{"id":57334,"date":"2020-04-07T08:00:47","date_gmt":"2020-04-07T06:00:47","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=57334"},"modified":"2021-11-01T10:34:03","modified_gmt":"2021-11-01T09:34:03","slug":"la-svalutazione-della-lira-e-le-balle-sulluscita-dalleuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=57334","title":{"rendered":"La svalutazione della lira e le balle sull\u2019uscita dall\u2019euro"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SCENARIECONOMICI (Canale Sovranista)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019euro ha un antenato di nome\u00a0<strong>ECU\u00a0<\/strong>(European Currency Unit), cio\u00e8 la moneta scritturale del sistema monetario europeo (<strong>SME<\/strong>), sistema che entra in vigore nel 1979. Lo SME comprendeva anche gli accordi europei di cambio (<strong>AEC<\/strong>).<\/p>\n<p>Quindi abbiamo gi\u00e0 un precedente storico, relativamente recente, di cosa accadrebbe all\u2019Italia in caso di abbondono di un sistema di cambi fissi (o semi-fissi nel caso dello SME), ma andiamo con ordine.<br \/>\nInizialmente \u2013 cio\u00e8 dal 79 \u2013 all\u2019Italia fu concesso di usare la \u201c<strong>banda larga<\/strong>\u201d di oscillazione. Ma all\u2019inizio degli anni \u201990\u00a0<strong>Ciampi\u00a0<\/strong>\u2013 l\u2019allora governatore della Banca d\u2019Italia \u2013 decise di portare la lira nella \u201cbanda stretta\u201d (anche se di fatto era come se ci fossimo entrati nel 1987).<\/p>\n<p>Partiamo quindi dall\u2019ingresso \u201cufficiale\u201d nella\u00a0<strong>banda stretta<\/strong>, evento riportato in un articolo dell\u2019epoca che spiega anche il funzionamento degli accordi di cambio e la differenza fra banda larga e banda stretta.<\/p>\n<h2>La Stampa\u2013 6 gennaio 1990 (<a href=\"http:\/\/www.archiviolastampa.it\/component\/option,com_lastampa\/task,search\/mod,libera\/action,viewer\/Itemid,3\/page,1\/articleid,0891_01_1990_0005_0037_24925654\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FONTE<\/a>)<\/h2>\n<p data-wp-editing=\"1\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Cattura-SME-la-stampa-6-gennaio-1990.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121501\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Cattura-SME-la-stampa-6-gennaio-1990.png?resize=980%2C608&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"732\" height=\"454\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>OGGI SI ANNUNCIA L\u2019INGRESSO NELLA \u00abBANDA STRETTA\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>LIRA, CAMBI PI\u00d9<\/em>\u00a0<em>RIGIDI<\/em>,\u00a0<em>VARR\u00c0 MENO ALL\u2019INTERNO DELLO SME<\/em><\/p>\n<p><em>ROMA. Sar\u00e0 annunciato oggi l\u2019ingresso della lira nella \u00abbanda stretta\u00bb del Sistema monetario europeo: un impegno duro, difficile, con cui il governo si vincoler\u00e0 a un pi\u00f9 stretto controllo dell\u2019inflazione. Da luned\u00ec in poi, le oscillazioni quotidiane dei cambi tra la moneta italiana e le altre valute europee non potranno superare il 2,25% in pi\u00f9 o in meno rispetto a una nuova \u00abparit\u00e0 centrale\u00bb che sar\u00e0 di 748,56 lire per marco, rispetto alle 720,699 attuali. Si tratter\u00e0 di una mossa unilaterale del governo italiano. (\u2026)<\/em><\/p>\n<p><em>Da tempo gli altri Paesi europei chiedevano all\u2019Italia di rinunciare al privilegio di una oscillazione pi\u00f9 larga per la lira (6% in pi\u00f9 o in meno), ottenuto dieci anni fa, quando fu creato il Sistema monetario europeo. Senza questo margine di sicurezza l\u2019Italia dovr\u00e0 stare molto pi\u00f9 attenta:<\/em><\/p>\n<ol>\n<li><em>a evitare che vi sia troppa differenza tra la sua inflazione e quella degli altri Paesi;<\/em><\/li>\n<li><em>a manovrare giorno per giorno la politica monetaria per evitare scossoni al cambio.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p><em>\u00abOccorreranno grandi sforzi per mantenere la lira nella banda stretta\u00bb, avverte senza peli sulla lingua il governatore della Banca centrale tedesca,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bundesbank.de\/en\/bundesbank\/organisation\/executive-board\/dr-karl-otto-poehl-666062\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Karl Otto Poehl (opens in a new tab)\">Karl Otto Poehl\u00a0<\/a><\/em>(\u2026)<\/p>\n<p>In un\u2019unione monetaria o assimilabile a tale, oggi con l\u2019euro ieri con l\u2019ECU, venuta meno la possibilit\u00e0 di intervenire sul tasso di cambio \u2013 nello SME era invece limitato alla banda (foto sotto) \u2013 la differenza di competitivit\u00e0 fra un paese e l\u2019altro sta proprio nel livello interno dei prezzi. Moneta unica dunque ma diversi tassi d\u2019inflazione, i paesi con l\u2019inflazione pi\u00f9 bassa erano quelli pi\u00f9 \u201ccompetitivi\u201d, Germania in primis.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-744\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/canalesovranista.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Screenshot_2020-02-10-rel91_app-pdf.png?w=980&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"652\" height=\"320\" \/>Fonte: appendice al rapporto annuale sul 1991<\/figure>\n<p>Nelle appendici dei vecchi\u00a0<strong>rapporti annuali della Banca d\u2019Italia<\/strong>\u00a0c\u2019era una\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/relazione-annuale\/1991\/rel91_app.pdf#page=24\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">sezione dedicata allo SME<\/a>: la lira, nei confronti di 1 marco tedesco, doveva oscillare fra quota 731,570 e 765,400.<\/p>\n<p>Negli anni \u201980 e soprattutto nei primi anni \u201990, l\u2019Italia aveva un saldo commerciale in deficit cio\u00e8 importava molto di pi\u00f9 di quello che esportava, proprio a causa della penalizzazione del sistema monetario europeo. Per chi volesse approfondire a livello tecnico\u00a0<a href=\"https:\/\/www.slideshare.net\/filiabba\/quarta-lezione-i-tassi-di-cambio\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"qui \u00e8 spiegato tutto (opens in a new tab)\">qui \u00e8 spiegato tutto<\/a>.<\/p>\n<p>Tutte le volte che l\u2019Italia si \u00e8 legata in un cambio fisso (o assimilabile a fisso) \u00e8 stato\u00a0<strong>un massacro sia per l\u2019economia italiana sia per i cittadini<\/strong>. Il 1992 porta per\u00f2 una\u00a0<strong>lezione preziosa<\/strong>, perch\u00e9 dall\u2019analisi di quello che dicevano all\u2019epoca \u201cgiornaloni\u201d, professoroni e politicanti dell\u2019epoca, emerge una tecnica ben precisa: fare terrorismo mediatico con dei mantra che sono ripetuti anche ai nostri giorni.<\/p>\n<p>Balle ci dicevano all\u2019epoca sull\u2019uscita dallo SME,<strong>\u00a0le stesse balle<\/strong>\u00a0ci raccontano oggi sull\u2019uscita dall\u2019Euro.<\/p>\n<p>Fatta questa piccola premessa, ecco in\u00a0<strong>ordine cronologico<\/strong>\u00a0le principali notizie dal 1992 al 1996, cio\u00e8 dall\u2019uscita dallo SME fino al suo rientro. Buona lettura<\/p>\n<h2>Repubblica \u2013 3 giugno 1992 (<a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1992\/06\/03\/bisogna-colpire-salari-pensioni.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FONTE<\/a>)<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/BISOGNA-COLPIRE-SALARI-E-PENSIONI-Guido-Carli-la-Repubblica-it.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121466\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/BISOGNA-COLPIRE-SALARI-E-PENSIONI-Guido-Carli-la-Repubblica-it.png?resize=689%2C516&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"689\" height=\"516\" \/><\/a><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><figcaption><\/figcaption><\/figure>\n<p><em>BISOGNA COLPIRE SALARI E PENSIONI<\/em><\/p>\n<p><em>ROMA \u2013 Siamo \u201cin emergenza\u201d, torna ad avvertire\u00a0<strong>Guido Carli<\/strong>. Bisogna colpire pensioni e salari, ma occorre anche puntare alla \u201ccrescita zero\u201d del numero dei dipendenti pubblici. E privatizzare. E sfruttare la \u201cdisponibilit\u00e0 a pagare\u201d di una parte degli utenti nei delicatissimi settori della sanit\u00e0 e dell\u2019istruzione. Quindi va riformato l\u2019ordinamento finanziario degli enti locali. E, ancora, vanno revisionate le procedure di bilancio\u2026 Insomma, rigore. Che poi vuol dire stringere (subito) la cinghia.\u00a0<strong>Altrimenti l\u2019Italia pu\u00f2 abbandonare il sogno europeo perch\u00e9 gi\u00e0 oggi la dinamica della spesa pubblica \u201cnon \u00e8 tale da consentire\u201d la convergenza richiesta dagli accordi di Maastricht.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>La causa del dissesto \u2013 scrive \u2013 \u00e8 imputabile \u201c<strong>all\u2019estensione assunta dal principio della gratuit\u00e0 delle prestazioni pubbliche rese al cittadino<\/strong>\u201d. Ma ombre pesanti gravano anche sul parlamento, \u201cdove si fanno, si emendano, si rifanno le leggi\u201d. Occorre quindi costituire un governo \u201ccomposto da ministri che, nella loro collegialit\u00e0, condividano la convinzione che\u00a0<strong>siamo in emergenza<\/strong>, che urgono provvedimenti d\u2019emergenza e ripudino la filosofia di\u00a0<strong>populismo\u00a0<\/strong>egualitario nella quale, durante due decenni, si sono riconosciute le forze presenti in parlamento\u201d. Le pensioni sono in cima alla lista delle urgenze<\/em><\/p>\n<p>Come vedere la \u201cspending review\u201d parte da lontano e la sanit\u00e0 \u00e8 sempre stato uno dei settori \u201cpreferiti\u201d su cui applicarla. Pi\u00f9 avanti vi moster\u00f2, con dati alla mano, la falsit\u00e0 delle affermazioni di Carli.<\/p>\n<p>Ricordiamo che\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Guido_Carli\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Guido Carli (opens in a new tab)\">Guido Carli<\/a>\u00a0<\/strong>\u00e8 colui che negozi\u00f2 e firm\u00f2 il trattato di Maastricht, in qualit\u00e0 di ministro del Tesoro, assieme al ministro degli affari esteri\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gianni_De_Michelis\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Gianni De Michelis (opens in a new tab)\">Gianni De Michelis<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019Italia non aveva i requisiti per partecipare all\u2019unione monetaria, dunque ce ne dovevamo fare una ragione e abbandonare il fogno europeo. A maggior ragione dopo quel \u201cprimo assaggio\u201d di moneta unica, un disastro che avevamo gi\u00e0 sperimentato proprio nel 1992.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Oggi come allora ci proponevano delle\u00a0<strong>false soluzioni di microeconomia<\/strong>\u00a0(i sacrifici) per scellerate decisioni di macroeconomia (la difesa del cambio della Lira). Andiamo avanti<\/p>\n<h2>Repubblica \u2013 17 giugno 1992 (<a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1992\/06\/17\/spaventa-contrario-alla-svalutazione.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FONTE<\/a>)<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/E-SPAVENTA-E-CONTRARIO-ALLA-SVALUTAZIONE-SAREBBE-FOLLE-E-DANNOSA-la-Repubblica-it.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121470\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/E-SPAVENTA-E-CONTRARIO-ALLA-SVALUTAZIONE-SAREBBE-FOLLE-E-DANNOSA-la-Repubblica-it.png?resize=694%2C330&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"694\" height=\"330\" \/><\/a><br \/>\n<em>E SPAVENTA \u00c8 CONTRARIO ALLA SVALUTAZIONE \u2018SAREBBE FOLLE E DANNOSA\u2019<\/em><\/p>\n<p><em>In piena sintonia con il collega Mario Monti, dunque, Spaventa torna a formulare \u2013 come in occasione del \u201cmanifesto\u201d sugli accordi di Maastricht pubblicato da Repubblica e dal Corriere della Sera \u2013 un\u2019analisi comune dei mali dell\u2019 Italia, e una strategia unitaria per il risanamento.