{"id":56698,"date":"2020-03-13T10:30:51","date_gmt":"2020-03-13T09:30:51","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56698"},"modified":"2020-03-13T00:54:47","modified_gmt":"2020-03-12T23:54:47","slug":"socialismo-e-mercato-in-corea-del-nord","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56698","title":{"rendered":"Socialismo e mercato in Corea del Nord"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>MARX XXI ( Francesco Alarico della Scala)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In seguito alle dichiarazioni di Andray Abrahamian, riprese dall\u2019Antidiplomatico[1], molti mi hanno chiesto delucidazioni in merito alle prospettive dell\u2019economia nordcoreana: si sta aprendo al capitalismo? Punta sul modello cinese o sull\u2019esempio vietnamita? Oppure si attiene alla pianificazione centralizzata di stampo sovietico?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">A scanso di equivoci, premetto subito che non sono pregiudizialmente ostile al socialismo con caratteristiche cinesi, di cui ammiro i grandi successi economici pur prediligendo ovviamente il modello coreano, e che non \u00e8 mia intenzione distribuire patenti di ortodossia o condannare le scelte degli altri partiti comunisti, ma semplicemente esporre alcuni fatti e documenti che contribuiscano alla conoscenza della realt\u00e0 coreana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">1. Passato e presente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Abrahamian \u00e8 l\u2019ex direttore di ricerca della Choson Exchange, un\u2019organizzazione no profit che promuove la conoscenza dei meccanismi del mercato fra i dirigenti aziendali nordcoreani e gli investimenti stranieri nelle zone economiche speciali; pertanto le sue affermazioni mirano anche a rassicurare gli investitori internazionali presentando l\u2019economia coreana come un mercato \u201cnormale\u201d e affidabile, in evoluzione rispetto al passato che gli osservatori occidentali inevitabilmente associano al modello sovietico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abSi tratta di un\u2019economia mista, ormai lontana dall\u2019economia di comando del passato\u00bb, dice il nostro. Prima di discutere la situazione odierna, sorge un legittimo dubbio iperbolico: \u00e8 mai esistita una simile \u201ceconomia di comando\u201d in Corea del Nord? Nel suo discorso del 3 gennaio 1992 sulla caduta dell\u2019Unione Sovietica, contrapponendo il fallimentare esempio dei paesi del Comecon al virtuoso cammino del socialismo coreano, Kim Jong Il afferm\u00f2: \u00abGli errori commessi in certi paesi nella direzione unitaria dell\u2019economia socialista, se cos\u00ec possiamo chiamarli, consistono nell\u2019aver fatto ricorso ad ordini amministrativi, incuranti delle leggi obiettive dello sviluppo economico e della realt\u00e0 concreta, e nell\u2019aver trascurato l\u2019iniziativa delle singole branche ed unit\u00e0 produttive, insistendo soltanto sulla direzione unitaria dell\u2019economia\u00bb[2].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Della superiore flessibilit\u00e0 dell\u2019economia socialista nordcoreana si avvede anche la Napoleoni, sia pur in modo assai confuso: \u00abCuriosamente, l\u2019economia juche, una derivazione della dottrina juche, non fu mai formulata o enunciata formalmente, forse perch\u00e9 \u00e8 impossibile conciliare i sistemi produttivi con un atto di fede. Al contrario, fu spesso improvvisata e consisteva nella reazione al corso imprevedibile degli eventi, senza possedere una pianificazione adeguata\u2026 Niente pu\u00f2 essere pi\u00f9 lontano dalla rigida pianificazione sovietica\u00bb[3].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In realt\u00e0 Kim Jong Il ha elaborato una teoria economica estremamente articolata e precisa nel cogliere la natura una-duplice della societ\u00e0 socialista e nel porre al servizio del comunismo anche gli istituti mercantili, come vedremo fra poco. Ma diamo ora uno sguardo panoramico alla struttura dell\u2019economia coreana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La collettivizzazione dell\u2019agricoltura fu completata nell\u2019agosto 1958, insieme alla trasformazione socialista dell\u2019industria e del commercio privati, grazie alla massiccia adesione volontaria dei contadini alle fattorie cooperative che consentivano di eliminare la frammentazione dei terreni privati, di concentrare la mano d\u2019opera e di meccanizzare il lavoro. All\u2019inizio del 1962 furono istituiti i comitati di direzione delle cooperative di circoscrizione, enti statali che controllano le stazioni di macchine agricole, i servizi di irrigazione, le officine di attrezzatura agricola e le altre aziende al servizio delle campagne, garantendo la direzione della propriet\u00e0 statale sulla propriet\u00e0 cooperativa, rinsaldando l\u2019alleanza fra operai e contadini e favorendo l\u2019introduzione dei metodi industriali nelle zone rurali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Al centralismo nel campo dei rapporti di produzione, superiore a quello sovietico (in origine anche l\u2019URSS disponeva di stazioni di macchine e trattrici statali ma le smantell\u00f2 nel 1958, vendendo i macchinari ai kolchoz), si accompagn\u00f2 una notevole flessibilit\u00e0 nella gestione economica: a met\u00e0 degli anni \u201960 fu sperimentato nella fattoria cooperativa di Phochon e poi esteso su scala nazionale il sistema delle sotto-squadre, composte da sole 15-20 persone in quanto \u00ab\u00e8 pi\u00f9 conveniente nel campo dell\u2019agricoltura avere un collettivo relativamente piccolo come questo, che \u00e8 un\u2019unit\u00e0 di lavoro, piuttosto che un grande collettivo\u00bb.[4] Ancora oggi le sotto-squadre di lavoro, ulteriormente rimpicciolite a seconda delle circostanze locali, costituiscono un potentissimo strumento di razionalizzazione del lavoro agricolo perch\u00e9, evitando la dispersione burocratica, garantiscono la pi\u00f9 scrupolosa osservanza del principio socialista di distribuzione degli utili secondo il lavoro svolto, stimolano il senso di responsabilit\u00e0 dei contadini e fungono da argine all\u2019egualitarismo che periodicamente emerge qua e l\u00e0[5].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In Corea del Nord non si verifica infatti il pernicioso fenomeno, comune a molti paesi socialisti del passato, dei contadini che trascurano il lavoro nei campi collettivi e si concentrano unicamente sui lotti di terra ad uso personale, perch\u00e9 da un lato questi appezzamenti ausiliari si estendono solo per 20-30 pyong (non pi\u00f9 di 100m\u00b2), secondo l\u2019art. 13 della Legge agraria del 1977 di cui ad oggi non risultano modifiche[6], e dall\u2019altro i prezzi d\u2019ammasso, che in URSS soprattutto fino al 1953 \u2013 onde finanziare lo sviluppo prioritario dell\u2019industria pesante \u2013 coprivano a malapena i costi di produzione, sono fissati in modo da garantire ai contadini un potere d\u2019acquisto sufficiente a comprare i prodotti dell\u2019industria leggera, interessandoli materialmente al lavoro ed evitando l\u2019insorgere di una \u201cforbice dei prezzi\u201d fra citt\u00e0 e campagna[7].