{"id":56847,"date":"2020-03-20T11:30:12","date_gmt":"2020-03-20T10:30:12","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56847"},"modified":"2020-03-20T11:14:31","modified_gmt":"2020-03-20T10:14:31","slug":"litalia-muore-e-lo-stato-non-ce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56847","title":{"rendered":"L\u2019Italia muore e lo Stato non c\u2019\u00e8"},"content":{"rendered":"<p>Di <strong>INTELLETTUALE DISSIDENTE (Savino Balzano)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Decreto \u201cCura Italia\u201d contiene misure che non possono essere considerate negative, ma di certo non sono nemmeno lontanamente e pallidamente sufficienti a far fronte alla gravissima crisi in corso. Manca il sostegno al reddito, manca ci\u00f2 di cui maggiormente ha bisogno il Paese e manca perch\u00e9 l\u2019Italia \u00e8 schiava dell\u2019elemosina di qualcun altro. Una tachipirina non pu\u00f2 far male, ma non salva la vita a un malato terminale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella giornata di ieri \u00e8 stato finalmente pubblicato il testo del Decreto Legge n. 18 del 2020 dal titolo: <i>Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all\u2019emergenza epidemiologica da COVID-19<\/i>.\u00a0Si tratta di un insieme di norme davvero corposo, circa 70 pagine di documento, che evidentemente non \u00e8 nostra intenzione analizzare nel dettaglio: fidatevi, non serve.\u00a0Questo decreto era particolarmente atteso,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/italia\/i-trojan-del-covid-19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">da giorni denunciavamo lo stato drammatico nel quale versavano i lavoratori italiani<\/a>\u00a0e quanto indispensabile fosse un intervento deciso e fortissimo per salvare il mondo del lavoro, per salvare il fondamento stesso della democrazia italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il dispositivo segue di pochi giorni il Protocollo del 14 marzo, siglato dal Governo con CGIL, CISL e UIL: un protocollo contenente tutta una serie di misure per tutelare la sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro a seguito dell\u2019epidemia, ma pi\u00f9 simile ad un racconto di buoni propositi che a un vero e proprio intervento concreto. Delle misure previste per la sicurezza dei lavoratori (a partire dalla misurazione della temperatura in ingresso nelle aziende) non \u00e8 possibile in concreto verificarne l\u2019applicazione e le aziende (soprattutto sei si pensa alla piccola e media imprenditoria italiana) sono assolutamente impreparate e sprovviste di infrastrutture tali da rispondere attivamente alle norme contenute nel protocollo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La verit\u00e0 \u00e8 che siamo alle solite: i lavoratori si recano quotidianamente, ancora in queste ore di dramma nazionale, sui luoghi di lavoro senza che venga concretamente garantita loro sicurezza e adeguata protezione da questo maledetto nemico invisibile: spesso niente mascherine, guanti, gel igienizzanti, distanze di sicurezza e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta. Le aziende non erano pronte e l\u2019aiuto dello Stato \u00e8 certamente mancato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/DGJHE7AZ3aA?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A tutto questo si aggiunga la totale assenza, fino all\u2019entrata in vigore di questo decreto, nel merito del quale entriamo a breve, di concrete misure economiche a sostegno della quarantena: abbiamo assistito alla celebrazione dell\u2019eroico sforzo delle aziende nel mettere a disposizione dei propri lavoratori la possibilit\u00e0 di\u00a0<i>smart working<\/i>\u00a0e l\u2019evocazione, persino nel protocollo siglato dalle organizzazioni sindacali citate, del ricorso alle ferie e alle spettanze dei lavoratori per far fronte all\u2019emergenza e per garantire la quarantena dei soggetti a rischio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Certamente \u00e8 apprezzabile il fatto che le aziende abbiano spinto per il lavoro agile, va bene, ma non spingiamoci oltre: la prestazione lavorativa \u00e8 la medesima, spesso si allunga e diventa necessario persino lottare per garantire diritto di disconnessione, la produttivit\u00e0 statisticamente aumenta, si riducono i costi di gestione degli spazi a carico delle aziende, le infrastrutture energetiche e di comunicazione sono in gran parte a carico del lavoratore, si riducono notevolmente le incombenze in materia di sicurezza sul lavoro, spesso viene meno il diritto al buono pasto per il lavoratore (e sono parecchi soldini). Insomma,\u00a0<strong>tutto sommato al datore di lavoro non va malissimo<\/strong>. Pertanto questa iper celebrazione della