{"id":57065,"date":"2020-03-27T11:00:36","date_gmt":"2020-03-27T10:00:36","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=57065"},"modified":"2020-03-27T10:47:02","modified_gmt":"2020-03-27T09:47:02","slug":"campo-di-battaglia-draghi-consiglio-europeo-coronavirus-cronache-del-crollo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=57065","title":{"rendered":"Campo di battaglia: Draghi, Consiglio Europeo, Coronavirus. Cronache del crollo."},"content":{"rendered":"<p>Di <strong>TEMPO FERTILE (Alessandro Visalli)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Il Governo italiano ha inviato\u00a0<a href=\"http:\/\/www.governo.it\/it\/articolo\/coronavirus-la-lettera-al-presidente-del-consiglio-europeo-charles-michel\/14378\">una lettera<\/a>\u00a0al Presidente del Consiglio Europeo che si riunisce oggi, sottoscritta da Emmanuel Macron (Francia), Pedro Sanchez (Spagna), Sophie Wilmes (Belgio), Kyriakos Mitsotakis (Grecia), Leo Varadkar (Irlanda), Xavier Bettel (Lussemburgo), Antonio Costa (Portogallo), Janez Jansa (Slovenia).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Si parla di quasi la met\u00e0 degli stati dell\u2019eurozona (9 su 19), per un totale di 212 milioni di abitanti (64% dell\u2019area) e 7.800 mila miliardi di Pil (il 57% di quello dell\u2019eurozona).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">E\u2019 chiaro che se andassero fino in fondo, nel Consiglio Europeo di oggi (che include tutti i membri dell\u2019Unione Europea, e quindi 442 milioni di abitanti e 17.000 miliardi di Pil, per cui in questo consesso si parla del 48% degli abitanti e 45% del Pil), sarebbe una forza imponente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Rispetto all\u2019attuale stato dell\u2019epidemia i paesi firmatari sono \u201ctitolari\u201d del 72% dei casi in Europa e del 77% dei casi nella sola eurozona. In rapporto agli abitanti il paese pi\u00f9 colpito \u00e8 il piccolo Lussemburgo (che ha 2,67 casi per 1000 abitanti), seguito dall\u2019Italia (1,24), Spagna (1,04), Belgio (0,45), Irlanda (0,34), Francia (0,33), Portogallo (0,3), Slovenia (0,26), Grecia (0,07). Tra i paesi che non hanno firmato spicca la Germania, con 35.700 casi (0,44) e l\u2019Olanda, con 6.400 (0,38), l\u2019Austria con 5.500 (0,64), la Finlandia, con 900 (0,16), la Svezia, 2.500 (0,25), la Polonia, con 1.000 (0,03), Romania, 900 (0,05).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nVediamo la lettera:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">La lettera al Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, del Presidente Conte e dei leader di Belgio, Francia, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo, Slovenia e Spagna.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">****<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>Caro Presidente, caro Charles<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">la pandemia del Coronavirus \u00e8\u00a0<strong>uno shock senza precedenti<\/strong>\u00a0e richiede misure eccezionali per contenere la diffusione del contagio all\u2019interno dei confini nazionali e tra Paesi, per rafforzare i nostri sistemi sanitari, per salvaguardare la produzione e la distribuzione di beni e servizi essenziali e, non ultimo, per limitare gli effetti negativi che lo shock produce sulle economie europee.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Tutti i Paesi europei hanno adottato o stanno adottando misure per contenere la diffusione del virus. Il loro successo dipender\u00e0 dalla sincronizzazione, dall\u2019estensione e dal coordinamento con cui i vari Governi attueranno le misure sanitarie di contenimento.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Abbiamo bisogno di allineare le prassi adottate in tutta Europa, basandoci su esperienze pregresse di successo, sulle analisi degli esperti, sul complessivo scambio di informazioni. \u00c8 necessario ora, nella fase pi\u00f9 acuta dell\u2019epidemia. Il coordinamento che tu hai avviato, con Ursula von der Leyen, nelle video-conferenze tra i leader \u00e8 d\u2019aiuto in tal senso.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Sar\u00e0 necessario anche in futuro, quando potremo ridurre gradualmente le severe misure adottate oggi, evitando sia un ritorno eccessivamente rapido alla normalit\u00e0 sia il contagio di ritorno da altri Paesi. Dobbiamo chiedere alla Commissione europea di elaborare linee guida condivise, una base comune per la raccolta e la condivisione di informazioni mediche ed epidemiologiche, e una strategia per affrontare nel prossimo futuro lo sviluppo non sincronizzato della pandemia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Mentre attuiamo misure socio-economiche senza precedenti, che impongono un rallentamento dell\u2019attivit\u00e0 economica mai sperimentato prima, abbiamo comunque\u00a0<strong>bisogno di garantire la produzione e la distribuzione di beni e servizi essenziali<\/strong>, e la libera circolazione di dispositivi medici vitali all\u2019interno