{"id":58150,"date":"2020-04-23T10:00:36","date_gmt":"2020-04-23T08:00:36","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58150"},"modified":"2020-04-21T13:14:17","modified_gmt":"2020-04-21T11:14:17","slug":"il-regno-della-paura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58150","title":{"rendered":"Il regno della paura"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;INTERFERENZA (Salvatore Bravo)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/img.huffingtonpost.com\/asset\/5e739958260000fb2cb66faa.jpeg?ops=scalefit_630_noupscale\" alt=\"Esercito al Sud contro i furbetti | L'HuffPost\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>Fonte foto: Huffington Post (da Google)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra guerra e paura<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il covid-19 non \u00e8 solo un problema epidemiologico, anzi, lo stato di eccezione in cui siamo sta rivelando \u201cle verit\u00e0 nascoste\u201d del sistema, attraverso i provvedimenti attuati per inibirne la diffusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questi mesi serpeggia un nuovo linguaggio che si catalizza intorno alla parola \u201cguerra\u201d. La parola \u201cguerra\u201d stride con il periodo pasquale, la pasqua con i suoi significati simbolici e teologi sfuma tra le chiuse chiese e l\u2019aggressivit\u00e0 verbale in nome della difesa della salute. Contro il nemico sull\u2019uscio di casa. La lotta all\u2019epidemia \u00e8 descritta nella forma di una guerra capillare e pervasiva che\u00a0 irrora la comunit\u00e0, fino a trasformarla in un luogo chiuso in cui regna la paura dell\u2019altro: l\u2019infezione ha il viso del vicino, il pericolo \u00e8 incarnato nella comunit\u00e0 vivente veicolo del retrovirus.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La guerra reca con s\u00e9 la paura specie se il nemico \u00e8 invisibile, impalpabile, \u00e8 ovunque, ma resta invisibile, indeterminato, pu\u00f2 essere in chiunque. La paura non paralizza solo gli spostamenti e le relazioni, ma specialmente rafforza il desiderio di dirigismo ed autoritarismo, mediante i quali difendersi dall\u2019aggressore. Si cavalca la guerra e la paura nel circo mediatico, scorre nella rete la parola guerra, si compara la situazione attuale a contesti altri, ci si spinge a paragonare la guerra al retrovirus alla seconda guerra mondiale. La forzatura \u00e8 assolutamente palese, ma ha l\u2019effetto di provocare la chiamata alle armi contro i trasgressori, e specialmente di giustificare la paralisi della democrazia, e l\u2019assenso ai nuovi padroni: i virologi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Democrazia senza politica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La politica tace e cede il passo agli esperti che progettano la guerra . I finanzieri hanno ceduto il posto agli scienziati, nel silenzio della politica, per cui le loro dichiarazioni sono il nuovo oracolo verso cui si tende l\u2019orecchio oranti, sono i generali di una popolazione impaurita che ha perso il controllo sulla\u00a0 propria vita. I virologi giudicati come esponenti dell\u2019oggettivit\u00e0 della scienza sono i nuovi punti di riferimento, le loro parole sono indiscutibili. La politica fa un passo indietro per non perdere consensi e delega ai virologi l\u2019agenda da dettare. La politica arretra sempre, prima dinanzi ai finanzieri, ora davanti ai virologi, e dunque\u00a0 \u00e8 evidente\u00a0 il grande vuoto dell\u2019occidente. L\u2019occidente non pratica la politica, perch\u00e9 ha smesso di essere comunit\u00e0. Comunit\u00e0 e politica sono un binomio inscindibile come insegna Platone col mito di Prometeo nel Protagora. Naturalmente i virologi \u00a0si limitano ad indicare provvedimenti tacendo le istituzioni di appartenenza ed i legami tra scienza politica e finanza. La parola \u201cguerra\u201d che risuona violenta tra le sinapsi degli impauriti sudditi serve a celare l\u2019intreccio per ostentare l\u2019immagine di una realt\u00e0 sociale progredita e scientifica. Le domande possono tacere come l\u2019opposizione, poich\u00e9 la \u201cguerra\u201d esige il distanziamento spaziale e temporale. Dove si combatte una guerra ci sono soltanto soldati, tutti i cittadini\u00a0 sono in trincea.