{"id":57320,"date":"2020-04-06T10:45:59","date_gmt":"2020-04-06T08:45:59","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=57320"},"modified":"2020-04-06T10:44:25","modified_gmt":"2020-04-06T08:44:25","slug":"litalia-leuropa-e-la-crisi-da-coronavirus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=57320","title":{"rendered":"L\u2019Italia, L\u2019Europa e la crisi da coronavirus"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ECONOMIA E POLITICA (Antonella Stirati)<\/strong><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle ultime settimane in Italia e in Europa si \u00e8 affacciata con prepotenza la questione economica legata alla pandemia in corso, e si sono moltiplicate le prese di posizione relative a come questa dovrebbe essere affrontata.<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/l-analisi\/crisi-da-coronavirus-italia-europa\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur in una situazione in continua evoluzione, provo qui a mettere in ordine i problemi e gli strumenti disponibili, sia in via di principio che in concreto, con l\u2019auspicio che questo possa aiutare a chiarire i termini delle questioni in discussione.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">1. <strong>Il contesto<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 sempre pi\u00f9 evidente che la pandemia e le misure di contenimento del contagio adottate in tutto il mondo provocheranno una profonda recessione in conseguenza del blocco di una parte importante dell\u2019attivit\u00e0 produttiva e la scomparsa dei redditi generati da quelle attivit\u00e0. Molte previsioni sono concordi nell\u2019affermare che si avranno riduzioni del PIL maggiori di quelle causate dalla crisi finanziaria globale del 2008, e che esse non saranno transitorie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tutti i paesi la combinazione della caduta significativa del PIL e degli aumenti di spesa pubblica e riduzione delle tasse per fronteggiare l\u2019emergenza faranno lievitare il rapporto tra deficit e PIL e tra debito pubblico e PIL.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si deve notare tuttavia un elemento di estrema importanza fino ad oggi spesso sottovalutato o addirittura ignorato \u2013 in modo totalmente anti-scientifico \u2013 nel dibattito politico su questi temi: il denominatore (il PIL) <em>non<\/em> \u00e8 indipendente dalla politica di bilancio pubblico, cio\u00e8 dalle variazioni della spesa pubblica o delle tasse. In altri termini, pi\u00f9 spesa pubblica implica minore caduta del PIL. Inoltre, gli effetti delle variazioni di spesa pubblica sul PIL in fasi di recessione o stagnazione economica sono particolarmente forti. Questo fa s\u00ec che in una economia gi\u00e0 in difficolt\u00e0, le politiche di austerit\u00e0 (riduzione della spesa) fanno <em>aumentare<\/em> il rapporto debito-Pil. Questa non \u00e8 (solo) la conclusione speculativa di una particolare teoria o modello economico che potrebbe essere non condiviso, ma \u00e8 un fenomeno ormai ben documentato<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/l-analisi\/crisi-da-coronavirus-italia-europa\/#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> e oggi \u2013 a differenza di quanto poteva essere 10 anni fa \u2013 sotto gli occhi di tutti. Questo \u00e8 particolarmente vero per alcuni paesi dell\u2019eurozona, dove le politiche di austerit\u00e0 hanno determinato incrementi del rapporto debito-PIL. In Italia, per esempio, quel rapporto \u00e8 aumentato di oltre 10 punti percentuali tra il 2011 e il 2013, cio\u00e8 proprio nel pieno della attuazione delle politiche di austerit\u00e0 e riforme suggerite dalla Commissione Europea (Paternesi Meloni e Stirati, 2018). Questo aumento del rapporto debito-PIL, <em>causato<\/em> <em>dalle politiche di austerit\u00e0<\/em>, ha reso l\u2019Italia e altri paesi europei pi\u00f9 esposti a difficolt\u00e0 nel collocare i propri titoli del debito pubblico sui mercati finanziari, con il conseguente aumento nei relativi tassi di interesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto appena detto significa, in primo luogo, che politiche fiscali espansive (pi\u00f9 spesa pubblica, meno tasse), avranno nel presente contesto l\u2019effetto di ridurre la caduta del PIL. Di conseguenza, politiche fiscali decisamente espansive, se ben disegnate ed efficaci, potrebbero anche <em>ridurre<\/em> l\u2019incremento del rapporto deficit-PIL e debito-PIL rispetto a uno scenario di politiche di spesa pi\u00f9 prudenti, determinato proprio dal timore di far crescere di quei rapporti. Purtroppo l\u2019Italia sta appunto seguendo una linea di estrema prudenza, che potrebbe in realt\u00e0 avere effetti controproducenti.