{"id":58503,"date":"2020-05-08T10:30:56","date_gmt":"2020-05-08T08:30:56","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58503"},"modified":"2020-05-08T01:14:40","modified_gmt":"2020-05-07T23:14:40","slug":"la-germania-puo-rompere-leuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58503","title":{"rendered":"La Germania pu\u00f2 rompere l&#8217;euro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>Carlo Clericetti (Soldi e Potere)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come la Corea del nord ha lanciato testate nucleari in mare per forzare una trattativa con gli Usa, cos\u00ec la Corte costituzionale tedesca lancia il suo missile contro la Bce per condizionare pesantemente le trattative in Europa.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bundesverfassungsgericht.de\/SharedDocs\/Pressemitteilungen\/EN\/2020\/bvg20-032.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">L\u2019attesa sentenza<\/a>\u00a0sul ricorso di alcuni cittadini tedeschi contro il\u00a0<i>quantitative easing<\/i>\u00a0\u00e8 arrivata, e d\u00e0 tre mesi di tempo alla banca centrale per giustificare il suo comportamento, ritenuto dalla corte di Karlsruhe una forzatura dei trattati europei. Il termine\u00a0<i>ultra-vires<\/i>, \u201ceccesso di potere\u201d, ricorre pi\u00f9 volte nella sentenza, che, anche se riguarda il precedente programma di acquisti, inevitabilmente coinvolge anche quello attuale, deciso da Francoforte per fronteggiare la crisi del Covid. E questo nonostante che la sentenza precisi subito che \u201cLe attuali misure di aiuto finanziario dell&#8217;Unione Europea o della BCE in relazione all&#8217;attuale crisi non sono oggetto della decisione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma del precedente programma si afferma che la Bce non ha \u201cesaminato n\u00e9 dimostrato nelle decisioni adottate per l&#8217;introduzione e l&#8217;attuazione del PSPP che le misure adottate sono proporzionate\u201d. E se quello viene giudicato in tal modo, peggio sar\u00e0 per l\u2019attuale, in cui sono stati rimossi vari limiti, come quello del 33% massimo sull\u2019acquisto delle emissioni e, soprattutto, quello degli acquisti in proporzione alla quota di capitale della banca detenuta da ogni paese (la \u201ccapital key\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In seguito a un precedente ricorso, la Corte tedesca aveva investito della questione la Corte di giustizia europea, che nella sentenza in proposito \u2013 favorevole alla prosecuzione del programma \u2013 aveva per\u00f2 insistito proprio sui vari limiti decisi per la sua attuazione. Come ha commentato il giurista dell\u2019Universit\u00e0 di Ferrara Andrea Guazzarotti, \u201cla Corte afferm\u00f2, ricalcando le difese della BCE, che la ripartizione degli acquisti tra le banche centrali nazionali \u00e8 effettuata conformemente all\u2019art. 29 dello Statuto della BCE, \u00abe non in funzione di altri criteri, come, segnatamente, il peso dei rispettivi debiti di ciascuno Stato membro\u00bb. Il che varrebbe, sempre per la Corte di giustizia, a scongiurare che l\u2019attuazione del QE possa \u00abconsentire a uno Stato membro di sfuggire alle conseguenze, sotto il profilo del finanziamento, scaturenti dall\u2019alterazione della sua evoluzione di bilancio\u00bb. Oltre a ci\u00f2, la Corte rileva che \u00abi limiti di detenzione per emissione e per emittente enunciati implicano, in ogni caso, che soltanto una minoranza dei titoli emessi da uno Stato membro pu\u00f2 essere acquistata dal SEBC nell\u2019ambito del programma di acquisti, il che impone a tale Stato membro di ricorrere principalmente ai mercati per finanziare il proprio deficit di bilancio\u00bb.\u201d Insomma, proprio quei limiti, secondo la Corte europea, facevano s\u00ec che non si potesse parlare di finanziamento diretto agli Stati, vietato dalle norme europee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il limite del 33% doveva necessariamente essere abolito per questo nuovo programma, perch\u00e9 ormai la Bce era vicina a quel tetto su moltissime emissioni di quasi tutti i paesi, e quindi si sarebbe trovata nella condizione di non poter pi\u00f9 fare acquisti. E quanto alla capital key, se si fosse continuato a rispettarla gli acquisti non avrebbero avuto alcun effetto sulla riduzione degli spread tra i vari paesi. Giova ricordare che quando la presidente Christine Lagarde si era lasciata sfuggire che la Bce non si sarebbe occupata degli spread\u00a0<a href=\"https:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2020\/03\/13\/una-incapace-alla-bce-il-bazooka-contro-litalia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ne era seguito un immediato crollo del mercati<\/a>, tanto da costringerla a una repentina retromarcia che poco dopo sarebbe stata ufficializzata\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/blog\/date\/2020\/html\/ecb.blog200501~a2d8f514a0.en.