{"id":58288,"date":"2020-04-28T11:30:14","date_gmt":"2020-04-28T09:30:14","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58288"},"modified":"2020-04-28T10:51:00","modified_gmt":"2020-04-28T08:51:00","slug":"senza-programmazione-andratuttoaiprofitti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58288","title":{"rendered":"Senza programmazione, #andr\u00e0tuttoaiprofitti"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CONIARE RIVOLTA<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1624\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2020\/04\/batmann.png?w=700\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" srcset=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2020\/04\/batmann.png?w=700 700w, https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2020\/04\/batmann.png?w=150 150w, https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2020\/04\/batmann.png?w=300 300w, https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2020\/04\/batmann.png?w=768 768w, https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2020\/04\/batmann.png 945w\" alt=\"batmann\" data-attachment-id=\"1624\" data-permalink=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2020\/04\/22\/senza-programmazione-andratuttoaiprofitti\/batmann\/\" data-orig-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2020\/04\/batmann.png\" data-orig-size=\"945,875\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"batmann\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2020\/04\/batmann.png?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2020\/04\/batmann.png?w=700\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi economica e sanitaria legata alla pandemia Covid-19 pone l\u2019Italia di fronte alla pi\u00f9 grave perdita di prodotto e occupazione che si sia mai registrata negli ultimi decenni, sommandosi agli effetti gi\u00e0 disastrosi della doppia caduta del 2008-2009 e del 2011-2012. Le <a href=\"https:\/\/www.imf.org\/en\/Publications\/WEO\/Issues\/2020\/04\/14\/weo-april-2020\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ultime stime del Fondo Monetario Internazionale<\/a> prevedono una perdita in termini di PIL di 9,1 punti percentuali su base annua, mentre altre superano la doppia cifra, come nel caso di <a href=\"https:\/\/www.goldmansachs.com\/insights\/talks-at-gs\/03-26-20-update-coronavirus-europe-f\/report.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Goldman Sachs<\/a> (-12%) e di <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/entry\/unicredit-pil-dellitalia-crollera-del-15-nel-2020-in-arrivo-la-madre-di-tutte-le-recessioni_it_5e8a1162c5b6cc1e477753af\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Unicredit<\/a> (-15%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La gestione di questa crisi dipender\u00e0 molto dalla reazione che sar\u00e0 messa in campo dal governo italiano all\u2019interno del quantomai problematico contesto europeo. L\u2019andamento del PIL \u00e8 infatti fortemente dipendente dalla politica di bilancio: una maggiore spesa pubblica in deficit implica direttamente un aumento del reddito, a cui si somma il reddito generato dalle ulteriori spese permesse dall\u2019iniezione iniziale di potere d\u2019acquisto. E\u2019 il principio del moltiplicatore fiscale: per ogni euro di spesa pubblica, nell\u2019economia si crea pi\u00f9 di un euro di reddito complessivo. Questi effetti benefici sull\u2019attivit\u00e0 economica sono particolarmente intensi nelle fasi recessive, caratterizzate da moltiplicatori fiscali pi\u00f9 elevati. Serve, in poche parole, uno <em>shock<\/em> fiscale di <em>dimensione adeguata<\/em> nel pi\u00f9 rapido tempo possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante il governo si appresti a varare misure di portata superiore a quella del <a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2020\/04\/01\/cura-italia-poche-risorse-tante-lacune\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">decreto \u2018Cura Italia\u2019<\/a>, l\u2019intervento non \u00e8 ancora sufficiente. Possiamo farci una idea della scala di intervento necessaria osservando il panorama internazionale. Tra <a href=\"https:\/\/www.goldmansachs.com\/insights\/talks-at-gs\/03-26-20-update-coronavirus-europe-f\/report.