il ruolo di interfaccia tra le imprese petrolifere statali congolesi e quelle russe implica che non \u00e8 necessario che siano le major ad essere coinvolte. E in effetti l\u2019esperienza in Siria dimostra che compiti di tale difficolt\u00e0 potrebbero essere assegnati a nuove societ\u00e0 (anche se con personale esperto) che si avvalgono del sostegno del governo\u201d.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\">LUKOIL \u00c8 ENTRATA IN CONGO AL FIANCO DI ENI<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019accordo per l\u2019oleodotto arriva a distanza di pochi mesi dall\u2019entrata in Congo della principale compagnia petrolifera privata russa la Lukoil con l\u2019acquisto del 25 per cento del blocco di licenze di Marine XII. Marine XII, gestito da ENI, comprende cinque campi scoperti con una riserva totale di 1,3 Miliardi di barili che dovrebbero raggiungere un livello di produzione di 100 mila barili giornalieri, sostanzialmente triplicato rispetto all\u2019attuale livello di produzione di circa 30 mila barili giornalieri. L\u2019investimento di 770 milioni di dollari su Marine XII andr\u00e0 ad integrare il precedente coinvolgimento di Lukoil nell\u2019offshore del Ghana dove l\u2019obiettivo \u00e8 iniziare le perforazioni per sviluppare il campo ultra-profondo di Pecan (con riserve stimate a 0,34 miliardi di barili) che si trova nel blocco Deepwater Tano Cape Three Points. Oltre a ci\u00f2, Lukoil e la societ\u00e0 statale russa di esplorazione geologica Rosgeologia hanno firmato accordi separati con la Guinea Equatoriale per le future attivit\u00e0 di esplorazione nel Paese.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\">LA RUSSIA CERCA UN PROPRIO RUOLO NEL GOLFO DI GUINEA<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cCon la maggior parte della Nigeria apparentemente prenotata da major internazionali che hanno scelto di trasferirsi in Africa occidentale molto prima, la Russia sembra essere insomma alla ricerca di un posto tutto suo nella parte meridionale del Golfo di Guinea \u2013 si legge su\u00a0Oilprice.com\u00a0-. L\u2019accordo per l\u2019oleodotto con la Repubblica Democratica del Congo rafforza la sua presenza sul mercato congolese in quanto verr\u00e0 utilizzato per alimentare sia Kinshasa sia Brazzaville. Potrebbero rientrare in gioco anche potenziali attivit\u00e0 upstream in Camerun \u2013 Lukoil ha acquisito una partecipazione del 37,5% nel campo offshore di Etinde nel 2014 \u2013 se l\u2019azienda russa decidesse di avviare il suo programma di perforazione nella regione. Se a questo si aggiunge la prospettiva di un successo della valutazione\/perforazione russa in Guinea Equatoriale, si ottiene una rete abbastanza fitta di copertura in Africa occidentale\u201d.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\">LA RAGIONE PER CUI LE AZIENDE RUSSE HANNO TUTTO QUESTO INTERESSE PER L\u2019AFRICA<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma qual \u00e8 la ragione per cui le aziende russe hanno tutto questo interesse per l\u2019Africa? \u201cIn primo luogo, perch\u00e9 hanno obiettivi interni da raggiungere che, data la tolleranza zero per qualsiasi sostanziale liberalizzazione del mercato, saranno piuttosto difficili da raggiungere se si concentreranno esclusivamente sui progetti in patria \u2013 si legge su Oilprice.com -. Rosneft \u00e8 un caso esemplificativo in questo contesto: poich\u00e9 Gazprom ha mantenuto il suo monopolio sulle esportazioni di gasdotti, Rosneft non ha sostanzialmente raggiunto l\u2019obiettivo di produrre 100 miliardi di mc all\u2019anno di gas entro il 2020. Tuttavia, con un paio di investimenti simili a quelli di Zohr, pu\u00f2 recuperare ci\u00f2 che \u00e8 stato potenzialmente perso all\u2019interno del paese in progetti all\u2019estero. In secondo luogo, l\u2019Opec Plus sta facendo pressione sulle aziende affinch\u00e9 non perdano le occasioni che si possono presentare in quadro in cui tutte gli altri paesi e compagnie sono alla ricerca di nuove opportunit\u00e0, nel senso quindi che concentrarsi esclusivamente sulla Russia sarebbe una strategia notevolmente miope\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Estratto di un articolo pubblicato su Energiaoltre.it,\u00a0<a href=\"https:\/\/energiaoltre.it\/ecco-perche-mosca-scommette-su-petrolio-e-gas-africano\/\">qui la versione integrale<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/energia\/russia-africa\/\">https:\/\/www.startmag.it\/energia\/russia-africa\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0ALESSANDRO SPERANDIO La Russia guarda all\u2019Africa: le sanzioni internazionali hanno costretto Mosca a guardare al di l\u00e0 delle consuete regioni di investimento Quando si \u00e8 tenuto il primo vertice Russia-Africa nell\u2019ottobre 2019, la maggior parte degli osservatori del settore riteneva che gran parte dei progetti in discussione non avrebbe superato la fase delle Decisione finale di investimento (Fid) sopratutto per le diverse prospettive economiche in campo. 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