{"id":56412,"date":"2020-02-28T08:00:12","date_gmt":"2020-02-28T07:00:12","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56412"},"modified":"2020-02-28T01:00:01","modified_gmt":"2020-02-28T00:00:01","slug":"scontro-conte-regioni-il-servizio-sanitario-torni-ad-essere-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56412","title":{"rendered":"Scontro Conte-regioni,  il servizio sanitario  torni ad essere nazionale"},"content":{"rendered":"<p><strong>di STRISCIAROSSA (Pietro Greco)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il caso pi\u00f9 eclatante \u00e8 quello del presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, che ha pensato bene di percorrere una strada tutta sua e prescrivere una lunga<strong> quarantena a tutti i lucani<\/strong> (con una particolare specifica per gli studenti) che rientrano in Lucania dopo aver soggiornato in qualche modo nelle regioni \u201cinfette\u201d del Nord. Ma, in realt\u00e0, in questa emergenza da coronavirus le regioni italiane si comportano ciascuna nella maniera che crede. O, almeno, cos\u00ec denuncia il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Minacciando di <strong>togliere le deleghe<\/strong> in materia sanitaria ai venti enti territoriali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, c\u2019\u00e8 una evidente polemica politica in questo contenzioso. Ma questa polemica non potrebbe esistere senza un fondamento per cos\u00ec dire strutturale. Il Servizio Sanitario Nazionale \u00e8, ormai, la somma (e forse la sottrazione) di<strong> venti servizi sanitari regionali.<\/strong> Una situazione che la vicenda del virus Sars-CoV-2 sta rendendo eclatante, dimostrando la sua <strong>insostenibilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Venti modelli di sanit\u00e0<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-14740 alignright\" src=\"http:\/\/www.strisciarossa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Giuseppe_Conte_2018.jpg\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"250\" \/>Premessa, quando venne istituito, nel <strong>1978,<\/strong> il Servizio Sanitario Nazionale costitu\u00ec un enorme passo in avanti in tema di politica medica e di diritto alla salute. E, infatti, il Sistema Sanitario Italiano \u00e8 risultato, anche di recente, <strong>uno dei migliori al mondo<\/strong>.<br \/>\nIl sistema si basa su un\u2019articolazione delle competenze: allo stato compete definire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e, dunque, garantire un <strong>uguale diritto<\/strong> alla salute di tutti i cittadini italiani, alle regioni compete organizzare sul territorio che questo obiettivo venga raggiunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detta in maniera meno burocratica, il sistema \u00e8 diretto da venti (quelle regionali) pi\u00f9 una (quella statale) teste. Tutto bene se tra i due livelli, quello nazionale e quello territoriale, funzionassero i meccanismi di raccordo. Tuttavia da alcuni anni a questa parte (almeno <strong>venticinque<\/strong>) le forze centrifughe stanno prevalendo sulle forze centripete. E ogni regione segue un<strong>modello suo proprio<\/strong>. Abbiamo cos\u00ec il \u201cmodello lombardo\u201d e in parte il \u201cmodello veneto\u201d che puntano molte carte sul <strong>privato<\/strong>; quello \u201cemiliano-romagnolo\u201d e quello \u201ctoscano\u201d che viceversa propongo modelli (altamente efficienti) fondati essenzialmente sul <strong>pubblico<\/strong>. Ci sono poi i modelli<strong> insufficienti,<\/strong> spesso largamente insufficienti \u2013 per tante cause, che non \u00e8 qui il caso di analizzare \u2013 delle regioni del Mezzogiorno d\u2019Italia.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Robin Hood al contrario<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un indicatore di queste diversit\u00e0 di fondo \u00e8 il saldo della<strong> \u201cmigrazione dei pazienti\u201d<\/strong>. O, pi\u00f9 correttamente, il saldo dei valori della mobilit\u00e0 sanitaria. I cittadini del Sud emigrano verso le strutture sanitarie del Centro e soprattutto del Nord per farsi curare, nella convinzione che l\u00ec trovano livelli di assistenza decisamente superiore. E non per la qualit\u00e0 dei medici.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-35702 alignleft\" src=\"http:\/\/www.strisciarossa.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/ospedale-300x200.jpg\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" srcset=\"http:\/\/www.strisciarossa.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/ospedale-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.strisciarossa.