{"id":56447,"date":"2020-03-02T09:00:41","date_gmt":"2020-03-02T08:00:41","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56447"},"modified":"2020-03-01T21:34:25","modified_gmt":"2020-03-01T20:34:25","slug":"quel-guaio-di-nome-burkina-faso-linadeguatezza-del-governo-alla-crisi-multidimensionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56447","title":{"rendered":"Quel guaio di nome Burkina Faso: l\u2019inadeguatezza del Governo alla crisi multidimensionale"},"content":{"rendered":"<header class=\"post-header cf\">\n<div class=\"featured\"><a title=\"Quel guaio di nome Burkina Faso: l\u2019inadeguatezza del Governo alla crisi multidimensionale L\u2019Amministrazione Kabor\u00e9 non ha saputo decodificare la crisi di fondo e ha preferito sfoderare la sola forza militare, troppo scarsa\" href=\"https:\/\/www.lindro.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/3E30BA95-BDF7-469A-8F96-D9EC47FFB86A.jpeg\" rel=\"prettyPhoto\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-main-featured size-main-featured wp-post-image no-display appear lazyloaded\" title=\"Quel guaio di nome Burkina Faso: l\u2019inadeguatezza del Governo alla crisi multidimensionale L\u2019Amministrazione Kabor\u00e9 non ha saputo decodificare la crisi di fondo e ha preferito sfoderare la sola forza militare, troppo scarsa\" src=\"https:\/\/www.lindro.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/3E30BA95-BDF7-469A-8F96-D9EC47FFB86A-702x459.jpeg\" sizes=\"(max-width: 702px) 100vw, 702px\" srcset=\"https:\/\/www.lindro.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/3E30BA95-BDF7-469A-8F96-D9EC47FFB86A-702x459.jpeg 702w, https:\/\/www.lindro.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/3E30BA95-BDF7-469A-8F96-D9EC47FFB86A-104x69.jpeg 104w, https:\/\/www.lindro.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/3E30BA95-BDF7-469A-8F96-D9EC47FFB86A-214x140.jpeg 214w\" alt=\"\" width=\"702\" height=\"459\" data-srcset=\"https:\/\/www.lindro.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/3E30BA95-BDF7-469A-8F96-D9EC47FFB86A-702x459.jpeg 702w, https:\/\/www.lindro.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/3E30BA95-BDF7-469A-8F96-D9EC47FFB86A-104x69.jpeg 104w, https:\/\/www.lindro.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/3E30BA95-BDF7-469A-8F96-D9EC47FFB86A-214x140.jpeg 214w\" data-src=\"https:\/\/www.lindro.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/3E30BA95-BDF7-469A-8F96-D9EC47FFB86A-702x459.jpeg\" \/><\/a><\/div>\n<div class=\"heading cf\">\n<h1>di L&#8217;INDRO (Gabriella Pereto)<\/h1>\n<h1><\/h1>\n<h1 class=\"post-title item fn\" style=\"text-align: justify;\"><em><span class=\"entry-subtitle\">L\u2019Amministrazione Kabor\u00e9 non ha saputo decodificare la crisi di fondo e ha preferito sfoderare la sola forza militare, troppo scarsa.<\/span><\/em><\/h1>\n<\/div>\n<div class=\"post-meta cf\"><\/div>\n<\/header>\n<div class=\"post-container cf\">\n<div class=\"post-content-right\">\n<div class=\"post-content description \">\n<div class=\"code-block code-block-8\">\n<div id=\"div-gpt-ad-7295609-1\" data-google-query-id=\"CMqHu-yM-ucCFZDDuwgdIawJqQ\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/21826443154\/Lindro\/Lindro_b4u_video_desktop_0__container__\">\n<div id=\"Brid_29506692\" class=\"brid brid-default-skin brid-paused brid-visible-controls brid-over\">\n<div class=\"brid-holder\">\n<div id=\"Brid_29506692_adContainer\" class=\"brid-advert-container\">\n<div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div>A margine della prima Assemblea generale dell\u2019Alleanza Sahel, tenutasi lo scorso 25 febbraio, a Nouakchott, in Mauritania, <b>Janez