{"id":56365,"date":"2020-02-25T09:30:36","date_gmt":"2020-02-25T08:30:36","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56365"},"modified":"2020-02-24T01:25:40","modified_gmt":"2020-02-24T00:25:40","slug":"sulla-crisi-strutturale-della-sinistra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56365","title":{"rendered":"Sulla crisi strutturale della sinistra"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>MARX XXI<\/strong> ( <strong>Alessandro Pascale )<\/strong><\/p>\n<p>da\u00a0<a href=\"https:\/\/intellettualecollettivo.it\/sulla-crisi-strutturale-della-sinistra\/\">https:\/\/intellettualecollettivo.it<\/a><\/p>\n<p>Il 2 febbraio il compagno Gordan Stosevic mi ha contattato per pormi alcune domande sull\u2019attualit\u00e0 politica italiana ed internazionale, concentrando l\u2019attenzione sulle problematiche riguardanti il movimento comunista. L\u2019intervista sarebbe dovuta uscire sul suo sito Ilgridodelpopolo.com; Stosevic si \u00e8 visto per\u00f2 impossibilitato a pubblicare il pezzo in questione dato che il suo sito \u00e8 stato nel frattempo oggetto di un attacco informatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<strong>\u2013\u00a0<\/strong><strong>Per iniziare l\u2019intervista, la sinistra vive pi\u00f9 una crisi ideologica o politica oggi?<\/strong><\/p>\n<p>\u2013\u00a0Innanzitutto intendiamoci sul significato del termine \u201csinistra\u201d, espressione che nel senso comune \u00e8 ormai associata ad una visione liberista e liberale che nei migliori casi ha leggere sfumature di socialdemocrazia ma che \u00e8 strutturalmente incapace di mettere in discussione il sistema vigente. Questa \u201csinistra\u201d cos\u00ec intesa ha ancora un suo seguito di massa ma \u00e8 palesemente in crisi, anche se continua ad essere considerata un argine contro il \u201critorno del fascismo\u201d, presunto o reale che sia. Distinguerei tra persone e gruppi organizzati che si sentono interiormente dalla parte del progresso sociale ma che mancano degli strumenti ideologici per comprendere l\u2019inadeguatezza della propria proposta politica, da persone e gruppi che invece utilizzano strumentalmente l\u2019identit\u00e0 di sinistra per introdurre idee e temi storicamente appartenenti alla destra. Questi ultimi, ossia la destra che si camuffa da sinistra, sta tutto sommato bene, dato che il suo obiettivo principale \u00e8 quello di impedire il risorgere di una coscienza di classe anticapitalista. Mi sembra di poter dire che la crisi dei primi, ossia della \u201cvera\u201d sinistra, sia figlia di una dialettica figlia di una serie di rigetti ideologici e politici che si sono stratificati nel tempo. Se dovessi identificare il \u201cpeccato originale\u201d, direi che la crisi ideologica della sinistra parte dalla destalinizzazione del 1956. Da l\u00ec \u00e8 iniziata l\u2019opera di smantellamento progressivo della teoria di riferimento. In URSS e in Occidente nel giro di poco pi\u00f9 di 30 anni si \u00e8 passati dall\u2019egemonia del marxismo-leninismo al ripudio completo delle teorie di Marx ed Engels, a favore del ritorno in grande stile di un \u201cliberalismo\u201d sempre pi\u00f9 restio al compromesso sociale e improntato in senso elitario. La \u201cfuga\u201d dal marxismo \u00e8 un atto sciagurato che ha fatto regredire culturalmente e politicamente l\u2019intero movimento progressista occidentale. Senza pensare di poter tornare esclusivamente alla teoria ancora dominante nel 1956, sarebbe necessaria un\u2019opera di aggiornamento critico delle categorie marxiste-leniniste, che nel complesso restano ancora valide per interpretare la realt\u00e0 e offrire soluzioni pratiche per il presente. Mi sembra per\u00f2 che siano tuttora in pochi, e in settori ancora marginali, a prendere sul serio questo compito.<\/p>\n<p><strong>\u2013\u00a0<\/strong><strong>Quanto \u00e8 stata ripida la parabola discendente della sinistra italiana a partire dalla fondazione del Partito Comunista d\u2019Italia il 21 gennaio 1921 fino ad oggi?