{"id":57140,"date":"2020-03-30T12:00:22","date_gmt":"2020-03-30T10:00:22","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=57140"},"modified":"2020-03-30T11:27:30","modified_gmt":"2020-03-30T09:27:30","slug":"dietro-le-quinte-sapelli-le-vere-strategie-di-draghi-macron-e-merkel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=57140","title":{"rendered":"DIETRO LE QUINTE\/ Sapelli: le vere strategie di Draghi, Macron e Merkel"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>IL SUSSIDIARIO<\/strong> <strong>(Giulio Sapelli)<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdnx.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/29\/macron_ue_bruxelles_lapresse_2019.jpg\" alt=\"Macron in Ue\" \/><br \/>\n<strong>Emmanuel Macron (LaPresse)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il vertice europeo si \u00e8 concluso con un nulla di fatto. Vince la linea tedesca del prendere tempo, aiutata anche da Macron. E adesso?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Di primo acchito, quando ho letto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/il-bazooka-di-draghi-su-ft-solo-lanti-rigore-puo-salvare-italia-e-ue-dal-disastro\/2001613\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span class=\"s2\">l\u2019articolo di Mario Draghi sul\u00a0<i>Financial Times<\/i><\/span><\/a>\u00a0ho pensato \u2013 e ahim\u00e8 \u2013 ho anche detto la prima cosa che non pu\u00f2 non venire alla mente: scrive su sollecitazione del\u00a0<i>soft power<\/i>\u00a0Usa. C\u2019\u00e8 stato, del resto, un precedente storicamente importantissimo che induce qualsiasi studioso poco attento (come per dodici ore sono stato io) a fare una simile osservazione. Il precedente fu la nomina di Mario Draghi a presidente della Bce anni or sono. Avevamo appreso delle pressioni Usa esercitate a questo proposito sulle \u00e9lites di Germania e Francia grazie al bellissimo libro di Timothy Geithner. Non un uomo qualunque, ma il segretario del Dipartimento del Tesoro Usa e presidente e Chief Executive Officer della Federal Reserve Bank of New York. Quando scrisse il libro era \u201cdistinguished fellow at Council on Foreign Relations\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Ora, per\u00f2, il contesto in cui si trova l\u2019Europa e in primo luogo in cui si trovano le due potenze (Germania e Francia) che ne dominano le sorti attraverso quella poliarchia senza Costituzione e senza banca centrale che \u00e8 l\u2019Ue, \u00e8 profondamente mutato, mutato politicamente, nelle sue societ\u00e0 politiche nazionali. Ma le sue istituzioni sono rimaste le stesse: istituzioni simili a quelle del cameralismo seicentesco\u2013settecentesco. Ossia istituzioni procedurali, simili ad amministrazioni indipendenti a cui manca l\u2019essenza stessa dell\u2019indipendenza, ossia un potere democratico che le sovrasti e le sovradetermini in ultima istanza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">L\u2019Unione Europea \u00e8 quello che \u00e8 divenuta sempre pi\u00f9, via via sin dal suo sorgere secondo le teorie funzionaliste che dirigono il processo di sottrazione della sovranit\u00e0 ai popoli \u201csenza che questi possano accorgersene\u201d, come disse il pi\u00f9 intelligente degli eredi di Jean Monnet: Giuliano Amato. Ossia un insieme di Stati legati l\u2019un con l\u2019altro, prima che da una moneta unica, da un insieme di trattati internazionali: trattati modificabili solo dopo defatiganti mediazioni che chiamerebbero in causa i presidenti di queste Repubbliche senza scettro monetario e quindi con un dimidiato potere fiscale: rimane solo l\u2019estrazione dell\u2019imposta e non la sovranit\u00e0 fiscale, che non si ha se non esiste quella monetaria. Essa, con il monopolio della forza, secondo Schumpeter, costituisce l\u2019essenza dello Stato, di qualsivoglia Stato: ma l\u2019Ue non \u00e8 uno Stato: \u00e8 un insieme di trattati tra Stati con sottrazioni di sovranit\u00e0 a geometria variabile.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Tutto ci\u00f2 non pu\u00f2 che dar vita a un gioco di specchi simile a quello che si \u00e8 verificato nel caso dell\u2019articolo di Mario Draghi. Infatti, quell\u2019articolo \u201cparla\u201d non \u201cper\u201d i nordamericani, ma \u201cper\u201d i tedeschi, ossia per il Governo declinante della Germania. S\u00ec: una luce si \u00e8 accesa nel mio cervello. Una luce che si \u00e8 accesa grazie al silenzio del governatore dal 2011 della Bundesbank: Jens Weidmann. Weidmann \u00e8 un giovane economista il cui profilo \u00e8 l\u2019essenza stessa dell\u2019intreccio tra cooperazione e competizione in cui sono avviluppate le storie delle nazioni dominanti dell\u2019Ue: Weidmann si \u00e8 formato all\u2019Universit\u00e9 Paul C\u00e9zanne di Aix\u2013Marseille III. Eppure \u00e8 il Caronte creato dal potere visionario del Sommo Poeta: il dottor Weidmann impegnato in una pluriennale polemica con Draghi e le sue misure che senza dubbio sono state irrispettose dell\u2019<i>esprit des lois<\/i>, ossia dello statuto della Bce che Draghi ha presieduto con tutto il vigore simile a quello di un presidente della Federal Reserve\u2026 senza Federal Reserve. Ebbene: questa volta Caronte non ha esclamato, non ha gridato come si fa nel terzo canto dell\u2019<i>Inferno<\/i>: \u201cGuai a voi, anime prave!