{"id":58025,"date":"2020-04-17T08:45:10","date_gmt":"2020-04-17T06:45:10","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58025"},"modified":"2020-04-17T08:42:56","modified_gmt":"2020-04-17T06:42:56","slug":"politica-di-f-cardini-il-coronavirus-e-la-politica-che-ha-perso-ogni-primato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58025","title":{"rendered":"Politica (di F.Cardini). Il Coronavirus e la politica che ha perso ogni primato"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>BARBADILLO (Franco Cardini)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-89599\" src=\"https:\/\/www.barbadillo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Psicologia-politica-le-emozioni-degli-elettori-verso-la-politica-3-680x382-1-310x174.jpg\" sizes=\"(max-width: 310px) 100vw, 310px\" srcset=\"https:\/\/www.barbadillo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Psicologia-politica-le-emozioni-degli-elettori-verso-la-politica-3-680x382-1-310x174.jpg 310w, https:\/\/www.barbadillo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Psicologia-politica-le-emozioni-degli-elettori-verso-la-politica-3-680x382-1-640x360.jpg 640w, https:\/\/www.barbadillo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Psicologia-politica-le-emozioni-degli-elettori-verso-la-politica-3-680x382-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.barbadillo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Psicologia-politica-le-emozioni-degli-elettori-verso-la-politica-3-680x382-1.jpg 680w\" alt=\"\" width=\"310\" height=\"174\" aria-describedby=\"caption-attachment-89599\" \/><\/p>\n<p><strong>Cancellato il primato della politica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione che stiamo vivendo \u00e8 nuova per le ultime tre generazioni ed \u00e8 senza dubbio la pi\u00f9 grave, a livello sociale, tra quelle che noi occidentali abbiamo provato dopo la fine della seconda guerra mondiale. Posso affermarlo con buona certezza non solo come cultore di storia, ma anche come testimone oculare: nato nel 1940 e avendo conosciuto in Italia e in Europa, almeno prima dei fatti avvenuti tra Anni Sessanta e Anni Settanta \u2013 dal boom economico alla crisi delle certezze, dall\u2019accelerazione dei processi di secolarizzazione e di crisi della coscienza alla perdita del primato della politica \u2013 ho visto e ricordo un altro mondo europeo, una differente societ\u00e0 civile: e il discrimine non \u00e8 stata la seconda guerra mondiale bens\u00ec l\u2019avanzata in apparenza irresistibile, nell\u2019ultimo mezzo secolo circa, di un individualismo egoistico e amorale da una parte e di una \u201crivoluzione\u201d che ha stabilito il primato della finanza, dell\u2019economia e della tecnologia a spese della politica (intesa come scienza volta alla ricerca del bene comune) e della cultura (intesa come capacit\u00e0 di rimettere continuamente in discussione i valori ispirativi di una societ\u00e0) dall\u2019altra.<u><br \/>\n<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La globalizzazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La fase del processo di globalizzazione che abbiamo vissuto negli ultimi decenni avrebbe dovuto farci riflettere sull\u2019intrinseca contraddizione tra i valori nei quali la societ\u00e0 occidentale nel suo complesso sosteneva di credere e gli esiti effettivi del suo modo di comportarsi<\/strong>. Abbiamo sostenuto quasi tutti, sia pure con diversit\u00e0 di accenti e di articolazioni, di voler proceder verso un futuro segnato da sempre maggiori condivisioni, a cominciare da quelle socioeconomiche: ma quel che \u00e8 accaduto nel mondo almeno dalla guerra nel Vietnam e dalla crisi vicino-orientale in poi ci ha ormai tragicamente posti dinanzi a un\u2019umanit\u00e0 (che ha ormai raggiunto e superato i sette miliardi di persone) in cui le ricchezze e le risorse sono spaventosamente concentrate nelle mani di poche migliaia di soggetti tra dinastie iperoligarchiche e lobbies che decidono incontrastate mentre le istituzioni politiche sono ridotte, rispetto ad esse, a meri comitati d\u2019affari. Mai