{"id":56686,"date":"2020-03-13T08:34:03","date_gmt":"2020-03-13T07:34:03","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56686"},"modified":"2020-03-12T21:36:16","modified_gmt":"2020-03-12T20:36:16","slug":"difendiamo-la-democrazia-dalla-melma-liberale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56686","title":{"rendered":"Difendiamo la democrazia dalla melma liberale"},"content":{"rendered":"<p>DI <strong>INTELLETTUALE DISSIDENTE (Roberto Zavaglia)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">C&#8217;\u00e8 chi invoca provvedimenti contro la diffusione dell&#8217;odio e del razzismo, chi parla di scelte irrazionali e autolesioniste da parte del popolo e chi richiede a gran voce patenti per votare. Il desiderio recondito dei liberali \u00e8 quello di tornare al voto censitario, sostituendo al reddito elevato una presunta informazione come criterio di selezione dei votanti, sapendo che in non pochi casi le due caratteristiche si trovano congiunte nelle stesse persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">l popolo ha incominciato a votare in modo sbagliato, quindi ci si trova di fronte a un grosso problema. Da quando, nel 2016, prima gli inglesi con la Brexit e poi gli statunitensi con l\u2019elezione di\u00a0<strong>Trump<\/strong>, gli hanno assestato un doppio schiaffone, fra i liberali sostenitori dell\u2019impossibilit\u00e0 di qualsiasi alternativa al modello socio-politico attuale, circola una certa insofferenza per il suffragio universale che consentirebbe anche agli \u201cirresponsabili\u201d di decidere sulle sorti politiche del proprio Paese. C\u2019\u00e8 chi la prende alla larga, invocando provvedimenti contro la diffusione \u201cdell\u2019odio e del razzismo\u201d da parte della propaganda populista, e chi, invece, non ha pudore di esprimere quello che veramente pensa della plebe che compie \u201cscelte irrazionali e autolesioniste\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Poco dopo lo shock per la sconfitta della beniamina dell\u2019<i>establishment\u00a0<\/i><strong>Hillary Clinton<\/strong>, il giornalista e scrittore David Hersany scrisse sul \u201cWashington Post\u201d che<\/p>\n<blockquote><p>eliminando i milioni di elettori irresponsabili che non si prendono il disturbo di imparare i meccanismi pi\u00f9 basilari della Costituzione, o le proposte e la storia del loro candidato preferito, forse potremmo riuscire ad attenuare le conseguenze della sconsideratezza del loro voto.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel suo \u201c<i>Against democracy\u201d,\u00a0<\/i>il politologo e filosofo della \u201cGeorgetown University\u201d\u00a0<strong>Jason Brennan<\/strong>\u00a0proponeva una forma di governo \u201cepistocratica\u201d in cui il diritto di voto andrebbe attribuito sulla base della conoscenza da valutare tramite appositi test. Una specie, insomma, di riedizione della Repubblica dei sapienti platonica, con i tecnocrati e i banchieri a fare da guida al posto dei filosofi che, si sa, a furia di pensare, possono farsi venire in mente idee strane e sovversive. In Italia, il sindaco piddino di Bergamo\u00a0<strong>Giorgio Gori<\/strong>, dopo il referendum sulla Brexit, aveva espresso il suo disappunto, dichiarando che<\/p>\n<blockquote><p>elettori disinformati producono disastri epocali. Per votare servirebbe l\u2019esame di cittadinanza.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-120341\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Gori-contro-chi-ha-votato-la-Brexit-%C2%ABChi-%C3%A8-disinformato-produce-disastri%C2%BB-Bergamo-citt%C3%A0-Bergamo.png\" alt=\"\" width=\"748\" height=\"706\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chi scrive riflette da anni \u2013 ma sarebbe meglio dire fantastica \u2013 sulla possibilit\u00e0 di nuove forme elettorali, provando a immaginare un sistema che porti alle urne solo quanti siano in grado di farsi condizionare in misura minore dal pervasivo sistema di (in)formazione della nostra societ\u00e0 dello spettacolo. Sono infatti i grandi media che, quale pi\u00f9 quale meno, sono espressione di propriet\u00e0 con interessi particolari, convergendo comunque tutti nella difesa del modello economico vigente, a rendere meno libera e consapevole la scelta degli elettori. L\u2019ipotesi di esami di ammissione, di un costo minimo e di altri accorgimenti per selezionare gli elettori, escludendo quelli del tutto disinteressati che si recano al seggio solo per farsi la passeggiatina domenicale, alla fine ci pare per\u00f2 irrealizzabile, almeno in questo periodo storico. Le pur inani elucubrazioni del sottoscritto sono comunque finalizzate all\u2019obiettivo opposto di quelle degli esponenti del pensiero egemone: noi