\u201d. Tutto calmo: non una mossa negativa da parte tedesca, ma solo un rimandare, un prendere tempo, un troncare e sopire di manzoniana memoria. Certo, qualche frase ingiuriosa degli olandesi e dei tedeschi non accorti (\u201cGli spagnoli e gli italiani debbono inginocchiarsi\u201d\u2026) che ci hanno ricordato eventi tristi e sanguinari che non si ripeteranno pi\u00f9.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Ma per il resto una calma\u2026 pandemica che non pu\u00f2 che portarci alla rovina. Si \u00e8 creata una a\u2013sincronia temporale terribile: ci\u00f2 che capita quando si verificano le grandi catastrofi storiche. Questa \u00e8 l\u2019aria che si respira in Europa. La nazione tedesca ha sottovalutato il coronavirus: \u00e8 innegabile. Angela Merkel annunci\u00f2 con glaciale sicumera che bisognava prepararsi al 60% dei contagiati e gli olandesi, i danesi, i finlandesi e tutte le nazioni nordiche e anseatiche continuano a sottovalutare il problema della pandemia. Pare che sia una questione per popolazioni non frugali, dispendiose anche nella gioia di vivere e di sopravvivere, sempre esagerata, di popoli tra i quali si pu\u00f2 solo trascorrere la vacanza e nulla di pi\u00f9.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">E qui sorge la stella\u2026 cadente di Macron: un\u2019altra volta. Dinanzi alla paralisi europea, con il documento sottoscritto tra nove nazioni europee, tra cui la Francia, che richiedevano misure eccezionali contro la pandemia, la Francia si \u00e8 poi accodata al prendere tempo dei tedeschi (dieci giorni possono essere fatali) e \u2013 di contro \u2013 Macron si rivolge a Trump. E si candida lui a mediatore con gli Usa. Lo stesso Macron che aveva offerto la sua protezione nucleare agli europei tutti e ai tedeschi in primis e anche alle nazioni prima dominate dall\u2019imperialismo sovietico, quelle nazioni dove si sta costruendo un nuovo potere Nato in Europa quale mai si \u00e8 vista da dopo la Seconda guerra mondiale.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Macron, cos\u00ec facendo, scava un\u2019altra faglia geopolitica nell\u2019intreccio interstatale europeo e questa volta sul fronte geo\u2013politico: dice ai tedeschi, che guardano sempre pi\u00f9 alla Cina sul fronte delle relazioni internazionali e commerciali, pandemia o non pandemia, che la Francia \u00e8 il nuovo potere di mediazione con gli Usa. Gli Usa, ora impegnati nella pi\u00f9 grande operazione anti\u2013crisi della loro storia dopo il New Deal, stanziano 2mila miliardi di dollari per difendere tanto la domanda quanto l\u2019offerta, dai disoccupati ai lavoratori stagionali e interinali sino alle imprese e alle banche. Un\u2019operazione possibile, appunto, con l\u2019intervento dello Stato imprenditore e una banca centrale, quell\u2019istituzione indipendente che gli Stati europei che aderiscono all\u2019Ue non hanno, di cui non dispongono per obbedire ai comandi tedeschi che ora rivelano tutta la loro debolezza creatrice ma anche tutta la loro forza distruttrice.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">La Germania sta vedendo decadere la sua societ\u00e0 politica, prima che il suo sistema politico, con una velocit\u00e0 impressionante, come dimostrano da ultimo le elezioni in Turingia. Ma \u00e8 tutto il Partito popolare europeo che sta decadendo: solo Orb\u00e1n continua a tenere elettoralmente, mentre chi conta nel Ppe sono i croati e lettoni, non certo pi\u00f9 i tedeschi come un tempo. Il Centro tedesco profondamente colpito dalla decadenza non solo fisica della cancelliera Merkel alla fine della sua carriera di grande tattica ma di misera stratega, il fallimento della delfina designata Annegret Kramp\u2013Karrenbauer, i risultati disastrosi in sede europea con la mancata nomina a presidente della Commissione di Manfred Weber e la sua sostituzione con la sbiadita figura della von der Leyen sono stati fatali. Quest\u2019ultima manca dello status necessario per parlare da pari a pari con i primi ministri e politici consumati.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Una caduta di status pari solo a quella che porta con s\u00e9 Charles Yves Michel: un ex primo ministro belga che non riesce a evitare gaffe su gaffe (l\u2019ultima \u00e8 stata quella ad Addis Abeba, dove \u00e8 giunto a dire che nessuna delle nazioni europee ha mai avuto un passato coloniale, suscitando ilarit\u00e0 e rabbia insieme). Ma in ogni caso i tedeschi continuano a credere in una societ\u00e0 politica fondata sui partiti di massa e rimproverano a Macron con il suo bonapartismo ormai in pezzi di aver distrutto una delle pi\u00f9 formidabili macchine dei partiti mondiali, quella francese, e di aver cos\u00ec aperto una possibile vittoria presidenziale a Marine Le Pen con temibili conseguenze per tutto l\u2019establishment tecnocratico e partitico europeo dominante.