{"id":58291,"date":"2020-04-28T11:35:48","date_gmt":"2020-04-28T09:35:48","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58291"},"modified":"2020-04-28T11:50:53","modified_gmt":"2020-04-28T09:50:53","slug":"moriremo-di-scienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58291","title":{"rendered":"Moriremo di scienza"},"content":{"rendered":"<p>di\u00a0<strong>L&#8217;<\/strong><strong> INTELLETTUALE DISSIDENTE (Claudio Chianese)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"shrinkToFit\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Screenshot_20200426_165232.jpg\" alt=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Screenshot_20200426_165232.jpg\" width=\"889\" height=\"654\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scienza moderna, nata come reazione dal basso alle indubitabili verit\u00e0 delle Scritture, viene oggi sottratta ai dubbi che provengono proprio dal basso; innalzata a rango di fede intoccabile da un instancabile esercito di sacerdoti televisivi. Per questo oggi \u00e8 necessario difendere la scienza da se stessa, dalla tendenza a trasformarsi in una congrega di teologi, estranea alla societ\u00e0 e insofferente al controllo democratico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">mar Bradley \u00e8 stato uno dei grandi generali americani del secolo scorso, e forse il pi\u00f9 longevo: si \u00e8 spento, quasi novantenne, nell\u2019aprile del 1981. In un discorso tenuto nel 1948, Bradley dice:<\/p>\n<blockquote><p><i>Abbiamo molti uomini di scienza, ma pochi uomini di Dio. Abbiamo compreso il mistero dell\u2019atomo e rifiutato il Discorso della Montagna. Il mondo ha sviluppato il genio senza la coscienza.<\/i><\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 semplice vedere in parole del genere lo spettro di quel massacro tecnologico che \u00e8 stato la seconda guerra mondiale, la luce atomica che ha scosso nel profondo persino Oppenheimer \u2013\u00a0<i>\u201csono diventato la morte, il distruttore dei mondi<\/i>\u201d, afferma il fisico di fronte al test nucleare Trinity, il primo della storia. Ma c\u2019\u00e8, nel discorso di Bradley, qualcosa che va oltre il pacifismo, e che rende il concetto improponibile, quasi eretico oggi:\u00a0<strong>un\u2019accusa diretta alla scienza come istituzione<\/strong>. Non generico oscurantismo, ma l\u2019avvertimento che la scienza non basta a se stessa \u2013 senza una fede, un\u2019etica, una struttura sociale a cui rendere conto, rappresenta un pericolo per l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri tempi: \u00e8 impensabile che, oggi, un\u2019autorit\u00e0 nazionale affermi in pubblico che ci sono troppi scienziati. Dei fondi per la ricerca si pu\u00f2 dire soltanto che siano insufficienti, anche se chi lo dice \u00e8 un governante che avrebbe la possibilit\u00e0, ma non l\u2019intenzione, di intervenire in merito: un pedaggio da pagare al politicamente corretto, insignificante senza un\u2019analisi della spesa pubblica\u00a0<i>tout court<\/i>. La sete di tecnocrazia della nostra tarda modernit\u00e0 \u2013 tipica, in particolare, di chi ha perso le elezioni \u2013 raggiunge, quando si tratta di scienza, vette parossistiche, al punto che solo due categorie sono rimaste a problematizzare la questione: una, quella sempre pi\u00f9 marginale dei filosofi raggomitolati fra le rovine della Scuola di Francoforte, fra i brandelli della riflessione novecentesca sulla tecnica e la biopolitica; la seconda, quella carnevalesca dei complottisti, no-vax e abitanti della Terra Piatta. Per tutti gli altri, la brava gente, \u201c<i>i borghesi ciechi di onest\u00e0\u201d<\/i>, la scienza \u00e8 un\u00a0<i>mysterium fidei\u00a0<\/i>che non si discute fuori dal laboratorio.