vorremmo un cittadino meno influenzato dai centri di potere, loro vogliono che gli elettori gli ubbidiscano. Quando ci\u00f2 non avviene, come negli Stati Uniti, dove non c\u2019era un solo giornale a favore di Trump (parrebbe incredibile in quella \u201cgrande democrazia\u201d) perdono la pazienza e vengono fuori al naturale: il popolo fa schifo, il thatcheriano TINA (<i>there is no alternative)<\/i>\u00a0sia legge universale e perenne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il desiderio recondito dei liberali \u00e8 quello di tornare al voto censitario, sostituendo al reddito elevato una presunta informazione come criterio di selezione dei votanti, sapendo che in non pochi casi le due caratteristiche si trovano congiunte nelle stesse persone. Facendo il giro dei vari\u00a0<i>talk show\u00a0<\/i>politici delle nostre televisioni (occorre uno stomaco adeguato) si nota che, a parte un paio di orientamento becero-populista,<strong>\u00a0\u00e8 tutto un dilagare di invettive contro gli ignoranti che si fanno abbindolare dalla propaganda dei capipopolo e dei demagoghi<\/strong>, non capendo in che modo si tutelano veramente i loro interessi. Una delle accuse pi\u00f9 ricorrenti \u00e8 quella di arretratezza culturale, partendo dal presupposto che chi esprime forti dubbi sull\u2019immigrazione clandestina di massa, il modello europeo, la globalizzazione, l\u2019aborto, l\u2019adozione da parte degli omosessuali, le teorie Lgbt, non li possa avere concepiti sulla base di una valutazione razionale, ma solo perch\u00e9 ancorato a una mentalit\u00e0 arcaica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-120342\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/25956464856_cd04612dc0_b.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma chi sono questi dotti che proclamano tale\u00a0<i>fatwa\u00a0<\/i>antropologica? Sono i mezzi colti che si rivolgono al loro pubblico di riferimento. Un paio di esempi esilaranti: il perito odontotecnico\u00a0<strong>Nicola Zingaretti<\/strong>\u00a0il quale afferma che\u00a0<em>\u201cin Inghilterra ha vinto la destra becera e ignorante di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/esteri-3\/boris-johnson-brexit-uk\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Boris Johnson<\/a>\u201d<\/em>\u00a0che, da parte sua, \u00e8 laureato in Lettere classiche ad Oxford, ha scritto un saggio su Roma antica, recita a memoria in greco antico alcune parti dell\u2019Iliade e, da sindaco, ha reintrodotto il latino nelle scuole pubbliche di Londra, una scelta difficilmente definibile come demagogica. Non male pure il capo-sardina\u00a0<strong>Lorenzo Donnoli<\/strong>\u00a0il quale, incalzato dall\u2019immancabile Vittorio Sgarbi che gli chiedeva quali fossero i suoi riferimenti politici e culturali, premettendo i suoi essere Gramsci, Gobetti, Einaudi, se la cavava indicando il totem Liliana Segre. Sfugge, quali prospettive, a parte la riproposizione (ossessiva) della propria memoria, possa avere ispirato la signora a uno dei\u00a0<i>leader\u00a0<\/i>di un movimento accreditato della capacit\u00e0 di rinnovare la politica italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I mezzi colti sono i clienti privilegiati dell\u2019industria culturale di massa<\/strong>; il cinema \u00e8 il primo riferimento culturale del loro immaginario collettivo, soprattutto, ma non solo, fra i giovani: un\u2019indagine Findomestica\/Doxa ha rilevato che, nel 2017, solo il 6% dei 18-24enni non aveva mai assistito a una proiezione. Personalmente, ci \u00e8 capitato, in una conversazione da bar, di avere ammesso di non sapere chi fossero alcune delle, devo credere, pi\u00f9 celebri\u00a0<i>star\u00a0<\/i>attuali: sono stato guardato non tanto come un ignorante, ma come un pazzo o un marziano. Ovviamente, si tratta quasi sempre di cinema di stampo hollywoodiano, un genere di spettacolo pensato per soddisfare i gusti di quel pubblico: pu\u00f2 pure mettere in scena dilemmi e inquietudini apparentemente laceranti, ma corrispondono comunque allo spirito del tempo e in tale forma vengono proposti. Il mezzo colto alla televisione, tornata di moda come strumento culturale, dopo un periodo in cui gli intellettuali\u00a0<i>engag\u00e9\u00a0<\/i>la disprezzavano, sceglie i \u201cprogrammi intelligenti\u201d, sul tipo di quelli di Fabio Fazio, dove i protagonisti lo confermano nelle sue opinioni, fornendogli elementi per rafforzarle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-120343\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/saviano-1.jpg\" alt=\"\" width=\"2395\" height=\"1133\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sebbene le classifiche dei libri vedano costantemente fra i pi\u00f9 venduti