{"id":57902,"date":"2020-04-15T11:00:50","date_gmt":"2020-04-15T09:00:50","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=57902"},"modified":"2020-04-14T10:54:47","modified_gmt":"2020-04-14T08:54:47","slug":"il-coronavirus-fa-innervosire-il-mercato-mondiale-del-cibo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=57902","title":{"rendered":"Il Coronavirus fa innervosire il mercato mondiale del cibo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di BABILON (Daniele Raineri)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.babilonmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/market-3466906_1920.jpg\" alt=\"Il coronavirus fa innervosire il mercato globale del cibo ...\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><span style=\"font-size: 14pt\"><strong>La pandemia \u00e8 uno stress test duro per le\u00a0filiere della produzione e della distribuzione<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019<strong>India<\/strong>\u00a0\u00e8 il pi\u00f9 grande esportatore di riso al mondo ma questa settimana ha cessato di fatto di esportarlo, i produttori non accettano pi\u00f9 contratti con acquirenti all\u2019estero e non riescono a rispettare nemmeno i contratti gi\u00e0 esistenti perch\u00e9 il lockdown nazionale di 25 giorni imposto due settimane fa rende il lavoro impossibile. Il terzo esportatore al mondo, il\u00a0<strong>Vietnam<\/strong>, l\u2019aveva gi\u00e0 fatto. La\u00a0<strong>Russia<\/strong>\u00a0vuole mettere un tetto massimo all\u2019esportazione di cereali tra aprile e giugno, \u00e8 un tetto molto alto di sette milioni di tonnellate che saranno probabilmente pi\u00f9 della richiesta effettiva, ma \u00e8 comunque un segnale (un altro grande esportatore di grano, il\u00a0<strong>Kazakistan<\/strong>, vuole fare la stessa cosa). Anche nel 2010 durante la crisi del grano la Russia aveva prima fissato un tetto e poi bloccato le esportazioni del tutto. Il prezzo del grano era rincarato e anche per quel motivo nei paesi arabi erano scoppiate le rivolte che conosciamo come Primavera araba. Lo choc da pandemia per ora non minaccia le filiere di produzione e distribuzione del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.babilonmagazine.it\/cibo-soft-power-gastrodiplomazia-giappone\/\">cibo<\/a>, ma c\u2019\u00e8 nervosismo.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Il Financial Times in un titolo sostiene che gli stati, come i consumatori ansiosi nei supermercati, stiano facendo incetta di cibo. La Deutsche Welle tedesca parla di \u201c<strong>food nationalism\u201d<\/strong>, nazionalismo del cibo. Non vuol dire che mancher\u00e0 il cibo in tavola. Vuol dire che il coronavirus sta imprimendo degli scossoni molto forti al sistema globale di produzione, trasporto e distribuzione e ci saranno conseguenze su prezzi, mercati e scorte. E pi\u00f9 durer\u00e0 la crisi, pi\u00f9 ci saranno effetti indesiderati.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">In\u00a0<strong>America<\/strong>\u00a0a dispetto della domanda molto forte di latticini la filiera del latte \u00e8 stata colpita da una sequenza di disruption che di fatto ha sconnesso i produttori dal mercato. Disruption, rottura, \u00e8 una parola che andava molto di moda in politica qualche tempo fa e per\u00f2 ora collegata al cibo mette ansia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La chiusura totale di ristoranti e scuole ha inferto un danno troppo repentino alla filiera del latte, che ha bisogno anche di fabbriche che si occupano del packaging e di autotrasportatori per trovare nuovi mercati. Reuters parla di un \u201cincubo logistico\u201d per chi si occupa di impacchettare formaggio, burro e latte e dice che non si trovano pi\u00f9 guidatori di camion perch\u00e9 in questo periodo preferiscono non esporsi troppo al rischio contagio. Il risultato \u00e8 che i produttori continuano a mungere le vacche perch\u00e9 non possono fare altrimenti e poi versano il latte nei campi, perch\u00e9 non sanno che farsene. Non riescono a raggiungere i consumatori, se ce ne sono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo gli esperti, i guai della filiera del latte funzionano come segnale d\u2019allarme per tutti gli altri, perch\u00e9 sono quelli che arrivano prima. Il latte non pu\u00f2 essere congelato a differenza della carne e nemmeno stoccato in un silos come i cereali. Ma il rischio \u00e8 che i problemi prima o poi si estendano agli altri comparti meno deperibili. In India un pezzo della Reuters descrive mandrie di bovini che si nutrono di fragole e di lattuga, perch\u00e9 sono prodotti che non si possono conservare a lungo. E\u2019 uno spreco ovvio, quasi come versare il latte per terra, ma se nessuno raccoglie e se nessuno compra le fragole tanto vale usarle come mangime e risparmiare sulle scorte di cibo. Fra quindici giorni comincia la stagione della raccolta dei mirtilli in Spagna, con picco a met\u00e0 maggio, e di solito se ne occupano i lavoratori stagionali che arrivano dal Marocco ma quest\u2019anno non succeder\u00e0. E di esempi cos\u00ec se ne possono citare molti altri.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u201cPotremmo creare una crisi dove non c\u2019\u00e8 una crisi\u201d, dice Joe Glauber, un ricercatore dell\u2019International Food Policy Research Institute che ha lavorato come capo economista al dipartimento dell\u2019Agricoltura americano.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo giorno di aprile la\u00a0<strong>Fao<\/strong>\u00a0e l\u2019<strong>Organizzazione mondiale della sanit\u00e0<\/strong>\u00a0hanno invitato gli stati a garantire la libert\u00e0 di movimento delle merci \u2013 quindi a non mettere limiti e divieti di esportazione \u2013 e di assicurare che i lavoratori del settore alimentare continuino a fare il loro mestiere. Gli esperti spiegano che il mercato mondiale \u00e8 in condizioni di funzionare e che le scorte di grano e di riso sono ai massimi storici. C\u2019\u00e8 una riserva di riso mondiale che potrebbe durare per i prossimi quattro mesi. Ma il nervosismo potrebbe far saltare il mercato. Gli stati cominciano a limitare le esportazioni, i consumatori cominciano a fare \u201cpanic buying\u201d, quindi a svuotare gli scaffali per farsi scorte a casa ed ecco che si crea una scarsit\u00e0 artificiale \u2013 che per\u00f2 \u00e8 pericolosa quanto quella naturale.<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 14pt\"><a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/esteri\/2020\/04\/08\/news\/i-disordini-alimentari-causati-dal-coronavirus-311771\/?underPaywall=true&amp;paywall_canRead=true&amp;fbclid=IwAR0cEOonFcnzIxmRn30Ph5D4mncfNpNpnUxkQpIVD3ACaa-4bv2wOwhvjMg\"><strong>Pubblicato su Il Foglio<\/strong><\/a><\/span><\/h5>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.babilonmagazine.it\/il-coronavirus-fa-innervosire-il-mercato-globale-del-cibo\/\">https:\/\/www.babilonmagazine.it\/il-coronavirus-fa-innervosire-il-mercato-globale-del-cibo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di BABILON (Daniele Raineri) La pandemia \u00e8 uno stress test duro per le\u00a0filiere della produzione e della distribuzione L\u2019India\u00a0\u00e8 il pi\u00f9 grande esportatore di riso al mondo ma questa settimana ha cessato di fatto di esportarlo, i produttori non accettano pi\u00f9 contratti con acquirenti all\u2019estero e non riescono a rispettare nemmeno i contratti gi\u00e0 esistenti perch\u00e9 il lockdown nazionale di 25 giorni imposto due settimane fa rende il lavoro impossibile. 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