come oggi le sperequazioni economiche sono state tanto diffuse e tanto gigantesche; mai come oggi la distanza tra la privilegiata sparuta pattuglia di super-ricchi e la massa dei miserabili \u00e8 stata pi\u00f9 abissale, aggravata dall\u2019assottigliarsi dei ceti e dei corpi intermedi. E la cultura, vale a dire la capacit\u00e0 d\u2019informarsi correttamente, di comprendere e di elaborare le informazioni, di poter compiere scelte coerenti con tali forme di comprensione e di elaborazione, si \u00e8 andata vanificando in quella che Antonio Negri ha chiamato \u201cla moltitudine\u201d mentre si concentrava a sua volta nelle mani di pochi. Il sonno della ragione crea mostri, \u00e8 stato detto: ebbene, \u00e8 ora di cominciar esplicitamente ad ammettere che a sua volta il sogno della libert\u00e0 e dell\u2019uguaglianza ha creato il suo opposto, una realt\u00e0 d\u2019ignoranza e di sperequazione a livello planetario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><br \/>\n<\/u>Uno dei segni pi\u00f9 allarmanti di tutto ci\u00f2 \u00e8 stato e resta <strong>il vanificarsi del primato della politica, vale a dire della capacit\u00e0 di discutere razionalmente sulle misure da adottare per tutelare il bene comune<\/strong> e di fornirsi liberamente d\u2019istituzioni in grado di metterle in atto. Marx aveva gi\u00e0 precocemente segnalato, in pieno Ottocento, la tendenza dei governi del suo tempo a divenir \u201ccomitato d\u2019affari\u201d dei gestori effettivi del capitale (che oggi viene definito, pudicamente e impropriamente, \u201cmercato\u201d). Il convergere dell\u2019abbandono al gioco vuoto della democrazia formale da una parte e i concreti meccanismi di persuasione, di organizzazione del consenso e di falsificazione nell\u2019informazione hanno consentito l\u2019affermarsi di oligarchie di gestori del potere legale che mediamente e immediatamente rispondono alla volont\u00e0 di gruppi ristretti, chiusi rispetto all\u2019esterno e in grado d\u2019imporre la propria volont\u00e0 di potenza. Tali gruppi, non li vediamo agire nei consessi internazionali e nei governi, non stanno n\u00e9 nelle Nazioni Unite n\u00e9 nei corpi politici: essi gestiscono semmai organismi come la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale e i loro protagonisti ormai da qualche anno si sentono abbastanza sicuri da potersi riunire sia pure in spazi e momenti limitati, addirittura parcamente concedendosi ai media. Li vediamo una volta all\u2019anno, ad esempio, nell\u2019assise di Davos.<u><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><br \/>\n<\/u>Ma le loro tecniche di potere stanno rapidamente mutando. Esse si sono per lunghi decenni, tra Ottocento, Novecento e inizio del secolo XXI, fondate sulla diffusione di tesi iperliberistiche ch\u2019erano in realt\u00e0 gi\u00e0 entrate in crisi all\u2019inizio del XX secolo \u2013 tanto che i totalitarismi sono nati, in realt\u00e0, in quanto reazione al loro fallimento \u2013 e hanno potuto reggere solo imponendo volta per volta immagini di \u201cNemici metafisici\u201d che avevano intralciato la loro marcia verso la ricerca della felicit\u00e0. Gli stati moderni e contemporanei, in una qualche misura, rappresentavano intralci ai loro scopi: quei gruppi sono riusciti a demonizzare qualunque forma di gestione comunitaria del potere e di esercizio del potere stesso volto a scopi diversi da quelli della concentrazione del potere decisionale e dei mezzi economico-finanziari nelle mani di pochi centri sottratti a qualunque forma di controllo. E sono riusciti a vincere la battaglia della persuasione manipolando le coscienze al punto da creare orwellianamente una loro \u201cnuova storia\u201d nella quale la favola bella della democrazia, della libert\u00e0, della fratellanza universale riusciva a coprire e a nascondere la realt\u00e0 delle rapine e delle tirannie ch\u2019essi hanno imposto ad esempio per secoli ai popoli colonizzati d\u2019Asia, d\u2019Africa, d\u2019America latina, d\u2019Oceania. Libertarismo se non addirittura libertinismo, permissivit\u00e0 se non addirittura permissivismo a uso interno, per le civilt\u00e0 dei Padroni del Mondo o che tali si ritenevano; e, al contrario, subordinazione e oppressione esercitata sugli altri popoli.