{"id":58507,"date":"2020-05-08T09:45:38","date_gmt":"2020-05-08T07:45:38","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58507"},"modified":"2020-05-08T09:28:11","modified_gmt":"2020-05-08T07:28:11","slug":"politica-struttura-del-ventunesimo-secolo-amazon-google-palantir-e-la-cia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58507","title":{"rendered":"Politica-struttura del Ventunesimo secolo: Amazon, Google, Palantir e la CIA"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>SINISTRA IN RETE (Daniele Burgio, Massimo Leoni, Roberto Sidoli)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Pubblichiamo una parte del nuovo libro intitolato \u201cServizi segreti, guerre economiche e politica-struttura\u201d, scritto da Daniele Burgio, Massimo Leoni e Roberto Sidoli e che verr\u00e0 integralmente pubblicato online a maggio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories10\/google897k.jpg\" alt=\"google897k\" width=\"300\" height=\"200\" \/>A volte si tende a separare l\u2019attivit\u00e0 di spionaggio dall\u2019economia, dai profitti e dall\u2019azione delle multinazionali: un errore che non era certo stato commesso da Norman Mailer nel suo geniale libro \u201cIl fantasma di Harlot\u201d, opera nella quale lo scrittore statunitense ventilava a livello narrativo (e forse non solo narrativo\u2026) che nella CIA di Langley si fosse formato un nucleo e un gruppo interno supersegreto il quale, attraverso l\u2019uso selettivo delle informazioni via via ottenute dall\u2019agenzia, operava da decenni in campo finanziario acquisendo ingenti profitti equivalenti a miliardi di dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passando dalla letteratura alla realt\u00e0 storica, il tandem \u201ceconomia-spionaggio\u201d \u00e8 emerso pi\u00f9 volte nel corso degli ultimi due millenni: si parte dal trafugamento delle preziose uova di seta cinesi da parte dei monaci cristiani per conto dello stato bizantino, sotto il regno di Giustiniano e durante il sesto secolo, per arrivare mano a mano alla sottrazione ai cinesi dei loro segreti tecnologici nel processo di produzione della porcellana, furto avvenuto agli inizi del diciottesimo secolo, giungendo poi senza soluzione di continuit\u00e0 al nostro terzo millennio. Proprio negli ultimi decenni \u00e8 venuta alla luce, con tutta evidenza, l\u2019importanza e la diffusione di quella particolare e specifica regione del grande continente della politica-struttura, inteso come \u201cespressione concentrata dell\u2019economia\u201d (Lenin, 1921) e che comprende al suo interno anche tutte le interazioni tra le attivit\u00e0 statali di intelligence e la praxis multiforme dei processi produttivi, specialmente di natura tecnologica.<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica\/17690-daniele-burgio-massimo-leoni-e-roberto-sidoli-politica-struttura-del-ventunesimo-secolo-amazon-google-palantir-e-la-cia.html#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\">1<\/a><\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I servizi segreti statunitensi ad esempio si interessano in prima persona da molti anni e condizionano, direttamente e in modo sensibile seppur occulto, alcune sezioni significative dell\u2019hi-tech americana, costituendo pertanto un altro esempio concretissimo di politica-struttura (includente ovviamente anche tasse, moneta, dazi, aziende pubbliche, salvataggi di imprese private con denaro pubblico, salvataggio dei sistemi produttivi nazionali in caso di epidemie, collassi finanziari e cos\u00ec via).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tal proposito va rilevato come Andrea Muratori, all\u2019inizio del 2010, avesse ben sottolineato l\u2019alleanza creatasi tra importanti segmenti degli apparati statali degli USA e la gigantesca corporation Amazon, notando che \u201ccon un fatturato di oltre 177 miliardi di dollari nel 2017 e pi\u00f9 di mezzo milione di dipendenti in tutto il mondo, Amazon rappresenta uno dei pi\u00f9 importanti colossi dell\u2019economia globale contemporanea. Gestisce non solo un business di e-commerce senza paragoni in Occidente, a livello globale paragonabile solo a quello della cinese Alibaba, ma anche una mole immensa di dati, che hanno contribuito a renderla un attore importante nel campo del cloud storage.