dell\u2019UE. Preservare il funzionamento del mercato unico \u00e8 fondamentale per fornire a tutti i cittadini europei la migliore assistenza possibile e la pi\u00f9 ampia garanzia che non ci saranno carenze di alcun tipo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Siamo pertanto impegnati a tenere i nostri confini interni aperti al necessario scambio di beni, di informazioni e agli spostamenti essenziali dei nostri cittadini, in particolare quelli dei lavoratori transfrontalieri. Abbiamo anche\u00a0<strong>bisogno di assicurare che le principali catene di valore possano funzionare appieno<\/strong>\u00a0all\u2019interno dei confini dell\u2019UE e che\u00a0<strong>nessuna produzione strategica sia preda di acquisizioni ostili\u00a0<\/strong>in questa fase di difficolt\u00e0 economica. I nostri sforzi saranno prioritariamente indirizzati a garantire la produzione e la distribuzione delle attrezzature mediche e dei dispositivi di protezione fondamentali, per renderli disponibili, a prezzi accessibili e in maniera tempestiva a chi ne ha maggiore necessit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Le misure straordinarie che stiamo adottando per contenere il virus hanno\u00a0<strong>ricadute negative sulle nostre economie nel breve termine<\/strong>. Abbiamo pertanto bisogno di intraprendere azioni straordinarie che limitino i danni economici e ci preparino a compiere i passi successivi. Questa crisi globale richiede una risposta coordinata a livello europeo. La BCE ha annunciato lo scorso gioved\u00ec 19 marzo una serie di misure senza precedenti che, unitamente alle decisioni prese la settimana prima, sosterranno l\u2019Euro e argineranno le tensioni finanziarie.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">La Commissione europea ha anche annunciato un\u2019ampia serie di azioni per assicurare che le misure fiscali che gli Stati membri devono adottare non siano ostacolate dalle regole del Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita e dalla normativa sugli aiuti di Stato. Inoltre, la Commissione e la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) hanno annunciato un pacchetto di politiche che consentiranno agli Stati membri di utilizzare tutte le risorse disponibili del bilancio dell\u2019UE e di beneficiare degli strumenti della BEI per combattere l\u2019epidemia e le sue conseguenze.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Gli Stati membri dovranno fare la loro parte e garantire che il minor numero possibile di persone perda il proprio lavoro a causa della temporanea chiusura di interi settori dell\u2019economia, che il minor numero di imprese fallisca, che la liquidit\u00e0 continui a giungere all\u2019economia e che le banche continuino a concedere prestiti nonostante i ritardi nei pagamenti e l\u2019aumento della rischiosit\u00e0. Tutto questo richiede risorse senza precedenti e un approccio regolamentare che protegga il lavoro e la stabilit\u00e0 finanziaria.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Gli strumenti di politica monetaria della BCE dovranno pertanto essere affiancati da\u00a0<strong>decisioni di politica fiscale di analoga audacia<\/strong>, come quelle che abbiamo iniziato ad assumere, col sostegno di messaggi chiari e risoluti da parte nostra, come leader nel Consiglio Europeo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Dobbiamo riconoscere la gravit\u00e0 della situazione e la necessit\u00e0 di una ulteriore reazione per rafforzare le nostre economie oggi, al fine di metterle nelle migliori condizioni per una rapida ripartenza domani. Questo richiede l\u2019attivazione di tutti i comuni strumenti fiscali a sostegno degli sforzi nazionali e a garanzia della solidariet\u00e0 finanziaria, specialmente nell\u2019Eurozona.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">In particolare, dobbiamo lavorare su\u00a0<strong>uno strumento di debito comune<\/strong>\u00a0emesso da una Istituzione dell\u2019UE per\u00a0<strong>raccogliere risorse sul mercato<\/strong>\u00a0sulle stesse basi e a beneficio di tutti gli Stati Membri, garantendo in questo modo il finanziamento stabile e a lungo termine delle politiche utili a contrastare i danni causati da questa pandemia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Vi sono valide ragioni per sostenere tale strumento comune, poich\u00e9 stiamo tutti affrontando uno\u00a0<strong>shock simmetrico esogeno, di cui non \u00e8 responsabile alcun Paese<\/strong>, ma le cui conseguenze negative gravano su tutti. E dobbiamo rendere conto collettivamente di una risposta europea efficace ed unita. Questo strumento di debito comune dovr\u00e0 essere di dimensioni sufficienti e a lunga scadenza, per essere pienamente efficace e per evitare rischi di rifinanziamento ora come nel futuro.