Lenarcic<\/b>, Commissario UE per la Gestione delle crisi, invisita <b>in Burkina Faso<\/b>, <b>ha annunciato una donazione di 11,45 milioni di euro di aiuti umanitari per il 2020<\/b>, motivata dal rapido deterioramento della crisi umanitaria e delle condizioni di sicurezza nel Paese. \u00ab<i>Solo una risposta integrata garantir\u00e0 la sicurezza delle popolazioni, soddisfer\u00e0 le loro esigenze e aspirazioni e ripristiner\u00e0 la fiducia nei territori colpiti dalla crisi<\/i>\u00bb, ha dichiarato Lenarcic. <b>Jutta Urpilainen<\/b>, Commissario UE per i Partenariati internazionali,<b> ha fatto riferimento alle cause profonde che minacciano la stabilit\u00e0 del Paese<\/b>, la coesione sociale e lo sviluppo inclusivo.<\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stabilit\u00e0, coesione, sviluppo inclusivo: esattamente quanto non riesce garantire il Governo burkinab\u00e9. Le cause di questa profondissima crisi, che poi si traduce nella crisi umanitaria e di sicurezza che hanno potuto toccare con mano i vertici dell\u2019Unione Europea in questi giorni, risiedono fondamentalmente nella <a href=\"https:\/\/www.lindro.it\/quel-guaio-di-nome-burkina-faso-crisi-di-governance-nelle-aree-rurali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?hl=it&amp;q=https:\/\/www.lindro.it\/quel-guaio-di-nome-burkina-faso-crisi-di-governance-nelle-aree-rurali\/&amp;source=gmail&amp;ust=1582896996390000&amp;usg=AFQjCNF_U_6mGrjKe039CcfE05ub_hVjbA\"><b>crisi rurale<\/b><\/a> che attanaglia il Paese oramai da anni, e nella <a href=\"https:\/\/www.lindro.it\/quel-guaio-di-nome-burkina-faso-la-jihad-glocalizzata-di-contadini-pastori-e-banditi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?hl=it&amp;q=https:\/\/www.lindro.it\/quel-guaio-di-nome-burkina-faso-la-jihad-glocalizzata-di-contadini-pastori-e-banditi\/&amp;source=gmail&amp;ust=1582896996390000&amp;usg=AFQjCNHceZlyJgp2yIhrh54yNj0u5gDM7w\"><b>proliferazione dei gruppi armati<\/b><\/a> (jihadisti, banditi, movimenti di autodifesa).<br \/>\nAlla violenza jihadista, e a quella locale dei gruppi di autodifesa dei villaggi, e alla crisi di governance delle aree rurali, il Governo ha dato una risposta essenzialmente militare e il risultato \u00e8 stato fallimentare.\u00a0Gran parte degli analisti individuano la causa di questo fallimento nell\u2019<b>impreparazione dell\u2019apparato di potere di Roch Marc Christian Kabor\u00e9<\/b>, che ha sostituito la gestione dell\u2019ex Presidente Blaise Compaor\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>L\u2019Amministrazione Kabor\u00e9 non ha saputo decodificare la crisi di fondo<\/b>, quella delle aree rurali, ma soprattutto ha sottovalutato la minacciajihadista, non comprendendone la natura endogena, il fatto che \u00e8 pi\u00f9 la conseguenza dei problemi del Paese che la causa, si \u00e8 concentrata sulle presunte manovre delle ex \u00e9lite al potere, accusandola di alimentare la crisi, e <b>ha preferito sfoderare la sola forza militare<\/b>. Una forza, per\u00f2,<b> troppo scarsa e con un supporto troppo limitato<\/b> e concentrato nella difesa dei suoi interessi economici e geo-strategici piuttosto che sul raggiungimento della stabilit\u00e0 del Paese <b>da parte delle truppe francesi<\/b>. Per altro, le operazioni antiterrorismo hanno spesso generato abusi contro i civili e portato all\u2019uccisione piuttosto che all\u2019arresto di sospetti che hanno alimentato la rabbia della popolazione.