\u00a0<strong>Parlare di svalutazione della lira oggi, ha sottolineato l\u2019economista, \u201c\u00e8 irresponsabile, folle e dannoso, ed inoltre l\u2019operazione non servirebbe a niente\u201d.<\/strong>\u00a0Bene fa la Banca d\u2019Italia pertanto a resistere, appoggiandosi alle condizioni del trattato di Maastricht.<\/em><\/p>\n<p>Non servirebbe a niente, segniamocela!<\/p>\n<p>Dovete sapere che\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Luigi_Spaventa\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Spaventa (opens in a new tab)\">Luigi Spaventa<\/a>\u00a0nel 1978 era molto critico sullo SME perch\u00e9, ecco le sue parole\u00a0<a href=\"http:\/\/legislature.camera.it\/_dati\/leg07\/lavori\/stenografici\/sed0382\/sed0382.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"pronunicate in parlamento (opens in a new tab)\">pronunciate in parlamento<\/a><\/p>\n<p><em>Il cambio \u2013 \u00e8 stato correttamente osservato \u2013 \u00e8 la pi\u00f9 endogena delle variabili: non pu\u00f2 essere trasformata o in obiettivo fine a s\u00e9 stesso o in strumento da manovrare per il conseguimento di altre finalit\u00e0<\/em>.\u00a0<em>Gli svalutazionisti di altri tempi (neppure troppo lontani, signor Presidente), sono oggi rivalutazionisti, illudendosi, in base al pi\u00f9 recente dei loro modelli, che\u00a0<strong>il problema della nostra inflazione possa essere affrontato con successo imponendo alla lira l\u2019onere di una rivalutazione.<\/strong><\/em>\u00a0<em>L\u2019esperienza di altri paesi e la riflessione ci inducono a non accogliere questa tesi. Per quanto riguarda l\u2019esperienza, vorrei rammentare che un tentativo del genere fu compiuto dalla\u00a0<strong>Svezia\u00a0<\/strong>quando decise di aderire al \u00ab serpente \u00bb monetario,\u00a0<strong>nel tentativo di rivestire la virt\u00f9 scandinava della piena occupazione con il rispettabile abito borghese dell\u2019agganciamento al marco<\/strong>. Come \u00e8 noto,\u00a0<strong>la Svezia dovette lasciare il \u00abserpente\u00bb avendo lacerato l\u2019abito e perso la virt\u00f9<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p>Questo \u00e8 solo un estratto, se leggete tutto il discorso citava anche Mario Monti (nel 78\u2026)<br \/>\nPoi evidentemente Spaventa ha cambiato idea e, con l\u2019introduzione della moneta unica, diventer\u00e0 anche\u00a0<a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/affari\/2010\/11\/30\/news\/tornare-alla-lira-una-follia-1.26402\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"contrario anche all'uscita dall'euro (opens in a new tab)\">contrario anche all\u2019uscita dall\u2019euro<\/a>\u00a0fino alla sua morte nel 2013.<\/p>\n<p>Chiusa parentesi proseguiamo.<\/p>\n<h2>Repubblica \u2013 26 giugno 1992 (<a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1992\/06\/26\/misure-drastiche-la-svalutazione.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FONTE<\/a>)<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/MISURE-DRASTICHE-O-LA-SVALUTAZIONE-la-Repubblica-it.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121473\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/MISURE-DRASTICHE-O-LA-SVALUTAZIONE-la-Repubblica-it.png?resize=692%2C441&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"692\" height=\"441\" \/><\/a><br \/>\n<em>\u201cMISURE DRASTICHE O LA SVALUTAZIONE\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>PALERMO \u2013 L\u2019industria italiana rischia di morire per soffocamento. Gli alti tassi di interesse e l\u2019eccesiva crescita del costo del lavoro stanno provocando una drammatica caduta della competitivit\u00e0 delle nostre imprese. Se il governo non riprender\u00e0 velocemente la guida dell\u2019economia\u00a0<strong>una svalutazione della lira sar\u00e0 inevitabile per evitare la \u201cmorte\u201d del sistema industriale italiano.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Questi, pur di difendere un\u2019insensata politica di cambio (quasi) fisso, preferirebbero far morire il sistema industriale italiano. A meno che non si \u00e8 obnubilati \u2013 per dirla alla Keynes \u2013 il dilemma non si dovrebbe nemmeno porre.<\/p>\n<p>Andiamo avanti<\/p>\n<h2>Repubblica \u2013 9 settembre 1992 (<a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1992\/09\/09\/agnelli-abete-due-settimane-di-tempo.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FONTE<\/a>)<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/AGNELLI-E-ABETE-DUE-SETTIMANE-DI-TEMPO-PER-EVITARE-IL-DISASTRO-la-Repubblica-it.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121474\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/AGNELLI-E-ABETE-DUE-SETTIMANE-DI-TEMPO-PER-EVITARE-IL-DISASTRO-la-Repubblica-it.png?resize=692%2C482&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"692\" height=\"482\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>\u201cAGNELLI E ABETE: DUE SETTIMANE DI TEMPO PER EVITARE IL DISASTRO (\u2026)\u201d<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">\u201cDue settimane per evitare il disastro\u201d, ricorda moltissimo il \u201cFATE PRESTO\u201d, cit\u00a0<a href=\"https:\/\/youtu.be\/gm24m72qY6o?t=829\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Alessandro Greco (opens in a new tab)\">Alessandro Greco<\/a>. Leggiamo i loro deliri.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>ROMA \u2013 Due settimane di tempo, non un giorno di pi\u00f9. Poi,\u00a0<strong>in assenza di un intervento urgente di tagli alla spesa e di privatizzazioni, la crisi si avviter\u00e0<\/strong>. Gli alti tassi d\u2019interesse strozzeranno l\u2019economia costringendo molti industriali a chiudere bottega. E al danno seguir\u00e0 la beffa: gi\u00e0, perch\u00e9 la micidiale stretta monetaria a difesa della lira non baster\u00e0 ad evitare un deprezzamento della nostra moneta<\/em>. (\u2026)<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Avverte Gianni Agnelli: \u201cSe non si utilizzer\u00e0 il periodo di non svalutazione della lira (che speriamo sia lungo) per fare qualcosa,\u00a0<strong>sar\u00e0 un disastro<\/strong>\u201c.<\/em>\u00a0<em>A riempire di contenuti questo \u201cqualcosa\u201d ci pensa Luigi Abete. \u201cServe un decreto urgente di governabilit\u00e0 \u2013 dice il presidente della Confindustria \u2013 un provvedimento da approvare entro due settimane che crei subito le condizioni di un forte ribasso dei tassi d\u2019 interesse. Come?\u00a0<strong>Tagliando e contenendo la spesa pubblica<\/strong>\u00a0senza ricorrere a nuove entrate, anche a costo di gelare i consumi familiari;\u00a0<strong>avviando la razionalizzazione di pensioni e sanit\u00e0; privatizzando subito due o tre aziende pubbliche\u00a0<\/strong>(\u2026)<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>L\u2019economista Mario Monti lancia un\u2019idea che l\u00ec per l\u00ec lascia di stucco l\u2019auditorio: \u201c<strong>Abbiamo riserve auree importanti: impegniamone una parte<\/strong>, diamole in garanzia, cos\u00ec come fecero le autorit\u00e0 monetarie nel \u201976 con la Bundesbank. Un segnale certamente meno pesante di una svalutazione sub\u00ecta dalla Banca d\u2019Italia\u201d<\/em>\u00a0(\u2026)<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Innocenzo Cipolletta, direttore generale di Confindustria, lo descrive come una realt\u00e0 ormai molto vicina: \u201c<strong>La deindustrializzazione del nostro paese \u00e8 gi\u00e0 in corso. Di cosa si tratta? Semplice: mentre accelerano le importazioni di merci a basso costo, non ci si sposta su produzioni a pi\u00f9 alto valore tecnologico per esportarle<\/strong>. E cos\u00ec si diventa sempre pi\u00f9 dipendenti dall\u2019estero. Per fermare il processo servirebbero due cose: tassi di interesse meno elevati e costi di produzione in flessione.\u00a0<strong>Sbaglia chi crede di risolvere il problema con la svalutazione<\/strong>, che riduce la credibilit\u00e0 delle autorit\u00e0 e produce un rialzo dei tassi. Ma sbaglia anche chi pensa che la via della difesa del cambio affidata solo agli alti tassi d\u2019interesse scongiurer\u00e0 il deprezzamento della nostra valuta. Prima o poi, la recessione e il deficit pubblico saranno cos\u00ec pesanti da costringerci a svalutare\u201d.<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>Resta allora una sola strada, per gli industriali: un intervento massiccio e doloroso sulle spese, anche a costo di bloccare per un anno o anche pi\u00f9 il potere d\u2019acquisto delle famiglie<\/strong>. Certo, l\u2019effetto sar\u00e0 quello di ritardare la ripresa, ma non di pregiudicarla in futuro, come succederebbe se passasse la linea del non intervento o dei rattoppi graduali.<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Veramente incommentabile, Monti era prevedibile ma i sindacati da quanti decenni non fanno gli interessi dei lavoratori? Per quando riguarda la Bundesbank ovviamente non hanno mai visto neanche un grammo dell\u2019oro italiano, ma questa\u00a0<a href=\"https:\/\/canalesovranista.altervista.org\/crisi-anni-70-helicopter-money-e-svalutazione-lira\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"\u00e8 un'altra storia (opens in a new tab)\">\u00e8 un\u2019altra storia<\/a>\u00a0di\u00a0<strong>inutile difesa del cambio<\/strong>\u00a0della lira.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Quanto agli italiani avevano capito che la crisi di quel periodo era causata dalle folli regole europee?<\/p>\n<h2>Repubblica \u2013 9 settembre 1992 (<a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1992\/09\/09\/tre-italiani-su-quattro-per-la-cee.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FONTE<\/a>)<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/TRE-ITALIANI-SU-QUATTRO-PER-LA-CEE-la-Repubblica-it.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121478\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/TRE-ITALIANI-SU-QUATTRO-PER-LA-CEE-la-Repubblica-it.png?resize=694%2C391&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"694\" height=\"391\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Gli italiani sono i pi\u00f9 europeisti del continente: secondo un sondaggio effettuato nei grandi paesi della Comunit\u00e0, il \u201cs\u00ec\u201d alla ratifica del Trattato di Maastricht raggiungerebbe nel nostro paese il 76 per cento in caso di referendum.<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">No, non ne avevano il minimo sospetto. Domenica 13 settembre Amato annuncia in TV l\u2019imminente svalutazione, il 16 settembre (che pass\u00f2 alla storia come il\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mercoled%C3%AC_nero\">mercoled\u00ec nero<\/a>) il Regno Unito usc\u00ec dallo SME e il giorno dopo tocc\u00f2 a noi. Ecco i commenti a caldo\u2026<\/p>\n<h2>Repubblica \u2013 18 settembre 1992 (<a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1992\/09\/18\/sull-europa-scende-la-notte-delle-monete.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FONTE<\/a>)<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/SULLEUROPA-SCENDE-LA-NOTTE-DELLE-MONETE-la-Repubblica-it.