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La societ\u00e0 di Jeff Bezos, in una fase che vede l\u2019economia interessata da una transizione verso tecnologie di frontiera come l\u2019intelligenza artificiale e il 5G, gioca un ruolo importante nella \u201cguerra dei dati\u201d che si sta scatenando tra Stati Uniti e Cina (come insegna il caso Huawei) e al tempo stesso amplifica la sua proiezione nel campo della gestione di servizi tradizionalmente pubblici in diversi paesi del mondo, rafforzando in questo modo tanto il suo business quanto la sua base di dati a disposizione\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto parte dagli Stati Uniti. Paese alla cui strategia mondiale Amazon, come gli altri giganti del web, \u00e8 intrinsecamente collegata. Come ricordato da Limes, \u201ctramite la controllata Amazon Web Services (AWS), nel 2013 Amazon ha siglato un contratto da 600 milioni di dollari con la CIA per fornire un servizio cloud che \u00e8 utilizzato dalle 17 agenzie della comunit\u00e0 di intelligence. E proprio la AWS \u00e8 favorita per l\u2019assegnazione del gigantesco programma di cloud computing del Pentagono, la Joint Enterprise Defense Infrastructure (JEDI), dal valore di 10 miliardi di dollari\u201d, che Google ha abbandonato a seguito delle proteste dei dipendenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Donald Trump ha pi\u00f9 volte attaccato Bezos, la massiccia elusione fiscale della sua societ\u00e0 e la linea editoriale del giornale da lui posseduto, il Washington Post, ma la sua amministrazione non ha affatto intenzione di privarsi dei servizi di Amazon. Anzi, recentemente il Guardian ha rivelato come la direttrice del dipartimento per le relazioni governative della multinazionale di Seattle, Anne Rung, avrebbe contattato esponenti del General Services Administration (GSA), una sorta di Consip a stelle e strisce, per gestire la creazione di un portale online per gli acquisti destinati alle istituzioni federali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il quotidiano britannico, questo porterebbe Amazon in una posizione dominante nella gestione di un mercato da 53 miliardi di dollari che, unito al delicato affare con il Pentagono e ai consistenti rapporti con la Cia, ne farebbe una proiezione diretta degli apparati federali\u201d.<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica\/17690-daniele-burgio-massimo-leoni-e-roberto-sidoli-politica-struttura-del-ventunesimo-secolo-amazon-google-palantir-e-la-cia.html#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\">2<\/a><\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo dunque in presenza di una continua simbiosi e di una cooperazione particolarmente solida tra Amazon e la comunit\u00e0 dell\u2019intelligence statunitense, visto che gi\u00e0 nel 2013 l\u2019agenzia di Langley aveva stipulato alla luce del sole un contratto di appalto del valore di 600 milioni di dollari proprio con l\u2019azienda diretta da Jeff Bezos.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cMa il binomio Bezos-Amazon, aggiunge \u201cDedefensa\u201d, ha un tratto assai particolare, ovvero \u00abla sua relazione estremamente forte e pubblicamente ostentata con la Comunit\u00e0 di sicurezza nazionale (CSN), e in particolare la comunit\u00e0 dell\u2019intelligence\u00bb. La sua collaborazione con la CIA \u00e8 ormai palese, rileva il blog, dopo il contratto firmato nel 2013 tra Amazon e l\u2019agenzia di Langley: 600 milioni di dollari, con i quali Bezos ha comprato il \u201cWashington Post\u201d, da allora divenuto \u00abl\u2019organo officiale della sicurezza nazionale (in particolare della CIA) e, durante la campagna Usa-2016, l\u2019organo anti-Trump\u00bb, in nome della posizione assunta dalla stessa Central Intelligence Agency. Una vera e propria luna di miele, con la CIA che \u00abafferma apertamente la sua soddisfazione per questa cooperazione\u00bb. Da registrare anche una visita ad Amazon altamente mediatizzata dal segretario alla difesa, James Mattis, \u00abche ci permette di comprendere che anche il Pentagono amoreggi con Bezos\u00bb. Ovvero: \u00abNon si lavora pi\u00f9 in segreto, come accadeva prima dell\u2019affare Snowden\u00bb. Secondo le fonti citate da \u201cDedefensa\u201d, \u00abBezos ha trasformato la sua societ\u00e0 in un organo semi-ufficiale dell\u2019apparato di informazione militare americana\u00bb. Amazon e la CIA hanno appena annunciato il lancio di un nuovo sistema di cloud \u201cregione segreta\u201d, nel quale la societ\u00e0 ospiter\u00e0 dei dati per la CIA, l\u2019NSA, il Dipartimento della difesa e altre agenzie di informazione militare\u201d.