{"id":57408,"date":"2020-04-10T10:30:05","date_gmt":"2020-04-10T08:30:05","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=57408"},"modified":"2020-04-10T01:27:39","modified_gmt":"2020-04-09T23:27:39","slug":"ordinanze-il-governo-sta-deregolamentando-a-tutta-velocita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=57408","title":{"rendered":"Ordinanze: il governo sta deregolamentando a tutta velocit\u00e0!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>MARX XXI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Confederation General du Travail<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.cgt.fr\/\"><br \/>\n<\/a>Traduzione e introduzione di\u00a0<strong>Lorenzo Battisti (Dip. Internazionale Pci)<\/strong><\/p>\n<p><em>In questi giorni osserviamo come molti governi stanno approfittando della crisi sanitaria per mettere a segno colpi tanto alla democrazia che ai diritti sociali. E\u2019 il caso della Francia di Macron, dove lo stesso Consiglio Costituzionale ha decretato la possibilit\u00e0 per il governo di derogare alla Costituzione e di prendere provvedimenti senza la necessaria approvazione del Parlamento n\u00e9 la possibilit\u00e0 di fare appello al consiglio di stato o alla stessa corte costituzionale. Il risultato sono decreti d\u2019urgenza che limitano a tempo per lungo tempo e in settori ancora da determinare i diritti dei lavoratori, allungando la settimana lavorativa fino a livelli ottocenteschi, abolendo le 35 ore settimanali, dando la possibilit\u00e0 di imporre le ferie, allungando il lavoro notturno come riducendo il tempo tra un turno e quello successivo. La CGT, il sindacato di classe francese non \u00e8 rimasto passivo n\u00e9 in quarantena, ma ha promosso scioperi in diverse officine e in altri posti di lavoro dove i lavoratori continuano a lavorare senza protezioni e in settori non necessari. Gli scioperi in Francia non vanno in quarantena.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nIl Consiglio dei ministri, riunitosi oggi, ha appena pubblicato i suoi decreti, che attuano importanti deregolamentazioni in materia di diritto del lavoro, in particolare per quanto riguarda l&#8217;orario di lavoro, le ferie, la presa in considerazione delle RTT [la settimana di ferie legata alla riduzione del tempo di lavoro] e il conto risparmio di tempo [dove mettere le ferie inutilizzate per usarle in seguito].<\/p>\n<p>Il governo approfitta cos\u00ec scandalosamente della crisi sanitaria per derogare al diritto del lavoro in alcuni settori economici cosiddetti essenziali ma indeterminati.<\/p>\n<p>L&#8217;orario di lavoro giornaliero massimo \u00e8 aumentato a 12 ore invece di 10 ore, mentre l&#8217;orario di lavoro giornaliero massimo per il lavoro notturno \u00e8 aumentato a 12 ore invece di 8 ore.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, si decide di ridurre il periodo di riposo tra due giorni lavorativi a 9 ore invece dell&#8217;attuale minimo di 11 ore.<\/p>\n<p>Fissa la settimana lavorativa massima a 60 ore invece di 48 ore, e aumenta anche la settimana lavorativa nel settore agricolo e nel lavoro notturno.<\/p>\n<p>Introduce l&#8217;estensione del lavoro domenicale e prevede la possibilit\u00e0 di utilizzare queste regressioni fino a dicembre 2020.<\/p>\n<p>Tutte queste decisioni esprimono senza dubbio la volont\u00e0 del governo e dei datori di lavoro di prepararsi ad un&#8217;intensificazione della produzione economica. Vogliono gi\u00e0 garantirsi il post-crisi sanitaria?<\/p>\n<p>Peggio ancora, l&#8217;elenco dei settori interessati da queste deregolamentazioni sar\u00e0 definito unilateralmente dal governo attraverso decreti, mentre il governo si rifiuta ancora di definire quali settori non essenziali devono cessare la loro attivit\u00e0 e mettere finalmente in sicurezza i dipendenti.<\/p>\n<p>Esiste quindi il rischio reale che queste regressioni, in termini di diritto del lavoro, si estendano a un numero molto elevato di settori, se non a tutte le attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Le ordinanze prevedono anche notevoli regressi in termini di ferie retribuite, che potrebbero essere imposte fino a 6 giorni lavorativi, con un periodo di preavviso ridotto a 1 giorno netto dopo un accordo collettivo o direttamente tra il lavoratore e il datore di lavoro nelle piccole imprese.<\/p>\n<p>Queste ordinanze sono, per la CGT, inaccettabili, ingiustificate e rappresentano una sfida senza precedenti per il diritto del lavoro. Sono davvero una manna per i datori di lavoro.<\/p>\n<p>Al contrario, l&#8217;urgenza \u00e8 di garantire la protezione e la salute di tutti i lavoratori, elencando tutte le attivit\u00e0 che non soddisfano i bisogni essenziali della popolazione.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 di cui i lavoratori hanno bisogno \u00e8 aiuto, non nuovi vincoli!<\/p>\n<p><strong>Fonte:<a href=\"https:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/europa\/30411-2020-04-05-07-09-14\">https:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/europa\/30411-2020-04-05-07-09-14<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI Confederation General du Travail Traduzione e introduzione di\u00a0Lorenzo Battisti (Dip. Internazionale Pci) In questi giorni osserviamo come molti governi stanno approfittando della crisi sanitaria per mettere a segno colpi tanto alla democrazia che ai diritti sociali. 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