\u00a0 Ogni casa \u00e8 una trincea, per cui si vive separati, ed in tal modo le parole cadono, le prime vittime della guerra sono le domande, le richieste di chiarimenti, il silenzio delle opposizioni. \u00a0Domenico Arcuri commissario all\u2019emergenza ha dichiarato il 18 Aprile\u00a0 che vige una guerra. \u00a0In tempo di guerra il potere invita ad adeguarsi e ad effettuare \u201cdichiarazioni\u201d ragionevoli. Le uniche affermazioni ragionevoli sono le enunciazioni del governo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u201cTra l\u201911 giugno 1940 e il primo maggio 1945 \u2013 dice \u2013 a Milano sono morti sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale 2 mila civili, in 5 anni; in due mesi in Lombardia per il coronavirus sono morte 11.851 civili, 5 volte di pi\u00f9\u201d. Da qui la riflessione: non pu\u00f2 esserci ripartenza senza la salute. \u201cDobbiamo agire con cautela e prudenza come in questi mesi \u2013 dice Arcuri \u2013 \u00e8 clamorosamente sbagliato comunicare un conflitto tra salute e ripresa economica. Senza salute, la ripresa durerebbe un battito di ciglia, bisogna tenere insieme questi due aspetti. Dobbiamo ripartire ma garantendo la salute e la sicurezza del numero massimo di cittadini possibile. Serve esperienza e intelligenza. Non abbiamo tempo per dibattiti\u201d.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cNon c\u2019\u00e8 tempo per dibattiti\u201d, in un normale paese democratico, tali parole sarebbero sufficienti per la caduta del governo. Dove non c\u2019\u00e8 dibattito non c\u2019\u00e8\u00a0 democrazia. Ci si scandalizza del caso ungherese: \u00a0V. Orban \u00a0il 30 marzo 2020 ha ricevuto dal parlamento potere speciali, ha istituzionalizzato\u00a0<em>apertis verbis<\/em>\u00a0la contrazione della democrazia. Il caso italiano \u00e8 peggiore: i DPCM non sono oggetto di discussione, il parlamento \u00e8 un bivacco vuoto, non si discute e non si dibatte, perch\u00e9 si \u00e8 in guerra. La funzione dell\u2019uso della parola guerra trova una prima ragione: si \u00e8 in guerra, quindi niente discussioni. L\u2019Europa tace ed interviene solo sui conti pubblici e sui tagli alle politiche sociali, sul deficit di democrazia tace svelando d\u2019essere semplicemente l\u2019Europa della finanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Guerra scientifica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 29 Marzo da Fazio Prodi ribadiva \u00e8 \u201ccome una guerra\u201d, sostenendo l\u2019affermazione di Draghi, anzi nel paragone di Draghi \u00a0la lotta al covid-19 \u00e8 una \u201cguerra scientificamente giusta\u201d. La guerra necessita di essere valutata secondo criteri scientifici in possesso da Draghi. L\u2019uso truffaldino della parola scienza \u00e8 fatto con maestria, la guerra \u00e8 scientifica, per cui nessuno pu\u00f2 contestare i provvedimenti e la loro esattezza. Draghi e Prodi si intendono di guerra, hanno depauperato il patrimonio pubblico a favore dei privati. Anche quella era una guerra, ma i morti e gli infelici effetti di quei provvedimenti erano rappresentati come \u201crisanamento economico\u201d:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Prodi: \u201cCome la guerra, ha ragione Draghi\u201d \u2013<\/em><\/strong><em>\u00a0Mentre la settimana che inizia segner\u00e0 un momento cruciale anche per gli<strong>\u00a0aiuti europei<\/strong>. Sul tema, in serata, si \u00e8 fatto sentire l\u2019ex presidente della