{"id":57165,"date":"2020-03-31T03:07:31","date_gmt":"2020-03-31T01:07:31","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=57165"},"modified":"2020-03-31T10:08:41","modified_gmt":"2020-03-31T08:08:41","slug":"coronavirus-e-crisi-economica-intervista-a-fabrizio-tringali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=57165","title":{"rendered":"Coronavirus e crisi economica: intervista a Fabrizio Tringali"},"content":{"rendered":"<p>di FRANCESCO PUPPATO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mondo si ferma, c\u2019\u00e8 qualcosa che cambia. Cambia un virus, che muta cos\u00ec velocemente da rendere difficilissimo lo studio per una medicina adeguata al contrasto; cambiano, con lui, tutte le nostre abitudini. Lo stato d\u2019emergenza \u00e8 stato dichiarato, la quarantena imposta. I limiti delle persone, dettati dal decreto. Tutti si spaventano per la salute propria e per quella dei propri familiari. Tutti si preoccupano di ci\u00f2 che verr\u00e0 dopo. S\u00ec, perch\u00e9 un dopo arriver\u00e0, ne siamo tutti certi, ma con che conseguenze dovremo combattere? Stiamo assistendo al blocco dell\u2019economia mondiale; partite iva, liberi professionisti, aziende di ogni forma e dimensione: tutti si chiedono \u201cperderemo il lavoro?\u201d Gli Stati stanno mettendo in campo dei pacchetti anti-crisi, con importi e modalit\u00e0 differenti. Basteranno?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne abbiamo parlato con il dott. Fabrizio Tringali, scienziato politico, autore del saggio <em>La trappola dell\u2019euro<\/em>\u00a0e del blog \u201cBadiale&amp;Tringali\u201d, entrambi scritti a quattro mani con il professor Marino Badiale, ordinario di matematica presso l\u2019Universit\u00e0 di Torino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dott. Tringali, come valuta i pacchetti messi in campo dai vari Paesi?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPer il momento si tratta prevalentemente di annunci, per\u00f2 alcune indicazioni chiare le possiamo gi\u00e0 trarre: ci sono paesi come gli USA e la Gran Bretagna, che si impegnano a sostenere con ogni mezzo la propria economia nazionale. Annunciano stanziamenti di dimensioni storiche, destinati non solo alle imprese, ma anche direttamente ai lavoratori. In Italia si chiude tutto (giustamente) ma a farne le spese sono i lavoratori, i commercianti, i professionisti. Conte si limita a dire genericamente che \u201cIl governo ci sar\u00e0\u201d, ma non dice cosa far\u00e0 concretamente per proteggere gli italiani dalla crisi. Le misure fin qui varate sono una goccia nel mare, cos\u00ec come quelle annunciate per il prossimo futuro. E intanto l\u2019Unione Europea non d\u00e0 risposte, perch\u00e9 ogni misura solidale \u00e8 bloccata dai paesi del nord. Il messaggio che ne esce \u00e8 chiaro: i governi americano e britannico ci sono, quelli italiano ed europeo no.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nello specifico, in Italia, secondo lei di cosa avremmo bisogno?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDi un governo che si assuma la responsabilit\u00e0 di garantire tutto il denaro necessario a rimettere in moto l\u2019economia. In questo momento \u00e8 impossibile preventivare la cifra, ma di certo si tratta di numeri largamente superiori a quelli di cui sta parlando Conte. Massicci aiuti alle imprese ed ai lavoratori (dipendenti ed autonomi) saranno necessari, ma non basteranno. Il tessuto produttivo far\u00e0 comunque fatica a riprendersi. Ci saranno licenziamenti. Fra chi non perder\u00e0 il lavoro, tanti avranno salario decurtato, magari parzialmente integrato con ammortizzatori sociali. Andiamo quindi verso un vistoso calo della domanda. Nel settore privato, fra le imprese che riusciranno a sopravvivere, ben poche saranno quelle disposte ad assumere. Rischiamo una crisi spaventosa. Se ne potr\u00e0 uscire solo mandando al diavolo l\u2019ideologia del \u201clibero mercato\u201d e riportando lo Stato al posto che gli compete, cio\u00e8 quello di regolatore dell\u2019economia nazionale.