{"id":58449,"date":"2020-05-05T09:30:42","date_gmt":"2020-05-05T07:30:42","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58449"},"modified":"2020-05-05T00:02:09","modified_gmt":"2020-05-04T22:02:09","slug":"chi-paga-il-conto-della-crisi-la-soluzione-della-bce-francese-ma-se-domani-karlsruhe-dicesse-nein","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58449","title":{"rendered":"Chi paga il conto della crisi? La soluzione della Bce francese. Ma se domani Karlsruhe dicesse Nein?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Musso)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8220;\u00c8 certo che esiste un modo di dire meraviglioso al mondo da 2000 anni: \u201cultra posse nemo obligatur\u201d. E dove l\u2019ultra posse sia, questo lo si decide da soli&#8221;. Il cancelliere Helmut Schmidt al presidente della Bundesbank Otmar Emminger (30 novembre 1978).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La crisi che ci assale. La crisi economica che ci assale, non \u00e8 n\u00e9 di offerta, n\u00e9 di domanda: essa deriva essenzialmente dalla decisione dello Stato di imporre la brutale chiusura di intere sezioni dell\u2019apparato produttivo. Spiega Laurent Cordonnier su Le Monde Diplomatique. Alla domanda \u201cchi pagher\u00e0?\u201d, parte della risposta \u00e8 gi\u00e0 sotto i nostri occhi: lavoratori ed imprese, i redditi dei quali sono diminuiti o sono scomparsi. Ma impedendo brutalmente ai propri Sudditi di lavorare, lo Stato nega pure a se stesso di incassare le relative tasse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E, siccome la responsabilit\u00e0 non \u00e8 di altri che sua, lo Stato sarebbe tenuto a rimborsare i danni inflitti, per via di sussidi in varia natura oggi, di ricapitalizzazioni (che possiamo decidere se chiamare, o no, nazionalizzazioni) domani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Siccome il bilancio dello Stato \u00e8 un bilancio per cassa, la crisi degli incassi e la montata degli esborsi non possono che causare la montata del debito pubblico. Per questa eredit\u00e0, \u201cchi pagher\u00e0?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il mercato finanziario no. \u00c8 bastata la reazione ad una frase della presidente Bce (\u201cwe are not here to close the spreads\u201d) per chiudere il dibattito. Allora chi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Francia discute. Jean Tirole, il premio Nobel francese, propone quattro alternative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prima alternativa, il ripudio del debito. Ma impedirebbe allo Stato di emettere nuove obbligazioni, costringendolo a vivere in regime di pareggio di bilancio, impossibile in tempo di crisi. Aggiungiamo che comporterebbe il fallimento di tutte le banche dunque, ipso facto, il bail-in di massa. Un doppio effetto recessivo che \u00e8 il contrario di quanto necessita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Seconda, la \u201csolidariet\u00e0 europea\u201d. Ma Tirole avvisa che non esiste. Successivamente alla pubblicazione dell\u2019articolo si \u00e8 assistito all\u2019aborto del Recovery Fund (in ultimo ridotto alla miseria di 320 miliardi per l\u2019intera Ue e declassato a capitolo del bilancio, tanto da venire presto ribattezzato \u201cIniziativa\u201d), a proposito del quale l\u2019umana piet\u00e0 nei confronti di Conte e Gualtieri suggerisce di tacere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Terza, la monetizzazione del debito. Bce acquista le emissioni del Tesoro e le rinnova a scadenza indefinitamente. Aggiungiamo che gli interessi pagati sono ritornati, in forma di dividendo, agli Stati debitori dalla Banca centrale creditrice ma che \u00e8 sempre lo Stato: una semplice partita di giro, che rende inutile la variante brutalista della cancellazione dei debiti\/crediti incrociati. Tirole ha cura di sottolineare che \u00e8 la soluzione che preferisce. Che la sa incompatibile con il Trattato europeo, ma lo stesso spera di convincere i tedeschi ad ingoiarla. Questa terza \u00e8 certamente la soluzione francese, come conferma Alain Minc, apparentemente pi\u00f9 deciso di Tirole nel negare qualsiasi rischio di inflazione nel breve, anche se entrambi la accettano nel medio termine: Tirole, perch\u00e9 la sa costante storica degli Stati che escono da grandi shock, Minc per via della indisciplina di politica fiscale che la monetizzazione potenzialmente indurrebbe. Lo stesso, Minc giudica di poter convincere \u201cnos partenaires les Allemands\u201d, con un argomento semplice, che tradotto suona: TINA \u2013 There is No Alternative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quarta, la patrimoniale, pure nella alternativa forma del prestito