{"id":58390,"date":"2020-05-06T12:30:51","date_gmt":"2020-05-06T10:30:51","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58390"},"modified":"2020-05-03T13:21:18","modified_gmt":"2020-05-03T11:21:18","slug":"ce-una-relazione-tra-inquinamento-e-covid-19-report-iss-istituto-superiore-di-sanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58390","title":{"rendered":"C\u2019\u00e8 una relazione tra inquinamento e Covid-19? Report Iss (Istituto superiore di sanit\u00e0)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di\u00a0<strong>MARIA ELEONORA SOGGIU e\u00a0 GAETANO SETTIMO<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"entry-thumbnail margin-bottom-30\">\n<div class=\"post-thumbnail\">\n<div class=\"thumb-w\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/pexels-photo-3952240-443x400.jpeg\" alt=\"coronavirus covid-19\" width=\"443\" height=\"400\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>Perch\u00e9 \u00e8 incerta la correlazione tra inquinamento atmosferico e l\u2019epidemia da Covid-19. L\u2019analisi di Maria Eleonora Soggiu e Gaetano Settimo del dipartimento Ambiente e salute dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.iss.it\/web\/guest\/primo-piano\/-\/asset_publisher\/o4oGR9qmvUz9\/content\/id\/5355820\">Iss<\/a>\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<div class=\"entry-stuff margin-bottom-15 hidden-print single-post-ads-top pull-right-sm pull-right-md pull-right-lg margin-left-15 text-center-xs\" style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">Pu\u00f2 esistere una correlazione tra\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/energia\/come-enea-iss-e-snpa-studieranno-covid-19-e-inquinamento\/\">la diffusione dell\u2019infezione da Sars-Cov2<\/a>\u00a0e le aree ad elevato livello di inquinamento atmosferico? La domanda \u00e8 pi\u00f9 che mai attuale e tuttora al vaglio di diverse ricerche scientifiche. La necessit\u00e0 di portare maggiore chiarezza in tale ambito ha infatti sollecitato diversi gruppi di studiosi a collaborare per esaminare il problema e le possibili correlazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Premesso che si tratta di una infezione virale sottoposta a meccanismi di trasmissione sicuramente diversi da quelli generalmente studiati nel settore dell\u2019inquinamento atmosferico, in Italia l\u2019ipotesi di un\u2019associazione \u00e8 stata avanzata in virt\u00f9 del fatto che aree come la Lombardia, il Veneto e l\u2019Emilia Romagna, dove il virus ha presentato la maggiore diffusione, fanno registrare generalmente le maggiori concentrazioni degli inquinanti atmosferici misurati e controllati secondo quanto indicato e prescritto dalla legislazione di settore (DLgs 155\/2010).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia, se \u00e8 vero che la diffusione del virus si \u00e8 presentata attraverso focolai circoscritti all\u2019interno di zone della Pianura Padana sottoposte a valori di inquinamento atmosferico elevati e piuttosto omogenei, \u00e8 anche vero che altre aree a forte inquinamento atmosferico, anche se prossime, sono rimaste inizialmente escluse e interessate, solo successivamente, con minor forza dalla contaminazione del virus. Si osserva inoltre, che a seguito delle disposizioni governative, la ridotta mobilit\u00e0 delle persone e la chiusura di molte attivit\u00e0 produttive hanno portato ad una progressiva e significativa riduzione dei livelli di inquinamento dell\u2019aria (PM10, PM2,5, NO2, benzene). Va infine notato che le aree dove il virus ha evidenziato il suo pi\u00f9 elevato impatto, sono le aree sia ad elevata densit\u00e0 di popolazione sia a pi\u00f9 alta produttivit\u00e0 del Paese. In questi territori sono presenti il maggior numero di aziende con vocazione e crescita internazionale che hanno continui e frequenti rapporti con paesi stranieri (in particolare Stati Uniti, Cina e Federazione Russa), con conseguente alta mobilit\u00e0 dei