{"id":56531,"date":"2020-03-06T12:00:01","date_gmt":"2020-03-06T11:00:01","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56531"},"modified":"2020-03-06T11:22:33","modified_gmt":"2020-03-06T10:22:33","slug":"guerre-di-movimento-e-guerre-di-posizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56531","title":{"rendered":"\u2018Guerre di movimento\u2019 e \u2018guerre di posizione\u2019."},"content":{"rendered":"<p>di <strong>TEMPO FERTILE (Alessandro Visalli)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Scrive in un passo giustamente famoso Antonio Gramsci: \u201c<em>in Oriente lo Stato era tutto, la societ\u00e0 civile era primordiale e gelatinosa; nell\u2019Occidente tra Stato e societ\u00e0 civile c\u2019era un giusto rapporto e nel tremolio dello Stato si scorgeva subito una robusta struttura della societ\u00e0 civile. Lo Stato era solo una trincea avanzata, dietro cui stava una robusta catena di fortezze e di casematte; pi\u00f9 o meno, da Stato a Stato, si capisce, ma questo appunto domandava un\u2019accurata ricognizione di carattere nazionale<\/em>\u201d<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Quando, scrive ancora, gli Stati pi\u00f9 avanzati, nei quali \u201cla societ\u00e0 civile \u00e8 diventata una struttura molto complessa e resistente alle \u2018irruzioni\u2019 catastrofiche dell\u2019elemento economico immediato (crisi, depressioni, ecc.)\u201d, allora si pu\u00f2 porre questa precisa analogia: \u201cle superstrutture della societ\u00e0 civile sono come il sistema delle trincee nella guerra moderna. Come in questa avveniva che un accanito attacco di artiglieria sembrava aver distrutto tutto il sistema difensivo avversario ma ne aveva solo invece distrutto la superficie esterna e al momento dell\u2019attacco e dell\u2019avanzata gli assalitori si trovavano di fronte una linea difensiva ancora efficiente, cos\u00ec avviene nella politica durante le grandi crisi economiche; n\u00e9 le truppe assalitrici, per effetto della crisi, si organizzano fulmineamente nel tempo e nello spazio, n\u00e9 tanto meno acquistano uno spirito aggressivo; per reciproca, gli assaliti non si demoralizzano n\u00e9 abbandonano le difese, pur tra le macerie, n\u00e9 perdono la fiducia nella propria forza e nel proprio avvenire.\u201d E prosegue, \u201csi tratta dunque di studiare con \u2018profondit\u00e0\u2019 quali sono gli elementi della societ\u00e0 civile che corrispondono ai sistemi di difesa nella guerra di posizione\u201d<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ma, dunque, se cos\u00ec formidabili sono le difese, che vanno studiate \u201cin profondit\u00e0\u201d, quando va combattuta contro di esse una \u201cguerra di movimento\u201d (il cui prototipo \u00e8 la rivoluzione d\u2019ottobre del 1917) e quando una \u201cguerra di posizione\u201d? E questa non \u00e8 l\u2019unica possibile in occidente, come scrive Ilici, citato da Gramsci<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ma, ancora, si pu\u00f2 scegliere? Risponde che \u201c<em>la verit\u00e0 \u00e8 che non si pu\u00f2 scegliere la forma di guerra che si vuole, a meno di avere subito una superiorit\u00e0 schiacciante del nemico<\/em>\u201d, questa (di posizione) pu\u00f2 essere imposta dai rapporti generali delle forze in campo. Rapporti generali significa \u201ctutto il sistema organizzativo e industriale del territorio che \u00e8 alle spalle dell\u2019esercito schierato\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Presumere dunque, come attribuisce alla Rosa Luxemburg, che l\u2019esistenza di una crisi economica, di per s\u00e9, provochi le condizioni della \u201cguerra di manovra\u201d (o \u201cdi movimento\u201d) \u00e8, per Gramsci, effetto di una rigidit\u00e0 ideologica, di ferreo determinismo ideologico. Significa immaginare, cio\u00e8, che la semplice