{"id":56223,"date":"2020-02-17T09:30:10","date_gmt":"2020-02-17T08:30:10","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56223"},"modified":"2020-02-16T23:51:19","modified_gmt":"2020-02-16T22:51:19","slug":"la-germania-invita-litalia-nel-formato-e3-sulla-libia-ecco-perche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56223","title":{"rendered":"La Germania invita l\u2019Italia nel formato E3 sulla Libia. Ecco perch\u00e9"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FORMICHE (Stefano Pioppi)<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header aa\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/formiche.net\/timthumb.php?src=https%3A%2F%2Fformiche.net%2Ffiles%2F2020%2F02%2Fguerini-akk.jpg&amp;h=580&amp;w=950&amp;a=c&amp;bid=10051&amp;zc=1\" alt=\"La Germania invita l\u2019Italia nel formato E3 sulla Libia. Ecco perch\u00e9\" \/><\/p>\n<div id=\"ec-excerpt\" style=\"text-align: justify\">Dal palcoscenico a risonanza globale della Munich Security Conference, la ministra tedesca Annegret Kramp-Karrenbauer ha chiesto di inserire l\u2019Italia nel formato E3 (Francia, Germania e Regno Unito) quando si parla di Libia. La proposta segue la linea di Lorenzo Guerini, a pochi giorni dal bilaterale tra i due a Bruxelles. Aumentano le convergenze tra Roma e Berlino<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"entry-content-wrapper\">\n<div id=\"ec-content\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cQuando si tratta di stabilizzare la Libia, l\u2019Italia dovrebbe essere inclusa\u201d nel formato E3, il gruppo che riunisce Francia, Germania e Regno Unito. A differenza del solito, la proposta non \u00e8 arrivata da una voce italiana, ma da quella di\u00a0<strong>Annegret Kramp-Karrenbauer<\/strong>, ministro della Difesa tedesca, con parole che suonano di invito ufficiale a Roma e premiano gli sforzi diplomatici delle ultime settimane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019INVITO TEDESCO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La proposta \u00e8 arrivata ieri nel corso dell\u2019intervento alla Munich Security Conference, quest\u2019anno dedicata alle fratture che attraversano l\u2019Occidente (e l\u2019Europa). La ministra stava illustrando la possibilit\u00e0 per il bistrattato Vecchio continente di trovare \u201cuna volont\u00e0 politica comune\u201d. Di questo, ha detto, \u201cil formato E3 \u00e8 un esempio\u201d. In vista della Brexit, ha aggiunto, \u201cfunziona come collegamento importante tra Nato e Unione europea, ed \u00e8 per questo che credo che dovrebbe essere reso pi\u00f9 flessibile e inclusivo\u201d. Ne \u00e8 seguita l\u2019apertura alla Penisola: \u201cQuando si tratta di stabilizzare la Libia, penso che dovremmo includere l\u2019Italia in questo formato\u201d. L\u2019endorsement \u00e8 di quelli che contano, sulla scia della linea gi\u00e0 espressa dal ministro\u00a0<strong>Lorenzo Guerini<\/strong>\u00a0che aveva definito \u201csenza senso\u201d parlare di Libia nel formato E3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>IL FORMATO E3<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il gruppo E3 si \u00e8 formato nei primi anni 2000 per coordinare le posture di Francia, Germani e Uk nell\u2019ambito dei negoziati sul nucleare iraniano.\u00a0E\u2019 poi diventato un forum d\u2019incontro su molteplici questioni internazionali, ritrovando vigore in tempi recenti nel tentativo di affrontare la crisi siriana, cercando di fare massa comune rispetto alla preponderanza sul dossier di Russia e Stati Uniti. Il formato si \u00e8 dimostrato attivo anche sulla crisi libica. A inizio dicembre, nel corso del vertice a Londra tra i capi di Stato e di governo della Nato, fece discutere l\u2019esclusione dell\u2019Italia da un incontro a quattro dedicato alla Libia tra i leader dell\u2019E3,\u00a0<strong>Boris Johnson<\/strong>, la cancelliera\u00a0<strong>Angela Merkel<\/strong>\u00a0ed\u00a0<strong>Emmanuel Macron<\/strong>, con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>IL VERTICE A BRUXELLES<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia assisteva allora alla sua marginalizzazione\u00a0su un dossier alla porta di casa, una situazione ancor pi\u00f9 preoccupante con l\u2019aggravarsi della crisi all\u2019inizio di gennaio. C\u2019\u00e8 voluto un po\u2019 per recuperare terreno, ma il nuovo attivismo sembra ora produrre risultati positivi. L\u2019incontro determinante \u00e8 avvenuto lo scorso 12 febbraio