{"id":58080,"date":"2020-04-21T08:00:31","date_gmt":"2020-04-21T06:00:31","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58080"},"modified":"2020-04-20T16:30:37","modified_gmt":"2020-04-20T14:30:37","slug":"covid-19-la-pandemia-non-ferma-gli-attacchi-al-sud-perche-la-questione-meridionale-e-lotta-di-classe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58080","title":{"rendered":"Covid-19, la pandemia non ferma gli attacchi al sud perch\u00e9 la questione meridionale \u00e8 lotta di classe"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (redazione)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"FotoEdi2\"><img decoding=\"async\" title=\"Covid-19, la pandemia non ferma gli attacchi al sud perch\u00e9 la questione meridionale \u00e8 lotta di classe\" src=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/resizer\/resiz\/public\/sud1.jpg\/700x350c50.jpg\" alt=\"Covid-19, la pandemia non ferma gli attacchi al sud perch\u00e9 la questione meridionale \u00e8 lotta di classe\" width=\"700\" \/><\/div>\n<div id=\"TxtTop\">\n<p>La discussione sulla cosiddetta Fase 2 prossima ventura che seguir\u00e0 l\u2019attuale lockdown ha ridestato vecchie polemiche tra Nord e Sud d\u2019Italia. A dire il vero sin dall\u2019inizio di questa pandemia di Covid-19 abbiamo assistito a numerosi attacchi indegni portati nei confronti del meridione. Cercando di far passare la narrazione di un sud allergico ad ogni regola e incosciente che non rispetta le norme emanate dal governo per arginare l\u2019epidemia. Ma non solo. Abbiamo visto un professore milanese cercare di sminuire un importante protocollo terapeutico sperimentato da un collega napoletano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fino a giungere agli attacchi squallidi dei soliti noti che preferiamo non citare per non dargli immeritata pubblicit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In realt\u00e0 questi attacchi scomposti hanno un obiettivo ben chiaro: nascondere dietro un artificiale contrapposizione tra nord e sud una secolare realt\u00e0: si tratta di lotta di classe.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una dinamica innescatasi oltre 150 anni fa, sin dall\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia quando il meridione fu spoliato e de-industrializzato a beneficio delle regioni settentrionali con beneplacito delle classi dirigenti meridionali.<\/p>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La situazione viene descritta in maniera magistrale da Nicola Zitara. Meridionalista ed acuto economista di estrazione marxista in questo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.eleaml.org\/nicola\/politica\/qm_lottadc.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">articolo\u00a0<\/a>del 2003 che riproponiamo ai nostri lettori. Una riflessione utile per capire cosa si cela dietro gli attacchi scomposti a cui assistiamo attoniti in queste fasi drammatiche per il nostro paese. Non si tratta di nord contro sud o sud contro nord, ma di borghesia contro proletariato, come insegna il barbuto di Treviri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quindi denigrare il sud oggi vuol dire alimentare una nuova guerra tra poveri. Significa attaccare la classe lavoratrice del nord e del sud per distogliere l\u2019attenzione dai disastri provocati in Lombardia dai poteri corporativi del Nord.<\/p>\n<h3>LA QUESTIONE MERIDIONALE<br \/>\nE&#8217; LOTTA DI CLASSE<\/h3>\n<p>La vita degli uomini si svolge secondo due sistemi di regole, quelle naturali e quelle sociali (o storiche). Il concetto, secondo cui lo svolgimento storico della societ\u00e0 umana \u00e8 il frutto della eterna lotta politica fra le classi per affermare l\u2019ordinamento giuridico (cio\u00e8 politico: lo Stato) pi\u00f9 favorevole, si basa sulla premessa che il vincolo da cui gli uomini sono legati l\u2019uno all\u2019altro \u00e8 la produzione dei beni che soddisfano i loro bisogni (naturali e storici).<\/p>\n<p>Le classi si rivelano nella produzione. Ci sono infatti i lavoratori e i padroni. Non \u00e8 detto che il padrone non lavori. Il concetto basilare del marxismo \u00e8 invece che il lavoratore lavora per s\u00e9 e per il padrone. Per il marxismo non \u00e8 vero il concetto opposto, secondo cui \u00e8 il padrone (il capitale) che provvede al lavoratore. La carit\u00e0, come si chiamava fino a qualche decennio fa, o la solidariet\u00e0, come si dice oggi, non riguarda la produzione, ma solo il consumo (dei prodotti).