{"id":58177,"date":"2020-04-23T10:30:52","date_gmt":"2020-04-23T08:30:52","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58177"},"modified":"2020-04-22T16:53:17","modified_gmt":"2020-04-22T14:53:17","slug":"perche-italia-e-spagna-saranno-deluse-dal-consiglio-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58177","title":{"rendered":"Perch\u00e9 Italia e Spagna saranno deluse dal Consiglio Ue"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di\u00a0<strong>GIUSEPPE LITURRI<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"entry-thumbnail margin-bottom-30\">\n<div class=\"post-thumbnail\">\n<div class=\"thumb-w\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/europa_675-675x275.jpg\" alt=\"europa\" width=\"675\" height=\"275\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>Che cosa succeder\u00e0 al Consiglio Ue del 23 aprile? L\u2019analisi di Giuseppe Liturri<\/strong><\/em><span id=\"more-104799\"><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ieri sera \u00e8 arrivato anche\u00a0<a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/en\/press\/press-releases\/2020\/04\/21\/invitation-letter-by-president-charles-michel-to-the-members-of-the-european-council-ahead-of-their-video-conference-on-23-april-2020-2020\/?utm_source=dsms-auto&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Invitation+letter+by+President+Charles+Michel+to+the+members+of+the+European+Council+ahead+of+their+video+conference+on+23+April+2020\">l\u2019annuncio ufficiale del Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel<\/a>\u00a0a confermarci che il 23 aprile non si decider\u00e0 nulla di nuovo, rispetto a ci\u00f2 che \u00e8 stato gi\u00e0 messo sul tavolo dei leader dall\u2019Eurogruppo del 9 aprile: Mes e Sure a favore degli Stati e Bei a favore delle imprese. Dovrebbe poi probabilmente seguire una acrobazia verbale per fare cadere in piedi i governi \u2013 Francia, Italia e Spagna in testa \u2013 che insistono per \u201cstrumenti finanziari innovativi\u201d per finanziare un consistente programma di investimenti per la ripresa, ma che sbatteranno contro il muro tedesco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/media\/43384\/roadmap-for-recovery-final-21-04-2020.pdf\">progetto<\/a>\u00a0di passare la palla alla Commissione per mettere a punto un immaginifico European Recovery Fund (ERF), significa far deflagrare solo le profonde divisioni all\u2019interno della Commissione e del Consiglio UE. Una tabella di marcia che rischia di trasformarsi in un Vietnam e che mette in luce tutte le difficolt\u00e0 di contemperare i diversi interessi dei 27 Stati membri. Il presidente Michel ripone molte speranze nel Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2021-2027 e sulla sua riformulazione per tenere conto della nuova emergenza e della necessit\u00e0 di recupero dell\u2019economia della UE. Ma tutto ci\u00f2, pur costituendo gi\u00e0 un terreno minato, viene solo dopo la risposta individuale degli Stati. La Ue ora ha ben poco da offrire.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/967d0b47-8d33-4102-a3d8-baaef05d472b\">Temi ripresi stamattina dal\u00a0<em>Financial Times<\/em>\u00a0c<\/a>he, citando le solite fonti ben informate (diplomatici di alto livello) si chiede come sia possibile trovare un accordo sul\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/cd27d7da-e6e9-4aa8-ab63-5b51f36d124c\">progetto spagnolo<\/a>\u00a0(eurobond per concedere contributi a fondo perduto agli Stati, dettagliato in seguito). Le divisioni sono profonde: come sar\u00e0 raccolto il denaro? Come sar\u00e0 distribuito? E, soprattutto, per quali finalit\u00e0? Decise da chi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come sar\u00e0 possibile che la relativamente povera Romania garantisca debiti che saranno poi usati per erogare sovvenzioni a\u00a0<a href=\"http:\/\/www.startmag.it\/primo-piano\/vi-dico-come-conte-dira-si-al-mes-con-una-bugia\/\">Spagna<\/a>\u00a0o Italia? Pare che su questo punto, possa intervenire la proposta italiana che propone prestiti anzich\u00e9 contributi. Una via per condurre il nostro Paese sulla via del commissariamento ad opera dei creditori. Non abbiamo bisogno i prestiti, non avendo perso l\u2019acceso ai mercati. Purtroppo \u00e8 proprio questo l\u2019anello debole:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/article\/health-coronavirus-italy-bonds\/update-1-ecb-cannot-close-bond-spreads-driven-by-politics-knot-idUSL5N2C92FT\">la BCE non vuole e non pu\u00f2 svolgere il proprio ruolo di finanziatore del deficit pubblico senza limiti<\/a>, come