{"id":57898,"date":"2020-04-15T10:00:01","date_gmt":"2020-04-15T08:00:01","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=57898"},"modified":"2020-04-14T10:42:42","modified_gmt":"2020-04-14T08:42:42","slug":"alla-locomotiva-tedesca-manca-il-motore-lombardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=57898","title":{"rendered":"Alla locomotiva tedesca manca il motore lombardo"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LETTERA 43 (Barbara Ciolli)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/industria-germania-lombardia-coronavirus-768x482.jpg\" alt=\"Senza la componentistica del Nord Italia, l'industria tedesca non ...\" \/><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\"><em><strong>Senza la componentistica del Nord Italia, in Germania l&#8217;industria non riesce a ripartire. L&#8217;emergenza Covid sta mettendo a rischio un interscambio da 128 miliardi. Per questo servono aiuti e liquidit\u00e0. L&#8217;analisi e le previsioni della Camera di commercio italo-germanica.<\/strong><\/em><\/h2>\n<p class=\"has-drop-cap\" style=\"text-align: justify\">Fino all primavera l\u2019<strong>interscambio<\/strong>\u00a0tra\u00a0<strong>Italia<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Germania<\/strong>\u00a0aveva tenuto, poi no. L\u2019indotto delle tre regioni del Nord pi\u00f9<a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/coronavirus-decreto-6-aprile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u00a0colpite dal\u00a0<strong>Covid 19<\/strong><\/a><strong>\u00a0(Lombardia, Veneto<\/strong>\u00a0ed\u00a0<strong>Emilia Romagna<\/strong>) ha bloccato le forniture soprattutto verso i tre\u00a0<strong>Land\u00a0<\/strong>tedeschi industriali (<strong>Baviera, Baden W\u00fcrttemberg<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Nord Reno-Vesfalia<\/strong>) a loro volta i pi\u00f9 colpiti in Germania, sebbene su scala minore della Lombardia, dalla\u00a0<strong>pandemia<\/strong>. La propagazione del\u00a0<strong>coronavirus<\/strong>\u00a0in queste sei grandi e ricche\u00a0<strong>aree europee\u00a0<\/strong>si sovrappone, come un calco, all\u2019intenso interscambio commerciale che, fino al marzo scorso, ferveva tra le rispettive aziende. Il risultato \u00e8 la<strong>\u00a0paralisi<\/strong>\u00a0della\u00a0<strong>produzione industriale europea<\/strong>: un \u00abtunnel\u00bb dal quale la\u00a0<strong>Camera di commercio italo-germanica (Ahk Italien)<\/strong>\u00a0spera di uscire \u00abpresto\u00bb, \u00abinsieme e in sicurezza\u00bb con l\u2019Italia. Una ripartenza necessaria per evitare il peggio, anche se, secondo le previsioni per il 2020, per tornare alla normalit\u00e0 occorreranno almeno\u00a0<strong>6 mesi<\/strong>.<\/p>\n<div>\n<div id=\"div-gpt-ad-lettera43-dsk-300x250-Articoli-Corpo-1\" data-google-query-id=\"CMD6j47B5-gCFUoq4AodxfAOsg\">\n<h2 style=\"text-align: justify\">COMPARTO AUTO BLOCCATO<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Rimettersi lentamente in moto servir\u00e0 a\u00a0<strong>resistere<\/strong>. Il presidente di Ahk Italien\u00a0<strong>Gerhard Dambach<\/strong>\u00a0stima che un \u00abpaio di settimane di lockdown non cambieranno a questo punto la situazione\u00bb. A patto che le aziende abbiano subito dagli Stati la<strong>\u00a0liquidit\u00e0 indispensabile<\/strong>\u00a0per pagare fornitori e lavoratori, \u00abin modo da non essere costrette a chiudere\u00bb. Un blocco pi\u00f9 lungo non \u00e8 invece sostenibile, anche per l\u2019<strong>industria tedesca<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dambach \u00e8 anche amministratore delegato di\u00a0<strong>Bosch Italia<\/strong>, il ramo del colosso di Stoccarda che nel frattempo ha sviluppato un\u00a0<strong>test rapido per il coronavirus<\/strong>\u00a0e chiede di poter\u00a0<strong>ripartire<\/strong>; lo stesso<strong>\u00a0<a title=\"Bmw\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/tag\/bmw\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Bmw<\/a><\/strong>\u00a0che, come le altre case dell\u2019<strong>auto<\/strong>, dal quartier generale di Monaco ha fermato