<\/strong><\/p>\n<p>Il PCd\u2019I, poi PCI, ha costituito la parte pi\u00f9 avanzata e progressiva del paese almeno fino alla met\u00e0 degli anni \u201980. In realt\u00e0 la storia iniziale \u00e8 drammatica: appena nato il partito \u00e8 funestato quasi subito dall\u2019avvento del fascismo ma ciononostante, pur in condizioni tragiche, il PCd\u2019I ha svolto per tutto il ventennio di Mussolini una funzione indispensabile di testimonianza, organizzazione e formazione di quadri, senza la quale la resistenza partigiana antifascista, e quindi l\u2019opzione repubblicana, probabilmente non sarebbero esistite. All\u2019interno del \u201cpartito nuovo\u201d di Togliatti si possono trovare le prime incrinature che riguardano l\u2019aspetto ideologico, con l\u2019avvento della \u201cvia italiana al socialismo\u201d: sul breve termine sembrava la strada giusta per adattare il marxismo-leninismo (nonch\u00e9 il gramscismo) al contesto di una democrazia liberale occidentale, ma sul lungo termine ha dato luogo a problematiche strutturali di cui forse lo stesso Berlinguer non \u00e8 stato pienamente consapevole. Mi pare che sia sotto la sua segreteria che maturino i primi grandi segnali di cedimento ideologico e politico (si veda in particolar modo il triennio 1976-79) che pongono le premesse degli sviluppi conseguenti. Per quanto non fosse nelle intenzioni dello stesso Berlinguer, l\u2019applicazione pratica dell\u2019eurocomunismo, della politica del compromesso storico, del cedimento sulle categorie economiche, ecc., apre le porte all\u2019abbandono del paradigma comunista e marxista, che si concretizza gi\u00e0 prima della svolta della Bolognina. La parallela crisi dell\u2019URSS e l\u2019avvento della perestrojka di Gorbacev hanno favorito e accompagnato questi processi, relegando il marxismo ad una nicchia (il PRC) che per qualche anno ha potuto mantenere una certa presenza politica in un certo senso \u201cvivendo di rendita\u201d, pur risultando anch\u2019esso in parte subalterno alla cultura socialdemocratica e borghese, e quindi incapace di adempiere effettivamente al proprio scopo: rifondare una teoria e una prassi comuniste all\u2019altezza della nuova epoca.<\/p>\n<p><strong>\u2013\u00a0<\/strong><strong>Nelle elezioni del marzo 2018, la sinistra italiana ha preso 320,500 voti con Potere al Popolo, ovvero l\u20191,06% e 101,650 voti con il Partito Comunista, ovvero il 0,34% per un totale di 422,150 voti ovvero l\u20191,4%, mentre nelle elezioni europee del maggio dell\u2019anno scorso \u201cLa Sinistra\u201d ha preso appena l\u20191,75%. Questo dovrebbe indicare che la sinistra deve riformarsi prima di sparire dallo scenario politico?<\/strong><\/p>\n<p>\u2013\u00a0Una ricostruzione \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile di una costruzione ex novo, perch\u00e9 occorre prima sgombrare il campo da tutte le macerie che ostacolano i lavori. Dato che negli ultimi 30 anni i comunisti non sono riusciti, e molti in verit\u00e0 non si sono neanche posti il problema, a eliminare queste macerie, queste sono rimaste e continuano tuttora a intralciare progetti pi\u00f9 interessanti di ricostruzione. Il vecchio sta lentamente morendo ma il nuovo fa chiaramente fatica a sorgere, ostacolato non solo dalla concorrenza a sinistra, ma anche dal consolidamento di un pensiero unico, un vero e proprio totalitarismo \u201cliberale\u201d, che attraverso diversi fattori e strumenti sta facendo regredire culturalmente e politicamente non solo il movimento operaio, ma l\u2019intero popolo italiano. Ci sono docenti accademici che parlano di un strutturale declino dell\u2019intera civilt\u00e0 occidentale. \u00c8 evidente che in un simile contesto occorra interrogarsi su come riuscire a ricostruire un\u2019organizzazione in un contesto inedito anche rispetto ad un secolo fa: le questioni teoriche sono questioni organizzative, e quindi politiche. Le soluzioni offerte dal PC e da PaP sono parziali, anche se mi sembra che soprattutto i primi vadano nella direzione migliore, perch\u00e9 hanno compreso l\u2019importanza di rinsaldare i ranghi attraverso una stretta formazione capace di costruire militanti, molti dei quali giovani, consapevoli dei tempi lunghi che li aspettano per l\u2019affermazione di pratiche egemoniche nella societ\u00e0. Per quanto la nostra natura umana, ed ancor pi\u00f9 quella \u201cribellistico-chialistica\u201d, sia portata a valorizzare la dimensione del presente, bisogna essere consapevoli che oggi la gramsciana \u201cguerra di posizione\u201d \u00e8 molto pi\u00f9 difficile rispetto al passato. Occorre puntare sui giovani, mostrandogli un percorso di uscita dall\u2019alienazione di massa imperante, in ultima istanza il vero motore del controllo sociale da parte del regime.