ha purtroppo fatto notare il governatore della Banca centrale olandese Klan Knot, che richiede che il bilancio degli Stati faccia la propria parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Invece, riceveremo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">1) il prestito dei 37 miliardi dal Mes, infilandoci nel tunnel della stretta sorveglianza prevista dal relativo Trattato e rischiando l\u2019assoggettamento ad un programma di aggiustamento appena si manifesti una minima deviazione dei nostri fondamentali economici. E con un debito\/PIL proiettato al 160%, tale rischio appare concreto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">2) I prestiti del Sure sono ancora tutti da implementare. Ci sar\u00e0 da costituire il fondo di garanzia di 25 miliardi, a cui contribuiremo in modo rilevante e, quando pronto, ci indebiteremo per circa 10\/12 miliardi, il necessario per finanziare forse 1 mese di cassa integrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">3) Le garanzie della Bei, a cui pure contribuiremo, nel migliore dei casi potranno consistere in linee di credito per le nostre imprese pari a circa 15 miliardi, al netto del cofinanziamento nazionale. Complessivamente circa 65 miliardi di prestiti. Mentre si preannuncia una perdita secca pari ad almeno il 10% del PIL, circa 170 miliardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La spaccatura sul tema delle risorse finanziarie da dedicare al fondo per la ripresa corre tra i \u201cfrugal four\u201d (Austria Danimarca, Olanda e Svezia, con la Germania alle spalle nel ruolo di poliziotto buono) e gli \u201camici della coesione\u201d. Per il primo gruppo c\u2019\u00e8 spazio solo per prestiti, il secondo ambisce ad ottenere contributi a fondo perduto. Per Berlino, oltre al fondo SURE, non c\u2019\u00e8 spazio per \u201cstregonerie finanziarie\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il progetto presentato dallo spagnolo Sanchez equivale a mettere le dita negli occhi al blocco nordico. L\u2019idea di fare leva su una parte consistente delle risorse del Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), su cui peraltro il conflitto dura da mesi, al fine di far partire una emissione di eurobond e finanziare investimenti, rischia di fa riemergere la profonda linea di rottura che divide gli Stati membri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta di emettere bond senza scadenza per 1000\/1500 miliardi, ed il pagamento dei relativi interessi sarebbe garantito da nuove tasse stabilite a livello UE. L\u2019aspetto interessante \u00e8 che queste risorse dovrebbero poi essere concesse a fondo perduto agli Stati membri, seguendo una base di ripartizione che tenga conto della percentuale della popolazione colpita dal COVID 9, del calo del PIL e dell\u2019aumento della disoccupazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Su questo punto si impone chiarezza. Gi\u00e0 a fine 2011, un paper della Commissione evidenzi\u00f2 che l\u2019emissione di bond con garanzia comune era possibile, a Trattati vigenti, solo utilizzando veicoli, come il Mes o anche il Sure, in cui la responsabilit\u00e0 degli Stati era limitata alla garanzia prestata o al capitale versato. Nessuna responsabilit\u00e0 solidale. E quando luned\u00ec la Merkel ha mostrato un\u2019apertura verso gli eurobond, ha subito aggiunto \u201cnell\u2019ambito consentito dai Trattati\u201d, sottolineando proprio la rigida separazione delle responsabilit\u00e0 degli Stati. \u00c8 facile immaginare la levata di scudi tedesca se, per ipotesi, l\u2019Italia contribuisse per il 15% al fondo di garanzia ed al pagamento degli interessi sugli eurobond, ma fosse destinataria del 30% dei prestiti o delle sovvenzioni. Chi crede nella fattibilit\u00e0 del piano spagnolo, pur apprezzabile, o non conosce i Trattati o vuole solo indorare la pillola per farci accettare il MES, l\u2019unico disponibile, quello con le regole che ti mettono sotto programma al primo stormir di fronda. I Trattati sono informati alla competizione, non alla solidariet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>(domani la seconda parte dell\u2019articolo dedicato alla solidariet\u00e0\u2026)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/perche-italia-e-spagna-saranno-deluse-dal-consiglio-ue\/\">https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/perche-italia-e-spagna-saranno-deluse-dal-consiglio-ue\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0GIUSEPPE LITURRI Che cosa succeder\u00e0 al Consiglio Ue del 23 aprile? 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