volont\u00e0, o il corso indefettibile della struttura, possa di per se stesso: \u201c1) aprire un varco nella difesa nemica dopo aver scompaginato e fatto perdere la fiducia in s\u00e9 e nelle sue forze e nel suo avvenire al nemico stesso; 2) di organizzare fulmineamente le proprie truppe, di creare i quadri, o almeno di porre i quadri esistenti (elaborati fino allora dal processo storico generale) fulmineamente al loro posto di inquadramento delle truppe disseminate; 3) di creare fulmineamente la concentrazione ideologica dell\u2019identit\u00e0 di fine da raggiungere\u201d<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>Le strutture, dunque, o le crisi (l\u2019artiglieria nella metafora di Gramsci) non contano?<\/em>\u00a0O, in altre parole, come avviene che da esse nasce effettivamente il movimento storico? Nasce dalla forza materiale e dalla credenza popolare, o dalla ideologia? In effetti forze materiali e ideologia, sono sempre e necessariamente contenuto e forma del \u201cblocco storico\u201d che pu\u00f2 rendersi protagonista del cambiamento, perch\u00e9 \u201cle forze materiali non sarebbero concepibili storicamente senza forma e le ideologie sarebbero sghiribizzi individuali senza le forze materiali\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">In \u201c<em>Contenitori dell\u2019ira e contenitori di potere<\/em>\u201d<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>, tentavo di fissare queste distinzioni all\u2019opera nella coppia del \u201cMomento Polanyi\u201d (determinato da una crisi che \u00e8 molto pi\u00f9 che meramente economica e che \u00e8 la faccia visibile di una fase di caos sistemico e perdita di egemonia) e del \u201cMomento populista\u201d, che ne \u00e8 la forma politica (o ideologica, se si preferisce).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>Riassumiamo:<\/em>\u00a0i sistemi di ordine egemonici, ed imperiali, della modernit\u00e0 contemporanea (grosso modo la fase che sussegue al terzo quarto del secolo scorso) sono definitivamente entrati in una fase di \u2018caos sistemico\u2019. La fase terminare della finanziarizzazione e della globalizzazione, sulla quale ci affacciamo, ne \u00e8 immagine e manifestazione. L\u2019Europa \u00e8 uno dei baricentri di questo caos.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Nel quadro di un \u201cMomento Polanyi\u201d, che si distende su tutti i decenni del nuovo millennio, la rivolta del sociale alle costrizioni disgreganti dell\u2019economico trionfante, abbiamo assistito nel decennio trascorso ad un ciclo breve \u201cpopulista\u201d. Una forma politica che si \u00e8 nutrita, mimeticamente e senza riuscire a determinare n\u00e9 egemonia, n\u00e9 nuovo blocco storico,\u00a0<em>del veleno<\/em>\u00a0che ha condotto entro il \u201cMomento Polanyi\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Questo ciclo \u00e8 terminato perch\u00e9, nella sua debolezza, non \u00e8 riuscito a compiere i tre passi indicati da Rosa Luxemburg ed \u00e8 stato riassorbito. E\u2019 stato riassorbito in tutte le sue varianti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ha avuto dei meriti, parzialmente ha compiuto la fase 1) dello schema (ha aperto un varco), rompendo per un poco lo schema destra\/sinistra polarizzato al centro. Ma ha fallito in 2) organizzare le proprie truppe e formare quadri e soprattutto 3) \u201ccreare fulmineamente la concentrazione ideologica dell\u2019identit\u00e0 di fine da raggiungere\u201d. E lo ha fatto proprio perch\u00e9\u00a0<em>si \u00e8 limitato a trovare quel che c\u2019era<\/em>, sia in termini di quadri, sia di concentrazione ideologica<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ha creato alla fine\u00a0<em>solo \u201ccontenitori dell\u2019ira\u201d<\/em>, che si limitavano a raccogliere l\u2019attivismo individualista neoliberale degli anni novanta<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>\u00a0e la sua attitudine alla \u201csorveglianza\u201d<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>. Inoltre, facevano leva sul risentimento indirizzandolo verso figure individuali (le \u201ccaste\u201d, le \u201cgenerazioni\u201d dei baby boomers, la burocrazia, \u2026) anzich\u00e9 verso strutture di nessi e produzione di potere. Antistatalismo, disintermediazione, moralismo e profondo individualismo ne sono stati la cifra.