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Una situazione inedita si staglia dinanzi a noi. Per la prima volta nella storia europea\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/dis-unione-europea-riuscira-il-coronavirus-a-non-farci-morire-tedeschi\/2002083\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span class=\"s2\">un Consiglio<\/span><\/a>\u00a0si \u00e8 chiuso senza neppure la votazione del comunicato finale. Eppure sono tempi pandemici: di allarme pandemico! Di solito i finlandesi e gli olandesi preparavano un testo che tutti approvavano con mugugni e ribellioni solo a parole. Questa volta \u00e8 successo l\u2019imprevedibile. Nove nazioni europee hanno presentato una dichiarazione comune in cui di fatto sconfessavano le stesse istituzioni economiche europee chiedendo una condivisione del debito. I firmatari sono: Spagna, Italia e Francia \u2013 che assume di fatto la guida di una potenziale Europa Latina (ricordate Alexandre Koyr\u00e9?) \u2013 e poi Malta, Portogallo, Grecia, Slovenia e Irlanda.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Due novit\u00e0 importanti: la Slovenia, che deve la sua stessa nascita come nazione alla Germania, quando si scatenarono le guerre balcaniche per via del riconoscimento non concordato da parte tedesca della Croazia, che diede vita al domino di sangue che sappiamo e che continuiamo a dimenticare quando affermiamo che l\u2019Europa unita ci ha preservato dalla guerra \u2013 a meno che non si considerino i popoli balcanici non europei\u2026 ma forse si \u00e8 solo ignoranti e succubi di un esorcismo tra il magico e il diabolico \u2013, abbandona il blocco tedesco\u2013anseatico: \u00e8 un avvenimento geopolitico importantissimo perch\u00e9 \u00e8 in un plesso minacciato dal dominio cinese, alleato \u2013 com\u2019\u00e8 noto \u2013 della Germania. Trieste \u00e8 a due passi\u2026 E poi l\u2019Irlanda, che muta la sua posizione storica alleandosi con i \u201cribelli\u201d e di fatto offrendo una chance al Regno Unito per le trattative del dopo Brexit, fatto prima impensabile.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Nonostante ci\u00f2 la Francia ha ritirato di fatto la sua firma dalla lettera dei nove e ha aderito alla linea tedesca, il che vuol dire oggi prendere tempo. Il massimo dell\u2019incoscienza. Di nuovo si apre, sotto questa pioggia, l\u2019ombrello francese. Ma finisce per essere un gioco stucchevole, perch\u00e9 a reggere l\u2019ombrello \u00e8 un capo politico screditato e debolissimo. L\u2019ennesima dimostrazione dell\u2019inesistenza politica dell\u2019Europa, che \u00e8 solo un insieme di Stati competitivi e non cooperativi.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">\u00c8 crollato il mondo, ma rimane il nodo di che cosa fare sul piano economico. Le societ\u00e0 si salvano certo con la scienza della riproduzione \u2013 ossia la medicina anti\u2013pandemica \u2013, ma se vogliamo che esse si riproducano non ritornando indietro di secoli occorre garantire anche la produzione sociale, ossia la fuoriuscita da una recessione economica che \u00e8 gi\u00e0 iniziata. Ebbene: \u00e8 ora di dire che le misure di aggiustamento dell\u2019Ue non funzionano pi\u00f9 in caso di pandemia quando si arresta sia la domanda che l\u2019offerta.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">La circolazione della moneta non basta se non si sostengono le imprese e quindi il capitale fisso che d\u00e0 la possibilit\u00e0 al profitto di crescere e di continuare a prodursi cos\u00ec da trasformarsi, con il plusvalore, in salari e quindi in solvibilit\u00e0 della domanda. Il keynesismo non basta. Soffre della stessa illusione delle politiche europee di aggiustamento fondate su garanzie creditizie fruttibili: sono esse che conducono a tagliare prezzi e salari e quindi la domanda e a distruggere l\u2019offerta creando indebitamento che si trasforma poi in vendita a bassi prezzi degli asset degli Stati dominati, come la Grecia insegna.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Deve aprirsi una nuova stagione, debbono porsi le basi per rifondare l\u2019Europa.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/dietro-le-quinte-sapelli-le-vere-strategie-di-draghi-macron-e-merkel\/2002460\/\">https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/dietro-le-quinte-sapelli-le-vere-strategie-di-draghi-macron-e-merkel\/2002460\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL SUSSIDIARIO (Giulio Sapelli) \u00a0 Emmanuel Macron (LaPresse) &nbsp; Il vertice europeo si \u00e8 concluso con un nulla di fatto. 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