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, una volta consegnati gli ammassi obbligatori, il surplus produttivo pu\u00f2 essere venduto sul mercato contadino, in coreano Jang o \u201cmercato grigio\u201d nelle perifrasi degli osservatori stranieri, che opera con prezzi di mercato, non pianificati e soggetti alla legge della domanda e dell\u2019offerta, correggendo automaticamente le eventuali lacune del piano statale e incoraggiando la crescita della produzione; non si tratta di capitalismo, perch\u00e9 le merci provengono sempre dalle cooperative socialiste o dai giardini delle famiglie che non sfruttano il lavoro salariato di nessuno, e in ogni caso questi canali commerciali sono destinati a chiudersi spontaneamente, perch\u00e9 meno convenienti, in seguito allo sviluppo dell\u2019agricoltura socialista. Kim Il Sung bocci\u00f2 le proposte di abolire per decreto il mercato contadino con parole che vanno tenute a mente ogni qualvolta i cosiddetti \u201cesperti\u201d occidentali parlano di chiusura e riapertura dei mercati: \u00abSe si sopprimesse con una legge il mercato contadino, sostenendo che la produzione sussidiaria e il mercato contadino esercitano un\u2019influenza negativa sul lavoro comunitario e stimolano l\u2019egoismo, che cosa accadrebbe? Naturalmente il mercato sarebbe soppresso, ma il mercato nero continuerebbe ad esistere. I contadini andrebbero di cucina in cucina e di vicolo in vicolo a vendere i polli e le uova prodotti nella loro attivit\u00e0 sussidiaria. In questo modo i contadini si esporrebbero al pericolo di essere arrestati e condannati ad una multa o alla prigione. La soppressione forzata del mercato contadino dunque non risolverebbe nulla, anzi causerebbe degli inconvenienti al popolo e renderebbe ingiustamente colpevoli davanti alla legge molte persone\u00bb[8].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">E l\u2019industria? Al termine della ricostruzione postbellica, il grande leader lanci\u00f2 un movimento di massa perch\u00e9 \u00abogni localit\u00e0 deve costruire coi propri mezzi piccole fabbriche per produrre in grande quantit\u00e0 derrate alimentari e articoli d\u2019uso corrente, valorizzando le proprie risorse e senza che lo Stato vi investa notevoli fondi\u00bb[9]. Nel biennio 1958-59 sorsero ben 2.000 imprese di questo tipo: ogni distretto dispone quindi di uno o due grandi stabilimenti (la fabbrica di macchine utensili di Huichon, il complesso siderurgico di Nampo, gli stabilimenti chimici di Hamhung, ecc.) e di una fitta rete di piccole e medie imprese statali destinate a soddisfare i bisogni della popolazione con attivit\u00e0 economiche in loco; da questo punto di vista il tessuto produttivo del paese \u00e8 pi\u00f9 vicino all\u2019Italia che non alla Corea del Sud, dominata dai grandi monopoli privati (chaebol). Nel 1980 le aziende locali erano ormai 3.600 e si erano radicate in tutti i settori dell\u2019economia, compresa l\u2019industria bellica, per garantire la continuit\u00e0 della produzione nei distretti anche in tempi di crisi o di guerra[10].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019autonomia economica distrettuale \u2013 caposaldo della strategia economica coreana, cui \u00e8 significativamente dedicata perfino la tesi di laurea di Kim Jong Il \u2013 conobbe un ulteriore slancio nel 1973 con l\u2019introduzione del sistema dei bilanci locali, finanziati non dalle sovvenzioni del centro ma dai profitti dell\u2019industria locale. Commentando l\u2019efficienza del nuovo sistema, che rivoluzion\u00f2 la contabilit\u00e0 aziendale e permise di combattere al meglio gli sprechi del settore statale, Kim Il Sung fece piazza pulita degli stereotipi borghesi sul socialismo: \u00abNaturalmente noi siamo contro l\u2019estensione eccessiva della rete dei servizi che si osserva nella societ\u00e0 capitalistica. La rete dei servizi \u00e8 sviluppata pi\u00f9 del necessario e svuota le tasche del popolo\u00bb, mentre \u00abuno dei palesi vantaggi della societ\u00e0 socialista in rapporto alla societ\u00e0 capitalistica \u00e8 la prevenzione di uno sviluppo smisurato della rete dei servizi\u00bb[11]. A proposito: il 21 marzo 1974 l\u2019Assemblea popolare suprema promulg\u00f2 la storica Legge sulla completa abolizione delle tasse[12], realizzando il sogno proibito dei liberisti che, a ragion veduta, pu\u00f2 avverarsi solo grazie al socialismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">2. Una breve digressione storico-filosofica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">I fautori della liberalizzazione provengono perlopi\u00f9 dagli ambienti imprenditoriali stranieri e pertanto identificano il socialismo con la burocrazia e l\u2019inefficienza della socialdemocrazia occidentale o al massimo con il modello scandinavo. \u00c8 normale che si trovino in difficolt\u00e0 ad analizzare un\u2019economia socialista dinamica e flessibile come quella coreana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ma c\u2019\u00e8 un problema gnoseologico a monte: provate a discutere di economia con un qualsiasi adepto della scuola di Chicago e dopo un po\u2019 scoprirete che egli non intende il capitale come un rapporto sociale fondato sullo sfruttamento del lavoro salariato e via dicendo, bens\u00ec come una \u201ccosa\u201d, come una semplice somma di denaro che genera utili corrispondenti ai rischi assunti da chi la risparmia e la investe. D\u2019altronde l\u2019imprenditore non ha affatto bisogno di un concetto scientifico del profitto, attorno a cui pure ruota tutta la sua attivit\u00e0, ma solo di una rappresentazione abbastanza nitida per distinguere i ricavi dalle perdite. \u00abPer l\u2019imprenditore \u00e8 persino dannoso riflettere sulla natura del profitto. Mentre cercher\u00e0 di capirla, altri affaristi pi\u00f9 astuti e pi\u00f9 abili nel frattempo intascheranno anche la sua parte di profitto. E non c\u2019\u00e8 affarista disposto a cedere il profitto reale in cambio del suo concetto\u00bb[13].