<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/l-analisi\/crisi-da-coronavirus-italia-europa\/#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Politiche fiscali espansive sono essenziali:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a)per sostenere la spesa sanitaria, i redditi e la domanda aggregata, per assicurare la lotta al virus, gli standard di vita e la produzione nei settori ancora attivi;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">b)per alleggerire il carico fiscale alle imprese e assicurare loro, anche attraverso il sistema bancario, la liquidit\u00e0 sufficiente per sopravvivere alla tempesta, sperando che cessi.<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/wp-admin\/post.php?post=12525&amp;action=edit#_ftn4\">[4]<\/a> Il rischio \u00e8 che senn\u00f2 quando ci sar\u00e0 una ripresa globale le imprese non saranno pi\u00f9 l\u00ec a rispondere.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>2<\/strong>. <strong>Gli strumenti<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli strumenti che possono essere messi in campo per perseguire gli obiettivi appena indicati possono essere divisi in tre grandi categorie, elencate qui sotto in ordine crescente di \u2018potenziale\u2019 espansivo.\u00a0 Nella situazione presente tutte e tre le categorie di strumenti devono essere utilizzate, e <em>tutte<\/em>, inclusa la terza, appaiono come imprescindibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1.<em>Garanzia pubblica sull\u2019erogazione di credito bancario alle imprese<\/em> attraverso il sistema bancario. Gli interventi possono andare nella direzione di favorire il credito bancario al settore privato e alle imprese a bassi tassi di interesse e con una ridotta richiesta di garanzie (collaterali). Questo richiede che il sistema bancario venga a sua volta garantito dallo Stato a fronte di tali prestiti. Un accesso facilitato e a basso costo al credito \u00e8 importante per le imprese e va sicuramente perseguito. Nell\u2019eurozona le misure che vanno in tale direzione sono le politiche della BCE volte a mantenere elevata la liquidit\u00e0 del sistema bancario e l\u2019alleggerimento delle regole precauzionali del sistema bancario che dovrebbero favorire la concessione di crediti. Riguardo per\u00f2 alle garanzie pubbliche sui prestiti erogati dal sistema bancario si hanno solo iniziative a livello nazionale, con i paesi pi\u00f9 forti che possono fare e stanno facendo di pi\u00f9 (pi\u00f9 del doppio di quanto ha messo a disposizione l\u2019Italia in rapporto al PIL, in base ai dati; cfr riferimento nella nota 1) . Per quanto la disponibilit\u00e0 di credito al settore privato sia importante, essa evidentemente \u00e8 uno strumento insufficiente di fronte alla gravit\u00e0 della situazione. In una situazione di caduta dei redditi e della domanda, di grande incertezza sul futuro anche dopo la fine della emergenza sanitaria, e con l\u2019intera economia mondiale in panne, molte imprese, soprattutto piccole e medie, potrebbero non volere o non essere in grado di assumersi il rischio di chiedere prestiti per far ripartire l\u2019attivit\u00e0. Prestiti possono anche essere erogati da istituzioni finanziarie ai governi nazionali. Nell\u2019eurozona il Meccanismo europeo di stabilit\u00e0 (MES) pu\u00f2 effettuare tali prestiti emettendo a sua volta obbligazioni che possono essere collocate sui mercati finanziari o essere anche acquistate dalla BCE. Anche se tali prestiti fossero oggi erogati senza condizionalit\u00e0 (come inizialmente richiesto dal governo italiano, ma respinto da alcuni paesi dell\u2019eurozona), essi, finita l\u2019emergenza sanitaria, rappresentano comunque un debito da parte dello Stato nazionale che va rimborsato. Vi sono qui due questioni relative alla capacit\u00e0 di sostegno che il MES pu\u00f2 fornire. Una \u00e8 la possibilit\u00e0 che vengano imposte subito, come previsto dalle regole attuali, o in un momento successivo se quelle regole venissero momentaneamente allentate, delle condizionalit\u00e0 fiscali \u2018alla greca\u2019 (con la facolt\u00e0 di coinvolgere il FMI s\u00ec da completare la tristemente nota Troika). La seconda questione \u00e8 che la capacit\u00e0 di fuoco del MES (poco pi\u00f9 di 400 miliardi) \u00e8 comunque limitata. Per questa ragione