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">i Paesi europei<\/a>, la Germania ha stanziato 156 miliardi di euro (4,5% di deficit <em>aggiuntivo a quello previsto<\/em>) di misure fiscali di varia natura, che possono arrivare a 200 (5,7%) in caso di necessit\u00e0. Gli Stati Uniti stanno implementando un piano da 2.200 miliardi di dollari, il Giappone un equivalente di <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/article\/us-health-coronavirus-japan\/japan-to-declare-coronavirus-emergency-launch-990-billion-stimulus-pm-idUSKBN21N0ZS\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">circa 920 miliardi di euro<\/a>. L\u2019espansione necessaria \u00e8 quindi ben pi\u00f9 marcata di quella al momento in discussione in relazione al cosiddetto \u2018Decreto aprile\u2019 e alle <a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2020\/04\/12\/il-sogno-europeo-condannato-a-morte-dalleurogruppo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">prospettive ventilate<\/a> all\u2019Eurogruppo del 7 aprile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi anche i pi\u00f9 strenui difensori dell\u2019austerit\u00e0 si fanno promotori di <strong>politiche fiscali espansive<\/strong> e di un robusto intervento pubblico. Perch\u00e9 gli economisti <em>mainstream<\/em> \u2013 persino i <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/editoriali\/20_marzo_10\/10-cultura-aprecorriere-web-sezioni-7080b2cc-6304-11ea-a693-c7191bf8b498_preview.shtml?reason=unauthenticated&amp;cat=1&amp;cid=vULbzzYd&amp;pids=FR&amp;credits=1&amp;origin=https%3A%2F%2Fwww.corriere.it%2Feditoriali%2F20_marzo_10%2F10-cultura-aprecorriere-web-sezioni-7080b2cc-6304-11ea-a693-c7191bf8b498.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">sostenitori dell\u2019austerit\u00e0 espansiva<\/a> \u2013 si riscoprono improvvisamente \u201ckeynesiani\u201d? Se ci pensiamo bene, non dovrebbe sorprendere pi\u00f9 di tanto: <em>poich\u00e9 la crisi minaccia i profitti d\u2019impresa, e dunque il sistema stesso<\/em>, le risorse finanziarie necessarie per mantenerlo in piedi vanno trovate ad ogni costo. Le politiche keynesiane di breve periodo a seguito di una crisi sono sempre piaciute ai padroni, in quanto utili a salvare i profitti mentre i lavoratori vengono disciplinati dall\u2019aumento della disoccupazione; niente di nuovo sin qui. Ci\u00f2 che far\u00e0 la differenza sar\u00e0 il modo in cui si troveranno tali risorse\u00a0 e le specifiche voci di spesa finanziate. Se in tempi di crisi c\u2019\u00e8 un consenso generalizzato sulla\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2020\/03\/30\/quello-che-i-draghi-non-dicono\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">necessit\u00e0 di aumentare la spesa<\/a>, \u00e8 la composizione della spesa pubblica\u00a0aggiuntiva\u00a0messa in campo ad essere cruciale rispetto\u00a0al conflitto\u00a0 distributivo \u2013 chi pagher\u00e0 maggiormente la crisi? \u2013\u00a0\u00a0e all\u2019organizzazione produttiva nel suo complesso, che dovrebbe essere ripensata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel breve periodo, pare fuori discussione la necessit\u00e0 di garantire continuit\u00e0 di reddito a famiglie e lavoratori, che hanno perso il lavoro o sub\u00ecto un ridimensionamento serio delle proprie entrate. La platea di coloro che rischiano di non avere i soldi per fare la spesa rischia di allargarsi in modo inverosimile, mettendo a rischio la stessa coesione sociale del Paese. Da questo punto di vista, sembra logico implementare un <a href=\"https:\/\/federazionedelsociale.usb.it\/leggi-notizia\/nel-cura-italia-solo-unelemosina-per-il-mondo-del-lavoro-povero-e-lora-di-un-reddito-di-cittadinanza-incondizionato-1552.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u2018reddito di emergenza\u2019<\/a> in un contesto in cui la creazione diretta di lavoro da parte dello Stato sar\u00e0 gioco forza limitata dalle iniziali esigenze di distanziamento sociale dettate dalla pandemia. Nel medio periodo, tuttavia, si dovr\u00e0 fare molta attenzione rispetto al tema del lavoro, dei salari e dei licenziamenti: il pericolo \u00e8 quello di una tutela dell\u2019occupazione limitata nel tempo. Ci\u00f2 che per ora abbiamo avuto \u00e8 per\u00f2 il solito cedimento alle ultime richieste della classe imprenditoriale. <a href=\"https:\/\/www.confindustria.it\/notizie\/dettaglio-notizie\/Boccia-piazzapulita-serve-liquidita-per-le-imprese\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Volevano liquidit\u00e0<\/a> \u2013 subito e in dosi massicce \u2013 e l\u2019hanno ottenuta <a href=\"https:\/\/i2.res.24o.it\/pdf2010\/Editrice\/ILSOLE24ORE\/ILSOLE24ORE\/Online\/_Oggetti_Embedded\/Documenti\/2020\/04\/07\/Cdm-39.