forzoso. Sulla quale Tirole ha cura di sottolineare che, per far fronte alle forti necessit\u00e0 delle finanze pubbliche, si applicherebbe pure alle classi medie. Nonch\u00e9 di specificare che \u201csarebbe particolarmente delicata nella zona euro. Richiederebbe un accordo tra i Paesi sul livello di repressione finanziaria consentita in ciascun Paese\u201d. Tradotto, implicherebbe un preliminare accordo con Bce sull\u2019imposizione del controllo movimenti capitali, e ci\u00f2 gli appare \u201cparticolarmente delicato\u201d. Quest\u2019ultima obiezione ci pare di poterla respingere: sappiamo che questa \u00e8 la soluzione che vorrebbe imporci la Germania, attraverso la Troika, dunque ci pare evidente che la Germania abbia gi\u00e0 accettato un adeguato livello di repressione finanziaria per l\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A Tirole fa fedele eco Patrick Artus, nella sua rubrica su Le Monde, molto seguita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec si dibatte in Francia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Bce francese. In Italia, nel frattempo, il governo seguita ad aggrapparsi alla patetica speranza di un \u201cMes senza condizionalit\u00e0\u201d che spalanchi le porte ad un \u201cOMT illimitato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dibattito spazzato via dalla Lagarde, gioved\u00ec, con due perentorie affermazioni. Uno, \u201clo OMT fu creato nel 2012, chiaramente il Paese richiedente doveva essere sottoposto ad un programma Mes che aveva condizionalit\u00e0\u201d; ergo, no condizionalit\u00e0, no OMT..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Due, \u201cnon c\u2019\u00e8 mai stato un trigger automatico per l\u2019OMT. Il consiglio direttivo deve valutare l\u2019esistenza di una chiara giustificazione e obiettivo della politica monetaria\u201d, la quale sussisteva allora, perch\u00e9 il rischio era asimmetrico (riguardava singoli Paesi), ma \u201cnon stiamo pi\u00f9 affrontando quella situazione\u201d; oggi, \u201csiamo di fronte a una situazione nella quale non \u00e8 un singolo Paese ma sono tutti i Paesi, nella quale si tratta di uno shock globale che si applica in modo molto simmetrico\u201d. Conclusione della Lagarde, \u201cdata la simmetria dello shock, chiaramente il Programma di acquisto di emergenza pandemica \u00e8 stato progettato specificamente a tal fine\u201d, \u201cdavvero lo strumento migliore che abbiamo nella nostra cassetta degli attrezzi \u00e8 il PEPP\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bce ha, quindi, molto chiaramente preso partito contro la quarta alternativa indicata da Tirole (il Mes, cio\u00e8 la patrimoniale) ed a favore della terza alternativa indicata da Tirole (la monetizzazione del debito).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Berlino all\u2019assalto della Bce francese. Problema: la monetizzazione del debito non \u00e8 omogenea. Bce, cio\u00e8, non distribuisce i propri acquisti fra i Paesi proporzionalmente al loro peso economico (il cosiddetto \u201ccapital key\u201d), bens\u00ec sovrappesa pesantemente i Btp italiani, un poco pure gli Oat francesi, mentre sottopesa i Bund tedeschi. In misura massiccia, secondo le stime, anche se numeri certi ancora non ve n\u2019\u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 questa la \u201cflexibility\u201d, la flessibilit\u00e0, continuamente evocata dalla Lagarde. Teorizzata dal capo economista Bce, Philip Lane: durante una crisi, i capitali si rifugiano verso i Paesi a maggior rating, \u201ca causa dell\u2019alta sostituibilit\u00e0 tra i mercati delle obbligazioni sovrane in assenza di rischio valutario\u201d (cio\u00e8 della libera circolazione dei capitali e dell\u2019esistenza stessa dell\u2019Euro), indipendentemente dal fatto che la crisi abbia una causa esterna, non attribuibile al Paese che subisce la fuga dei capitali, quindi \u00e8 risolvibile solo dalla banca centrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I tedeschi, naturalmente, non sono d\u2019accordo: la crisi \u00e8 \u201csimmetrica\u201d \u2013 dicono \u2013 perch\u00e9, della fuga dei capitali, alcuni Paesi godono, non tutti la subiscono. Essa ha una causa interna, interamente attribuibile al Paese che subisce la fuga dei capitali, quindi \u00e8 risolvibile solo da una bella Troika. Posizione impersonificata dal ministro olandese Wopke Hoekstra, che proponeva di rispondere alla pandemia di coronavirus con una inchiesta sul perch\u00e9 certi Paesi non avessero abbastanza soldi da spendere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I tedeschi lamentano, inoltre, come gli acquisti di Btp vengano effettuati (gi\u00e0 col QE, ma cos\u00ec pure col PEPP) solo per