<\/p>\n<p>Se utilizziamo lo schema marxiano della storia sociale, non \u00e8 difficile spiegarsi perch\u00e9 il Sud italiano non fa un passo avanti e invece fa ininterrottamente dei lunghi passi indietro. Quando, 140 anni fa Napoleone III, imperatore dei Francesi, vinse l\u2019Impero Austriaco sulla pianura lombarda, nella seconda guerra cosiddetta d\u2019indipendenza, al Sud era in atto una dura lotta politica, che spesso arrivava allo scontro cruento, tra padronato fondiario e contadini; scontro che non verteva pi\u00f9 (come era avvenuto fino a qualche decennio prima) sull\u2019uso delle terre demaniali della Chiesa e dei comuni, ma su chi doveva impossessarsene. Il governo borbonico, non voleva andare contro i contadini, sempre leali verso la dinastia, e cercava in tutti i modi di rimandare la decisione a favore del padronato, conformemente a ci\u00f2 che era avvenuto in Gran Bretagna, in Francia e prima ancora nell\u2019Italia toscopadana.<\/p>\n<p>Sconfitta l\u2019Austria, il padronato meridionale trad\u00ec i Borbone e si dette in mano ai Savoia, certo che il governo torinese, coperto da Napoleone III e da Sua Maest\u00e0 Britannica, avrebbe appoggiato le sue rivendicazioni fondiarie e lo avrebbe difeso dalla giusta rabbia dei contadini. I piemontesi domarono l\u2019insurrezione contadina con il ferro e con il fuoco (rifulsero allora le gloriose vittorie del generale Lamarmora e dell\u2019ancor pi\u00f9 grande generale Cialdini) e dettero le terre demaniali ai padroni, dopo avere incassato una specie di tangente. Fu, infatti, una banca torinese a vendere patriotticamente ai meridionali il loro demanio ecclesiastico e il loro demanio comunale.<\/p>\n<p>L\u2019alleanza tra padronato meridionale e governo piemontese (il blocco storico di Gramsci) comport\u00f2 un secondo costo, rappresentato dall\u2019azzeramento dell\u2019industria e della manifattura meridionali, in modo che la manifattura, la banca e il commercio toscopadano potessero riconquistare il Sud. C\u2019\u00e8 infatti da precisare che prima dell\u2019arrivo dei Borbone-Farnese a Napoli e in Sicilia, al tempo in cui a dominare erano gli spagnoli, per ben cinque secoli il Sud era stato una specie di colonia degli usurai genovesi e fiorentini. Il padronato pag\u00f2 questo prezzo senza battere ciglio. Industriali e grandi mercanti furono messi fuori gioco, e fu cancellato il lavoro che essi pagavano. L\u2019ex Regno di Napoli e Sicilia arretr\u00f2 di cinque secoli in pochi mesi, perdendo tutto quello che i Borbone erano riusciti a edificare economicamente, militarmente, culturalmente e socialmente. E perdette anche l\u2019indipendenza della classe politica, essendo essa divenuta un alleato subalterno del partito toscopadano.<\/p>\n<p>Al tempo del cosiddetto Risorgimento, tutti i paesi civili d\u2019Europa erano impegnati a imitare la Rivoluzione industriale britannica. In conseguenza del rivolgimento sociale che la crescita industriale andava producendo, la rendita agraria si avvi\u00f2 sulla strada del tramonto. Il prezzo del grano americano e australiano, che adesso arrivava sulle nuove navi a vapore, cadde rovinosamente. L\u2019agricoltura europea entr\u00f2 in crisi. Entrarono in crisi anche tutte le regioni e i paesi non industriali (sottosviluppo). I proprietari persero il loro secolare ruolo sociale e il carattere di classe dominante.<\/p>\n<p>Intanto l\u2019originario gruppo dirigente risorgimentale, guidato dagli speculatori liguri e toscani, dal re e dai generali piemontesi, si allargava ai lombardi, agli emiliani e alla nobilt\u00e0 romana. Tale assemblaggio partor\u00ec faticosamente un mezzo sistema industriale che, attraverso la spesa statale, si and\u00f2 localizzando nel famoso Triangolo industriale Genova &#8211; Milano \u2013 Torino e pot\u00e9 decollare utilizzando le rimesse valutarie degli emigrati in America. Ma, con la Prima Guerra Mondiale, queste vennero meno. Allora il nostro grandioso e immarcescibile capitalismo padano pass\u00f2 a taglieggiare pi\u00f9 fortemente il Sud. Il nesso va spiegato. Nel mondo dell\u2019agricoltura elementare, il padrone trae la sua ricchezza dal lavoro