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">con il Decreto liquidit\u00e0<\/a> per un totale di 400 miliardi di euro, nonostante la liquidit\u00e0 immediata e differita a disposizione delle imprese con pi\u00f9 di 50 dipendenti <a href=\"https:\/\/www.rassegna.it\/articoli\/davvero-le-grandi-imprese-hanno-un-problema-di-liquidita\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ammonti complessivamente a pi\u00f9 di 500 miliardi di euro<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa crisi investe a livello internazionale anche il lato dell\u2019offerta, che dava\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/article\/us-germany-economy-industrialoutput\/biggest-german-industry-slump-in-a-decade-revives-recession-fears-idUSKBN2010Q2\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">segnali di rallentamento significativi<\/a>\u00a0gi\u00e0 prima della diffusione del virus. L\u2019intensa interconnessione economica internazionale che ha caratterizzato la globalizzazione neoliberista si \u00e8 tradotta finora in filiere produttive lunghe, ma gi\u00e0 da qualche anno <a href=\"https:\/\/www.bis.org\/speeches\/sp190514.htm?fbclid=IwAR3WQP-h2JMKtRnfLASpNoWJnhXuKSquGr9jOPawCreK2zxR8vFzXXwUQco\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">il sistema \u00e8 in via di trasformazione<\/a>\u00a0e la crisi accelera questo processo. In altre parole, l\u2019organizzazione\u00a0produttiva e la divisione internazionale del lavoro subiranno un processo di trasformazione e abbiamo bisogno di <strong>rimettere al centro la programmazione pubblica e la politica industriale<\/strong> per governare tale processo e non subirlo passivamente. Si pone innanzitutto la necessit\u00e0 di accorciare \u2013 finanche ridurre a livello nazionale \u2013 la filiera nei settori fondamentali, ossia quelli che forniscono beni di prima necessit\u00e0 (agroalimentare, biomedicale, distribuzione, infrastrutture essenziali). L\u2019autosufficienza sui beni essenziali dovrebbe essere uno dei pilastri di una nuova politica industriale, utile a riequilibrare un modello di sviluppo eccessivamente basato sulle esportazioni. <a href=\"https:\/\/blogs.imf.org\/2020\/04\/01\/economic-policies-for-the-covid-19-war\/?fbclid=IwAR3S707jYBGR1c2vH83_XuW8textTFyp5kIOihS17S8F0K1DcYuC_it96zA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Persino alcuni dirigenti dell\u2019FMI<\/a> hanno riconosciuto che, per garantire il funzionamento dei settori essenziali, l\u2019intervento pubblico potrebbe comportare la conversione di interi blocchi industriali e nazionalizzazioni selettive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tessuto produttivo italiano dovr\u00e0 affrontare sia le conseguenze della chiusura delle attivit\u00e0 non essenziali <em>in loco<\/em>, sancita \u2013 <a href=\"http:\/\/www.fondazionesabattini.it\/ricerche-1\/ricerca-coronavirus-e-lavoro\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">non senza pesanti criticit\u00e0<\/a> \u2013 dal decreto del 22 marzo, sia la disintermediazione delle catene globali del valore all\u2019interno delle quali \u00e8 inserito. La fornitura dei beni intermedi nei diversi processi produttivi subir\u00e0 necessariamente degli sconvolgimenti, causati dai <em>lockdown <\/em>a livello internazionale, che implicano un ripensamento complessivo delle filiere produttive e della politica industriale. La stessa produzione dei beni di consumo a basso valore aggiunto andr\u00e0 ripensata radicalmente, per rispondere alle esigenze del Paese in un contesto in cui il commercio internazionale subir\u00e0 una pesante battuta d\u2019arresto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proposte per un nuova politica industriale pubblica si sono sprecate negli ultimi anni, ma la crisi sta cambiando il quadro e queste tesi <em>potrebbero<\/em> diventare la normalit\u00e0. Questa possibilit\u00e0 \u00e8 confermata dal dibattito su una \u201c<strong>nuova IRI<\/strong>\u201d. Ricordiamo come l\u2019IRI sia nata nel 1933 col fine di salvare il capitale privato in crisi mediante un forte interventismo pubblico. Dopo la Seconda Guerra Mondiale per\u00f2, quell\u2019IRI, con a sostegno l\u2019EFIM e l\u2019ENI diventa regista di un sistema di pianificazione e intervento assai pi\u00f9 pervasivo e in grado di sottrarre tramite un sistema di partecipazioni permanenti nelle imprese private, quote di profitto, ma soprattutto regia decisionale agli attori privati. E lo fa al fine di tutelare (tra le varie cose) lo sviluppo territoriale del Paese (cassa per il mezzogiorno), l\u2019occupazione, la produzione interna. A seguito del progressivo esaurimento di quella fase storica, l\u2019IRI \u00e8 stato trasformato nel 1992 in una societ\u00e0 per azioni al fine di favorire l\u2019oceanica ondata di privatizzazioni italiane durante gli anni Novanta; nel 2002 chiuder\u00e0 definitivamente i battenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno spiraglio di dibattito per una sua rinascita ha trovato spazio addirittura in sede FMI, <a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/l-unica-e-inevitabile-soluzione-e-mario-draghi-ADnFb9G\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">sul