<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica\/17690-daniele-burgio-massimo-leoni-e-roberto-sidoli-politica-struttura-del-ventunesimo-secolo-amazon-google-palantir-e-la-cia.html#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\">3<\/a><\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto diventa ancora pi\u00f9 interessante rilevare come non solo Amazon e Jeff Bezos, ma anche Google e Zuckerberg abbiano via via intessuto come minimo delle ottime relazioni con la Central Intelligence Agency.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tal proposito il giornalista Ernesto Carmona, ancora nel 2009, era arrivato addirittura fino a sostenere che Facebook risultava \u201cil miglior risultato di intelligence che sia mai stato raggiunto, grazie alla pi\u00f9 grande banca mondiale di dati sensibili. Se i media hanno celebrato Mark Zuckerberg come il bambino prodigio che, a soli 23 anni, si \u00e8 trasformato in un multimiliardario grazie al successo della sua creatura, nessuno ha prestato attenzione all\u2019investimento da 40 milioni di dollari effettuato dalla CIA, partner-ombra di Facebook, per creare la pi\u00f9 importante rete sociale del web. Un patrimonio inestimabile di informazioni, che i servizi segreti americani hanno contribuito in modo decisivo a sviluppare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ernesto Carmona, di \u201cArgenpress\u201d, rivela interessanti retroscena attraverso un ampio servizio ripreso dall\u2019osservatorio \u201cMegachip\u201d. \u00abQuando il delirio facebook-cia speculativo di Wall Street ha fatto credere agli improvvidi che il valore di Facebook ammontava a 15 milioni di dollari \u2013 scrive Carmona \u2013 nel 2008 Zuckerberg \u00e8 diventato il miliardario \u201cche si \u00e8 fatto tutto da solo\u201d, il pi\u00f9 giovane della storia della \u201cgraduatoria\u201d della rivista Forbes, con 1.500 milioni di dollari\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019epoca, il capitale di rischio investito dalla CIA sembrava avere ottenuto ottimi rendimenti, ma nel 2009 il \u201cvalore\u201d di Facebook si \u00e8 adeguato al suo valore reale e Zuckerberg \u00e8 scomparso dalla graduatoria Forbes. \u00abLa bolla Facebook \u2013 aggiunge Carmona \u2013 si \u00e8 gonfiata quando William Gates, il titolare di Microsoft, vi acquisiva nell\u2019ottobre 2007 una partecipazione dell\u20191.6%, per un ammontare di 240 milioni di dollari\u00bb, inducendo a ritenere che, se l\u20191% di Facebook corrispondeva a 150 milioni di dollari, allora il valore del 100% doveva ammontare a 15 miliardi di dollari. Un \u00absotterfugio\u00bb, che si spiega con l\u2019interesse della CIA nello sviluppo di Facebook.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La CIA ha investito in Facebook molto prima che il social network diventasse leader nel mondo, sostiene in un\u2019inchiesta il giornalista britannico Tom Hodgkinson del \u201cGuardian\u201d, anche se \u00abla propaganda corporativa\u00bb ha trasformato Facebook in sinonimo di successo, di popolarit\u00e0 e di buoni affari. \u00abFacebook si presenta come un inoffensivo sito web di relazioni sociali, che facilita i rapporti interpersonali\u00bb. Un boom, come dimostrano le cifre dichiarate, che parlano di 300 milioni di utilizzatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un facile espediente per \u00abcostruirsi una nuova immagine senza contenuti\u00bb, cercando di darsi importanza e \u201cfingere di essere qualcuno\u201d nel supermercato virtuale del web? Un innocuo strumento per ritrovare vecchi compagni di scuola o, magari, per promuovere campagne civili? Facebook, scrive il giornalista spagnolo Pascual Serrano, \u00e8 stato utilizzato dal governo della Colombia