{"id":56614,"date":"2020-03-10T08:30:32","date_gmt":"2020-03-10T07:30:32","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56614"},"modified":"2020-03-09T14:25:47","modified_gmt":"2020-03-09T13:25:47","slug":"la-strage-delle-illusioni-il-pensiero-politico-leopardiano-contro-la-modernita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56614","title":{"rendered":"La strage delle illusioni: il pensiero politico leopardiano contro la modernit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Di <strong>INTELLETTUALE DISSIDENTE (Massimiliano Vino)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La via leopardiana alla politica \u00e8 una via d&#8217;imperfezione congenita e di ricerca forsennata della felicit\u00e0, che non ha in s\u00e9 nulla della ricerca spasmodica ed egoistica del piacere materiale, predominante nella moderna civilt\u00e0 occidentale. Da conoscitore sottile ed instancabile della vita e delle forme umane, Leopardi critica un\u2019umanit\u00e0 protesa verso la continua perfettibilit\u00e0, inconsapevole del destino ineluttabile di Morte e di Nulla che inevitabilmente seguir\u00e0 ad ogni azione o pensiero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">l 26 marzo del 1820 \u00e8 la data indicata per il primo dei pensieri di Giacomo Leopardi, curati da Mario Andrea Rigoni, e raccolti nella prima vera antologia sul pensiero politico leopardiano edito Adelphi:\u00a0<i>La strage delle illusioni<\/i>. Appena ventiduenne, un Giacomo Leopardi uscito dai suoi sette anni di studio matto e disperatissimo, scriveva nello Zibaldone:<\/p>\n<blockquote><p>Per le grandi azioni che la maggior parte non possono provenire se non da illusione, non basta ordinariamente l\u2019inganno della fantasia come sarebbe quello di un filosofo, e come lo sono le illusioni de\u2019 nostri giorni tanto scarsi di grandi fatti, ma si richiede l\u2019inganno della ragione, come presso gli antichi.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">La raccolta si apre dunque con un monito del poeta recanatese a tutta la grande politica europea: le azioni e le imprese gloriose possono provenire solo\u00a0<i>ingannandosi<\/i>\u00a0ed\u00a0<i>illudendosi<\/i>. Un ammonimento spietato, figlio di un\u2019idea aspramente critica nei confronti del progresso e della modernit\u00e0. La Natura rappresenta l\u2019unico elemento in grado di salvaguardare gli uomini e le pi\u00f9 complesse costruzioni umane, vale a dire le nazioni e gli stati, da un altrimenti inevitabile declino. Inutile a tal proposito viene invece giudicato da Leopardi il contributo della filosofia e dei filosofi in generale (<em>\u00abUn popolo di filosofi sarebbe il pi\u00f9 piccolo e codardo del mondo\u00bb<\/em>), giacch\u00e9 la Natura sar\u00e0 sempre infinitamente superiore alla ragione e occorre riavvicinarsi alla Natura, anzich\u00e9 allontanarsene come auspicato da tutta la filosofia positivista del periodo. La Natura spingerebbe le nazioni al predominio rispetto alle altre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel secolo di Leopardi, agli inizi del XIX secolo, le nazioni erano sospinte invece all\u2019imitazione, specialmente, di un modello politico per eccellenza: quello parlamentare britannico. Un atteggiamento che trovava riscontri anche a livello culturale e di costumi e che anticipava clamorosamente una certa tendenza all\u2019omologazione inizialmente a stelle e strisce e poi globale che oggi, a sua volta, predomina nel Vecchio Continente:<\/p>\n<blockquote><p>A che scopo, a che grandezza a che incremento pu\u00f2 portare questa bella gara? Anche l\u2019imitare \u00e8 una tendenza naturale, ma ella giova, quando ci porta a cercar la somiglianza coi grandi e cogli ottimi. Ma chi cerca di somigliare a tutti? [\u2026] Quando saremo tutti uguali, lascio stare che bellezza che variet\u00e0 troveremo nel mondo, ma domando io che utile ce ne verr\u00e0?<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Riferimento ideale e termine di paragone resta poi, in Leopardi, l\u2019antichit\u00e0. Anche Roma divenne secondo il poeta una\u00a0<em>\u00abspecie di colonia greca in fatto di costumi e letteratura\u00bb<\/em>\u00a0rendendosi per\u00f2 anche sostanzialmente una civilt\u00e0 di\u00a0<i>servi<\/i>\u00a0al pari dei greci. Dall\u2019esempio antico emerge anche la critica del cosmopolitismo, ultimo stadio del progressivo allontanamento dell\u2019uomo dallo stato di Natura. Il cosmopolitismo non sarebbe in grado, secondo Leopardi, di sostituire con valori altrettanto efficaci l\u2019amor di patria:<\/p>\n<blockquote><p>Quando tutto il mondo fu cittadino Romano, Roma non ebbe pi\u00f9 cittadini; e quando cittadino Romano fu lo stesso che Cosmopolita, non si am\u00f2 n\u00e9 Roma n\u00e9 il mondo: l\u2019amore patrio di Roma divenuto cosmopolita, divenne indifferente, inattivo e nullo: e quando Roma fu lo stesso che il mondo, non fu pi\u00f9 patria di nessuno, e i cittadini Romani, avendo per patria il mondo, non ebbero nessuna patria, e lo mostrarono col fatto.