giornale della Confindustria<\/a> e nelle <a href=\"https:\/\/www.emilianobrancaccio.it\/2020\/03\/15\/tria-e-brancaccio-sul-piano-anti-virus\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">lamentele dell\u2019ex ministro dell\u2019Economia Tria<\/a> circa la sottrazione del Dipartimento Programmazione dal MEF da parte della Presidenza del Consiglio. Queste trasformazioni non sono tuttavia scontate, n\u00e9 seguono necessariamente un percorso predeterminato. Persiste una sorta di resistenza ideologica a formule ritenute \u201cnostalgiche\u201d, <a href=\"http:\/\/www.governo.it\/it\/articolo\/intervista-al-sole-24-ore\/14388\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">nelle parole del presidente Conte<\/a>, come se non fosse possibile ripensare la programmazione pubblica in termini di digitalizzazione della PA, investimento nella sanit\u00e0 pubblica e nelle fatiscenti infrastrutture nazionali, innovazione. Se poi guardiamo a Confindustria, il neopresidente designato <a href=\"https:\/\/contropiano.org\/news\/politica-news\/2020\/03\/24\/covindustria-indifferente-virus-dispensa-ordini-per-dopo-0125789\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Bonomi ha rifiutato nettamente questa impostazione<\/a> e un maggiore interventismo pubblico. Ma si sa, il capitalismo italiano \u00e8 fatto cos\u00ec, lo Stato serve solo quando c\u2019\u00e8 da socializzare le perdite nei momenti di crisi o a garantire profitti d\u2019oro con le privatizzazioni. Se da un lato non ci sono dubbi sulla necessit\u00e0 di un intervento pubblico forte nell\u2019economia, dall\u2019altro il dibattito sulle modalit\u00e0 di implementazione non sono un argomento secondario. \u00c8 arrivato infatti il momento di chiedere che i grandi monopoli naturali tornino sotto il controllo completo dello Stato e che le aziende in difficolt\u00e0 non siano salvate con prestiti a scadenza trentennale, ma con l\u2019ingresso dell\u2019attore pubblico attraverso l\u2019acquisto di partecipazioni significative, quantomeno per quanto riguarda le attivit\u00e0 ritenute strategiche. Questi interventi necessitano di un\u2019agenzia pubblica ad hoc: sia una nuova IRI o la CdP non \u00e8 rilevante, ma che abbia la struttura amministrativa e le risorse sufficienti a rimettere la programmazione e un orizzonte di sviluppo almeno ventennale sul tavolo della politica italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, a fronte di queste sfide epocali, il governo non ha neanche l\u2019intenzione di accennare il primo passo in questa direzione: <a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2020\/04\/03\/non-ci-resta-che-spendere\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">sfidare l\u2019Unione Europea<\/a>. Questo lo condanna a fare poco e niente, se non lo stretto necessario per non far morire di fame le persone e non turbare i sonni dei padroni. In questo contesto, ci\u00f2 che ci resta \u00e8 un mero tampone emergenziale, che alla prossima crisi salterebbe. Tutto ci\u00f2 non basta. Dobbiamo puntare a un quadro nel quale si faccia spesa pubblica ingente, accompagnandola a una estesa programmazione, utilizzando tutti gli strumenti che ad essa sono propedeutici. Eppure, neanche questo sarebbe sufficiente. L\u2019obiettivo deve essere <strong>una programmazione disegnata per\u00a0 socializzare gli investimenti e cambiare radicalmente la composizione della produzione<\/strong>. Non quindi uno Stato forte e presente in quanto tale, ma che metta la produzione al servizio della collettivit\u00e0, riducendo la sfera del privato per erodere la dimensione dello sfruttamento. L\u2019alternativa a ci\u00f2 \u00e8 che, una volta passata un po\u2019 la bufera, questa improvvisa ondata di supporto per politiche fiscali espansive si trasformi nuovamente nei soliti intollerabili richiami all\u2019austerit\u00e0, con quel poco di Stato che ancora resta in piedi di nuovo teso a salvaguardare solo i profitti. <strong>Non torneremo alla normalit\u00e0, perch\u00e9 la normalit\u00e0 era il problema<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2020\/04\/22\/senza-programmazione-andratuttoaiprofitti\/\">https:\/\/coniarerivolta.org\/2020\/04\/22\/senza-programmazione-andratuttoaiprofitti\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARE RIVOLTA La crisi economica e sanitaria legata alla pandemia Covid-19 pone l\u2019Italia di fronte alla pi\u00f9 grave perdita di prodotto e occupazione che si sia mai registrata negli ultimi decenni, sommandosi agli effetti gi\u00e0 disastrosi della doppia caduta del 2008-2009 e del 2011-2012. 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