Commissione europea,\u00a0<strong>Romano Prodi<\/strong>: \u201c\u00c8 come la guerra, il paragone di\u00a0<strong>Draghi<\/strong>\u00a0\u00e8 scientificamente giusto. Non \u00e8 la crisi del\u00a0<strong>2008<\/strong>\u00a0che parte dalla finanza e poi prende il resto dell\u2019economia, prende tutti: i ristoratori e quelli che devono andare a mangiare\u201d. Esiste, ha spiegato l\u2019ex premier a Che tempo che fa, \u201cuna diffusa idea che la\u00a0<strong>solidariet\u00e0 europea<\/strong>\u00a0finisca per aiutare soprattutto gli altri, ma gli\u00a0<strong>olandesi<\/strong>\u00a0devono capire: se succede una grande crisi a chi vendono i loro\u00a0<strong>tulipani<\/strong>?\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Verit\u00e0 e guerra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il proliferare della parola guerra \u00e8 un ottimo espediente per occultare le responsabilit\u00e0, e far apparire le decine di migliaia di vittime come normali e naturali, perch\u00e9 se c\u2019\u00e8 la guerra ci sono vittime, e non ci si chiede se erano evitabili, e se i tagli alla sanit\u00e0 sono tra le cause dell\u2019ecatombe: la guerra semplicemente ha le sue vittime, ed i suoi eroi sul campo (personale sanitario). Ma \u00e8 una strana guerra, poich\u00e9\u00a0 ci sono le vittime, gli eroi, i generali al comando, ma mancano i carnefici, o meglio \u00e8 tutta colpa di un virus: non vi sono carnefici umani, \u00e8 una fatalit\u00e0 naturale. In tal modo si educa ad affidarsi agli\u00a0 eroi ed ai generali. La popolazione inerme trova in loro il rifugio dai bombardamenti virali. Il circo mediatico con toni sempre pi\u00f9 aggressivi incita a sanzionare i trasgressori, la rabbia \u00e8 veicolata verso i nuovi untori, in tal modo i responsabili sono esenti da critiche e da processi. La paura inibisce il pensiero, cerca il responsabile immediato, e cos\u00ec si resta impigliati nello scorrere delle informazioni senza discernimento, senza poter ricostruire la genetica dei fatti. \u201cNella guerra la prima vittima \u00e8 la verit\u00e0\u201d Eschilo sentenziava. La cultura classica attraversa i tempi e ci\u00a0 dona la bussola per capire il presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Normalit\u00e0 della guerra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La parola guerra ha l\u2019effetto di formare le menti alla normalit\u00e0 dell\u2019aggressione per risolvere i problemi a dispregio dell\u2019articolo 11 della Costituzione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u201cL\u2019Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libert\u00e0 degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parit\u00e0 con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranit\u00e0 necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La coerenza con l\u2019articolo 11 vorrebbe che si insegnasse ad usare un linguaggio di pace e di concetti nelle contingenze difficili, invece le argomentazioni sono sostituite dalle esortazioni alla guerra contro il nemico invisibile. La normalit\u00e0 della guerra di tutti contro tutti prima del covid-19 era edulcorata dal sentimentalismo mediatico, ora la maschera cade, in contingenze sfavorevoli si fa appello solo all\u2019attivit\u00e0 repressiva indorata da forme di orgoglio nazionali: inni sui balconi, esposizione di bandiere, appelli mediatici per mostrare di essere un grande paese. La politica ha assunto la postura di Clinia nelle\u00a0<em>Leggi\u00a0<\/em>di Platone, ovvero la guerra \u00e8 un valore, nei tempi di pace si educa alla guerra in modo che in caso di necessit\u00e0 il passaggio risulti lieve. La globalizzazione ha educato alla guerra ed alle sue parole, per cui la politica ed i suoi esperti che descrivono la guerra e la necessit\u00e0 del dirigismo autoritario non sorprendono nessuno, perch\u00e9 si \u00e8 stati emotivamente