{"id":58491,"date":"2020-05-09T02:34:58","date_gmt":"2020-05-09T00:34:58","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58491"},"modified":"2020-05-08T17:51:00","modified_gmt":"2020-05-08T15:51:00","slug":"la-fine-codificata-dellimpresa-italiana-osservazioni-sul-nuovo-codice-della-crisi-dimpresa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58491","title":{"rendered":"La fine codificata dell\u2019impresa italiana? Osservazioni sul nuovo Codice della crisi d\u2019impresa"},"content":{"rendered":"<p>di NICOLETTA CAROTTI (FSI-Riconquistare l&#8217;Italia Genova)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con decreto adottato lo scorso aprile il Governo ha differito a settembre dell\u2019anno prossimo l\u2019entrata in vigore del nuovo \u201cCodice della crisi d\u2019impresa e dell\u2019insolvenza\u201d (d.lgs. 12\/01\/2019 n. 14). Si tratta di una buona notizia per migliaia di imprese e lavoratori. Recependo le sollecitazioni provenienti dall\u2019Unione Europea (Regolamento UE 2015\/848 e la Raccomandazione 2014\/135\/UE), il Codice detta una riforma organica della materia della crisi e dell\u2019insolvenza e delle procedure concorsuali che andr\u00e0 a sostituire la legge fallimentare del 1942.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riforma introduce strumenti di \u2018diagnosi precoce\u2019 della crisi delle imprese, prima che si trasformi in una situazione di insolvenza irreversibile <strong>(1)<\/strong>, cos\u00ec da adottare tempestivamente misure di risanamento e favorire soluzioni, anche e soprattutto stragiudiziali, di risoluzione della crisi che assicurino la continuit\u00e0 aziendale, pure con un diverso imprenditore. Con la riforma della crisi delle imprese l\u2019insolvenza diventa una \u201c<em><i>evenienza fisiologica nel ciclo vitale di un\u2019impresa, da prevenire ed eventualmente regolare al meglio<\/i><\/em>\u201d perdendo la connotazione negativa, di stigma sociale, che nella nostra cultura avvolge il fallimento inteso come morte civile dell\u2019imprenditore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Coerentemente, nel Codice il termine \u2018fallimento\u2019 \u00e8 sostituito con l\u2019espressione edulcorata \u2018liquidazione giudiziale\u2019. Le parole, si sa, sono importanti. E\u2019 tutto oro quello che luccica? Non \u00e8 il caso di chiedersi, specie in questo momento, quali potrebbero essere, al di l\u00e0 delle nobili dichiarazioni di intenti del legislatore nazionale ed europeo, gli effetti \u2018collaterali\u2019 di una riforma di questo tipo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per intercettare le prime avvisaglie della crisi dell\u2019impresa il Codice introduce gli strumenti di <em><i>allerta<\/i><\/em>\u00a0e la procedura stragiudiziale di <em><i>composizione assistita della crisi<\/i><\/em>. Gli strumenti di allerta si traducono in <strong><b>obblighi organizzativi<\/b><\/strong>\u00a0in capo all\u2019imprenditore e <strong><b>obblighi di segnalazione degli indizi di crisi <\/b><\/strong>a carico degli organi controllo dell\u2019impresa stessa (sindaci e revisori) e di creditori \u2018qualificati\u2019 (Agenzia delle Entrate, INPS, Agente della riscossione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni imprenditore, a prescindere dalla dimensione o natura dell\u2019impresa (individuale, collettiva), ha l\u2019obbligo di munirsi di misure organizzative idonee a rilevare tempestivamente il proprio stato di crisi e di assumere le iniziative del caso per porvi rimedio (art. 3 Codice); persino, l\u2019imprenditore agricolo \u00e8 soggetto a questi gravosi e costosi obblighi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E qui iniziano i guai per l\u2019imprenditore. Sia gli organi di controllo che i creditori qualificati (Agenzia delle Entrate, INPS etc.) sono obbligati a segnalare immediatamente agli amministratori dell\u2019impresa gli indizi di crisi. Degli indizi della crisi dovr\u00e0 essere informato, in seconda battuta, anche l\u2019OCRI (Organismo di composizione della crisi d\u2019impresa istituito presso ogni Camera di Commercio) per individuare le misure da attuare per superare la crisi. Se l\u2019imprenditore si rifiuta, gli organi di controllo possono addirittura presentare istanza di liquidazione giudiziale (la vecchia istanza di fallimento).