{"id":57259,"date":"2020-04-03T10:15:51","date_gmt":"2020-04-03T08:15:51","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=57259"},"modified":"2020-04-03T10:01:16","modified_gmt":"2020-04-03T08:01:16","slug":"i-limiti-delluomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=57259","title":{"rendered":"I limiti dell&#8217;uomo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>GAZZETTA FILOSOFICA (Maria Ilenia Destito)<\/strong><\/p>\n<div id=\"cc-m-11639843577\" class=\"j-module n j-text \">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;egoismo e l&#8217;antropocentrismo hanno un prezzo e un limite, alla stessa stregua dell&#8217;uomo, che ha reso il prezzo la misura del tutto che lo circonda. Paradossalmente questo \u00e8 forse uno dei migliori momenti per condividere e coltivare qualche paradigmatica riflessione di natura eclettica riguardante la contemporaneit\u00e0 e il dramma della condizione umana e sociale, grazie all&#8217;analisi psicologico-filosofica dei contenuti della celebre serie TV antologica <em>Black Mirror<\/em>\u00a0di Charlie Broocker.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11639844277\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify;\">\n<p>di <a title=\"https:\/\/www.facebook.com\/destito.love\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/destito.love\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Maria Ilenia Destito<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11639844777\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \" style=\"text-align: justify;\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-11639844777\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=748x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ic0530a3ef702f51e\/version\/1585417996\/image.png\" sizes=\"(min-width: 748px) 748px, 100vw\" srcset=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=320x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ic0530a3ef702f51e\/version\/1585417996\/image.png 320w, https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=640x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ic0530a3ef702f51e\/version\/1585417996\/image.png 640w, https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=748x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ic0530a3ef702f51e\/version\/1585417996\/image.png 748w, https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=960x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ic0530a3ef702f51e\/version\/1585417996\/image.png 960w, https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ic0530a3ef702f51e\/version\/1585417996\/image.png 1280w\" alt=\"Sigla della serie televisiva\" data-src-width=\"1280\" data-src-height=\"640\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=748x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ic0530a3ef702f51e\/version\/1585417996\/image.png\" data-image-id=\"7566413177\" \/><figcaption>Sigla della serie televisiva<\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11639844977\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify;\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Accenni psicologici introduttivi<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In virt\u00f9 della teoria comportamentista si fece spazio nell\u2019immaginario della psicologia una definizione della mente paragonata ad una \u201cscatola nera\u201d (<em>black box<\/em>), ossia un dispositivo il cui funzionamento interno \u00e8 non visibile o ignoto, di cui sono rilevabili solo gli <em>input<\/em> (stimoli in entrata) e gli <em>output<\/em> (risposte in uscita), ovvero, solo la reazione in uscita a una determinata sollecitazione in ingresso. Questa definizione \u00e8 stata surclassata intorno agli anni \u201950 del \u2018900 dalla teoria computazionale dei cognitivisti, secondo cui la mente \u00e8 identificabile con un computer, nonch\u00e9 un elaboratore di dati sotto forma di algoritmi. <strong>Nel corso della storia si \u00e8 potuto constatare come la scienza sia un sapere in continuo mutamento e come i suoi prodotti teorici vengano sostituiti da paradigmi radicalmente nuovi tramite la formulazione di idee, dettate dalla propensione alla scoperta e al superamento del limite intrinseco nella natura umana.<\/strong> Questo procedimento rispecchia la natura rarefatta e dinamica della mente che si riflette sugli oggetti che essa stessa produce. La scoperta tecnologica rappresenta una sfaccettatura del progresso come amplificatore delle possibilit\u00e0 umane, che innesca un\u2019assenza di limite dalla quale scaturiscono possibili effetti nel substrato psicologico sociale ed individuale. <strong><em>Black Mirror<\/em>\u00a0pu\u00f2 essere considerata una produzione artistico-filosofica utile per una crescita psicologica, in quanto suscita domande esistenziali, che coinvolgono sia le perplessit\u00e0 sul progresso dell\u2019umanit\u00e0, che le modalit\u00e0 con le quali ogni individuo si rapporta al progresso stesso.