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dunque, se capisco bene, dal suo punto di vista serve un piano di assunzioni pubbliche su larga scala. In quali settori?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNon ci \u00e8 bastata la lezione per capirlo? Sanit\u00e0 innanzitutto, ed istruzione. E poi investimenti nei trasporti (da Alitalia, al trasporto su rotaia, fino al trasporto pubblico locale). I viaggi da e per l\u2019estero, ma anche i commerci internazionali, saranno difficili. Bisogner\u00e0 sostenere i produttori locali e il turismo interno. Avremmo anche bisogno di imparare ad essere disgustati dalla retorica della bont\u00e0 delle privatizzazioni, e anche dalla caricatura che spesso viene fatta dei lavoratori del settore pubblico, dipinti come privilegiati o nullafacenti. E invece sono medici, infermieri, anestesisti, insegnanti, assistenti sociali. Tutte persone che nella stragrande maggioranza dei casi lavorano moltissimo, a volte rischiando la propria salute, mettendo anima e cuore in servizi fondamentali per noi, per i nostri figli, per i nostri anziani. Dobbiamo imparare ad odiare questa retorica. Chi si comporta in modo disonesto, una esigua minoranza, va certamente punito, ma dobbiamo recuperare la consapevolezza che i servizi pubblici sono nostra ricchezza, e i lavoratori che li mandano avanti, svolgono un servizio prezioso. Lo stato pu\u00f2 fare moltissimo per frenare la crisi investendo nei servizi pubblici e assumendo, calmierando il tasso di disoccupazione.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>E questo \u00e8 fattibile?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cAll\u2019interno dei vincoli europei no. La sospensione del patto di stabilit\u00e0 non \u00e8 certamente sufficiente. Come dice lo stesso Draghi, i debiti pubblici dovranno necessariamente aumentare in modo importante. Se la UE \u00e8 una \u201cunione\u201d allora i membri devono accettare di condividere le garanzie sui debiti. E questo deve avvenire senza \u201ccondizionalit\u00e0\u201d, cio\u00e8 senza imporre agli stati \u201cmemorandum\u201d come quelli che hanno distrutto la Grecia. In pratica la Germania dovrebbe accettare di essere garante del debito di tutti, lasciando a ciascun paese la libert\u00e0 di decidere autonomamente quanto contrarne e come utilizzare il denaro. Impossibile. Se accetteranno forme di apparente solidariet\u00e0 sar\u00e0 in cambio di cessioni di sovranit\u00e0. E la medicina sar\u00e0 peggiore del male.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Come dovrebbe agire lo Stato secondo lei?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDovrebbe fare quello che Conte e Di Maio stanno dicendo, ma che non faranno. Il governo dice che se dalla UE non arriveranno risposte, l\u2019Italia far\u00e0 da sola. Ma Conte e Di Maio sono figuranti, la loro \u00e8 solo una sceneggiata mediatica. Alla fine si piegheranno. Mentre invece il governo dovrebbe impegnarsi pubblicamente a difendere ogni posto di lavoro e a varare un piano straordinario di investimenti ed assunzioni. Dovrebbe annunciare che sar\u00e0 fatto tutto quello che servir\u00e0 per uscire dalla crisi il prima possibile, proteggendo tutti. Un <em>whatever it takes<\/em> nazionale di portata storica. Ma per farlo dovrebbe disporre della libert\u00e0 di poter decidere le proprie politiche economiche nazionali. I paesi che hanno la propria moneta e la propria banca centrale possono permetterselo, noi no.\u201c<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Fonte: <a href=\"https:\/\/gmnotizie.com\/\">General Magazine<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FRANCESCO PUPPATO Il mondo si ferma, c\u2019\u00e8 qualcosa che cambia. Cambia un virus, che muta cos\u00ec velocemente da rendere difficilissimo lo studio per una medicina adeguata al contrasto; cambiano, con lui, tutte le nostre abitudini. Lo stato d\u2019emergenza \u00e8 stato dichiarato, la quarantena imposta. I limiti delle persone, dettati dal decreto. Tutti si spaventano per la salute propria e per quella dei propri familiari. Tutti si preoccupano di ci\u00f2 che verr\u00e0 dopo. 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