{"id":5714,"date":"2012-01-28T08:00:30","date_gmt":"2012-01-28T08:00:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=5714"},"modified":"2012-01-28T08:00:30","modified_gmt":"2012-01-28T08:00:30","slug":"se-a-scuola-internet-rende-stupidi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=5714","title":{"rendered":"Se a scuola internet rende stupidi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>Raffaele Simone <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\">L<\/a><\/strong><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\">a Repubblica<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: rgb(34, 34, 34); mso-bidi-font-family: calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-ascii-font-family: calibri; mso-hansi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-fareast-language: it;\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Due spettri s&#39;aggirano per le scuole italiane: la lavagna interattiva e il tablet. Il primo &egrave; un apparecchio del tipo dell&#39;iPad, che si collega in rete e permette di leggere, ascoltare, vedere, scrivere, calcolare pi&ugrave; o meno come un computer, con la differenza che pesa solo qualche centinaio di grammi. La lavagna interattiva &egrave; un grande display che sembra una lavagna: ci si scrive con una penna speciale o col dito e quel che si scrive si pu&ograve; salvare, modificare, spedire&#8230; <o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: rgb(34, 34, 34); mso-bidi-font-family: calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-ascii-font-family: calibri; mso-hansi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-fareast-language: it;\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Da un po&#39; di tempo qualcuno ha stabilito che sono il futuro della scuola: nessuno sa di preciso chi abbia preso questa decisione ma sta di fatto che, appena un ministro s&#39;installa, dichiara che i due gadget sono indispensabili. Il ministro Profumo non fa eccezione: quando, appena arrivato, ha scoperto (dati Istat 2009) che a scuola (non a casa) i ragazzi che usano il computer sono solo il 4%, ha annunciato che, per rendere la scuola italiana pi&ugrave; &quot;moderna e visionaria&quot;, punta sulla diffusione di lavagna interattiva e tablet.<!--more--><br style=\"mso-special-character: line-break;\" \/><br \/>\n\t<br style=\"mso-special-character: line-break;\" \/><br \/>\n\t<\/font><\/font><\/span><span style=\"color: rgb(34, 34, 34); mso-bidi-font-family: calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-ascii-font-family: calibri; mso-hansi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-fareast-language: it;\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Quanto alla lavagna interattiva, basta vederla in funzione per capire che &egrave; un gadget inutile e fragilissimo. Il suo lavoro non &egrave; molto diverso da quello di una lavagna normale, quasi solo con la differenza che si pu&ograve; registrare quel che si &egrave; scritto. Il tablet &egrave; pi&ugrave; insidioso: date le sue maggiori possibilit&agrave; di uso (contiene libri elettronici e pu&ograve; operare come blocco per appunti, terminale telematico, strumento di precisione e altro), ha un appeal a cui &egrave; difficile resistere. <o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: rgb(34, 34, 34); mso-bidi-font-family: calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-ascii-font-family: calibri; mso-hansi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-fareast-language: it;\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Inoltre, siccome &egrave; &quot;connesso&quot;, spinge facilmente a credere che apra finestre su un mondo illimitato.<br \/>\n\tMa &egrave; davvero cos&igrave;? A parte l&#39;entit&agrave; dell&#39;investimento necessario per realizzare il proposito del ministro, il dibattito internazionale su questi temi &egrave; molto vivo. Pi&ugrave; di un analista dubita della reale utilit&agrave; di queste risorse nella scuola: a Clifford Stoll (autore qualche anno fa del durissimo saggio Confessioni di un eretico high&agrave;-tech; Garzanti) s&#39;&egrave; affiancato quest&#39;anno Nicholas Carr con un libro (in Italia da Raffaello Cortina) dal titolo eloquente: Internet rende stupidi? (La sua ovvia risposta &egrave;: &quot;S&igrave;, e non poco&quot;.) Altri argomenti ho portato io stesso in La Terza Fase.