a Bruxelles. Mentre\u00a0<strong>Luigi Di Maio<\/strong>\u00a0era in Libia per un doppio incontro con<strong>\u00a0Fayez al Serraj<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Khalifa Haftar<\/strong>, a margine della riunione con i colleghi della Nato il ministro Guerini si fermava per un bilaterale con la Karrenbauer. \u201c\u00c8 evidente la solidit\u00e0 dei rapporti con la Germania\u201d, spiegava il ministro italiano. Con Berlino c\u2019\u00e8 \u201cconsonanza su dossier internazionali come Iraq e Libia\u201d, impegni \u201cche affrontiamo in maniera coesa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>LA CONFERENZA A MONACO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da tale coesione \u00e8 arrivata ora la proposta della Karrenbauer, presidente dei cristiano-democratici della Cdu, fresca di rinuncia alla candidatura per le elezioni del prossimo anno per la cancelleria. Un\u2019apertura che acquista valore alla luce di due elementi. Prima di tutto perch\u00e9 arriva dalla Germania, il Paese che pi\u00f9 di tutti in Europa ha accresciuto peso sul dossier libico; non \u00e8 un caso infatti che la conferenza da cui \u00e8 arrivato l\u2019accordo (seppur debole) sul cessate-il-fuoco si sia tenuta a Berlino. In secondo luogo perch\u00e9 \u00e8 stata pronunciata sul palcoscenico della Munich Security Conference, la tre-giorni che sta riunendo in Baviera i leader di mezzo mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019ITALIA A MONACO\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Venerd\u00ec Guerini era presente alla rassegna, con una serie di incontri bilaterali e la riunione tra membri della Nato che partecipano alla Coalizione internazionali anti-Isis, dove ha incrociato nuovamente la Karrenbauer. Oggi \u00e8 la volta di\u00a0<strong>Luigi Di Maio<\/strong>, che apre la tavola rotonda di met\u00e0 mattinata a cui partecipano tra gli altri l\u2019alto rappresentante dell\u2019Ue\u00a0<strong>Josep Borrell<\/strong>\u00a0e il capo della diplomazia francese\u00a0<strong>Jean-Yves Le Drian<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u2026VERSO L\u2019INCONTRO CON LA RUSSIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Marted\u00ec prossimo, a Roma, Di Maio e Guerini incontreranno nel formato 2+2 gli omologhi di Russia,\u00a0<strong>Sergey Lavrov<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Sergey Shoygu<\/strong>. Tra i temi sul tavolo c\u2019\u00e8 proprio la questione libica, un dossier su cui Mosca \u00e8 riuscita a ritagliarsi un ruolo di primo piano grazie all\u2019appoggio al generale della Cirenaica\u00a0<strong>Haftar<\/strong>. Con l\u2019endorsement della Karrenbauer (nel giorno in cui a Monaco interveniva anche Lavrov), la voce italiana sembrer\u00e0 un po\u2019 pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>LA SPONDA ATLANTICA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sar\u00e0 utile per ribadire le priorit\u00e0 di Roma, illustrate da Guerini qualche giorno fa ai colleghi della Nato: un vero cessate-il-fuoco e un embargo sugli armamenti. In tal senso, l\u2019azione italiana delle ultime settimane \u00e8 stata a tutto tondo. A fine gennaio, in visita ufficiale al Pentagono, il ministro della Difesa presentava al segretario americano\u00a0<strong>Mark Esper<\/strong>\u00a0la richiesta di \u201ctutto il peso politico possibile\u201d per far rispettare quanto deciso alla Conferenza di Berlino. Otteneva in cambio \u201cpositive rassicurazioni\u201d, sfruttate alla recente ministeriale Nato per riportare gli alleati ad affrontare la questione libica. Per completare il quadro mancava la piena accettazione nel formato esclusivista dell\u2019E3, che Berlino punta a rafforzare anche alla luce della Brexit, cos\u00ec da tenere comunque una piattaforma di incontro con Londra. Ora, almeno sulla Libia, l\u2019Italia \u00e8 tra gli E4.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2020\/02\/germania-italia-e3-libia\/\">https:\/\/formiche.net\/2020\/02\/germania-italia-e3-libia\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Stefano Pioppi) Dal palcoscenico a risonanza globale della Munich Security Conference, la ministra tedesca Annegret Kramp-Karrenbauer ha chiesto di inserire l\u2019Italia nel formato E3 (Francia, Germania e Regno Unito) quando si parla di Libia. La proposta segue la linea di Lorenzo Guerini, a pochi giorni dal bilaterale tra i due a Bruxelles. 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