<\/p>\n<div class=\"wp-caption alignnone\" style=\"text-align: justify; width: 685px;\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/7\/78\/Trinity_Test_Fireball_16ms.jpg\/1280px-Trinity_Test_Fireball_16ms.jpg\" width=\"685\" height=\"462\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\"><em>Fungo atomico del Trinity test<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma proprio nel mezzo della grande epidemia, l\u2019evento che segner\u00e0, culturalmente pi\u00f9 ancora che biologicamente, le nostre vite, dobbiamo sforzarci di dissacrare la scienza, per salvarla dal delirio di onnipotenza verso cui una popolazione disperata e una politica senza risposte rischiano di spingerla \u2013 proprio come i cattolici liberali volevano liberare la Chiesa ultramontanista dalle lusinghe del potere temporale. Partiamo, a titolo d\u2019esempio, dai meschini duelli mediatici fra virologi a cui abbiamo assistito \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/cronache\/coronavirus-nuova-lite-gismondo-burioni-influenza-no-1840468.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Burioni contro Gismondo<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.la7.it\/nonelarena\/video\/lo-scontro-tra-roberto-burioni-e-il-virologo-giulio-tarro-19-04-2020-320236\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Burioni contro Tarro<\/a>\u00a0\u2013 e dal pi\u00f9 significativo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2020\/04\/21\/coronavirus-10mila-scienziati-contro-il-nobel-montagnier-falsa-e-infondata-lipotesi-che-il-covid-sia-nato-in-un-laboratorio-di-wuhan\/5777753\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">scontro internazionale<\/a>\u00a0fra il premio Nobel Luc Montagnier e buona parte della comunit\u00e0 scientifica. Montagnier sostiene che il virus Sars-CoV-2 sia stato creato artificialmente: un\u2019ipotesi molto debole, fondata com\u2019\u00e8 su ricerche personali non divulgate e su uno studio pubblicato da un gruppo di ricercatori indiani, poi ritirato. Al di l\u00e0 del fatto che Montagnier abbia ragione o torto, per\u00f2, la colossale mobilitazione di associazioni scientifiche e stampa generalista contro il medico francese fa emergere un particolare atteggiamento del giornalismo, e della societ\u00e0 nel suo complesso, di fronte alla scienza, gi\u00e0 stigmatizzato sette anni fa dal paleontologo \u2013 nonch\u00e9 editor di\u00a0<i>Nature<\/i>\u00a0\u2013 Henry Gee\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/science\/occams-corner\/2013\/sep\/19\/science-religion-not-be-questioned\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">sul\u00a0<i>Guardian<\/i><\/a>:<\/p>\n<blockquote><p><i>I programmi scientifici in televisione adottano una linea fastidiosamente reverenziale. [\u2026] Il dibattito e il dissenso non sono soltanto proibiti, ma inconcepibili. [\u2026] Noi possiamo solo restare seduti e guardare senza capire. [\u2026] Gli scienziati, o quelli che si spacciano per scienziati, rivendicano un\u2019autorit\u00e0 quasi religiosa. E, come chiunque si sia occupato di religione sa, in questo ambito non c\u2019\u00e8 critica, c\u2019\u00e8 solo blasfemia.<\/i><\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>\u201cPer punirmi del mio disprezzo verso l\u2019autorit\u00e0\u201d<\/i>\u00a0\u2013 dice Einstein \u2013\u00a0<i>\u201channo fatto di me un\u2019autorit\u00e0\u201d<\/i>: \u00e8 ironico che la scienza moderna, nata come reazione dal basso alle indubitabili verit\u00e0 delle Scritture, venga adesso sottratta ai dubbi che provengono proprio dal basso. Per capire dove sta l\u2019errore, \u00e8 necessaria una guida alla buona su come funziona la scienza, quindi il lettore perdoner\u00e0 un po\u2019 di pedanteria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-121812\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Screenshot_20200426_164244.jpg\" alt=\"\" width=\"556\" height=\"694\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una ricerca sperimentale, su qualsivoglia ipotesi e in qualsiasi disciplina, produce un valore statistico, tradizionalmente indicato con la lettera P; il numero indica, semplicemente, la probabilit\u00e0 che il risultato sia capitato per caso \u2013 ad esempio, che una patologia sia regredita da sola e non per merito del farmaco: pi\u00f9 ampio \u00e8 l\u2019esperimento, e pi\u00f9 volte viene replicato, pi\u00f9 diventa improbabile che si tratti di una