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">I fondi raccolti saranno destinati a finanziare, in tutti gli Stati Membri, i necessari investimenti nei sistemi sanitari e le politiche temporanee volte a proteggere le nostre economie e il nostro modello sociale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Con lo stesso spirito di efficienza e solidariet\u00e0, potremo esplorare altri strumenti all\u2019interno del bilancio UE, come un fondo specifico per spese legate alla lotta al Coronavirus, almeno per gli anni 2020 e 2021, al di l\u00e0 di quelli gi\u00e0 annunciati dalla Commissione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Dando un chiaro messaggio di voler affrontare tutti assieme questo shock unico, rafforzeremmo l\u2019Unione Economica e Monetaria e, soprattutto, invieremmo un fortissimo segnale ai nostri cittadini circa la cooperazione determinata e risoluta con la quale l\u2019Unione Europea \u00e8 impegnata a fornire una risposta efficace ed unitaria.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Abbiamo inoltre bisogno di preparare assieme \u201cil giorno dopo\u201d e\u00a0<strong>riflettere sul modo in cui organizziamo le nostre economie attraverso i nostri confini, le catene di valore globale, i settori strategici, i sistemi sanitari, gli investimenti comuni e i progetti europei<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Se vogliamo che l\u2019Europa di domani sia all\u2019altezza delle sue storiche aspirazioni, dobbiamo agire oggi e preparare il nostro futuro comune. Apriamo pertanto il dibattito ora e andiamo avanti, senza esitazione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Firmato da<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>Sophie Wilm\u00e8s, Primo Ministro del Belgio<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>Emmanuel Macron, Presidente della Repubblica francese\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>Kyriakos Mitsotakis, Primo Ministro of Greece<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>Leo Varadkar, Primo Ministro of Ireland<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri italiano<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>Xavier Bettel, Primo Ministro del Lussemburgo<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>Ant\u00f3nio Costa, Primo Ministro\u00a0del Portogallo<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>Janez Jan\u0161a , Primo Ministro della Slovenia<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em><br \/>\nPedro S\u00e1nchez, Primo Ministro della Spagna<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Un breve commento.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Cosa si sta dicendo qui? Che la crisi da coronavirus in corso \u00e8 esterna e non \u00e8 colpa di nessuno, che per affrontarla si interromperanno gli scambi e disgregheranno le \u201ccatene del valore\u201d (ovvero la connessione di fornitori e clienti di ogni singola impresa), che nello sforzo di canalizzare le risorse contro l\u2019aggressione virale ci sono aziende strategiche e non, che le prime vanno tenute in attivit\u00e0 e protette dalle possibili aggressioni ostili, che i danni per i cittadini e l\u2019economia vanno compensati da spesa pubblica, che per farla serve che ci sia un\u2019emissione di titoli di debito comune, garantita in solido.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Nel luogo della lettera in cui si arriva al punto, e si chiede\u00a0<em>uno strumento di debito comune<\/em>, alle medesime condizioni e per tutti, la frase successiva risponde all\u2019obiezione luterana sempre ripetuta, che il debito \u00e8 colpa e<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Qui il caso \u00e8 diverso, nessun paese \u00e8 responsabile.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Quindi la lettera accende una piccola luce sul futuro e specifica che da ora bisogner\u00e0 \u201corganizzare le economie\u201d, ovvero le catene del valore globali, i settori strategici, i sistemi sanitari e gli investimenti comuni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Dunque nel campo di battaglia si \u00e8 schierato un esercito, ed ha dichiarato le sue intenzioni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Al contempo \u00e8 sceso in campo un generale, Mario Draghi sul Financial Times, ha scritto un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/c6d2de3a-6ec5-11ea-89df-41bea055720b?shareType=nongift&amp;fbclid=IwAR0wTUQHHAeO2f2ufBj1cjOF0tpFKI6eQSapg-DdwB9N4UBUymwH3S-RHy4\">articolo<\/a>\u00a0di grande decisione e rilevanza.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\n\u201cLa pandemia di coronavirus \u00e8 una <strong>tragedia umana di proporzioni potenzialmente bibliche<\/strong>. Molti oggi vivono nella paura della propria vita o in lutto per i propri cari. Le azioni intraprese dai governi per evitare che i nostri sistemi sanitari vengano travolti sono coraggiose e necessarie. Devono essere supportati.\u00a0 Ma queste azioni comportano anche\u00a0<strong>un costo economico enorme e inevitabile<\/strong>. Mentre molti affrontano una perdita di vite umane, molti altri affrontano una perdita di sostentamento. Giorno dopo giorno, le notizie economiche stanno peggiorando. Le aziende affrontano una perdita di reddito nell&#8217;intera economia. Molti stanno gi\u00e0 ridimensionando e licenziando i lavoratori.