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A prescindere dai meccanismi di allerta, l\u2019imprenditore pu\u00f2 ricorrere autonomamente alla procedura di composizione assistita per trovare un accordo con i creditori con la mediazione dell\u2019Organismo (OCRI). Se per\u00f2 l\u2019accordo non \u00e8 raggiunto, l\u2019imprenditore deve presentare istanza per una delle procedure concorsuali giudiziali e, se non lo fa, l\u2019Organismo informa dell\u2019insolvenza dell\u2019impresa il pubblico ministero, che pu\u00f2 presentare d\u2019ufficio istanza di liquidazione giudiziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per spingere sindaci, revisori e creditori qualificati a segnalare gli indizi di crisi mettendo cos\u00ec in moto il meccanismo di \u2018risanamento\u2019 dell\u2019impresa, si prevede che i primi siano esonerati dalla responsabilit\u00e0 per i danni causati dagli amministratori dopo la segnalazione, mentre i secondi conserveranno il diritto di prelazione sul loro credito, che altrimenti perderebbero. Insomma alle prime avvisaglie della crisi, se l\u2019imprenditore non riesce a trovare un accordo con i creditori (se, cio\u00e8, non trover\u00e0 banche che gli prestano soldi per pagarli) si arriver\u00e0 inevitabilmente a una procedura concorsuale giudiziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E qui il nuovo Codice predilige la \u201ccontinuit\u00e0 aziendale\u201d. Nel concordato preventivo, ad esempio, la liquidazione dei beni dell\u2019impresa \u00e8 possibile esclusivamente se c\u2019\u00e8 apporto, oltre certe soglie, di risorse finanziarie esterne; se l\u2019imprenditore non riesce a trovare queste risorse, \u00e8 possibile soltanto il concordato in continuit\u00e0 aziendale, anche \u201cindiretta\u201d, ossia con il subentro di un nuovo imprenditore al vecchio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste sono, in estrema sintesi, le novit\u00e0 che \u00e8 facile prevedere avranno effetti dirompenti sulla peculiare realt\u00e0 imprenditoriale italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli obblighi organizzativi per la diagnosi precoce della crisi imporranno a tutte le imprese \u2013 soprattutto a quelle medie e piccole \u2013 una radicale trasformazione organizzativa e gestionale. Il che, mi pare, \u00e8 preoccupante non solo per i costi aggiuntivi, allo stato assolutamente insostenibili, o per il maggior carico burocratico che comporter\u00e0, ma anche per l\u2019impreparazione di molte imprese di modeste dimensioni, la cui realt\u00e0 \u00e8 ben distante dagli schemi adottati dal legislatore, e che incontreranno difficolt\u00e0 non solo economiche ad adeguarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Colpisce per i suoi innumerevoli risvolti soprattutto l\u2019imposizione per legge di un modello per cos\u00ec dire \u2018aziendalistico\u2019 di impresa, che \u00e8 estraneo alla tradizione italiana delle piccole e medie imprese, di stampo familiaristico e in cui l\u2019aspetto della persona e delle capacit\u00e0 dell\u2019imprenditore \u00e8 fondamentale. \u00c8 come se il legislatore avesse detto: bisogna insegnare agli italiani a fare impresa, perch\u00e9 come l\u2019hanno fatta fino ad oggi non va bene. Ma il costo per le piccole e medie imprese, centrali per la nostra economia, sar\u00e0 altissimo, perch\u00e9 non hanno scelta: o si trasformeranno fino a snaturarsi, o cesseranno. In ogni caso, per\u00f2, scompariranno. Sono destinate a scomparire. Per legge. E con esse secoli di storia e cultura. Di ingegno italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E verso lo stesso esito sembrano direzionarsi altri istituti. Le nuove regole sono tarate su un modello che non corrisponde al tessuto produttivo, industriale e commerciale italiano, caratterizzato appunto da tante imprese di piccole e medie dimensioni. Basti pensare agli \u2018indici di allerta\u2019, tra cui il patrimonio netto negativo e i flussi di cassa prospettici nei 6 mesi (il c.d. DSCR-<em><i>Debt service coverage ratio<\/i><\/em>) Per capirci, tutte le imprese che in questo modesto arco temporale presentino uno squilibrio finanziario tra entrate e uscite, dovuto a crediti certi ma inesigibili nel periodo (una condizione frequente per molte imprese; il classico ritardo nei pagamenti del servizio gi\u00e0 eseguito) risulteranno \u2018positive\u2019 all\u2019allerta e gli organi di controllo saranno <strong><b>obbligati<\/b><\/strong>\u00a0ad attivare le relative procedure; e c\u2019\u00e8 da aspettarsi una certa solerzia nelle segnalazioni di sindaci e revisori, perch\u00e9 la tentazione di salvarsi dalla responsabilit\u00e0 sar\u00e0 irresistibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora, si pensi all\u2019obbligo di segnalazione dell\u2019Agenzia delle Entrate: tutte le imprese con volume di affari annuo inferiore a 2 milioni di euro, che abbiano un debito IVA non versato nel trimestre di almeno 25.000 euro e pari al 30% del volume d\u2019affari nel medesimo periodo, saranno <strong><b>obbligatoriamente <\/b><\/strong>segnalate dall\u2019Agenzia dinanzi agli organismi di composizione. Ed anche in questo caso \u00e8 verosimile aspettarsi segnalazioni a tappeto, per evitare la perdita del diritto alla prelazione del credito erariale. Senza contare l\u2019ulteriore effetto distorsivo che discender\u00e0 dal fatto che gli imprenditori in