se l\u2019Italia e altri paesi vi ricorressero non costituirebbe un robusto sostegno alla necessaria politica espansiva, e potrebbe costringere questi paesi a ulteriori richieste, suscettibili di condizionalit\u00e0 fiscale. Un argomento che ha una certa forza a favore del MES \u00e8 che questo aprirebbe la strada a interventi della BCE a sostegno dei titoli del paese che vi ha fatto ricorso (le \u2018outright market transactions\u2019 \u2013 programma lanciato da Draghi nel 2012). Tuttavia se lo scopo \u00e8 ottenere tale sostegno, sarebbe molto difficile sottrarsi a condizionalit\u00e0 relative alla politica fiscale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello del ricorso al MES \u00e8 dunque uno scenario insidioso per l\u2019Italia e altri paesi dell\u2019eurozona senza peraltro costituire una misura efficace, e bene ha fatto il Governo Italiano a cercare altre strade. Sono ancora da chiarire i contorni di un eventuale ricorso a prestiti della Banca Europea degli investimenti, ipotesi che sembra prospettarsi. In ogni caso si tratterebbe ancora di prestiti da restituire, auspicabilmente a lungo termine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. <em>L\u2019emissione di titoli del debito pubblico<\/em> da parte dei singoli governi nazionali \u00e8 lo strumento per finanziare la spesa di emergenza e la riduzione delle entrate fiscali. Essi possono essere acquistati sul mercato finanziario da privati, soprattutto banche e altre istituzioni finanziarie. Successivamente, almeno in parte, possono essere ceduti dalle banche alla BCE. Anche in questo caso si tratta di un prestito fatto ai governi. Questo debito dovr\u00e0 essere rimborsato ai sottoscrittori, ma ci\u00f2 non richiede che il debito venga \u2018azzerato\u2019 perch\u00e9 un governo pu\u00f2 sempre effettuare il \u2018roll-over\u2019 del debito, cio\u00e8 collocare sul mercato un ammontare di debito di valore pari a quello che deve essere rimborsato. Il problema \u00e8 che nella situazione attuale tutti i paesi si troveranno a collocare molti titoli sul mercato finanziario in una fase di grande incertezza su tale mercato. I titoli saranno dunque collocabili a tassi di interesse sostenibili solo se essi potranno essere considerati privi di rischio (\u2018safe assets\u2019), e ci\u00f2 sar\u00e0 possibile <em>solo se la BCE ne sar\u00e0 garante di ultima istanza senza condizioni<\/em>. Ci\u00f2 \u00e8 quello che accade normalmente per i titoli pubblici di qualsiasi \u2018paese normale\u2019, ma non nell\u2019 eurozona, dove invece il disegno istituzionale prevede che siano i mercati finanziari a prezzare i titoli pubblici, e che non spetti alla BCE di stabilizzarne il valore e il tasso di interesse. Questo \u00e8 stato riaffermato dalla cosiddetta \u2018gaffe\u2019 della Christine Lagarde, che riflette il punto di vista della Germania e di altri paesi europei. Si \u00e8 visto quale grado di disordine finanziario globale abbia determinato quella gaffe, e la BCE ha dovuto non solo prontamente intervenire, ma ha cominciato a muoversi attivamente nella direzione opposta a quella inizialmente delineata dalla Lagarde. La frase incriminata mette per\u00f2 in luce che successivamente le cose potrebbero cambiare, determinano incertezza sull\u2019 atteggiamento della BCE ad emergenza sanitaria finita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3.<em>Il finanziamento monetario della spesa <\/em>\u00e8 un terzo strumento. Si tratta di qualcosa di diverso dai punti precedenti in quanto di fatto non determina l\u2019insorgere di un debito. Mentre con le politiche adottate sinora la Banca Centrale Europea fornisce liquidit\u00e0 alle banche in cambio di titoli pubblici o privati, ma senza garanzia che ne rinnover\u00e0 l\u2019acquisto quando essi vengono a scadenza, con il finanziamento monetario della spesa pubblica la Banca Centrale va a finanziare voci di spesa del Tesoro senza che sussista effettivamente un obbligo di rimborso, cio\u00e8 crea direttamente potere d\u2019acquisto. Questo pu\u00f2 concretamente assumere varie forme, pi\u00f9 o meno esplicite, e storicamente \u00e8 stato fatto spesso dalle banche centrali.