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Il riassorbimento\u00a0<em>ha sfruttato queste debolezze<\/em>, l\u2019incapacit\u00e0 di farsi potere, e ha ampliato la tendenza a valere come distrazione sistemica, connaturata alla cosa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Insomma, gli assaliti non si sono demoralizzati e non hanno perso fiducia nelle proprie forze, e la robusta catena di fortezze e casamatte ha retto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>Ci\u00f2 vuol dire che bisogna arrendersi?<\/em>\u00a0Direi tutt\u2019altro.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Occorre ancora pi\u00f9 azione politica e \u201cfilosofia della praxis\u201d, che deve essere interamente orientata a \u201ctrasformare il senso comune\u201d.\u00a0<em>Si noti, \u201ctrasformare\u201d, non assorbire<\/em>. Se c\u2019\u00e8 stato un punto specifico nel quale il \u201cprimopopulismo\u201d \u00e8 divenuto\u00a0<em>solo<\/em>\u00a0\u201ccontenitore dell\u2019ira\u201d, fallendo la trasformazione in \u201ccontenitore di (nuovo) potere\u201d, \u00e8 l\u2019aver preso da terra esattamente quel che ha trovato. Il cascame della rabbia, del risentimento, dell\u2019offesa di tutti coloro che sono stati ostacolati nella loro ascesa individuale, che reputavano loro diritto individuale su tutti. Non ha davvero esercitato quella \u201cfantasia concreta\u201d che \u00e8 capace di \u201coperare su un popolo disperso e polverizzato per suscitare e organizzarne la volont\u00e0 collettiva\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Nelle \u201c<em>Notarelle sul Machiavelli<\/em>\u201d<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>, \u00e8 contenuta una netta opposizione che parla ancora al presente:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0tra l\u2019azione collettiva messa in campo\u00a0da un \u201cpartito\u201d,\u00a0capace di creare ex-novo una volont\u00e0 collettiva per indirizzare verso mete concrete e razionali, ma nuove (\u201cdi una concretezza e razionalit\u00e0 non ancora verificate e criticate da una esperienza storica effettuale e universalmente conosciuta\u201d);<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0e l\u2019azione storico politica che si manifesta in modo rapido e fulmineo, resa necessaria da un grande pericolo imminente, e che si manifesta\u00a0in un individuo focale\u00a0(qui ovviamente sta parlando con la necessaria prudenza di Mussolini). Questa azione, nella condizione di pericolo, \u201ccrea fulmineamente l\u2019arroventarsi delle passioni e del fanatismo, annichilendo il senso critico e la corrosivit\u00e0 ironica (che, altrimenti, potrebbero, se fatte agire, \u201cdistruggere il carattere \u2018carismatico\u2019 del condottiero)\u201d. Il fatto \u00e8 che, al contrario della prima strada, \u201cun\u2019azione immediata di tal genere, per la sua stessa natura, non pu\u00f2 essere di vasto respiro e di carattere organico:\u00a0<em>sar\u00e0 quasi sempre del tipo restaurazione e riorganizzazione<\/em>\u00a0e non del tipo proprio alla fondazione di nuovi Stati e nuove strutture nazionali e sociali, [\u2026] di tipo difensivo e non creativo originale, in cui, cio\u00e8, si suppone che una volont\u00e0 collettiva, gi\u00e0 esistente, sia snervata, dispersa, abbia subito un collasso pericoloso