<\/p>\n<div id=\"gptneltesto-1583094034410\" class=\"gptslot\" style=\"text-align: justify;\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-6\" class=\"optiload\" data-google-query-id=\"CIaytvCM-ucCFQEU4AodLhIHpw\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/5966054\/Lindro\/Lindro_intext_0__container__\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>L\u2019autorit\u00e0 dello <\/b><b>S<\/b><b>tato burkinab\u00e9 \u00e8 sottoposta a pressioni estreme<\/b>, e<b> molto discende dalla disintegrazione del sistema politico istituito da Compaor\u00e9<\/b> (tra il 1987 e il 2014).<br \/>\nA seguito della rivolta popolare che ha mandato in esilio Compaor\u00e9, nel 2014, <b>una parte della popolazione sta sfidando la legittimit\u00e0 delle \u00e9lite del Paese e delle sue istituzioni<\/b>. Sebbene sia percepito come un fenomeno essenzialmente urbano, questa insurrezione ha anche messo a nudo divisioni interne nel Burkina rurale, aiutando i gruppi jihadisti a prendere piede in queste aree.<\/p>\n<div id=\"gptneltesto-1583094034411\" class=\"gptslot\" style=\"text-align: justify;\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-7\" class=\"optiload\" data-google-query-id=\"CP7Pw_CM-ucCFQyR3godRVADeQ\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/5966054\/Lindro\/Lindro_intext_1__container__\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>La rivolta del 2014 rimane incompleta<\/b>, secondo alcuni osservatori, tra questi quelli del prestigioso tink tank Crisis Group, che pu\u00f2 contare su osservatori sul terreno e analisti esterni tra i pi\u00f9 seri e liberi da coinvolgimenti. <b>La rivolta <\/b><b>ha<\/b><b>posto fine al dominio di Compaor\u00e9<\/b>, <b>ma la classe politica e i suoi metodi di governo rimangono sostanzialmente invariati<\/b>. La maggior parte dei funzionari governativi oggi al lavoro sono quellidell\u2019Amministrazione Compaor\u00e9. La rivolta ha segnato il forte ripudio delle \u00e9lite politiche in Burkina Faso e quelli attualmente al governo non sono riusciti a dissipare questa sfiducia di fondo.\u00a0Secondo <b>Armed Conflict Location &amp; Event Data Project <\/b>(ACLED), una ONG che raccoglie e analizza i dati sui conflitti armati,<b> il Burkina Faso ha visto 442 proteste e scioperi da novembre 2015<\/b>, rispetto a <b>244 tra il 2000 e il 2013<\/b>.\u00a0Sebbene il Presidente <b>Roch Marc Christian Kabor\u00e9<\/b> sia stato <b>eletto con il 53% dei voti<\/b> alla fine del 2015, <b>la sua credibilit\u00e0 \u00e8 in declino<\/b>. I cittadini sono sempre pi\u00f9 frustrati dal Governo e dalle istituzioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019insurrezione di ottobre 2014 aveva anche una componente generazionale, fa notare Crisis Group. I giovani che hanno guidato il movimento si identificano ancora come custodi dello \u2018spirito dell\u2019insurrezione\u2019, non accettano pi\u00f9 di essere esclusi dal processo decisionale e applicano una pressione incessante sulla classe dominante. Il<b> Governo spesso sceglie di ignorare che i problemi del Paese sono cresciuti in casa<\/b>. Li interpreta alla luce della crisi politica scoppiata nel 2014, e <b>spende<\/b> pi\u00f9 <b>tempo<\/b> ad accusare l\u2019ex Presidente e l\u2019ex partito al potere, il <b>Congress for Democracy and Progress<\/b> (<b>CDP<\/b>), accusando quest\u2019ultimo di aver sabotato i suoi sforzi nel tentativo di tornare al potere, <b>concentrandosi <\/b>cos\u00ec<b>su<\/b> <b>una potenziale minaccia politica<\/b>, <b>invece di concentrare l\u2019attenzione a quanto effettivamente accade nel Paese<\/b>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finora le autorit\u00e0 burkinab\u00e8 non sono state in grado n\u00e9 di limitare la diffusione dei gruppi jihadisti, n\u00e9 di fermare la violenza nelle aree rurali. La scelta della via militare come privilegiata \u00e8 stata un errore anche perch\u00e9 <b>il primo <\/b>\u2018<b>malato<\/b>\u2019 <b>b<\/b><b>urkinab\u00e8<\/b> <b>\u00e8 proprio la struttura militare<\/b>. Le <b>forze armate <\/b><b>non <\/b><b>sono preparate per <\/b><b>l<\/b><b>a minaccia asimmetrica<\/b>che dovrebbero affrontare.