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Questa deformazione professionale tipica degli osservatori borghesi li spinge a considerare astrattamente le categorie del profitto, del commercio, dell\u2019interesse, ecc., estrapolandole dal contesto dei rapporti di produzione, e a presentare il loro uso da parte dei paesi socialisti come un cedimento alle logiche del proprio sistema, col duplice risultato di propagandare le virt\u00f9 taumaturgiche del libero mercato \u2013 cui vengono ascritti i successi economici del socialismo \u2013 e di confondere le idee ai comunisti occidentali. I pettegolezzi sull\u2019\u201capertura\u201d della Corea del Nord non sono certo una novit\u00e0: la riforma economica sovietica del 1965 ridusse gli indici del piano da 30 a 9, fissando il profitto come indice sintetico dell\u2019efficienza aziendale (che riassume in s\u00e9 il miglioramento qualitativo e quantitativo della produzione, il risparmio, l\u2019innovazione tecnologica ed altri aspetti del lavoro in precedenza regolati da svariati indici fisici) e introducendo il calcolo economico completo, fermi restando i prezzi pianificati; alcuni economisti americani e tedesco-occidentali s\u2019ingegnarono a descrivere tutto ci\u00f2 come una restaurazione del capitalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ecco la penetrante risposta di Ovsij Liberman, principale ispiratore della riforma, a tutti i travisatori passati e futuri: \u00abQuesta gente, trovandosi in un pantano, pensa che non esista al mondo nulla di meglio del loro pantano e che tutti debbano aspirare a cadervi dentro. Se essi avessero un orizzonte un po\u2019 pi\u00f9 vasto potrebbero accorgersi che il profitto in Unione Sovietica \u00e8 in grado di misurare l\u2019efficienza della produzione meglio che nel sistema capitalistico. Da noi non si pu\u00f2 aumentare il profitto attraverso la speculazione, gli artificiosi aumenti dei prezzi, lo scambio non equivalente con i paesi arretrati e coloniali, la pressione sui livelli salariali. Nel socialismo il profitto \u2013 se i prezzi riflettono esattamente i costi medi settoriali di produzione \u2013 non \u00e8 altro che l\u2019espressione in termini monetari dell\u2019aumento della produttivit\u00e0 del lavoro sociale. Per questo noi possiamo stimolare l\u2019efficienza della produzione basandoci sulla redditivit\u00e0. Ma incentivo non significa arricchimento! Il profitto da noi non pu\u00f2 trasformarsi in capitale, poich\u00e9 nessuno \u2013 n\u00e9 il direttore, n\u00e9 i sindacati, n\u00e9 i singoli individui \u2013 possono acquistare a titolo privato mezzi di produzione. Dov\u2019\u00e8 allora la \u201ciniziativa privata\u201d o la \u201ceconomia di mercato\u201d che questa gente preannuncia, quando rimane in pieno vigore la pianificazione centralizzata che vogliamo migliorare e consolidare, liberandola dal controllo minuzioso sulle aziende e includendo il principio leninista dell\u2019interessamento materiale nello stesso processo della pianificazione?\u00bb[14]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In breve, il profitto non nega il piano, perch\u00e9 sotto il socialismo sono redditizi per le aziende proprio quei beni che lo Stato pianifica di produrre; il piano non scompare ma opera bens\u00ec mediante leve economiche che armonizzano gli interessi individuali, collettivi e sociali, anzich\u00e9 attraverso ordini amministrativi che per definizione non riescono a tener conto di tutte le variabili in gioco. Anche i dirigenti coreani hanno elaborato una teoria economica estremamente rigorosa e attenta sia a promuovere la \u201cnatura comunista\u201d della societ\u00e0 che a riconoscere e valorizzare il suo \u201ccarattere transitorio\u201d, ponendo gli incentivi materiali al lavoro e le altre leve economiche (il cui uso \u00e8 previsto dalla Costituzione del 1998, art. 32 e 33) sotto il controllo dello Stato e al servizio del collettivismo, come si legge in questa esposizione ufficiale del caro leader:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Gli incentivi materiali, riflesso del carattere transitorio della societ\u00e0 socialista, costituiscono un importante aspetto del metodo economico e tecnico. Essi implicano l\u2019intervento delle leggi e delle categorie economiche legate al carattere transitorio della societ\u00e0 socialista e fungono da leva economica per stimolare un\u2019applicazione migliore del principio collettivista. Queste leggi e categorie risalenti alla vecchia societ\u00e0 possono servire ad applicare il principio collettivista o ad incoraggiare le tendenze capitaliste, a seconda di come vengono usate. Gli incentivi materiali prediletti dalla teoria jucheana della gestione economica sono concepiti come una leva economica funzionale all\u2019applicazione del principio collettivista, di qui la necessit\u00e0 di usarli correttamente, accordando l\u2019importanza primordiale al metodo politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Nella societ\u00e0 socialista l\u2019autofinanziamento e il principio socialista della ripartizione vanno applicati in modo da offrire maggiori benefici e migliori valutazioni ai gruppi o ai produttori che hanno lavorato pi\u00f9 degli altri per lo Stato e la societ\u00e0. Ci\u00f2 non \u00e8 in contrasto con il principio collettivista che unisce gli interessi della collettivit\u00e0 e dell\u2019individuo; al contrario favorisce la sua applicazione ottimale. Perch\u00e9 l\u2019autofinanziamento serva da mezzo economico per applicare questo principio, \u00e8 opportuno accordare alle imprese un\u2019autonomia relativa e dare alte valutazioni a quelle che fruttano molto allo Stato. Soltanto allora \u00e8 possibile garantire in misura soddisfacente sia gli interessi dello Stato che quelli dei collettivi di produttori. Affinch\u00e9 la leva economica per concretizzare il principio socialista della distribuzione corrisponda al principio collettivista, il suo utilizzo deve cadere sotto il controllo dello Stato. Allora \u00e8 possibile distribuire razionalmente ed equamente il reddito nazionale fra lo Stato e produttori e difendere alla perfezione gli interessi degli individui accanto a quelli dello Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Nella societ\u00e0 socialista \u00e8 anche necessario l\u2019uso corretto delle categorie economiche \u2013 il costo di produzione, il prezzo, il profitto e la redditivit\u00e0 \u2013 legate all\u2019azione della legge del valore come mezzi ausiliari per lo sviluppo pianificato ed equilibrato dell\u2019economia nazionale e la gestione razionale delle imprese. Per utilizzare la legge del valore in conformit\u00e0 con la natura collettivista della societ\u00e0 socialista \u00e8 essenziale una scrupolosa osservanza del principio dell\u2019unit\u00e0 dei prezzi. La forma del valore pu\u00f2 essere usata correttamente come mezzo ausiliario nella gestione pianificata dell\u2019economia nazionale solo se i prezzi dei prodotti e dei servizi sono fissati sotto il controllo unico dello Stato[15].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In Corea del Nord le imprese autofinanziate sono sempre esistite, specie nell\u2019ambito dell\u2019industria locale, e il sistema del calcolo economico \u00e8 stato generalizzato a partire dal novembre 1984: \u00abL\u2019autofinanziamento \u00e8 il modo di gestione pianificato e razionale dell\u2019impresa statale socialista; esso consente alle fabbriche e alle imprese di funzionare in maniera autonoma pur sotto la direzione dello Stato nel quadro del centralismo, di equilibrare le entrate e le spese e di procurare profitti allo Stato. Questo sistema galvanizza l\u2019entusiasmo produttivo dei lavoratori e spinge le fabbriche e le imprese a fare un uso pianificato e razionale, conforme a calcoli rigorosi, delle materie prime, dei materiali, dei fondi e della mano d\u2019opera per superare il piano di produzione e accrescere costantemente la produzione\u00bb[16].