manuali di cucina e autobiografie di gente dello spettacolo, il sapiente di massa dei nostri tempi concede la possibilit\u00e0 di scalare la vetta anche a romanzi \u201cdifficili\u201d come quelli di un\u00a0<strong>Erri De Luca<\/strong>. L\u2019emaciato scrittore napoletano, con la sua tormentata biografia e le sue pose da eremita nel deserto, esprime al meglio l\u2019 \u201canticonformismo\u201d del mezzo colto, sorprendendolo con travagli interiori e vicende inusitate che non aveva considerato, ma era del tutto pronto ad affrontare grazie alla sua \u201cformazione culturale\u201d. Provassero una volta a leggere\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/letteratura-2\/drieu-la-rochelle-una-donna-alla-finestra\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Celine<\/a>\u00a0se vogliono provare brividi autentici\u2026 \u00a0 La\u00a0<i>pop-<\/i>politica \u00e8 talmente dominante che il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/sanremo-politica-jebreal-amadeus\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Festival di Sanremo<\/a>\u00a0\u00e8 diventato un evento anche politico, con le polemiche sulla partecipazione della \u201cfemminista\u201d Rula Jebreal e della sovranista Rita Pavone (!).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con queste considerazioni, non intendo certo proporre una visione elitaria per la quale solo chi ha letto migliaia di ponderosi volumi pu\u00f2 sfuggire all\u2019accusa di ignoranza: in fin dei conti, pare che Schopenhauer possedesse solo 800 libri e Kant non pi\u00f9 di 300. Mi fanno ridere quelli che nei dibattiti invitano l\u2019interlocutore a \u201crileggere\u201d questo o quell\u2019altro autore, come se fosse scontato avere letto tutto. Solo che, sapendo socraticamente di non sapere, respingo la pretesa di quanti possiedono una vasta cultura\u00a0<i>pop \u2013\u00a0<\/i>che \u00e8 ben diversa dalla cultura popolare che, al suo sorgere, \u00e8 sempre frutto di una rielaborazione della tradizione e dell\u2019esperienza comunitaria, mentre la prima \u00e8 un prodotto industriale \u2013 di attribuire ad altri\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/sputate-su-chi-odia-il-suffragio-universale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">patenti di ignoranza e di volerli escludere per indegnit\u00e0 dalla partecipazione politica<\/a>. Che poi la musica<i>,\u00a0<\/i>massima espressione della cultura\u00a0<i>pop<\/i>, oggi, diversamente che tra la fine degli anni sessanta e il decennio successivo, quando riusciva in parte ad esprimere una indipendente controcultura giovanile, ha perso gran parte della sua carica innovativa e della sua creativit\u00e0. Nell\u2019epoca delle\u00a0<i>boy band\u00a0<\/i>costruite a tavolino dalle\u00a0<i>Major\u00a0<\/i>discografiche per soddisfare le aspettative anche estetiche del pubblico, \u00e8 impensabile il successo di un visionario genio lisergico come Jimi Hendrix.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-120344\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/sanremo-2020-video-toccante-monologo-rula-jebreal-v3-425650.jpg\" alt=\"\" width=\"2103\" height=\"1285\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Personalmente, ho un mio metodo per capire se una persona \u00e8 politicamente insipiente, ovvero quando usa l\u2019aggettivo fascista non nel suo contesto storico, ma per squalificare una persona o un partito; vale anche per comunista, ma \u00e8 infinitamente meno diffuso nella comunicazione\u00a0<i>mainstream.\u00a0<\/i>Purtroppo, non posso pretendere che lo si adotti come criterio per accedere alle urne. Rimango per\u00f2 convinto che una persona di studi e letture modeste, in una condizione economica poco agiata, che preferisce imbottirsi di calcio e quiz alla televisione al posto di guardare i\u00a0<i>talk show,\u00a0<\/i><strong>non abbia meno capacit\u00e0 di discernimento politico dei mezzi colti<\/strong>. Il primo quando paga le bollette e fa la spesa \u00e8 possibile che qualche riflessione \u201cspontanea\u201d sulla situazione economica generale se la faccia, l\u2019altro invece non sa dove stia di casa il pensiero critico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/difendiamo-la-democrazia-dalla-melma-liberale\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/difendiamo-la-democrazia-dalla-melma-liberale\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DI INTELLETTUALE DISSIDENTE (Roberto Zavaglia) C&#8217;\u00e8 chi invoca provvedimenti contro la diffusione dell&#8217;odio e del razzismo, chi parla di scelte irrazionali e autolesioniste da parte del popolo e chi richiede a gran voce patenti per votare. 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