\u00a0<strong>Una profonda recessione \u00e8 inevitabile<\/strong>.\u00a0 La sfida che affrontiamo \u00e8 come agire con sufficiente forza e velocit\u00e0 per evitare che la recessione si trasformi in una depressione prolungata, resa pi\u00f9 profonda da una pletora di valori predefiniti che lasciano danni irreversibili. \u00c8 gi\u00e0 chiaro che\u00a0<strong>la risposta deve comportare un aumento significativo del debito pubblico<\/strong>.\u00a0<strong>La perdita di reddito sostenuta dal settore privato &#8211; e qualsiasi debito accumulato per colmare il divario &#8211; deve alla fine essere assorbita, in tutto o in parte, dai bilanci pubblici.<\/strong>\u00a0Livelli di debito pubblico molto pi\u00f9 elevati diventeranno una\u00a0<strong>caratteristica permanente<\/strong>\u00a0delle nostre economie e saranno accompagnati dalla\u00a0<strong>cancellazione del debito privato<\/strong><em>.\u00a0 \u00c8 il ruolo corretto dello stato utilizzare il proprio bilancio per proteggere i cittadini e l&#8217;economia dagli shock di cui il settore privato non \u00e8 responsabile e che non pu\u00f2 assorbire.\u00a0<\/em>Gli Stati l&#8217;hanno sempre fatto di fronte alle emergenze nazionali. Le guerre &#8211; il precedente pi\u00f9 rilevante &#8211; sono state finanziate da aumenti del debito pubblico. Durante la prima guerra mondiale, in Italia e Germania tra il 6 e il 15% delle spese di guerra in termini reali fu finanziato dalle tasse. In Austria-Ungheria, Russia e Francia, nessuno dei costi continui della guerra furono pagati con le tasse. Ovunque, la base imponibile \u00e8 stata erosa dai danni di guerra e dalla coscrizione. Oggi \u00e8 a causa dell&#8217;angoscia umana della pandemia e della chiusura.\u00a0\u00a0<strong>La domanda chiave non \u00e8 se ma come<\/strong>\u00a0lo Stato dovrebbe mettere a frutto il proprio bilancio. La priorit\u00e0 non deve essere solo quella di fornire un reddito di base a coloro che perdono il lavoro. Dobbiamo innanzitutto\u00a0<strong>proteggere le persone dalla perdita del lavoro<\/strong>. In caso contrario, emergeremo da questa crisi con un&#8217;occupazione e una capacit\u00e0 permanentemente inferiori, poich\u00e9 le famiglie e le aziende lottano per riparare i propri bilanci e ricostruire le attivit\u00e0 nette. I sussidi per l&#8217;occupazione e la disoccupazione e il rinvio delle tasse sono passi importanti che sono gi\u00e0 stati introdotti da molti governi. Ma proteggere l&#8217;occupazione e la capacit\u00e0 produttiva in un momento di drammatica perdita di reddito richiede un\u00a0<strong>immediato sostegno di liquidit\u00e0<\/strong>. Ci\u00f2 \u00e8 essenziale per tutte le imprese per coprire le proprie spese operative durante la crisi, siano esse grandi aziende o ancora di pi\u00f9 piccole e medie imprese e imprenditori autonomi. Diversi governi hanno gi\u00e0 introdotto misure di benvenuto per incanalare la liquidit\u00e0 verso le imprese in difficolt\u00e0. Ma \u00e8 necessario un approccio pi\u00f9 completo.\u00a0 Mentre diversi paesi europei hanno diverse strutture finanziarie e industriali, l&#8217;unico modo efficace per entrare immediatamente in ogni falla dell&#8217;economia \u00e8 di mobilitare completamente i loro interi sistemi finanziari: mercati obbligazionari, principalmente per grandi societ\u00e0, sistemi bancari e in alcuni paesi anche le poste sistema per tutti gli altri. E deve essere fatto immediatamente, evitando ritardi burocratici.\u00a0<strong>Le banche in particolare si estendono in tutta l&#8217;economia e possono creare denaro istantaneamente consentendo scoperti di conto corrente o aprendo linee di credito<\/strong>.\u00a0 Le banche devono prestare rapidamente\u00a0<strong>fondi a costo zero<\/strong>\u00a0alle societ\u00e0\u00a0<strong>disposte a salvare posti di lavoro<\/strong>.\u00a0<em>Poich\u00e9 in questo modo stanno diventando un veicolo per le politiche pubbliche<\/em>, il capitale necessario per svolgere questo compito deve essere fornito dal governo sotto forma di garanzie statali su tutti gli ulteriori scoperti o prestiti.\u00a0<strong>N\u00e9 la regolamentazione n\u00e9 le regole di garanzia dovrebbero ostacolare la creazione di tutto lo spazio necessario nei bilanci bancari a tale scopo<\/strong>. Inoltre, il costo di queste garanzie non dovrebbe essere basato sul rischio di credito della societ\u00e0 che le riceve, ma dovrebbe essere zero indipendentemente dal costo del finanziamento del governo che le emette.