{"id":56995,"date":"2020-03-25T00:48:02","date_gmt":"2020-03-24T23:48:02","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56995"},"modified":"2020-03-25T10:32:14","modified_gmt":"2020-03-25T09:32:14","slug":"cronache-dallunione-europea-capitolo-2-il-problema-monetario-e-gli-eurobond","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=56995","title":{"rendered":"Cronache dall&#8217;Unione europea &#8211; Capitolo 2: il problema monetario e gli Eurobond"},"content":{"rendered":"<div data-vc-ignore-dynamic=\"1\">\n<div>\n<div id=\"js_9\" style=\"text-align: justify;\" data-testid=\"post_message\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">di SIMONE GARILLI (FSI Mantova)<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\" data-testid=\"post_message\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">Cerchiamo di ripulire la cronaca europea degli ultimi giorni da fastidiosi tecnicismi, che rischiano di farci perdere di vista la semplicit\u00e0 delle questioni fondamentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" data-testid=\"post_message\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">Prima una parentesi a proposito di questi tecnicismi: il compito supremo di chi viene dal popolo e parla al popolo, oggi, \u00e8 diventato riportare il dibattito politico alla sua dimensione sostanziale, liberandolo da quella tendenza tecnocratica che ha percorso tutta la Seconda Repubblica, secondo la quale i problemi fondamentali per la comunit\u00e0 devono essere discussi in separata sede dai cosiddetti competenti, perch\u00e9 i cittadini non possono capirci nulla e perch\u00e9 in fondo si tratta di trovare la soluzione oggettiva ad un problema di volta in volta finanziario, istituzionale, sanitario o di altro genere.\u00a0 Nulla di pi\u00f9 ideologico dell\u2019assenza ostentata di ideologia: ogni scelta politica, in una societ\u00e0 avanzata e perci\u00f2 divisa in classi sociali pi\u00f9 o meno coscienti di esserlo, ha effetti sugli equilibri generali del sistema, liberando da vincoli e divieti una o pi\u00f9 parti e limitando in qualche misura le libert\u00e0 e i diritti sostanziali di altre parti. Politiche neutre non ne esistono. Diritti e doveri, divieti e libert\u00e0 sono i contenuti essenziali della Politica. La Tecnica deve servire il Politico e non influenzare in nessun modo il pubblico dibattere. Chiusa parentesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" data-testid=\"post_message\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">Cosa sta succedendo, dunque, nell\u2019Unione Europea, in seguito allo scossone inatteso del coronavirus? In fondo \u00e8 semplice: la struttura giuridica che ha preso vita nel 1992 con Maastricht non \u00e8 pi\u00f9 in grado di reggersi in piedi da sola, perch\u00e9 il virus, diffondendosi e minacciando innanzitutto la sostenibilit\u00e0 dei sistemi sanitari, ne ha picconato le fondamenta. La caduta della produzione industriale che sta arrivando per tutti (non solo per l\u2019Italia, come forse si illudeva qualcuno fino a qualche settimana fa) non consente di preservare inalterato un sistema fondato su tre pilastri:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" data-testid=\"post_message\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">&#8211; indipendenza della politica monetaria da quella fiscale, per mantenere bassi i prezzi interni all\u2019Unione attraverso un deperimento programmato della domanda interna agli Stati (costretti di conseguenza ad arretrare il perimetro dell\u2019intervento pubblico a favore dell\u2019attivit\u00e0 privata);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" data-testid=\"post_message\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">&#8211; centralit\u00e0 delle esportazioni, rese pi\u00f9 convenienti dai bassi prezzi, cos\u00ec da crescere nel complesso contando sulla domanda esterna all\u2019Unione (Stati Uniti e Cina in primis) e garantire a poche grandi multinazionali profitti che sarebbero irrealistici in un contesto di maggiore equilibrio economico interno agli Stati (salari pi\u00f9 alti, sindacati pi\u00f9 forti, industria nazionale sviluppata in tutti i settori necessari e indirizzata in prima istanza alla domanda interna\u2026);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" data-testid=\"post_message\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">&#8211; libert\u00e0 completa nella circolazione inter-nazionale dei capitali privati, delle merci e delle persone, per alimentare un circuito produttivo-commerciale che necessit\u00e0 della massima mobilit\u00e0 globale per ricercare il minimo costo Una struttura quindi costruita su misura sia per la Germania, che da molto tempo ha fondato su questo modello la sua ambizione economica e geopolitica, che sul grande capitale privato, che opera trasversalmente in tutti gli Stati europei (e non solo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" data-testid=\"post_message\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">Concentriamoci in questo capitolo sul primo pilastro, quello monetario, visto che \u00e8 quello in assoluto pi\u00f9 importante per l\u2019autoriproduzione del sistema. In sintesi, il punto politico \u00e8 che non c\u2019\u00e8 nessun motivo tecnico per impedire agli Stati di finanziarsi il loro debito pubblico nel caso non lo facciano i mercati. Si tratta, appunto, di scelta politica, per costringerli a pietire i soldi di cui abbisognano, soprattutto in fasi emergenziali, in cambio dell\u2019attuazione di politiche coerenti all\u2019impianto sopra descritto. Ce lo dimostra la Banca Centrale Europea ogni volta che interviene per salvare l\u2019euro, come successo ancora il 18 marzo con il piano da 750 miliardi di euro per l\u2019acquisto di titoli di stato. Se l\u2019istituto che emette la moneta dal nulla decide che gli Stati devono essere