e minaccioso ma non decisivo e catastrofico e occorra riconcentrarla e irrobustirla\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">La prima strada, in altre parole, \u00e8 rivolta alla creazione di una \u201cvolont\u00e0 collettiva\u201d\u00a0nuova, e di un nuovo \u201csenso comune\u201d, intorno al quale, facendo leva sia sulla praxis sia sulla educazione e la critica, si possa creare<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>\u00a0una direzione politica originale ed organica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">La seconda strada, invece, si nutre dell\u2019energia reattiva, fondata sul senso comune che \u00e8 gi\u00e0 in campo e su passioni e fanatismo. \u00c8 radicalmente acritica e manca sia di respiro sia di visione organica. In definitiva, anche se pu\u00f2 sembrare altro, \u00e8 un movimento restaurativo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ne abbiamo avuto una notevolissima dimostrazione con i movimenti apparentemente rivoluzionari, ma in realt\u00e0 di riaffermazione della logica neoliberale, del secondo decennio del secolo in corso. Movimenti \u201cdi tipo boulangista\u201d nel suo linguaggio<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Un movimento \u201cdi tipo boulangista\u201d viene facilmente neutralizzato, quando fallisce lo sfondamento e si incastra nelle casamatte della seconda linea. Allora queste imparano in fretta ad incorporarlo. Non ha mai rappresentato un\u2019autentica sfida sistemica, un assalto al \u2018senso comune\u2019 e alla ideologia che tiene insieme lo Stato.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Non ci sono dunque due strade possibili, ce ne \u00e8 una.\u00a0<em>Bisogna comprendere cosa \u00e8 accaduto ed evitare, accuratamente, di ripeterlo.<\/em>\u00a0Non bisogna muoversi sempre nello stesso circolo in forma di volta in volta minore. Non limitarsi a produrre sempre pi\u00f9 piccoli \u201ccontenitori dell\u2019ira\u201d senza prospettiva strategica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ma, soprattutto, se non si pu\u00f2 scegliere che tipo di guerra combattere, bisogna continuare a stare sul campo,\u00a0<em>politici, materiali e populisti ad un tempo<\/em>, dicevo. Non fare think thank, ma \u201cguerra di posizione\u201d<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0&#8211;\u00a0Antonio Gramsci, \u201c<em>Quaderni dal Carcere<\/em>\u201d, Vol. II, quaderno 7, \u201cAppunti di filosofia\u201d, 60 bis.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0&#8211; Antonio Gramsci, \u201c<em>Quaderni dal Carcere<\/em>\u201d, Vol III, Quaderno 13, \u201cNoterelle sul Machiavelli\u201d, $ 24, 18.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0&#8211; Antonio Gramsci, \u201c<em>Quaderni dal Carcere<\/em>\u201d, Vol. II, quaderno 7, \u201cAppunti di filosofia\u201d, 60.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0&#8211; Antonio Gramsci, \u201c<em>Quaderni dal Carcere<\/em>\u201d, Vol III, Quaderno 13, \u201cNoterelle sul Machiavelli\u201d, $ 24, 18.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0&#8211; \u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2020\/03\/dai-contenitori-dellira-ai-contenitori.html\">Dai \u2018contenitori dell\u2019ira\u2019 ai \u2018contenitori di potere\u2019<\/a>\u201d.