{"id":58344,"date":"2020-04-30T10:30:36","date_gmt":"2020-04-30T08:30:36","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58344"},"modified":"2020-04-30T03:16:45","modified_gmt":"2020-04-30T01:16:45","slug":"la-russia-ai-tempi-del-coronavirus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58344","title":{"rendered":"LA RUSSIA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong> (Dario Rivolta)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La crisi dovuta alla pandemia Coronavirus e il crollo delle quotazioni del petrolio che ne deriva hanno contribuito a peggiorare le condizioni economiche della Russia, gi\u00e0 penalizzata dalle sanzioni occidentali e dalla riduzione degli investimenti stranieri. Per paura di una estensione incontrollabile dei contagi il governo ha decretato il mese di aprile come \u201cnon lavorativo\u201d dando cos\u00ec, seppur di malavoglia, un ulteriore colpo all\u2019economia gi\u00e0 sofferente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla Duma \u00e8 anche stato presentato un progetto di legge che prevede che venga istituita una moratoria sui fallimenti per un certo numero di societ\u00e0 che rientreranno in una lista ancora da compilare. I pro e i contro di un\u2019iniziativa di questo genere, qualora approvata, sono evidenti ma il fatto che se ne parli spiega quanto il Governo stia cercando di prepararsi a possibili pesanti conseguenze di questa crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 chiaro a tutti che il problema di come superare i problemi innescati dalla generale sospensione delle attivit\u00e0 a causa della pandemia tocchi tutti i Paesi e non solo la Russia e ogni governo del mondo sta valutando quale sar\u00e0 il costo cui si va incontro e cosa occorra fare per favorire la ripresa.<br \/>\nLa Russia ha lo svantaggio che ancora oggi il 30 per cento del proprio prodotto nazionale lordo dipende dall\u2019esportazione delle sue materie prime energetiche e che esse costituiscono ben il 60 percento del valore totale delle esportazioni. \u00c8 naturale che, anche da loro, aumenti il malcontento di certi settori della popolazione e chi ne \u00e8 capofila \u00e8 quella classe media che era cresciuta cos\u00ec tanto negli anni da quando Putin \u00e8 al potere e si stava appena riprendendo dalla crisi del 2008. \u00c8 bene ricordare che tutti i valori macroeconomici del Paese dal 1999 ad oggi sono cresciuti virtuosamente e che, anche grazie a un buon livello dei prezzi del petrolio e alla capacit\u00e0 di Putin di rinsaldare il potere centrale dello Stato, la povert\u00e0 si \u00e8 ridotta di quasi la met\u00e0 e la capacit\u00e0 di spesa del cittadino qualunque \u00e8 aumentata in modo prima inimmaginabile. Per fare qualche esempio: il Pil (a parit\u00e0 di potere d\u2019acquisto) \u00e8 aumentato di sette volte, la mortalit\u00e0 infantile \u00e8 passata dal 19 al 4 per mille, la speranza di vita dai 66 ai 71,6 anni, i poveri da quaranta milioni sono scesi ai venti milioni, il numero di automobili private \u00e8 triplicato e il salario medio \u00e8 salito da 1523 rubli a 43.944 (anche contando che l\u2019inflazione ha avuto un suo ruolo passando tuttavia dal 36,5 percento al 4,2 attuale). Oggi, per quanto in ritardo rispetto ai Paesi pi\u00f9 industrializzati (quando il fenomeno cominci\u00f2 durante gli anni \u201980), anche in Russia la classe media subisce una contrazione e la crisi in corso non pu\u00f2 che peggiorare la sua situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nessuno pu\u00f2 affermare che oggi in Russia tutti siano contenti e felici e, soprattutto tra gli intellettuali delle grandi citt\u00e0 aumenta lo scontento per uno standard di liber\u00e0 individuale che viene, giustamente, considerato ancora ben lontano dai livelli occidentali. A questo proposito \u00e8 bene per\u00f2 ricordare che ogni Paese \u00e8 diverso da un altro per storia e cultura e l\u2019idea che un metodo di convivenza sociale da noi giudicato ottimale debba essere applicato pari pari altrove ha dimostrato la