per un mese tutta la produzione, in seguito alle restrizioni ma anche per il\u00a0<strong>crollo della domanda<\/strong>. I marchi tedeschi dell\u2019<strong>automotive<\/strong>\u00a0sono in pressing anche sul\u00a0<strong><a title=\"governo\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/politica\/governo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">governo<\/a>\u00a0<a title=\"Merkel\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/tag\/angela-merkel\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Merkel<\/a><\/strong>\u00a0per un\u00a0<strong>piano comune Ue\u00a0<\/strong>che ridia fiato. Senza la\u00a0<strong>componentistica<\/strong>\u00a0dal\u00a0<strong>Nord Italia<\/strong>\u00a0il comparto non pu\u00f2 lavorare. \u00ab\u00c8 talmente specializzata che \u00e8\u00a0<strong>insostituibile<\/strong>\u00a0con altri fornitori\u00bb, precisa Dambach.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">\u00abSUBITO LIQUIDIT\u00c0 COL MES\u00bb<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante questa\u00a0<strong>dipendenza<\/strong>, per i vertici di Ahk Italien i\u00a0<strong>bond europei<\/strong>\u00a0\u00abnon sarebbero una soluzione immediata\u00bb. Ci sono invece gi\u00e0 a disposizione centinaia di<strong>\u00a0miliardi<\/strong>\u00a0\u00abd<strong><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/mes-eurobond-eurogruppo-9-aprile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\">al<\/a><\/strong><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/mes-eurobond-eurogruppo-9-aprile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\">\u00a0<\/a><strong><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/mes-eurobond-eurogruppo-9-aprile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\">Mes\u00a0<\/a><\/strong>per Paesi che hanno pi\u00f9 bisogno come l\u2019Italia, un modo semplice per dare ora liquidit\u00e0 alle aziende. Non tra settimane, quando ormai sarebbe tardi\u00bb. Le previsioni sono nere per la gran parte della\u00a0<strong>business community italo-tedesca\u00a0<\/strong>di aziende sondata da Ahk Italien in due\u00a0<strong>indagini<\/strong>\u00a0a inizio marzo e poi a inizio aprile, sulle\u00a0<strong>post emergenza Covid:<\/strong>\u00a0oltre la met\u00e0 delle imprese interpellate teme<strong>\u00a0perdite<\/strong>\u00a0tra il 10% e il 50% sul\u00a0<strong>fatturato 2020<\/strong>. A causa soprattutto \u2013 per il 75% di loro \u2013 del\u00a0<strong>calo<\/strong>\u00a0degli<strong>\u00a0ordini<\/strong>\u00a0di prodotti e servizi. E se, all\u2019inizio della pandemia, solo il 26% segnalava un impatto negativo sull\u2019azienda, un mese dopo, arrivati al picco ben il\u00a0<strong>73%<\/strong>\u00a0lamenta\u00a0<strong>ripercussioni pesanti<\/strong>\u00a0sui business: il 64% delle imprese contattate ha sospeso almeno in parte le attivit\u00e0 in seguito alle\u00a0<strong>misure di contenimento<\/strong>.<\/p>\n<div>\n<div id=\"native-infeed\" data-google-query-id=\"CL-TmLXB5-gCFWLDuwgd070H3A\">\n<h2 style=\"text-align: justify\">PER L\u201983% OUTLOOK 2020 NEGATIVO<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto all\u2019<strong>outlook semestrale\u00a0<\/strong>del\u00a0<strong>2020<\/strong>, l\u201983% delle imprese prospetta uno\u00a0<strong>sviluppo negativo<\/strong>\u00a0a medio termine in Italia. Ma lo stesso 83%\u00a0<strong>esclude licenziamenti\u00a0<\/strong>a causa delle chiusure in corso: per avviare la ripresa \u2013 puntando sull\u2019<strong>online<\/strong>\u00a0e lo smart working \u2013 sar\u00e0 subito necessaria la forza lavoro, e i tagli degli ultimi anni non permettono altre riduzioni di organico. L\u2019<strong>automotive<\/strong>, conferma Dambach, si trova nella situazione \u00abpi\u00f9 complessa\u00bb da risolvere per \u00abpi\u00f9 fattori\u00bb di\u00a0<strong>crisi<\/strong>, anche precedenti alla pandemia in Europa: da gennaio la\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/coronavirus-cina-crisi-economica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\">frenata economica della Cina<\/a><\/strong>\u00a0a causa