l\u201980 per cento da Bankitalia, ma per il restante 20 direttamente da Bce. Di quest\u2019ultima \u00e8 socia Bundesbank che, quindi, sopporterebbe una parte delle eventuali perdite. \u00c8 un modo di guardare alle banche centrali, non monetario ma patrimoniale; di considerarle, in altre parole, come dei meri gestori di portafoglio: come un qualunque fondo sovrano. E non dovrebbe avere cittadinanza nel dibattito. Per\u00f2 lo ha, perch\u00e9 l\u2019intera classe dirigente tedesca lo agita di fronte al proprio pubblico, incessantemente fin dalla fondazione dell\u2019Euro, al fine meramente strumentale di condizionare le politiche monetarie, senza riguardo alle esigenze monetarie della Eurozona, bens\u00ec tedesche esclusivamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A queste preoccupazioni, Lagarde risponde che il PEPP \u201c\u00e8 eccezionale, \u00e8 temporaneo, \u00e8 mirato\u201d, aggiungendo sottovoce che la flessibilit\u00e0 verr\u00e0 riassorbita nel corso del programma di acquisti. Ma non \u00e8 credibile, dal momento che i 750 miliardi del PEPP svaniscono a fronte della montagna di nuove emissioni alla quale gli Stati europei sono costretti dalla propria reazione al coronavirus. Tant\u2019\u00e8 che il suo capo economista dichiara che la crisi durer\u00e0 tre anni. Sicch\u00e9, un consigliere della Merkel, Volker Wieland, gi\u00e0 annuncia di voler considerare il PEPP nulla pi\u00f9 che un nuovo soprannome dello OMT, dunque illegale perch\u00e9 lo OMT richiede prima la Troika.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Karlsruhe. Insomma, l\u2019equilibrio \u00e8 precario. L\u2019ora d\u2019aria, concessa da Bce all\u2019Italia, \u00e8 appesa ad un filo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gioved\u00ec, Bce ha deciso di non decidere. Proponendo s\u00ec, un programma di finanziamento delle banche enorme, ma solo apparentemente, in quanto non si capisce perch\u00e9 mai le banche dovrebbero profittarne per espandere i crediti, in piena recessione e sotto la mannaia della vigilanza bancaria europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Due le interpretazioni offerte dalla stampa. La prima, risibile, che Bce starebbe attendendo il nominato e gi\u00e0 abortito Recovery Fund. La seconda, molto pi\u00f9 convincente, che Bce starebbe attendendo la sentenza della Corte costituzionale Tedesca di Karlsruhe, la quale si pronuncer\u00e0, sul QE, domani 5 maggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se Karlsruhe non avr\u00e0 cambiato idea, rispetto alla propria ordinanza del 2017, con la quale chiedeva un parere consultivo (invero, lanciava un ultimatum) alla Corte Europea di Giustizia, la sentenza di domani suoner\u00e0 pi\u00f9 o meno cos\u00ec: \u201cIl QE costituisce un atto ultra vires se le seguenti condizioni non sono rispettate, la Banca Nazionale Tedesca pu\u00f2 partecipare al QE solo se le seguenti condizioni sono rispettate; cio\u00e8 se: \u2022 il volume degli acquisti \u00e8 limitato sin dall\u2019inizio, \u2022 i dettagli degli acquisti non sono annunciati, \u2022 \u00e8 possibile verificare il rispetto di un periodo minimo tra l\u2019emissione di titoli di debito sul mercato primario e l\u2019acquisto dei relativi titoli sul mercato secondario; \u2022 il Sistema Europeo di Banche Centrali acquista unicamente titoli di Stato degli Stati membri che hanno al mercato obbligazionario un accesso che consente il finanziamento di tali titoli, \u2022 solo in casi eccezionali le obbligazioni acquistate sono detenute fino alla scadenza, \u2022 gli acquisti non includono obbligazioni che portano fin dall\u2019inizio un rendimento negativo, \u2022 la ripartizione all\u2019interno dell\u2019Eurosistema delle perdite sugli acquisti viene fissata ad inizio programma e definitivamente, \u2022 la parte di tale ripartizione gravante sulla Banca Nazionale Tedesca direttamente od indirettamente attraverso la sua partecipazione al capitale di Bce ha ottenuto la preventiva approvazione del Bundestag tedesco conformemente ai principi stabiliti dal Senato nella sua giurisprudenza sull\u2019EFSF e sul MES\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se Karlsruhe non avr\u00e0 cambiato idea, la sentenza canceller\u00e0 il \u201creinvestimento\u201d dei titoli acquistati quando giunti a scadenza, canceller\u00e0 la \u201cflessibilit\u00e0\u201d della Lagarde, reimporr\u00e0 il divieto all\u2019acquisto di titoli di Stato junk, vincoler\u00e0 l\u2019avvio di qualsiasi grande programma di acquisti al preventivo voto favorevole del Bundestag. Ridimensioner\u00e0, insomma, il \u201cwhatever it takes\u201d di Draghi a \u201cwhatever the Bundestag agrees\u201d, qualsivoglia cosa gradisca il Bundestag.