coincidenza. Il valore P non potr\u00e0 mai azzerarsi, dunque sul piano teorico l\u2019intera nostra conoscenza da Galileo ad oggi potrebbe essere sbagliata: \u00e8 immensamente improbabile, ma basta per rendere assurda la locuzione \u201cverit\u00e0 scientifica\u201d, cos\u00ec tante volte invocata per spegnere il dibattito. Sottigliezze da azzeccagarbugli, direte, e sarebbe cos\u00ec se non avessimo tutte le ragioni per credere che il processo di peer review, alla base delle pubblicazioni scientifiche, si inceppi spesso e volentieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2005, il medico John Ioannidis pubblica uno studio ormai classico,\u00a0<a href=\"https:\/\/journals.plos.org\/plosmedicine\/article?id=10.1371\/journal.pmed.0020124\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">con un titolo dirompente<\/a>:\u00a0<i>\u201cPerch\u00e9 la maggior parte delle ricerche pubblicate \u00e8 falsa\u201d<\/i>. L\u2019analisi di Ioannidis esplicita un problema di cui tutti gli scienziati sono a conoscenza \u2013 e che, invece, i nostri opinionisti-<i>groupie<\/i>\u00a0della scienza tendono a non raccontare: la cosiddetta\u00a0<a href=\"https:\/\/nova.ilsole24ore.com\/esperienze\/contro-la-crisi-della-riproducibilita-della-ricerca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><i>crisi di riproducibilit\u00e0<\/i><\/a>. Se una percentuale cos\u00ec ampia degli studi in circolazione non \u00e8 replicabile \u2013 dunque si pone al di fuori del metodo scientifico \u2013 le ragioni sono sistemiche: soprattutto, il catastrofico paradigma del\u00a0<i>publish or perish<\/i>, per cui i ricercatori si mantengono in corsa producendo risultati a nastro, con pessime conseguenze sulla qualit\u00e0; la scarsa credibilit\u00e0 di molte riviste scientifiche; in alcuni casi truffe belle e buone, scienziati al servizio di interessi economici o politici, com\u2019\u00e8 stato il caso per l\u2019industria del tabacco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8, per\u00f2, un altro elemento, pi\u00f9 evanescente, del quale il giornalismo e la divulgazione scientifica sono diretti responsabili: la tendenza a confermare acriticamente l\u2019attuale consenso accademico. Montagnier, Wakefield, chiunque proponga idee eterodosse viene \u2013 comprensibilmente \u2013 incalzato con piglio pressoch\u00e9 inquisitorio, sottoposto al massimo grado del sospetto; se applichiamo una frazione di questo rigore a ricerche meno controverse, per\u00f2, ci rendiamo conto che fanno ugualmente acqua. Il professore di psicologia, e\u00a0<i>debunker<\/i>\u00a0di professione, Richard Wiseman si \u00e8 trovato\u00a0<a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/19931575\/Review_of_Parapsychology_A_Handbook_for_the_21st_Century\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ad affermare<\/a>, una decina di anni fa, che la ricerca parapsicologica ha raggiunto gli standard qualitativi di tutte le altre aree della scienza ma, visto il potenziale rivoluzionario dell\u2019argomento, i risultati rimangono insufficienti. Una posizione di buon senso, sulla scorta di Carl Sagan \u2013 \u201c<i>ipotesi straordinarie richiedono prove straordinarie\u201d \u2013\u00a0<\/i>\u00a0ma che pu\u00f2 essere ribaltata in maniera inquietante: davvero studi che hanno la stessa solidit\u00e0 tecnica di quelli sulla telepatia e sull\u2019oroscopo vengono raccontati al pubblico come verit\u00e0 rivelate, solo perch\u00e9 pi\u00f9 vicini al\u00a0<i>mainstream<\/i>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto possa sembrare ridicolo, l\u2019allarme lanciato da Ioannidis suggerisce che le cose stiano proprio cos\u00ec. E le cose stanno cos\u00ec perch\u00e9, con buona pace del nostro bellicoso Burioni, la scienza non soltanto \u00e8 democratica, ma condivide con la democrazia la caratteristica peggiore: tende a misurare il valore di un\u2019idea col volume degli applausi, come dice Nicol\u00e1s G\u00f3mez D\u00e1vila. La platea \u00e8 ristretta, ma il meccanismo \u00e8 identico: lo testimonia una pletora di esempi storici, dall\u2019opposizione