{"id":56126,"date":"2020-02-12T10:00:44","date_gmt":"2020-02-12T09:00:44","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56126"},"modified":"2020-02-11T15:37:05","modified_gmt":"2020-02-11T14:37:05","slug":"crollo-industria-senza-investimenti-pubblici-litalia-e-spacciata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56126","title":{"rendered":"CROLLO INDUSTRIA\/ \u201cSenza investimenti pubblici l\u2019Italia \u00e8 spacciata\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di IL SUSSIDIARIO (Marco Biscella)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdnx.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/10\/conte_gualtieri_1_lapresse1280.jpg\" alt=\"manovra\" \/><\/p>\n<div class=\"alt_image\" style=\"text-align: center\"><em>Il premier Giuseppe Conte con il ministro dell&#8217;Economia Roberto Gualtieri (LaPresse)<\/em><\/div>\n<div class=\"social-shares-wrapper\">\n<h2 class=\"description\" style=\"text-align: justify\"><em><strong>Nel 2019 la produzione industriale italiana \u00e8 tornata a scendere (-1,3%) dopo 5 anni. Ora la questione manifatturiera rischia di diventare quasi insanabile<\/strong><\/em><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2019 la produzione industriale \u00e8 tornata a scendere dopo cinque anni. Secondo l\u2019Istat, si stima infatti un calo dell\u20191,3% rispetto al 2018, quando si era registrata una crescita dello 0,6%: \u00e8 la prima diminuzione dal 2014 ed \u00e8 la pi\u00f9 ampia dal 2013. \u201cOra la questione industriale in Italia \u2013 osserva Luigi Campiglio, professore di politica economica all\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Milano \u2013 rischia di diventare quasi insanabile. Se non riprendiamo a crescere, finiremo per rimanere intrappolati in una situazione da cui poi diventa obiettivamente molto difficile uscire. E in questo intrappolamento generale, non si tratta di far intervenire stabilmente il pubblico. Ma tocca al potere politico la responsabilit\u00e0 di rimettere in movimento la struttura produttiva\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Secondo l\u2019Istat la produzione industriale non era cos\u00ec bassa dal 2012. \u00c8 vero che rallentano anche Germania e Francia, che la Cina risentir\u00e0 dell\u2019epidemia da coronavirus e che presto sentiremo gli effetti della Brexit, ma \u00e8 tutta e solo colpa di uno scenario internazionale che si fa di nuovo molto cupo?<\/strong><\/p>\n<div class=\"adv-container fr-adv\" style=\"text-align: justify\"><ins class=\"adsbygoogle\" data-ad-client=\"ca-pub-1304272705550746\" data-ad-slot=\"1908347381\" data-adsbygoogle-status=\"done\"><ins id=\"aswift_1_expand\"><ins id=\"aswift_1_anchor\"><\/ins><\/ins><\/ins><\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">I fattori elencati bastano e avanzano e l\u2019analisi dell\u2019Istat mostra quanto il livello di produzione industriale in Italia sia tornato indietro al 2016. Ma il dato che pi\u00f9 balza agli occhi \u00e8 che a dicembre 2019, prendendo il valore 2015 uguale a 100, la produzione italiana e quella tedesca sono pi\u00f9 o meno sullo stesso piano, poco sopra 88. In pratica, stiamo seguendo molto da vicino, quasi incollati, la dinamica della produzione industriale tedesca. Osserviamo, cio\u00e8, una contrazione della produzione industriale in dicembre che va in parallelo con quella della Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I dati dell\u2019Istat ci dicono che la crisi della produzione italiana \u00e8 un po\u2019 diffusa in tutti i settori\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E questo \u00e8 un dato che ci deve preoccupare: il 2019 sul 2018 inanella una sfilza di segni meno. Qualora dovesse proseguire questo trend, soprattutto la diffusione a tutti i settori industriali, ci dobbiamo attendere una frenata nel primo trimestre 2020.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Infatti,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/finanza-e-politica-da-visco-e-fitch-unaltra-doccia-gelata-per-governo-e-pil\/1983422\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">dopo l\u2019allarme del governatore della Banca d\u2019Italia, Ignazio Visco,<\/a>\u00a0in merito alle possibili ripercussioni negative sulla gi\u00e0 debole ripresa italiana dell\u2019epidemia da coronavirus, ieri l\u2019Ufficio parlamentare di bilancio ha tagliato le stime 2020 della crescita a un modesto +0,2% rispetto al +0,5% indicato dal governo. Un altro anno perso? Non c\u2019\u00e8 il rischio che la questione manifatturiera in Italia diventi irreparabile?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono anni che cerco di mettere in guardia da questo pericolo e comunque non vorrei essere troppo profeta di sventura, ma il rischio c\u2019\u00e8. Lo vedremo gi\u00e0 con il consuntivo 2019 sugli investimenti in termini reali, scoprendo di quanto sono o non sono cresciuti in Italia. Di certo, questo non \u00e8 un quadro molto favorevole a ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno, e noi abbiamo assoluto bisogno di crescere. Purtroppo, oltre ai problemi strutturali che ci trasciniamo da decenni, ci sono altri fattori che giocano contro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Quali?