<\/p>\n<p><strong>\u2013\u00a0<\/strong><strong>Nelle recenti elezioni regionali tenutesi nella \u201crossa\u201d Emilia-Romagna, terza regione per potenza economica in Italia, hanno vinto gli apologeti del grande capitale. Anche La Repubblica ha sottolineato come \u201cStalingrado non \u00e8 caduta\u201d ma \u00e8 stata difesa, cosa vedi in queste esultanze e gioie della falsa sinistra?<\/strong><\/p>\n<p>\u2013\u00a0La sinistra \u201cliberal\u201d del PD \u00e8 riuscita a guadagnare un po\u2019 di ossigeno ravvivando il terrore verso un avversario politico che in questo caso avrebbe potuto giocarsela meglio, e che ciononostante ha aumentato notevolmente i propri consensi. A me sembra che la \u201cStalingrado\u201d del centro-sinistra in Emilia Romagna sia una classica vittoria di Pirro se la consideriamo come il punto di svolta per fermare il ritorno al potere dell\u2019altra destra, per capire la quale consiglierei la solida e minuziosa analisi realizzata da Matteo Luca Andriola nella II edizione di\u00a0<em>La nuova destra in Europa<\/em>\u00a0[1]. Credo che i \u201cdemocratici\u201d siano contenti soprattutto per il fatto di aver ripristinato la propria egemonia nell\u2019area politica progressista, emarginando la scheggia impazzita del M5S e impedendo finora il sorgere di una seria alternativa anticapitalista alla propria sinistra. Il movimento delle sardine, pompato e strumentalizzato ad arte dai media e dai \u201cdemocratici\u201d, \u00e8 stato peraltro inconsapevolmente (per la gran parte dei partecipanti) funzionale a questi obiettivi. Conquistando il fittizio titolo di pilastri dell\u2019opposizione a Salvini, i \u201cdemocratici\u201d si sono garantiti altri anni di sopravvivenza politica, per la gioia dei salotti buoni di Confindustria, che sanno di poter scegliere tra due blocchi politici strenui difensori della struttura capitalistica.<\/p>\n<p><strong>\u2013\u00a0<\/strong><strong>Mao ai suoi tempi riteneva che, a differenza del \u201ccapitale politico\u201d, il capitale economico non dovesse essere completamente soggetto all\u2019esproprio fin quando pu\u00f2 essere utile allo sviluppo economico nazionale. Questo modello \u00e8 stato fatale per i paesi del Sud America, permettendo il ritorno della borghesia al potere?<\/strong><\/p>\n<p>\u2013\u00a0Nessun paese dell\u2019America latina, salvo Cuba, \u00e8 uscito dalla sovrastruttura della democrazia liberale borghese. La storia dell\u2019ultimo secolo mostra bene che un governo progressista sia facilmente destabilizzabile dall\u2019imperialismo, nel caso in cui non si vadano a toccare i capisaldi strutturali del sistema politico, economico e militare.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 Marx e Lenin hanno spiegato a lungo come non si possa governare un paese rimanendo all\u2019interno delle sovrastrutture politiche borghesi. La borghesia tende naturalmente alla propria autodifesa con ogni mezzo, finanche rivolgendosi a potenze straniere e alla sovversione interna. La stessa esistenza di uno spazio temporaneo lasciato al capitalismo \u201cprivato\u201d ha senso solo se in condizioni particolari, tra cui la presenza di una borghesia progressista e patriottica capace di guardare al di l\u00e0 del proprio portafogli. Anche in questo caso per\u00f2 permane sempre il rischio di un\u2019involuzione controrivoluzionaria, perch\u00e9 in ultima istanza il potere politico si regge sulla capacit\u00e0 di garantire l\u2019ordine pubblico e un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione. La borghesia, sia essa intesa come la ristretta \u00e9lite che guida le grandi multinazionali, sia come la nutrita schiera dei piccoli commercianti interessati a tutelare le proprie botteghe, costituisce sempre una potenziale fonte di disturbo cultural-politico e pu\u00f2, alla prima occasione propizia, mutare facilmente la propria opinione appoggiando un governo che ne garantisca meglio gli interessi di classe.