{"id":57973,"date":"2020-04-16T11:30:55","date_gmt":"2020-04-16T09:30:55","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=57973"},"modified":"2020-04-15T15:41:24","modified_gmt":"2020-04-15T13:41:24","slug":"il-gulag-in-una-stanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=57973","title":{"rendered":"Il Gulag in una stanza"},"content":{"rendered":"<p>di\u00a0<strong>ILSIMPLICISSIMUS(Anna Lombroso)<\/strong><\/p>\n<p>Questa \u00e8 la storia di un paese bello, ma mai stato davvero felice, nel quale alcuni milioni di abitanti sono costretti, pena gravi sanzioni, a restare a casa per dimostrare senso di responsabilit\u00e0 nei confronti di se stessi e degli altri.<\/p>\n<p>A differenza di loro, per altri milioni di cittadini non corre lo stesso obbligo: sono impegnati in attivit\u00e0 essenziali, comprese, si direbbe, quelle a difesa dei nostri sacri confini patri grazie alla fabbricazione di materiali bellici e alla sorveglianza sui porti. Quindi liberi di creare assembramenti nei posti di lavoro, nelle metropolitane, nei bus, in fabbrica, negli uffici, ma non nei campi dove si rimpiange la fattiva presenza di stranieri, un tempo vilipesi in qualit\u00e0 di cuculi ruba-salario del caporalato.<\/p>\n<p>Il motivo che avrebbe spinto il governo a adottare misure cos\u00ec sconcertanti perfino quando pareva che il sistema economico-finanziario avesse raggiunto i vertici dell\u2019iniquit\u00e0 instaurando il regime delle necessarie disuguaglianze, consiste nella obbligatoriet\u00e0 di fronteggiare una pandemia che avrebbe colto tutti di sorpresa, anche se profetizzata e prevista perfino da prestigiosi organismi mondiali ben accomodati nella tana profittevole della globalizzazione, come succede quando a studiare fenomeni e indicare soluzioni a carico degli individui e delle collettivit\u00e0, sono quelli che hanno provocato i problemi.<\/p>\n<p>\u00c8 inizia cos\u00ec la narrazione apocalittica della pestilenza anno 2020, intesa a mostrare il detonatore e non la bomba che causa morte e sofferenze:\u00a0 quella della distruzione di un sistema sanitario pubblico (tagli per 37 miliardi e 100.000 posti di lavoro), con lo smantellamento di reparti specialistici, la chiusura di ospedali, l\u2019umiliazione del personale medico e paramedico, l\u2019avvilimento dell\u2019attivit\u00e0 di ricerca consegnata alle aziende farmaceutiche, la fine della prevenzione e della diagnostica per fasce esposte della popolazione, che costituiscono la prima fila condannata da anni a cadere sotto il fuoco delle malattie stagionali.<\/p>\n<p>Parrebbe quindi essere legittimo sospettare che l\u2019enfasi data al Covid19,\u00a0 nella sua qualit\u00e0 di morbo misterioso, inafferrabile, incontrastabile, nasca dall\u2019opportunit\u00e0 di nascondere crimini del passato che si pensa sia doveroso ripetere per rispettare i criteri e gli obiettivi imposti dall\u2019appartenenza a un contesto politico e sociale, o per ripetere su scala \u201coccidentale\u201d il modello caro alle imprese, quello di socializzare le perdite, anche umane, e privatizzare i ricavi, quelli delle inevitabili speculazioni che accompagnano ogni emergenza.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 da ritenere che sia sollecitata pure dalla possibilit\u00e0 di salvare la reputazione di regioni che rivendicavano, con il riconoscimento usurpato di costituire il motore del Paese, \u00a0la pretesa di moltiplicare poteri e autonomia perfino nel comparto della sanit\u00e0, per consolidare il loro modello di eccellenza, a fronte delle performance malaffaristiche trascorse e della indecente e canagliesca incapacit\u00e0 recente, con il conferimento degli infetti o probabili tali in opportune camere a gas dove far dimenticare la loro presenza avvelenata, con le case histories delle Rsa, del Trivulzio \u2013 quel nome torna \u00a0quando di parla di furti, ruberie, corruzione, allegorie del format assistenziale del Governatorato e della Capitale Morale, ma non solo.<\/p>\n<p>In una ridda di dati contrastanti,\u00a0 in assenza di statistiche che diano davvero un quadro attendibile della situazione, con la retrocessione degli esperti scientifici a opinionisti specializzati in mascherine come a Carnevale, pronti ogni giorno a somministrare diagnosi e a smentirle subito dopo, con il riproporsi leggendario della scoperta di nuovi elisir e possibili fantasiose terapie, mentre sperimentazioni forse efficaci sono mantenute in un regime di clandestinit\u00e0 e girano i rete come samizdat, quando ai medici \u00e8 stata imposta una doverosa censura, a fronte della celebrazione retorica della loro missione ieri oltraggiata e oggi santificata, ecco in tutto questo, milioni di individui comunque stanno a casa.<\/p>\n<p>Si sta a casa, concedendosi qualche licenza, che ormai il concetto di libert\u00e0 nello stato di eccezione si riduce al supermercato, alla farmacia, all\u2019edicola, e a qualche trasgressione bollata come atto banditesco e irresponsabile.