{"id":58040,"date":"2020-04-18T01:28:24","date_gmt":"2020-04-17T23:28:24","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58040"},"modified":"2020-04-17T21:38:21","modified_gmt":"2020-04-17T19:38:21","slug":"mes-sanitario-fisionomia-di-una-trappola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58040","title":{"rendered":"MES sanitario: fisionomia di una trappola"},"content":{"rendered":"<p>di SIMONE GARILLI (FSI Mantova)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni volta che si legge il Trattato MES si impara qualcosa di nuovo, che non saltava all&#8217;occhio nella lettura precedente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino ad oggi si \u00e8 parlato, giustamente, di tre vincoli riguardanti le cosiddette &#8220;condizionalit\u00e0&#8221;:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; articolo 136, comma 3, del TFUE, nel quale si lega giuridicamente la creazione di un fondo salva stati alla presenza di rigorose &#8220;condizionalit\u00e0&#8221;. \u00c8 il vincolo del quale il &#8220;competente&#8221; Marattin non conosceva nemmeno l&#8217;esistenza, per intenderci;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; l&#8217;articolo 14, comma 5, del Trattato MES, che consente al consiglio di amministrazione del fondo, composto da tecnici e funzionari, di proseguire o interrompere la linea di credito valutando l&#8217;impegno del Paese assistito nell&#8217;implementare il programma di aggiustamento; si lascia quindi nelle mani di un organo tecnico un immenso potere di ricatto politico e finanziario;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; regolamento UE 472\/2013, che all&#8217;articolo 7, comma 5, consente alla Troika (Commissione, BCE, FMI) di cambiare unilateralmente il piano di aggiustamento macroeconomico se le condizioni macro del Paese assistito mutano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 in forza di questi tre vincoli era ridicolo parlare di &#8220;MES senza condizionalit\u00e0&#8221;. Peraltro, bastava ragionare: un MES senza condizionalit\u00e0 equivale alla sconfitta del blocco tedesco, che invece \u00e8 uscito trionfante dall&#8217;ultimo Eurogruppo. Se l&#8217;Italia avesse eliminato le condizionalit\u00e0, come afferma rumorosamente la grancassa europeista, perch\u00e9 ricorrere ancora al MES e non alla potenza di fuoco potenzialmente illimitata della BCE, il monopolista della moneta euro?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma qualche pi\u00f9 avveduto difensore del MES replicava a queste obiezioni affermando che la linea sanitaria introdotta nell&#8217;ultimo Eurogruppo non preveder\u00e0 un piano di aggiustamento macroeconomico. L&#8217;unica condizionalit\u00e0, cio\u00e8, sarebbe di spendere il prestito pari al 2% del Pil in sanit\u00e0. Senza un piano di aggiustamento, quindi, niente articolo 14 comma 5 e niente regolamento 472\/2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E invece il diavolo sta nei dettagli, e precisamente all&#8217;articolo 14, comma 6, dove si legge:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Dopo che un membro del MES abbia gi\u00e0 ottenuto fondi una PRIMA volta (per mezzo di un prestito o di un acquisto sul mercato primario), il consiglio di amministrazione decide di comune accordo su proposta del direttore generale e sulla base di una valutazione condotta dalla Commissione europea, di concerto con la BCE, se la linea di credito \u00e8 ancora adeguata o se sia necessaria un&#8217;ALTRA forma di assistenza finanziaria&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eccolo l&#8217;inghippo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ammettiamo pure che la linea di credito sanitaria sia senza condizioni se non quella di spendere i soldi in sanit\u00e0. Gi\u00e0 questo \u00e8 falso, perch\u00e9 ovviamente il Paese assistito dovr\u00e0 rispettare il Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita (che presto torner\u00e0 attivo chiedendo un rapido rientro dal maggior debito, via austerit\u00e0), ma ammettiamolo pure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bene, con l&#8217;articolo 14 comma 6, la trappola \u00e8 comunque servita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se l&#8217;Italia entrasse nel MES sanitario riceverebbe una PRIMA linea di credito, facendo leva sulla quale il consiglio di amministrazione potrebbe decidere di aprirne un&#8217;altra, ovviamente condizionata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 dovrebbe accadere?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facile: il Pil italiano cadr\u00e0 del 10% o pi\u00f9. I 37 miliardi del MES sanitario (2% del Pil italiano) sono nuovo debito. Unite le due cose e avrete un rapporto debito\/Pil oltre il 150% nel 2020.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto sar\u00e0 facile per il MES attuare il solito ricatto: la borsa o la vita. E cio\u00e8, tradotto: una nuova linea di credito con rigorose condizionalit\u00e0 oppure sei libero di gettarti nelle fauci dei mercati, con lo spread a 500. Bella scelta, non c&#8217;\u00e8 che dire. Una scelta del tutto simile a quella che ci port\u00f2 la Troika in casa gi\u00e0 nel 2011, con il governo Monti. Quella volta molti di noi esultarono ingenuamente. Speriamo almeno che la storia abbia insegnato qualcosa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SIMONE GARILLI (FSI Mantova) Ogni volta che si legge il Trattato MES si impara qualcosa di nuovo, che non saltava all&#8217;occhio nella lettura precedente. 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