del Covid-19 rende difficili la produzione e l\u2019<strong>export\u00a0<\/strong>delle grandi case automobilistiche tedesche. Gi\u00e0 in sofferenza a causa dei<strong>\u00a0dazi americani\u00a0<\/strong>alla Cina e, in parte minore, all\u2019Ue. E alle prese con la\u00a0<strong>riconversione<\/strong>\u00a0alla\u00a0<strong>mobilit\u00e0 elettrica<\/strong>\u00a0anche per la stretta alle\u00a0<strong>emissioni CO2<\/strong>\u00a0dopo gli scandali del\u00a0<strong>Dieselgate<\/strong>. Si spera che la Cina riattivi pian piano il ciclo, ma non si escludono altre \u00absorprese dal virus\u00bb. Mentre la paralisi del Nord Italia \u00e8 un grosso problema.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"native-quantum\" style=\"text-align: justify\">\n<h2 style=\"text-align: justify\">NORD ITALIA CUORE DELL\u2019INTERSCAMBIO<\/h2>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify\">Per la Germania la<strong>\u00a0partnership commerciale<\/strong>\u00a0con la\u00a0<strong>Lombardia<\/strong>\u00a0(un import-export pari nel 2019 a oltre 43 miliardi di euro) pesa pi\u00f9 dell\u2019interscambio con la\u00a0<strong>Corea del Sud<\/strong>\u00a0(quasi 30 miliardi). Il\u00a0<strong>Veneto\u00a0<\/strong>(poco meno di 21 miliardi) vale pi\u00f9 del Canada (16 miliardi). L\u2019<strong>Emilia-Romagna\u00a0<\/strong>(oltre 14 miliardi) dove l\u2019<strong>indotto<\/strong>\u00a0dell\u2019<strong>auto<\/strong>\u00a0\u00e8 molto forte, pi\u00f9 dell\u2019Australia (12 miliardi). Nonostante i sentori di\u00a0<strong>recessione<\/strong>, nel\u00a0<strong>2019\u00a0<\/strong>il circuito industriale italiano-tedesco aveva sostanzialmente tenuto, consolidandosi: l\u2019import-export era rimasto stabile a circa 128 miliardi di euro rispetto al\u00a0<strong>2018 (-0,5%<\/strong>), la Germania \u00e8 d\u2019altronde il\u00a0<strong>nostro primo partner commerciale<\/strong>. Verso Baviera, Baden-W\u00fcrttemberg e Nord Reno-Vesfalia l\u2019anno passato l\u2019Italia ha concentrato un interscambio di quasi 70 miliardi di euro: coproduzioni nel comparto dell\u2019automotive, dei macchinari, chimico-farmaceutico ed elettrotecnico che garantivano milioni di posti di lavoro. Stravolte in un mese dall\u2019<strong>emergenza sanitaria<\/strong>\u00a0del coronavirus.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/industria-germania-lombardia-coronavirus\/?refresh_ce\">https:\/\/www.lettera43.it\/industria-germania-lombardia-coronavirus\/?refresh_ce<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LETTERA 43 (Barbara Ciolli) Senza la componentistica del Nord Italia, in Germania l&#8217;industria non riesce a ripartire. L&#8217;emergenza Covid sta mettendo a rischio un interscambio da 128 miliardi. Per questo servono aiuti e liquidit\u00e0. L&#8217;analisi e le previsioni della Camera di commercio italo-germanica. Fino all primavera l\u2019interscambio\u00a0tra\u00a0Italia\u00a0e\u00a0Germania\u00a0aveva tenuto, poi no. L\u2019indotto delle tre regioni del Nord pi\u00f9\u00a0colpite dal\u00a0Covid 19\u00a0(Lombardia, Veneto\u00a0ed\u00a0Emilia Romagna) ha bloccato le forniture soprattutto verso i tre\u00a0Land\u00a0tedeschi industriali (Baviera, Baden W\u00fcrttemberg\u00a0e\u00a0Nord Reno-Vesfalia)&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":95,"featured_media":35715,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Lettera43.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-f3Q","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/57898"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/95"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=57898"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/57898\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":57901,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/57898\/revisions\/57901"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/35715"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=57898"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=57898"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=57898"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}