{"id":56968,"date":"2020-03-24T09:30:59","date_gmt":"2020-03-24T08:30:59","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56968"},"modified":"2020-03-23T23:24:18","modified_gmt":"2020-03-23T22:24:18","slug":"56968","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56968","title":{"rendered":"Coronavirus Italia: dopo Cina e Cuba aiuti dalla Repubblica socialista del Vietnam"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>MARX XXI (Giulio Chinappi)<\/strong><\/p>\n<p>https:\/\/www.ancorafischiailvento.org<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come la Cina e Cuba, anche il Vietnam \u00e8 intervenuto a sostegno della crisi sanitaria che sta colpendo l\u2019Italia. Intanto, per\u00f2, mezzo milione di tamponi prodotti da un\u2019azienda di Brescia sono finiti negli Stati Uniti su un volo militare.<\/p>\n<p>H\u1ed2 CH\u00cd MINH CITY \u2013 In questi giorni abbiamo avuto modo di sottolineare numerose volte i differenti atteggiamenti che i Paesi stanno assumendo per affrontare la crisi sanitaria globale legata alla pandemia del nuovo\u00a0coronavirus\u00a0(COVID-19). I Paesi socialisti si stanno ancora una volta dimostrando all\u2019avanguardia nella solidariet\u00e0 internazionale, mettendo a disposizione degli Stati pi\u00f9 colpiti le proprie conoscenze e le proprie risorse umane e materiali. \u00c8 proprio quello che stanno facendo la\u00a0Cina\u00a0e\u00a0Cuba, che non hanno fatto mancare il proprio sostegno all\u2019Italia in questa fase di criticit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">All\u2019elenco di aggiunge anche la\u00a0Repubblica Socialista del Vietnam, che la stessa Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 ha individuato sin dall\u2019inizio della crisi come uno dei Paesi che meglio hanno affrontato l\u2019epidemia. Le politiche di prevenzione, contenimento ed individuazione dei possibili contagiati hanno permesso al Vietnam di mantenere un bilancio assai lusinghiero, contando ad oggi soli 85 casi positivi e nessun decesso, nonostante il Paese sia stato tra i primi ad essere colpiti dopo la Cina.<\/p>\n<p>Il governo vietnamita ha preso misure restrittive sin da subito, chiudendo le scuole per due mesi e riducendo al massimo gli ingressi sul proprio territorio nazionale, fino all\u2019estrema misura presa marted\u00ec scorso, quando \u00e8 stata annunciata la sospensione dell\u2019emissione di visti turistici, come si legge nella direttiva emessa dal primo ministro\u00a0Nguy\u1ec5n Xu\u00e2n Ph\u00fac. Il Vietnam aveva infatti arginato il numero di casi a sedici in un primo momento, ma da marzo il nuovo coronavirus \u00e8 tornato a colpire nel Paese attraverso alcuni turisti o vietnamiti che avevano viaggiato all\u2019estero.<\/p>\n<p>Grazie ai ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 Medica Militare del Vietnam e dell\u2019azienda Viet A Technologies, il Vietnam \u00e8 riuscito a mettere a punto un efficace test per rilevare la presenza del virus. I kit vietnamiti utilizzano tecniche di biologia molecolare, inclusa la reazione a catena della polimerasi a trascrizione inversa, e sono stati prodotti a tempo di record grazie ai finanziamenti del ministero della scienza e della tecnologia e del ministero della sanit\u00e0. Secondo quanto riportato dal governo vietnamita, almeno venti Paesi stranieri hanno richiesto migliaia di kit di produzione vietnamita.<\/p>\n<p>Al momento, l\u2019azienda \u00e8 in grado di produrre 3.600 kit per effettuare 18.000 tamponi, mentre altri 2.400 kit, pari a 12.000 tamponi, verranno prodotti in seguito. Alcuni di questi kit sono gi\u00e0 stati esportati verso Paesi come\u00a0Iran,\u00a0Malaysia,\u00a0Finlandia\u00a0ed\u00a0Ucraina. Ma il governo di Hanoi ed il direttore dell\u2019azienda,\u00a0Phan Qu\u1ed1c Vi\u1ec7t, hanno anche affermato di voler inviare 400 kit, pari a 2.000 tamponi, in Italia a titolo completamente gratuito, come segno di solidariet\u00e0 verso il Paese oggi pi\u00f9 colpito dall\u2019epidemia.<\/p>\n<p>Secondo il ministero della tecnologia e della scienza, i test vietnamiti forniscono risultati pi\u00f9 rapidi e sono pi\u00f9 facili da usare rispetto a quelli utilizzati dal Centro statunitense per il controllo delle malattie e dall\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0. Il Paese ha attualmente trenta strutture in grado di eseguire il test per il COVID-19, tre delle quali approvate dall\u2019OMS: l\u2019Istituto nazionale di igiene ed epidemiologia di Hanoi, l\u2019Istituto Pasteur di H\u1ed3 Ch\u00ed Minh City e l\u2019Istituto Pasteur di Nha Trang.