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A valere sul QE, ma praticamente pure sul PEPP, giacch\u00e9 Karlsruhe fisserebbe dei principi giuridici e sarebbe fin troppo facile per i ricorrenti chiedere un ordine sospensivo pure su PEPP, che Karlsruhe non potrebbe rifiutare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La FAZ ieri avvertiva che, essendo QE e PEPP in corso, la Corte potrebbe usare la cautela di imporre le nuove condizioni solo a decorrere da un eventuale rinnovo dei due programmi di acquisto, ovvero sui programmi di acquisto futuri. Ma ci\u00f2 non cambierebbe la sostanza, visto che QE e PEPP vanno rinnovati l\u2019autunno che viene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo Karlsruhe. L\u2019eventualit\u00e0 che Karlsruhe non abbia cambiato idea, \u00e8 forse estrema, ma non irrealistica. Basti pensare a come la Repubblica Federale di Germania abbia, unilateralmente e senza chiedere alcunch\u00e9 ad alcuno, interrotto il sostegno alla Lira nel 1992 e Schengen nel 2020. Con le parole del cancelliere Helmut Schmidt al presidente della Bundesbank Otmar Emminger, il 30 novembre 1978: \u201cEsiste un modo di dire meraviglioso al mondo da 2000 anni: ultra posse nemo obligatur. e dove l\u2019ultra posse sia, questo lo si decide da soli\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tanto vale presentare la posta in gioco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dubitiamo fortemente che Bundesbank accetterebbe che le restanti Banche centrali nazionali producano autonomamente effetti, le conseguenze monetarie dei quali si ripercuoterebbero comunque in Germania. In altre parole, non accetterebbe di essere ridotta a mero gestore di portafoglio: come un qualunque fondo sovrano. Forse potrebbe accettarlo per qualche settimana, chiss\u00e0 per qualche mese. Ma col timer gi\u00e0 ben innescato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per ci\u00f2 stesso, Bundesbank pretender\u00e0 che Bce si conformi. Minacciando, in difetto, di non accettare pi\u00f9 in Germania gli Euro creati \u201cillegalmente\u201d da Bce con le banche centrali che le saranno restate fedeli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto all\u2019Italia, il Corriere confessa che il nostro establishment si sta preparando alla Troika ed alla patrimoniale che essa porta con s\u00e9: Merkel \u201cla grande leader per venirci incontro deve poter dire che siamo disposti a usare un po\u2019 dei nostri oltre 4 mila miliardi di risparmi privati per la ricostruzione. Sapremo farlo?\u201d. Ma tale patrimoniale dovrebbe essere imposta da un governo malfermo, su una popolazione inferocita ed un sistema bancario se possibile peggio. Sicch\u00e9, \u00e8 pi\u00f9 probabile che si andrebbe a cadere su un \u201cpreliminare\u201d controllo dei movimenti dei capitali, che da solo basterebbe ed avanzerebbe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Parigi potrebbe scegliere. Se si sottomette a Berlino (divenendone pure formalmente un vassallo, visto l\u2019eventuale nuovo veto del Bundestag sulla politica monetaria), allora Bce cessa QE e PEPP. E siamo a domandarci: senza QE e senza PEPP, che accadrebbe alla Francia? Beh, a giudicare dalle posizioni di Tirole, Minc, Artus e Lagarde, la Francia non pu\u00f2 stare senza QE e PEPP. Ergo, sarebbe pi\u00f9 logico aspettarsi che tenga il punto e, quindi, accetti un confine monetario, fra s\u00e9 e la Germania (entrambe coi relativi satelliti, Italia inclusa): pur entrambe sempre nell\u2019Euro ma senza libera circolazione dei capitali da una all\u2019altra delle due nuove zone monetarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A supporto, sono certi slogan proclamati da Lagarde, gioved\u00ec: Bce \u00e8 \u201cpienamente impegnata a fare tutto il necessario\u201d, \u201cpi\u00f9 determinata che mai\u201d, \u201cabbiamo usato la flessibilit\u00e0 quando era necessario e continueremo a farlo, credetemi\u201d, \u201clo faremo in qualsivoglia Paese ne abbisogni\u201d, \u201clo ripeter\u00f2 ancora\u201d. A supporto, sono le possibilit\u00e0 che si schiuderebbero a Parigi: la Bce \u201cfrancese\u201d, liberata dalla presenza tedesca, in giugno potrebbe pure decidere per un rilancio alla grande del PEPP, magari tramite l\u2019acquisto di obbligazioni perpetue, ovviamente senza che pi\u00f9 alcuno parli di Troika, Mes, condizionalit\u00e0 e simili. Saremmo in un altro mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qui vivra verra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Musso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chi paga il conto della crisi? La soluzione della Bce francese. Ma se domani Karlsruhe dicesse Nein?