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121480\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/SULLEUROPA-SCENDE-LA-NOTTE-DELLE-MONETE-la-Repubblica-it.png?resize=693%2C493&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"693\" height=\"493\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>SULL\u2019EUROPA SCENDE LA NOTTE DELLE MONETE<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>L\u2019EUROPA delle monete \u00e8 in crisi. Dopo settimane di turbolenze, giorni e giorni di battaglie a colpi di miliardi di marchi e di dollari ai \u201cfixing\u201d della maggiori piazze finanziarie del Vecchio Continente, il Sistema monetario europeo ha piegato le gambe sotto i colpi della speculazione.\u00a0<strong>Lo spettro dell\u2019Europa a due velocit\u00e0, di un\u2019Europa di serie A e l\u2019altra di serie B, agitato per anni, si \u00e8 materializzato in tutta la sua drammaticit\u00e0.<\/strong>\u00a0Sul terreno di battaglia restano i morti e i feriti: le politiche di bilancio dei paesi deboli, come l\u2019Italia, la tenuta degli accordi tra le monete, la volont\u00e0 di potenza della Bundesbank.<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Beniamino_Andreatta\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"BENIAMINO ANDREATTA (opens in a new tab)\">BENIAMINO ANDREATTA<\/a><\/strong><em>\u00a0\u2013 Quello di un sistema monetario europeo che potesse garantire per lungo tempo una pressione verso comportamenti convergenti mi sembra un giocattolo che si \u00e8 rotto anche per colpa del governo italiano. Rimane dunque l\u2019area del marco. (\u2026) \u00c8 un gran peccato che il giocattolo si sia rotto\u00a0<strong>quando sindacati e imprese cominciavano a prenderlo sul serio e due terzi degli italiani si dichiaravano a favore di un cambio stabile<\/strong>. Solo la politica tentava di continuare nei suoi giochi proibiti.\u00a0<strong>Ci\u00f2 che rimane \u00e8 l\u2019area del marco, i paesi periferici possono entrare o galleggiare ai suoi margini<\/strong>. La stabilizzazione ora dovr\u00e0 essere opera di virt\u00f9 interne, non del blasone di appartenere ad un club. (\u2026)\u00a0<strong>Chi pensa di rinegoziare Maastricht in termini pi\u00f9 elastici si fa delle illusioni. L\u2019unica via aperta per l\u2019unione monetaria europea \u00e8 ormai la via tedesca.<\/strong><\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>MARIO MONTI<\/strong>\u00a0\u201c<em>Insomma \u00e8 giustissimo discutere la politica macroeconomica tedesca, per\u00f2 bisogna essere consapevoli che non pu\u00f2 esserci qualcosa di simile all\u2019unit\u00e0 economica europea se\u00a0<strong>non c\u2019\u00e8 un\u2019accettazione della costituzione economica del paese dominante<\/strong>\u201d<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Eugenio_Scalfari\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"EUGENIO SCALFARI (opens in a new tab)\">EUGENIO SCALFARI<\/a><\/strong>\u00a0\u2013\u00a0<em>Sotto l\u2019ombra della crisi monetaria emerge che questo paese, che\u00a0<strong>ha vissuto al di sopra delle proprie risorse<\/strong>\u00a0e ha sperperato a destra e a manca, \u00e8 diventato pi\u00f9 povero.<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Ecccertoh \u00e8 colpa degli italiani che hanno vissuto al di sopra delle loro possibilit\u00e0! Praticamente questo dialogo era come un talk show di La7 oggi\u2026<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Monti e Andreatta chiedevano esplicitamente la sottomissione al modello Germania, mentre Scalfari ci ricorda che gli italiani hanno vissuto al di sopra delle proprie possibilit\u00e0 (forse Monti ha rubato questo slogan proprio dal fondatore di Repubblica).<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">In ogni caso, quelle di Scalfari sono accuse senza fondamento. Basta semplicemente leggere il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/relazione-annuale\/1992\/rel92_tot.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"rapporto della Banca d'Italia sul 1992 (opens in a new tab)\">rapporto della Banca d\u2019Italia sul 1992<\/a>\u00a0e si scopre che:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Screenshot_2020-01-12-rel92_tot-pdf3.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121502\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Screenshot_2020-01-12-rel92_tot-pdf3.png?resize=689%2C181&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"689\" height=\"181\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>\u00abLa spesa per interessi \u00e8 passata da 147.400 miliardi nel 1991 a 173.400 nel 1992, rispettivamente pari al 10,3 e all\u2019 11,5 per cento del PIL.\u00bb<\/em>\u00a0(<a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/relazione-annuale\/1992\/rel92_tot.pdf#page=133\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">pag 133<\/a>)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Screenshot_2020-01-12-rel92_tot-pdf4.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121503\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Screenshot_2020-01-12-rel92_tot-pdf4.png?resize=717%2C189&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"717\" height=\"189\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>\u00abTra l\u2019inizio di giugno e la met\u00e0 di settembre l\u2019importo cumulato\u00a0<strong>degli interventi a sostegno della lira<\/strong>\u00a0si ragguagliava a\u00a0<strong>48 miliardi di dollari<\/strong>\u00bb\u00a0<\/em>(<a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/relazione-annuale\/1992\/rel92_tot.pdf#page=325\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">pag 325<\/a>)<em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">E sappiamo benissimo che il responsabile \u00e8 Ciampi. Ricordiamo che 48 miliardi di dollari corrispondevano, in quel periodo, a circa 51.000 miliardi di lire (sotto il valore di un dollaro da giugno a settembre 1992).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Tasso-di-cambio-lira-dollaro-1992.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121505\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Tasso-di-cambio-lira-dollaro-1992.png?resize=975%2C543&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"732\" height=\"408\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Fate due conti per vedere come il governatore aveva \u201csperperato a destra e manca\u201d, nel caos in cui lui aveva messo il nostro paese.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Per quanto riguarda gli anni precedenti, vediamo quale voce ha fatto schizzare in alto le spese dall\u20191983 al 1992 (compresi). Prendiamo questa tabella da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/relazione-annuale\/1992\/rel92_tot.pdf#page=131\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">pagina 131<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Screenshot_2020-02-10-rel92_tot-pdf.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121504\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Screenshot_2020-02-10-rel92_tot-pdf.png?resize=782%2C528&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"732\" height=\"494\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">La spesa complessiva va dal 50,5% al 55,9% (cio\u00e8 del 5,4%) ma la solo spesa per interessi cresce dal 7,6% all\u201911,5% (cio\u00e8 del 3,9%). Dunque la maggior parte della crescita della spesa \u00e8 amputabile agli interessi sul debito pubblico, con buona pace delle\u00a0<strong>bugie raccontate da Guido Carli<\/strong>\u00a0prima, che mentiva sapendo di mentire.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Anche la pressione fiscale aumenta dal 36 al 41,8% risultato? Un trend della diminuzione dell\u2019indebitamento primario (dal 1985) fino ad andare in avanzo primario proprio nel 1992.<\/p>\n<h2>Repubblica \u2013 24 settembre 1992 (<a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1992\/09\/24\/quell-errore-di-ciampi-nella-guerra.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FONTE<\/a>)<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/QUELLERRORE-DI-CIAMPI-NELLA-GUERRA-DELLA-LIRA-la-Repubblica-it.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121481\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/QUELLERRORE-DI-CIAMPI-NELLA-GUERRA-DELLA-LIRA-la-Repubblica-it.png?resize=700%2C285&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"285\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>QUELL\u2019ERRORE DI CIAMPI NELLA GUERRA DELLA LIRA<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Di fianco alla rappresentante in Italia della Bundesbank, Adelheid Sailer Schuster, con la quale si confronta sull\u2019emergenza monetaria europea, Monti porta a fondo la sua analisi sulla svalutazione della lira.\u00a0<strong>La definisce il \u201cpunto pi\u00f9 basso toccato dal governo Amato\u201d<\/strong>\u00a0e osserva che \u201cpoteva essere evitata\u201d.<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Evidentemente a Monti stava benissimo il prelievo forzoso sui conti correnti (mossa disperata per difendere il cambio). Pazzesco comunque come quest\u2019uomo sia sempre stato contrario agli interessi nazionali.<\/p>\n<p>Ci saranno altre occasioni per provare a regalare ai tedeschi l\u2019oro italiano\u2026<\/p>\n<h2>La Stampa \u2013 25 ottobre 1992 (<a href=\"http:\/\/www.archiviolastampa.it\/component\/option,com_lastampa\/task,search\/mod,libera\/action,viewer\/Itemid,3\/page,1\/articleid,0846_01_1992_0292_0001_25561221\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FONTE<\/a>)<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/la-stampa-ciampi-sei-mesi-per-salvare-litalia.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121506\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/la-stampa-ciampi-sei-mesi-per-salvare-litalia.png?resize=921%2C334&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"732\" height=\"265\" \/><\/a><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><figcaption><\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>\u00abSEI MESI PER SALVARE L\u2019ITALIA\u00bb. CIAMPI: SERVIRANNO ALTRI SACRIFICI<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Da Cernobbio il governatore Ciampi rincara la dose e per la prima volta rende esplicita l\u2019ipotesi che gi\u00e0 in primavera debba essere decisa una manovra aggiuntiva, con nuovi sacrifici. Quanto alla lira c\u2019\u00e8 poco da aspettarsi che rientri nello SME prima di Natale perch\u00e9 \u00able condizioni del ritono sono lontane\u00bb. Abbiamo sei mesi per non affondare.<\/em><\/p>\n<p>Da \u201cdue settimane di tempo\u201d a \u201csei mesi per non affondare\u201d. Ah e nella stessa pagina c\u2019\u00e8 un articolo che prova a spiegare che cos\u2019\u00e8 il\u00a0<strong>populismo<\/strong>: un dispreggiativo per il popolo che non ha connotazione positiva in nessun caso. Evidentemente andava di moda anche all\u2019epoca\u2026<\/p>\n<p>Finiti i piagnistei, dal 1993 i titoli e gli articoli dei giornali sono molto cambiati<\/p>\n<h2>Repubblica \u2013 14 gennaio 1993 (<a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1993\/01\/14\/con-il-supermarco-piccoli-sorridono.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FONTE<\/a>)<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/CON-IL-SUPERMARCO-I-PICCOLI-SORRIDONO-la-Repubblica-it.