{"id":57406,"date":"2020-04-10T09:30:46","date_gmt":"2020-04-10T07:30:46","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=57406"},"modified":"2020-04-10T01:14:55","modified_gmt":"2020-04-09T23:14:55","slug":"coronavirus-ecco-i-settori-che-potrebbero-ripartire-nella-fase-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=57406","title":{"rendered":"Coronavirus, ecco i settori che potrebbero ripartire nella \u00abfase 2\u00bb"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>DIARIO DEL WEB<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>ROMA-<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>Il perimetro delle attivit\u00e0 coinvolte dalle misure di lockdown \u00e8 molto ampio e coinvolge oltre 2,2 milioni di imprese private e circa 7,3 milioni lavoratori. Lo rileva uno studio dell&#8217;Inapp, l&#8217;istituto per l&#8217;analisi delle politiche pubbliche, che ha scattato una fotografia ai settori dove sono pi\u00f9 diffuse le professioni pi\u00f9 esposte al Covid-19, sottolineando in quali di queste \u00e8 possibile svolgere la prestazione lavorativa in telelavoro o in smart working e quali comparti produttivi possono ripartire in attesa della \u00abfase 2\u00bb allo studio del Governo senza aumentare in modo consistente il rischio di contagio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il report suddivide le professioni in base a due indici: il primo misura la frequenza con cui il lavoratore \u00e8 esposto a infezioni e malattie, il secondo l&#8217;intensit\u00e0 della vicinanza fisica richiesta nello svolgimento delle mansioni, che approssima in larga misura il rischio di contagio dovuto all&#8217;attivit\u00e0 lavorativa. Sulla base della composizione professionale, gli indici sono stati riportati a livello di settore, distinguendo tra settori rimasti attivi e settori sospesi dalle misure di contenimento varate dal Governo. Le professioni sono state inoltre classificate in base a un terzo indice che misura la fattibilit\u00e0 di lavoro da remoto, cos\u00ec da poter capire se i lavoratori dei settori non coinvolti dai decreti di sospensione hanno la possibilit\u00e0 di lavorare da casa, limitando cos\u00ec il rischio di contagio generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste informazioni, che riguardano un paniere di 800 professioni, appaiono rilevanti nel pianificare la \u00abfase 2\u00bb, dice l&#8217;Inapp. La ripresa delle attivit\u00e0 dovrebbe infatti riguardare prioritariamente i settori dove la prossimit\u00e0 fisica \u00e8 minore e dove maggiore \u00e8 la possibilit\u00e0 di lavorare da remoto. In particolare, tra i 10 settori con la maggiore esposizione a malattie e infezioni, quelli del comparto sanitario riportano i valori pi\u00f9 alti. Un alto rischio \u00e8 presente tra i settori dell&#8217;istruzione pre-scolastica e degli asili nido, che, al contrario del comparto sanit\u00e0, figurano tra quelli che hanno temporaneamente interrotto la loro attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Esaminando il peso occupazionale dei settori aggregati sulla base dell&#8217;indicatore di prossimit\u00e0 fisica si nota che la maggior parte dell&#8217;occupazione nelle professioni altamente esposte ai contatti interpersonali opera nel settore dei servizi (compresa l&#8217;assistenza sanitaria, non sottoposta a fermo dell&#8217;attivit\u00e0) e nel commercio al dettaglio. La manifattura occupa la maggior parte dei lavoratori in cui l&#8217;indice di prossimit\u00e0 \u00e8 relativamente elevato, compreso tra il 30% e l&#8217;80%. Nell&#8217;agricoltura, che fornisce beni necessari e per questo non \u00e8 sottoposta a fermo, la maggior parte dell&#8217;occupazione registra un livello dell&#8217;indice di prossimit\u00e0 fisica molto basso o nullo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nei settori al momento attivi circa 3 milioni di lavoratori utilizzano il telelavoro o lo smart working. I settori caratterizzati da un valore pi\u00f9 alto dell&#8217;indicatore di propensione al lavoro da remoto sono le attivit\u00e0 professionali, scientifiche e tecniche, quelle finanziarie e assicurative, le attivit\u00e0 di organizzazioni extraterritoriali, la pubblica amministrazione e la maggior parte dei servizi professionali, tutti settori che non sono stati coinvolti dai decreti di sospensione. Al contrario, i settori chiusi in seguito ai provvedimenti del Governo (le attivit\u00e0 dei servizi di alloggio e ristorazione e del commercio all&#8217;ingrosso e al dettaglio) registrano una predisposizione allo smart working e al telelavoro molto bassa. Anche in questo caso la mancata sospensione di settori dove \u00e8 possibile svolgere le mansioni lavorative da remoto tende a ridurre il rischio di contagio senza imporre il blocco delle attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abLe attuali misure di contenimento sono fondamentali e vanno fatte rispettare rigorosamente &#8211; spiega Sebastiano Fadda, presidente dell&#8217;Inapp &#8211; lo studio vuole offrire uno strumento di consultazione ai decisori politici. Passata l&#8217;emergenza sanitaria va considerato che esistono settori economici dove il rischio di contagio, dovuto alla prossimit\u00e0 fisica, appare pi\u00f9 basso di altri e che quindi possono ripartire gradualmente senza aumentare, o aumentando di poco, il rischio di contagio, mentre altri presentano maggiori difficolt\u00e0 e quindi potrebbero continuare a lavorare utilizzando le formule di telelavoro o smart working. Nello specifico, le figure professionali pi\u00f9 esposte al rischio di infezioni e malattie, oltre al settore sanitario si trovano nel settore dell&#8217;istruzione pre-scolastica e degli asili nido che mostrano i valori di rischio di contatto pi\u00f9 alti. Ci sono poi professioni le cui attivit\u00e0 possono essere pi\u00f9 facilmente svolte da remoto, come nell&#8217;industria finanziaria, bancaria e assicurativa, nella pubblica amministrazione e nella maggior parte dei servizi professionali, che potranno continuare ad operare in questo modo, a meno di nuove indicazioni da parte del Governo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:<a href=\"https:\/\/www.diariodelweb.it\/economia\/articolo\/?nid=20200408-546396\">https:\/\/www.diariodelweb.it\/economia\/articolo\/?nid=20200408-546396<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DIARIO DEL WEB ROMA-\u00a0Il perimetro delle attivit\u00e0 coinvolte dalle misure di lockdown \u00e8 molto ampio e coinvolge oltre 2,2 milioni di imprese private e circa 7,3 milioni lavoratori. 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