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">in un intervento del capo economista,<\/a>\u00a0l\u2019irlandese Philip Lane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In realt\u00e0 la Bce non ha detto che la capital key sarebbe stata abbandonata, ma solo che in questa fase non sarebbe stata applicata, con una frase piuttosto ambigua che lascia spazio a future decisioni in proposito. Quanto era necessario per non contraddire la sentenza della Corte europea sopra citata, ma riservandosi di prolungare per un tempo indeterminato la sospensione del criterio. Per forza: qualora si dovesse tornare a rispettare le proporzioni della capital key, gli spread andrebbero alle stelle. Insomma, un vero e proprio slalom tra quanto \u00e8 necessario fare per evitare una crisi finanziaria e le regole (sbagliate) a cui invece la Corte tedesca ha richiamato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che accadr\u00e0 ora? Il comportamento dei tedeschi ricorda una famosa scena del film \u201cGiovent\u00f9 bruciata\u201d. Il protagonista James Dean si lancia in una folle gara con un amico: correranno in auto verso un precipizio e vincer\u00e0 chi riuscir\u00e0 a fermarsi pi\u00f9 vicino al ciglio. Dean riesce a salvarsi all\u2019ultimo momento, ma l\u2019amico sbaglia e precipita. I tedeschi pi\u00f9 di una volta hanno portato l\u2019Unione europea a un passo dal baratro. Finora si sono fermati in tempo, accettando ci\u00f2 che era necessario anche se a loro non piaceva (come il\u00a0<i>whatever it takes<\/i>\u00a0di Mario Draghi). Ma continuano a sfidare la sorte, esponendo l\u2019Unione a fare la fine dell\u2019amico di Dean.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma c\u2019\u00e8 un altro aspetto di grande importanza che la sentenza tedesca afferma, e lo sottolinea Alessandro Somma, docente di diritto comparato alla Sapienza: \u201cLa Corte costituzionale tedesca non si reputa vincolata alla decisione della Corte di giustizia perch\u00e9 questa, a suo parere, si \u00e8 mossa fuori dai trattati. E gli Stati restano i &#8220;Signori dei Trattati&#8221;, padroni di verificare il loro rispetto\u201d. In altre parole la Corte tedesca non si ritiene subordinata a quella europea, quanto meno in materia di interpretazione dei trattati. Lo afferma con qualche capriola logica, visto che dapprima scrive che se ogni Stato si ritenesse in diritto di interpretare i trattati a suo modo , il primato dell\u2019Unione sarebbe compromesso e cos\u00ec l\u2019applicazione uniforme del diritto. Ma subito dopo aggiunge che gli Stati non possono per\u00f2 rinunciare a giudicare se le istituzioni dell\u2019Unione siano cadute nell\u2019<i>ultra-vires<\/i>, l\u2019eccesso di potere. \u201cGli Stati membri dell&#8217;Unione Europea restano padroni dei trattati anche dopo l&#8217;entrata in vigore del Trattato di Lisbona, e la Ue non si \u00e8 evoluta in uno Stato federale\u201d. Dice insomma una cosa e il suo contrario, ma la conclusione \u00e8 chiarissima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una conclusione che naturalmente non \u00e8 piaciuta alla Commissione, che in un comunicato afferma che &#8220;le decisioni della Corte Ue sono vincolanti su tutte le corti nazionali&#8221;, mentre la Bce ricorda che &#8220;La Corte di giustizia dell&#8217;Unione europea ha stabilito, nel dicembre 2018, che la Bce sta agendo nel suo mandato per la stabilit\u00e0 dei prezzi&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Reazioni piuttosto ovvie, ma non sono quelle che possono fermare in tempo l\u2019auto lanciata verso il precipizio. In quel precipizio, nel 1992, la Germania ci fece precipitare lo Sme, l\u2019accordo di cambio tra le monete europee precedente all\u2019euro. L\u2019accordo prevedeva che, qualora una o pi\u00f9 monete raggiungessero il limite stabilito per la loro oscillazione, tutte le banche centrali dei paesi aderenti dovessero intervenire per difendere quella parit\u00e0. Ma d\u2019improvviso la Bundesbank dichiar\u00f2 che avrebbe cessato qualsiasi intervento, perch\u00e9 proseguirli avrebbe messo in pericolo la stabilit\u00e0 tedesca. Immediatamente lo Sme esplose, con l\u2019uscita di varie monete (per prima la sterlina, subito seguita dalla lira). In quella occasione fu fatto prevalere un accordo interno fra Bundesbank e governo rispetto all\u2019accordo internazionale che era stato sottoscritto. Se quel comportamento si dovesse ripetere, potrebbe provocare la fine dell\u2019euro.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<a href=\"https:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/?refresh_ce\">https:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/?refresh_ce<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Carlo Clericetti (Soldi e Potere) Come la Corea del nord ha lanciato testate nucleari in mare per forzare una trattativa con gli Usa, cos\u00ec la Corte costituzionale tedesca lancia il suo missile contro la Bce per condizionare pesantemente le trattative in Europa.\u00a0L\u2019attesa sentenza\u00a0sul ricorso di alcuni cittadini tedeschi contro il\u00a0quantitative easing\u00a0\u00e8 arrivata, e d\u00e0 tre mesi di tempo alla banca centrale per giustificare il suo comportamento, ritenuto dalla corte di Karlsruhe una forzatura dei&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":98,"featured_media":17243,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/CLERICETTI-1.gif","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-fdB","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58503"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/98"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=58503"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58503\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":58504,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58503\/revisions\/58504"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17243"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=58503"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=58503"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=58503"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}