<\/p>\n<p>L\u2019errore dell\u2019America latina e pi\u00f9 in generale del \u201csocialismo del XXI secolo\u201d \u00e8 stato lo stesso della \u201cvia italiana al socialismo\u201d rimodulata da Berlinguer: aver pensato di poter procedere ad un riformismo strutturale in un contesto internazionale ancora segnato dall\u2019imperialismo e da strutture politiche ed economiche congegnate a misura della borghesia.<\/p>\n<p><strong>\u2013\u00a0<\/strong><strong>\u017di\u017eek afferma che la sinistra non \u00e8 mai stata cos\u00ec lontana dagli interessi dei lavoratori come negli ultimi decenni. A cosa \u00e8 dovuto questo disorientamento della sinistra moderna?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 evidente che la degenerazione ideologica che ha colpito la sinistra negli ultimi decenni non pu\u00f2 essere spiegata in termini culturali. La guerra di posizione tracciata da Gramsci, che necessita della costruzione di un partito di massa, pone la questione antica della necessit\u00e0 di evitare una degenerazione interna alla stessa organizzazione. Nel momento in cui un\u2019organizzazione politica di classe intende l\u2019egemonia come la conquista della maggioranza degli elettori, sar\u00e0 portata a cercare alleanze sociali che rischiano di snaturarne il progetto originario. L\u2019ingresso di elementi borghesi, quantunque i pi\u00f9 progressisti possibili, sul lungo termine ha condotto ad una burocratizzazione della politica, ridotta allo stato odierno: lotta di clientele (mafie comprese) e interessi di parte, volont\u00e0 apparentemente interclassista ma nella sostanza filo-borghese. L\u2019introiezione del pensiero borghese si spiega quindi anche con la mutata composizione sociale interna alle organizzazioni comuniste. L\u2019accettazione della democrazia liberale borghese e il conseguente rigetto dell\u2019ottica rivoluzionaria hanno insomma finora avuto come risultato l\u2019approdo ad una tendenza interclassista. A pensare che lo Stato possa fare gli interessi di tutti sono stati Adam Smith, Hegel, la dottrina cattolica, il fascismo, ecc., ma non certo Marx ed Engels. Alla fine si ricade sempre l\u00ec: la lezione dei classici resta fondamentale e l\u2019averli dimenticati o rigettati \u00e8 all\u2019origine dei disastri attuali. Un partito non pu\u00f2 rafforzarsi se non riesce a costruire un blocco sociale consapevole di queste dinamiche. Un partito comunista non pu\u00f2 crescere da un giorno all\u2019altro in un contesto di pace sociale segnato dal trionfo della \u201cmodernit\u00e0 liquida\u201d. Questa \u00e8 una fase in cui occorre avere pazienza, rafforzare l\u2019organizzazione e aumentare la propria consapevolezza individuale, per sforzarsi di far crescere un intellettuale collettivo di avanguardia che abbia l\u2019ambizione a diventare di massa. Non c\u2019\u00e8 bisogno di essere Nostradamus per prevedere che nuove crisi colpiranno il capitalismo nei prossimi anni. La crisi \u00e8 una componente strutturale di tale sistema economico. \u00c8 durante le crisi che l\u2019essere umano medio cambia pi\u00f9 facilmente idea. Le forti fluttuazioni politiche dell\u2019ultimo decennio che hanno sconvolto gli equilibri italiani ed occidentali mostrano la tendenza ad una sempre maggiore instabilit\u00e0. Questo \u00e8 il momento in cui occorre accumulare le forze sufficienti per poter esplicare un\u2019azione egemonica di massa nella crisi che verr\u00e0.<\/p>\n<p><strong>\u2013\u00a0<\/strong><strong>Il Parlamento Europeo, l\u2019anno scorso a settembre, ha emanato una risoluzione in merito all\u2019importanza del ricordo europeo per il futuro dell\u2019Europa. La risoluzione con la quale si mettevano sullo stesso piano il comunismo e il nazi-fascismo come due regimi totalitari, si glorificano allo stesso modo le loro vittime e in cui si richiede il riconoscimento dei loro crimini. La risoluzione inoltre richiede il divieto di entrambe le simbologie negli spazi pubblici. Quanto influisce questa risoluzione sulla memoria collettiva, soprattutto considerato che l\u2019Unione Sovietica ha sacrificato 27 milioni dei suoi sull\u2019altare della libert\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>La