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Se una sostanziale negazione dell\u2019allargamento incondizionato del concetto di patria risulta funzionale all\u2019amore per quest\u2019ultima e ad una vita realmente attiva a sostegno della propria comunit\u00e0, ad essere messa in discussione nella concezione politica leopardiana, come gi\u00e0 accennato, \u00e8 anche l\u2019ampliamento degli strumenti razionali e della conoscenza filosofica. Una \u201cmezza filosofia\u201d, madre di numerosi errori, risulterebbe comunque pi\u00f9\u00a0<em>\u00abcompatibile coll\u2019azione\u00bb<\/em>. La \u201cmezza filosofia\u201d risulta, nel pensiero politico del poeta recanatese, molto pi\u00f9 vicina alle sempre benefiche illusioni naturali, che<em>\u00a0\u00abdiriggono l\u2019egoismo e l\u2019amor proprio, appunto a non voler nulla pi\u00f9 degli altri, a sacrificarsi al comune, a mantenersi nell\u2019uguaglianza\u00bb<\/em>. Conseguenza dell\u2019incivilimento \u00e8 invece l\u2019allontanamento dalle grandi azioni dal mantenimento di una comunit\u00e0. Saper fare, anche con errore, ha sempre un impatto maggiore sulla societ\u00e0 immaginata da Leopardi, che non il saper pensare:<\/p>\n<blockquote><p>Vuol dire che il fare non \u00e8 proprio n\u00e9 facolt\u00e0 che della natura, e non della ragione; e siccome quegli che fa \u00e8 sempre signore di chi solamente pensa, cos\u00ec i popoli o naturali o barbari che si vogliano chiamare, saranno sempre signori dei civili, per qualunque motivo e scopo agiscano.<\/p><\/blockquote>\n<div class=\"wp-caption alignnone\" style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">Destino delle nazioni civili \u00e8 quello di soccombere dinanzi a popoli \u201cbarbari\u201d, o a nazioni nutrite ancora di grandi e pieni ideali. Destino delle nazioni civili \u00e8 la progressiva frammentazione interna, la dissoluzione del concetto di patria nella solitudine di migliaia di individui (\u00abL\u2019individuo solo, forma tutta la sua societ\u00e0.\u00bb). In Leopardi sembrano cos\u00ec riecheggiare, quasi profeticamente, la frammentazione e la parcellizzazione sociale figlie della corsa sfrenata allo sviluppo del capitalismo neo-liberista, lo smantellamento del concetto di classe e la demolizione di qualsiasi aggregazione sociale, nazionale o ideologica, cui consegue il trionfo dell\u2019isolamento e dell\u2019individualismo senza regole. Al trionfo di un egoismo individualista (\u00abNon si hanno pi\u00f9 nemici nazionali? Ma si hanno nemici privati\u00bb), Leopardi oppone l\u2019idea di un egoismo nazionale o di societ\u00e0, che \u00e8 l\u2019unico antidoto alla sua disgregazione. Quegli odi e quelle invidie concentrati su un nemico esterno finiscono, in sua assenza, per rivolgersi contro un nemico interno, ovvero contro i vicini. L\u2019amor patrio, figlio di una illusione, pu\u00f2 sussistere solamente grazie al\u00a0<i>pregiudizio<\/i>, non certo secondo ragione. Ancora una volta la filosofia, secondo Giacomo Leopardi, essendo basata sulla ragione come strumento conoscitivo, risulta sostanzialmente in contraddizione con la sopravvivenza di una comunit\u00e0 e di una patria:<\/p>\n<blockquote><p>Come l\u2019individuo, cos\u00ec le nazioni non faranno mai nulla se non saranno piene di se stesse, di amor proprio, ambizione, opinione di se, confidenza in se stesse.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Il parallelismo tra individuo e nazione nel pensiero politico-filosofico leopardiano viene perci\u00f2 sintetizzato nella comune resistenza alla realt\u00e0, grazie alle illusioni e all\u2019amor proprio: due strumenti indispensabili alla sopravvivenza dell\u2019uomo. L\u2019allontanamento dalle illusioni rappresenta l\u2019ultimo stadio di un allontanamento irreparabile dell\u2019uomo della natura, a cui non pu\u00f2 sostituirsi nulla di altrettanto efficace a livello etico o politico. Profonda \u00e8 anche l\u2019ironia del poeta marchigiano nei confronti dell\u2019<em>\u00abinutilit\u00e0 quasi perfetta degli studi fatti dall\u2019et\u00e0 di Solone in poi per ottenere la perfezione degli Stati civili e la felicit\u00e0 dei popoli [\u2026] di questo furore di calcoli e di arzigogoli politici e legislativi\u00bb<\/em>. Cuore del pensiero politico di Giacomo Leopardi \u00e8 in effetti la ricerca forsennata e disperata di felicit\u00e0, giacch\u00e9 non si pu\u00f2 dare la felicit\u00e0 dei popoli \u00absenza la felicit\u00e0 degli individui\u00bb. Sul finire degli anni venti, Leopardi inizi\u00f2 a soffermarsi ulteriormente sulle imperfezioni caotiche presenti nelle singole comunit\u00e0, frutto della naturale propensione umana all\u2019errore: si tratta di uno straordinario proclama che un intellettuale titanico ed instancabile, radicalmente critico nei confronti dello spirito del proprio tempo, ebbe il coraggio di rivolgere contro ogni costrutto filosofico e contro ogni pretesa di perfettibilit\u00e0 futura dell\u2019uomo, sul solco di un mitico ed indefinito progresso tecnico e scientifico:<\/p>\n<blockquote><p>Io tengo che la societ\u00e0 umana abbia principii ingeniti e necessari d\u2019imperfezione, e che i suoi stati sieno cattivi pi\u00f9 o meno, ma nessuno possa esser buono.