bruto. Pi\u00f9 terra ha, un maggior numero di contadini gli conferir\u00e0 una parte del prodotto. Nel mondo dell\u2019industria, il numero conta molto meno. I capitalisti sono in concorrenza fra loro. Quelli che non riescono ad aumentare la quota di capitale che ciascun operaio mette in moto, falliscono. In tale sistema, il capitale \u00e8 decisivo. Ora, mentre l\u2019Inghilterra e la Francia, il capitale fresco lo ricavavano dal commercio coloniale, l\u2019Italia toscopadana non aveva colonie da sfruttare. Cosicch\u00e9, per rifornirsi di capitale fresco, ridusse a colonia il Sud: padroni e contadini. In pratica si ebbe il saccheggio tributario dell&#8217;agricoltura, la vendita di uomini a paesi stranieri (l\u2019emigrazione), il drenaggio di ogni lira risparmiata (attraverso i depositi postali), il saccheggio del valore delle esportazioni attraverso l\u2019incameramento della valuta in entrata (le maggiori esportazioni italiane erano la seta, l\u2019olio, il vino, gli agrumi), la negazione di infrastrutture moderne.<\/p>\n<p>Tranne la bretella Napoli \u2013 Salerno, cresciuta industrialmente d\u2019impeto e per forza propria (Cirio), in virt\u00f9 della domanda di alimenti tradizionali in conserva proveniente dall\u2019emigrazione americana, il Sud rimase un paese agricolo e con una classe dirigente fortemente vacillante, perch\u00e9 in declino economico. Lo Stato nordista uscito dal cosiddetto Risorgimento, che prima era sostenuto al Sud dalla propriet\u00e0 fondiaria, si vide costretto a trovare un rimpiazzo. Sul finire della Prima Guerra Mondiale e lungo il periodo fascista, la classe impiegatizia assunse a pieno titolo il posto di classe dirigente del Sud. La Massoneria mondiale e la Chiesa cattolica benedissero la patriottica successione. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, i governi centristi elaborarono una fine politica fondata sul clientelismo (per aiutare la nuova classe dirigente a tenere sotto mazza i disoccupati), e di assistenzialismo, per ottenere keynesianamente un allargamento degli sbocchi industriali (ma per la verit\u00e0 anche pace e giustizia sociale).<\/p>\n<p>Ora, questa nuova classe post-risorgimentale, mussoliniana e consociativista non ha la sua base economica nella produzione meridionale (come gli agrari), ma nella spesa statale per stipendi e a sostegno del clientelismo. Nello scontro stronzobossista per scaricare il Sud, \u00e8 questa la classe chiamata a pagare. La motivazione profonda del suo garibaldinismo fuori stagione (o se si vuole ciampismo) risiede, appunto, in questo maldestro e vile tentativo di Si salvi chi pu\u00f2.<\/p>\n<p>Che poi lo stronzobossismo possa far nascere qualcosa di positivo al Sud \u00e8 la classica battuta sul fesso. Il Sud \u00e8 destinato alla totale catastrofe. Pur avendo uomini capaci di produrre ai pi\u00f9 alti livelli, pur essendo cos\u00ec pieno di soldi da doverli spedire al Nord perch\u00e9 li utilizzi, il Sud non ha un suo Stato, e quindi non ha una classe dirigente nazional-merdionale. Non ha banche, non ha borse, non ha un pensiero che possa dirsi suo. Ha solo ascari venduti al Nord per un po&#8217;di privilegi sociali e molto fumo. Ha una popolazione sfiduciata, dedita al delitto, all\u2019imbroglio, all\u2019intrallazzo, senza fede in s\u00e9 e negli altri, che vive nel degrado e nell\u2019ignoranza, che si vende al primo offerente. Non un popolo, non una nazione, ma un ammasso di popolazione; una bidonville senza morti di fame, che si stende da Gaeta a Porto Empedocle; un paese di portoricani con la pelle bianca, che staziona tra i sedimenti di tremila anni di civilt\u00e0, i resti dei templi magnogreci e le impareggiabili bellezze della natura felix.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-covid19_la_pandemia_non_ferma_gli_attacchi_al_sud_perch_la_questione_meridionale__lotta_di_classe\/82_34380\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-covid19_la_pandemia_non_ferma_gli_attacchi_al_sud_perch_la_questione_meridionale__lotta_di_classe\/82_34380\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (redazione) &nbsp; La discussione sulla cosiddetta Fase 2 prossima ventura che seguir\u00e0 l\u2019attuale lockdown ha ridestato vecchie polemiche tra Nord e Sud d\u2019Italia. 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