<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: rgb(34, 34, 34); mso-bidi-font-family: calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-ascii-font-family: calibri; mso-hansi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-fareast-language: it;\"><br \/>\n\t<font size=\"3\"><font face=\"Calibri\"> In ritardo su tutti gli aspetti della modernit&agrave;, la nostra scuola ha sempre mostrato la pi&ugrave; candida accoglienza verso mode (tutte, inutile dirlo, di origine statunitense) che si sono esaurite in un batter d&#39;occhi. A ricordarne alcune si entra nella pi&ugrave; plumbea archeologia culturale. Negli anni Settanta subimmo l&#39;inondazione del mito del test e della misurazione &quot;oggettiva&quot; delle prestazioni dei ragazzi; poi fu la volta degli &quot;obiettivi didattici&quot;, mediocre dottrina che costrinse per anni gli insegnanti a indicare ossessivamente gli &quot;obiettivi&quot; (scelti entro liste prestabilite) a cui la loro attivit&agrave; doveva puntare; infine la folle sbronza di &quot;istruzione programmata&quot;: in attesa dei computer (allora rarissimi) si progettavano noiosi fascicoli che ne scimmiottavano la logica. Ognuna di quelle ondate gener&ograve; corsi di aggiornamento, investimenti e carta straccia, senza dire del subbuglio che produsse nei professionisti e le famiglie. L&#39;apertura senza riserve a tablet e lavagne interattive (qualcuno studia anche le applicazioni educative del telefonino&#8230;) corre il rischio di essere un nuovo capitolo di questa storia di sudditanza.<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: rgb(34, 34, 34); mso-bidi-font-family: calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-ascii-font-family: calibri; mso-hansi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-fareast-language: it;\"><font face=\"Calibri\" size=\"3\">La cultura digitale &egrave; di certo un fenomeno pi&ugrave; importante delle mode precedenti. Ma, se non ci si pu&ograve; opporre alle innovazioni epocali, non &egrave; inevitabile accettarle senza sapere che cosa si sta facendo. Anche qui tra l&#39;altro la nostra scuola arriva in ritardo: mancata (negli anni Ottanta) la fase iniziale dei pc, ignorato (negli anni Novanta) l&#39;avvento della rete, ora cerca di acchiappare la pantera per la coda introducendo tablet a tappeto. Ma prima di fare una mossa simile &egrave; cruciale domandarsi che cosa comporta l&#39;introduzione massiccia della cultura digitale nella scuola. Risorsa formidabile in alcuni impieghi ma pericolosa in altri, &egrave; una potenzialit&agrave; ambivalente che richiede in ogni caso un governo e una gestione fermi e consapevoli. Basta menzionare un rischio tipico: la cultura digitale &egrave; uno dei pi&ugrave; temibili moventi di interruzione della concentrazione che si siano mai presentati nella storia, e si sa quanto la concentrazione sia cruciale nell&#39;apprendimento.<br \/>\n\tL&#39;entusiasmo di un ministro o di qualche dirigente scolastico (che trova magari esaltante il fatto che i tablet liberino i ragazzi del pesante zaino) &egrave; una motivazione ancora troppo tenue per giustificare una tardiva e radicale digitalizzazione della scuola.<\/font><\/span><span style=\"mso-bidi-font-family: calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-ascii-font-family: calibri; mso-hansi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Raffaele Simone La Repubblica Due spettri s&#39;aggirano per le scuole italiane: la lavagna interattiva e il tablet. Il primo &egrave; un apparecchio del tipo dell&#39;iPad, che si collega in rete e permette di leggere, ascoltare, vedere, scrivere, calcolare pi&ugrave; o meno come un computer, con la differenza che pesa solo qualche centinaio di grammi. La lavagna interattiva &egrave; un grande display che sembra una lavagna: ci si scrive con una penna speciale o col&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[100,6,85],"tags":[1780],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-1ua","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5714"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5714"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5714\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5714"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5714"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5714"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}