<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/l-analisi\/crisi-da-coronavirus-italia-europa\/#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> In condizioni di grave recessione e inflazione nulla o negativa ci\u00f2 non ha controindicazioni ed \u00e8 anzi giustamente sollecitato da pi\u00f9 parti come assolutamente necessario per dare un reale impulso espansivo all\u2019economia. Negli anni trascorsi il finanziamento monetario della spesa pubblica \u00e8 stato un assoluto tab\u00f9, che oggi per\u00f2 appare superato da parte di molti autorevoli economisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un sostegno incondizionato della banca centrale appare particolarmente auspicabile ai fini del finanziamento della spesa sanitaria e della compensazione dei redditi persi da famiglie e imprese a causa del \u2018lock-down\u2019. Finita l\u2019emergenza, sarebbe estremamente appropriato per finanziare ampi piani di investimento pubblico che favoriscano la ripresa e la capacit\u00e0 di far fronte a eventuali recrudescenze dei problemi sanitari.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">3. <strong>Cosa succede in Europa<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">A fronte dell\u2019emergenza vediamo che cosa \u00e8 accaduto, anche se il quadro \u00e8 in evoluzione, man mano che purtroppo il virus si diffonde in tutti i paesi e cade l\u2019illusione, che forse era stata presente sino a qualche giorno fa, che l\u2019emergenza sarebbe rimasta circoscritta soltanto ad alcune regioni o paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ora la BCE dopo le prime gravi esitazioni che hanno prodotto incertezza sui mercati finanziari sembra determinata a stabilizzare, attraverso l\u2019acquisto, i valori di titoli pubblici e tassi di interesse di tutti i paesi dell\u2019eurozona. L\u2019incremento per 750 miliardi degli acquisti gi\u00e0 programmati non \u00e8 per\u00f2, in prospettiva, sufficiente. Rimane poi un\u2019incertezza circa la disponibilit\u00e0 a mantenere una politica di stabilizzazione del mercato dei titoli anche <em>dopo<\/em> che si sar\u00e0 conclusa l\u2019emergenza sanitaria \u2013 mentre appare impensabile che nell\u2019immediato la BCE non operi il roll-over dei titoli gi\u00e0 acquistati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono stati allentati i requisiti per le banche per favorire la concessione di crediti alle imprese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Commissione europea ha nel frattempo <em>sospeso<\/em> i parametri di finanza pubblica relativi al deficit di bilancio per far fronte all\u2019emergenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il quadro dunque si caratterizza per la provvisoriet\u00e0 (oltre che insufficienza) delle misure prese sin qui, ponendo i governi, in particolare dei paesi con pi\u00f9 alto debito come l\u2019Italia, nella condizione di temere che finita l\u2019emergenza si chieda loro di \u2018rientrare\u2019 dentro i parametri con politiche di austerit\u00e0 che, se adottate, condannerebbero i loro paesi a una crisi profonda e irreversibile, accompagnata da un ulteriore deterioramento della situazione delle finanze pubbliche, in un perfetto circolo vizioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La richiesta di creare degli \u2018<em><strong>eurobonds<\/strong><\/em>\u2019, almeno per finanziare la spesa pubblica di emergenza dei paesi europei, equivale a chiedere la creazione di uno strumento di finanziamento della spesa pubblica nell\u2019eurozona (come descritto al punto 2) nelle stesse condizioni in cui ci\u00f2 avviene in un \u2018paese normale\u2019 in cui i governi possono finanziare la spesa pubblica emettendo titoli di debito che sono visti dagli operatori finanziari come titoli privi di rischio e non soggetti a speculazione, in quanto in ultima istanza garantiti dalla banca centrale. Un ulteriore passo sarebbe un impegno della banca centrale al loro acquisto diretto, che realizzerebbe le condizioni indicate al punto 3 qui sopra. Finora gli eurobonds hanno incontrato il no \u2018inamovibile\u2019 di alcuni paesi \u2013 Germania e Olanda, nonostante la pressione esercitata inizialmente da nove e poi quattordici paesi, con la presenza significativa di Francia e Belgio. Il Consiglio europeo del 26 marzo non ha neppure preso in considerazione l\u2019ipotesi di eurobond emessi per finanziare la spesa aggiuntiva determinata dalla la crisi (i cosiddetti corona-virus bond), mentre l\u2019Italia si \u00e8 rifiutata di intraprendere la strada del MES (tanto pi\u00f9 se soggetta a condizioni).