per coordinare la giornata mondiale contro le Farc, ed \u00e8 molto evidente che sia stato utilizzato dalla CIA. Per Walter Goobar, di \u201cMiradasAlSur.com\u201d, \u00absi \u00e8 trattato in realt\u00e0 di un esperimento di Mark Zuckerberg di \u201cmanipolazione globale\u00bb, che la CIA \u00abnon usa solo per reclutare agenti e compilare informazioni, ma anche per allestire operazioni sotto copertura\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A grandi linee, aggiunge Carmona, Facebook \u00e8 uno strumento di comunicazione che consente di contattare amici e familiari, archiviando reti di indirizzi. Per istituzioni come il ministero americano della sicurezza, dopo l\u2019era Bush, Facebook \u00e8 una miniera di informazioni sulle amicizie dei suoi utilizzatori. I dati personali approdano sui dischi rigidi dei computer dei sistemi di sicurezza USA. \u00abIl sistema Beacon di Facebook \u2013 spiega Carmona \u2013 realizza elenchi di utenti e associati, includendovi anche coloro che non si sono mai iscritti o quelli che hanno disattivato la loro registrazione\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facebook si dimostra pi\u00f9 pratico e rapido degli InfraGard, ossia le 23.000 micro-cellule di commercianti che informano l\u2019FBI sui profili psico-politici della loro clientela. Dopo il dicembre 2006, sostiene Carmona, \u00e8 stata la CIA ad utilizzare Facebook per reclutare nuovi agenti, senza sottoporsi alle regole d\u2019ingaggio federali. \u00abNon \u00e8 necessario ottenere un qualsivoglia permesso per poterci inserire in questa rete sociale\u00bb, ha dichiarato l\u2019intelligence statunitense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Tom Hodgkinson, l\u2019investimento della CIA in Facebook si spiega anche con l\u2019entusiasmo per l\u2019alta tecnologia scatenatosi dopo l\u201911 settembre 2001, certificato dall\u2019apertura del fondo di capitali \u201cIn-Q-Tel\u201d. Per il reporter inglese, i collegamenti di Facebook con la CIA passano attraverso Jim Breyer, uno dei tre associati-chiave che nell\u2019aprile 2005 hanno investito nel social network 12,7 milioni di dollari. Gi\u00e0 presidente di NVCA (National Venture Capital Association), che investe su giovani talenti, Tom Hodgkinson Breyer \u00e8 associato anche al fondo di capitali Accel Partners ed \u00e8 membro dei consigli direttivi di giganti come Wal-Mart e Marvel Entertainment.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa pi\u00f9 recente tornata di finanziamenti di Facebook \u2013 rivela Hodgkinson \u2013 \u00e8 stata condotta da una compagnia finanziaria denominata Greylock Venture Capital, che vi ha impegnato 27,5 milioni di dollari. Uno dei pi\u00f9 importanti associati di Greylock si chiama Howard Cox, che \u00e8 un altro ex-presidente di NVCA, che inoltre fa parte del consiglio direttivo di In-Q-Tel\u00bb. Ci crediate o meno, conclude Hodgkinson, In-Q-Tel \u00e8 \u00abun fondo di capitali a rischio della CIA\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Creato nel 1999, la sua missione \u00e8 quella di \u00abindividuare e di associarsi a societ\u00e0 che sono intenzionate a sviluppare nuove tecnologie, per sostenere l\u2019apporto di nuove soluzioni necessarie all\u2019Ufficio Centrale d\u2019Informazione CIA\u00bb, come annunciato gi\u00e0 nel 1998 dal direttore della centrale di intelligence, che identificava la tecnologia come prerogativa strategica per migliorare le missioni, sulla base di dati e analisi: \u00abI responsabili della Direzione di Scienza e Tecnologia hanno elaborato un piano radicale per creare una nuova struttura d\u2019impresa con il compito di consentire un accresciuto accesso dell\u2019Agenzia all\u2019innovazione del settore privato\u00bb.<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica\/17690-daniele-burgio-massimo-leoni-e-roberto-sidoli-politica-struttura-del-ventunesimo-secolo-amazon-google-palantir-e-la-cia.html#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\">4<\/a><\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seppur in modo pi\u00f9 cauto anche Bruno Saetta ha evidenziato che fin dal 2004 \u00abscorrendo l&#8217;elenco degli altri investitori di Facebook notiamo la Greylock Partners. Uno dei soci della Greylock \u00e8 Howard Cox, il quale lavorava nel Ministero della Difesa Usa e per un certo periodo \u00e8 stato nel Business Board del Pentagono. Inoltre \u00e8 membro del consiglio della In-Q-Tel.