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121482\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/CON-IL-SUPERMARCO-I-PICCOLI-SORRIDONO-la-Repubblica-it.png?resize=694%2C282&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"694\" height=\"282\" \/><\/a><br \/>\n<em>\u201cCON IL SUPERMARCO I \u2018PICCOLI\u2019 SORRIDONO\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>BRESCIA \u2013 L\u2019ordine \u00e8 partito dai vertici del gruppo Volkswagen-Audi. Da qualche settimana il colosso tedesco dell\u2019 auto ha puntato sul mercato italiano per rifornirsi di componenti. Quei 20 e pi\u00f9 punti persi dalla lira nei confronti del marco, infatti, sono un\u2019occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Meglio comprare nel Bel Paese, se si vogliono contenere i costi e non far schizzare alle stelle i listini delle Golf e delle Polo.<\/em>\u00a0<em>Il supermarco, insomma, finisce per regalare una boccata d\u2019ossigeno alla piccola industria meccanica, che qui a Brescia ha una delle sue roccheforti. \u00c8 un regalo non solo per gli esportatori, ma anche per i subfornitori fino a ieri messi fuori gioco dagli stranieri a causa delle ragioni di cambio. (\u2026) Le prospettive dell\u2019export, per quanto difficili, stanno migliorando. E non solo nei confronti della Germania. Lo spiega Pietro Baiguera che con la sua Galba rifornisce di componenti anche il colosso tedesco Hurth-Marine. Afferma: \u201cAdesso con il dollaro a 1.500 lire ci aspettiamo ordini dall\u2019area del Nordamerica\u201d. Una sensazione che \u00e8 gi\u00e0 realt\u00e0 per l\u2019Omeca di Lumezzane, un azienda che produce valvole speciali per clienti come Shell, Texaco, o Mobil. \u201cOra \u2013 dice Giambattista Camagna, il titolare \u2013 il mercato americano che fino a pochi mesi fa per noi era tab\u00f9, sta tornando alla nostra portata.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Tasso-di-cambio-lira-marco-anni-90.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121507\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Tasso-di-cambio-lira-marco-anni-90.png?resize=980%2C522&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"732\" height=\"390\" \/><\/a><\/p>\n<p>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/tassidicambio.bancaditalia.it\/timeSeries\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Tassi di Cambio (Banca d\u2019Italia)<\/a><\/p>\n<p>Eh gi\u00e0, perch\u00e9 alla svalutazione della lira corrisponde la rivalutazione del marco tedesco (foto sopra) e del dollaro USA, improvvisamente all\u2019estero conviene acquistare prodotti italiani\u2026<\/p>\n<p>Calcoliamo la svalutazione della lira sul marco (media annuale) rispetto all\u2019ultimo giorno prima di sforare la banda stretta, cio\u00e8 l\u201911 settembre 1992 quando un marco valeva 765,400 lire (il tetto massimo al millesimo!)<\/p>\n<p>Seguono grafico e tabella<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/svalutazione-lira-marco-media-annua-in-percentuale-ok.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121509\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/svalutazione-lira-marco-media-annua-in-percentuale-ok.png?resize=886%2C367&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"732\" height=\"303\" \/><\/a><\/p>\n<figure class=\"wp-block-table is-style-stripes\">\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Quotazione<\/td>\n<td>Convenzione di cambio<\/td>\n<td>Data di riferimento<\/td>\n<td>svalutazione in % sul marco tedesco dall\u201911\/9\/1992<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>950,697<\/td>\n<td>Quantit\u00e0 di Lire per 1 Marco tedesco<\/td>\n<td>1993<\/td>\n<td>24,21%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>994,682<\/td>\n<td>Quantit\u00e0 di Lire per 1 Marco tedesco<\/td>\n<td>1994<\/td>\n<td>29,96%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>1137,995<\/td>\n<td>Quantit\u00e0 di Lire per 1 Marco tedesco<\/td>\n<td>1995<\/td>\n<td>48,68%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>1026,254<\/td>\n<td>Quantit\u00e0 di Lire per 1 Marco tedesco<\/td>\n<td>1996<\/td>\n<td>34,08%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>982,212<\/td>\n<td>Quantit\u00e0 di Lire per 1 Marco tedesco<\/td>\n<td>1997<\/td>\n<td>28,33%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>987,066<\/td>\n<td>Quantit\u00e0 di Lire per 1 Marco tedesco<\/td>\n<td>1998<\/td>\n<td>28,96%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>989,999<\/td>\n<td>Quantit\u00e0 di Lire per 1 Marco tedesco<\/td>\n<td>1999<\/td>\n<td>29,34%<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/figure>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Chiusa parentesi andiamo avanti.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Ma c\u2019\u00e8 stata la fuga di capitali?<\/p>\n<h2>Repubblica \u2013 17 gennaio 1993 (<a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1993\/01\/17\/riassorbite-in-un-mese-tutte-le-perdite.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FONTE<\/a>)<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/RIASSORBITE-IN-UN-MESE-TUTTE-LE-PERDITE-DEL-92-la-Repubblica-it.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121483\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/RIASSORBITE-IN-UN-MESE-TUTTE-LE-PERDITE-DEL-92-la-Repubblica-it.png?resize=694%2C466&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"694\" height=\"466\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>RIASSORBITE IN UN MESE TUTTE LE PERDITE DEL \u201992<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>MILANO \u2013 Euforia in Piazza Affari. Sono stati ancora una volta gli stranieri a battere sul tempo i nostri sfiduciati investitori e ad inaugurare il 1993 nel segno focoso del Toro. Pochi dati parlano da soli: in questa settimana con un crescendo di affari furibondo la Borsa ha conseguito un rialzo del 4,75%. Non basta: nel mese borsistico di gennaio, che si \u00e8 concluso venerd\u00ec, il progresso \u00e8 stato del 18,45 per cento.\u00a0<strong>Nel giro di neanche 4 settimane si \u00e8 pi\u00f9 che riassorbita la perdita dell\u2019intero \u201992<\/strong><\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Ah no! La borsa si risana prestissimo e i capitali dall\u2019estero aumentano. Vediamo come stanno le cose a Berlino<\/p>\n<h2>Repubblica \u2013 18 marzo 1993 (<a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1993\/03\/18\/bayer-tradita-dal-marco.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FONTE<\/a>)<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/BAYER-TRADITA-DAL-MARCO-la-Repubblica-it.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121484\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/BAYER-TRADITA-DAL-MARCO-la-Repubblica-it.png?resize=696%2C505&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"505\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"has-text-align-left has-medium-font-size\"><em>BAYER TRADITA DAL MARCO<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>MILANO \u2013 La recessione economica e\u00a0<strong>la forza del marco<\/strong>\u00a0frenano i conti \u201992 del gruppo Bayer, il colosso chimico che realizza il 79% della sua attivit\u00e0 fuori dai confini tedeschi. Il giro d\u2019affari \u00e8 calato del 2,8% a 41,2 miliardi di marchi (circa 39.800 miliardi di lire), mentre l\u2019utile netto \u00e8 sceso del 15,7% a 1,6 miliardi di marchi. In calo quindi anche il dividendo, da 13 a 11 marchi per azione.\u00a0<strong>La diminuzione del fatturato \u00e8 stata influenzata in misura determinante, il 3% (ovvero 1,27 miliardi di marchi), dalla svalutazione di sterlina, lira e peseta<\/strong>\u00a0e per l\u20191,7% (735 milioni di marchi) dalla diminuzione dei prezzi di vendita, compensata in parte dall\u2019incremento delle quantit\u00e0 vendute (pari all\u20191,9% del giro d\u2019affari, 803 milioni di marchi).<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">E non si tratta di un caso isolato\u2026<\/p>\n<h2>Corriere della Sera \u2013 4 giugno del 1993 \u201cGermania mai cos\u00ec in basso\u201d<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/corriere-della-sera-germania-mai-cos%C3%AC-in-basso-1993.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121511\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/corriere-della-sera-germania-mai-cos%C3%AC-in-basso-1993.png?resize=980%2C349&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"980\" height=\"349\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><\/figure>\n<div class=\"wp-block-file\"><a href=\"https:\/\/canalesovranista.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Germania-Mai-cos%C3%AC-in-basso-corriere-della-sera-4-giugno-1993.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Articolo integrale: Germania mai cos\u00ec in basso<\/a><\/div>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>CRISI SENZA FINE \/ LA LOCOMOTIVA D\u2019EUROPA NELLA PEGGIORE RECESSIONE DEGLI ULTIMI 20 ANNI<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Nel primo trimestre il prodotto interno lordo \u00e8 crollato del 3,2 per cento. Quasi 350 mila occupati in meno. Precipitano gli investimenti ma la BUNDESBANK rimane inflessibile e non riduce il costo del denaro.<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Ormai le cifre parlano chiaro: per la Germania \u00e8 la crisi peggiore degli ultimi vent\u2019anni. Mai i grandi indicatori congiunturali avevano avuto, dopo il trauma petrolifero del 1974, un andamento cos\u00ec negativo e cos\u00ec costante. I dati forniti ieri dall\u2019Ufficio statistico federale di Wiesbaden sono drammatici: il prodotto interno lordo arretra del 3,2% rispetto a un anno fa, il prodotto sociale lordo, che tiene conto anche delle massicce fughe di capitali, addirittura del 3,7. Sono cifre relative al primo trimestre, confrontate con quelle dei primi tre mesi del \u201992, e limitate alla sola Germania Occidental<\/em>e.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 in quel periodo era in corso il processo di riunificazione (o annessione) della Germania est, ma questa \u00e8 un\u2019altra storia. Torniamo in Italia<\/p>\n<h2>Repubblica \u2013 4 maggio 1993 (<a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1993\/05\/04\/tassi-in-picchiata-all-asta-dei-btp.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FONTE<\/a>)<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/TASSI-IN-PICCHIATA-ALL-ASTA-DEI-BTP-LA-LIRA-SI-RIANIMA-la-Repubblica-it.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121485\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/TASSI-IN-PICCHIATA-ALL-ASTA-DEI-BTP-LA-LIRA-SI-RIANIMA-la-Repubblica-it.png?resize=696%2C502&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"502\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>ROMA \u2013 Giornata in rosa per i mercati italiani. L\u2019asta dei Btp decennali ha registrato\u00a0<strong>i tassi pi\u00f9 bassi da un anno a questa parte\u00a0<\/strong>(11,09% il rendimento netto, mezzo punto in meno dell\u2019asta precedente) e\u00a0<strong>richieste quasi doppie rispetto all\u2019offerta<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Tasso-Medio-Emissione-Titoli-di-Stato-1990-2019-1.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121514\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Tasso-Medio-Emissione-Titoli-di-Stato-1990-2019-1.png?resize=789%2C521&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"732\" height=\"483\" \/><\/a><\/p>\n<p>FONTE:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.dt.tesoro.it\/export\/sites\/sitodt\/modules\/documenti_it\/debito_pubblico\/dati_statistici\/Tasso_Medio_allxEmissione_dei_Titoli_di_Stato_x1990-2019x.