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cos&#8217;\u00e8 dunque il limite? Un confine che limita o una soglia che apre ad altro?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per introdurre il concetto di limite possiamo iniziare considerando il significato etimologico che deriva da due differenti sostantivi latini, ossia <em>limes<\/em>, <em>limitis<\/em> e <em>limen<\/em>, <em>liminis<\/em>. Il primo assume un&#8217;accezione negativa di confine, che costituisce per l&#8217;uomo una barriera invalicabile e che, dunque, lo segrega in uno stato di prigionia; al contrario, il secondo ha il valore di soglia, ed \u00e8 per l&#8217;uomo passaggio, apertura verso nuovi orizzonti. <strong>Non esiste limite se non in relazione a qualcos&#8217;altro<\/strong>; Il soggetto mantiene una percezione del proprio limite in rapporto a determinati domini della quotidianit\u00e0, nonch\u00e9 compiti vitali, come ad esempio: lavoro, affettivit\u00e0, amore. <strong>Nonostante la percezione soggettiva, l&#8217;individuo sviluppa una progressiva conoscenza delle proprie risorse e potenzialit\u00e0 ma presenta, reconditamente, un\u2019incapacit\u00e0 di accettazione dei limiti pi\u00f9 radicali<\/strong>; questo intimo divario lo conduce a specchiarsi, cio\u00e8 a mettersi di fronte a se stesso. La costruzione di questa immagine speculare \u00e8 simbolo di una presa di coscienza della <strong>finitudine dell&#8217;uomo<\/strong>, della condizione stessa di essere limitato e imperfetto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La caducit\u00e0 e\u00a0<\/em>San Junipero<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cosa potremmo, dunque, concepire come il limite naturale per eccellenza che regola tutto e tutti, se non la morte? <strong>Il punto di approdo della vita empirica permette di dare un senso e un valore alla nostra stessa esistenza<\/strong>. La morte definisce la precariet\u00e0 dell&#8217;uomo e scandisce il tempo della sua vita terrena. L\u2019episodio di\u00a0<em>San Junipero<\/em> descrive la storia di un amore collocato al di fuori delle reali connotazioni della realt\u00e0, lontano dalle circostanze spiacevoli e aleatorie della vita empirica e che potenzialmente trascende la conclusione definitiva di quest\u2019ultima. Si parla, dunque, di <strong>una dimensione riconducibile ad una realt\u00e0 virtuale che rappresenta un rifugio\/fuga<\/strong>. Emerge particolarmente in questi scenari la spiccata e geniale capacit\u00e0 attrattiva di Brooker nel mettere in mostra questo \u201ceden\u201d eterno e artificiale (<em>Heaven is a place on earth<\/em>), in cui l\u2019amore risulta inintaccabile dal tempo, cos\u00ec come la corporeit\u00e0 dei personaggi che divengono avatar. Quel mondo rarefatto diviene un portale tecnologico (<em>Westword<\/em>) di fuga da una realt\u00e0 avvilente e una vittoria (apparente?) sulla morte. <strong>Ma cos\u00ec come il limite \u00e8 il paradosso inestricabile della nostra natura, cos\u00ec San Junipero si rivela in conclusione un\u2019illusione, una scappatoia, una rinuncia all\u2019esistenza autentica<\/strong>. L\u2019emblematica chiusura non presenta, infatti, il classico lieto fine con la spensierata corsa in macchina delle due ragazze nelle strade della California anni \u201880, bens\u00ec mette in mostra l\u2019immagine di un\u2019immensa distesa di capsule metalliche, sterili, spogliate delle sensazioni e dei contorni emotivi che valgono come prova dell\u2019essere davvero vivi. Questo contrasto \u00e8 reso, inoltre, dal punto di vista scenografico, con lo stacco cromatico e concettuale dell\u2019immenso orizzonte ripreso al tramonto e, di contro, lo spazio cupo e freddo adibito a contenere le coscienze umane intrappolate. Ecco che diviene particolarmente rilevante, in questo frangente, il quesito enfatico posto da Kelly: <strong>\u00abVuoi passare il resto dei tuoi giorni in un luogo in cui niente \u00e8 realmente importante? E finire come [\u2026] tutti quegli inutili, fottuti, idioti al <em>Quagmire<\/em> che provano di tutto pur di sentire qualcosa?\u00bb.