\u00a0 Le aziende, tuttavia, non attingeranno al supporto di liquidit\u00e0 semplicemente perch\u00e9 il credito \u00e8 economico. In alcuni casi, ad esempio le aziende con un portafoglio ordini, le loro perdite possono essere recuperabili e quindi ripagheranno il debito. In altri settori, probabilmente non sar\u00e0 cos\u00ec. Tali societ\u00e0 potrebbero essere ancora in grado di assorbire questa crisi per un breve periodo di tempo e aumentare il debito per mantenere il proprio personale al lavoro. Ma le loro perdite accumulate rischiano di compromettere la loro capacit\u00e0 di investire in seguito. E, se l&#8217;epidemia di virus e i blocchi associati dovessero durare, potrebbero realisticamente rimanere in attivit\u00e0 solo se il debito raccolto per mantenere le persone impiegate in quel periodo\u00a0<strong>fosse infine cancellato<\/strong>.\u00a0 O i governi compensano i mutuatari per le loro spese, o quei mutuatari falliranno e la garanzia sar\u00e0 resa valida dal governo. Se il rischio morale pu\u00f2 essere contenuto, il primo \u00e8 migliore per l&#8217;economia. Il secondo percorso sar\u00e0 probabilmente meno costoso per il budget. Entrambi i casi porteranno i governi ad assorbire una grande parte della perdita di reddito causata dalla chiusura, se si vogliono proteggere posti di lavoro e capacit\u00e0.\u00a0\u00a0<strong>I livelli del debito pubblico saranno aumentati<\/strong>. Ma l&#8217;alternativa &#8211; una distruzione permanente della capacit\u00e0 produttiva e quindi della base fiscale &#8211; sarebbe molto pi\u00f9 dannosa per l&#8217;economia e infine per il credito pubblico. Dobbiamo anche ricordare che,\u00a0<strong>visti i livelli attuali e probabilmente futuri dei tassi di interesse, un tale aumento del debito pubblico non aumenter\u00e0 i suoi costi di servizio<\/strong>.\u00a0 Per alcuni aspetti, l&#8217;Europa \u00e8 ben equipaggiata per affrontare questo straordinario shock. Ha una struttura finanziaria granulare in grado di incanalare i fondi verso ogni parte dell&#8217;economia che ne ha bisogno. Ha un forte settore pubblico in grado di coordinare una risposta politica rapida.\u00a0<strong>La velocit\u00e0 \u00e8 assolutamente essenziale per l&#8217;efficacia<\/strong>. Di fronte a circostanze impreviste, un cambiamento di mentalit\u00e0 \u00e8 necessario in questa crisi come lo sarebbe in tempi di guerra. Lo shock che stiamo affrontando non \u00e8 ciclico.\u00a0<strong>La perdita di reddito non \u00e8 colpa di nessuno di coloro che ne soffrono<\/strong>. Il costo dell&#8217;esitazione pu\u00f2 essere irreversibile. Il ricordo delle sofferenze degli europei negli anni &#8217;20 \u00e8 abbastanza una storia di ammonimento.\u00a0 La velocit\u00e0 del deterioramento dei bilanci privati \u200b\u200b- causata da una chiusura economica che \u00e8 sia inevitabile che desiderabile &#8211; deve essere soddisfatta della stessa velocit\u00e0 nello schierare i bilanci pubblici, mobilitare le banche e, in quanto europei, sostenersi a vicenda nella ricerca di evidentemente una causa comune\u201d.Leggiamolo:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Se i nove governi affermano che non \u00e8 colpa di nessuno e che bisogna sia sostenere sia ristrutturare le economie europee, ma ragionano in termini di capitali da raccogliere sul mercato a condizioni di mercato, sia pure eguali per tutti, Draghi dice una cosa diversa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Intanto ricolloca la crisi che nel paludato linguaggio delle segreterie era solo \u201csenza precedenti\u201d, come \u201ctragedia di proporzioni bibliche\u201d. Dichiara il costo economico essere al contempo \u201cenorme ed inevitabile\u201d e la recessione sia \u201cprofonda\u201d sia \u201cinevitabile\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Abbiamo dunque al primo passaggio della sua stringente logica un costo economico \u201cenorme\u201d ed una recessione \u201cprofonda\u201d (che potrebbe mutare in \u201cdepressione\u201d<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>)\u00a0<em>entrambe inevitabili<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">A ci\u00f2 che \u00e8 inevitabile bisogna rispondere inevitabilmente. E qui si diventa perentori, \u201cla risposta\u00a0<em>deve<\/em>\u00a0comportare un aumento significativo del debito pubblico\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">E perch\u00e9?\u00a0<em>La bomba arriva esattamente a questo passaggio<\/em>. Anni di controinformazione, analisi condotte con il metodo dei saldi settoriali, insistenza sul debito privato e sulla eccessiva valutazione di quello pubblico ottengono improvvisamente piena legittimazione. A decine di servili ripetitori del senso comune economico devono essere scoppiate le orecchie: \u201cla perdita di reddito sostenuta dal settore privato &#8211; e qualsiasi debito accumulato per colmare il divario &#8211; deve alla fine essere assorbita, in tutto o in parte, dai bilanci pubblici\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ripetiamo:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<strong>le perdite del settore privato ed i debiti accumulati, devono essere assorbiti dai bilanci pubblici<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">E il \u201cmoral hazard\u201d? E la \u201ccolpa\u201d? E \u2026 l\u2019horror vacui qui colpisce anche buona parte della sinistra storica, che ha inconsapevolmente interiorizzato una