{"id":58568,"date":"2020-05-11T11:00:15","date_gmt":"2020-05-11T09:00:15","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58568"},"modified":"2020-05-11T09:35:30","modified_gmt":"2020-05-11T07:35:30","slug":"lombra-di-erdogan-dietro-la-liberazione-di-silvia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58568","title":{"rendered":"L&#8217;ombra di Erdogan dietro la liberazione di Silvia"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>INSIDEOVER (Lorenzo Vita)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"shrinkToFit\" src=\"https:\/\/it.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Erdogan-Turchia-Ankara-La-Presse.jpg\" alt=\"https:\/\/it.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Erdogan-Turchia-Ankara-La-Presse.jpg\" width=\"981\" height=\"654\" \/><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/cronache\/conte-silvia-romano-stata-liberata-1861730.html\">liberazione di Silvia Romano<\/a> \u00e8 un risultato fondamentale di tre fattori: lavoro di intelligence, opera di diplomazia e capacit\u00e0 operative sul campo in uno dei teatri pi\u00f9 difficile del mondo, il Corno d\u2019Africa. Un\u2019operazione che si \u00e8 svolta all\u2019alba del nove maggio a trenta chilometri da Mogadiscio, in <strong>Somalia<\/strong>, e che \u00e8 il completamente di un lavoro cominciato subito dopo le 19.30 del 20 novembre del 2018, quando la cooperante italiana venne rapita da una banda armata nel villaggio di Chakama in Kenya.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le cose hanno subito una decisa accelerazione nel novembre dell\u2019anno scorso, quando i servizi segreti italiani hanno avuto la certezza che Silvia Romano fosse viva. Una sicurezza che ha permesso al numero uno dell\u2019Aise, <strong>Luciano Carta<\/strong>, di muovere le pedine definitive nelle scorse settimane, con l\u2019invio dei suoi uomini a Nairobi, in Kenya. Il contatto era quello giusto, spiegano le fonti di <a href=\"https:\/\/rep.repubblica.it\/pwa\/generale\/2020\/05\/09\/news\/silvia_romano_libera_mogadiscio_007_operazione-256198405\/?ref=RHPPTP-BH-I256171095-C12-P3-S1.8-T1\"><em>Repubblica<\/em><\/a>, tanto che in pochi giorni \u00e8 arrivata la svolta per il negoziato. L\u2019appuntamento viene fissato nella notte tra l\u20198 e il 9 maggio sotto la pioggia battente di Mogadiscio. E mentre nella capitale somala esplodevano colpi di mortaio, non lontano dalla sua periferia avveniva lo scambio per riavere Silvia.<\/p>\n<div class=\"post-adv mt-4 mb-4 ml-md-3 float-right\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno scambio che indica <strong>due elementi<\/strong> che hanno rappresentato da sempre i binari del lavorio degli 007 italiani. Da una parte la questione dei soldi: perch\u00e9 quello di Silvia Romano era stato da subito un sequestro a scopo di estorsione. Dall\u2019altro lato, non va sottovalutato un fattore essenziale mai taciuto nemmeno dalle prime agenzie di stampa, ma anzi quasi volutamente ribadito dalle fonti dei servizi: l\u2019apporto dell\u2019intelligence turca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un elemento importante perch\u00e9 fa comprendere quanto profondo sia il radicamento della <strong>Turchia nel Corno d\u2019Africa<\/strong>: un tempo territorio \u201cdi caccia\u201d delle potenze europee, con l\u2019Italia in prima linea grazie ai contatti ereditati dal fu impero coloniale, e che ora si trova al centro di una guerra che ha tutto il sapore mediorientale. Lo Stato africano \u00e8 un complesso ginepraio di interessi strategici e di lotte per il controllo del territorio. I signori della guerra, i pirati, bandi di predoni, i terroristi di <strong>Al Shabaab<\/strong> e un governo fragile fanno da sfondo a una vera e propria sfida per il