<u><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><br \/>\n<\/u>Ebbene: la pandemia ha avuto sulla societ\u00e0 civile del mondo l\u2019effetto che, nella fiaba di Andersen, \u00e8 ottenuto dal grido del bambino che si \u00e8 fatto incantare dalle affabulazioni \u201cideologiche\u201d e, dinanzi allo spettacolo del re che si pavoneggia nella sua nudit\u00e0 effettiva ma inosservata perch\u00e9 registrata da occhi annebbiati dalla menzogna, ha potuto rompere l\u2019incantesimo gridando semplicemente: \u201cIl re \u00e8 nudo!\u201d. Questo \u201crompere l\u2019incantesimo\u201d, appunto, \u00e8 quel che Max Weber ha chiamato \u201cdisincanto\u201d. E il disincanto, presentando il quadro dell\u2019eccezione, richiama quel che Carl Schmitt ci ha insegnato parlando del rapporto tra \u201ceccezione\u201d ed \u201cemergenza\u201d. Il potere correttamente esercitato \u00e8 quello che sa affrontare l\u2019eccezione rappresentata dall\u2019emergenza.<u><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><br \/>\n<\/u>La societ\u00e0 del profitto e dei consumi ha invece avuto, negli ultimi decenni, molti cantori che l\u2019hanno descritta in termini idilliaci: un po\u2019 come i teorici politici statunitensi convinti che il benessere del mondo e quindi l\u2019affermarsi d\u2019una societ\u00e0 giusta vadano di pari passo con la puntuale ricerca di ci\u00f2 che sta nell\u2019interesse degli Stati Uniti d\u2018America. Pensiamo all\u2019iperliberista von Hayek nella finanza, all\u2019iperprogressista Rodney Stark nella sociologia. Cantori che hanno composto poemi interi come variazione d\u2019una musica gi\u00e0 composta nel Cinquecento da Giovanni Calvino: il successo e la prosperit\u00e0 in questo mondo sono segno di elezione divina. I frutti di questa Weltanschauung sono stati descritti con esattezza impeccabile nelle pagine dell\u2019enciclica Laudato si\u2019 di papa Francesco. E sono stati opposti a quelle rosee speranze.<u><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><br \/>\n<\/u>Ma il rude linguaggio parlato dal Coronavirus ha risposto adeguatamente a tutte queste menzogne. Fornendo tre ordini di risposte di adamantina semplicit\u00e0. Primo: lo stato sociale, il welfare state tanto odiato, disprezzato e svillaneggiato da legioni di liberal-liberisti delle ultime generazioni si \u00e8 rivelato viceversa provvido e opportuno, pur essendo stato quasi del tutto smantellato nel mondo; se confrontiamo come ha retto l\u2019Europa, dove brandelli di esso erano rimasti in piedi, rispetto agli Stati Uniti d\u2019America che spendono miliardi e miliardi in armamenti nucleari ma dove poi si \u00e8 costretti a far dormire i contagiati in aree di parcheggio a cielo libero, la risposta non pu\u00f2 non essere ovvia. Secondo: lo stato sociale implica il ritorno al primato della politica \u2013 e quindi il ritorno alla politica dei cittadini pi\u00f9 preparati, quelli che negli ultimi tempi hanno lasciato il posto agli aspiranti Chief Executive Officiers (CEO) disponibili a infoltire i ranghi degli pseudopolitici compito dei quali \u00e8 occupare ruoli istituzionali dai quali eseguire gli ordini imposti loro da chi li gestisce \u2013 e quindi alla sua forza decisionale. Terzo: tale forza dovr\u00e0 sapersi esprimere in termini di scelte di priorit\u00e0, quindi di programmazione (\u00e8 ad esempio ragionevole e opportuno che gli ospedali italiani restino a corto di respiratori, quando il costo di un migliaio di essi \u00e8 inferiore alla cifra che noi dovremmo spendere per un solo reattore militare F-35 che ci servir\u00e0 per andar a fare la guerra \u201cin conto terzi\u201d contro quelli che i governi USA c\u2019indicheranno attraverso la catena di comando della NATO?).