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 verosimile tuttavia che persino nell\u2019ipotesi molto remota che gli eurobonds vengano accettati lo strumento non venga adottato con l\u2019ampiezza e l\u2019assenza di condizionalit\u00e0 fiscale che sarebbero necessarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto \u00e8 che la Germania e altri paesi \u2018forti\u2019 dell\u2019eurozona, ritengono di avere lo \u2018spazio fiscale\u2019 cio\u00e8 la possibilit\u00e0 di spendere senza ampliare eccessivamente i loro deficit e debiti pubblici. La Germania ha inoltre preservato all\u2019interno del paese la possibilit\u00e0 di spendere senza creare debito attraverso le numerose piccole banche regionali (semipubbliche), sottratte al controllo della vigilanza della Banca Centrale Europea, e attraverso l\u2019omologa della nostra cassa depositi e prestiti. E\u2019 anche possibile che i paesi che arrivano \u2018dopo\u2019 alla epidemia e con sistemi sanitari che hanno subito meno tagli siano meglio preparati a contenere il contagio, limitando quindi il danno rispetto ai paesi in cui essa si \u00e8 manifestata prima, come l\u2019Italia. Sebbene i fatti e i numeri al momento non diano chiaro conforto a questa eventualit\u00e0.\u00a0 Questi paesi dunque stanno scommettendo sulla loro capacit\u00e0 di \u2018fare da soli\u2019 e di uscire ulteriormente rafforzati, in termini relativi, nella loro egemonia economica. Questo comportamento viene spesso giustificato presso l\u2019opinione pubblica sulla base dell\u2019argomento morale che lo spazio fiscale \u00e8 stato <em>guadagnato<\/em> dalla Germania grazie alle sue virt\u00f9 e ai sacrifici passati. Ma se ci sono delle virt\u00f9 dietro alla forza economica tedesca, queste non hanno necessariamente a che fare con una maggiore \u2018austerit\u00e0\u2019, anzi i dati suggeriscono il contrario. L\u2019Italia ha da trent\u2019anni avanzi primari nei conti pubblici, e la spesa pubblica in rapporto alla popolazione \u00e8 molto inferiore a quella della Germania.<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/l-analisi\/crisi-da-coronavirus-italia-europa\/#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a> Inoltre come si \u00e8 detto all\u2019inizio, il forte aumento del rapporto debito-pil, dopo un lungo periodo di sua faticosa riduzione, \u00e8 in gran parte da attribuire proprio alla attuazione delle politiche indicate dalla Commissione Europea. I problemi di finanzia pubblica dell\u2019Italia in realt\u00e0 hanno la loro radice nella spesa per gli interessi sul debito. Da questo punto di vista, la mancanza di un sistematico intervento della BCE per uniformare i tassi di interesse ha fatto s\u00ec che Berlino potesse godere in questi anni di tassi di interesse molto bassi, addirittura negativi, per la \u201cflight to quality\u201d degli investitori verso in bund tedeschi. Tali bassi tassi di interesse sono speculari agli aggravi di spesa per interessi che hanno oberato il Tesoro italiano. Fonti autorevoli stimano questi dati in centinaia di miliardi di risparmi di spesa per interessi di cui la Germania ha goduto come risultato dei problemi altrui.<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/l-analisi\/crisi-da-coronavirus-italia-europa\/#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">4. <strong>Cosa pu\u00f2 fare l\u2019Italia in questo contesto<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019accettazione di qualsiasi forma di condizionalit\u00e0 che richieda ora o nel prossimo futuro politiche di austerit\u00e0 sarebbe fatale per il paese e deve essere assolutamente evitata. Lungi dal rappresentare un\u2019opera di risanamento, tali politiche abrebbero costi enormi in termini di disoccupazione e perdita di capacit\u00e0 produttiva, mentre lo stato delle finanze pubbliche <em>peggiorerebbe<\/em> ulteriormente, come spiegato all\u2019inizio. Tale disastro pu\u00f2 per\u00f2 apparire a grandi gruppi finanziari e industriali come un\u2019ottima un\u2019occasione per acquisire a basso prezzo i beni di valore del paese: banche, imprese, infrastrutture, e possibilmente anche parte della ricchezza delle famiglie, ad esempio con la svendita degli immobili posti a garanzia di prestiti non esigibili, la tassazione del patrimonio, il bail-in delle banche in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In assenza di significative misure europee l\u2019alternativa per il governo italiano e di altri paesi in difficolt\u00e0 \u00e8 di prendere atto della situazione di emergenza e fare <em>subito<\/em> <em>tutta<\/em> la spesa necessaria per far fronte alle esigenze della sanit\u00e0 e della sostenibilit\u00e0 dell\u2019economia, senza esitazioni e senza pericolosissimi ritardi. Potrebbe finanziare questa spesa con l\u2019emissione di titoli pubblici, contando sul fatto che <em>in questa fase<\/em> la BCE non pu\u00f2 realisticamente correre il rischio di far mancare il suo sostegno, rischiando una tempesta finanziaria globale. L\u2019Italia potrebbe cos\u00ec, come spiegato all\u2019inizio, di fatto contenere la caduta del Pil e quindi anche l\u2019ampiezza dell\u2019incremento del rapporto debito\/ Pil.