sua inadeguatezza e il suo fallimento a partire da quanto successo in Iraq, Afghanistan e in molti altri Paesi ove si voleva \u201cesportare\u201d la democrazia liberale. Non va dimenticato che la Russia \u00e8 il Paese geograficamente pi\u00f9 grande al mondo, con undici fusi orari e con larghe parti di territorio difficilmente raggiungibili in alcuni mesi dell\u2019anno, con nazionalit\u00e0 diverse (81% di Russi e oltre 190 minoranze etniche + religioni tra cui l\u2019Islam). Se si pensa che sia corretto l\u2019obiettivo di mantenere il paese unito e compatto, diventa ovvio che un forte potere centrale sia indispensabile. D\u2019altra parte, seppur con metodi ben diversi e pi\u00f9 \u201coccidentali\u201d, basta costatare che perfino la \u201cpiccola\u201d Francia ha sempre privilegiato il mantenimento di un forte potere centralizzato su Parigi a discapito delle autonomie locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sostenere, tuttavia, che il governo di Putin abbia accumulato solo successi sarebbe comunque fuorviante. Di l\u00e0 dai suoi propositi frequentemente annunciati, l\u2019economia continua a rimanere troppo dipendente dalla vendita di materie prime, la burocrazia resta inefficiente e corrotta e la spinta che si voleva dare allo sviluppo di nuove tecnologie con la creazione della citt\u00e0 di Skolkovo, la Silicon Valley russa, si \u00e8 realizzata pi\u00f9 sulla carta che nella realt\u00e0 (cio\u00e8 grandi investimenti che generano topolini).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2024 dovrebbe scadere il suo secondo e (a Costituzione vigente) ultimo mandato da presidente, ma cosa succeder\u00e0 dopo \u00e8 ancora incerto. In un primo momento lui stesso aveva fatto presentare il progetto di una nuova Costituzione che prevedeva un allargamento dei poteri parlamentari e una conseguente riduzione di quelli del presidente. Si \u00e8 immaginato che per quel momento lui volesse ritagliarsi il ruolo di \u201cleader occulto\u201d mettendosi a capo di una sorta di \u201csoviet supremo\u201d che avrebbe mantenuto il potere di condizionare gli uni e gli altri. Salvo che, prima che il progetto fosse approvato dalla Duma, un emendamento, avanzato probabilmente con il suo beneplacito, ha stabilito che il limite di due mandati presidenziali persista ma si elimina la dicitura \u201cdi seguito\u201d. In teoria, poich\u00e9 cambierebbero i poteri, ci\u00f2 significherebbe che potrebbe ripresentarsi ancora come candidato presidente essendosi azzerati i mandati precedenti. Tra chi si occupa di \u201crussologia\u201d \u00e8 corsa l\u2019interpretazione che si trattasse di un suo colpo di mano per garantirsi nuovamente la presidenza ma, personalmente, mi sento di avanzare un\u2019altra interpretazione. Innanzitutto la nuova Costituzione dovr\u00e0 ancora essere approvata da un referendum popolare (per ora rimandato causa coronavirus, ma probabilmente destinata a passare con voto favorevole) e, qualora entrasse in vigore e Putin si ripresentasse, egli diventerebbe presidente con poteri inferiori a quelli attuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chi glielo fa fare? Il senso di quell\u2019emendamento potrebbe invece essere legato alla possibile lotta per la successione: se tutti in Russia dessero per scontato che nel 2026 ci sarebbe un nuovo presidente, la lotta tra i vari pretendenti partirebbe immediatamente e, comunque, da qui a quell\u2019anno lui apparirebbe sempre pi\u00f9 come \u201cun\u2019anatra zoppa\u201d. Lasciare aperta, al contrario, la porta di una sua ricandidatura, non solo obbligherebbe tutti i suoi diretti subordinati a rimanergli fedeli e ubbidienti ma consentirebbe a lui di preparare la successione con calma rimanendo pure il \u201cma\u00eetre du jeux\u201d. Putin terr\u00e0 duro finch\u00e9 non trover\u00e0 un successore in grado di non mandare a all\u2019aria tutto il lavoro di ricucitura e ricostruzione dello Stato svolto durante i suoi mandati. \u00c8 in atto peraltro un processo di \u201cepurazione\u201d dei personaggi