{"id":56611,"date":"2020-03-09T10:30:23","date_gmt":"2020-03-09T09:30:23","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56611"},"modified":"2020-03-09T01:11:40","modified_gmt":"2020-03-09T00:11:40","slug":"perche-lasse-putin-erdogan-non-si-spezza-lanalisi-di-pellicciari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56611","title":{"rendered":"Perch\u00e9 l\u2019asse Putin-Erdogan non si spezza. L\u2019analisi di Pellicciari"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>FORMICHE (Igor Pellicciari)<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header aa\">\n<div id=\"ec-excerpt\">Se non ci sono certezze sull&#8217;evoluzione della escalation in Siria, \u00e8 certo che l&#8217;incidente a Idlib non ha incrinato il rapporto fra Putin ed Erdogan, che, piaccia o meno al presidente turco, \u00e8 destinato a rimanere sbilanciato a favore di Mosca. L&#8217;analisi di Igor Pellicciari, professore di Storia delle relazioni internazionali all&#8217;Universit\u00e0 di Urbino e alla Luiss Guido Carli<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"entry-content-wrapper\">\n<div id=\"ec-content\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 prematuro prevedere se l\u2019importante summit turco-russo tenutosi a Mosca il 5 marzo riuscir\u00e0 a portare ad una de-escalation militare in Siria e se la tregua \u2013 come sembra \u2013 regger\u00e0. Esperienze passate e d\u00e9j\u00e0-vu suggeriscono prudenza prima di avventurarsi in analisi dell\u2019oggi, puntualmente smentite nel domani. Eppure questo summit, rispetto ad alcuni interrogativi che lo avevano preceduto, ha fornito alcune risposte \u2013 probabilmente destinate a trovare conferma nel medio\\lungo periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In primo luogo, \u00e8 diventata ancora pi\u00f9 chiara la morfologia dell\u2019asse turco-russo insieme alla sensazione di una sua tenuta finale, a prescindere dai prossimi sviluppi in Siria, Libia o altrove. Il gravissimo \u201cincidente\u201d della morte dei 33 soldati turchi avvenuta il 27 febbraio scorso ad Idlib per mano dell\u2019esercito siriano aveva infatti fatto temere alcuni (e sperare altri) che il partenariato turco-russo (troppo azzardato chiamarlo alleanza) fosse arrivato a un punto di rottura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019episodio ha avuto un impatto negativo sul fronte interno per il presidente turco, proprio nel pieno del suo tentativo di rallentare il suo calo di consensi attraverso l\u2019intensificarsi di operazioni e campagne militari, appunto in Siria e Libia. La tradizionale vicinanza con annesso sostegno militare di Mosca all\u2019alleato\u00a0<strong>Bashar Al Assad<\/strong>\u00a0aveva posto l\u2019interrogativo in molti osservatori su quale ruolo avesse avuto la Russia nel suddetto raid a tal punto da far ipotizzare che se non ne fosse diretta ispiratrice, quanto meno la Russia ne fosse a conoscenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Circostanza questa che, se confermata, avrebbe portato a un crollo delle relazioni turco-russe, sulla falsa riga di quanto gi\u00e0 osservato nel novembre 2015 con l\u2019abbattimento per mano di Ankara del jet russo sulla frontiera turco-siriana, quando si assistette ad una degenerazione dei rapporti tra Ankara e Mosca da privilegiati ad ostili, con una velocit\u00e0 che rester\u00e0 nei manuali di relazioni internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La reazione russa all\u2019epoca fu (ancorch\u00e9 non militare) immediata e durissima sul piano economico e pur tuttavia il grande gelo dur\u00f2 solo pochi mesi. Presto Mosca si convinse che per riportare la Turchia nella sua orbita, la persona stessa del presidente\u00a0<strong>Recep Tayyip Erdogan<\/strong>\u00a0non andava attaccata ma anzi difesa da un\u2019opposizione interna che si supponeva figlia di alcuni ambienti militari domestici ritenuti vicini alla Nato. Ne \u00e8 prova il ruolo del Cremlino nel tentativo di colpo di Stato ad Ankara del 15 Luglio 2016, sventato da Erdogan \u2013 si dice, non solo a Mosca \u2013 grazie al fondamentale sostegno dell\u2019intelligence Russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ulteriore conferma del cambio di policy del Cremlino si ebbe a dicembre dello stesso anno davanti all\u2019assassinio ad Ankara dell\u2019ambasciatore Russo\u00a0<strong>Andrei Karlov<\/strong>\u00a0\u2013 peraltro per mano di uno degli stessi agenti di sicurezza turchi preposti a proteggerlo. Bench\u00e9 diplomaticamente questo fosse un incidente molto pi\u00f9 grave, Mosca rispose rafforzando subito il summit a tre sulla Siria con Turchia e Iran e serrando le fila a sostegno di Erdogan, invece che considerarlo responsabile del nuovo gravissimo incidente, come invece avvenuto l\u2019anno prima in occasione dell\u2019abbattimento del jet.