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La In-Q-Tel, un nome decisamente sconosciuto ai pi\u00f9, \u00e8 il braccio imprenditoriale della CIA. Fondata dall&#8217;Agenzia americana nel 1999 per evitare la burocrazia degli appalti pubblici, agisce sotto forma di suo investitore, cos\u00ec i servizi segreti possono gestire l&#8217;outsourcing per la ricerca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La In-Q-Tel consente alla CIA di tenersi al passo con i tempi dal punto di vista tecnologico, senza dover assumere uno stuolo di scienziati. Molti di noi usano tutti i giorni uno dei prodotti nei quali ha investito la In-Q-Tel, cio\u00e8 il software della Keyhole Inc., e che noi oggi conosciamo come Google Earth. Google acquis\u00ec la Keyhole nel 2004, e per un certo periodo la CIA, tramite In-Q-Tel, ha posseduto azioni di Google per un totale di 2,2 miliardi di dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"en-GB\">In una brochure della In-Q-Tel leggiamo: \u201cgovernments are increasingly finding that monitoring social media is an essential component in keeping track of erupting political movements, crises, epidemics, and disasters, not to mention general global trends\u201d. <\/span>Si tratta di tenere d&#8217;occhio le idee che sono pi\u00f9 condivise in rete per anticipare il sorgere di movimenti politici. Bisogna trovarsi pronti prima di un altro Occupy!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 l&#8217;ennesima teoria della cospirazione mondiale? Nulla di tutto ci\u00f2. Non diremo che Facebook fu un&#8217;operazione della Cia n\u00e9 che Zuckerberg \u00e8 un agente dell&#8217;agenzia americana. In rete ci sono numerosi articoli che mettono alla berlina questa tesi, ma il punto \u00e8 che ridendone non si coglie il nucleo del problema. Gli intrecci tra le societ\u00e0 che operano in rete e che di fatto la controllano, la gestiscono, la plasmano, sono molto pi\u00f9 forti di quanto si creda: sempre le stesse societ\u00e0 e gli stessi uomini!\u00bb.<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica\/17690-daniele-burgio-massimo-leoni-e-roberto-sidoli-politica-struttura-del-ventunesimo-secolo-amazon-google-palantir-e-la-cia.html#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\">5<\/a><\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre riguardo all\u2019affascinante materia dell\u2019interconnessione ormai consolidatasi da molti anni tra grandi multinazionali occidentali, sfera politica e apparati statali delle metropoli imperialiste, \u00e8 emerso inoltre dai documenti diffusi da Wikileaks che ancora all\u2019inizio del 2017 \u00abla CIA \u00e8 in grado di installare dei software malevoli (i cosiddetti \u201cmalware\u201d) negli smartphone, nei computer e nelle smart tv collegate al web, e di superare i sistemi di crittaggio di servizi di messaggistica come Signal, WhatsApp e Telegram. Il portavoce della CIA Dean Boyd ha detto che l\u2019agenzia non far\u00e0 commenti sull\u2019autenticit\u00e0 dei documenti\u00bb.<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica\/17690-daniele-burgio-massimo-leoni-e-roberto-sidoli-politica-struttura-del-ventunesimo-secolo-amazon-google-palantir-e-la-cia.html#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\">6<\/a><\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 risaputo che secondo la valutazione effettuata da Bloomberg nel 2019 Bill Gates, il fondatore di Microsoft, e Jeff Bezos risultavano essere i due uomini pi\u00f9 ricchi del mondo, con patrimoni stimati rispettivamente in 110 e 108,7 miliardi di dollari, mentre le due aziende da loro fondate risultavano rispettivamente al 22\u00b0 e 8\u00b0 posto nella classifica Fortune 500 del 2018: e visto che proprio alla fine del 2019 si \u00e8 verificato un duro scontro tra Amazon e Microsoft, avente per oggetto, guarda caso, l\u2019assegnazione di una maxi commessa di ben dieci miliardi di dollari da parte del Pentagono, tutti i dati portano a concludere che ormai da decenni si \u00e8 creata una particolare simbiosi \u2013 a volte conflittuale \u2013 tra alcune delle pi\u00f9 grandi imprese e gli apparati pubblici del capitalismo di stato occidentale.