finanziati a costo zero, cos\u00ec \u00e8, con buona pace degli investitori privati (i mitici mercati) che vorrebbero invece lucrare un bel rendimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" data-testid=\"post_message\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">I mercati sono solo la clava di una politica nazionalista e di classe che si nasconde dietro la Tecnica. \u00c8 chiaro che questa artificiosa penuria di moneta, per cui la Bce compra il debito degli Stati solo quando strettamente necessario per evitare il crollo dell\u2019euro e vieta alle banche centrali nazionali di farlo, \u00e8 lo strumento in assoluto pi\u00f9 forte in mano a chi vuole mantenere in piedi una struttura fondata su prezzi bassi, stato minimo ed esportazioni massime. Ora per\u00f2 lo sconquasso che stiamo attraversando ha colpito gli altri due pilastri del sistema: la mobilit\u00e0 delle persone \u00e8 ridotta ai minimi, in particolare a livello inter-nazionale, quella delle merci e dei capitali non potr\u00e0 che subire forti contraccolpi, mentre al modello esportatore europeo e soprattutto tedesco verr\u00e0 a mancare un quota decisiva di domanda (chi si compra le Mercedes a fonte di una recessione globale e se si impoveriscono troppo i consumatori italiani, francesi, spagnoli?).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" data-testid=\"post_message\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">Non pu\u00f2 pi\u00f9 funzionare, perlomeno nella lunga emergenza economica che ci aspetta, un sistema che lascia decidere ai mercati i tassi di interesse sui debiti nazionali e quindi impedisce di fatto agli Stati di sostenere adeguatamente la domanda. Di fronte al crollo di quella narrazione che voleva i mercati quali giudici naturali e la moneta quale merce scarsa per cui competere svendendo diritti, salari, standard ambientali e sanitari, occorre cambiare direzione ma evitando in tutti i modi che il cambiamento sia irreversibile. Questa \u00e8 la prima e terribile preoccupazione di chi ha costruito e lucrato sul sistema europeo, il quale \u00e8 articolazione particolarmente rigida del pi\u00f9 ampio sistema globalizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" data-testid=\"post_message\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">Ecco allora spiegate le opzioni oggi all\u2019ordine del giorno nei segreti consessi europei:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" data-testid=\"post_message\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\"><strong>1)<\/strong> consentire alla Bce di acquistare i debiti pubblici nazionali (sul mercato primario o secondario in fondo importa poco;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" data-testid=\"post_message\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\"><strong>2)<\/strong> attivare un meccanismo che condizioni l\u2019immissione monetaria necessaria alle solite politiche neo-liberali (probabilmente posticipate per questioni di sopravvivenza economica degli Stati, oltre che narrative);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" data-testid=\"post_message\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\"><strong>3)<\/strong> attivare questo meccanismo ma distinguendo tra chi pu\u00f2 permettersi di ricevere i soldi necessari senza dover promettere nulla in cambio (Germania, paesi satellite e in qualche modo Francia) e chi invece deve sottoscrivere impegni gravosi (il cosiddetto memorandum).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" data-testid=\"post_message\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">La prima opzione \u00e8 quella scelta in questa fase di potenziale panico finanziario per calmare le acque e prendere tempo, in attesa che il 5 maggio la Corte tedesca di Karlsruhe (equivalente della nostra Consulta) si esprima in merito. La seconda opzione \u00e8 il MES. La terza opzione \u00e8 il MES riformato, che era gi\u00e0 in programma prima che il coronavirus facesse emergere resistenze e rallentasse il progetto. Dove collocare gli Eurobond, che ritornano come un mantra ad ogni crisi? Teoricamente al punto primo: la Bce dovrebbe garantire questi titoli europei di nuova creazione assicurandone la solvibilit\u00e0 sul mercato e, in assenza di essa, acquistarli direttamente. Il problema tecnico della penuria di moneta a livello europeo sarebbe risolto, ma cadrebbe la logica deflattiva ed esportatrice del sistema perch\u00e9 ogni Stato avrebbe a quel punto le mani libere per perseguire un modello diverso da quello neoliberale insito nei Trattati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" data-testid=\"post_message\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">La Germania, quella stessa Francia che al progetto europeo chiede da sempre un seconda giovinezza politica, e l\u2019unione europea del grande capitale privato potrebbero mai permetterlo? Ognuno risponda come crede. Ecco allora che se anche il MES duro e puro (opzione 2) sembra insostenibile politicamente, in una fase di emergenza economica che origina da una seria emergenza sanitaria, il tentativo \u00e8 di mascherare dietro la patina rassicurante degli Eurobond le condizionalit\u00e0 richieste dal MES stesso; evidentemente nella sua versione riformata (opzione 3), non potendo Germania e Francia permettersi di abbassarsi al rango di quei Paesi che subiscono politiche di austerit\u00e0 eterodirette.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" data-testid=\"post_message\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">Occhi aperti.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SIMONE GARILLI (FSI Mantova) Cerchiamo di ripulire la cronaca europea degli ultimi giorni da fastidiosi tecnicismi, che rischiano di farci perdere di vista la semplicit\u00e0 delle questioni fondamentali. 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