universale dell\u2019accademia all\u2019idea di deriva dei continenti proposta da Alfred Wegener, all\u2019editoriale con cui John Maddox,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/340425a0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">su\u00a0<i>Nature<\/i><\/a><i>,\u00a0<\/i>dichiarava la teoria del Big Bang filosoficamente inaccettabile perch\u00e9 troppo simile alla creazione biblica. Ed \u00e8 ovvio che sia cos\u00ec: la scienza progredisce, come rileva Thomas Kuhn, quando il volume di prove accumulate \u00e8 sufficiente a scacciare dalla trincea la vecchia generazione di scienziati, con i loro preconcetti e le loro carriere fondate su una specifica visione del mondo \u2013\u00a0<i>\u201cdi funerale in funerale\u201d<\/i>, parafrasando Max Planck. Nel momento in cui giornalisti, divulgatori e scienziati inebriati di prestigio rivendicano per la scienza un\u2019autorit\u00e0 indiscutibile, le stanno negando il suo grande vantaggio gnoseologico: la capacit\u00e0 di percepirsi come provvisoria e autocorreggersi.<\/p>\n<div class=\"wp-caption alignnone\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/6\/65\/Roberto_Burioni_2017.jpg\/330px-Roberto_Burioni_2017.jpg\" width=\"330\" height=\"459\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Roberto Burioni<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vero dramma, soprattutto in un paese che scivola sovente nel manicheismo come il nostro, \u00e8 che il discorso scientifico rivolto al pubblico sia diventato una lotta nel fango a cui partecipano personaggi mediatici completamente digiuni di epistemologia. Valga come emblema il solito Burioni, che va spacciando un rozzo positivismo ottocentesco quando gi\u00e0 nel 1975 Paul Feyerabend scrive queste righe:<\/p>\n<blockquote><p><i>Senza caos non c\u2019\u00e8 conoscenza. Senza una frequente rinuncia alla ragione non c\u2019\u00e8 progresso. [\u2026] Dobbiamo dunque concludere che, all\u2019interno della scienza, la ragione non pu\u00f2 e non dovrebbe dominare tutto e che spesso dev\u2019essere sconfitta, o eliminata, a favore di altre istanze. Non esiste neppure una regola che rimanga valida in tutte le circostanze e non c\u2019\u00e8 nulla a cui si possa far sempre appello.<\/i><\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 una complessit\u00e0, nella conoscenza, che si perde puntualmente nella pratica odiosa del\u00a0<i>blastaggio<\/i>, in un disprezzo rivolto non solo all\u2019altro come interlocutore, ma all\u2019idea stessa che esista un Altro rispetto alla norma. Cos\u00ec si scade nell\u2019accidioso culto degli esperti, che assolve dal dovere del pensiero e dunque diventa\u00a0<i>disabilitante<\/i>, nei termini di Ivan Illich; alla fede cieca corrisponde, dall\u2019altra parte, il rifiuto incancrenito, e il pubblico a cui vengono negati ascolto e dialogo finisce in balia di qualsiasi ciarlatano abiti ai margini della comunit\u00e0 scientifica. Pi\u00f9 che dai no-vax, per\u00f2, oggi \u00e8 necessario difendere la scienza da se stessa, dalla tendenza a trasformarsi in una congrega di teologi, estranea alla societ\u00e0 e insofferente al controllo democratico. Possiamo farlo rivendicando la potenza generatrice dell\u2019errore, che \u00e8 il grembo di ci\u00f2 che sapremo domani, senza temere l\u2019eresia del Konstantin Levin di Tolstoj:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>il mio peccato principale \u00e8 il dubbio. Io dubito di tutto e mi trovo sempre nel dubbio.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/moriremo-di-scienza-religione-medicina\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/moriremo-di-scienza-religione-medicina\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0L&#8217; INTELLETTUALE DISSIDENTE (Claudio Chianese) &nbsp; La scienza moderna, nata come reazione dal basso alle indubitabili verit\u00e0 delle Scritture, viene oggi sottratta ai dubbi che provengono proprio dal basso; innalzata a rango di fede intoccabile da un instancabile esercito di sacerdoti televisivi. 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