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Ministero del Tesoro (opens in a new tab)\">Ministero del Tesoro<\/a><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Per difendere la lira era necessario offrire titoli con elevati tassi di rendimento. Ad esempio, il famigerato spread btp-bund aveva raggiunto il suo top storico proprio nell\u2019ottobre 1992 con\u00a0<strong>769 punti base<\/strong>, ma nessuno prima del 2011 ne parlava chiss\u00e0 perch\u00e9\u2026. Anche altri paesi europei avevano fatto la stessa cosa,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.mulino.it\/aulaweb\/risorse\/12798\/stud\/box_cap18.htm#tedesca\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"qui per approfondire (opens in a new tab)\">qui per approfondire<\/a>.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Abbandonato il cambio fisso il rendimento dei titoli scese di anno in anno (foto sopra), con la sola eccezione del \u201995. E come avete visto nessuno, ma proprio nessuno, voleva acquistare pi\u00f9 i nostri Titoli di Stato\u2026<\/p>\n<h2>Repubblica \u2013 4 agosto 1993 (<a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1993\/08\/04\/tassi-parte-la-discesa.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FONTE<\/a>)<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/TASSI-PARTE-LA-DISCESA-la-Repubblica-it.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121486\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/TASSI-PARTE-LA-DISCESA-la-Repubblica-it.png?resize=696%2C512&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"512\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>TASSI, PARTE LA DISCESA<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>ROMA \u2013 \u00c8 iniziata la discesa dei tassi d\u2019interesse europei dopo l\u2019accordo di Bruxelles sullo Sme che, ampliando le possibilit\u00e0 d\u2019oscillazione delle monete, ha reso possibile l\u2019attuazione di politiche monetarie pi\u00f9 distensive all\u2019interno della Cee. Come avevano preannunciato il ministro del Tesoro, Piero Barucci e il governatore della Banca d\u2019Italia, Antonio Fazio,\u00a0<strong>l\u2019allargamento della banda di oscillazione di ciascuna valuta dello Sme al 15 per cento al di sopra o al di sotto della propria parit\u00e0 centrale, ha portato un po\u2019 di calma sui mercati valutari ed ha eliminato i vincoli che frenavano una discesa dei tassi d\u2019interesse nei paesi a moneta \u201cdebole\u201d, costretti a tenere stretto il credito per difendere il cambio.<\/strong><\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Una delle argomentazioni pi\u00f9 frequenti usate contro la Lira era che nei primi anni novanta c\u2019erano alti tassi di interesse sui prestiti. Ma in questo caso era un\u2019altra, disperata mossa, di difesa del cambio.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Tuttavia, come si evince chiaramente dalla parte finale dell\u2019articolo, era una misura usata per impedire la svalutazione della nostra moneta. Infatti nel gi\u00e0 citato\u00a0<strong>rapporto sul 1992\u00a0<\/strong>della Banca d\u2019Italia a\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/relazione-annuale\/1992\/rel92_tot.pdf#page=324\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">pag 324<\/a>\u00a0leggiamo:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Screenshot_2020-01-12-rel92_tot-pdf6.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121516\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Screenshot_2020-01-12-rel92_tot-pdf6.png?resize=698%2C185&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"698\" height=\"185\" \/><\/a><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><\/figure>\n<p class=\"has-medium-font-size\">\u00ab<em>Alla salvaguardia della lira rimanevano deputate le politiche monetaria e valutaria. Dal 24 agosto si intensificavano gli interventi sul mercato dei cambi. Il 4 settembre i tassi ufficiali, di sconto e sulle anticipazioni a scadenza fissa, venivano portati, rispettivamente, al 15 e al 16,5 per cento; la base monetaria veniva razionata<\/em>.\u00bb<\/p>\n<p>E ancora a\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/relazione-annuale\/1992\/rel92_tot.pdf#page=363\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">pagina 363<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Screenshot_2020-01-12-rel92_tot-pdf5.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121519\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Screenshot_2020-01-12-rel92_tot-pdf5.png?resize=761%2C460&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"761\" height=\"460\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Nell\u2019estate del 92 la Banca d\u2019Italia aveva portato il \u201cTasso Ufficiale di Sconto\u201d dal 12% di luglio al 15% di inzio settembre, un rialzo assolutamente anomalo se si considera che \u2013 in tutto il 1992 \u2013 l\u2019inflazione durante l\u2019anno scese dal 6 al 5%, come si legge in un articolo dell\u2019epoca (foto sotto), oppure nel database di\u00a0<a href=\"https:\/\/it.inflation.eu\/tassi-di-inflazione\/italia\/inflazione-storica\/cpi-inflazione-italia-1992.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"inflation.eu (opens in a new tab)\">inflation.eu<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/La-stampa-inflazione-mensile-1992-ok.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121520\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/La-stampa-inflazione-mensile-1992-ok.png?resize=753%2C451&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"753\" height=\"451\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p>FONTE:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.archiviolastampa.it\/component\/option,com_lastampa\/task,search\/mod,libera\/action,viewer\/Itemid,3\/page,27\/articleid,0853_01_1992_0350_0025_25242326\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"La Stampa 22 dicembre 1992 (opens in a new tab)\">La Stampa 22 dicembre 1992<\/a><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Per evitare un peggioramento della bilancia commerciale, per evitare che gli italiani comprassero i prodotti tedeschi, bisognava fare in modo che gli italiani\u2026 NON andassero proprio a comprare! Dopo la \u201csvalutazione\u201d i prodotti italiani sono tornati ad essere pi\u00f9 convenienti rispetto alla concorrenza straniera, ecco perch\u00e9 fu allentato il credito. Ma anche all\u2019estero sono tornati convenienti i prodotti italiani.<\/p>\n<h2>Corriere della Sera \u2013 11 settembre 1993 \u201cMade in Italy mai cos\u00ec bene\u201d<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Corriere-della-sera-made-in-italy-mai-cos%C3%AC-bene-1993.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121521\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Corriere-della-sera-made-in-italy-mai-cos%C3%AC-bene-1993.png?resize=933%2C487&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"933\" height=\"487\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><\/figure>\n<div class=\"wp-block-file\"><a href=\"https:\/\/canalesovranista.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Made-in-Italy-mai-cos%C3%AC-bene-corriere-della-sera-11-settembre-1993.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Articolo integrale: Made in Italy mai cos\u00ec bene<\/a><\/div>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Spiragli \/ I vantaggi dopo la svalutazione della Lira. Baratta \u201cun contributo decisivo all\u2019occupazione\u201d<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>La bilancia commerciale verso i paesi extra Cee attiva in luglio per 3.936 miliardi. In 7 mesi guadagnati 12 mila miliardi. Con gli USA +31% con la Cina +138%<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Eh ma come si fa a competere con la Ciiiinah, ma dove deve andare l\u2019italietta con la sua liretta !1!1!<\/p>\n<h2>Repubblica \u2013 12 settembre 1993 (<a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1993\/09\/12\/la-svalutazione-ci-ha-fatto-bene.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FONTE<\/a>)<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/LA-SVALUTAZIONE-CI-HA-FATTO-BENE-Mario-Monti-la-Repubblica-it.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121488\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/LA-SVALUTAZIONE-CI-HA-FATTO-BENE-Mario-Monti-la-Repubblica-it.png?resize=697%2C285&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"697\" height=\"285\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>LA SVALUTAZIONE CI HA FATTO BENE<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong><em>Mario Monti<\/em><\/strong><em>\u00a0\u2013 \u201cLo specifico timore che nel settembre del 1992 mi portava a dire \u201cteniamo duro sul cambio\u201d era che lasciandolo andare, si potesse trovare nella svalutazione la illusoria soluzione dei problemi, senza continuare a risanare la finanza pubblica\u201d<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Giornalista<\/strong>:\u00a0<em>E questo \u00e8 accaduto?<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>Monti<\/strong>\u00a0\u201cNo. Anzi, pochi giorni dopo, il 17 settembre, il governo Amato ha approvato quel famoso pacchetto di 93 mila miliardi. Allora mi sono chiesto se era contradditorio non volere la svalutazione perch\u00e9 avrebbe disincentivato il risanamento della finanza pubblica, mentre dovevo constatare che a svalutazione avvenuta il risanamento \u00e8 stato praticato anche in dosi maggiori di prima.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Questo articolo \u00e8 un\u2019intervista a Mario Monti in cui ammettere di essersi sbagliato sull\u2019inflazione, visto che la svalutazione non ha portato un\u2019aumento dei prezzi anzi. Ma il motivo per cui \u201cci ha fatto bene\u201d era un altro: ci eravamo legati mani e piedi all\u2019austerity.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Fu dunque una liberazione temporanea, perch\u00e9 dovevamo seguire l\u2019agenda imposta dal trattato di Maastricht, ratificato il\u00a0<a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1992\/09\/18\/il-senato-ha-ratificato-il-patto-sull.html?ref=search\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"17 settembre 1992 (opens in a new tab)\">17 settembre 1992<\/a>\u00a0dal Senato e il\u00a0<a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1992\/10\/30\/italia-approva-maastricht.html?ref=search\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"29 ottobre 1992 (opens in a new tab)\">29 ottobre 1992<\/a>\u00a0dalla Camera dei Deputati.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Il primo gennaio 1993 entr\u00f2 in vigore e cominci\u00f2 ufficialmente l\u2019austerity che tuttora stiamo subendo<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Ciampi-austerit%C3%A0-1994.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121522\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Ciampi-austerit%C3%A0-1994.png?resize=980%2C487&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"980\" height=\"487\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p>A sinistra Ciampi, a destra Spaventa \u2013 Corriere della Sera \u2013 11 Settembre 1993<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><figcaption><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Mario-Monti-La-Stampa-1994.