versione della narrativa ordoliberale, immaginando che lo stato debba essere \u201caustero\u201d perch\u00e9 l\u2019economia sia \u201csana\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Cosa accade se, in condizioni date come queste, le perdite anche esse inevitabili (e, come vedremo, senza colpa) del settore privato, cittadini e imprese, sono assorbite nei bilanci pubblici? Che il debito pubblico sale, che sale in modo \u201cpermanente\u201d, e che il debito privato viene \u201ccancellato\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">C\u2019\u00e8 una glossa di teoria, \u201c\u00c8 il ruolo corretto dello stato utilizzare il proprio bilancio per proteggere i cittadini e l&#8217;economia dagli shock di cui il settore privato non \u00e8 responsabile e che non pu\u00f2 assorbire\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Quindi \u00e8 inevitabile, si deve agire, tramite l\u2019espansione del debito pubblico.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Come? Qui c\u2019\u00e8 il punto. Il \u201cse\u201d \u00e8 superato. Restano alcune cose:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">&#8211;\u00a0 \u00a0\u00a0non fornire solo reddito di base (es, helicopter money), ma proteggere le persone dalla perdita del lavoro,<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">&#8211;\u00a0 \u00a0\u00a0garantire sostegno alla liquidit\u00e0 immediato,<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Arriva\u00a0<em>la seconda bomba<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">In una strategia rivolta a garantire liquidit\u00e0 all\u2019economia reale, imprese e famiglie, Draghi propone di utilizzare le banche, che sono capillarmente diffuse. E propone che queste aprano linee di credito e scoperti di conto corrente, immediatamente e senza aspettare liquidit\u00e0 (quindi senza aspettare la Bce o altri), perch\u00e9 queste \u201cpossono creare denaro istantaneamente\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ripetiamo:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<strong>\u201cLe banche\u00a0<\/strong>\u2026\u00a0<strong>possono creare denaro istantaneamente\u00a0<\/strong>consentendo scoperti di conto corrente o aprendo linee di credito<strong>\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">E le riserve? E il buon padre di famiglia? E \u2026 anche qui l\u2019horror vacui colpisce buona parte della sinistra storica, che non lo sapeva ma era rimasta ai tempi del dollaro-oro.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">In sostanza le banche devono prestare soldi creati dal nulla, istantaneamente, a imprese che conservano l\u2019occupazione. E lo devono fare\u00a0<strong>a costo zero<\/strong>. La ragione \u00e8 che le imprese, non licenziando, sostituiscono il pubblico che in caso diverso dovrebbe intervenire garantendo un reddito ed un lavoro.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ovviamente il denaro si crea dal nulla, ma deve essere restituito (schematicamente una banca apre una scrittura contabile, che ad un certo punto deve essere chiusa), e quindi prestare a costo zero lascia impregiudicato l\u2019assorbimento del danno delle mancate restituzioni. Serve qualcuno che faccia fronte e chiuda le scritture. Per questo il governo nello schema di Draghi non impegna denaro immediato per sostenere l\u2019occupazione, ma presta garanzie alle banche per coprire il loro rischio. Ed il costo di queste garanzie, anche esso, deve essere zero.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Questa \u00e8\u00a0<em>la terza bomba<\/em>, comincia ad assomigliare ad un bombardamento a tappeto. Il costo zero \u00e8 come l\u2019illimitato, sono altri due tab\u00f9. Si deve guadagnare dal sudore della fronte.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Ripetiamo, \u201cil costo di queste garanzie non dovrebbe essere basato sul rischio di credito della societ\u00e0 che le riceve, ma dovrebbe\u00a0<strong>essere zero<\/strong>\u00a0indipendentemente dal costo del finanziamento del governo che le emette\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">C\u2019\u00e8 un problema, le regole prudenziali delle convenzioni di Basilea. Vanno sospese, \u201cN\u00e9 la regolamentazione n\u00e9 le regole di garanzia dovrebbero ostacolare la creazione di tutto lo spazio necessario nei bilanci bancari a tale scopo\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Abbiamo poi\u00a0<em>la quarta bomba<\/em>. Per alcune imprese e \u201cmutuatari\u201d, il debito alla fine\u00a0<strong>andrebbe cancellato<\/strong>. O tramite il fallimento e la copertura delle perdite da parte del governo o direttamente da questo lasciandole in vita.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Insomma, il debito pubblico salir\u00e0 per tenere in vita la societ\u00e0. L\u2019alternativa sarebbe peggiore. Ma salir\u00e0 come?