{"id":56160,"date":"2020-02-14T09:30:16","date_gmt":"2020-02-14T08:30:16","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56160"},"modified":"2020-02-14T02:42:59","modified_gmt":"2020-02-14T01:42:59","slug":"tra-usa-e-francia-la-sfida-nucleare-per-leuropa-lopinione-del-gen-preziosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56160","title":{"rendered":"Tra Usa e Francia, la sfida nucleare per l\u2019Europa. L\u2019opinione del gen. Preziosa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>FORMICHE (Pasquale Preziosa)<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header aa\">\n<div id=\"ec-excerpt\">Il rischio di una nuova corsa al nucleare nell&#8217;analisi del generale Pasquale Preziosa, gi\u00e0 capo di Stato maggiore dell&#8217;Aeronautica militare. Il Vecchio continente, in sinergia con Stati Uniti e Nato, deve recuperare terreno nel dibattito globale, scosso dagli avanzamenti ipersonici di Cina e Russia<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"entry-content-wrapper\">\n<div id=\"ec-content\">\n<p style=\"text-align: justify\">In un articolo del\u00a0<em>Nikkei Asian Review<\/em>\u00a0(<strong>Hiroyuki Akita<\/strong>) del 4 febbraio scorso sono apparse le preoccupazioni del Giappone e della Corea del Sud per le insistenti richieste del presidente\u00a0<strong>Donald Trump<\/strong>\u00a0di farsi carico delle spese totali sostenute dagli Usa per la difesa dei loro Paesi, non solo per lo stazionamento delle truppe, ma anche per il mantenimento dell\u2019ombrello nucleare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I due Stati gi\u00e0 pagano alti contributi agli Usa, per il 75-80% delle spese sostenute il Giappone, e per il 40% la Corea del Sud. Tokyo nel 2019 ha gi\u00e0 rimborsato a Washington ben 4 miliardi di dollari e ritiene che un ulteriore rincaro dei rimborsi, che potrebbero comprendere anche gli stipendi del personale Usa, potrebbe essere percepito dal Paese come un servizio difesa fatto da mercenari, invece che tra alleati, ovvero una privatizzazione del settore difesa simile ai servizi offerti dalla societ\u00e0 Blackwater di\u00a0<strong>Erik Prince<\/strong>. Inoltre, la richiesta aggiuntiva americana di pagare anche per l\u2019ombrello protettivo nucleare lascia i due Paesi sconcertati.<br \/>\nGli Stati Uniti, dal loro canto, affermano che mantenere un sistema di monitoring e di prontezza delle forze per esercitare la deterrenza nucleare risulta essere costoso per i cittadini americani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutte le richieste Usa stanno spingendo anche l\u2019opinione pubblica coreana verso l\u2019idea che la Seul debba poter disporre un proprio arsenale nucleare (sondaggio Gallup Corea: 60% della popolazione). Gli Usa vengono oggi percepiti, sia in Giappone sia in Corea del Sud, come \u201cspremitori\u201d delle risorse finanziarie dei Paesi alleati. In Europa non \u00e8 stato ancora condotto alcun sondaggio sulla percezione delle richieste Usa fatte ai Paesi facenti parte della Nato. Quest\u2019ultime potrebbero essere foriere di potenziali rischi per le alleanze e per la sicurezza globale: molti Paesi potrebbero essere incoraggiati a ripensare il rapporto con Washington.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Peraltro, a un\u2019ipotetica condivisione dei costi dovrebbe corrispondere anche una condivisione delle conoscenze sulle capacit\u00e0 nucleari e dei sistemi di comando e controllo. Ci\u00f2 appare allo stato attuale molto remoto, anzi impossibile per problemi legati alla sicurezza nazionale Usa. In altri termini, \u00e8 giusto che i costi della deterrenza non ricadano tutti sugli Stati Uniti, ma \u00e8 anche vero che, agli aggiornamenti delle capacit\u00e0 tecnologiche militari debbano partecipare anche le industrie dei singoli Paesi, con la condivisione dei sistemi di comando e controllo da parte degli alleati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A monte, comunque, vi sarebbe un altro grosso problema ancora non risolto, ovvero come ripartire i livelli di deterrenza per gli Usa e quelle dedicate ai Paesi alleati. Se gli alleati degli Stati Uniti si dotassero di armamenti nucleari, il regime di non proliferazione sarebbe destinato al tramonto, proprio nel momento in cui ogni sforzo di dissuasione \u00e8 profuso per arginare le aspirazioni della Corea del Nord e dell\u2019Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il problema delle richieste statunitensi sar\u00e0 mantenuto in limbo fino al prossimo novembre e si riproporr\u00e0 con pi\u00f9 insistenza dopo le prossime elezioni presidenziali, non solo per i due Paesi asiatici, ma anche per la Nato dove vige la richiesta del 2% del Pil del singolo Paese per le spese difesa, con risposte ambigue e non decifrabili da parte di alcuni Paesi europei.