<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica\/17690-daniele-burgio-massimo-leoni-e-roberto-sidoli-politica-struttura-del-ventunesimo-secolo-amazon-google-palantir-e-la-cia.html#sdfootnote7sym\" name=\"sdfootnote7anc\">7<\/a><\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora una volta emerge dunque la politica-struttura, e cio\u00e8 la politica intesa e considerata come \u201cespressione concentrata dell\u2019economia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre servizi segreti, sfera statale ed economia si connettono strettamente e ormai da decenni anche nel campo strategico dei Big Data e del processo, su scala planetaria, di raccolta di informazioni da parte di grandi societ\u00e0 private appoggiate dai poteri pubblici occidentali: aziende con un giro d\u2019affari diventato, gi\u00e0 all\u2019inizio del 2015, superiore alla cifra astronomica di 100 miliardi di dollari, a partire dalla multinazionale Palantir nata grazie ai finanziamenti della CIA, creando dunque un altro particolare intreccio tra affari e servizi di intelligence, tra le grandi imprese private e gli apparati statali delle principali metropoli occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un articolo del 2015 \u00e8 stato gi\u00e0 descritto, in modo intelligente e dettagliato, \u00abun settore che impiega, secondo dati del 2010, circa 854 mila persone, con 10 mila centri di lavoro, oltre 2 mila partner industriali del Governo e un fatturato stimabile in 100 miliardi di dollari l\u2019anno secondo le valutazioni pi\u00f9 \u201ccaute\u201d, ma che potrebbe essere tranquillamente quantificabile in cifre vicine ai mille miliardi di dollari l\u2019anno. \u00c8 il business dell\u2019antiterrorismo in America. L\u201911 settembre 2001 ha segnato l\u2019inizio, oltre che della intensa lotta al terrorismo da parte di Washington, anche del proliferare di una nuova miriade di societ\u00e0, piccole o grandi, nate appositamente per fornire all\u2019intelligence a stelle e strisce il supporto logistico e di armamenti necessario per combattere al-Qaeda e i talebani prima, il terrorismo in generale poi. Un settore industriale che, anno dopo anno, \u00e8 cresciuto sempre pi\u00f9 fino a divenire immenso, come lo ha descritto l\u2019inchiesta del Washington Post, diventata poi un bestseller intitolato \u201cTop Secret America\u201d. I numeri esposti sono proprio quelli riportati da quest\u2019inchiesta e da Austen Givens, professore dell\u2019universit\u00e0 di Utica che ha pubblicato l\u2019anno scorso un libro sull\u2019argomento, intitolato \u201cThe Business of Counterterrorism\u201d. Naturalmente vanno presi con le pinze, dato che si sta parlando di argomenti segretissimi e senza alcun dato ufficiale\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 evidente che chi investe (e guadagna) di pi\u00f9 con la lotta al terrorismo sono innanzitutto i giganti dell\u2019intelligence: il Pentagono, che ha un bilancio da oltre 495 miliardi di dollari, il ministero per la Sicurezza, il ministero della Giustizia, che controlla l\u2019FBI, e altre agenzie d\u2019intelligence, in primis CIA e NSA. Come ha per\u00f2 spiegato Arturo Zampaglione per Affari&amp;Finanza \u2013 La Repubblica, non mancano gli esempi di imprese private che navigano letteralmente nei dollari grazie a questo fruttuoso business. A partire dalla Palantir, societ\u00e0 di estrazione ed elaborazione dati che ha raggiunto (notizia di pochi giorni fa) la valutazione record per il settore di 15 miliardi di dollari, portando il patrimonio personale del suo co-fondatore e chief executive Alex Karp al di sopra del miliardo di dollari. Nonostante la Palantir sia praticamente sconosciuta, ha raggiunto un valore pari a quello dell\u2019intera FCA (Fiat Chrysler Automobile). E i soldi che entrano nella Palantir escono, per la maggior parte, dalle casse dello Stato, che \u00e8 il principale cliente della societ\u00e0 di Karp: elabora analisi di big data fondamentali per la lotta al terrorismo. La Palantir ha alle proprie dipendenze circa 1.200 tra ingegneri e informatici, che