<strong>\u00a0Senza aumentare i costi di servizio<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Qui non entra nel dettaglio, strettamente parlando un enorme incremento del debito pubblico, e la sua detenzione permanente, senza aumento dei costi del servizio di questo (ovvero in sostanza creando moneta) \u00e8 possibile se gli Stati emettono titoli a scadenza illimitata, non redimibili, ed a tasso zero e se la Banca Centrale li acquista e li detiene. Un simile titolo non \u00e8 \u201cdi mercato\u201d per definizione e corrisponde ad una monetizzazione del debito.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ogni altra soluzione aumenta i costi del servizio, soprattutto alla luce degli enormi volumi qui prefigurati.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ci\u00f2 non significa che i bilanci delle Banche Centrali (i titoli sarebbero poi da redistribuire pro quota nei vari bilanci) resteranno permanentemente \u2018gravati\u2019 da un attivo enorme, senza rendimento<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, ma che la progressiva espansione dell\u2019economia li renderebbe sempre meno rilevanti. In fondo il debito pubblico \u00e8 sempre stato riassorbito in questo modo, il suo vero problema \u00e8 esclusivamente il costo del suo servizio, ovvero il monte degli interessi annuali che lo stato paga<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Tutto ci\u00f2 va fatto in fretta, e senza remore, perch\u00e9,\u00a0<em>ultima bomba<\/em>: \u201cLa perdita di reddito\u00a0<strong>non \u00e8 colpa di nessuno<\/strong>\u00a0di coloro che ne soffrono\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\nAbbiamo un esercito che si \u00e8 schierato ed abbiamo un generale che sembra volerne prendere la testa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">La battaglia si combatter\u00e0 e penso che sar\u00e0 persa. Troppo forte \u00e8 l\u2019inerzia del pensiero unico ordoliberale (attenzione, non che questa posizione sia rivoluzionaria, \u00e8 comunque una variante di affidamento al mercato, ma con notevole incremento della presenza pubblica<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>). Nella scaramuccia di cavalleria dei giorni scorsi, in sede di Eurogruppo, \u00e8 stato chiaro l\u2019animus dell\u2019armata nordica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Mentre Peter Altmeier dichiara per la Germania che \u201cImpediremo una svendita degli interessi economici e industriali tedeschi\u201d (Wir werden einen Ausverkauf deutscher Wirtschafts- und Industrieinteressen verhindern) e, in inglese, in quanto rivolto oltre manica, \u201cGermany is not for sale\u201d, al contempo l\u2019Olanda e la Germania, unite, hanno rigettato ogni ipotesi di messa in comune del debito. Sempre Altmeir, cambiando oggetto, ha detto che \u201cla discussione sugli eurobond \u00e8 un dibattito sui fantasmi\u201d (Die Diskussion \u00fcber Euro-Bonds ist eine Gespensterdebatte) e ha aggiunto che \u201cdalla lezione degli anni &#8217;70 abbiamo imparato che lo Stato non pu\u00f2 salvare tutti\u201d e che \u201cl&#8217;Innovazione \u00e8 pi\u00f9 importante delle sovvenzioni\u201d (Innovation ist wichtiger als Subvention). Insomma, gli interessi economici e industriali tedeschi saranno sostenuti contro qualsiasi nemico, ma quelli degli altri devono restare esposti. Per gli altri vale il principio che non si sovvenziona.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Per s\u00e9 vale che \u201cil nostro scopo non \u00e8 solo proteggerci da acquisizioni nemiche (feindlichen<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>), ma anche evitare mancanza di capitale e di liquidit\u00e0\u201d, per gli altri, per i nemici, ovvero noi, solo se siamo capaci di farcela, se siamo \u201cinnovativi\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Lo scontro delle cavallerie, la classica scaramuccia di avvio, \u00e8 andato cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Oggi c\u2019\u00e8 la battaglia. Avremmo bisogno di Decimo Claudio Druso (detto \u201cgermanico\u201d), ma abbiamo solo Giuseppe Conte. Perderemo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ma non finir\u00e0 qui. I popoli nordici hanno una strana caratteristica: sembrano sempre vincere, perch\u00e9 hanno una grande capacit\u00e0 operativa, ma poi alla fine perdono sempre e rovinosamente, perch\u00e9 non avendo la forza sufficiente vogliono troppo e non lasciano nulla. Finiscono per coalizzare tutti contro di loro, ed anche allora continuano, dritti, come un caprone lanciato nella corsa e la testa bassa. Ora pensano di aggirare questo ostacolo, che la sorte ha posto davanti ai piedi, assorbendo i nostri capitali e le nostre aziende, come fecero con quelle della Germania dell&#8217;est<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>\u00a0quando cadde il muro e come hanno fatto per venti anni al tempo dell&#8217;euro.