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121523\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Mario-Monti-La-Stampa-1994.png?resize=538%2C544&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"538\" height=\"544\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>Mario Monti negli anni 90 \u2013\u00a0<a href=\"http:\/\/www.archiviolastampa.it\/component\/option,com_lastampa\/task,search\/mod,libera\/action,viewer\/Itemid,3\/page,5\/articleid,0750_01_1994_0220_0005_10670172\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"La Stampa 13 agosto 1994 (opens in a new tab)\">La Stampa 13 agosto 1994<\/a><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Sulla prima pagina del Corriere della Sera dell\u201911 settembre 1993, Monti scriveva un pezzo dal titolo \u201c<strong>l\u2019impegno e gli obiettivi<\/strong>\u201c:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/mario-monti-gli-impegni-e-gli-obiettivi.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121524\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/mario-monti-gli-impegni-e-gli-obiettivi.png?resize=360%2C340&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"340\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"wp-block-image\"><\/div>\n<div class=\"wp-block-file\"><a href=\"https:\/\/canalesovranista.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Ciampi-sacrifici-per-tutti-11-settembre-1993-corriere-della-sera.pdf\">Articolo integrale: l\u2019impegno e gli obiettivi<\/a><\/div>\n<p class=\"has-medium-font-size\">\u00ab<em>Quanto alla dimensione della manovra, in termini di contenimento del disavanzo, essa \u00e8 certamente significativa. Il disavanzo, stimato nell\u2019anno in corso al 10 per cento del prodotto interno lordo (pil)<\/em>\u00a0<em>scender\u00e0 nel 1994 all\u20198,7 per cento, anzich\u00e9 salire all\u201911,1 per cento come sarebbe in assenza di interventi<\/em>\u00bb<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Insomma le \u201c\u00e9lite\u201d ci avevano restituito un ultimo periodo di benessere, per mantenere quel consenso necessario affinch\u00e9 gli italiani digerissero in scioltezza il successivo arrivo dell\u2019Euro.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Inflazione-paesi-G7-1989-1998.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121525\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Inflazione-paesi-G7-1989-1998.png?resize=846%2C581&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"846\" height=\"581\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p>FONTE: Banca d\u2019Italia \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/relazione-annuale\/1998\/rel98_app.pdf#page=16\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"appendice al rapporto annuale sul 1998 (opens in a new tab)\">appendice al rapporto annuale sul 1998<\/a>\u00a0(pag 18)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">L\u2019inflazione, dopo l\u2019abbandono del cambio fisso, scese di anno in anno (con la sola eccezione del 95) proprio a causa delle politiche di austerity.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/PIL-reale-paesi-G7-1989-1998.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121526\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/PIL-reale-paesi-G7-1989-1998.png?resize=842%2C558&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"842\" height=\"558\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><\/figure>\n<p>FONTE: Banca d\u2019Italia \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/relazione-annuale\/1998\/rel98_app.pdf#page=15\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">appendice al rapporto annuale sul 1998<\/a>\u00a0(pag 17)<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Il 1993 fu un anno di recessione ma il 94 e il 95 fecero segnare un aumento del Pil rispettivamente del 2,2 e del 2,9%. Pensate se invece avessimo continuato a fare politiche espansive\u2026.<\/p>\n<p>Pensate addirittura che nel 1995 avevamo ricevuto da\u00a0<strong>Standard &amp; Poor\u2019s<\/strong>, esatto l\u2019agenzia di rating perch\u00e9, il massimo del rating. Cito testualmente da un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2012\/01\/13\/news\/nel_1991_la_prima_caduta_italiana_dal_paradiso_della_tripla_a-28073574\/?ref=search\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">articolo di repubblica<\/a>\u00a0del 13 gennaio 2012<\/p>\n<p><em>A met\u00e0 degli anni \u201990 l\u2019Italia appariva, a giudizio della stessa agenzia di rating che oggi ha tagliato drasticamente il suo giudizio, \u201c<strong>come una delle economie-leader dell\u2019Unione europea con una crescita media annua superiore al 2% nell\u2019ultimo decennio<\/strong>\u201c. S&amp;P\u2019s apprezzava allora \u201cil record italiano di un tasso d\u2019inflazione moderato (media del 5,8% nel decennio); la responsabile condotta della Banca d\u2019Italia, nonostante il persistente elevato livello del disavanzo pubblico (stimato nel 9,4% del prodotto interno lordo nel 1994) ed il gravoso e crescente debito (124% del Pil); il forte tasso di risparmio (15% del pil) e la concentrazione in mani nazionali ed europee del debito italiano\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Andiamo avanti<\/p>\n<h2>Repubblica \u2013 22 aprile 1994 (<a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1994\/04\/22\/la-lira-anticrisi-scaccia-il-pessimismo.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FONTE<\/a>)<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/LA-LIRA-ANTICRISI-SCACCIA-IL-PESSIMISMO-la-Repubblica-it.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121489\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/LA-LIRA-ANTICRISI-SCACCIA-IL-PESSIMISMO-la-Repubblica-it.png?resize=692%2C521&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"692\" height=\"521\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>LA LIRA ANTICRISI SCACCIA IL PESSIMISMO<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>DALLE Dolomiti alla Sicilia, dalla Sardegna alla costa romagnola, il coro che si leva \u00e8 unanime: il \u201994 sar\u00e0 un anno buono per il turismo italiano.\u00a0<strong>Gli effetti della svalutazione della lira, del settembre del \u201992, infatti cominciano a vedersi adesso e la forza delle monete estere sta spingendo gli stranieri a tornare a visitare il Bel Paese<\/strong>. Un segnale importante, quasi una prova generale per la prossima estate, \u00e8 giunto dalle festivit\u00e0 pasquali che hanno sconvolto le ombrose previsioni degli albergatori e delle agenzie di viaggio. Nelle pi\u00f9 importanti mete turistiche della penisola si \u00e8 registrato il tutto esaurito,\u00a0<strong>un vero e proprio boom che solo in pochi aspettavano<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Non solo industria, anche fare le vacanze in Italia, di colpo diviene pi\u00f9 conveniente. Quelli che \u201cdobbiamo vivere di solo turismo\u201d ora avranno capito i vantaggi del cambio flessibile?<\/p>\n<h2>Corriere della Sera 14 febbraio 1996 \u2013 \u201cGrazie alla Lira\u201d<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/corriere-della-sera-grazie-alla-lira-1996.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121527\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/corriere-della-sera-grazie-alla-lira-1996.png?resize=273%2C547&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"273\" height=\"547\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"wp-block-image\"><\/div>\n<div class=\"wp-block-file\"><a href=\"https:\/\/canalesovranista.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Grazie-alla-lira-corriere-della-sera-14-febbraio-1996.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Articolo integrale: Grazie alla Lira<\/a><\/div>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>BILANCIA COMMERCIALE, 1995 SENZA PRECEDENTI<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Magica lira, unica, vera colonna dell\u2019Italia. Se non fosse sottovalutata staremmo tutti un po\u2019 peggio e probabilmente anche San Valentino sarebbe pi\u00f9 triste (\u2026)<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Negli anni precedenti, cio\u00e8 prima che la lira si svalutasse e fosse espulsa dal sistema monetario europeo, nel settembre del 1992, il saldo commerciale era, da anni, in rosso. Avere una valuta debole fa male al cuore e all\u2019orgoglio\u00a0<strong>ma evidentemente fa bene al portafoglio<\/strong>. (\u2026)<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>In Europa le cose sono state positive (per l\u2019Italia) soprattutto in Spagna, Grecia, Germania e Portogallo; fuori Europa, in primo luogo con il Sud-Est asiatico ma anche con il Giappone e gli Stati Uniti (\u2026)<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Insomma, se non fosse per questa lira senz\u2019anima, oggi saremmo a contare le rose di San Valentino invece di mandarle a mazzi<\/em>.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Continua il successo dell\u2019Italia nella \u201ccompetizione\u201d sulle esportazioni.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">E per non farmi mancare nulla, ecco il disastro che \u00e8 successo alla Fiat dopo la terribile svalutazione: \u201c<strong>Per la Fiat un \u201995 da 75 milia miliardi. Il fatturato consolidato cresce del 16,6%, l\u2019utile netto sar\u00e0 di circa 2000 miliardi<\/strong>\u201c<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/fiat-1996-utili.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121536\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/fiat-1996-utili.png?resize=743%2C420&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"743\" height=\"420\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p>Perch\u00e9 allora l\u2019avvocato sosteneva il mantenimento del cambio fisso? La risposta la trovate in\u00a0<a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1992\/06\/13\/con-la-moneta-unica-avremo-piu.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">questa intervista<\/a>\u00a0del 13 giugno 1992 di Repubblica, fatta all\u2019economista inglese\u00a0<strong>Frank Hahn<\/strong>\u00a0che diceva:<\/p>\n<p>\u201c<em>Il vero motivo per sostenere i cambi fissi \u00e8, in effetti, il controllo della classe lavoratrice.<\/em>\u201d<\/p>\n<p>Chiaro adesso?<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Vediamo la situazione in Francia.<\/p>\n<h2>Repubblica \u2013 17 febbraio 1996 (<a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1996\/02\/17\/la-francia-contro-italia-la.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FONTE<\/a>)<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/LA-FRANCIA-CONTRO-LITALIA-LA-UE-DEVE-PAGARVI-IN-LIRE-la-Repubblica-it.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121490\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/LA-FRANCIA-CONTRO-LITALIA-LA-UE-DEVE-PAGARVI-IN-LIRE-la-Repubblica-it.png?resize=698%2C494&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"698\" height=\"494\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>LA FRANCIA CONTRO L\u2019 ITALIA \u2018LA UE DEVE PAGARVI IN LIRE\u2019<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>PARIGI \u2013 La Francia non ha ancora \u2018digerito\u2019 la svalutazione della lira e\u00a0<strong>avrebbe intenzione di tornare alla carica per punire il nostro paese<\/strong>. Secondo il settimanale L\u2019Express, il governo parigino avrebbe intenzione di proporre al prossimo consiglio europeo che gli aiuti dell\u2019Unione europea al nostro paese (agricoltura, Mezzogiorno) non vengano pi\u00f9 pagati in Ecu, bens\u00ec in lire. L\u2019eccedente cos\u00ec realizzato dalla Ue potrebbe essere versato\u00a0<strong>nelle casse di agricoltori e industriali francesi e tedeschi, penalizzati dalle esportazioni italiane<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>(\u2026) durante il vertice di Cannes, nel giugno scorso, Chirac attacc\u00f2 Dini. Evocando le difficolt\u00e0 degli allevatori d\u2019Oltralpe, il capo dello Stato sbott\u00f2: \u201cProvengo da una regione agricola\u00a0<strong>e mi risulta che dalla mia Corr\u00e8ze non si esporta pi\u00f9 nemmeno un vitello verso l\u2019Italia<\/strong>\u201d<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Torniamo in Germania, il prossimo articolo vi far\u00e0 cadere la mascella!