preparati alla divisione ed alla solitudine dalla guerra perenne della globalizzazione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u201cCLINIA: Credo, straniero, che a chiunque sia facile comprendere le nostre usanze. Come vedete, la natura di tutta la regione di Creta non \u00e8 pianeggiante come quella dei Tessali, \u00a0ed \u00e8 per questo motivo che quelli si servono per lo pi\u00f9 di cavalli, mentre noi corriamo a piedi: il nostro territorio infatti \u00e8 irregolare, ed \u00e8 pi\u00f9 adatto alla pratica della corsa. In questa regione \u00e8 necessario possedere armi leggere e correre senza portare con s\u00e9 cose pesanti: la leggerezza degli archi e delle frecce sembra dunque essere adatta. Tutte queste cose ci preparano ad affrontare la guerra, e, mi sembra, tutto \u00e8 stato ordinato dal legislatore in vista di questo obbiettivo: perch\u00e9 anche per i pasti in comune, forse li ha introdotti, vedendo che tutti, quando fanno una guerra, sono costretti dalla situazione stessa a mangiare insieme durante questo tempo per motivi di sicurezza. Del resto mi sembra che abbia voluto condannare la stoltezza della maggior parte di coloro i quali non capiscono che ogni stato si trova sempre in una guerra incessante contro un altro stato finch\u00e9 vive. Se allora in tempo di guerra bisogna mangiare insieme per ragioni di sicurezza, e comandanti e soldati devono essere addestrati per la guardia, questo dev\u2019essere fatto anche in tempo di pace. Infatti, quella che la maggior parte degli uomini chiama pace, \u00e8 soltanto un nome, perch\u00e9 di fatto ogni stato \u00e8 per natura sempre in guerra, anche se non dichiarata, contro un altro stato. Considerando la cosa da questo punto di vista, scoprirai che il legislatore di Creta stabili tutte le nostre consuetudini pubbliche e private in vista della guerra, e che per questa ragione ci comand\u00f2 di osservarle, poich\u00e9 pensava che nessun\u2019altra ricchezza o possesso fosse utile, se non si vincesse in guerra, dato che tutti i beni dei vinti finiscono nelle mani dei vincitori<a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/attpol\/regno-della-paura\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><strong>[1]<\/strong><\/a>\u201d.<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La democrazia ha bisogno di parole per capire, senza di esse non \u00e8 che un corpo privo di vita. Il covid-19 con le sue tragedie, se non innesca la dialettica della verit\u00e0 rischia di rendere vane il numero innumerevole di persone che non ci sono pi\u00f9, e specialmente \u00e8 fondamentale comprendere quanto avviene \u00a0per dare dignit\u00e0 ai morti ed a coloro che hanno vissuto il trauma del lutto. La democrazia non vive di paure, ma di\u00a0 verit\u00e0 e dialettica. Le parole sono l\u2019anima pensante di una nazione, se le parole che circolano sono solo parole di guerra, non vi sar\u00e0 comunit\u00e0 democratica, ma solo il regno dell\u2019aggressivit\u00e0 che entra in ogni relazione e si insedia nei pensieri per curvali allo sguardo guerriero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/attpol\/regno-della-paura\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0<sup>[1]<\/sup>\u00a0Platone Le Leggi Ousia<em>\u00a0\u00a0Edizione Acrobat a cura<\/em>\u00a0di Patrizio Sanasi pag. 5<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/attpol\/regno-della-paura\/\">http:\/\/www.linterferenza.info\/attpol\/regno-della-paura\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTERFERENZA (Salvatore Bravo) Fonte foto: Huffington Post (da Google) Tra guerra e paura Il covid-19 non \u00e8 solo un problema epidemiologico, anzi, lo stato di eccezione in cui siamo sta rivelando \u201cle verit\u00e0 nascoste\u201d del sistema, attraverso i provvedimenti attuati per inibirne la diffusione. 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