lavoratori. Infatti, molti approfondimenti epidemiologici in corso evidenziano proprio la componente legata ai rapporti di lavoro internazionali con il conseguente contagio diretto tra persone, oltre all\u2019iniziale diffusione del contagio in strutture sanitarie (ospedaliere e RSA) che ha agito quale forte moltiplicatore dell\u2019infezione, quando non si aveva notizia dell\u2019avvenuto ingresso del virus sul territorio italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In sintesi, la complessit\u00e0 del fenomeno, insieme alla parziale conoscenza di alcuni fattori che possono giocare o aver giocato un ruolo nella trasmissione e diffusione dell\u2019infezione Sars-Cov2, rendono al momento molto incerta una valutazione di associazione diretta tra elevati livelli di inquinamento atmosferico e la diffusione dell\u2019epidemia Covid-19, o del suo ruolo di amplificazione dell\u2019infezione. Uno studio potr\u00e0 essere svolto con il corretto approccio scientifico, solo quando l\u2019epidemia e l\u2019emergenza saranno terminate e potranno essere disponibili tutte le conoscenze sulle variabili\/fattori utili ad analizzare il fenomeno, effettuando anche un\u2019analisi comparativa su scala pi\u00f9 ampia quale quella europea e internazionale. In tale contesto, un elemento di sicuro approfondimento potr\u00e0 essere rappresentato dal ruolo dell\u2019ambiente indoor\/outdoor nel determinare lo stato di salute della popolazione, in particolare quella residente nelle aree urbane, e come questo possa aver influito sulla gravit\u00e0 degli esiti dell\u2019infezione da Sars-Cov2. L\u2019analisi dei decessi su un ampio campione di casi ha mostrato come la mortalit\u00e0 per Covid-19 sia stata elevata in soggetti che gi\u00e0 presentavano una o pi\u00f9 patologie (malattie respiratorie, cardiocircolatorie, obesit\u00e0, diabete, malattie renali, ecc.), sulle quali la qualit\u00e0 ambientale indoor e outdoor e gli stili di vita, in ambiente urbano, possono aver avuto un ruolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo studio condotto dall\u2019Universit\u00e0 di Harvard \u00e8 di sicuro interesse, ma si basa su indicazioni parziali e presenta ampie incertezze come gli autori stessi descrivono (come ad esempio, la modalit\u00e0 di conteggio dei decessi per Covid-19 e la stima delle concentrazioni di PM2,5 sul territorio degli Usa basata sull\u2019applicazione di una modellistica che necessita di aggiustamenti perch\u00e9 legata alla distribuzione spaziale delle postazioni di misura dell\u2019inquinamento atmosferico).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una posizione, questa, condivisa da gran parte della comunit\u00e0 scientifica italiana, come espresso nella posizione dello Steering Committee del progetto Ccm Rias.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\">LA LETTURA SCIENTIFICA IN MATERIA<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019esposizione ad inquinamento atmosferico indoor e outdoor ed in particolare al materiale particellare PM (PM10, PM2,5), agli ossidi di azoto (NO e NO2), nonch\u00e9 all\u2019ozono (O3), pu\u00f2 determinare un insieme di effetti sanitari avversi ampiamente descritti nella letteratura scientifica accreditata. La Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (Who) stima nel 2016, globalmente, circa 7 milioni di morti premature all\u2019anno, con il 91% di queste a carico dei paesi a basso-medio reddito e relative alle popolazioni delle aree del sud asiatico, dell\u2019area sub sahariana e dell\u2019America latina. Per la popolazione europea sono state stimate circa 550.000 morti premature.