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">I complessi produttivi formati da pi\u00f9 imprese operavano in regime di doppio autofinanziamento, a livello sia produttivo che gestionale, e anche nei settori a bilancio fisso (i servizi sociali che operano in passivo, con sovvenzioni statali) furono introdotte forme di semi-autofinanziamento per massimizzare i profitti. \u00abLa redditivit\u00e0 \u00e8 uno degli indici qualitativi che sintetizzano i risultati della gestione dell\u2019impresa\u00bb, dice ancora il caro leader. \u00abLa sua crescita serve a consolidare le basi finanziarie del paese, conditio sine qua non della riproduzione allargata e del miglioramento del tenore di vita della popolazione\u00bb[17].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Un esempio della razionalit\u00e0 in tal modo impressa all\u2019economia socialista \u00e8 il movimento per la produzione d\u2019articoli di largo consumo del 3 agosto: in occasione di una fiera a Pyongyang, 46.500 squadre di lavoratori e casalinghe si misero a fabbricare beni di consumo con i materiali di riserva e di recupero degli altri settori industriali; negli anni successivi l\u2019esperienza venne replicata nelle province, aumentando la produzione di 3,5 volte ed innescando una \u201crivoluzione dell\u2019industria leggera\u201d interrotta solo dalla crisi degli anni \u201990 e rilanciata da Kim Jong Un nel suo discorso del 19 marzo 2013 alla conferenza nazionale dei dirigenti di settore. Di qui la prosperit\u00e0 dei ruggenti anni \u201980: mentre l\u2019URSS e i paesi dell\u2019Europa orientale sprofondavano nella crisi, in Corea l\u2019economia continuava a crescere malgrado l\u2019embargo tecnologico imperialista, i beni di consumo si moltiplicavano e diversificavano, sorgevano i trenta grandi magazzini Rakwon, si accumulavano preziose esperienze di iniziativa locale che si sarebbero rivelate utili nell\u2019affrontare la crisi del decennio seguente[18].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Perch\u00e9 questo divario rispetto ai paesi che pur attuando riforme simili incorsero nella stagnazione e poi nella caduta del socialismo? La riforma economica del 1965 rec\u00f2 immensi benefici all\u2019URSS la cui produzione industriale nel 1980 arrivava all\u201980% di quella degli USA, di contro al 55% di vent\u2019anni prima, e stimol\u00f2 lo sviluppo dell\u2019industria leggera; ma presentava due grandi limiti. Il primo fu individuato da Kim Il Sung mentre le riforme stavano appena entrando in vigore: \u00abOggi i revisionisti insistono continuamente sul solo interessamento materiale, senza portare avanti l\u2019educazione comunista dei lavoratori. \u00c8 per questo motivo che la coscienza politica dei lavoratori si abbassa sempre pi\u00f9, mentre essi si lasciano penetrare dall\u2019egoismo che consiste nel porre l\u2019interesse personale al di sopra di quello del paese e del popolo. Nei paesi influenzati dal revisionismo gli speculatori e i ladri si moltiplicano; molte persone si danno alla sregolatezza e non provano pi\u00f9 amore per il lavoro. Se tali fenomeni proseguono, lungi dal costruire la societ\u00e0 comunista, c\u2019\u00e8 pericolo che si perdano anche le conquiste del socialismo\u00bb[19].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019inefficacia del lavoro ideologico e la conseguente proliferazione dell\u2019individualismo, dell\u2019arte di arrangiarsi e della corruzione di un\u2019economia in deficit sono temi ampiamente dibattuti nella letteratura nordcoreana e pertanto ci soffermeremo sul secondo limite della riforma, su una problematica specificamente economica: perch\u00e9 gli incentivi materiali non riuscivano a stimolare la produttivit\u00e0 e l\u2019innovazione tecnica? Perch\u00e9 il calcolo economico, come rammentato da Kim Jong Il nel passo citato all\u2019inizio del capitolo precedente, non si traduceva in una vera autonomia operativa delle imprese?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">All\u2019inizio del 1983 Andropov constatava che \u00abspesso si distribuiscono premi per la realizzazione di un piano ridotto. Si ottiene cos\u00ec, su scala nazionale, uno scarto tra massa di merci in vendita e massa monetaria a disposizione della popolazione\u2026 Voi capite che lo Stato non pu\u00f2 distribuire pi\u00f9 merci di quante ne siano state prodotte. L\u2019aumento dei salari, se non viene coperto da beni necessari e di buona qualit\u00e0 e se il settore terziario zoppica, non pu\u00f2 portare a un aumento reale del livello di vita\u00bb[20]. Elargire salari elevati era possibile solo in presenza di cospicui profitti, immuni alla riduzione del piano: \u00abAbbiamo subordinato la valutazione dell\u2019attivit\u00e0 economica dell\u2019impresa all\u2019indice del profitto, nella convinzione che, nelle condizioni del socialismo, gli unici strumenti di sviluppo fossero un lavoro migliore, l\u2019aumento della produttivit\u00e0 e la riduzione dei costi di produzione. \u00c8 tuttavia risultato che, nelle attuali condizioni di gestione, le imprese possono accrescere il profitto anche per altra via, vale a dire aumentando ingiustificatamente i prezzi e rifiutando le produzioni che, pur necessarie al paese, non siano per loro \u201cvantaggiose\u201d\u2026\u00bb[21].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La riforma economica del 1965 aveva delegato la determinazione dei prezzi esclusivamente al piano centrale, nel lodevole intento di prevenire la speculazione, ma dopo gli aumenti del 1966-67 i prezzi all\u2019ingrosso rimasero congelati fino al 1982 e anche gli strumenti ausiliari (controllo della qualit\u00e0, ecc.) non riuscivano in alcun modo ad assicurare la flessibilit\u00e0 \u2013 di cui pure si coglieva l\u2019importanza in linea teorica \u2013 necessaria a seguire e stimolare i progressi della rivoluzione tecnico-scientifica. D\u2019altra parte, la posizione monopolistica assunta dai grandi kombinat di aziende e dai consorzi agroindustriali consentiva di alzare i prezzi senza un reale miglioramento del lavoro, e questi profitti si riversavano nelle tasche di dirigenti e lavoratori sotto forma di incentivi materiali non sempre meritati. Sicch\u00e9 i cittadini sovietici si ritrovavano in tasca una notevole somma di rubli che di fatto non potevano spendere legalmente, se non in vodka: ecco le basi finanziarie del mercato nero, che a sua volta si alimentava attraverso il furto della propriet\u00e0 socialista e si tutelava mediante la corruzione dei funzionari del partito e dello Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Tale era, per sommi capi, il quadro delle contraddizioni dell\u2019economia sovietica. Si noti di passaggio che la \u201cterapia\u201d di ritorno al capitalismo si rivel\u00f2 peggiore del male che intendeva debellare, perch\u00e9 si limitava a legalizzare il libero gioco dei prezzi sul mercato senza mutare la posizione degli operatori economici e dunque riprodusse il circolo vizioso di cui sopra su scala centuplicata, innescando una spirale inflattiva che nel giro di pochi anni port\u00f2 alla totale paralisi della vita economica dell\u2019URSS[22]. La Corea del Nord, da parte sua, si \u00e8 posta al riparo da questi fenomeni istituendo a met\u00e0 degli anni \u201960 un complesso sistema di pianificazione unitaria e dettagliata che armonizzava gli interessi dei produttori con quelli dei pianificatori e ricorrendo, l\u00e0 dove necessario, a speciali \u201cprezzi convenuti\u201d che riflettessero le condizioni di scarsit\u00e0 delle merci[23]. Inoltre le misure del 1\u00ba luglio 2002 riorganizzarono il sistema dei prezzi eliminando le transazioni svantaggiose per lo Stato, ma le novit\u00e0 pi\u00f9 dirompenti risalgono all\u2019ultimo quinquennio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">3. Dove va Kim Jong Un?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La giovane et\u00e0 del nuovo leader e la mancanza di informazioni attendibili sul suo conto, come c\u2019era da aspettarsi, generarono un vortice di speculazioni, gufate e speranze mal riposte da chi si attendeva un\u2019apertura al capitalismo. Le dicerie furono alimentate anche dalle dichiarazioni di fonti affidabili come Kenji Fujimoto, cuoco di Kim Jong Il dal 1988 al 2001, che parl\u00f2 dell\u2019interesse suscitato nel successore dalle riforme cinesi e Felix Abt, l\u2019imprenditore svizzero che dal 2002 al 2009 visse e lavor\u00f2 in Corea del Nord, il quale tracci\u00f2 un parallelo tra Kim Jong Un e il \u201criformatore\u201d sovietico Aleksandr Jakovlev come innovatori dalle mente aperta perch\u00e9 vissuti qualche anno all\u2019estero \u2013 non si poteva scegliere un paragone pi\u00f9 infelice!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ad ogni modo, il diretto interessato s\u2019incaric\u00f2 di smentire tutti i presagi nel suo primo grande discorso al Comitato centrale del 6 aprile 2012: \u00abLa costruzione di uno Stato socialista prospero e potente si accompagna ad un\u2019aspra lotta di classe per sradicare tutte le pratiche ostili e non socialiste. Le organizzazioni di partito devono condurre gli organi giuridici ad assolvere la nobile missione e il sacro dovere di difendere con fermezza il regime socialista e le conquiste della rivoluzione e proteggere efficacemente la vita, la propriet\u00e0 e la sicurezza del popolo\u00bb[24].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Kim Jong Un si poneva quindi in perfetta continuit\u00e0 con il padre, che nella seconda met\u00e0 degli anni \u20192000 colp\u00ec in modo mirato gli speculatori del mercato nero \u2013 emersi durante la crisi degli anni \u201990 ed attirati in trappola dalle misure del 1\u00ba luglio 2002 \u2013 per poi decurtarne i risparmi in occasione della riforma valutaria del 2009-10, che peraltro assest\u00f2 un duro colpo ai falsificatori del won, abol\u00ec il doppio cambio con le monete straniere, ridusse i prezzi dei beni di consumo di massa e aument\u00f2 quelli dei prodotti di lusso[25].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Tappa saliente di questa lotta di classe contro la malerba del capitalismo fu la distruzione della cricca di Jang Song Thaek, il famigerato \u201czio sbranato dai cani\u201d che fin dai tardi anni \u201980 faceva segretamente incetta di metalli rari e fondi con cui tent\u00f2 di alimentare un\u2019economia parallela da far emergere dopo un eventuale golpe: \u00abJang coltivava il folle sogno che, una volta conquistato il potere con vili stratagemmi, il suo vero volto di spregevole \u201criformista\u201d noto al mondo esterno avrebbe aiutato il suo \u201cnuovo governo\u201d ad ottenere il \u201criconoscimento\u201d dei paesi stranieri\u00bb, si legge nel comunicato relativo alla sua esecuzione[26].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Pochi mesi dopo l\u2019epurazione fu convocata l\u20198\u00aa Conferenza dei lavoratori ideologici del partito, che lanci\u00f2 una capillare offensiva di propaganda e agitazione contro i rimasugli della frazione sconfitta e le influenze occidentali, entrata a buon diritto negli annali della rivoluzione coreana. \u00abUrge calare una doppia e tripla \u201czanzariera\u201d per impedire al veleno capitalista tenacemente inoculato dal nemico di attraversare i nostri confini\u00bb, disse allora il supremo leader, riprendendo una metafora in uso dai tardi anni \u201980[27]: la zanzariera simboleggia la condotta selettiva della Corea del Nord nei rapporti con l\u2019estero, per cui le ideologie ostili al socialismo e le mode decadenti vanno tenute alla larga, mentre ben vengano la tecnologia avanzata e gli apporti positivi della cultura straniera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In questa strategia rientrano le zone economiche speciali aperte agli investitori stranieri. La prima fu istituita a Rason nel 1993, per attutire gli effetti del crollo del mercato socialista, mentre la legge sulle joint venture risale addirittura al 1984, quando il commercio estero del paese risentiva della trappola del debito. Nel 2002 fu avviata la collaborazione con i vicini meridionali nel distretto industriale di Kaesong e nell\u2019area turistica del monte Kumgang, nel 2011 fu la volta diHwanggumphyong e delle Isole Wihwa, al confine con la Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Queste misure vennero portate avanti senza mai abbassare la guardia o perdere di vista la natura di classe dei partner commerciali. \u00abNessuno al mondo \u00e8 pi\u00f9 avaro di un capitalista\u00bb, ammoniva il caro leader. \u00abGli imperialisti e i capitalisti non fanno mai dono di nulla a nessuno. Se ci offrono un regalo, lo fanno con un secondo fine. Per natura costoro causano le malattie e poi vendono le medicine. Non bisogna mai lasciarsi sedurre dalle loro promesse di aiuto finanziario. Occorre vigilanza anche nello scambio di delegazioni scientifiche con i paesi imperialisti\u00bb[28].