risoluzione rispecchia purtroppo quello che ormai, dopo 70 anni di bombardamento mediatico e politico, \u00e8 diventato senso comune. Il totalitarismo \u201cliberale\u201d rimuove i crimini del capitalismo trasformando gli oppressi in oppressori. Questa operazione di revisionismo storico ha potuto sfondare nella societ\u00e0 grazie a tecniche di guerra psicologica iniziate nel periodo della guerra fredda (di cui si trovano tracce anche precedenti), ma hanno potuto imporsi indisturbate grazie al crollo dello stesso movimento comunista occidentale. Una persona dotata di media istruzione non dispone oggi n\u00e9 di una conoscenza sufficiente della storia n\u00e9 del tempo e della volont\u00e0 di andare a smentire questa vulgata. Semplicemente ha altri problemi e non concependo la politica come qualcosa di utile per s\u00e9, tanto meno \u00e8 interessata a capire una questione che gli sembra un relitto ormai ininfluente del passato. Manca totalmente il nesso tra una tale operazione revisionista e i difetti strutturali dell\u2019attuale societ\u00e0 capitalistica, risolvibili solo innestando elementi di socialismo. La situazione \u00e8 grave perch\u00e9 nel senso comune il comunismo \u00e8 ricondotto ad un\u2019utopia fallimentare che ha fatto milioni di morti. L\u2019attuale regime fondato sulla decadenza della nostra civilt\u00e0 rende quasi impossibile diffondere non dico la smentita di questi luoghi comuni (cosa che sussiste gi\u00e0 nella produzione storiografica pi\u00f9 recente), quanto la divulgazione di tale smentita. Se non si riesce a spezzare questo circolo non sar\u00e0 mai possibile riproporre con successo una proposta politica fondata su un\u2019ottica comunista, ma neppure anticapitalista e socialista.<\/p>\n<p><strong>\u2013\u00a0<\/strong><strong>Noam Chomsky disse una volta che Monti non pu\u00f2 in nessun modo rappresentare la democrazia, in quanto in quella posizione lo misero i burocrati di Bruxelles e non gli elettori. I membri stato dell\u2019UE quanto possono mantenere la propria sovranit\u00e0 di fronte alla globalizzazione di oggi?<\/strong><\/p>\n<p>Monti \u00e8 un tecnocrate al servizio dell\u2019oligarchia finanziaria, e come lui molti altri politici che si spacciano per essere \u201cmoderati\u201d, \u201cliberali\u201d o \u201cdemocratici\u201d. La verit\u00e0 \u00e8 che tali partiti sono borghesi fino al midollo. Se andiamo a vedere le propriet\u00e0 di un Gentiloni ci rendiamo subito conto che siamo di fronte a personaggi che non sono solo ricchi, ma veri e propri rentier che fanno la bella vita grazie al sistema finanziario internazionale. \u00c8 perfettamente normale che facciano i loro interessi e cerchino di farli coincidere quelli dello Stato. La sovranit\u00e0 nazionale senza la sovranit\u00e0 popolare si traduce nel fare gli interessi della borghesia italiana, che gestisce direttamente o indirettamente la vita politica italiana. Una situazione similare si riscontra negli altri paesi europei. Le anomali politiche, tra cui coerenti socialdemocratici critici delle strutture attuali vengono ricondotte all\u2019obbedienza con la forza economica (si pensi al primo Tsipras) o con la degradazione politica (mi viene in mente l\u2019ultimo Corbyn, accusato ingiustamente di antisemitismo). La gran parte delle forze politiche dell\u2019arco parlamentare europeo non pongono per\u00f2 il binomio sovranit\u00e0 nazionale + popolare. Le destre si fermano alla sovranit\u00e0 nazionale, spesso strumentalmente e senza effettiva volont\u00e0 politica di danneggiare l\u2019\u00e9lite finanziaria in cui sono presenti anche pezzi di borghesia locale. Quel che intendono fare un Salvini o una Le Pen \u00e8 piuttosto di ricostruire societ\u00e0 gerarchiche e piramidali fondate su un ordine in cui la sovranit\u00e0 non sia solo espressione dell\u2019alta borghesia, ma anche di pezzi della medio-piccola borghesia. Al popolino si offre il contentino illusorio di maggiore sicurezza e controllo sociale, oltre ad un ritorno illusorio ad un piccolo mondo antico che in tempi di globalizzazione pu\u00f2 significare solo indipendenza nazionale nel ripristino di una societ\u00e0 classista, reazionaria e xenofoba. Qui non si