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/ospedale.jpg 510w\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/>Morale: la regione Campania ha avuto un saldo netto negativo (insomma, ha dovuto sborsare) 323,4 milioni di euro per i cuoi cittadini che si sono fatti curare fuori altrove; la regione Calabria, 278,2 milioni di euro; la Sicilia 237,4: la Puglia 206,6. Un <strong>travaso netto<\/strong> di risorse monetarie dal Sud al Centro e al Nord, cui andrebbe aggiunto il saldo negativo delle cosiddette <strong>\u201crisorse umane\u201d,<\/strong> giovani meridionali laureati in medicina che vanno a cercare lavoro nel Settentrione. E, infatti, la Lombardia ha un saldo netto positivo nel bilancio della mobilit\u00e0 sanitaria di 804,6 milioni; l\u2019Emilia Romagna di 302,4; la Toscana di 139,3; il Veneto di 138,2 milioni di euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>Robin Hood al contrario<\/strong> della salute che sottrae quattrini ai poveri e li dona ai ricchi \u00e8 uno dei fattori che determinano l\u2019allargamento della<strong> forbice<\/strong> delle disuguaglianze di salute tra i cittadini del Sud, del Centro e del Nord. Un indicatore \u00e8 la vita media diversificata in queste diverse aree.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andrebbe, inoltre, analizzata la crescente disuguaglianza all\u2019interno delle singole regioni. In molte le differenze tra chi pu\u00f2 permettersi servizi privati e chi no sta tangibilmente aumentando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10766 alignleft\" src=\"http:\/\/www.strisciarossa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/o-SERVIZIO-SANITARIO-NAZIONALE-facebook-300x200.jpg\" sizes=\"(max-width: 353px) 100vw, 353px\" srcset=\"http:\/\/www.strisciarossa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/o-SERVIZIO-SANITARIO-NAZIONALE-facebook-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.strisciarossa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/o-SERVIZIO-SANITARIO-NAZIONALE-facebook-768x511.jpg 768w, http:\/\/www.strisciarossa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/o-SERVIZIO-SANITARIO-NAZIONALE-facebook-1400x932.jpg 1400w, http:\/\/www.strisciarossa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/o-SERVIZIO-SANITARIO-NAZIONALE-facebook.jpg 1536w\" alt=\"\" width=\"353\" height=\"235\" \/>Secondo molti esperti il Sistema Sanitario Nazionale non pu\u00f2 reggere alle forze centrifughe che spingono venti diversi frammenti regionali a correre in direzioni diverse, talvolta opposte. Cos\u00ec rischia di perdere la sua qualit\u00e0 complessiva.<br \/>\nNon ce lo possiamo permettere. Non possiamo permettere che la sanit\u00e0 sia uno dei fattori che in Italia <strong>producono disuguaglianza<\/strong> dopo che, a partire dal 1978, ha prodotto un\u2019integrazione a vantaggio di tutti. Non a caso la vita media in Italia \u00e8 ancora tra le pi\u00f9 alte del mondo.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Che fare, dunque?<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proviamo a lanciare una proposta che agli occhi di alcuni pu\u00f2 sembrare una provocazione. <strong>Nuotiamo contro<\/strong> due flussi di corrente: quello che chiede una sempre maggiore presenza del privato, anche in sanit\u00e0; quello che chiede una sempre maggiore autonomia delle regioni, anche in sanit\u00e0.<br \/>\n\u00c8 necessario recuperare lo spirito e la lettera della riforma del 1978 che port\u00f2 all\u2019istituzione del Servizio Sanitario Nazionale. Il che significa <strong>assicurare una omogeneit\u00e0<\/strong> sempre pi\u00f9 spinta nei Livelli Essenziali di Assistenza. Una omogeneit\u00e0 che solo una sanit\u00e0 nuovamente e pressoch\u00e9 integralmente<strong> in mano allo stato<\/strong> nazionale pu\u00f2 assicurare.<br \/>\nDa troppi anni stiamo lasciando la via buona (il giudizio \u00e8 dei massimi esperti internazionali) per quella meno buona. \u00c8 ora di <strong>tornare indietro<\/strong>, prima che sia troppo tardi. \u00c8 ora di tornare indietro prime che l\u2019Italia sia divisa nei fatti dai confini di venti sistemi sanitari regionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.strisciarossa.it\/polemica-conte-regioni-sulla-sanita\/?fbclid=IwAR1LXjoSOzYZGYx7wBDJowPAvcrYRcSj6jgT8tIuZUl1o9CNN6iPLK1X06Q\">http:\/\/www.strisciarossa.it\/polemica-conte-regioni-sulla-sanita\/?fbclid=IwAR1LXjoSOzYZGYx7wBDJowPAvcrYRcSj6jgT8tIuZUl1o9CNN6iPLK1X06Q<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STRISCIAROSSA (Pietro Greco) Il caso pi\u00f9 eclatante \u00e8 quello del presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, che ha pensato bene di percorrere una strada tutta sua e prescrivere una lunga quarantena a tutti i lucani (con una particolare specifica per gli studenti) che rientrano in Lucania dopo aver soggiornato in qualche modo nelle regioni \u201cinfette\u201d del Nord. 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