<u><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><br \/>\n<\/u>E questo ritorno della politica e alla politica \u00e8 tanto pi\u00f9 necessario e urgente quanto pi\u00f9 il Coronavirus ci ha insegnato un\u2019altra realt\u00e0: che cio\u00e8 la nostra societ\u00e0, come sempre accade nelle societ\u00e0 complesse, non sta andando affatto in quella direzione beatamente ludica che molti di noi (non solo giovanissimi) ritenevano fino ad ieri, una societ\u00e0 nella quale tutto era permesso, una societ\u00e0 di diritti totali e generalizzati nei quali fosse soltanto, come si diceva nel Sessantotto, \u201cvietato vietare\u201d. Nossignori. Abbiamo finto o creduto o sognato di vivere in una societ\u00e0 del genere in quanto eravamo vittime della stessa forma di illusione magica di Pinocchio e Lucignolo nel Paese dei Balocchi. Il paese dei Balocchi dove tutti fanno quello che vogliono perch\u00e9 hanno il diritto di farlo \u2013 quale paese nel quale credono di vivere ancora troppi italiani, non solo bambini o ragazzi o giovanissimi \u2013, semplicemente non esiste: perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 diritto personale che non si rifletta su tutti gli altri e perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 diritto che non comporti come controfaccia un dovere. Molti di noi, non solo ragazzi, se ne sono accorti ora per la prima volta da quando sono stati obbligati a restar chiusi in casa loro: e qualcuno, istericamente, ha paragonato questa situazione a una \u201cguerra\u201d.<u><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><br \/>\n<\/u>No: non c\u2019\u00e8 nessuna guerra in atto. Siamo solo dinanzi a un\u2019esplicazione pi\u00f9 chiara di una realt\u00e0 della quale avremmo dovuto renderci conto da molto tempo. Perch\u00e9 chiunque di noi ha una carta di credito, un cellulare e un computer \u2013 tre semplici accessori-base del modo di vivere odierno \u2013 ha imparato negli ultimi tempi di poter essere seguito, monitorato, pedinato e sorvegliato in qualunque momento della sua vita. Il mondo non sta andando verso forme sempre pi\u00f9 ampie e perfette di libert\u00e0 individuale, anche se e quando tale pu\u00f2 essere l\u2019apparenza: esso va sempre pi\u00f9 verso forme di concentrazione e di gerarchizzazione della ricchezza, del sapere, della capacit\u00e0 di muoversi di decidere e di pensare. Siamo ben oltre Orwell. E a chi, spaventato da questa prospettiva, si chieder\u00e0 che cosa avrebbe mai potuto realizzare Hitler se avesse vinto la guerra, bisogna rispondere con una domanda: quante volte \u00e8 accaduto nella storia del genere umano che Hitler (lo Hitler del momento) abbia vinto una guerra? Probabilmente quasi sempre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.barbadillo.it\/89598-politica-di-f-cardini-il-coronavirus-e-la-politica-che-ha-perso-ogni-primato\/\">https:\/\/www.barbadillo.it\/89598-politica-di-f-cardini-il-coronavirus-e-la-politica-che-ha-perso-ogni-primato\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di BARBADILLO (Franco Cardini) Cancellato il primato della politica La situazione che stiamo vivendo \u00e8 nuova per le ultime tre generazioni ed \u00e8 senza dubbio la pi\u00f9 grave, a livello sociale, tra quelle che noi occidentali abbiamo provato dopo la fine della seconda guerra mondiale. Posso affermarlo con buona certezza non solo come cultore di storia, ma anche come testimone oculare: nato nel 1940 e avendo conosciuto in Italia e in Europa, almeno prima dei&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":56453,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Barbadillo.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-f5T","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58025"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=58025"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58025\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":58026,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58025\/revisions\/58026"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/56453"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=58025"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=58025"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=58025"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}