generosit\u00e0 datoriale che riconosce lo\u00a0<i>smart working<\/i>\u00a0ai lavoratori deve necessariamente essere ridimensionata e ricondotta a realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Poi c\u2019\u00e8 il tema delle spettanze: nessuno dice che la quarantena debba essere a carico del datore di lavoro, tutto sommato non sarebbe giustissimo, ma a questo punto tantomeno possiamo metterla a carico di un soggetto ancora pi\u00f9 debole e subordinato quale il lavoratore. Sarebbe il colmo! Eppure abbiamo assistito all\u2019esortazione del ricorso alle ferie o ad altre spettanze previste dalla legge e dai contratti per garantire la permanenza a casa dei lavoratori e questa esortazione la troviamo espressa a chiare lettere nel protocollo del 14 marzo siglato dai sindacati citati: anche in questa circostanza, appare davvero desolante registrare come certe organizzazioni abbiano una concezione assai autonoma e arbitraria della rappresentanza degli interessi dei lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/sdfvdfk.jpg\" width=\"1217\" height=\"694\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo \u00e8 il contesto nel quale si \u00e8 inserito il decreto che abbiamo avuto modo di leggere ieri, un contesto caratterizzato da una pagina nobile e bella, scritta dai lavoratori, e una pagina meno nobile, quella scritta da qualche azienda furbacchiona che non si \u00e8 limitata all\u2019erogazione del servizio pubblico essenziale, bens\u00ec ha persino provato a speculare da questa parentesi, esercitando forti pressioni commerciali sui lavoratori. L\u2019attenzione \u00e8 giustamente assorbita dalla conta dei contagiati, dei morti e dei guariti, tuttavia arriver\u00e0 il momento in cui qualcuno sar\u00e0 chiamato a rispondere dell\u2019indegna condotta assunta, quantomeno nella parte iniziale della crisi: ci sono esempi certificabili di aziende che vietavano, nei primi giorni di emergenza, ai propri dipendenti di indossare la mascherina dal momento che tale pratica avrebbe svilito l\u2019immagine aziendale e posto il cliente in una condizione di disagio. \u00c8 accaduto anche questo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il \u201cCura Italia\u201d \u00e8 arrivato in questo contesto qui e non \u00e8 neanche lontanamente paragonabile alla misura che servirebbe al Paese per uscire da questa situazione: per carit\u00e0, se una nave affonda e con un secchiello buttate fuori l\u2019acqua, nessuno vi dir\u00e0 che state facendo male o che sia del tutto inutile, magari di qualche secondo riuscite anche ad allungare l\u2019agonia, ma di nulla cambier\u00e0 il risultato finale e se i soldi sono pochi, e i soldi sono necessari, viene necessariamente da domandarsi chi sar\u00e0 a dover mettere mano al portafogli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bene le misure a sostegno del sistema sanitario e anche \u00e8 certamente positivo il ricorso e il potenziamento degli ammortizzatori sociali, tuttavia parlare di sconti, rinvii o congelamenti della contribuzione o di alcune imposte pare quasi una beffa: qui ci sono milioni di persone che aspettano risorse e proporre un rinvio dei pagamenti, che probabilmente non sar\u00e0 possibile comunque onorare, potrebbe davvero essere percepito come una presa in giro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-120520\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/photo-1584440910001-b4263facb89b.jpg\" alt=\"\" width=\"1051\" height=\"700\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bene l\u2019estensione del congedo parentale per i genitori (con figli per\u00f2 di et\u00e0 non superiore a 12 anni), seppure retribuito solo al 50% e anche positiva la misura dei 600 euro per la babysitter (che per\u00f2 \u00e8 alternativa al congedo citato). Insomma, una goccia nel mare se si considera che ad essere chiuse sono tutte le scuole di ogni ordine e grado e il carico di lavoro per i genitori \u00e8 sovraumano. Ai 3 giorni mensili di permesso retribuito previsti dalla nota legge 104 del 1992 (per chi soffre di gravi patologie o per chi assiste un congiunto affetto dalle stesse) se ne aggiungono altri 12 giorni: sul punto il decreto \u00e8 scritto male e ancora non si comprende se i 12 giorni siano sia per marzo che per aprile (totale 24) o se si considerano complessivi. Capirete che le due ipotesi sono assai diverse, seppure sarebbe certamente stato pi\u00f9 equo una astensione totale dal lavoro per i \u201cportatori di 104\u201d e per chi \u00e8 chiamato ad assistere un familiare fragile in un contesto cos\u00ec compromesso per la salute pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Finalmente il decreto interviene nei casi di contatto (stretto!) con soggetti positivi al virus