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il secondo aspetto emerso dal summit \u00e8 conseguenza logica della prima considerazione. Ovvero \u2013 bench\u00e9 quello con la Russia sia un partenariato difficile da mantenere sul campo e militarmente meno \u201clogico\u201d e conveniente per un paese membro della Nato\u2013 \u00a0assistiamo al rafforzarsi di un asse politico\u00a0<em>ad personam<\/em>\u00a0tra il Cremlino ed Erdogan stesso, di cui il presidente turco ha un fondamentale bisogno per resistere sul piano interno, ancora prima che sul quello internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il fatto che \u2013 nonostante egli sia parte lesa dall\u2019incidente di Idlib \u2013 il summit si tenga a Mosca, indica uno sbilanciamento di forze a svantaggio di Erdogan e tradisce il suo tentativo di intercedere presso il partner russo per risolvere i problemi che sta affrontando in Siria, dove le truppe di Assad stanno guadagnando terreno anche nelle aree di interesse turco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo ci porta a una terza considerazione, sulle reali dinamiche interne nell\u2019alleanza tra Mosca e Damasco, troppo spesso ricondotta in molte analisi superficiali all\u2019immagine di \u201cAssad-fantoccio-di-Putin\u201d. In realt\u00e0 quelle a cui siamo assistendo sono decisioni militari prese\u00a0<em>spesso<\/em>\u00a0in piena autonomia da Damasco, con l\u2019ovvia accortezza di non arrecare danno alcuno agli interessi strategici Russi in Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La prova di questo va cercata in due aspetti: uno generale, riferito a come la Russia tratta tradizionalmente i propri alleati; l\u2019altro specifico, che riguarda l\u2019establishment al potere a Damasco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da un lato, Mosca da sempre garantisce continuo sostegno ma lascia \u2013 dove ce ne siano le condizioni \u2013 ampi margini di autonomia decisionale ai propri alleati, confermando un tipico approccio da \u201cpax-romana\u201d, dove si preferisce trovare l\u2019accordo con la leadership esistente nella provincia, piuttosto che inviarne una nuova dal centro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">D\u2019altro canto, il vero\u00a0<em>assett<\/em>\u00a0di Damasco in questi anni \u00e8 stata la tenuta di una leadership\\establishment militare attorno ad Assad che \u2013 nemmeno nei momenti pi\u00f9 bui e sfavorevoli \u2013 ha ceduto, dimostrandosi il vero fattore di continuit\u00e0 di potere nel Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Diversamente da quanto avvenuto in altri Paesi, all\u2019apparire delle Primavere arabe e poi via via fino alle problematiche transizioni in corso, l\u2019\u00e9lite militare siriana attorno al presidente non si \u00e8 sciolta come neve al sole, ma pare anzi avere rafforzato gli anticorpi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non averlo capito per tempo \u00e8 stato il pi\u00f9 grande errore dell\u2019intelligence occidentale nel contesto mediorientale dell\u2019ultimo decennio. Continuare a sottostimarlo non far\u00e0 che rendere pi\u00f9 probabile il successo strategico russo in Siria e, per inciso, sempre pi\u00f9 improbabile l\u2019incrinarsi dell\u2019asse Mosca-Erdogan.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2020\/03\/asse-putin-erdogan-analisi-pellicciari-siria-assad\/\">https:\/\/formiche.net\/2020\/03\/asse-putin-erdogan-analisi-pellicciari-siria-assad\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Igor Pellicciari) Se non ci sono certezze sull&#8217;evoluzione della escalation in Siria, \u00e8 certo che l&#8217;incidente a Idlib non ha incrinato il rapporto fra Putin ed Erdogan, che, piaccia o meno al presidente turco, \u00e8 destinato a rimanere sbilanciato a favore di Mosca. 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