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Europa uscir\u00e0 comunque politicamente a pezzi da questa crisi. Pur tra le enormi difficolt\u00e0 che l\u2019attendono, il nostro paese dovrebbe dunque attrezzarsi in tutti i modi possibili (alleanze internazionali, rapporti commerciali, strumenti economici ed istituzionali di intervento nell\u2019economia) per affrontare la probabile resa dei conti politica ed economica che si aprir\u00e0 nell\u2019eurozona una volta finita l\u2019emergenza sanitaria. Il rischio maggiore per l\u2019Italia \u00e8 l\u2019elevato onere degli interessi sul debito pubblico, che pu\u00f2 essere scongiurato o aggravato dalle scelte della BCE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente, dopo che l\u2019emergenza coronavirus ha messo in luce presso l\u2019opinione pubblica l\u2019importanza del sistema sanitario pubblico nazionale, dopo i danni provocati negli anni passati dai tagli delle politiche di austerit\u00e0 e ancora non recuperati, e nella prevedibile condizione di recessione che ci aspetta, i cittadini italiani non sarebbero disposti a tollerare la richiesta di ulteriori dannose misure di austerit\u00e0 .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">*<em>Dipartimento di Economia, Universit\u00e0 Roma Tre<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">* * <em>Ringrazio per i suoi suggerimenti Sergio Cesaratto. E\u2019 comunque solo mia la responsabilit\u00e0 di quanto argomentato. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Riferimenti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Draghi, M. (2020) We face a war against coronavirus and must mobilise accordingly, https:\/\/www.ft.com\/content\/c6d2de3a-6ec5-11ea-89df-41bea055720b<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fassina, S. (2020) <em>BCE e Commission UE inadeguate. Eurogruppo sterilizzi debito pubblico<\/em>, Huffington post Blog, 15 Marzo. https:\/\/www.huffingtonpost.it\/entry\/bce-e-commissione-ue-inadeguate-leurogruppo-sterilizzi-il-debito-pubblico_it_5e6e433ec5b6747ef11ef5af?utm_hp_ref=it-homepage<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fat\u00e1s, A. e Summers, L. (2018) <a href=\"https:\/\/ideas.repec.org\/a\/eee\/inecon\/v112y2018icp238-250.html\">The permanent effects of fiscal consolidations<\/a><em>, <\/em><a href=\"https:\/\/ideas.repec.org\/s\/eee\/inecon.html\"><em>Journal of International Economics<\/em><\/a>, vol. 112(C), pages 238-250<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Schnabel, I. (2020). Narratives about the ECB\u2019s monetary policy \u2013 reality or fiction? Speech at the Juristische Studiengesellschaft, Karlsruhe, 11 February 2020. <a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/key\/date\/2020\/html\/ecb.sp200211_1~b439a2f4a0.en.html.%20Accessed%2020%20February%202020\">https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/key\/date\/2020\/html\/ecb.sp200211_1~b439a2f4a0.en.html. Accessed 20 February 2020<\/a>.) + Halle Institute for Economic Research (Iwh) http:\/\/www.iwh-halle.de\/nc\/en\/ press\/press-releases\/detail\/germany-benefited-sub-stantially-from-the-greek-crisis-1\/<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paternesi Meloni W. e Stirati A., (2018) <em>Macroeconomics and the Italian Vote<\/em>, INET Blog, August 2018, https:\/\/www.ineteconomics.org\/perspectives\/blog\/macroeconomics-and-the-italian-vote<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Storm, S. (2019) <em>Lost in deflation: Why Italy\u2019s woes are a warning to the whole Eurozone<\/em>, INET WP no 94, April.