<\/p>\n<div class=\"entry-stuff clear margin-bottom-15 hidden-print single-post-ads-between center-block text-center\" style=\"text-align: justify\">\n<div id=\"outbrain_widget_0\" class=\"OUTBRAIN\" data-src=\"https:\/\/www.startmag.it\/energia\/ce-una-relazione-tra-inquinamento-e-covid-19-report-iss\/\" data-widget-id=\"AR_2\" data-ob-mark=\"true\" data-browser=\"chrome\" data-os=\"win32\" data-dynload=\"\" data-idx=\"0\">\n<div class=\"ob-widget ob-one-column-layout AR_2\" data-dynamic-truncate=\"true\">\n<div class=\"ob-widget-section ob-first\">\n<ul class=\"ob-widget-items-container\">\n<li class=\"ob-dynamic-rec-container ob-recIdx-0 ob-p ob-rtb\" data-pos=\"0\">\n<div class=\"ob-image-ratio\"><\/div>\n<div class=\"ob-rec-rtb-image\" title=\"Passa a Fibra a 27,90\u20ac, tutto incluso + SIM dati 15GB al giorno!\" data-strategy=\"cover\"><\/div>\n<p><a class=\"ob-dynamic-rec-link \" href=\"https:\/\/r1.zemanta.com\/r\/u1lexymr7sow\/b1_outbrainrtb\/1460281\/19810017\/HQKEBZKTH6NUNTDBCVSXXA62PI3IIHX4NZEYTNYHJTIJNMCUFQT7ABZT22DAGY55ZBMTZORGWIWGC6RAGTHE3CO5BZ677S3K5RAW3SZPBRNKLHX7V2KDO4NMXHFYAREJY4UFV22XJRXFZQEITY7G2Y3D4XR7PO5YSC7WMQKUDIFOYPPCQYTOKZAGYLLF4GT7Z3OYKKUOVNNBX5TFZ5BHYFTLHBKU4EZ7QKHMZODTP7GAXXODMAGIK6AWJFG7UEF62IX4XJLI6OFDLR6I6QYTBLAXAPGGLX4MGH2GB6BVP5K4KMAAOAFNUGGE4BOB577UJIUARBDHKWIEJXVYICFTYDNFYLNL27DJLTWTZ6MFJQCBSZUWMMB6YN3NBZWWEPGR5MANYC4ZM6GZZMJ77ZLPA7NLVOGHITBXRQTG7XRWV6JE5LB3N5HLV3KUGNIGXLLM4OK53JNZFZWE7VRL5XYUGQZXUPING2EOCUQDEKG5UJE35XWIGJHVDXDKOHE5RWVHRP7OZZ3HHV75S6NZ34UQ3ZYAORI5Y2TRZHMNVJ4MSG7G5FG4YVAKPRTLGTZMPLJ7G2BKV7Y6I7TRI\/?obOrigUrl=true\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener noreferrer\"><span class=\"ob-unit ob-rec-text\" title=\"Passa a Fibra a 27,90\u20ac, tutto incluso + SIM dati 15GB al giorno!\" data-type=\"Title\">Passa a Fibra a 27,90\u20ac, tutto incluso + SIM dati 15GB al giorno!<\/span><span class=\"ob-unit ob-rec-source\" data-type=\"Source\">Esclusiva Vodafone<\/span><\/a><span id=\"ob-ad-choices\" class=\"ob-ad-choices\"><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<div class=\"ob_what\"><a href=\"https:\/\/www.outbrain.com\/what-is\/default\/it\" rel=\"nofollow\">Contenuti sponsorizzati da<\/a><\/div>\n<div class=\"ob-pixels\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, la WHO ha dedicato una particolare attenzione agli effetti sanitari dovuti ai livelli di inquinamento degli ambienti indoor, determinati principalmente dall\u2019uso di combustibili di bassa qualit\u00e0 per il riscaldamento degli ambienti e la preparazione dei cibi, ma anche all\u2019uso di sostanze chimiche per l\u2019igiene personale e la pulizia degli ambienti, sostanze per la profumazione indoor, pitture, vernici, ecc. Questa componente riveste un ruolo rilevante se si considera che la popolazione trascorre la maggior parte del tempo in ambienti indoor (abitazione, scuola, lavoro).<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\">GLI EFFETTI SULLA SALUTE<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\">A livello globale, i principali effetti sanitari correlati all\u2019inquinamento dell\u2019aria indoor e outdoor sono relativi all\u2019aumento delle Malattie non trasmissibili-Non Communicable Deseases (NCD), che includono principalmente le malattie croniche del sistema cardiocircolatorio quali le malattie ischemiche del cuore (infarto miocardico, ictus cerebrale), quelle dell\u2019apparato respiratorio, come l\u2019asma, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) che porta ad una maggiore predisposizione alle infezioni respiratorie, e il cancro del polmone per esposizioni sul lungo periodo. Pi\u00f9 recentemente all\u2019esposizione cronica all\u2019inquinamento atmosferico e al PM2,5 in particolare si associano patologie quali il diabete, un ritardo nello sviluppo neurologico dei bambini cos\u00ec come effetti neurologici degenerativi nella popolazione adulta\/anziana. Gli effetti a breve termine sono supportati da molti studi e riguardano una ridotta capacit\u00e0 polmonare, aggravamento e complicanze dell\u2019asma, e, per l\u2019esposizione durante la gestazione, un basso peso alla nascita del bambino.