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8220;\u00c8 certo che esiste un modo di dire meraviglioso al mondo da 2000 anni: \u201cultra posse nemo obligatur\u201d. E dove l\u2019ultra posse sia, questo lo si decide da soli&#8221;. Il cancelliere Helmut Schmidt al presidente della Bundesbank Otmar Emminger (30 novembre 1978).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La crisi che ci assale. La crisi economica che ci assale, non \u00e8 n\u00e9 di offerta, n\u00e9 di domanda: essa deriva essenzialmente dalla decisione dello Stato di imporre la brutale chiusura di intere sezioni dell\u2019apparato produttivo. Spiega Laurent Cordonnier su Le Monde Diplomatique. Alla domanda \u201cchi pagher\u00e0?\u201d, parte della risposta \u00e8 gi\u00e0 sotto i nostri occhi: lavoratori ed imprese, i redditi dei quali sono diminuiti o sono scomparsi. Ma impedendo brutalmente ai propri Sudditi di lavorare, lo Stato nega pure a se stesso di incassare le relative tasse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E, siccome la responsabilit\u00e0 non \u00e8 di altri che sua, lo Stato sarebbe tenuto a rimborsare i danni inflitti, per via di sussidi in varia natura oggi, di ricapitalizzazioni (che possiamo decidere se chiamare, o no, nazionalizzazioni) domani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Siccome il bilancio dello Stato \u00e8 un bilancio per cassa, la crisi degli incassi e la montata degli esborsi non possono che causare la montata del debito pubblico. Per questa eredit\u00e0, \u201cchi pagher\u00e0?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il mercato finanziario no. \u00c8 bastata la reazione ad una frase della presidente Bce (\u201cwe are not here to close the spreads\u201d) per chiudere il dibattito. Allora chi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Francia discute. Jean Tirole, il premio Nobel francese, propone quattro alternative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prima alternativa, il ripudio del debito. Ma impedirebbe allo Stato di emettere nuove obbligazioni, costringendolo a vivere in regime di pareggio di bilancio, impossibile in tempo di crisi. Aggiungiamo che comporterebbe il fallimento di tutte le banche dunque, ipso facto, il bail-in di massa. Un doppio effetto recessivo che \u00e8 il contrario di quanto necessita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Seconda, la \u201csolidariet\u00e0 europea\u201d. Ma Tirole avvisa che non esiste. Successivamente alla pubblicazione dell\u2019articolo si \u00e8 assistito all\u2019aborto del Recovery Fund (in ultimo ridotto alla miseria di 320 miliardi per l\u2019intera Ue e declassato a capitolo del bilancio, tanto da venire presto ribattezzato \u201cIniziativa\u201d), a proposito del quale l\u2019umana piet\u00e0 nei confronti di Conte e Gualtieri suggerisce di tacere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Terza, la monetizzazione del debito. Bce acquista le emissioni del Tesoro e le rinnova a scadenza indefinitamente. Aggiungiamo che gli interessi pagati sono ritornati, in forma di dividendo, agli Stati debitori dalla Banca centrale creditrice ma che \u00e8 sempre lo Stato: una semplice partita di giro, che rende inutile la variante brutalista della cancellazione dei debiti\/crediti incrociati. Tirole ha cura di sottolineare che \u00e8 la soluzione che preferisce. Che la sa incompatibile con il Trattato europeo, ma lo stesso spera di convincere i tedeschi ad ingoiarla. Questa terza \u00e8 certamente la soluzione francese, come conferma Alain Minc, apparentemente pi\u00f9 deciso di Tirole nel negare qualsiasi rischio di inflazione nel breve, anche se entrambi la accettano nel medio termine: Tirole, perch\u00e9 la sa costante storica degli Stati che escono da grandi shock, Minc per via della indisciplina di politica fiscale che la monetizzazione potenzialmente indurrebbe. Lo stesso, Minc giudica di poter convincere \u201cnos partenaires les Allemands\u201d, con un argomento semplice, che tradotto suona: TINA \u2013 There is No Alternative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quarta, la patrimoniale, pure nella alternativa forma del prestito forzoso. Sulla quale Tirole ha cura di sottolineare che, per far fronte alle forti necessit\u00e0 delle finanze pubbliche, si applicherebbe pure alle classi medie. Nonch\u00e9 di specificare che \u201csarebbe particolarmente delicata nella zona euro. Richiederebbe un accordo tra i Paesi sul livello di repressione finanziaria consentita in ciascun Paese\u201d. Tradotto, implicherebbe un preliminare accordo con Bce sull\u2019imposizione del controllo movimenti capitali, e ci\u00f2 gli appare \u201cparticolarmente delicato\u201d. Quest\u2019ultima obiezione ci pare di poterla