{"id":58631,"date":"2020-05-15T09:30:38","date_gmt":"2020-05-15T07:30:38","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58631"},"modified":"2020-05-15T17:32:26","modified_gmt":"2020-05-15T15:32:26","slug":"vi-spiego-perche-il-mes-non-sara-un-affarone-come-invece-dice-regling","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58631","title":{"rendered":"Vi spiego perch\u00e9 il mes non sar\u00e0 un affarone (come invece dice Regling)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Giuseppe Liturri)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Klaus Regling rassicura sulla bont\u00e0 finanziaria del mes\u00a0 sanitario, ma l&#8217;analista Giuseppe Liturri coglie i punti\u00a0 incerti nelle parole delle istituzioni del Meccanismo europeo di stabilit\u00e0 ,anche nella versione anti- Covid19.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La BCE ha appena comunicato i dati relativi agli acquisti di strumenti finanziari (soprattutto titoli pubblici) nella settimana scorsa, quella in cui la Corte Costituzionale tedesca ha letteralmente sbriciolato pi\u00f9 di un pilastro fondante dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I dati sono impressionanti. Nella prima settimana di maggio, la Bce ha eseguito acquisti netti per circa \u20ac45 miliardi, di cui ben 34 nell\u2019ambito del nuovo programma PEPP e circa 11 col vecchio programma APP (di cui circa 7 col programma PSPP dedicato ai titoli pubblici). Si tratta del massimo storico, come acquisti settimanali, da quando \u00e8 ripreso il programma di acquisti a fine 2019. All\u20198 maggio, i titoli pubblici detenuti dalla BCE sono arrivati alla mastodontica cifra di 2.196 miliardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il dettaglio dei titoli pubblici italiani viene reso noto su base mensile ma, ad aprile, su un totale di acquisti netti del programma PSPP per circa 29 miliardi, l\u2019Italia ha recitato il ruolo del leone con ben 11 miliardi di acquisti. Seguita a ruota dalla Francia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se a questo aggiungiamo che proprio oggi Banca d\u2019Italia ha comunicato l\u2019esito dell\u2019asta del BOT a 12 mesi, che ha portato a piazzare ben \u20ac 7 miliardi (a fronte di una domanda di \u20ac11,9 miliardi) al tasso del 0,248%, viene fuori il quadro di un Paese che, con una banca centrale che fa il suo normale lavoro, non ha bisogno di altre fonti di finanziamento per il suo deficit pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Invece, ormai da settimane sentiamo magnificare le virt\u00f9 del Mes, in base a numerose affermazioni manifestamente false in radice:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">. I soldi del Mes \u201csubito tutti disponibili\u201d. Niente affatto. Nella proposta di Klaus Regling che verr\u00e0 approvata venerd\u00ec 15 dal Consiglio dei governatori del Mes, si specifica che ciascuno Stato potr\u00e0 richiedere mensilmente fino ad un massimo del 15% dell\u2019ammontare totale disponibile. Per l\u2019Italia si tratta di \u20ac5,4 miliardi al mese e ci vorranno quindi circa 7 mesi per ricevere effettivamente i tanto decantati 36 miliardi. Questo accade perch\u00e9 il Mes, al contrario della Bce, non pu\u00f2 creare denaro dal nulla, ma deve mantenere un preciso equilibrio tra capitale versato e prestiti erogati e la liquidit\u00e0 disponibile \u00e8 quindi un cuscinetto non utilizzabile. Regling sottolinea che \u201cil Mes finanzier\u00e0 i prestiti emettendo strumenti finanziari\u201d. A questo proposito, riecheggiano ancora le parole pronunciate dallo stesso Regling durante l\u2019Eurogruppo del 22 giugno 2015, nel pieno della drammatica crisi greca: \u201ccome trovo 27 miliardi in un solo mese?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">. Per quanto riguarda le spese ammissibili \u2013 i costi diretti ed indiretti riguardanti assistenza sanitaria, prevenzione e cura, connessi alla crisi da COVID 19 \u2013 il relativo dettaglio, definito nel modello d\u2019accordo, spegne sul nascere le speranze dei molti che si erano lanciati in fantasiosi progetti da finanziare. Saranno finanziabili le spese direttamente connesse alla pandemia, quindi tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato necessario spendere in aggiunta al normale funzionamento del sistema sanitario. Ad esse, si aggiungono tutte quelle spese, necessariamente oggetto di stima, che sono una parte del complessivo costo del sistema sanitario che pu\u00f2 essere attribuito allo sforzo messo in atto per affrontare la pandemia. Regling ha parlato esplicitamente di costi relativi a strutture e sistema sanitario dirottati (\u201cdiverted\u201d) a soddisfare le esigenze della crisi. Conoscendo le modalit\u00e0 di rendicontazione dei progetti comunitari, non \u00e8 difficile prevedere una lotta \u201ccasa per casa\u201d nel definire il nesso causale e quindi identificare cosa \u00e8 finanziabile e cosa non lo \u00e8. Difficilmente lo saranno progetti finalizzati a migliorare organici ridotti all\u2019osso da anni di tagli