\u00a0La mercificazione delle alleanze pu\u00f2 portare all\u2019outsourcing della guerra che secondo\u00a0<strong>Michael Sandel<\/strong>\u00a0(\u201cTutto si vende anche l\u2019onore\u201d, intervista al<em>\u00a0Corriere della Sera<\/em>\u00a0a\u00a0<strong>Massimo Gaggi<\/strong>), \u201caltera i meccanismi di decisione democratica, corrompe il civismo e il principio di responsabilit\u00e0 politica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il presidente francese\u00a0<strong>Emmanuel Macron<\/strong>\u00a0qualche giorno dopo la visita di Trump in Asia, forse sulla scia di quanto accaduto, ha dichiarato che desidererebbe che l\u2019Europa fosse \u201cpotenza nucleare\u201d e che gli europei non siano pi\u00f9 spettatori in una nuova corsa agli armamenti che avr\u00e0 effetto anche sul territorio dell\u2019Ue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il trattato Inf \u00e8 gi\u00e0 saltato e per l\u2019accordo denominato \u201cnew Start\u201d che terminer\u00e0 i suoi effetti il prossimo 5 febbraio non si avvertono le premesse diplomatiche per una sua possibile e opportuna estensione. Con la sua decadenza la sicurezza globale risulterebbe molto a rischio. Il presidente Macron avverte la possibilit\u00e0 di una nuova competizione militare e nucleare simile a quella gi\u00e0 sperimentata negli anni Sessanta e propone la propria forza nucleare, anche se modesta, al servizio dell\u2019Europa, in un quadro di costruzione del pilastro europeo della difesa, in sinergia con gli Stati Uniti. L\u2019iniziativa ha il pregio di poter divincolare l\u2019Europa dalla querelle con gli Usa di chi paga e per che cosa, ma si scontra con la non ancora sopita diffidenza tra Paesi europei, nemica della fiducia reciproca ora necessaria per costruire una sovranit\u00e0 europea federale e condivisa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La nuova corsa al riarmo nucleare sar\u00e0 agevolata dal raggiungimento delle nuove capacit\u00e0 tecnologiche ipersoniche da parte di Cina e Russia, che ha reso insufficiente tutto il sistema antimissile Usa facendo decadere, di fatto, il sistema di deterrenza americano basato sul sistema antimissile e sulle forze convenzionali. Nel 2004, gli Stati Uniti fecero una scelta di campo, ora rivelatasi poco lungimirante, sotto finanziando le ricerche tecnologiche sull\u2019ipersonico a favore della ricerca sullo spazio, L\u2019offerta francese purtroppo non potr\u00e0 essere, allo stato attuale, di peso per riequilibrare la sicurezza globale, perch\u00e9 le trecento testate nucleari a disposizione sono carenti della nuova capacit\u00e0 tecnologica legata all\u2019ipersonico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per converso, per\u00f2, l\u2019iniziativa potrebbe aprire alla possibilit\u00e0 di poter condividere lo sviluppo, su scala europea, delle nuove capacit\u00e0 ipersoniche con la costituzione della iniziale base industriale della difesa europea che potr\u00e0 svilupparsi solo sui nuovi prodotti tecnologici. Peraltro, non si vedono positivi margini finanziari per i singoli Paesi europei di poter finanziare grandi progetti tecnologici su scala nazionale, per i necessari e urgenti adeguamenti richiesti dal quadro strategico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La leva finanziaria, per la nuova progettualit\u00e0 militare europea in sinergia con la Nato \u00e8 nelle mani dell\u2019Unione europea, che rafforzerebbe cos\u00ec anche i rapporti transatlantici. L\u2019alternativa, per l\u2019Europa, \u00e8 quello di continuare sulla strada gi\u00e0 conosciuta della irrilevanza strategica, facendo mancare il necessario apporto (europeo) alla sicurezza globale. L\u2019azione europea nel campo della difesa aiuterebbe i singoli Paesi a recuperare energia politica evitando l\u2019attuale lento ma inesorabile sfarinamento di idee e principi politici della vecchia Europa, legati dalla rissosit\u00e0 esterna e interna priva comunque, di progettualit\u00e0 e di economia di scala per il futuro delle proprie nazioni. In assenza di decisioni importanti da parte dell\u2019Unione europea prepariamoci ad estenuanti e inconclusivi dibattiti strategici a partire dalle prossime elezioni di novembre in America, possibilmente in cooperazione col Giappone e Corea del Sud, per fare fronte comune alle nuove richieste di sharing degli Stati Uniti.<\/p>\n<div class=\"addthis_toolbox addthis_default_style\" style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2020\/02\/nucleare-europea-analisi-preziosa\/\">https:\/\/formiche.net\/2020\/02\/nucleare-europea-analisi-preziosa\/<\/a><\/strong><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Pasquale Preziosa) Il rischio di una nuova corsa al nucleare nell&#8217;analisi del generale Pasquale Preziosa, gi\u00e0 capo di Stato maggiore dell&#8217;Aeronautica militare. 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