accumulano e analizzano ogni tipo di informazione: dalle transazioni bancarie di tutto il mondo alla quantit\u00e0 di pioggia caduta in una determinata zona. Elaborando i dati con software appositi, si creano poi dei piani di studio e analisi che possono risultare utilissimi agli agenti americani\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Karp \u00e8 indubbiamente un genio, perch\u00e9 ha saputo individuare il settore in cui investire prima di tutti gli altri, creando un impero senza precedenti. Ad appena 46 anni pu\u00f2 vantare gi\u00e0 un fatturato annuo da 1 miliardo di dollari. A differenza di tanti suoi colleghi manager, ha un dottorato in filosofia, che gli ha aperto gli occhi (o almeno cos\u00ec dice) per i suoi successivi lavori, prima nella gestione di patrimoni privati e poi nell\u2019intelligence. Per fondare la Palantir, per\u00f2, ebbe bisogno dell\u2019aiuto di un nome molto noto nella Silicon Valley: Peter Thiel, inventore dell\u2019innovativo metodo di pagamento PayPal e grande investitore in progetti innovativi. Per dare il via alla loro azienda ricevettero anche 2 milioni di dollari da una societ\u00e0 di venture capital chiamata In-Q-Tel. Quest\u2019ultima, per\u00f2, non \u00e8 una societ\u00e0 d\u2019investimento come le altre: \u00e8 la societ\u00e0 creata appositamente dalla Cia nei primi mesi del 2000 per finanziare start-up che fossero in grado di migliorare le capacit\u00e0 tecniche dell\u2019intelligence nel campo del software, delle infrastrutture e della scienza dei materiali. Insomma, una societ\u00e0 appositamente nata per fare investimenti letteralmente \u201csicuri\u201d, cio\u00e8 nel campo del miglioramento della sicurezza nazionale. Seppur sottostia al diritto privato, la In-Q-Tel resta sotto il controllo di Langley ed \u00e8 dichiaratamente una societ\u00e0 non profit: tira fuori denaro senza pretesa che le rientri. Non \u00e8 quindi un caso che la Palantir abbia, come principale cliente, proprio la CIA, oltre che altre agenzie d\u2019intelligence americane. Recentemente, per\u00f2, s\u2019\u00e8 anche aperta al settore dei privati\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene nell\u2019ultimo decennio siano nate in tutta l\u2019America piccole societ\u00e0 specializzate nel lavoro d\u2019intelligence come la Palantir, le fette pi\u00f9 consistenti delle commesse del settore sono ancorate a multinazionali ben note: General Motors, Lockheed Martin e, soprattutto, Booz Allen Hamilton. Quest\u2019ultima \u00e8 una societ\u00e0 di consulenza che, oramai, ottiene il 99% del proprio fatturato dal Governo\u00bb.<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica\/17690-daniele-burgio-massimo-leoni-e-roberto-sidoli-politica-struttura-del-ventunesimo-secolo-amazon-google-palantir-e-la-cia.html#sdfootnote8sym\" name=\"sdfootnote8anc\">8<\/a><\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il potente e ricco \u201cbusiness dell\u2019antiterrorismo\u201d si connette e si collega dunque con altri anelli di una lunga catena politica \u2013 intesa, con Lenin, come espressione concentrata dell\u2019economia \u2013 che porta via via da Amazon, Palantir e Google fino all\u2019intelligence americana e a Langley, fino agli apparati statali e al denaro pubblico dell\u2019imperialismo statunitense del Ventunesimo secolo.<\/p>\n<hr \/>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Note<\/h5>\n<p class=\"sdfootnote\" style=\"text-align: justify;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica\/17690-daniele-burgio-massimo-leoni-e-roberto-sidoli-politica-struttura-del-ventunesimo-secolo-amazon-google-palantir-e-la-cia.html#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> P. Preto, \u201cI servizi segreti di Venezia\u201d, p. 381, ed. Il Saggiatore<\/p>\n<p class=\"sdfootnote\" style=\"text-align: justify;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica\/17690-daniele-burgio-massimo-leoni-e-roberto-sidoli-politica-struttura-del-ventunesimo-secolo-amazon-google-palantir-e-la-cia.html#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a> A. Muratori, \u201cEcco il vero mondo di Amazon: dalla Cia alle nuove attivit\u00e0 in Italia\u201d, in it.insiderover.com<\/p>\n<p class=\"sdfootnote\" style=\"text-align: justify;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica\/17690-daniele-burgio-massimo-leoni-e-roberto-sidoli-politica-struttura-del-ventunesimo-secolo-amazon-google-palantir-e-la-cia.html#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a> \u201cAmazon \u00e8 partner CIA, di Bezos anche il Washington Post\u201d, in www.libreidee.org<\/p>\n<p class=\"sdfootnote\" style=\"text-align: justify;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica\/17690-daniele-burgio-massimo-leoni-e-roberto-sidoli-politica-struttura-del-ventunesimo-secolo-amazon-google-palantir-e-la-cia.html#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a> \u201cFacebook, capolavoro del suo azionista-ombra: la Cia\u201d, in www.libreidee.org<\/p>\n<p class=\"sdfootnote\" style=\"text-align: justify;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica\/17690-daniele-burgio-massimo-leoni-e-roberto-sidoli-politica-struttura-del-ventunesimo-secolo-amazon-google-palantir-e-la-cia.html#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a> B. Saetta, \u201cFacebook connection: il braccio della CIA e la sorveglianza digitale\u201d, in valigiablu.it<\/p>\n<p class=\"sdfootnote\" style=\"text-align: justify;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica\/17690-daniele-burgio-massimo-leoni-e-roberto-sidoli-politica-struttura-del-ventunesimo-secolo-amazon-google-palantir-e-la-cia.html#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a> \u201cCosa dicono i documenti di Wikileaks sulla CIA\u201d, in www.ilpost.it<\/p>\n<p class=\"sdfootnote\" style=\"text-align: justify;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica\/17690-daniele-burgio-massimo-leoni-e-roberto-sidoli-politica-struttura-del-ventunesimo-secolo-amazon-google-palantir-e-la-cia.html#sdfootnote7anc\" name=\"sdfootnote7sym\">7<\/a> \u201cBill Gates supera Jeff Bezos, \u00e8 l\u2019uomo pi\u00f9 ricco al mondo\u201d, in www.repubblica.it<\/p>\n<div id=\"sdfootnote8\" style=\"text-align: justify;\">\n<h5 class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica\/17690-daniele-burgio-massimo-leoni-e-roberto-sidoli-politica-struttura-del-ventunesimo-secolo-amazon-google-palantir-e-la-cia.html#sdfootnote8anc\" name=\"sdfootnote8sym\">8<\/a> \u201cChi fa i soldi con l\u2019antiterrorismo Il grande business dell\u2019intelligence\u201d, primabergamo.it<\/h5>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica\/17690-daniele-burgio-massimo-leoni-e-roberto-sidoli-politica-struttura-del-ventunesimo-secolo-amazon-google-palantir-e-la-cia.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica\/17690-daniele-burgio-massimo-leoni-e-roberto-sidoli-politica-struttura-del-ventunesimo-secolo-amazon-google-palantir-e-la-cia.html<\/a><\/strong><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><\/h3>\n<h3><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE (Daniele Burgio, Massimo Leoni, Roberto Sidoli) Pubblichiamo una parte del nuovo libro intitolato \u201cServizi segreti, guerre economiche e politica-struttura\u201d, scritto da Daniele Burgio, Massimo Leoni e Roberto Sidoli e che verr\u00e0 integralmente pubblicato online a maggio A volte si tende a separare l\u2019attivit\u00e0 di spionaggio dall\u2019economia, dai profitti e dall\u2019azione delle multinazionali: un errore che non era certo stato commesso da Norman Mailer nel suo geniale libro \u201cIl fantasma di Harlot\u201d,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":26572,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Schermata-2016-12-13-alle-15.57.26.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-fdF","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58507"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=58507"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58507\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":58508,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58507\/revisions\/58508"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/26572"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=58507"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=58507"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=58507"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}