respingere: sappiamo che questa \u00e8 la soluzione che vorrebbe imporci la Germania, attraverso la Troika, dunque ci pare evidente che la Germania abbia gi\u00e0 accettato un adeguato livello di repressione finanziaria per l\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A Tirole fa fedele eco Patrick Artus, nella sua rubrica su Le Monde, molto seguita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec si dibatte in Francia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Bce francese. In Italia, nel frattempo, il governo seguita ad aggrapparsi alla patetica speranza di un \u201cMes senza condizionalit\u00e0\u201d che spalanchi le porte ad un \u201cOMT illimitato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dibattito spazzato via dalla Lagarde, gioved\u00ec, con due perentorie affermazioni. Uno, \u201clo OMT fu creato nel 2012, chiaramente il Paese richiedente doveva essere sottoposto ad un programma Mes che aveva condizionalit\u00e0\u201d; ergo, no condizionalit\u00e0, no OMT..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Due, \u201cnon c\u2019\u00e8 mai stato un trigger automatico per l\u2019OMT. Il consiglio direttivo deve valutare l\u2019esistenza di una chiara giustificazione e obiettivo della politica monetaria\u201d, la quale sussisteva allora, perch\u00e9 il rischio era asimmetrico (riguardava singoli Paesi), ma \u201cnon stiamo pi\u00f9 affrontando quella situazione\u201d; oggi, \u201csiamo di fronte a una situazione nella quale non \u00e8 un singolo Paese ma sono tutti i Paesi, nella quale si tratta di uno shock globale che si applica in modo molto simmetrico\u201d. Conclusione della Lagarde, \u201cdata la simmetria dello shock, chiaramente il Programma di acquisto di emergenza pandemica \u00e8 stato progettato specificamente a tal fine\u201d, \u201cdavvero lo strumento migliore che abbiamo nella nostra cassetta degli attrezzi \u00e8 il PEPP\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bce ha, quindi, molto chiaramente preso partito contro la quarta alternativa indicata da Tirole (il Mes, cio\u00e8 la patrimoniale) ed a favore della terza alternativa indicata da Tirole (la monetizzazione del debito).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Berlino all\u2019assalto della Bce francese. Problema: la monetizzazione del debito non \u00e8 omogenea. Bce, cio\u00e8, non distribuisce i propri acquisti fra i Paesi proporzionalmente al loro peso economico (il cosiddetto \u201ccapital key\u201d), bens\u00ec sovrappesa pesantemente i Btp italiani, un poco pure gli Oat francesi, mentre sottopesa i Bund tedeschi. In misura massiccia, secondo le stime, anche se numeri certi ancora non ve n\u2019\u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 questa la \u201cflexibility\u201d, la flessibilit\u00e0, continuamente evocata dalla Lagarde. Teorizzata dal capo economista Bce, Philip Lane: durante una crisi, i capitali si rifugiano verso i Paesi a maggior rating, \u201ca causa dell\u2019alta sostituibilit\u00e0 tra i mercati delle obbligazioni sovrane in assenza di rischio valutario\u201d (cio\u00e8 della libera circolazione dei capitali e dell\u2019esistenza stessa dell\u2019Euro), indipendentemente dal fatto che la crisi abbia una causa esterna, non attribuibile al Paese che subisce la fuga dei capitali, quindi \u00e8 risolvibile solo dalla banca centrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I tedeschi, naturalmente, non sono d\u2019accordo: la crisi \u00e8 \u201csimmetrica\u201d \u2013 dicono \u2013 perch\u00e9, della fuga dei capitali, alcuni Paesi godono, non tutti la subiscono. Essa ha una causa interna, interamente attribuibile al Paese che subisce la fuga dei capitali, quindi \u00e8 risolvibile solo da una bella Troika. Posizione impersonificata dal ministro olandese Wopke Hoekstra, che proponeva di rispondere alla pandemia di coronavirus con una inchiesta sul perch\u00e9 certi Paesi non avessero abbastanza soldi da spendere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I tedeschi lamentano, inoltre, come gli acquisti di Btp vengano effettuati (gi\u00e0 col QE, ma cos\u00ec pure col PEPP) solo per l\u201980 per cento da Bankitalia, ma per il restante 20 direttamente da Bce. Di quest\u2019ultima \u00e8 socia Bundesbank che, quindi, sopporterebbe una parte delle eventuali perdite. \u00c8 un modo di guardare alle banche centrali, non monetario ma patrimoniale; di considerarle, in altre parole, come dei meri gestori di portafoglio: come un qualunque fondo sovrano. E non dovrebbe avere cittadinanza nel dibattito. Per\u00f2 lo ha, perch\u00e9 l\u2019intera classe dirigente tedesca lo agita di fronte al proprio pubblico, incessantemente fin dalla fondazione dell\u2019Euro, al fine