<\/p>\n<p>Stanno a casa gli anziani condannati all\u2019accelerazione di una condizione di marginalit\u00e0 umiliante, separati da figli e nipoti, costretti a elemosinare il minimo sindacale di assistenza alla sopravvivenza.<\/p>\n<p>Stanno a casa i bambini che presumibilmente saranno segnati da questo incidente della storia, nell\u2019incertezza se ci sar\u00e0 ancora la scuola in un domani vicino o lontano, per molti dei quali non c\u2019\u00e8 il telestudio, in assenza di Pc, internet, banda larga e altre paccottiglie dell\u2019Utopia della Leopolda e di Casaleggio.<\/p>\n<p>Stanno a casa donne menate dal marito, e pure le prostitute cui il Corriere della Sera\u00a0 ha dedicato un accorato articolo, in qualit\u00e0 di target danneggiato dall\u2019epidemia.<\/p>\n<p>Ora si potrebbe dire che sta a casa un segmento di popolazione che gode di garanzie e al cui servizio lavorano pubblici meno privilegiati e meritevoli di sicurezze e protezioni.<\/p>\n<p>Si potrebbe dire che si tratti di quella che Ricolfi, che ieri si preoccupava della sorte non degli operai dell\u2019Ilva, ma degli agenti immobiliari, chiama la Societ\u00e0 Signorile, una definizione che pu\u00f2 far sorridere perch\u00e9 evoca pi\u00f9 la cosiddetta sinistra ferroviaria dell\u2019era craxiana pi\u00f9 che i Gonzaga, gli Sforza e gli Este. \u00a0\u00a0E che non sarebbe quella dei Magnaccioni, questo no, ma comunque un ceto consumista, parassitaria, imbelle, \u201c<em>presente in un contesto \u201copulento in cui l\u2019economia non cresce pi\u00f9 e i cittadini che accedono al surplus senza lavoro sono pi\u00f9 numerosi dei cittadini che lavoran<\/em>o\u201d, sono le sue parole, di circa cinquanta milioni di italiani targati come signori per via del fatto di vivere sopra la soglia di povert\u00e0, avendo accesso automatico a quella quota di consumi eccedenti il livello di sussistenza, corrispondente a 500 euro mensili pro capite (fitness? Netflix? Mutui? Erasmus dei delfini? Fondi assicurativi?).<\/p>\n<p>In realt\u00e0 sta a casa un sacco di gente gi\u00e0 licenziata, un sacco di gente che lo sar\u00e0, gente che ha perso o perder\u00e0 la fonte di reddito, l\u2019esercizio, il negozio dove giacciono merci invendute mentre si accumulano gli affitti da pagare, cui viene promessa una mancia la cui restituzione verr\u00e0 reclamata anche mediante sequestro della prima casa, visto che a esigere non \u00e8 Equitalia pi\u00f9 benevola, ma le banche.<\/p>\n<p>\u00c8 gente che resta a casa sotto minaccia di sanzioni, ma perlopi\u00f9 per paura del morbo, anche se a milioni non contano nessun malato tra familiari e conoscenti, in molti annoverano un amico o un congiunto che ha lamentato tosse e febbre, che ha chiamato senza risposta numeri di emergenza, cui un medico per telefono ha consigliato di restare a casa in attesa degli eventuali peggioramenti che non ci sono stati fortunatamente. E che una volta passati i sintomi, trascorsa la quarantena senza essere stato sottoposto a nessun accertamento n\u00e9 prima n\u00e9 dopo non essendo paziente eccellente, non sa se \u00e8 guarito, portatore, infetto, salvo.<\/p>\n<p>Quindi verrebbe da dire che vive il terrore e il contagio per sentito dire, mentre vive concretamente gi\u00e0 gli esiti e i costi che comporta e comporter\u00e0 lo stato di eccezione, quelli politici per l\u2019obbligatoria obbedienza a soggetti autoritari e di controllo, quelli morali per la limitazione delle libert\u00e0, quelli psicologici, perch\u00e9 la detenzione provoca danni e fa regredire a stati infantili, quelli economici, perch\u00e9 aumentano i prezzi, diminuiscono o non ci sono entrate.<\/p>\n<p>Ma si sta a casa. E c\u2019\u00e8 da chiedersi se lo stato di resa che stiamo dichiarando non dipenda dal desiderio per ora inconscio, di rinviare la consapevolezza di quello che sar\u00e0 \u201cdopo\u201d, la vergogna per quello che c\u2019\u00e8 stato \u201cprima\u201d, quando abbiamo permesso che ci espropriassero non\u00a0 solo di beni, ma di diritti, lavoro, casa, salute, dignit\u00e0. Se questa rinuncia al libero arbitrio, per la quale ci affidiamo a autorit\u00e0 decisionali usurpate, non significhi solo la rimozione delle nostre capacit\u00e0 e prerogative, preferendo delegare per non vedere, non sentire, non parlare se non dietro la mascherina.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/ilsimplicissimus2.com\/2020\/04\/15\/il-gulag-in-una-stanza\/\">https:\/\/ilsimplicissimus2.com\/2020\/04\/15\/il-gulag-in-una-stanza\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0ILSIMPLICISSIMUS(Anna Lombroso) Questa \u00e8 la storia di un paese bello, ma mai stato davvero felice, nel quale alcuni milioni di abitanti sono costretti, pena gravi sanzioni, a restare a casa per dimostrare senso di responsabilit\u00e0 nei confronti di se stessi e degli altri. 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