<\/p>\n<h2>La Stampa \u2013 18 marzo 1996 (<a href=\"http:\/\/www.archiviolastampa.it\/component\/option,com_lastampa\/task,search\/mod,libera\/action,viewer\/Itemid,3\/page,14\/articleid,0636_01_1996_0077_0014_8682168\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FONTE<\/a>)<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/il-marco-fa-scappare-le-imprese-tedesche-la-stampa-1996.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121497\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/il-marco-fa-scappare-le-imprese-tedesche-la-stampa-1996.png?resize=618%2C279&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"618\" height=\"279\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><\/figure>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>\u201cIl Marco fa scappare le imprese tedesche\u201d<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>BONN DAL NOSTRO CORRISPONDENTE<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>In un anno sono quasi raddoppiati, ed \u00e8 un record che fa discutere il mondo del lavoro e gli analisti: gli investimenti esteri delle imprese tedesche sono saliti da 27 miliardi di marchi nel 1994 a 50 miliardi nel \u201995. Soprattutto per due ragioni che mettono in luce debolezze del sistema Germania,\u00a0<strong>nota la Bundesbank nel suo ultimo rapporto mensile: per difendersi da costi del lavoro troppo alti e per controbattere a un Supermarco che compromette le esportazioni<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Che non si tratti di un caso ma di una tendenza al rialzo dopo una flessione, lo conferma il paragone con gli anni precedenti: nel \u201991 gli investimenti all\u2019estero erano stati di 39 miliardi di marchi. A conferma poi che la Germania\u00a0<strong>ha perduto molta della sua forza di attrazione per l\u2019industria<\/strong>, come nota ancora la Bundesbank, un altro dato: gli investimenti delle imprese straniere in Germania sono stati di 13 miliardi di marchi nel \u201995, ma erano stati di 26 miliardi l\u2019anno precedente. Come riassume la Banca di emissione \u00abla Germania partecipa meno di altri Paesi alla continua internazionalizzazione della produzione\u00bb.<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>La polemica dura da mesi: anche se fra i fattori che inducono le imprese tedesche a massicci investimenti esteri c\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di rafforzare le proprie posizioni su quei mercati,<strong>\u00a0di fronte alla concorrenza interna e in presenza di un marco troppo forte<\/strong>; e anche se il dato pu\u00f2 essere ricondotto all\u2019apertura di nuovi mercati agli investimenti stranieri,\u00a0<strong>la spiegazione principale \u00e8 \u00abla difficolt\u00e0 di produrre nel luogo di produzione Germania\u00bb. Per gli impacci burocratici che scoraggiano l\u2019avvio di nuove attivit\u00e0; per un sistema di tassazione giudicato vessatorio dalle imprese. E per un mercato del lavoro gravato da costi aggiuntivi troppo elevati e ancora troppo poco mobile<\/strong>, nonostante i progressi degli ultimi due anni: produrre in Germania il motore di un\u2019automobile costa quasi il doppio, a parit\u00e0 di qualit\u00e0, rispetto a Paesi del Sud America o dell\u2019Europa orientale.<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Di fronte a difficolt\u00e0 che si cumulano, la scelta di produrre all\u2019estero si impone, sostengono le imprese. Ma in presenza di una disoccupazione record \u2013 4 milioni e 300 mila persone senza lavoro in febbraio, l\u201911% \u2013 il dibattito economico-politico sul futuro del sistema-Germania si infiamma, prossimo appuntamento il rinnovo dei contratti.<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Incredibile la Germania qui descritta \u00e8 la sorte che \u00e8 toccata all\u2019Italia dopo l\u2019ingresso nell\u2019euro! Ma non \u00e8 finita qui, ascoltate cosa diceva il cancelliere\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Helmut_Kohl\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Helmut Kohl (opens in a new tab)\">Helmut Kohl<\/a>\u00a0ai suoi cittadini<\/p>\n<h2>La Stampa \u2013 26 aprile 1996 (<a href=\"http:\/\/www.archiviolastampa.it\/component\/option,com_lastampa\/task,search\/mod,libera\/action,viewer\/Itemid,3\/page,5\/articleid,0641_01_1996_0114_0051_8733613\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FONTE<\/a>)<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/lettera-kohl-la-stampa-26-aprile-1996.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121491\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/lettera-kohl-la-stampa-26-aprile-1996.png?resize=980%2C409&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"980\" height=\"409\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>KOHL CHIEDE \u00abLACRIME E SANGUE\u00bb<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>LA LETTERA AI TEDESCHI<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>BONN \u2013 Dalle colonne della \u00abBild Zeitung\u00bb, il quotidiano tedesco pi\u00f9 diffuso con quasi cinque milioni di copie, il Cancelliere Kohl ha inviato ieri questo appello in forma di lettera ai suoi concittadini:<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>\u00abCare concittadine, cari concittadini, in questi giorni dobbiamo confrontarci con decisioni importanti per il futuro del nostro Paese. Di fronte all\u2019alto numero di disoccupati il governo vuole fare uno sforzo particolare \u2013\u00a0<strong>e del resto non ha altra scelta<\/strong>\u00a0\u2013 per stimolare la crescita e creare dunque nuovi, pi\u00f9 sicuri posti di lavoro.<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Nel nostro Paese molte cose vanno bene, ma tutti noi dobbiamo cambiare il modo di pensare a determinate situazioni. Per esempio\u00a0<strong>il costo del lavoro da noi \u00e8 molto pi\u00f9 alto che in altri Paesi. Questo fatto ha fatto s\u00ec che in Germania non si investa pi\u00f9 abbastanza<\/strong>. Per questo abbiamo deciso misure che toglieranno questi costi, e aiuteranno dunque il futuro della nostra economia.<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Risparmiare non \u00e8 un fine in s\u00e9, ma assicura le fondamenta per una futura crescita, una crescita durevole e sana. Qualcuno propone di finanziare col credito lo Stato sociale.\u00a0<strong>Ma il bilancio dello Stato non \u00e8 diverso dal bilancio personale di ognuno di noi: non si pu\u00f2 vivere al di sopra delle proprie possibilit\u00e0.<\/strong><\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Sono convinto che la maggior parte di voi se ne rendono conto e riconoscono che queste misure sono necessarie per combattere in modo efficace la disoccupazione. Se non prendiamo provvedimenti adesso, altri posti di lavoro andranno perduti. Il nostro Stato sociale non sarebbe allora pi\u00f9 finanziabile.<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Soltanto se resteremo tutti uniti potremo assicurare, un futuro sereno al nostro Paese!\u00bb.\u00a0<strong>Helmut Kohl<\/strong><\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/AMECO-Germany-deficit-1995.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121528\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/AMECO-Germany-deficit-1995.png?resize=980%2C347&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"980\" height=\"347\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p>FONTE: Ameco &#x27a1;&#xfe0f; General Government &#x27a1;&#xfe0f; Net lending (ESA 2010) &#x27a1;&#xfe0f; Net lending (B9)<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">I tedeschi che hanno vissuto al di sopra delle proprie possibilit\u00e0, a dir poco surreale! Con gli stessi mantra usati in Italia, dove si vuole convicere che<strong>\u00a0lo stato \u00e8 come il padre di famiglia<\/strong>, oltre che a colpevolizzare i cittadini.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Lettera molto ipocrita visto che la Germania (foto sopra) nel 1995 aveva fatto un deficit del 9.4%, potete verificare il dato sul\u00a0<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/economy_finance\/ameco\/user\/serie\/ResultSerie.cfm\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"database ufficiale dell'UE (opens in a new tab)\">database ufficiale dell\u2019UE<\/a>\u00a0(Ameco).<\/p>\n<h2>Repubblica \u2013 26 aprile 1996 (<a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1996\/04\/26\/lira-europa-tifa-per-il-ritorno.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FONTE<\/a>)<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/LIRA-LEUROPA-TIFA-PER-IL-RITORNO-NELLO-SME-la-Repubblica-it.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121492\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/LIRA-LEUROPA-TIFA-PER-IL-RITORNO-NELLO-SME-la-Repubblica-it.png?resize=694%2C522&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"694\" height=\"522\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>LIRA, L\u2019EUROPA TIFA PER IL RITORNO NELLO SME<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>BRUXELLES \u2013 \u201cBenvenuta lira\u201d, se e quando la moneta italiana rientrer\u00e0 nel Sistema monetario europeo. Yves Thibault de Silguy, il commissario europeo responsabile della politica economica e monetaria, si felicita \u201c<strong>della determinazione mostrata da Romano Prodi nell\u2019annunciare che il rientro della lira nello Sme sar\u00e0 un obiettivo prioritario del suo governo<\/strong>\u201c. Il rafforzamento dello Sme, ha continuato De Silguy, \u00e8 \u201cqualcosa che pu\u00f2 rendere solo felice la Commissione europea\u201d. L\u2019appartenenza \u201cstabile\u201d al Sistema monetario per due anni \u00e8 anche condizione preliminare per far parte della moneta unica, l\u2019euro, che prender\u00e0 il via dal primo gennaio 1999.<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Come correttamente indicato, fra i requisiti di Maastricht c\u2019era una permanenza di almeno due anni nello SME, l\u2019<a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/ecb\/legal\/pdf\/maastricht_it.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"articolo 109 J (opens in a new tab)\">articolo 109 J<\/a>\u00a0per essere precisi. Una specie di \u201cfidanzamento\u201d prima di fissare il\u00a0<strong>tasso irrevocabile di cambio<\/strong>, cio\u00e8 il matrimonio vero e proprio in cui l\u2019ECU da moneta \u201cvirtuale\u201d diventer\u00e0 una moneta reale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/maastrich-ecu.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121529\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/maastrich-ecu.jpg?resize=980%2C304&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"980\" height=\"304\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sopra le norme interessate del Trattato di Maastricht<\/p>\n<p>Andiamo avanti!<\/p>\n<h2>Repubblica \u2013 1 ottobre 1996 (<a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1996\/10\/01\/chirac-moneta-unica-per-controllare-la-lira.