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Rispettare la disciplina del piano ed accettare le transazioni solo se vantaggiose per il paese: queste sono le linee guida fissate da Kim Jong Il nei rapporti economici con l\u2019estero e seguite da Kim Jong Un, che peraltro ha stroncato sul nascere il tentativo di svendere le preziose risorse naturali della Corea agli investitori cinesi messo in atto da Jang Song Thaek. Il nuovo leader non ha istituito nuove zone economiche speciali, situate in precise localit\u00e0 a ridosso dei confini, bens\u00ec numerosi centri di sviluppo economico aperti ai capitali stranieri sparsi all\u2019interno del paese: 14 furono creati nel 2013, 7 nel 2014, 3 nel 2015, e l\u2019ultimo \u00e8 stato annunciato nel dicembre 2017. Le leggi che regolano il funzionamento di questi centri, promulgate dall\u2019Assemblea popolare suprema tra il marzo 2013 e il maggio 2014, sono consultabili nella sezione di Economia&amp;Commercio estero del sito Naenara. Si tratta di normative molte severe in materia di protezione dell\u2019ambiente e di tutela dei diritti dei lavoratori, ai cui fondi sociali per la costruzione di scuole e circoli ricreativi sono chiamati a contribuire anche gli investitori stranieri; la violazione di queste leggi, accanto alla multa, comporta la confisca del profitto conseguito illegalmente e talvolta dell\u2019intera propriet\u00e0. Chi intende arricchirsi inquinando il territorio e sfruttando la popolazione non \u00e8 dunque il benvenuto, mentre i partner commerciali onesti sono attirati da un regime fiscale particolarmente favorevole: l\u2019imposta sugli utili \u00e8 solo del 20%, o addirittura del 10% nei settori ad alta tecnologia, nell\u2019ammodernamento delle infrastrutture e nella ricerca scientifica[29]. Gli stipendi dei lavoratori in questi centri di sviluppo economico non solo contribuiscono alle entrate statali ma, grazie alla summenzionata abolizione del doppio cambio, costituiscono una notevole fonte di reddito per i diretti interessati, che possono comprare beni di lusso in appositi supermercati statali \u2013 inquadrati anche nel documentario The Propaganda Game di Alvaro Longoria \u2013 che operano in valuta estera, la quale ritorna cos\u00ec nelle casse dello Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Proprio questi sono gli obiettivi: procurarsi valuta forte, apprendere migliori tecniche di business ed acquisire tecnologia avanzata da utilizzare nell\u2019ambito del reverse engineering di cui i nordcoreani si sono rilevati maestri, sia con i missili che con i telefoni cellulari. A questo punto il lettore avr\u00e0 l\u2019impressione di un epocale cambiamento, di un\u2019apertura pi\u00f9 controllata di quella cinese ma non meno vasta e imponente; e invece solo l\u20191,2% delle entrate nel bilancio statale proviene dalle joint venture, complici i rigori della legge e le sanzioni che periodicamente fanno saltare i contratti con i fornitori[30], e soprattutto perch\u00e9 il fulcro della politica economica del partito \u00e8 altrove, come specificato da Kim Jong Un allo storico Plenum del marzo 2013, quando annunci\u00f2 la nuova linea strategica di sviluppo parallelo: \u00abIl nostro metodo, che incarna le idee del Juch\u00e9, deve attenersi alla propriet\u00e0 socialista dei mezzi di produzione ed assicurare che tutte le imprese conducano le attivit\u00e0 economiche in modo indipendente e creativo sotto la direzione unitaria dello Stato. Dev\u2019essere un metodo socialista che incoraggi le masse dei produttori ad assolvere il ruolo di padroni della produzione e della gestione e ad assumersi le responsabilit\u00e0 che questa funzione comporta\u00bb[31].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Oggetto delle riforme non sono quindi i rapporti di produzione socialisti che nessuno si sogna di mettere in discussione, bens\u00ec il sistema e il metodo di gestione delle imprese socialiste; occorreva un\u2019armonica combinazione del piano centrale con l\u2019iniziativa delle singole unit\u00e0 economiche, che non \u00e8 data a priori una volta per tutte ma va studiata ed elaborata per via sperimentale. Gli esperimenti cominciarono nel settore agricolo con le misure del 28 giugno 2012 e poi furono estesi all\u2019industria con un provvedimento del 15 agosto 2013; l\u2019esito favorevole di questi primi tentativi spinse il governo ad elaborare un sistema ancora pi\u00f9 avanzato, entrato in vigore su scala nazionale il 30 maggio 2014, al quale Kim Jong Un si \u00e8 spesso richiamato nei discorsi per il nuovo anno e nel rapporto al congresso: \u00abIl sistema di responsabilit\u00e0 aziendale socialista sar\u00e0 applicato con giudizio. Le fabbriche, le imprese e le cooperative devono definire strategie gestionali oculate, conformi alle esigenze di questo sistema, e svolgere le attivit\u00e0 economiche di propria iniziativa e con spirito creativo, normalizzando ed espandendo la produzione. Lo Stato deve garantire alle imprese le condizioni di lavoro necessarie ad esercitare senza ostacoli i diritti di gestione\u00bb[32].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Quali sono precisamente questi diritti? Eccone una sintesi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Le imprese con il diritto di pianificazione ed organizzazione produttiva creano metodi razionali di organizzazione produttiva per aumentare in modo pianificato la produzione dei beni molto ricercati. In virt\u00f9 del diritto di riassetto del sistema gestionale e di amministrazione della mano d\u2019opera, esse utilizzano in modo razionale ed efficace la mano d\u2019opera e, rinnovando autonomamente gli indici tecnici ed economici, elevano il livello tecnico e professionale dei lavoratori e aumentano senza posa la produttivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Esercitando i diritti riguardanti la qualit\u00e0 e il controllo dei prodotti e la gestione dei talenti, esse sviluppano attivamente nuove tecniche e nuovi prodotti conformi alle esigenze dell\u2019epoca dell\u2019economia del sapere e migliorano la qualit\u00e0 dei prodotti, aumentandone cos\u00ec il potenziale competitivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Con l\u2019aiuto del diritto al commercio e all\u2019impresa mista, per quanto possibile, esse svolgono positive attivit\u00e0 economiche esterne per procurarsi da sole le materie prime, i materiali e le attrezzature necessarie ed ammodernare l\u2019impianto e il processo produttivo; raggruppate in alcune unit\u00e0 aziendali o regionali, esse gettano solide basi produttive per articoli d\u2019esportazione e aumentano la produzione dei beni d\u2019esportazione dotati di competitivit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, in base al diritto di gestione finanziaria, esse preparano attivamente i fondi gestionali e li utilizzano in modo efficace, realizzando cos\u00ec la riproduzione allargata e attivit\u00e0 gestionali soddisfacenti; nel quadro definito dallo Stato, esse si avvalgono del diritto di fissare i prezzi e del diritto di vendita per materializzare la circolazione dei prodotti, compensando cos\u00ec i costi produttivi e aumentando senza sosta la produzione[33].