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/l-analisi\/crisi-da-coronavirus-italia-europa\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Si vedano ad esempio: With or without Europe, Italian economists for an antivirus plan<em>, Financial Times<\/em>, 13 marzo 2020; \u00a0<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/l-analisi\/coronavirus-ed-economia-italia-cina-cinese-mondiale-effetti-economici\/\">https:\/\/www.economiaepolitica.it\/l-analisi\/coronavirus-ed-economia-italia-cina-cinese-mondiale-effetti-economici\/<\/a>; UE, BCE, non \u00e8 cos\u00ec che si supera la crisi, Micromega 22 Marzo 2020, http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/ue-e-bce-non-e-cosi-che-si-supera-la-crisi-appello-di-67-economisti\/<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/l-analisi\/crisi-da-coronavirus-italia-europa\/#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Cfr. Fat\u00e1s e Summers 2018, tra gli altri<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/l-analisi\/crisi-da-coronavirus-italia-europa\/#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Tale scenario di controproducente prudenza \u00e8 purtroppo quanto si sta verificando in Italia e altri paesi europei, che stanno spendendo molto meno, per far fronte all\u2019emergenza, di Stati Uniti, Giappone, UK (vedi <a href=\"http:\/\/www.eurointelligence.com\/professional\/briefings\/2020-03-31.html\">http:\/\/www.eurointelligence.com\/professional\/briefings\/2020-03-31.html<\/a>). L\u2019Italia \u00e8 correntemente il paese che sta spendendo meno in rapporto al PIL.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/l-analisi\/crisi-da-coronavirus-italia-europa\/#_ftnref4\"><strong>[4]<\/strong><\/a> Come sottolineato da Draghi, M. (2020)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/l-analisi\/crisi-da-coronavirus-italia-europa\/#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Si veda per una proposta attuale Fassina (2020). Per quanto riguarda la storia, si pu\u00f2 ricordare che sino al 1980 la Banca d\u2019Italia aveva l\u2019<em>obbligo<\/em> di finanziare direttamente il Tesoro per il 14% delle spese previste nel bilancio pubblico. Nella sostanza, un comportamento della banca centrale sistematicamente volto a tenere bassi e stabili i tassi di interesse sui titoli del debito pubblico, sia pure con acquisti sul mercato secondario (come sta facendo ad esempio la FED negli Stati Uniti), si avvicina ad una monetizzazione di fatto, pur senza determinare una \u2018scomparsa\u2019 del debito dalla contabilit\u00e0 del bilancio pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/l-analisi\/crisi-da-coronavirus-italia-europa\/#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Paternesi Meloni e Stirati, 2018, Storm, 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/l-analisi\/crisi-da-coronavirus-italia-europa\/#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Schnabel, I. (2020). Narratives about the ECB\u2019s monetary policy \u2013 reality or fiction? Speech at the Juristische Studiengesellschaft, Karlsruhe, 11 February 2020. <a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/key\/date\/2020\/html\/ecb.sp200211_1~b439a2f4a0.en.html.%20Accessed%2020%20February%202020\">https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/key\/date\/2020\/html\/ecb.sp200211_1~b439a2f4a0.en.html. Accessed 20 February 2020<\/a>.) + Halle Institute for Economic Research (Iwh) http:\/\/www.iwh-halle.de\/nc\/en\/ press\/press-releases\/detail\/germany-benefited-sub-stantially-from-the-greek-crisis-1\/<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/l-analisi\/crisi-da-coronavirus-italia-europa\/\">https:\/\/www.economiaepolitica.it\/l-analisi\/crisi-da-coronavirus-italia-europa\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ECONOMIA E POLITICA (Antonella Stirati) Nelle ultime settimane in Italia e in Europa si \u00e8 affacciata con prepotenza la questione economica legata alla pandemia in corso, e si sono moltiplicate le prese di posizione relative a come questa dovrebbe essere affrontata.[1] Pur in una situazione in continua evoluzione, provo qui a mettere in ordine i problemi e gli strumenti disponibili, sia in via di principio che in concreto, con l\u2019auspicio che questo possa aiutare&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":36537,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/economia-e-politica.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-eUw","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/57320"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=57320"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/57320\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":57321,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/57320\/revisions\/57321"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/36537"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=57320"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=57320"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=57320"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}