controllo delle aree del Paese. Gli Emirati Arabi Uniti hanno da tempo avviato una loro politica di penetrazione nella parte settentrionale, quella che si affaccia sul Golfo di Aden. Mentre pi\u00f9 a Sud, nella capitale Mogadiscio, \u00e8 con i turchi che bisogna trattare. E gli italiani lo sanno benissimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/schede\/politica\/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html\"><strong>Recep Tayyip Erodgan<\/strong><\/a> \u00e8 stato uno dei primi leader mediorientali e mondiali a intessere rapporti estremamente proficui con i governi somali. E ha saputo sfruttare la debolezza degli esecutivi per imporre la propria agenda. Il sogno neo ottomano del sultano si costruisce su solide basi storiche che non possono non tener conto che i contatti tra la Sublime Porta e il mondo africano arrivavano proprio fino al Corno d\u2019Africa. Ed \u00e8 cos\u00ec che tra aiuti economici, investimenti, basi militari e contatti con il mondo islamico locale (non estraneo anche alla Fratellanza musulmana), Erdogan ha di fatto reso la Somalia un avamposto della strategia turca. E ancora una volta l\u2019Italia ha dovuto avere a che fare con gli agenti di Ankara: come nel Mediterraneo orientale e a Tripoli, dove ormai sembra impossibile non coinvolgere anche gli uomini del Sultano. La tattica sembra non troppo diversa da quella adottata in Libia: si lascia che la guerra faccia il suo corso, si penetra fra le macerie ripercorrendo i <strong>confini dell\u2019antico impero ottomano<\/strong>, si utilizzano le vie della cooperazione, dello sfruttamento energetico e del retroterra culturale, e infine arrivano i militari. Una presenza, quella turca, che ha scatenato da tempo i terroristi di Al Shabaab, che hanno pi\u00f9 volte preso di mira lavoratori e unit\u00e0 inviate da Ankara per inviare un segnale a Mogadiscio ma soprattutto al governo turco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lieto fine del rapimento di Silvia Romano \u00e8 il segnale eloquente di questa realt\u00e0. Come in Libia cos\u00ec in Somalia, quelle che erano colonie italiane \u2013 e con cui Roma aveva necessariamente rapporti eccellenti anche una volta diventate indipendenti \u2013 ora sono territorio in cui \u00e8 l\u2019influenza turca a prevalere. Ed \u00e8 a tutti gli effetti una vittoria di Erdogan: l\u2019unico leader a sapere mantenere e rafforzare i rapporti del proprio Paese nel mondo africano confermandosi nella sua strategia neo-ottomana e grazie a un sapiente gioco di diplomazia, strategia militare e alleanze. E per l\u2019Italia c\u2019\u00e8 poco da sorridere, a eccezione della vittoria di riavere a casa la nostra ragazza. Tanto \u00e8 vero\u00a0 che gi\u00e0 qualcuno inizia a temere che il favore ricevuto dagli 007 turchi in Somalia possa avere importanti ripercussioni sull\u2019altro teatro dove Ankara e Roma si trovano a dover convivere: <strong>Tripoli<\/strong>. E l\u00ec un lasciapassare italiano agli interessi turchi potrebbe cambiare radicalmente i piani del nostro Paese in tutto il Mediterraneo allargato.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/erdogan-africa-somalia-silvia-romano.html?fbclid=IwAR31Q9mQM0aBftbJyM1dNn4hXuBNvaasqJ3f-x1B35Ggj6kk2j1guoJ6PJg\">https:\/\/it.insideover.com\/politica\/erdogan-africa-somalia-silvia-romano.html?fbclid=IwAR31Q9mQM0aBftbJyM1dNn4hXuBNvaasqJ3f-x1B35Ggj6kk2j1guoJ6PJg<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di INSIDEOVER (Lorenzo Vita) La liberazione di Silvia Romano \u00e8 un risultato fondamentale di tre fattori: lavoro di intelligence, opera di diplomazia e capacit\u00e0 operative sul campo in uno dei teatri pi\u00f9 difficile del mondo, il Corno d\u2019Africa. 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