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\">I PIU\u2019 ESPOSTI<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ampia letteratura scientifica si \u00e8 anche dedicata ad indagare quale sia la popolazione pi\u00f9 suscettibile agli effetti dell\u2019esposizione all\u2019inquinamento atmosferico indoor e outdoor. Le caratteristiche di suscettibilit\u00e0 includono principalmente una predisposizione genetica, fattori socioeconomici, et\u00e0, durata e intensit\u00e0 dell\u2019esposizione, la presenza di malattie preesistenti, come asma, Bpco e fibrosi cistica. Molti studi evidenziano che i bambini, e pi\u00f9 in generale la popolazione di et\u00e0 inferiore ai 14 anni, \u00e8 la pi\u00f9 suscettibile agli effetti sanitari acuti delle infezioni alle basse vie respiratorie.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\">LE SOSTANZE INQUINANTI E LE SORGENTI DI EMISSIONE<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) nel 2013 ha definito l\u2019inquinamento atmosferico, il PM in particolare, cancerogeno di classe 1 per l\u2019uomo. Il PM, sia quello emesso direttamente nell\u2019aria, che quello prodotto durante i processi di conversione gas-particelle, \u00e8 una miscela complessa di inquinanti organici e inorganici, costituito dal materiale carbonioso derivante dai diversi processi di combustione che lo generano (negli ambienti ad intensa urbanizzazione il PM deriva essenzialmente dai veicoli a motore e dagli impianti per la produzione di energia), ma anche da un insieme di altre sostanze particolarmente tossiche per l\u2019uomo (microinquinanti inorganici e organici come: metalli, idrocarburi policiclici aromatici, diossine). La composizione quali\/quantitativa del PM varia quindi molto in funzione della tipologia di sorgenti di emissione che lo producono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli effetti sulla salute che ne derivano dipendono perci\u00f2 non solo dai livelli di concentrazione a cui le popolazioni sono esposte ma anche da molti altri fattori, che includono le sorgenti, le trasformazioni fisiche e chimiche di precursori, il clima, e la specifica situazione locale (orografica e topografica) delle aree urbane e non che influenzano la \u201cqualit\u00e0\u201d e la composizione del PM.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\">LE CITTA\u2019 STANNO PEGGIO<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\">Vivere in aree urbane dove l\u2019inquinamento atmosferico \u00e8 elevato incide sullo stato di salute generale della popolazione, come dimostrano gli studi di numerosi gruppi di ricercatori scientifici nazionali e internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Agenzia Ambientale Europea (Eea) ogni anno produce un report sul Burden of Desease dell\u2019inquinamento atmosferico in Europa in base ai livelli di concentrazione dei singoli inquinanti misurati (PM2,5, NO2 e O3) dalle diverse centraline di monitoraggio dell\u2019aria presenti nei diversi paesi (concentrazioni variabili anche in funzione delle condizioni meteorologiche e del numero e della qualit\u00e0 di funzionalit\u00e0 delle centraline). Nel report 2019 l\u2019Eea ha stimato per l\u2019Italia circa 60.000 morti premature per esposizione a PM2,5.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte<\/strong>: <a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/energia\/ce-una-relazione-tra-inquinamento-e-covid-19-report-iss\/\">https:\/\/www.startmag.it\/energia\/ce-una-relazione-tra-inquinamento-e-covid-19-report-iss\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0MARIA ELEONORA SOGGIU e\u00a0 GAETANO SETTIMO Perch\u00e9 \u00e8 incerta la correlazione tra inquinamento atmosferico e l\u2019epidemia da Covid-19. L\u2019analisi di Maria Eleonora Soggiu e Gaetano Settimo del dipartimento Ambiente e salute dell\u2019Iss\u00a0 Pu\u00f2 esistere una correlazione tra\u00a0la diffusione dell\u2019infezione da Sars-Cov2\u00a0e le aree ad elevato livello di inquinamento atmosferico? La domanda \u00e8 pi\u00f9 che mai attuale e tuttora al vaglio di diverse ricerche scientifiche. 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