e la quarantena sar\u00e0 equiparata alla malattia e retribuita dall\u2019Inps: la norma \u00e8 sacrosanta e l\u2019invocavamo da giorni ma mai come in questo caso pesano negativamente i tempi di emanazione. Era necessario, al fine di contenere il propagarsi della malattia, chiarire sin da subito che il lavoratore a rischio avrebbe potuto restare a casa a carico dello Stato: il rischio di rimetterci (economicamente o mediante il ricorso alla propria dotazione di ferie) ha spinto milioni di lavoratori a sottovalutare i primi sintomi del contagio o il rischio conseguente al contatto con soggetti positivi. Questo ha aiutato certamente il Covid a diffondersi negli scorsi giorni. Inoltre nessuna previsione del genere \u00e8 prevista per gli autonomi: se il panettiere viene in contatto con un soggetto positivo o percepisce qualche lieve sintomo, deve essere tranquillo di potersi astenere dall\u2019andare in bottega dal momento che lo Stato \u00e8 pronto a intervenire per sostenere la sua perdita di reddito e cos\u00ec non \u00e8, ancora oggi, e questo sta mettendo a rischio il paese dinanzi all\u2019incedere dei contagi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al netto di tali considerazioni, inoltre, a mancare \u00e8 ci\u00f2 che pi\u00f9 di tutto fa la differenza tra la vita e la morte per il nostro paese e per la tenuta dell\u2019architrave economica e produttiva del nostro futuro:<strong>\u00a0il sostegno al reddito vero e proprio<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-120519\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/photo-1584109874319-8a15479d8b21.jpg\" alt=\"\" width=\"659\" height=\"920\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La misura dei 600 euro ai professionisti per il mese di marzo \u00e8\u00a0<i>una tantum<\/i>, assolutamente irrisoria e attenzione alle eccezioni: non viene riconosciuta a chiunque sia iscritto ad altre casse previdenziali che non siano l\u2019INPS e pertanto nulla ai giornalisti, agli architetti, agli avvocati, agli ingegneri, ai geologi e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta. Un disastro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La misura tuttavia che davvero si fatica a comprendere \u00e8 quella che riserva 100 euro ai lavoratori dipendenti che abbiano per\u00f2 dovuto recarsi in azienda a lavoro e non abbiano potuto usufruire del lavoro agile. Prima di tutto prevedere questa marchetta per chi non rischia lo stipendio a fine mese non ha molto senso, in questa fase le priorit\u00e0 erano certamente altre, ma \u00e8 proprio la\u00a0<i>ratio<\/i>\u00a0della norma ad essere opinabile (a dir poco!): se andare a lavoro non \u00e8 rischioso (e l\u2019altisonante protocollo sottoscritto con CGIL, CISL e UIL dovrebbe aver risolto il problema: si fa per ridere!) allora non si comprende l\u2019erogazione; se, viceversa, recarsi in azienda \u00e8 pericoloso per la propria salute e conseguentemente per quella dei propri cari, allora prevedere una compensazione indennitaria di 100 euro appare offensivo e inaccettabile.\u00a0Insomma, quel che c\u2019\u00e8 male non pu\u00f2 fare ma di certo, e si perdoner\u00e0 l\u2019immagine truculenta necessaria a rendere l\u2019idea, stiamo somministrando una tachipirina a un malato di cancro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Decreto \u201cCura Italia\u201d contiene misure che non possono essere considerate negative, ma di certo non sono nemmeno lontanamente e pallidamente sufficienti a far fronte alla gravissima crisi in corso. Manca il sostegno al reddito, manca ci\u00f2 di cui maggiormente ha bisogno il Paese e manca perch\u00e9 l\u2019Italia \u00e8 schiava dell\u2019elemosina di qualcun altro.\u00a0\u00abL\u2019Italia \u00e8 sola!\u00bb, qualcuno ha affermato per provare a dare una risposta a chi si interrogava sull\u2019esiguit\u00e0 delle misure adottate, ma la risposta \u00e8 sbagliata. L\u2019Italia \u00e8 male accompagnata: si accompagna a chi chiude le frontiere, a chi sequestra beni indispensabili per far fronte alla crisi, a chi \u2013 che Dio non voglia! \u2013 forse nutre l\u2019intimo desiderio di comprare all\u2019asta le nostre macerie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/italia\/decreto-cura-italia-coronavirus-conte\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/italia\/decreto-cura-italia-coronavirus-conte\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di INTELLETTUALE DISSIDENTE (Savino Balzano) &nbsp; Il Decreto \u201cCura Italia\u201d contiene misure che non possono essere considerate negative, ma di certo non sono nemmeno lontanamente e pallidamente sufficienti a far fronte alla gravissima crisi in corso. 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