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>Ma tutto sta arrivando al suo termine<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><strong>[7]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Il mondo non \u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 quello della \u201cfine della storia\u201d tardo novecentesca<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>, il baricentro si sposta verso est e noi siamo geograficamente, culturalmente, storicamente meglio posizionati. Tra qualche tempo dovremo rovesciare le cartografie d&#8217;Europa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Tra dieci anni vedremo chi ha perso e chi ha vinto. Ma, come \u00e8 accaduto gi\u00e0 due volte, il prezzo per loro sar\u00e0 altissimo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0&#8211; Nel gergo economico una \u201crecessione\u201d \u00e8 un evento ciclico relativamente normale, una \u201cdepressione\u201d \u00e8 una stagnazione permanente e difficilmente risolvibile dell\u2019economia come quella del 29-39 aperta dalla crisi finanziaria e conclusa solo dalla seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0&#8211; Non sarebbe molto diverso se i titoli avessero un rendimento, una volta nel bilancio della banca centrale, perch\u00e9 questa deve restituire gli utili ai rispettivi Tesori. Come accade ora per la quota (20%) del debito gi\u00e0 detenuto e che potrebbe benissimo essere annullato senza alcuna conseguenza pratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0&#8211; Bisogna notare che questo pagamento di interessi, che in Italia \u00e8 attivato fino ad essere vicino ai cento miliardi, rappresenta un trasferimento netto di risorse dalla generalit\u00e0 dei cittadini ai renditieri che posseggono titoli di debito. \u00c8, insomma, un fattore tra i pi\u00f9 rilevanti di incremento delle ineguaglianze e uno strumento potente di redistribuzione verso l\u2019alto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0&#8211; L\u2019intero meccanismo proposto da Draghi \u00e8 preordinato a salvaguardia delle gerarchie sociali e nazionali attuali. Limita l\u2019intervento pubblico ad un consolidamento dello status dei rapporti di classe, si mette a salvaguardia del sistema delle imprese attuale, in qualche modo congelandolo. Certo, l\u2019alternativa \u00e8 diventare una colonia interna (ancora di pi\u00f9) del capitale nordico, ma ci\u00f2 che serve \u00e8 ben altro e molto pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0&#8211; Come giustamente scrive Vincenzo Costa\u00a0\u201cFeindlich\u201d allude a nemico, un termine che non si usa a cuor leggero. Non dice competitori: dice nemici. Allude al fatto che chi non riesce a proteggere la propria economia, chi non \u00e8 in grado di sostenerla in questo momento, diventer\u00e0 un terreno di conquista per altri. Perder\u00e0 il dominio sui settori strategici, la sovranit\u00e0 sulle scelte di politica economica: diventer\u00e0 una colonia. (cfr\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/vincenzo.costa.79025\/posts\/106587930990528\">https:\/\/www.facebook.com\/vincenzo.costa.79025\/posts\/106587930990528<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0&#8211; Si veda il testo di Vladimiro Giacch\u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0&#8211; Si veda \u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2020\/03\/riavviare-leconomia-in-cina-cronache.html\">Riavviare l\u2019economia in Cina, cronache del crollo<\/a>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0&#8211; Titolo del famoso libro di Francis Fukuyama.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2020\/03\/campo-di-battaglia-draghi-consiglio.html\">http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2020\/03\/campo-di-battaglia-draghi-consiglio.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di TEMPO FERTILE (Alessandro Visalli) &nbsp; Il Governo italiano ha inviato\u00a0una lettera\u00a0al Presidente del Consiglio Europeo che si riunisce oggi, sottoscritta da Emmanuel Macron (Francia), Pedro Sanchez (Spagna), Sophie Wilmes (Belgio), Kyriakos Mitsotakis (Grecia), Leo Varadkar (Irlanda), Xavier Bettel (Lussemburgo), Antonio Costa (Portogallo), Janez Jansa (Slovenia). Si parla di quasi la met\u00e0 degli stati dell\u2019eurozona (9 su 19), per un totale di 212 milioni di abitanti (64% dell\u2019area) e 7.800 mila miliardi di Pil (il&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":92,"featured_media":38863,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/A.Visalli.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-eQp","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/57065"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/92"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=57065"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/57065\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":57066,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/57065\/revisions\/57066"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/38863"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=57065"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=57065"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=57065"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}