<\/strong> In questo interrogativo esistenziale, dalle sfumature etico-morali, emerge la metamorfosi che trasforma l\u2019uomo in un ente meccanico apparentemente infinito ma vincolato in eterno all\u2019interno di un paradiso virtuale, o, piuttosto, un inquietante cimitero cyborg che connota il disfacimento del mondo interno dell\u2019uomo. La tecnologia avanza <em>in primis<\/em> una promessa di immortalit\u00e0, che la accomuna a una fede religiosa pi\u00f9 che a una tecnica di ottimizzazione del tempo utile a colmare la deficienza biologica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11639845277\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \" style=\"text-align: justify;\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-11639845277\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=360x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ic30b812077002d24\/version\/1585418071\/image.png\" sizes=\"(min-width: 360px) 360px, 100vw\" srcset=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=320x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ic30b812077002d24\/version\/1585418071\/image.png 320w, https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=360x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ic30b812077002d24\/version\/1585418071\/image.png 360w, https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=640x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ic30b812077002d24\/version\/1585418071\/image.png 640w, https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=720x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ic30b812077002d24\/version\/1585418071\/image.png 720w\" alt=\"Copertina dell'episodio televisivo &quot;San Junipero&quot; di Butcher Billy\" data-src-width=\"857\" data-src-height=\"1200\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=360x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ic30b812077002d24\/version\/1585418071\/image.png\" data-image-id=\"7566414277\" \/><figcaption>Copertina dell&#8217;episodio televisivo &#8220;San Junipero&#8221; di Butcher Billy<\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11639845677\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify;\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Limite della temporalit\u00e0 in<\/em>The entire history of you<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;episodio terzo della prima stagione si configura come un tentativo di abbattere <strong>una delle pi\u00f9 grandi barriere umane: il tempo, ovvero la finitudine.<\/strong> L\u2019episodio tratta l\u2019esistenza, in termini sconcertanti, di un \u201cparadosso del rivivere\u201d; una negazione del ciclo della vita che diventa un circolo o, piuttosto, un circuito di ricordi registrati, manipolati, rivissuti attraverso un processo denominato \u201cre-do\u201d che va a discapito della natura autoriflessiva autentica e della facolt\u00e0 mnestica umana. La memoria artificiale sembra una vera e propria arma a doppio taglio il cui uso distruttivo di un chip sfocia nell\u2019imputabilit\u00e0 di comportamenti dal forte senso anti-etico; il potenziamento delle facolt\u00e0 umane si affianca ad una amplificazione degli istinti pi\u00f9 degradanti, collocando l\u2019uomo all\u2019interno di sovrastrutture che altro non sono che il risultato della societ\u00e0 in cui viviamo, la cosiddetta <em>selfie-culture<\/em>\u00a0permeata dalla tecnologia. Per questi motivi si giunge a identificare <strong><em>Black Mirror<\/em> come prodotto artistico-distopico, nonch\u00e9 una rappresentazione volutamente deformata dello stesso sistema sociale e culturale<\/strong>. In una modalit\u00e0 relativamente conscia, ogni strumento tecnologico \u00e8 stato inglobato nella vita umana come riempitivo esistenziale, volto ad alleviare le tendenze ansiogene e inquiete. Per questo motivo, i pi\u00f9 grandi limiti dell\u2019uomo, le sue ombre pi\u00f9 oscure, si concretizzano in una realt\u00e0 non pi\u00f9 tanto futuristica, in cui si \u00e8 alla ricerca di controllo delle perdite, di accettazione collettiva e conferme illusorie di infallibilit\u00e0; tutto in virt\u00f9 di una sempre pi\u00f9 spiccata incapacit\u00e0 di tolleranza dei vincoli e delle zone d\u2019ombra. Il dispositivo spalanca le porte al principio di piacere e alla soddisfazione di bisogni che soggiacciono nell\u2019inconscio e che si esplicano con tendenze ossessive e forme bizzarre di compulsivit\u00e0. Nell\u2019era tecnologica, il desiderio \u00e8 quello di catturare e cristallizzare ricordi che con il chip rimarrebbero bloccati in dato oggettivo sempre uguale a se stesso. I dispositivi producono un\u2019elaborazione archivistica annebbiando la coscienza con una dimensione atemporale o facendola collassare in una temporalit\u00e0 virtuale concentrica, nella quale non vi \u00e8 spazio alla riflessivit\u00e0, poich\u00e9 il pensiero umano ha trasceso il suo limite sfociando dell\u2019iter della \u201crinarrazione\u201d. Il necessario elemento di irreversibilit\u00e0 si viene a perdere con il \u201cgrain\u201d, ma non accade lo stesso nel senso delle relazioni umane e sentimentali, la cui conclusione sembra piuttosto reale e non meno tragica della concreta ipertecnologizzazione del s\u00e9. L\u2019uomo-macchina, il cyborg, \u00e8 la metafora della perdita dell\u2019empatia, come traspare dagli occhi stessi dei protagonisti che hanno una connotazione assente e passiva, il cui aspetto robotico e cristallino si accomuna alla cecit\u00e0 del dispositivo privo di software. La possibilit\u00e0 di rivedere i nostri ricordi, come se fossero ingabbiati in una pellicola cinematografica, implica una necessaria depersonalizzazione e de-eroticizzazione della realt\u00e0 autentica e interpersonale. Questo forte dislivello tra il sostanziale e l\u2019apparente provoca un eccesso nell\u2019investimento economico, affettivo e temporale che viene fatto su di un congegno elettronico e che porta ad un picco massimo di interazione \u201csocial\u201d come nuovo modello di esperienza mediale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11639845777\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \" style=\"text-align: justify;\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-11639845777\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=540x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/icce640d5720015fb\/version\/1585418213\/image.png\" sizes=\"(min-width: 540px) 540px, 100vw\" srcset=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=320x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/icce640d5720015fb\/version\/1585418213\/image.png 320w, https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=540x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/icce640d5720015fb\/version\/1585418213\/image.png 540w, https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=640x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/icce640d5720015fb\/version\/1585418213\/image.png 640w, https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=960x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/icce640d5720015fb\/version\/1585418213\/image.png 960w, https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=1080x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/icce640d5720015fb\/version\/1585418213\/image.png 1080w\" alt=\"Immagine tratta dall'episodio televisivo &quot;The entire history of you&quot;\" data-src-width=\"2600\" data-src-height=\"1300\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=540x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/icce640d5720015fb\/version\/1585418213\/image.png\" data-image-id=\"7566414377\" \/><figcaption>Immagine tratta dall&#8217;episodio televisivo &#8220;The entire history of you&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11639846077\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify;\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Black mirror<\/em> ingloba dunque il paradigma esistenziale odierno, un mondo orientato dal principio dell&#8217;<em>unlimited<\/em>, del \u201ctutto \u00e8 possibile\u201d e delle <strong>conseguenze estreme, antropologicamente insostenibili, di un ideale di perfezione che rifiuta la debolezza e l\u2019umilt\u00e0 di camminare affianco alla positiva coscienza del limite<\/strong>. La mancanza di questa innesca meccanismi inevitabilmente disumani, sfocia in una fenomenologia della psicosi e nella necessaria estraneit\u00e0 e inquietudine identitaria; la tecnologia riduce la possibilit\u00e0 di sperimentare il limite costruttivo di confronto con le proprie frustrazioni, lasciando l\u2019uomo in balia delle sue pulsioni peggiori, del narcisismo tipico di chi guarda il mondo attraverso uno \u201cschermo nero\u201d. Questo stralcio di consapevolezza di un vuoto esistenziale \u00e8 affiancato da un tentativo patologico computerizzato nato per soddisfare il bisogno di continuit\u00e0 ormai smarrito, cos\u00ec come un S\u00e9 in via di sgretolamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Homo e t\u00e8chne in\u00a0<\/em>White Christmas<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo episodio si configura come il simbolo dell\u2019implosione del senso di \u201cprogetto\u201d intrinseco all\u2019uomo; quest\u2019ultimo in quanto ente autocosciente \u00e8 sottoposto ad una rottura, assimilabile in senso immaginifico ai fotogrammi incipiali della sigla brookeriana, negli equilibri di interazione con il s\u00e9 speculare e con l\u2019immagine dell\u2019altro, ridotto ad una semplice estensione della memoria sensoriale. <strong>L\u2019alterit\u00e0, contrariamente