\u00a0La mancanza di capacit\u00e0 umane e materiali delle forze di difesa e di sicurezza \u00e8 il primo ostacolo alla lotta contro l\u2019insurrezione. La rete di sicurezza \u00e8 debole: <b>le forze <\/b><b>b<\/b><b>urkinab\u00e8 sono completamente assenti dal 30 percento del territorio <\/b>e <b>distribuite in modo non uniforme su un altro terzo del territorio<\/b> e, non bastasse,<b> <\/b><b>sono spaccate al loro interno<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Compaor\u00e9 limit\u00f2 l\u2019Esercito e la Gendarmeria a ruoli secondari, limitando le loro attrezzature a beneficio del Reggimento di sicurezza presidenziale (RSP), una vera guardia pretoriana che pass\u00f2 sotto la presidenza. Questa tendenza \u00e8 stata accentuata dopo gli ammutinamenti dell\u2019Esercito e della Polizia nel 2011. Le armi pesanti e sofisticate sono state trasportate al quartier generale della RSP, gran parte dell\u2019Esercito \u00e8 stato privato di munizioni e addestramento dalla seconda met\u00e0 del 2011. Gli ammutinati hanno segnalato una profonda divisione tra truppe e alti ufficiali tra accuse di corruzione e favoritismi.\u00a0<b>L\u2019insurrezione del 2014 e le sue conseguenze hanno aumentato la sfiducia tra politici e uomini in uniforme<\/b> e indebolito ulteriormente l\u2019apparato di sicurezza. Dopo la caduta di Compaor\u00e9 e il colpo di Stato nel settembre 2015, il Governo ha sciolto la RSP, riducendo notevolmente le capacit\u00e0 militari del Paese. Con 1.300 uomini, questa unit\u00e0 rappresentava quasi il 10 percento dei militari; costituiva un organo d\u2019\u00e9lite, e soprattutto la base di un servizio di intelligence estremamente efficiente. L\u2019Esercito burkinabe oggi soffre di un deficit sia di soldati esperti che di ufficiali in grado di occupare posizioni intermedie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricostruire un\u2019architettura di intelligence sulle macerie della RSP costituisce una grande sfida per il nuovo Governo. La National Intelligence Agency (ANR), creata nel 2015, deve affrontare numerosi ostacoli. Si scontra con le rivalit\u00e0 tra i servizi e gli antagonismi che si oppongono da tempo alla Polizia e alla Gendarmeria. Il Paese soffre quindi di un problema di raccolta di informazioni da parte di un dispositivo in ricostruzione e privo di mezzi moderni. A livello umano, la ricostruzione di una rete completa di informatori affidabili richieder\u00e0 anni. In termini di analisi, una giovane generazione di specialisti dovr\u00e0 essere addestrata in un nuovo tipo di minaccia.\u00a0<b>La transizione dal 2014 al 2015 ha suscitato rivalit\u00e0 tra gendarmi e soldati<\/b> -spesso scoraggiati dall\u2019essere costretti per mancanza di ogni tipo di \u2018mezzo\u2019 a una posizione solo difensiva- <b>che persistono ancora oggi<\/b>, <b>cos\u00ec come i rischi effettivi di un sempre incombente colpo di Stato<\/b>.<\/p>\n<div id=\"gptneltesto-1583094034413\" class=\"gptslot\" style=\"text-align: justify;\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-9\" class=\"optiload\" data-google-query-id=\"CNypifKM-ucCFcUt4AodsoIESA\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/5966054\/Lindro\/Lindro_intext_3__container__\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 7 novembre 2019, il Presidente <b>Kabor\u00e9 ha chiesto la mobilitazione di<\/b>\u2018<b>volontari per la difesa di Faso<\/b>\u2019 <b>per combattere i terroristi<\/b>. Ci\u00f2sembra <b>un<\/b><b>a vera e propria <\/b><b>ammissione dell\u2019incapacit\u00e0 delle forze di difesa e sicurezza<\/b> di garantire la sicurezza del Paese, oltre avere in s\u00e9 una serie non trascurabile di rischi..