tratta solo di capire se i singoli Stati appartenenti all\u2019UE abbiano ancora piena sovranit\u00e0 politica (e comunque no, non ce l\u2019hanno, mi pare evidente), quanto piuttosto di mostrare chi trae vantaggio dall\u2019adesione all\u2019ordine imperialista occidentale che si struttura, per quanto ci riguarda, nelle strutture dell\u2019UE e della NATO. Mi sembra che le condizioni di vita della maggior parte della popolazione, ed in particolar modo della classe lavoratrice, siano complessivamente peggiorate. Che ci sia un impoverimento relativo ed in molti casi assoluto, correlati ad una crescita esponenziale delle diseguaglianze, ce lo dicono peraltro i dati ISTAT e OXFAM che si susseguono di anno in anno. Se ci chiediamo perch\u00e9 a tali dati e collegamenti oggettivi non corrisponda una coscienza politica non posso far altro che ricondurre ai discorsi fatti sopra sulla capacit\u00e0 egemonica del regime nelle sue varie facce borghesi.<\/p>\n<p>Chiudo il discorso ricordando che la globalizzazione attuale, sempre pi\u00f9 egemonizzata dalla Cina e da un circuito alternativo a quello occidentale in crescita, offrirebbe la possibilit\u00e0 ad un popolo realmente intenzionato a recuperare sovranit\u00e0 per s\u00e9 in una soluzione progressista e pi\u00f9 avanzata socialmente, culturalmente e umanamente.<\/p>\n<p><strong>\u2013\u00a0<\/strong><strong>E infine, cosa dovrebbe significare l\u2019uscita del Regno Unito dall\u2019UE per la sua classe operaia in senso marxista della teoria della politica economica, considerato che i Laburisti di Corbyn non si sono espressi in merito?<\/strong><\/p>\n<p>La classe lavoratrice britannica e la sua avanguardia politica possono ora concentrare l\u2019attenzione quasi completamente sulla lotta interna e sulle contraddizioni squisitamente di classe che creano squilibri anche in una delle metropoli dell\u2019imperialismo mondiale. La Gran Bretagna vive ancora di rendita finanziaria grazie ai privilegi ottenuti ai tempi dell\u2019impero globale e grazie al ruolo di partner privilegiato di Washington. \u00c8 verosimile che la soluzione dei conservatori sar\u00e0 di rafforzare tale legame in contrapposizione al blocco emergente di Russia e Cina, ponendosi in rapporto di partnership privilegiata con l\u2019UE. Ci\u00f2 vuol dire che i ceti politici borghesi britannici cercheranno in tutti i modi di impedire il declino dell\u2019impero statunitense, di cui sono i primi alleati e da cui traggono ampi vantaggi su tutti i continenti grazie alle proprie multinazionali e alla loro nutrita presenza nei trust occidentali. I profitti cos\u00ec ottenuti, con la speculazione finanziaria e la prosecuzione del saccheggio del \u201cTerzo mondo\u201d, possono essere redistribuiti in minima parte tra la classe lavoratrice britannica, accentuando il carattere social-imperialistico di un regime reazionario di massa. Questa d\u2019altronde non \u00e8 una caratteristica solo della Gran Bretagna ma \u00e8 una ricetta simile a quella propugnata dalle \u201cnuove\u201d destre populiste: diritti e welfare s\u00ec, ma per pochi, cio\u00e8 solo \u201ci nostri\u201d. Nel contesto della democrazia borghese a suffragio universale il social-imperialismo \u00e8 una componente strettamente connessa e garantita dalle sovrastrutture egemoniche del totalitarismo \u201cliberale\u201d. La violenza c\u2019\u00e8 ma non si vede, e se per caso spunta saltuariamente fuori la si ignora o la si censura. Ai progressisti scegliere se ignorarla e battere su un accento sociale minore (Blair) o maggiore (Corbyn) di un sistema perverso, oppure provare a rompere il meccanismo imperialistico alla radice, cosa fattibile solo con una profonda rivoluzione. Non mi sembra che ci\u00f2 sia all\u2019ordine del giorno in un paese che discute ancora sui marchi della famiglia reale e in cui i laburisti si fermano a vaghi richiami simbolici e riforme che non mettono in discussione la struttura economica stessa. L\u2019augurio \u00e8 quindi che anche in Gran Bretagna, dove il marxismo non ha mai davvero sfondato politicamente, la classe lavoratrice inizi a ragionare su piani pi\u00f9 avanzati.<\/p>\n<p>[1] M. L. Andriola,\u00a0La Nuova destra in Europa.