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0&#8211; Nel febbraio 2014, al momento dell\u2019esplosione del fenomeno del Movimento 5 Stelle, con simpatia del resto immutata nel tempo, scrissi che il Movimento aveva trovato, quasi per caso, assorbendo l\u2019umore del paese, una sua posizione. E continuavo: \u201cMa questo non \u00e8 preciso, ci\u00f2 che viene assorbito e condensato \u00e8 l\u2019umore, il linguaggio, i lemmi, gli enunciati, i blocchi emotivi di un\u00a0<em>nuovo popolo<\/em>\u00a0che\u00a0<em>si sta separando<\/em>\u00a0nel paese. Che si incrocia nei bar, nelle strade, nei negozi dietro i banconi, negli uffici spesso cambiati, a spasso nei giardini, di fronte ad una partita di calcio o nelle sue curve. Un popolo certamente arrabbiato, vittimizzato, stanco di sentirsi inutile, sprecato, rigettato, isolato e capace di riconoscersi. Questo \u201cpopolo\u201d ha costruito se stesso intorno a un\u2019identificazione negativa; \u201cnon\u201d, per differenza dal potere, dalla politica, dalla finanza, dalla grande impresa, dalla globalizzazione, dalla tecnologia industriale, dalle &lt;caste&gt;, dal denaro.\u201d E, ancora: \u201cAppare sconnessa, contraddittoria, mal costruita, oscura e per certi versi temibile, pericolosa. Intendiamoci, anche io sotto alcuni profili la considero tale. Alcuni dei \u201cmateriali\u201d di montaggio mi appaiono \u201cnemici\u201d.\u00a0<em>E li combatter\u00f2<\/em>. Ma non si capisce nulla se non si vede che in questo c\u2019\u00e8 del nuovo. Si rischia di fare la fine di De Maistre con\u00a0la Rivoluzione\u00a0Francese.\u00a0Di trovarsi alla corte di Alessandro di Russia. Dato che un\u2019aristocrazia schiavista ed imperialista resta tale, anche quando ha come nemico Napoleone, io vorrei restare in equilibrio. Allora tornerei qui, Grillo non costruisce il suo movimento,\u00a0<em>lo trova<\/em>\u00a0a tentoni e per tentativi. Si tratta della storia di una co-evoluzione\u201d.\u201cuna sorta di \u201cspugna\u201d. L\u2019elemento pi\u00f9 costante, in essa \u00e8 morale.\u00a0<em>Anzi moralistico<\/em>. E\u2019 uno schema noi-loro che proietta nel nemico di turno ogni bruttura ed ogni colpa, lo fa responsabile del dolore e dell\u2019insuccesso, del fallimento. Lo rende balsamo delle ferite.\u201d Concludendo: \u201cCi\u00f2 che gonfia le vele \u00e8 la capacit\u00e0 di non avere forma e di prendere tutte le forme, contemporaneamente. E\u2019 la tecnica dello spettacolo. E\u2019 la societ\u00e0 che in esso si rispecchia e il nuovo popolo che si muove dentro questi &lt;frame&gt;.\u201d Si veda,\u00a0\u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2014\/02\/grillo-e-casaleggio-trovare-la-forma.html\">Grillo e Casaleggio. Trovare la forma<\/a>\u201d.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0&#8211; Si legga Colin Crouch, \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2013\/09\/colin-crouch-postdemocrazia.html\">Postdemocrazia<\/a><\/em>\u201d, 2003<br \/>\n<a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0&#8211; Si legga Pierre Rosanvallon, \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2013\/11\/pierre-rosanvallon-la-politica-nellera.html\">La politica nell\u2019era della sfiducia<\/a><\/em>\u201d,<br \/>\n<a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a>\u00a0&#8211; Antonio Gramsci, \u201c<em>Quaderni dal Carcere<\/em>\u201d, Vol III, Quaderno 13, \u201cNoterelle sul Machiavelli\u201d, 10<br \/>\n<a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a>\u00a0&#8211;\u00a0Il Partito, questo \u00e8 essenziale, non assorbe il\u00a0senso comune, senza sottoporlo a critica e facendosene trasportare, ma lo trasforma, contribuendo, sulla base di un fondo di esistenza, a creare una volont\u00e0 collettiva che sia parte di una riforma sia intellettuale (nuovi concetti e critica dei concetti esistenti, ridefinizione dell\u2019egemonia ideologica) sia morale (nuovi valori, scale di priorit\u00e0, metri di giudizio).<br \/>\n<a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a>\u00a0&#8211;\u00a0Georges Boulanger \u00e8 stato un generale francese che da Ministro della Guerra, nel 1886, sollev\u00f2 il desiderio di rivalsa contro la Germania che aveva umiliato la Francia nel 1871, rieletto alla camera dopo l\u2019espulsione dall\u2019esercito, nel 1888 era al vertice della fama e sembrava voler fare un colpo di stato. Raggiunto da un mandato di arresto fugg\u00ec e fin\u00ec, sconfitto e suicida nel 1891. La sua fama travolgente fu una brevissima fiammata, ma spavent\u00f2 tutti e per un breve tratto sembr\u00f2 poter ottenere tutto.