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Con quest\u2019ultimo accorgimento i nordcoreani sono venuti a capo del problema che era rimasto insoluto nell\u2019economia sovietica: delegando direttamente alle imprese la determinazione dei prezzi \u2013 sempre nei limiti fissati dal piano statale, beninteso \u2013 \u00e8 possibile garantire un\u2019effettiva flessibilit\u00e0 dei prezzi che stimoli la crescita della produzione e la lotta agli sprechi; e, in presenza di una rete di unit\u00e0 produttive molto pi\u00f9 piccole, \u00e8 assai difficile \u201cbarare\u201d gonfiando illegalmente i prezzi oltre misura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La superiorit\u00e0 del nuovo sistema si \u00e8 palesata in primo luogo nelle campagne, dove le sotto-squadre composte da 3-5 agricoltori operano col \u201csistema di responsabilit\u00e0 verso i campi\u201d, sperimentato in alcune province gi\u00e0 nel 2004 e ora attivo in tutto il paese. \u00abDall\u2019entrata in vigore del sistema di responsabilit\u00e0 verso i campi, la capacit\u00e0 lavorativa dei contadini \u00e8 salita al 95%. Il periodo di semina del mais e del riso, che in passato durava 20-30 giorni, si \u00e8 ridotto a 10-15 giorni. Nella stagione autunnale la trebbiatura del grano, che occupava 50 giorni, adesso ne richiede solo pi\u00f9 10. Questo sta mutando il paesaggio agreste\u00bb, osservava Chi Myong Su, direttore dell\u2019Istituto di ricerca agraria dell\u2019Accademia delle scienze, intervistato dal settimanale Tongil Sinbo nel pieno della siccit\u00e0 del 2015. \u00abNumerose aziende agricole, dopo un\u2019annata nei campi, hanno ricevuto una distribuzione degna di parecchie decadi. Si moltiplicano le famiglie che con crescente patriottismo aumentano le consegne di grano allo Stato\u00bb[34].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Non meno sensibili sono i progressi dell\u2019industria. In un\u2019intervista del maggio 2015 con l\u2019Associated Press il professor Ri Ki Song, economista e decano dall\u2019Accademia di scienze sociali, ha menzionato l\u2019esempio delle operai della fabbrica di cosmetici di Siniju: i loro stipendi mensili sono passati da 3.000 won a 80.000, con picchi di 110.000, grazie a un attento calcolo economico[35]. Chi si attendeva che simili crescite salariali innescassero un\u2019ondata di inflazione sar\u00e0 deluso perch\u00e9, a quanto emerge dagli studi di Benjamin Katzeff Silberstein[36], i prezzi sono rimasti stabili anche negli ultimi anni di sanzioni da \u201cmaximum pressure\u201d e talora sono perfino diminuiti per iniziativa del sistema di distribuzione pubblica. In altri termini, la massa di denaro entrata in circolo non va a perdersi nel mercato nero, ma alimenta il prodigioso sviluppo dell\u2019industria leggera e dei grandi magazzini statali frequentati da quella che alcuni osservatori stranieri definiscono impropriamente la \u201cnuova classe media\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abIl principio fondamentale della gestione economica socialista \u00e8 massimizzare i profitti reali tenendo fermi i princ\u00ecpi socialisti\u00bb, scrive un accademico di Pyongyang a proposito di ci\u00f2 che Abrahamian chiama \u201ceconomia di mercato\u201d a preponderanza statale. \u00abGarantire il profitto reale nella costruzione economica socialista significa fare un uso efficace delle risorse umane e materiali della societ\u00e0 a beneficio della prosperit\u00e0 della nazione e del benessere del popolo\u00bb[37]. Senza capitalisti, l\u2019uso \u2013 spesso soltanto formale \u2013 dei meccanismi di mercato per razionalizzare il funzionamento dell\u2019economia socialista non crea fenomeni di polarizzazione della ricchezza, non sottomette il lavoro al capitale e non riduce le masse a oggetto di sfruttamento, bens\u00ec permette di reinvestire l\u2019intero plusprodotto sociale nel miglioramento del tenore di vita della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia non esiste il pericolo che, con l\u2019autonomia concessa alle imprese, le leggi del mercato finiscano per soppiantare la propriet\u00e0 socialista? S\u00ec, \u00e8 un rischio reale, i nordcoreani ne sono perfettamente consapevoli e ne scrivono sulla stampa specializzata: \u00abSe nell\u2019implementare il sistema di gestione a responsabilit\u00e0 aziendale, per delegare alle imprese la gestione pratica, si volesse accantonare l\u2019interesse nazionale e perseguire soltanto quello delle imprese, per quanto venga ribadita la propriet\u00e0 socialista, comunque s\u2019introdurranno modelli gestionali di tipo capitalistico e gradatamente si avrebbe un cambiamento nella forma di propriet\u00e0, generando disordini sociali e fenomeni di natura spontanea. Pertanto non si dovr\u00e0 pensare che, volendo conferire alle imprese vere e proprie facolt\u00e0 di gestione, si lascer\u00e0 che si separi, quanto ai mezzi di produzione, la propriet\u00e0 dalla gestione\u00bb[38].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Proprio per non scindere propriet\u00e0 e gestione, oltre al calcolo economico completo su base aziendale, il \u201cmetodo di gestione economica di stampo coreano\u201d comprende altri due elementi: il sistema di responsabilit\u00e0 e preminenza del Consiglio dei ministri che, sgravato dall\u2019amministrazione microeconomica, pu\u00f2 concentrarsi sulla pianificazione strategica del progresso tecnologico e dei ritmi di sviluppo dell\u2019economia; e soprattutto il tradizionale sistema di lavoro Taean, ideato da Kim Il Sung nel dicembre 1961, in virt\u00f9 del quale la direzione dell\u2019impresa rimane saldamente in pugno al comitato di partito, gli stimoli morali hanno la priorit\u00e0 sugli incentivi materiali, il lavoro di trasformazione ideologica e la mobilitazione politica dei lavoratori precedono ogni altra attivit\u00e0[39]. Prova ne siano le campagne di massa dei 70 e dei 200 giorni lanciate nel 2016, in corrispondenza del congresso del partito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Non pochi giornalisti stranieri interpretavano l\u2019autogestione delle sotto-squadre nel settore agricolo come un preludio alla privatizzazione della terra e, galvanizzati da provvedimenti di cui non afferrano il significato, si attendevano un graduale ma costante passaggio al capitalismo. Ma col tempo lo stesso Abrahamian ha ammesso che \u00abil ritmo degli esperimenti economici \u00e8 significativamente rallentato dal 2013\u00bb, una volta concluso il grosso delle innovazioni gestionali, e che \u00able iniziative politiche hanno assunto un tono decisamente conservatore dopo il congresso del partito\u00bb, quando Kim Jong Un rivendic\u00f2 con orgoglio la scelta del padre che, \u00abforte dello spirito delle armi del Songun, ha respinto il vento della liberalizzazione borghese, della \u201criforma\u201d e dell\u2019\u201capertura\u201d che soffiava intorno a noi con la sua aria infetta\u00bb[40].