<\/p>\n<p>Se, dunque, il mondo socialista sta venendo in soccorso dell\u2019Italia, cosa stanno facendo quelli che invece dovrebbero essere gli alleati di Roma? Negli ultimi giorni sono stati fin troppo evidenti le dimostrazioni di disinteresse da parte delle istituzioni europee e dei governi europei e degli Stati Uniti. I mass media hanno riportato spesso incidenti che hanno bloccato o rallentato l\u2019arrivo di materiali sanitari verso l\u2019Italia, sovente a causa delle politiche di governi sulla carta \u201camici\u201d, come quello tedesco. L\u2019ultima notizia, riguarda mezzo milione di tamponi prodotti da un\u2019azienda del bresciano, la\u00a0Copa Diagnostics, che sarebbero misteriosamente volati verso gli\u00a0Stati Uniti, trasferiti a Memphis su un aereo militare partito dalla base di Aviano.<\/p>\n<p>Considerando che l\u2019Italia, dall\u2019inizio dell\u2019epidemia, ha effettuato circa 100.000 tamponi, questa cifra sarebbe stata ampiamente sufficiente a coprire il fabbisogno nazionale nelle prossime settimane. Il fatto, riportato per la prima volta da\u00a0Repubblica\u00a0e poi ripreso da altre testate nazionali, \u00e8 stato confermato anche da\u00a0Jonathan Hoffman, portavoce del dipartimento della difesa degli Stati Uniti. Per quale motivo, tuttavia, l\u2019Italia non si \u00e8 prima munita di una quantit\u00e0 simile di test, anzich\u00e9 permetterne la vendita all\u2019estero? \u00c8 coerente che l\u2019Italia faccia appello alla solidariet\u00e0 internazionale di altri Paesi, mentre poi si lascia sottrarre i tamponi prodotti sul proprio territorio?<\/p>\n<p>L\u2019unica spiegazione plausibile risponde al nome di capitalismo, o leggi di mercato, che dir si voglia. Gli Stati Uniti, o delle aziende private di quel Paese (come sostiene la Copa Diagnostics), devono aver offerto una cifra irrifiutabile all\u2019azienda bresciana, cifra probabilmente fuori portata per la sanit\u00e0 pubblica italiana. Se questo fosse vero, il governo dovrebbe provvedere attraverso un sequestro forzato delle forniture fino a dotarsi di un numero sufficiente di tamponi, di fronte al paradosso di un\u2019azienda nel cuore della Lombardia, la regione pi\u00f9 colpita, che vende le proprie forniture all\u2019estero. La Copan Diagnostics, al contrario, sostiene di aver fornito tamponi sufficienti all\u2019Italia, addirittura nel numero di un milione, ma che non ci sarebbe stato il tempo materiale ed il personale per applicarli tutti.<\/p>\n<p>Il governo statunitense, dal canto suo, si era gi\u00e0 fatto notare per aver offerto cifre astronomiche ai laboratori tedeschi\u00a0CureVac, al fine di garantirsi il brevetto di un eventuale vaccino. Il governo tedesco e l\u2019Unione Europea, in questo caso, sono intervenuti stanziando ottanta milioni per mantenere il brevetto in casa ed impedirne la fuga.<\/p>\n<p>Anche in un momento di emergenza e di fronte ad un diritto umano primario come quello alla salute,\u00a0il capitalismo dimostra la sua natura spietata, volta solamente al soddisfacimento delle brame di profitto di pochi ed alla sopravvivenza del pi\u00f9 forte, che in ambito economico \u00e8 sempre il pi\u00f9 ricco. Ci\u00f2 \u00e8 dimostrato anche dai prezzi astronomici che stanno raggiungendo mascherine e medicamenti di vario tipo sul mercato, mentre Paesi come Cina, Vietnam e Cuba si sono dimostrati in grado di garantire tutti i mezzi di prevenzione e di cura ai propri cittadini in maniera del tutto gratuita: \u201cPer la salute delle persone, siamo pronti a sacrificare gli interessi economici\u201d, ha sottolineato pi\u00f9 volte il premier vietnamita.<\/p>\n<p>Qualunque sia la verit\u00e0 sui tamponi prodotti in Italia e finiti negli Stati Uniti, restano due questioni da risolvere: se in Italia vi sono gi\u00e0 un milione di tamponi a disposizione, come sostiene la Copan Diagnostics, perch\u00e9 il Paese continua a riceverne di gratuiti dalla Cina e dal Vietnam? In secondo luogo, quanto \u00e8 etico che aziende private, mosse unicamente dalla finalit\u00e0 del profitto, sfruttino la situazione sanitaria internazionale per fare affari milionari in tutto il mondo? Un interrogativo che ha la sua unica risposta nella necessit\u00e0 di abbattere un sistema economico le cui storture ed aporie sono ogni giorno pi\u00f9 evidenti.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<a href=\"https:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/asia-e-oceania\/30378-coronavirus-italia-dopo-cina-e-cuba-aiuti-dalla-repubblica-socialista-del-vietnam\">https:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/asia-e-oceania\/30378-coronavirus-italia-dopo-cina-e-cuba-aiuti-dalla-repubblica-socialista-del-vietnam<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI (Giulio Chinappi) https:\/\/www.ancorafischiailvento.org Come la Cina e Cuba, anche il Vietnam \u00e8 intervenuto a sostegno della crisi sanitaria che sta colpendo l\u2019Italia. Intanto, per\u00f2, mezzo milione di tamponi prodotti da un\u2019azienda di Brescia sono finiti negli Stati Uniti su un volo militare. 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