{"id":58205,"date":"2020-04-24T10:30:28","date_gmt":"2020-04-24T08:30:28","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58205"},"modified":"2020-04-24T03:25:53","modified_gmt":"2020-04-24T01:25:53","slug":"il-petrolio-e-caduto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58205","title":{"rendered":"Il petrolio \u00e8 caduto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da<strong> TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Emanuel Pietrobon)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;oro nero ora \u00e8 cenere, ma la vera vittima \u00e8 la globalizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ore 20,30 del 20 aprile 2020, una data memorabile che \u00e8 gi\u00e0 entrata nella storia. La versione lunga \u00e8 che la pandemia ha causato un\u2019incredibile contrazione della domanda di energia, avvenuta sullo sfondo dello scontro russo-saudita sul greggio e della saturazione delle riserve strategiche, che infine ha portato ad un risultato tremendamente (in)atteso: gli operatori sulla piattaforma Nymex, il principale mercato mondiale di riferimento per opzioni e contratti a termine standardizzati (futures), hanno finalizzato una consegna di WTI (il petrolio made in Texas, che \u00e8 il riferimento per il mercato statunitense) per maggio al prezzo di -37,63 dollari, il prezzo pi\u00f9 basso mai registrato. Secondo Bloomberg, per\u00f2, a giugno dovremmo assistere ad un recupero del prezzo al barile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La versione corta \u00e8 che il petrolio \u00e8 caduto. Il baricentro dell\u2019ordine economico internazionale, l\u2019instrumentum regni dei giganti dell\u2019energia \u00e8 caduto sotto i colpi del contagio, l\u2019ultima vittima eccellente mietuta dal Covid-19. \u00c8 interessante notare come ci\u00f2 sia accaduto nonostante i tentativi frenetici dell\u2019amministrazione Trump di mediare fra Mosca e Riyad, il cui scontro a distanza minava la stabilit\u00e0 del prezzo dell\u2019oro nero e, indirettamente, anche Washington, e nonostante le continue rassicurazioni fatte a mercati e investitori. Nulla \u00e8 servito, il petrolio \u00e8 caduto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre la finanza alterna momenti di panico e lucidit\u00e0, necessaria quest\u2019ultima per non far implodere l\u2019intero mercato energetico, la globalizzazione nella quale siamo stati cresciuti e allevati dimostra giorno dopo giorno di essere giunta al capolinea. \u00c8 un semplice dato di fatto, \u00e8 un modello insostenibile: troppi conflitti inanellati fra loro, troppe schegge impazzite e squali impegnati in azioni speculative che colpendo l\u2019angolo pi\u00f9 remoto del pianeta hanno comunque effetti anche nella City di Londra. L\u2019interdipendenza portata agli estremi si \u00e8 rivelata controproducente: le economie del globo non sono pi\u00f9 stabili, ma vulnerabili come mai prima d\u2019ora. E mentre l\u2019oro nero diventa cenere, che i produttori pagano per smaltire al miglior offerente, un nuovo modello di globalizzazione avanza, ma per ora possiamo solo intravederne i contorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La pandemia sposta e crea nuovi equilibri, e mentre le economie occidentali rispolverano vecchie politiche considerate folli, come l\u2019autofinanziamento attraverso la creazione di denaro contante, incamminandosi su strade mai percorse fino ad oggi, come quella del lancio di soldi dall\u2019elicottero (helicopter money), il liberismo cade a pezzi. Nel mondo che verr\u00e0 non ci sar\u00e0 spazio per l\u2019apertura, e saranno condannati all\u2019oblio coloro che persisteranno nell\u2019esternalizzare funzioni e mansioni, nel delocalizzare all\u2019estero le produzioni strategiche, nel cedere i campioni nazionali, nell\u2019affidarsi al mito del vantaggio comparato, continuando ad importare in luogo di produrre in casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Trump ha segnato l\u2019inizio di un nuovo capitolo delle relazioni internazionali e il Covid-19 sta proseguendo la sua scrittura. \u00c8 un capitolo denso di politica da stadio, muscolarismi a volte insensati, medievalizzazione dei conflitti, ma anche di eventi spartiacque: lo scoppio della guerra fredda fra Stati Uniti e Cina, che aleggiava nelle menti dei grandi politologi da decenni, l\u2019assassinio impunito di un uomo di stato, ossia il generale Qassem Soleimani, il designamento di un capo di stato come narco-terrorista, ossia Nicolas Maduro, la pandemia, la caduta del petrolio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fra gli eventi spartiacque vi \u00e8 anche, appunto, il ripensamento della globalizzazione. Sullo sfondo di tutti questi fatti, l\u2019economia statunitense \u00e8 sempre meno dipendente da quella cinese, idem quella europea, che si avvia a diventare un tutt\u2019uno con la casa madre, Washington. Anche gli altri grandi giocatori del teatro internazionale, come il Giappone e l\u2019India, hanno colto il messaggio: il primo ha annunciato un pacchetto di incentivi per tutte quelle corporazioni che ri-localizzeranno le produzioni da Pechino a Tokyo, mentre la seconda ha introdotto in questi giorni uno scudo protettivo teso a troncare gli investimenti stranieri diretti provenienti dalla Cina per proteggere i campioni nazionali da possibili speculazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il disaccoppiamento \u00e8 in pieno svolgimento, ed ogni punto concorre a formare un disegno pi\u00f9 ampio. Contrariamente a quanto si pensa in genere, il disaccoppiamento non \u00e8 qualcosa che riguarda la semplice sfera economica. Infatti, economia e politica sono inevitabilmente e naturalmente legati. Il disaccoppiamento \u00e8 anche politico: la Cina non soltanto ha smesso di essere un partner commerciale affidabile, ma ha anche smesso di essere un collaboratore diplomatico, un nemico all\u2019improvviso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sembra che fino a ieri fosse sconosciuta la natura dittatoriale del regime comunista costruito da Mao Tse Tung nel lontano 1949, che sia stata scoperta soltanto in questi mesi, grazie agli uiguri e all\u2019amministrazione Trump. Certamente, la globalizzazione del mondo nuovo sar\u00e0 esiziale per la Cina e per tutti quei paesi che hanno costruito le loro fortune sull\u2019esportazione, vivendo della rendita garantita dal capitale straniero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma la neo-globalizzazione potr\u00e0 rivelarsi anche un\u2019occasione irripetibile per ripartire da zero e seppellire la post-modernit\u00e0 economicista, riscoprendo il valore dell\u2019autosufficienza autarchica e delle risorse nazionali. Lo faranno indubbiamente le potenze pi\u00f9 lungimiranti, realmente imperiali, come gli Stati Uniti ed il Giappone, ad esempio, mentre \u00e8 estremamente improbabile che l\u2019opportunit\u00e0 sar\u00e0 colta da potenze in declino, al crepuscolo, prossime alla scomparsa dai libri di storia, come l\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/esteri-3\/il-petrolio-e-caduto\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/esteri-3\/il-petrolio-e-caduto\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Emanuel Pietrobon) L&#8217;oro nero ora \u00e8 cenere, ma la vera vittima \u00e8 la globalizzazione. Ore 20,30 del 20 aprile 2020, una data memorabile che \u00e8 gi\u00e0 entrata nella storia. 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