\u00a0<b>Di fronte a una crisi multidimensionale<\/b>, allo stesso tempo sicurezza, sociale e politica, che minaccia la stabilit\u00e0 e la coesione di tutta la Nazione, all\u2019evidenza che la risposta essenzialmente militare risulta inefficace e la minaccia si sta diffondendo, <b>alcuni alti funzionari statali stanno prendendo in considerazione un cambio di strategia<\/b>.\u00a0Sebbene essenziale, l\u2019uso della forza non pu\u00f2 essere l\u2019unica risposta alla crisi che sta affrontando il Paese. La <b>risposta alla sicurezza sarebbe molto pi\u00f9 efficace se <\/b><b>ispirata ad<\/b><b> un approccio completo e integrato<\/b>, compresi gli sforzi di <b>prevenzione<\/b>,<b>mitigazione<\/b> e <b>stabilizzazione<\/b>. L\u2019uso della forza dovrebbe, sostiene Crisis Group, lasciare spazio alla mediazione quando i conflitti sono principalmente dettati dai problemi comunitari quali quelli della propriet\u00e0 e gestione della terra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto una questione che si dovrebbe porre lo Stato \u00e8 quella del <b>dialogo con i gruppi jihadisti<\/b>. Le autorit\u00e0 dovrebbero, afferma Crisis Group, dopo le elezioni previste per il 2020, esaminare l\u2019opportunit\u00e0 di tale dialogo, come gi\u00e0 avviene in Mali e Niger.<br \/>\nMolti \u2018jihadisti\u2019 del Burkinab\u00e8 sono, in realt\u00e0, ben poco terroristi, piuttosto <a href=\"https:\/\/www.lindro.it\/quel-guaio-di-nome-burkina-faso-la-jihad-glocalizzata-di-contadini-pastori-e-banditi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?hl=it&amp;q=https:\/\/www.lindro.it\/quel-guaio-di-nome-burkina-faso-la-jihad-glocalizzata-di-contadini-pastori-e-banditi\/&amp;source=gmail&amp;ust=1582896996390000&amp;usg=AFQjCNHceZlyJgp2yIhrh54yNj0u5gDM7w\">contadini, pastori, addirittura banditi<\/a>, che hanno scelto la via della violenza come protesta contro una quotidianit\u00e0 insostenibile, necessit\u00e0 che lo Stato, se tale,potrebbe e dovrebbe soddisfare. Il Burkina Faso, insomma, deve<b> ridurre i fattori strutturali che alimentano<\/b> le varie forme di <b>violenza<\/b>. E qui si pone la <a href=\"https:\/\/www.lindro.it\/quel-guaio-di-nome-burkina-faso-crisi-di-governance-nelle-aree-rurali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?hl=it&amp;q=https:\/\/www.lindro.it\/quel-guaio-di-nome-burkina-faso-crisi-di-governance-nelle-aree-rurali\/&amp;source=gmail&amp;ust=1582896996390000&amp;usg=AFQjCNF_U_6mGrjKe039CcfE05ub_hVjbA\"><b>questione rurale<\/b><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <b>dossier prioritario \u00e8 quello della terra<\/b>, che svolge un ruolo particolare nell\u2019esacerbazione delle tensioni tra le comunit\u00e0. I <b>conflitti sull\u2019uso e la propriet\u00e0 della terra<\/b> <b>portano a conflitti tra<\/b><b>comunit\u00e0 non native e native<\/b>, ognuna delle quali difende ci\u00f2 che considera essere un suo diritto. <b>Lo<\/b><b>S<\/b><b>tato dovrebbe agire come un mediatore<\/b>legittimo e arbitrare pacificamente le controversie. Altres\u00ec il Governo dovrebbe <b>limitare la speculazione fondiaria<\/b> e i conflitti che la circondano, <b>avviare una riflessione sulla governance delle aree protette<\/b>, la cui creazione ha generato frustrazione nella regione orientale,<b>gestire i rapporti dei territori con le popolazioni nomadi<\/b>, dimostrando loro che li considera cittadini