meramente strumentale di condizionare le politiche monetarie, senza riguardo alle esigenze monetarie della Eurozona, bens\u00ec tedesche esclusivamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A queste preoccupazioni, Lagarde risponde che il PEPP \u201c\u00e8 eccezionale, \u00e8 temporaneo, \u00e8 mirato\u201d, aggiungendo sottovoce che la flessibilit\u00e0 verr\u00e0 riassorbita nel corso del programma di acquisti. Ma non \u00e8 credibile, dal momento che i 750 miliardi del PEPP svaniscono a fronte della montagna di nuove emissioni alla quale gli Stati europei sono costretti dalla propria reazione al coronavirus. Tant\u2019\u00e8 che il suo capo economista dichiara che la crisi durer\u00e0 tre anni. Sicch\u00e9, un consigliere della Merkel, Volker Wieland, gi\u00e0 annuncia di voler considerare il PEPP nulla pi\u00f9 che un nuovo soprannome dello OMT, dunque illegale perch\u00e9 lo OMT richiede prima la Troika.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Karlsruhe. Insomma, l\u2019equilibrio \u00e8 precario. L\u2019ora d\u2019aria, concessa da Bce all\u2019Italia, \u00e8 appesa ad un filo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gioved\u00ec, Bce ha deciso di non decidere. Proponendo s\u00ec, un programma di finanziamento delle banche enorme, ma solo apparentemente, in quanto non si capisce perch\u00e9 mai le banche dovrebbero profittarne per espandere i crediti, in piena recessione e sotto la mannaia della vigilanza bancaria europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Due le interpretazioni offerte dalla stampa. La prima, risibile, che Bce starebbe attendendo il nominato e gi\u00e0 abortito Recovery Fund. La seconda, molto pi\u00f9 convincente, che Bce starebbe attendendo la sentenza della Corte costituzionale Tedesca di Karlsruhe, la quale si pronuncer\u00e0, sul QE, domani 5 maggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se Karlsruhe non avr\u00e0 cambiato idea, rispetto alla propria ordinanza del 2017, con la quale chiedeva un parere consultivo (invero, lanciava un ultimatum) alla Corte Europea di Giustizia, la sentenza di domani suoner\u00e0 pi\u00f9 o meno cos\u00ec: \u201cIl QE costituisce un atto ultra vires se le seguenti condizioni non sono rispettate, la Banca Nazionale Tedesca pu\u00f2 partecipare al QE solo se le seguenti condizioni sono rispettate; cio\u00e8 se: \u2022 il volume degli acquisti \u00e8 limitato sin dall\u2019inizio, \u2022 i dettagli degli acquisti non sono annunciati, \u2022 \u00e8 possibile verificare il rispetto di un periodo minimo tra l\u2019emissione di titoli di debito sul mercato primario e l\u2019acquisto dei relativi titoli sul mercato secondario; \u2022 il Sistema Europeo di Banche Centrali acquista unicamente titoli di Stato degli Stati membri che hanno al mercato obbligazionario un accesso che consente il finanziamento di tali titoli, \u2022 solo in casi eccezionali le obbligazioni acquistate sono detenute fino alla scadenza, \u2022 gli acquisti non includono obbligazioni che portano fin dall\u2019inizio un rendimento negativo, \u2022 la ripartizione all\u2019interno dell\u2019Eurosistema delle perdite sugli acquisti viene fissata ad inizio programma e definitivamente, \u2022 la parte di tale ripartizione gravante sulla Banca Nazionale Tedesca direttamente od indirettamente attraverso la sua partecipazione al capitale di Bce ha ottenuto la preventiva approvazione del Bundestag tedesco conformemente ai principi stabiliti dal Senato nella sua giurisprudenza sull\u2019EFSF e sul MES\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se Karlsruhe non avr\u00e0 cambiato idea, la sentenza canceller\u00e0 il \u201creinvestimento\u201d dei titoli acquistati quando giunti a scadenza, canceller\u00e0 la \u201cflessibilit\u00e0\u201d della Lagarde, reimporr\u00e0 il divieto all\u2019acquisto di titoli di Stato junk, vincoler\u00e0 l\u2019avvio di qualsiasi grande programma di acquisti al preventivo voto favorevole del Bundestag. Ridimensioner\u00e0, insomma, il \u201cwhatever it takes\u201d di Draghi a \u201cwhatever the Bundestag agrees\u201d, qualsivoglia cosa gradisca il Bundestag.