formati negli anni \u201990 e legati al carro neoliberale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 naturale che i nostalgici della guerra fredda continuino a immaginare scenari su come fare per \u201ccontenere\u201d la Russia e, magari, auspicare la caduta di Putin. Cos\u00ec come restano in campo le fantasie di fanatici anti-russi e di multinazionali varie su \u201ccome sarebbe bello se la Russia scoppiasse disfacendosi in tanti piccoli staterelli\u201d. Ci\u00f2 che politici sensati dovrebbero invece pensare \u00e8 quali sarebbero le conseguenze per il mondo (e per noi europei) se, per un qualunque motivo, quel Paese enorme e dotato di armi nucleari dovesse ricadere nell\u2019anarchia post-disfacimento sovietico o diventare preda di imprenditori stranieri senza scrupoli. Ha senso immaginare che i russi e il mondo starebbero meglio di oggi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al contrario, sempre quei supposti politici di buon senso dovrebbero considerare che una Russia stabile e ben controllata da un suo governo potrebbe costituire per le imprese occidentali una enorme opportunit\u00e0 di sviluppo, viste le evidenti esigenze di modernizzazione e l\u2019inesauribile disponibilit\u00e0 di materie prime. Senza contare che, se il vero forte \u201ccompetitor\u201d del nostro mondo occidentale \u00e8 la Cina e non altri (come Donald Trump ha capito chiaramente), avere la Russia come alleato e come ottimo mercato di sbocco per le nostre merci e la nostra tecnologia non potrebbe che favorirci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo proposito sarebbe bene che si guardi con razionalit\u00e0 alla questione delle sanzioni per calcolare quanto esse nuocciano a noi, non solo economicamente. Anche il problema di voler considerare la Crimea come \u201cassolutamente e sempre \u201c(Pompeo) ucraina andrebbe riconsiderato. Abbiamo sempre parlato della necessit\u00e0 di riconoscere il diritto dei popoli ad autodeterminarsi e ci si \u00e8 appellati a questo principio per forzare l\u2019indipendenza del Kossovo. Ebbene, una rivista non certo sospettabile di essere sovvenzionata dal Cremlino, Foreign Affairs (3 aprile 2020- To Russia with love), ha chiesto alla societ\u00e0 Levada Center nel 2014 e nel 2019 di svolgere dei sondaggi per capire le opinioni dei cittadini di Crimea nei confronti della loro appartenenza alla Russia o all\u2019Ucraina. Sia nel primo sondaggio, quello del 2014, che nel successivo del 2019 i crimeani di nazionalit\u00e0 russa si sono espressi a favore della riunione con la madre patria nell\u201984 per cento dei casi. Negli stessi sondaggi, quelli di nazionalit\u00e0 ucraina lo hanno fatto nel 77 per cento degli interrogati. Cosa ancora pi\u00f9 sorprendente \u00e8 che i locali di nazionalit\u00e0 tartara che nel 2014 erano a favore della Russia solo nel 21 percento dei casi, nel 2019 sono diventati il 52 percento. Perfino l\u2019apprezzamento personale verso Vladimir Putin \u00e8 stato del 61 per cento tra gli ucraini e \u201csolo\u201d del 60 percento tra i russi. Molto pi\u00f9 basso tra i tartari ove il giudizio positivo ha raggiunto il 34 percento. Alla domanda se Putin sia \u201ccredibile\u201d e meriti fiducia, una media dell\u201985 percento dei crimeani di ogni nazionalit\u00e0 ha risposto affermativamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ha ancora senso continuare a difendere la prospettiva che la Crimea debba essere annessa all\u2019Ucraina?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.notiziegeopolitiche.net\/la-russia-ai-tempi-del-coronavirus\/\">https:\/\/www.notiziegeopolitiche.net\/la-russia-ai-tempi-del-coronavirus\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Dario Rivolta) La crisi dovuta alla pandemia Coronavirus e il crollo delle quotazioni del petrolio che ne deriva hanno contribuito a peggiorare le condizioni economiche della Russia, gi\u00e0 penalizzata dalle sanzioni occidentali e dalla riduzione degli investimenti stranieri. 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