crisi di liquidit\u00e0, per non incorrere nella segnalazione, saranno indotti a pagare i debiti erariali e previdenziali a scapito dei fornitori, dei finanziatori e dei lavoratori stessi, implementando un circolo vizioso a cascata di penuria di liquidit\u00e0 nel sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, con queste regole molte realt\u00e0 risulteranno \u2018patologiche\u2019 e per esse si innescher\u00e0 inesorabilmente il meccanismo dell\u2019allerta. Gi\u00e0 prima dell\u2019emergenza Covid-19, del resto, i numeri non erano incoraggianti: secondo il rapporto CERVED sui bilanci 2018, circa 60 mila societ\u00e0 di capitali (l\u20198,4%) erano a rischio allerta; rischio, peraltro, crescente al diminuire delle dimensioni aziendali (<a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/allerta-crisi-d-impresa-rischio-otto-societa-100-ACy32LGB\">fonte <em><i>Il sole 24 Ore<\/i><\/em>:<\/a>); \u00a0ma oggi \u00a0lo scenario si profila catastrofico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si potrebbe obiettare che, anche una volta attivata l\u2019allerta, il sistema prevede, e anzi predilige, soluzioni di composizione della crisi che favoriscono la continuit\u00e0 aziendale, proprio per conservare l\u2019impresa. Ma questo, in concreto, che vuol dire? Quali mai potranno essere, nella realt\u00e0, soluzioni di continuit\u00e0 se non la cessione dell\u2019attivit\u00e0, nelle pi\u00f9 svariate forme, dal precedente imprenditore ad un altro, pi\u00f9 competitivo, e cio\u00e8 pi\u00f9 solido patrimonialmente e finanziariamente, e cio\u00e8 pi\u00f9 grande?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, la continuit\u00e0 aziendale si tradurr\u00e0 il pi\u00f9 delle volte, inevitabilmente, nell\u2019acquisizione delle piccole e medie imprese in crisi da parte delle grandi, peraltro a costi stracciati (o, per parlar forbito, in moneta concorsuale), con uno spostamento di risorse e ricchezza che avr\u00e0 un\u2019unica direzione, e una direzione sbagliata: dal piccolo, che scomparir\u00e0, al grande, che diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 grande. E allora forse, a voler pensar bene, la riforma, con una sorta di eterogenesi dei fini, non ha centrato i pur nobili obiettivi che si prefiggeva: non si salveranno le imprese, le nostre piccole e medie imprese qui ed ora, ma si aiuteranno le grandi, che il legislatore ha deciso di ritenere pi\u00f9 competitive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il che, a voler invece pensare male, mi pare disveli la vera filosofia di fondo: l\u2019insolvenza non \u00e8 solo e tanto una \u201c<em><i>evenienza fisiologica nel ciclo vitale di un\u2019impresa, da prevenire ed eventualmente regolare al meglio<\/i><\/em>\u201d, ma \u00e8 soprattutto <em><i>funzionale<\/i><\/em> al buon funzionamento del mercato in cui c\u2019\u00e8 libera circolazione dei capitali, delle merci e delle persone. Sembra emergere, insomma, una decisa scelta di liquidazione di una gloriosa tradizione, di voltare pagina, abbandonarsi al fascino della pretesa efficienza della grande impresa. Ennesimo saccheggio delle nostre ricchezze, comprate a due lire dai soliti noti, ennesimo sfregio alla nostra cultura, al nostro modo di fare, di lavorare. Ennesimo esempio di dominazione. Materiale e spirituale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E la domanda a cui non possiamo sfuggire oggi \u00e8: possiamo permettercelo in questo momento e nei tempi che verranno?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, prima ancora: lo vogliamo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Note<\/em><\/strong><\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\">La crisi viene definita come \u201c<em><i>lo stato di difficolt\u00e0 economico-finanziaria che rende probabile l\u2019insolvenza del debitore, e che per le imprese si manifesta come inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte regolarmente alle obbligazioni pianificate<\/i><\/em>\u201d (art. 2, lett. <em><i>a<\/i><\/em>, Codice). La definizione di insolvenza ricalca quella tradizionale della legge fallimentare: \u201c<em><i>lo stato del debitore, che si manifesta con inadempimenti o altro fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non \u00e8 pi\u00f9 in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni<\/i><\/em>\u201d (art. 2, lett. <em><i>b<\/i><\/em>, Codice).<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di NICOLETTA CAROTTI (FSI-Riconquistare l&#8217;Italia Genova) Con decreto adottato lo scorso aprile il Governo ha differito a settembre dell\u2019anno prossimo l\u2019entrata in vigore del nuovo \u201cCodice della crisi d\u2019impresa e dell\u2019insolvenza\u201d (d.lgs. 12\/01\/2019 n. 14). Si tratta di una buona notizia per migliaia di imprese e lavoratori. 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