\u00a0Il populismo e il pensiero di Alain de Benoist,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.edizionipaginauno.it\/La-nuova-destra-in-Europa-seconda-edizione-Matteo-Luca-Andriola.php\">Paginauno<\/a>, Vedano al Lambro, settembre 2019 [1\u00b0 ediz. 2014]. Il testo permette di cogliere il collegamento tra i successi attuali delle destre \u201cpopuliste\u201d (Le Pen, Salvini, ecc.) e un affinamento della teoria in senso egemonico delle destre neofasciste. Le origini di questa progettualit\u00e0 metapolitica vanno cercate nel variegato lavoro culturale svolto dal think tank francese del Grece a partire dagli anni \u201960 del secolo scorso. L\u2019ottica \u00e8 quella di un gramscismo di destra, che dopo un lungo percorso di produzione teorica ha trovato negli ultimi decenni un collegamento via via crescente con i ceti politici delle destre pi\u00f9 reazionarie. Si potrebbe leggere il fenomeno come una \u201crivoluzione neo-conservatrice\u201d che si poggia su un impianto nazionalista e social-imperialista, fondato sul differenzialismo culturale, piuttosto che etnico. La difesa dell\u2019identit\u00e0 nazionale \u00e8 una difesa dall\u2019\u201caltro\u201d, che non viene concepito da un arricchimento quanto piuttosto un rischio di degenerazione morale. Un atteggiamento xenofobo \u00e8 l\u2019assioma implicito di questi ragionamenti aristocratici. La \u201cnuova destra\u201d \u00e8 un modo intelligente per nascondere il razzismo che permea la mentalit\u00e0 di questi signori, che farebbero qualsiasi cosa in loro potere, perfino ripudiare l\u2019imperialismo \u201cliberal\u201d statunitense, pur di non vivere in una societ\u00e0 multietnica e orientata culturalmente in senso democratico, liberale ed egualitaristico. Inutile aggiungere che in loro non si trova alcuna proposta di controllo popolare dei mezzi di produzione. L\u2019apertura che fanno alla sinistra riguarda solo l\u2019ottica dei diritti civili (ed \u00e8 molto parziale) e di un rinnovato welfare State in un\u2019ottica esclusivista. Qualcuno parla perfino di ripristinare un \u201cimpero\u201d\u2026 Non sono tesi folli, sono progetti politici degni prosecutori della teoria giustificazionista dell\u2019imperialismo, che ama mascherare dietro i motti della \u201clibert\u00e0\u201d la propria inusitata violenza. Leggere questo libro significa insomma capire quali sono i potenziali Hitler del XXI secolo e cosa dicono di voler fare dopo aver preso il potere.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/italia\/quadro-politico\/30313-sulla-crisi-strutturale-della-sinistra\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/italia\/quadro-politico\/30313-sulla-crisi-strutturale-della-sinistra<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da MARX XXI ( Alessandro Pascale ) da\u00a0https:\/\/intellettualecollettivo.it Il 2 febbraio il compagno Gordan Stosevic mi ha contattato per pormi alcune domande sull\u2019attualit\u00e0 politica italiana ed internazionale, concentrando l\u2019attenzione sulle problematiche riguardanti il movimento comunista. L\u2019intervista sarebbe dovuta uscire sul suo sito Ilgridodelpopolo.com; Stosevic si \u00e8 visto per\u00f2 impossibilitato a pubblicare il pezzo in questione dato che il suo sito \u00e8 stato nel frattempo oggetto di un attacco informatico. \u2013\u00a0Per iniziare l\u2019intervista, la sinistra vive&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":98,"featured_media":44758,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/download.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-eF7","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56365"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/98"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=56365"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56365\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":56366,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56365\/revisions\/56366"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/44758"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=56365"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=56365"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=56365"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}