a quanto detto, implica il contatto con l&#8217;Altro<\/strong> che non pu\u00f2 sussistere senza un legame necessario tra l\u2019aspetto percettivo e l\u2019intenzionalit\u00e0 in quanto forza che mette in connessione due enti, un soggetto e un oggetto. L\u2019autocoscienza si trova costantemente in una condizione di \u201cessere orientato verso\u201d, che nell\u2019era della digitalizzazione diviene un modo d\u2019essere, e non pi\u00f9 per essere. L\u2019esserci rispecchia, in Heidegger, il paradigma costruttivo di uno sviluppo della <em>t\u00e9chne<\/em> al servizio dell\u2019uomo e del suo utile ontologico. Heidegger stesso affronta il significato esistenziale dell\u2019ente individuale che, in questo frangente odierno, si riduce al triste esito della combinazione tragica di due processi oppositivi: <strong>la meccanizzazione dell\u2019umanit\u00e0 e l\u2019umanizzazione della macchina<\/strong>, per i quali si perde di vista l\u2019orizzonte della storia naturale dell\u2019uomo. Proprio nello \u201cspeciale 2014\u201d di fine quarta stagione, <em>White Christmas<\/em>, si aprono gli scenari in cui l\u2019uomo non \u00e8 pi\u00f9 padrone degli strumenti che ha realizzato, divenendo un\u2019ombra e un fantasma della tecnica, incapace di dare un orientamento alla sua esistenza. Questa inquietante condizione \u201cpostumana\u201d provoca ripercussioni distruttive nel meccanismo di costruzione di una coscienza sociale, in linea con i bisogni dell\u2019uomo e con lo <em>status<\/em> di consapevolezza delle necessarie dinamiche relazionali sociali tra individui, gruppi e comunit\u00e0. <strong>Un individuo socialmente consapevole valorizza i diritti umani e riconosce l&#8217;importanza di un\u2019equilibrata interazione sociale per il progresso evolutivo della sua specie di appartenenza<\/strong>. Brooker distrugge l\u2019utopia raccontando con cinica e spiccata lucidit\u00e0 la distanza infinita esistente tra esseri umani in un mondo dominato da sistemi di natura de-personalizzante. Questa rivoluzione psico-tecnologica inizia come testimonianza del crescente interesse per le nuove dipendenze, divenendo una condanna ai legami recisi, anche in senso irreversibile fino alla morte vera a propria, cos\u00ec come emerge dalla \u201cfunzione blocco\u201d di impatto sconcertante; i dispositivi-oggetto centrali nell\u2019intera puntata, gli <em>Zed-Eyes<\/em> , hanno il potere di eliminare un corpo, o comunque di ridurlo ad una sagoma, espropriandolo della propria immagine e quindi della propria identit\u00e0. Questa \u201cfunzionalit\u00e0\u201d rappresenta una concreta <em>reductio<\/em> dell\u2019immagine a icona che, nel senso grafico del termine, implica la perdita della sua carica di significato e di ogni capacit\u00e0 comunicativa e rappresentativa. Lo sguardo anestetizzato non \u00e8 pi\u00f9 capace n\u00e9 di sentire n\u00e9 di empatizzare; rimane ipnotizzato dal mondo delle immagini artificiali, che rendono invisibile la presenza umana a causa dell\u2019\u201cassenza iconica\u201d nelle sue diverse sfaccettature cromatiche, di grigio o rosso, a seconda del blocco inserito. L\u2019oscurit\u00e0 del s\u00e9 disumanizzato viene ulteriormente amplificata dal bagliore delle luci natalizie e la realt\u00e0 di solitudine, alienazione e freddo cinismo \u00e8 accentuata dal candore abbagliante della neve. Il Natale, i clich\u00e9 dello spirito delle feste, vengono deturparti della loro positivit\u00e0 per mostrare al mondo la primitiva e viscerale cattiveria umana. L\u2019argomento implicito su cui si basa l\u2019intera puntata \u00e8, dunque, la consapevolezza, smarrita e ricercata; si desume dalla fantomatica realizzazione di una coscienza clonata in formato elettronico, un cookie di colore eccezionalmente nero rispetto agli altri dispositivi, di richiamo al continuo gioco di opposizione cromatica e concettuale; questo duplicato di coscienza digitale \u00e8 privato della corporeit\u00e0 ma con le esatte percezioni di un essere umano vittima di una condanna eterna alla percezione falsata e manipolata dagli altri uomini in un tunnel cieco di crudelt\u00e0 psicologica. White Christmas \u00e8, infatti, una puntata che non si chiude mai, un cerchio infinito di ricordi che non ha fine; attraverso questo ricordo rivissuto \u201cin loop\u201d i protagonisti assistono alla <strong>sofferenza collettiva dell\u2019umanit\u00e0 che ha sconfitto se stessa<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11639846277\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \" style=\"text-align: justify;\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-11639846277\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=292x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i82ec32413eff1ab4\/version\/1585418313\/image.png\" sizes=\"(min-width: 292px) 292px, 100vw\" srcset=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=292x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i82ec32413eff1ab4\/version\/1585418313\/image.png 292w, https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=320x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i82ec32413eff1ab4\/version\/1585418313\/image.png 320w, https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=584x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i82ec32413eff1ab4\/version\/1585418313\/image.png 584w\" alt=\"Copertina episodio televisivo &quot;White Christmas&quot; di Butcher Billy \" data-src-width=\"857\" data-src-height=\"1200\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=292x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i82ec32413eff1ab4\/version\/1585418313\/image.png\" data-image-id=\"7566414477\" \/><figcaption>Copertina episodio televisivo &#8220;White Christmas&#8221; di Butcher Billy<\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11639846577\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify;\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il confine sfumato dell&#8217;autocoscienza<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Queste devastanti tematiche di apatia e partecipazione al dramma sociale, tramite la separazione dello schermo nero, sono affiancate ad un fenomeno ravvisabile nella trama liquida della contemporaneit\u00e0: <strong>la manipolazione dell\u2019opinione pubblica<\/strong>, cos\u00ec come compare nell\u2019episodio manifesto dell\u2019intera serie. <em>The national anthem<\/em> \u00e8 un contenuto di primissima fruizione dal titolo di forte impatto che veicola, a mo\u2019 di denuncia, una nuova forma di terrorismo in cui la persona, nella fattispecie l\u2019autorit\u00e0, \u00e8 sottomessa da un <strong>processo di spettacolarizzazione del dramma attraverso gli schermi<\/strong>. Emerge per la prima volta il substrato provocatorio dell\u2019intera serie con la dimostrazione dell\u2019annichilimento della coscienza sociale; nelle scene inquietanti di realt\u00e0-illusione il regista mette in luce la totale assenza della sensibilit\u00e0 vitale e, dunque, la trascuranza di compiti vitali a vantaggio dell\u2019omologazione collettiva al ruolo di \u201cspettatori partecipi\u201d. Proprio grazie a questo fenomeno comportamentale si \u00e8 potuta distinguere nettamente l\u2019ambivalenza di disgusto-desiderio insita nella natura umana; emblematicamente \u00e8 ravvisabile, con un impatto sconcertante, nei volti anaffettivi di medici, adolescenti, amanti, focalizzati ad assistere ad un atto di annientamento di un uomo, specie simbolo di autorit\u00e0 e rappresentativit\u00e0 sociale; queste dinamiche avvengono nella totale disattenzione\u00a0 verso il gesto di liberazione che rappresenta l\u2019esito del rapimento iniziale. <strong>Ogni soggetto contribuisce, dunque, ad amplificare, insieme all\u2019uso distopico e ossessivo della tecnologia, il limite della libert\u00e0 di scelta della persona che, paradossalmente, personifica la volont\u00e0 priva di costrizioni.<\/strong> Per questi motivi esiste il rischio incombente che l\u2019onda tecnologica arrivi ad imporre in modo massivo un determinato tipo di pensiero, diventando poco a poco legge. Ma la problematica non \u00e8 tanto relativa alla tecnologia stessa quanto all\u2019uomo; poich\u00e9 non basta il libero utilizzo della volont\u00e0 per resistere ai mezzi rappresentati dalle nuove tecnologie, queste sono dispoticamente impiegate nel quotidiano e forniscono una larga capacit\u00e0 d\u2019intrattenimento. Infatti, <strong>la partecipazione nella nuova \u201csociet\u00e0 dello spettacolo\u201d diventa un fenomeno collettivo in cui la nuova paradigmatica concezione dell\u2019\u201dopera d\u2019arte\u201d suscita la volont\u00e0 di soddisfazione dei nostri istinti pi\u00f9 bassi.