a pieno titolo, a partire dall\u2019istruzione fino al rafforzamento del senso di appartenenza di queste popolazioni attraverso la distribuzione di documenti di identit\u00e0, come ha fatto dall\u2019inizio del 2019, e agire per <b>correggere gli squilibri di rappresentanza delle etnie<\/b>, a partire dagli ambiti di gestione del potere locale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una politica di sicurezza nazionale, dunque, cos\u00ec come si \u00e8 visto, non pi\u00f9 incentrata esclusivamente sulla protezione dello Stato, per tanto sulla soluzione militare, ma su quella delle persone, impone di porre la prevenzione dei conflitti e la riduzione delle vulnerabilit\u00e0 che alimentano la violenza al centro. Al momento il Governo non pare in grado di mettere mano alla realizzazione di una simile impresa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Crisis Group, proiettandosi nel dopo voto, suggerisce la creazione di un\u2019istituzione responsabile del coordinamento e dell\u2019attuazione dell\u2019azione civile del Governo nella gestione delle crisi violente. E in questa cornice, <b>il<\/b><b> sostegno dei partner <\/b>del Burkina Faso \u00e8 considerato<b> essenziale<\/b>, cos\u00ec <b>come il rafforzamento della presenza delle Nazioni Unite<\/b>, in questo processo in cui le autorit\u00e0 devono affrontare una tripla sfida: <b>continuare gli sforzi militari<\/b> ma limitandone il peso specifico e la violenza contro i civili; <b>riguadagnare la fiducia delle comunit\u00e0<\/b> e <b>ridistribuire lo Stato nelle aree rurali<\/b>; e <b>adattare le risposte alle sfide locali <\/b>combinando misure di prevenzione, gestione delle crisi e stabilizzazione, il tutto conciliando i tempi degli interventi e trovando il giusto equilibrio delle varie componenti dell\u2019azione.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindro.it\/quel-guaio-di-nome-burkina-faso-l-inadeguatezza-del-governo-alla-crisi-multidimensionale\/\">https:\/\/www.lindro.it\/quel-guaio-di-nome-burkina-faso-l-inadeguatezza-del-governo-alla-crisi-multidimensionale\/<\/a><\/p>\n<div id=\"gptneltesto-1583094034416\" class=\"gptslot\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-12\" class=\"optiload\" style=\"text-align: justify;\" data-google-query-id=\"CMDWzPOM-ucCFQIIiwodfDQE0w\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INDRO (Gabriella Pereto) L\u2019Amministrazione Kabor\u00e9 non ha saputo decodificare la crisi di fondo e ha preferito sfoderare la sola forza militare, troppo scarsa. A margine della prima Assemblea generale dell\u2019Alleanza Sahel, tenutasi lo scorso 25 febbraio, a Nouakchott, in Mauritania, Janez Lenarcic, Commissario UE per la Gestione delle crisi, invisita in Burkina Faso, ha annunciato una donazione di 11,45 milioni di euro di aiuti umanitari per il 2020, motivata dal rapido deterioramento della crisi&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":56206,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/LIndro.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-eGr","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56447"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=56447"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56447\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":56451,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56447\/revisions\/56451"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/56206"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=56447"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=56447"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=56447"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}