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In particolare la vicenda coronavirus. Come tutti, mi auguro che il focolaio venga contenuto al pi\u00f9 presto, ma la dirigenza cinese si sta giocando la reputazione internazionale su questa epidemia. E sarebbe pericoloso se si riaprissero troppo presto le porte degli scambi, anche se non \u00e8 certo l\u2019export il veicolo del virus, ma psicologicamente \u00e8 come se lo fosse. Finch\u00e9 la Cina non potr\u00e0 dichiarare pubblicamente di aver circoscritto, non dico eliminato, il fenomeno, fino a quel momento \u00e8 molto probabile attendersi una crescita a scartamento molto ridotto. E se fosse vero, come dicono alcuni analisti, che il vero nemico del virus potrebbe essere solo la stagione calda, vorrebbe dire come minimo bruciare un trimestre sull\u2019altare della mancata crescita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Condivide, allora, l\u2019allarme del governatore Visco?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Io penso che l\u2019impatto del coronavirus sulla Cina sar\u00e0 pesante e il taglio del tasso di crescita dell\u2019economia cinese sar\u00e0 pi\u00f9 consistente rispetto all\u2019attuale previsione, che non vorrei fosse troppo ottimistica, di un calo dal +6% al +5%. Anche\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/finanza-e-coronavirus-il-rischio-per-leuropa-arriva-anche-dallafrica\/1983621\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">i mercati finanziari restano un po\u2019 perplessi<\/a>: il rimbalzo cui abbiamo assistito era dettato dal fatto che con quotazioni molto basse diventava conveniente acquistare. Ma l\u2019umore potrebbe presto cambiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>In Italia, seconda potenza manifatturiera d\u2019Europa, si parla pi\u00f9 di prescrizione che di crisi industriale. Non le sembra strano?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un problema del far politica oggi \u00e8 che si perde contatto con i timori e le speranze delle persone. A far male, ormai da troppi anni, \u00e8 che il Paese non cresca. Se noi non riprendiamo a crescere e se la crescita resta confinata nel libro dei sogni, rischiamo di rimanere intrappolati in una situazione da cui poi diventa obiettivamente molto difficile uscire. Bisogna parlare e occuparsi seriamente di produzione industriale, perch\u00e9 significa parlare e occuparsi della vita quotidiana delle persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Lo stesso governatore Visco ha ribadito che solo una riforma organica del fisco e il rilancio degli investimenti potrebbero far ripartire l\u2019economia, e quindi l\u2019industria. Il governo sta pensando di ridisegnare l\u2019Irpef: si va nella giusta direzione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In queste proposte\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/spillo-ideologia-e-demagogia-la-riforma-di-irpef-e-iva-e-un-cocktail-velenoso\/1981998\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">il diavolo si annida nei dettagli<\/a>. Vorrei per\u00f2 dire che in questo frangente, e non da adesso, a mancare \u00e8 la fiducia nel futuro. Il clima, cio\u00e8 quel che fa la differenza, non \u00e8 certo di esuberante crescita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Aver mostrato troppe incertezze su Industria 4.0 \u00e8 stato un errore che ha minato la fiducia degli imprenditori?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono pienamente d\u2019accordo. Per un Paese come il nostro l\u2019innovazione \u00e8 una delle due o tre vie d\u2019uscita dalla recessione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>E gli investimenti? I cantieri che dovevano essere aperti subito? Dove sono finiti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non fare gli investimenti \u00e8 un atto di puro autolesionismo del potere politico verso il Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019Unione Europea ha promesso risorse per accelerare una svolta green dell\u2019industria. \u00c8 una misura che pu\u00f2 dare davvero ossigeno?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se le proposte della Commissione von der Leyen di cui si parla verranno varate, diventando convenienti anche per chi alza il sopracciglio sui temi ambientali, potranno senza dubbio sortire un effetto molto positivo, di cui peraltro abbiamo bisogno come il pane, visto che viviamo in un paese d\u2019argilla, dove frana tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Come provare a fermare questa fragilit\u00e0, questa erosione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli investimenti sono in molti a richiederli e in forme svariate, ma poi non si realizzano. N\u00e8 quelli privati n\u00e9 quelli pubblici. Bisognerebbe rilanciarli entrambi, o meglio: gli investimenti pubblici potrebbero aiutare a rilanciare quelli privati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Dunque, la prima mossa tocca al governo, che deve dare un segnale forte sugli investimenti pubblici?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">S\u00ec. In questo intrappolamento generale, non si tratta di far intervenire stabilmente il pubblico, ma tocca al potere politico la responsabilit\u00e0 di rimettere in movimento la struttura produttiva. Non possiamo condannarci a un iperliberismo scervellato.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/crollo-industria-senza-investimenti-pubblici-litalia-e-spacciata\/1984144\/\">https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/crollo-industria-senza-investimenti-pubblici-litalia-e-spacciata\/1984144\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL SUSSIDIARIO (Marco Biscella) Il premier Giuseppe Conte con il ministro dell&#8217;Economia Roberto Gualtieri (LaPresse) Nel 2019 la produzione industriale italiana \u00e8 tornata a scendere (-1,3%) dopo 5 anni. Ora la questione manifatturiera rischia di diventare quasi insanabile Nel 2019 la produzione industriale \u00e8 tornata a scendere dopo cinque anni. 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