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A valere sul QE, ma praticamente pure sul PEPP, giacch\u00e9 Karlsruhe fisserebbe dei principi giuridici e sarebbe fin troppo facile per i ricorrenti chiedere un ordine sospensivo pure su PEPP, che Karlsruhe non potrebbe rifiutare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La FAZ ieri avvertiva che, essendo QE e PEPP in corso, la Corte potrebbe usare la cautela di imporre le nuove condizioni solo a decorrere da un eventuale rinnovo dei due programmi di acquisto, ovvero sui programmi di acquisto futuri. Ma ci\u00f2 non cambierebbe la sostanza, visto che QE e PEPP vanno rinnovati l\u2019autunno che viene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo Karlsruhe. L\u2019eventualit\u00e0 che Karlsruhe non abbia cambiato idea, \u00e8 forse estrema, ma non irrealistica. Basti pensare a come la Repubblica Federale di Germania abbia, unilateralmente e senza chiedere alcunch\u00e9 ad alcuno, interrotto il sostegno alla Lira nel 1992 e Schengen nel 2020. Con le parole del cancelliere Helmut Schmidt al presidente della Bundesbank Otmar Emminger, il 30 novembre 1978: \u201cEsiste un modo di dire meraviglioso al mondo da 2000 anni: ultra posse nemo obligatur. e dove l\u2019ultra posse sia, questo lo si decide da soli\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tanto vale presentare la posta in gioco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dubitiamo fortemente che Bundesbank accetterebbe che le restanti Banche centrali nazionali producano autonomamente effetti, le conseguenze monetarie dei quali si ripercuoterebbero comunque in Germania. In altre parole, non accetterebbe di essere ridotta a mero gestore di portafoglio: come un qualunque fondo sovrano. Forse potrebbe accettarlo per qualche settimana, chiss\u00e0 per qualche mese. Ma col timer gi\u00e0 ben innescato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per ci\u00f2 stesso, Bundesbank pretender\u00e0 che Bce si conformi. Minacciando, in difetto, di non accettare pi\u00f9 in Germania gli Euro creati \u201cillegalmente\u201d da Bce con le banche centrali che le saranno restate fedeli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto all\u2019Italia, il Corriere confessa che il nostro establishment si sta preparando alla Troika ed alla patrimoniale che essa porta con s\u00e9: Merkel \u201cla grande leader per venirci incontro deve poter dire che siamo disposti a usare un po\u2019 dei nostri oltre 4 mila miliardi di risparmi privati per la ricostruzione. Sapremo farlo?\u201d. Ma tale patrimoniale dovrebbe essere imposta da un governo malfermo, su una popolazione inferocita ed un sistema bancario se possibile peggio. Sicch\u00e9, \u00e8 pi\u00f9 probabile che si andrebbe a cadere su un \u201cpreliminare\u201d controllo dei movimenti dei capitali, che da solo basterebbe ed avanzerebbe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Parigi potrebbe scegliere. Se si sottomette a Berlino (divenendone pure formalmente un vassallo, visto l\u2019eventuale nuovo veto del Bundestag sulla politica monetaria), allora Bce cessa QE e PEPP. E siamo a domandarci: senza QE e senza PEPP, che accadrebbe alla Francia? Beh, a giudicare dalle posizioni di Tirole, Minc, Artus e Lagarde, la Francia non pu\u00f2 stare senza QE e PEPP. Ergo, sarebbe pi\u00f9 logico aspettarsi che tenga il punto e, quindi, accetti un confine monetario, fra s\u00e9 e la Germania (entrambe coi relativi satelliti, Italia inclusa): pur entrambe sempre nell\u2019Euro ma senza libera circolazione dei capitali da una all\u2019altra delle due nuove zone monetarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A supporto, sono certi slogan proclamati da Lagarde, gioved\u00ec: Bce \u00e8 \u201cpienamente impegnata a fare tutto il necessario\u201d, \u201cpi\u00f9 determinata che mai\u201d, \u201cabbiamo usato la flessibilit\u00e0 quando era necessario e continueremo a farlo, credetemi\u201d, \u201clo faremo in qualsivoglia Paese ne abbisogni\u201d, \u201clo ripeter\u00f2 ancora\u201d. A supporto, sono le possibilit\u00e0 che si schiuderebbero a Parigi: la Bce \u201cfrancese\u201d, liberata dalla presenza tedesca, in giugno potrebbe pure decidere per un rilancio alla grande del PEPP, magari tramite l\u2019acquisto di obbligazioni perpetue, ovviamente senza che pi\u00f9 alcuno parli di Troika, Mes, condizionalit\u00e0 e simili. Saremmo in un altro mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qui vivra verra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:<\/strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.atlanticoquotidiano.it\/quotidiano\/chi-paga-il-conto-della-crisi-la-soluzione-della-bce-francese-ma-se-domani-karlsruhe-dicesse-nein\/\">http:\/\/www.atlanticoquotidiano.it\/quotidiano\/chi-paga-il-conto-della-crisi-la-soluzione-della-bce-francese-ma-se-domani-karlsruhe-dicesse-nein\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Musso) &#8220;\u00c8 certo che esiste un modo di dire meraviglioso al mondo da 2000 anni: \u201cultra posse nemo obligatur\u201d. E dove l\u2019ultra posse sia, questo lo si decide da soli&#8221;. Il cancelliere Helmut Schmidt al presidente della Bundesbank Otmar Emminger (30 novembre 1978). La crisi che ci assale. 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