o costruire nuovi ospedali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">. Il costo del finanziamento, ovvero i famosi 7 miliardi di risparmio in 10 anni. Un\u2019altra menzogna colossale. Infatti, Regling sottolinea che caricher\u00e0 un margine complessivo di 10,5 punti base sul tasso che esprime il proprio costo della raccolta attualmente intorno allo zero, oltre ad una commissione di servizio una tantum dello 0,25%. Ma precisa: \u201cal momento\u201d. Se tale costo di raccolta aumentasse, i costi aumenterebbero. Il Mes ci deve guadagnare, sempre. Proprio oggi, il Mes ha piazzato titoli a 12 mesi ad un tasso del -0,432%. Apparentemente un differenziale positivo di 0,68% rispetto a noi. Vantaggio che scende considerando il margine sopra elencato caricato dal Mes su tale costo di raccolta. Ma vi \u00e8 di pi\u00f9. Se l\u2019Italia emettesse titoli concedendo al creditore gli stessi privilegi del Mes, e cio\u00e9 lo status \u201csenior\u201d (quindi privilegiato nel soddisfacimento rispetto agli altri creditori), sotto legge estera, quindi non ridenominabile non soggetto nemmeno a rischio di ristrutturazione, il tasso spuntato dall\u2019Italia sui mercati sarebbe molto vicino a quello del Bund tedesco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quindi il Mes prestandoci quei soldi a quel tasso e, soprattutto, con quello status di creditore privilegiato, ci far\u00e0 addirittura pagare di pi\u00f9 rispetto a quanto pagheremmo finanziandoci direttamente sui mercati, con pari scadenza e pari garanzie. A questo proposito, baster\u00e0 ricordare quanto \u00e8 accaduto ai prestiti concessi dal Mes alla Spagna, il cui tasso di interesse \u00e8 variato nel corso degli anni, salendo rispetto a quello iniziale, proprio per il cambiamento delle politiche di raccolta del Mes, il cui costo \u00e8 stato prontamente ribaltato sulla Spagna, aumentato del relativo margine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">. Non \u00e8 nemmeno vero che il Mes consenta di finanziare un extra deficit o, addirittura il taglio dell\u2019IRAP. Se non si producono adeguati giustificativi di spesa relativi ai costi prima descritti, niente Mes. Ma, soprattutto \u00e8 ancora pi\u00f9 grave fare confusione tra un\u2019entrata a titolo definitivo (come l\u2019IRAP) ed un\u2019entrata a titolo di finanziamento (come il Mes). Com\u2019\u00e8 possibile pensare di sostituire le due voci? E quando dovremo restituire le rate del prestito del Mes, cosa dovremmo fare? Introdurre nuovamente l\u2019IRAP? Allo stesso modo, sono prive di ogni fondamento le numerosi voci levatesi a sostegno del Mes perch\u00e9 consentirebbe un extra deficit rispetto allo sforamento del deficit da 55 miliardi presentato dal Governo. Stupisce davvero che si ignori la differenza tra un saldo di bilancio da finanziare e le relative modalit\u00e0 di copertura del fabbisogno. Il Mes rientra in queste ultime, assieme all\u2019emissione di titoli di Stato, ma sempre di debito si tratta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">. Il MES consente l\u2019accesso al programma di acquisti OMT della BCE? Nemmeno per sogno, o meglio potrebbe accadere, ma solo rispettando la condizione necessaria ma non sufficiente di un programma di aggiustamento macroeconomico (ESM programme), come dichiarato da Isabel Schnabel della Bce nell\u2019intervista apparsa sul quotidiano La Repubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">. Il Mes non prevede rischio di programma di aggiustamento macroeconomico? Falso. Regling ha scritto chiaramente che la sorveglianza post programma, volta a tutelare il creditore, come farebbe una qualsiasi banca, si applica in pieno. Davvero a nulla rileva il fatto che siano state attenuate le condizioni da applicarsi nella fase successiva alla domanda e fino all\u2019erogazione dei fondi. Nelle regole per la fase post erogazione c\u2019\u00e8 scritto chiaro che, se il Paese debitore non fosse in linea con i fondamentali economico-finanziari desiderati dal Mes, le misure correttive arriverebbero subito. Essere in regola con i desiderata del Mes, significa avere un debito sostenibile che, secondo l\u2019ultimo studio della Commissione, comporta mettersi su un sentiero di riduzione del debito pubblico a colpi di avanzo primario del 2\/3% all\u2019anno. Abbiamo gi\u00e0 dato nel 2011\/2013, grazie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sempre convinti che il Mes sia un buon affare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/economia\/vi-spiego-perche-il-mes-non-sara-un-affarone-come-dice-regling\/\">https:\/\/www.startmag.it\/economia\/vi-spiego-perche-il-mes-non-sara-un-affarone-come-dice-regling\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Giuseppe Liturri) Klaus Regling rassicura sulla bont\u00e0 finanziaria del mes\u00a0 sanitario, ma l&#8217;analista Giuseppe Liturri coglie i punti\u00a0 incerti nelle parole delle istituzioni del Meccanismo europeo di stabilit\u00e0 ,anche nella versione anti- Covid19. 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