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ulteriori speculazioni si sono susseguite sullo sfondo del processo di pace avviato un anno fa e scambiato da alcuni per un cedimento alle pressioni del nemico che avrebbe finalmente \u201caperto\u201d il paese al capitalismo. In realt\u00e0 \u00e8 sufficiente sfogliare la stampa nordcoreana per sapere cosa ne pensino i diretti interessati. Ci limitiamo, per brevit\u00e0, a una rassegna dei titoli del Rodong Sinmun dal gennaio al giugno 2018, ossia nella fase pi\u00f9 intensa dei contatti diplomatici con Washington e Seul:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019infiltrazione ideologica e culturale dell\u2019imperialismo dev\u2019essere schiacciata, 22 gennaio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Le illusioni sull\u2019imperialismo sono un virus letale, 3 febbraio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Le illusioni sull\u2019\u201caiuto\u201d degli imperialisti portano alla rovina, 26 febbraio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Gli imperialisti statunitensi sono acerrimi nemici del popolo coreano, 28 febbraio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019aggressione e l\u2019interferenza degli imperialisti devono essere sventate con fermezza, 20 marzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La \u201cglobalizzazione\u201d \u00e8 la strategia egemonica mondiale degli imperialisti, 27 marzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Contraddizioni e conflitti esacerbati sono l\u2019inevitabile conseguenza del capitalismo, 3 aprile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La natura reazionaria della democrazia borghese non pu\u00f2 essere celata, 6 aprile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La cultura e le idee imperialiste devono essere respinte, 7 aprile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019infiltrazione ideologica e culturale statunitense svolge un ruolo preponderante nell\u2019aggressione, 24 aprile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">I progressisti di tutto il mondo devono cogliere l\u2019assurdit\u00e0 della democrazia di stampo americano, 2 maggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Fronteggiamo con decisione la campagna psicologica degli imperialisti, 19 maggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Bisogna combattere con fermezza le pratiche arbitrarie degli imperialisti, 28 maggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La cultura e le idee imperialiste sono mezzi d\u2019aggressione e dominio, 29 maggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il divario fra ricchi e poveri \u00e8 il prodotto inevitabile della societ\u00e0 capitalistica, 30 maggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La corruzione morale dell\u2019uomo \u00e8 il prodotto inevitabile della societ\u00e0 capitalistica, 31 maggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La societ\u00e0 capitalistica \u00e8 la pi\u00f9 antipopolare e corrotta, 7 giugno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il capitalismo non ha futuro, 18 giugno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Insomma, non sembrano proprio intenzionati a seguire il wishful thinking di avversari dichiarati e falsi amici. Secondo i dati forniti da Ri Ki Song in una nuova intervista all\u2019Associated Press, grazie alle misure di razionalizzazione dell\u2019economia socialista, il Pil della Corea popolare \u00e8 cresciuto del 18,6% negli anni 2013-17[41], proprio quando \u2013 a detta degli stessi osservatori riformisti \u2013 le sanzioni rischiavano di provocare una nuova carestia. Sotto Kim Jong Un il paese ha cambiato volto, dai grattacieli dell\u2019avveniristico quartiere Ryomyong nella capitale alle aziende agricole d\u2019avanguardia dotate di computer e macchine ad energia solare, dalle colline rimboschite in tutto il paese agli stabilimenti balneari in costruzione sul litorale di Wonsan-Kalma. Nei prossimi anni l\u2019indebolimento delle sanzioni e il clima internazionale favorevole, la fine della corsa agli armamenti e gli accordi commerciali con la Cina e la Corea del Sud consentiranno di imprimere uno slancio ancora superiore all\u2019economia del paese, senza bisogno di tornare al capitalismo con tutte le sue storture e contraddizioni. \u00abIn futuro i mercati non esisteranno pi\u00f9\u00bb, incalza ancora Ri Ki Song. \u00abLa funzione principale dei mercati \u00e8 vendere gli oggetti che le fabbriche e le altre imprese non riescono a fornire. Tolleriamo i mercati perch\u00e9 al momento il paese non dispone di sufficienti capacit\u00e0 produttive nel campo dei beni di consumo quotidiano\u00bb[42].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Nel suo discorso d\u2019inizio 2019 il supremo leader ha ribadito gli indirizzi finora seguiti con grande successo: \u00abIl metodo di gestione va innovato per esercitare in modo soddisfacente la direzione unitaria dello Stato sull\u2019insieme dell\u2019economia e per sprigionare l\u2019entusiasmo volontario e le abilit\u00e0 creative dei lavoratori. Il Consiglio dei ministri e gli altri organi di direzione economica dello Stato devono migliorare la pianificazione, la determinazione dei prezzi, la gestione finanziaria e bancaria in conformit\u00e0 alle leggi dell\u2019economia socialista e assicurarsi che le leve economiche agiscano attivamente per rivitalizzare la produzione e la riproduzione allargata delle imprese. La struttura degli apparati e il sistema di lavoro saranno rivisti in modo da aumentare l\u2019efficienza delle attivit\u00e0 economiche e da consentire alle imprese di svolgere con destrezza le attivit\u00e0 di gestione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Fonte :<a href=\"https:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/asia-e-oceania\/30355-socialismo-e-mercato-in-corea-del-nord\">https:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/asia-e-oceania\/30355-socialismo-e-mercato-in-corea-del-nord<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI ( Francesco Alarico della Scala) In seguito alle dichiarazioni di Andray Abrahamian, riprese dall\u2019Antidiplomatico[1], molti mi hanno chiesto delucidazioni in merito alle prospettive dell\u2019economia nordcoreana: si sta aprendo al capitalismo? Punta sul modello cinese o sull\u2019esempio vietnamita? Oppure si attiene alla pianificazione centralizzata di stampo sovietico? A scanso di equivoci, premetto subito che non sono pregiudizialmente ostile al socialismo con caratteristiche cinesi, di cui ammiro i grandi successi economici pur prediligendo ovviamente&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":98,"featured_media":44758,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/download.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-eKu","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56698"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/98"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=56698"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56698\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":56700,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56698\/revisions\/56700"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/44758"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=56698"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=56698"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=56698"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}