<\/p><\/blockquote>\n<div class=\"wp-caption alignnone\" style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">Negli ultimi anni della sua vita, si assiste perci\u00f2 al distacco di Leopardi dal pensiero e dalla discussione politica in generale in favore di una via contemplativa e di una lettura vagamente ironica degli errori del suo tempo. A rappresentare la conclusione ideale della raccolta di pensieri politici leopardiani \u00e8 pertanto una lettera indirizzata a Fanny Targioni Tozzetti, datata 5 dicembre 1831:<\/p>\n<blockquote><p>Sapete che io abbomino la politica, perch\u00e9 credo, anzi vedo che gli individui sono infelici sotto ogni forma di governo, colpa della natura che ha fatto gli uomini all\u2019infelicit\u00e0; e rido della felicit\u00e0 delle masse, perch\u00e9 il mio piccolo cervello non concepisce una massa felice composta di individui non felici.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">La via leopardiana alla politica \u00e8 una via d\u2019imperfezione congenita e di ricerca forsennata della felicit\u00e0, che non ha in s\u00e9 nulla della ricerca spasmodica ed egoistica del piacere materiale, predominante nella moderna civilt\u00e0 occidentale. Da conoscitore sottile ed instancabile della vita e delle forme umane, Leopardi critica un\u2019umanit\u00e0 protesa verso la continua perfettibilit\u00e0, inconsapevole del destino ineluttabile di Morte e di Nulla che inevitabilmente seguir\u00e0 ad ogni azione o pensiero. La vita delle illusioni e dei pregiudizi, dell\u2019attivit\u00e0 e della ricerca del bello e dell\u2019utile, come anche delle azioni eroiche, rappresentano altrettanti strumenti di resistenza e di sopravvivenza, di titanica opposizione che l\u2019umanit\u00e0 frappone tra s\u00e9 e il Nulla. Consapevoli della sconfitta, che pure arriver\u00e0, gli uomini di ogni popolo e nazione sono dunque come il fiore della Ginestra alle pendici del Vesuvio: una resistenza all\u2019ineluttabile, senza eccessi di orgoglio e senza arrendevole codardia:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Meno inferma dell\u2019uom, quanto le frali<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">tue stirpi non credesti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">o dal fato o da te fatte immortali.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/filosofia\/la-strage-delle-illusioni-il-pensiero-politico-leopardiano-contro-la-modernita\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/filosofia\/la-strage-delle-illusioni-il-pensiero-politico-leopardiano-contro-la-modernita\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di INTELLETTUALE DISSIDENTE (Massimiliano Vino) &nbsp; La via leopardiana alla politica \u00e8 una via d&#8217;imperfezione congenita e di ricerca forsennata della felicit\u00e0, che non ha in s\u00e9 nulla della ricerca spasmodica ed egoistica del piacere materiale, predominante nella moderna civilt\u00e0 occidentale. Da conoscitore sottile ed instancabile della vita e delle forme umane, Leopardi critica un\u2019umanit\u00e0 protesa verso la continua perfettibilit\u00e0, inconsapevole del destino ineluttabile di Morte e di Nulla che inevitabilmente seguir\u00e0 ad ogni azione&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":92,"featured_media":37788,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/intellettuale-dissidente-e1474974730908-320x320-1.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-eJ8","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56614"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/92"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=56614"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56614\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":56615,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56614\/revisions\/56615"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/37788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=56614"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=56614"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=56614"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}