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11639846777\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \" style=\"text-align: justify;\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-11639846777\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=541x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ie4b5c3e8e25e4597\/version\/1585418363\/image.png\" sizes=\"(min-width: 541px) 541px, 100vw\" srcset=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=320x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ie4b5c3e8e25e4597\/version\/1585418363\/image.png 320w, https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=541x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ie4b5c3e8e25e4597\/version\/1585418363\/image.png 541w, https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=640x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ie4b5c3e8e25e4597\/version\/1585418363\/image.png 640w, https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ie4b5c3e8e25e4597\/version\/1585418363\/image.png 700w\" alt=\"Immagine tratta dall'episodio televisivo &quot;The National Anthem&quot;\" data-src-width=\"700\" data-src-height=\"300\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=541x10000:format=png\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ie4b5c3e8e25e4597\/version\/1585418363\/image.png\" data-image-id=\"7566414577\" \/><figcaption>Immagine tratta dall&#8217;episodio televisivo &#8220;The National Anthem&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11639847077\" class=\"j-module n j-text \">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Autodistruzione<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questa analisi mostra come il futuro non \u00e8 solo progresso e miglioramento ma \u00e8 anche insicurezza, angoscia e tendenza all\u2019autodistruzione; poich\u00e9, cos\u00ec come l\u2019individuo \u00e8 dotato di ragione e del potere di creare, allo stesso modo\u00a0rischia di direzionarsi verso all\u2019autoannientamento<\/strong>. Si parla per questo di progresso e di benessere nei paesi industrializzati, parallelamente ad una lenta autodistruzione la cui causa \u00e8 un indurimento ed un cinismo dell\u2019animo umano. La realt\u00e0 di Brooker mostra proprio un\u2019apparente \u201ccrescita\u201d in questo pianeta senz\u2019anima, in cui il senso del limite \u00e8 solo un momento, per quanto forte ed intenso, dell\u2019esperienza dell\u2019uomo. <strong>L\u2019individuo non smette mai di subire il fascino delle frontiere, provocando ciclicamente un ribaltamento della sua stessa condizione<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una persona senza limiti diventa il limite di s\u00e9 stesso<\/strong> .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La tecnologia di fatto non fa altro che soddisfare quell\u2019intimo desiderio di onnipotenza, che coincide con un percorso di autodistruzione.<\/strong> L\u2019attrattiva di <em>Black Mirror<\/em> \u00e8 quella di mostrare allo spettatore non l\u2019effetto devastante della tecnologia, quanto l\u2019effetto stesso della natura umana nel momento in cui si trova priva di limite. Vediamo in gioco le forze antitetiche quali la razionalit\u00e0 e l\u2019irrazionalit\u00e0. In questa altalena tra consapevolezza e inconscio <strong>Black Mirror<\/strong> funge da chiave di lettura artistica e filosofica della psiche umana, mostrando modelli archetipici che coinvolgono <em>in primis<\/em> la sconfitta della finitudine per la supremazia dell\u2019Es.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2020-1\/marzo\/i-limiti-dell-uomo\/\">https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2020-1\/marzo\/i-limiti-dell-uomo\/<\/a><\/strong><\/p>\n<div id=\"cc-m-11639843577\" class=\"j-module n j-text \"><\/div>\n<div id=\"cc-m-11639847077\" class=\"j-module n j-text \">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GAZZETTA FILOSOFICA (Maria Ilenia Destito) L&#8217;egoismo e l&#8217;antropocentrismo hanno un prezzo e un limite, alla stessa stregua dell&#8217;uomo, che ha reso il prezzo la misura del tutto che lo circonda. Paradossalmente questo \u00e8 forse uno dei migliori momenti per condividere e coltivare qualche paradigmatica riflessione di natura eclettica riguardante la contemporaneit\u00e0 e il dramma della condizione umana e sociale, grazie all&#8217;analisi psicologico-filosofica dei contenuti della celebre serie TV antologica Black Mirror\u00a0di Charlie Broocker. di&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":56916,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/21231869_1454539374637778_8927996178033765602_n.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-eTx","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/57259"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=57259"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/57259\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":57260,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/57259\/revisions\/57260"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/56916"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=57259"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=57259"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=57259"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}