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FONTE<\/a>)<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/CHIRAC-MONETA-UNICA-PER-CONTROLLARE-LA-LIRA-la-Repubblica-it.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121494\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/CHIRAC-MONETA-UNICA-PER-CONTROLLARE-LA-LIRA-la-Repubblica-it.png?resize=694%2C469&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"694\" height=\"469\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>CHIRAC: MONETA UNICA PER CONTROLLARE LA LIRA<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>PARIGI \u2013 La parit\u00e0 della lira sar\u00e0 il piatto forte del colloquio a quattr\u2019occhi tra Romano Prodi e Jacques Chirac, in programma venerd\u00ec mattina a Napoli nel quadro del vertice bilaterale. Ieri mattina, durante una visita nel Pas-de-Calais,\u00a0<strong>il capo dello Stato francese ha lamentato gli effetti negativi del cambio lira-franco sull\u2019industria d\u2019Oltralpe<\/strong>, mentre a Washington, dove si svolge l\u2019assemblea annuale del Fondo monetario, fonti ufficiali francesi hanno chiesto un rapido ritorno della nostra moneta nel Sistema monetario europeo. (\u2026)<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>Chirac non ha avuto peli sulla lingua: \u201c<strong>Le fluttuazioni monetarie che conosciamo in Europa non sono accettabili e sono all\u2019origine dell\u2019essenziale delle nostre difficolt\u00e0<\/strong>\u201d. Secondo il capo dello Stato, \u201ccontrariamente a quel che molti pensano,\u00a0<strong>non sono le iniziative del Sud-Est asiatico ad essere inquietanti per la produzione francese nel tessile, \u00e8 la lira italiana<\/strong>\u201d. Questa situazione, ha continuato, giustifica la nostra determinazione a introdurre la moneta unica e a stabilire regole del gioco precise per imporre a tutti i paesi europei, dentro o fuori l\u2019euro, una disciplina monetaria. Queste parole sono state pronunciate di fronte ai dirigenti di una regione dove \u00e8 concentrata la produzione del tessile-abbigliamento e dove pi\u00f9 forte \u00e8 l\u2019esasperazione contro l\u2019Italia, accusata dai piccoli e medi industriali di aver praticato una svalutazione competitiva<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Tasso-di-cambio-lira-franco-anni-90.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121530\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Tasso-di-cambio-lira-franco-anni-90.png?resize=980%2C485&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"980\" height=\"485\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><figcaption>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/tassidicambio.bancaditalia.it\/timeSeries\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Tassi di cambio - Banca d'Italia (opens in a new tab)\">Tassi di cambio \u2013 Banca d\u2019Italia<\/a>\u00a0\u2013 oscillazioni giornaliere<\/figcaption><\/figure>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/svalutazione-lira-franco-media-annua-in-percentuale.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121531\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/svalutazione-lira-franco-media-annua-in-percentuale.png?resize=742%2C342&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"742\" height=\"342\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Con lo stesso metodo del Marco, ecco la svalutazione media annuale nei confronti del Franco, prendendo come riferimento l\u2019ultimo giorno di appartenenza alla banda stretta, cio\u00e8 l\u201911 settembre 1992 quando ci volevano 224,845 franchi per una lira. L\u2019andamento della svalutazione, in termini percentuali, \u00e8 simile a quello del marco tedesco.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-table is-style-stripes\">\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Quotazione<\/td>\n<td>Convenzione di cambio<\/td>\n<td>Data di riferimento<\/td>\n<td>svalutazione in % sul franco francese dall\u201911\/9\/1992<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>277,538<\/td>\n<td>Quantit\u00e0 di Lire per 1 Franco Francese<\/td>\n<td>1993<\/td>\n<td>23,44%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>290,794<\/td>\n<td>Quantit\u00e0 di Lire per 1 Franco Francese<\/td>\n<td>1994<\/td>\n<td>29,33%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>326,629<\/td>\n<td>Quantit\u00e0 di Lire per 1 Franco Francese<\/td>\n<td>1995<\/td>\n<td>45,27%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>301,755<\/td>\n<td>Quantit\u00e0 di Lire per 1 Franco Francese<\/td>\n<td>1996<\/td>\n<td>34,21%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>291,776<\/td>\n<td>Quantit\u00e0 di Lire per 1 Franco Francese<\/td>\n<td>1997<\/td>\n<td>29,77%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>294,429<\/td>\n<td>Quantit\u00e0 di Lire per 1 Franco Francese<\/td>\n<td>1998<\/td>\n<td>30,95%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>295,182<\/td>\n<td>Quantit\u00e0 di Lire per 1 Franco Francese<\/td>\n<td>1999<\/td>\n<td>31,28%<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/figure>\n<h2>Repubblica \u2013 25 novembre 1996 (<a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1996\/11\/25\/ciampi-fazio-un-livello-sostenibile.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FONTE<\/a>)<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/CIAMPI-E-FAZIO-E-UN-LIVELLO-SOSTENIBILE-la-Repubblica-it.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121496\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/CIAMPI-E-FAZIO-E-UN-LIVELLO-SOSTENIBILE-la-Repubblica-it.png?resize=697%2C484&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"697\" height=\"484\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>CIAMPI E FAZIO\u00a0<\/em>\u00c8\u00a0<em>UN LIVELLO SOSTENIBILE<\/em><\/p>\n<p><em>UNA LUNGA TRATTATIVA Il governatore della Banca d\u2019 Italia Antonio Fazio ieri a Bruxelles insieme al ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi. Dopo una estenuante trattativa che si \u00e8 protratta per pi\u00f9 di otto ore la lira \u00e8 rientrata nello Sme ad una parit\u00e0 centrale di 990 nei confronti del marco. La nostra moneta era uscita dal Sistema monetario europeo nel settembre del 1992<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Il 25 novembre 1996 Prodi &amp; Ciampi riportano la Lira nel Sistema Monetario Europeo (SME) con il cambio 990 lire per 1 marco tedesco.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Segue la tabella con tutte le fluttuazioni monetarie di quel periodo (medie annue). Dal 1996 in poi, sul dollaro e sterlina la lira ha continuato a svalutarsi, mentre su Franco e Marco stava rivalutando. Sull\u2019<strong>ECU<\/strong>\u00a0invece (ultima colonna a destra) si stava gi\u00e0 prefigurando il valore di 1936,27 lire.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Quotazioni-lira-anni-1989-1997-su-Marco-Franco-Dollaro.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121498\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Quotazioni-lira-anni-1989-1997-su-Marco-Franco-Dollaro.png?resize=967%2C591&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"967\" height=\"591\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p>FONTE: Banca d\u2019Italia \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/autostrade-allianz-e-stata-veramente-una-fake-news\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Appendice al rapporto annuale sul 1997<\/a>\u00a0(pag 23)<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Siamo arrivati all\u2019ultimo pezzo di questo lungo, molto lungo articolo.<\/p>\n<h2>Conclusione<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/paolo-baffi-cambio-fisso-la-stampa-3-giugno-1989.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-121533\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/paolo-baffi-cambio-fisso-la-stampa-3-giugno-1989.png?resize=980%2C468&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"980\" height=\"468\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p>FONTE ORIGINALE:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.archiviolastampa.it\/component\/option,com_lastampa\/task,search\/mod,libera\/action,viewer\/Itemid,3\/page,1\/articleid,0936_01_1989_0124_0001_24984892\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"La Stampa 3 giugno 1989 (opens in a new tab)\">La Stampa 3 giugno 1989<\/a>, trascrizione del testo\u00a0<a href=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/lultima-lettera-del-governatore-paolo-baffi-da-attivismo-info\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"qui (opens in a new tab)\">qui<\/a><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Vorrei concludere questo lungo articolo con una citazione di un altro ex-governatore della Banca d\u2019Italia.\u00a0<strong>Paolo Baffi<\/strong>\u00a0il 3 giugno 1989 scriveva sulle colonne de La Stampa dal titolo \u201cMoneta Cee, falso traguardo\u201d:<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>\u00abQuando si \u00e8 eretto il feticcio dei cambi f\u00ecssi le conseguenze sono state nefaste\u00bb \u2013 \u00abPochi bambini e tanti vecchi. Ecco il vero problema della comunit\u00e0\u00bb \u2013 Una nuova ondata di immigrati \u00e8 inevitabile (\u2026)<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>\u00ab<\/em>\u00a0<em>La storia monetaria d\u2019Europa ci rivela che,\u00a0<strong>ogni qual volta la parit\u00e0 di cambio \u00e8 stata\u00a0eretta a feticcio<\/strong>\u00a0o\u00a0imposta senza adeguato riguardo alle sottostanti condizioni dell\u2019economia,\u00a0<strong>le conseguenze sono state nefaste<\/strong><\/em>\u00a0(\u2026)<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em>\u00ab<\/em>\u00a0<em>Si deve osservare che un sistema a guida marco, fondato sulla stabilit\u00e0 dei prezzi, e sulla rigidit\u00e0 del cambio, impone a qualsiasi Paese che subisca uno shock riduttivo della sua capacit\u00e0 di produrre reddito (come furono i due del prezzo del petrolio negli Anni Settanta) la scelta fra il finanziamento estero e il ricorso all\u2019abbattimento dei prezzi interni e, maggiormente, dei salari, che da Keynes in poi sappiamo essere oltremodo difficile e costoso in termini di tranquillit\u00e0 sociale e di produzione di reddito.<\/em>\u00a0<em>L\u2019aggiustamento relativo di prezzi e salari sarebbe pi\u00f9 facile su un\u2019onda di moderata inflazione diffusa al sistema, ma l\u2019obiettivo essendo quello pi\u00f9 severo dei prezzi stabili, questa agevolezza non si d\u00e0 e di tanto si aggrava il vincolo della fissit\u00e0 del cambio.\u00a0<\/em>\u00bb<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Se non si conosce la storia, si \u00e8 destinati a ripeterla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/la-svalutazione-della-lira-e-le-balle-sulluscita-dalleuro\/\">https:\/\/scenarieconomici.it\/la-svalutazione-della-lira-e-le-balle-sulluscita-dalleuro\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SCENARIECONOMICI (Canale Sovranista) &nbsp; L\u2019euro ha un antenato di nome\u00a0ECU\u00a0(European Currency Unit), cio\u00e8 la moneta scritturale del sistema monetario europeo (SME), sistema che entra in vigore nel 1979. Lo SME comprendeva anche gli accordi europei di cambio (AEC). Quindi abbiamo gi\u00e0 un precedente storico, relativamente recente, di cosa accadrebbe all\u2019Italia in caso di abbondono di un sistema di cambi fissi (o semi-fissi nel caso dello SME), ma andiamo con ordine. 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