\u00a0Quando un movimento di tipo boulangista si produce, occorre analizzare: 1. il contenuto sociale della massa che aderisce al movimento; 2.\u00a0che funzione questa massa ha nell\u2019equilibrio di forze che va formandosi; 3.\u00a0quali sono le rivendicazioni che i suoi dirigenti presentano e che significato hanno, politicamente e socialmente, ma soprattutto a quali esigenze effettive corrispondono; 4.\u00a0quale \u00e8 la conformit\u00e0 dei mezzi al fine che \u00e8 proposto; 5.\u00a0e solo alla fine l\u2019ipotesi che il movimento necessariamente verr\u00e0 snaturato e servir\u00e0 altri fini rispetto a quelli proposti alle moltitudini che lo seguono. Una diagnosi che deve scaturire, se del caso, dall\u2019analisi concreta e non dalla presunzione di avere \u201cil diavolo nell\u2019ampolla\u201d.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a>\u00a0&#8211; Che definivo cos\u00ec: \u201cnon farsi ingolosire da immediate traduzioni elettorali, ma lavorare alla cultura politica, ovvero alla creazione di una struttura sociale densa ed una rete di impegni e riconoscimenti con la necessaria decisione e passo. Ci\u00f2\u00a0<em>non<\/em>\u00a0significa produrre infinite versioni \u2018socialiste\u2019 dei think thank neoliberali che hanno fatto da base alla svolta neoliberale (quando per loro si \u00e8 trattato di passare, tra gli anni sessanta e settanta, dalla \u201cguerra di posizione\u201d a quella \u201cdi movimento\u201d), perch\u00e9 \u00e8 diversissima la base di potere e l\u2019attivazione di risorse. Ma deve significare svolgere, con il passo determinato e paziente di chi sa che le case si costruiscono un giorno dopo l\u2019altro, due lavori\u00a0<em>insieme, sia diversi sia complementari, entrambi indispensabili<\/em>: l\u2019autochiarificazione teorica e la discussione, seria, decisa, onesta, sulle diverse ipotesi analitiche e meccaniche causali e funzionali, da una parte, e l\u2019immersione nelle lotte, nelle contraddizioni materiali, nei luoghi come via privilegiata della stessa formulazione teorica, dall\u2019altra. Riflessione in azione, dunque, e costruzione di sintesi e narrazioni rivolte alla manifestazione della proposta teorica e pratica (<em>indissolubilmente teorica e pratica<\/em>). Ci\u00f2 deve significare lavorare sulle manifestazioni del conflitto, dove si identifica la contraddizione figlia del caos sistemico, e renderle occasione di formazione ed autoformazione anche teorica.<br \/>\nInchiesta, mobilitazione, lotta sui temi e nei conflitti nella sfera pubblica, tesseramento, militanza, creazione di collettivo e di comunit\u00e0, divisione del lavoro ed organizzazione, e poi, discussioni sulla fase, sulle opzioni, sulle idee, messa alla prova reciproca, creazione di lealt\u00e0. Tutto questo \u00e8 \u201c<em>lotta di posizione<\/em>\u201d, mentre si cerca di produrre collettivamente influenza, caposaldo per caposaldo, giorno per giorno. Ovunque\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2020\/03\/guerre-di-movimento-e-guerre-di.html\">http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2020\/03\/guerre-di-movimento-e-guerre-di.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TEMPO FERTILE (Alessandro Visalli) &nbsp; Scrive in un passo giustamente famoso Antonio Gramsci: \u201cin Oriente lo Stato era tutto, la societ\u00e0 civile era primordiale e gelatinosa; nell\u2019Occidente tra Stato e societ\u00e0 civile c\u2019era un giusto rapporto e nel tremolio dello Stato si scorgeva subito una robusta struttura della societ\u00e0 civile. 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