{"id":58748,"date":"2020-05-19T09:30:28","date_gmt":"2020-05-19T07:30:28","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58748"},"modified":"2020-05-19T09:16:51","modified_gmt":"2020-05-19T07:16:51","slug":"petrolio-tutti-gli-effetti-del-crollo-dei-prezzi-lanalisi-di-valori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58748","title":{"rendered":"Petrolio, tutti gli effetti del crollo dei prezzi. L\u2019analisi di Valori"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>FORMICHE (Giancarlo Elia Valori)<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header aa\">\n<div id=\"ec-excerpt\">Nel momento pi\u00f9 buio della crisi, l\u2019obiettivo dei Paesi finanziariamente solidi dell\u2019Opec sar\u00e0 quello della diversificazione, dal petrolio, in settori pi\u00f9 tecnologicamente evoluti. Per gli altri Paesi, con meno solidit\u00e0 finanziaria, si tratter\u00e0 di fare delle grandi riforme politiche. L&#8217;analisi di Giancarlo Elia Valori<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"entry-content-wrapper\">\n<div id=\"ec-content\">\n<p style=\"text-align: justify\">La pandemia da Covid-19 ha innescato una crisi o, per meglio dire, un vero e proprio collasso del prezzo del barile, dai circa 60\u00a0dollari di poco prima dell\u2019arrivo del coronavirus agli attuali 20. Con picchi verso il basso, prima della fine dell\u2019aprile di quest\u2019anno, ancora significativamente pi\u00f9 bassi dei venti che oggi si verificano in media.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ovvia l\u2019origine del crollo dei prezzi, che \u00e8 la sostanziale chiusura delle economie dei Paesi compratori e, in particolare, la forte crisi del mercato dell\u2019automobile, con il lockdown, peraltro, di tutta la mobilit\u00e0, pubblica e privata. Peraltro, per molti Paesi produttori, venti dollari a barile \u00e8 un prezzo ben al di sotto dei break-even-point e talvolta dello stesso puro costo di produzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">55-60\u00a0dollari a barile \u00e8 meno del costo dell\u2019estrazione del petrolio in Artico, per esempio, meno di quello necessario al pareggio delle produzioni europea e brasiliana di biofuel, ma anche dello shale oil statunitense e canadese, in Gran Bretagna il costo del barile \u00e8 poi di 52,50 dollari, ma in Arabia Saudita, ricordiamolo, il costo della produzione del barile \u00e8 ancora di circa 10 dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma Rihad ha anch\u2019essa bisogno di prezzi ben pi\u00f9 alti, almeno dagli 80\u00a0dollari in su per barile, per riequilibrare il suo budget pubblico, investire seriamente nella diversificazione produttiva, senza nemmeno citare, qui, la tenuta sociale dei sauditi e, per altri versi, quella della Federazione Russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La domanda mondiale \u00e8 quindi precipitata, con una riduzione di 29 milioni di barili al giorno, dai 100 e oltre di un anno fa. Peraltro, ci\u00f2 significa che \u00e8 arrivata al massimo della saturazione la capacit\u00e0 di stoccaggio, con Paesi che vendono direttamente in mare, per evitare i costi, pesanti e imprevedibili, dell\u2019eccesso di produzione e, ormai, anche a prezzi da trattativa privata al ribasso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo alcuni analisti specializzati, il petrolio cadr\u00e0 di produzione di almeno 9,3 milioni di barili l\u2019anno, fino all\u2019anno in cui la epidemia di coronavirus non cesser\u00e0 in modo significativo. Ma \u00e8 una previsione molto ottimistica. Gli effetti maggiormente prevedibili del crollo dei prezzi petroliferi saranno, con ogni probabilit\u00e0, e gi\u00e0 lo vediamo, la bancarotta delle compagnie petrolifere piccole e medie in Usa e Canada, dove peraltro le banche avevano fortemente sostenuto, a debito, queste aziende.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le ripercussioni economiche, finanziarie, sociali sul resto del sistema produttivo di quei Paesi saranno immediate e tutt\u2019altro che facili da gestire. Qualche estrazione di imprese \u201czombie\u201d Usa e canadesi \u00e8 continuata, per fare liquidit\u00e0 immediata, ma, ovviamente, la cosa non pu\u00f2 non durare molto poco. Di sostegno pubblico alle imprese petrolifere \u00e8 difficile parlare, data la loro struttura societaria internazionale e, soprattutto, a causa della grande massa di liquidit\u00e0 di cui ci sarebbe forte bisogno, che sarebbe inevitabilmente tratta da altre poste di bilancio, socialmente pi\u00f9 necessarie e a forte impatto psicologico e, quindi, elettorale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma tutta l\u2019economia, sia dei Paesi produttori che di quelli tipicamente consumatori, che non hanno mai formato, per varie scelte sbagliate o a breve periodo, una loro Opec, sar\u00e0 posta duramente in crisi dalla caduta verticale dei prezzi petroliferi, anche se la Iaea Usa ha sostenuto e legittimato il taglio alla produzione dell\u2019aprile scorso, segno iniziale di un inevitabile, in futuro, accordo tra produttori e consumatori. Anche finanziario e di investimenti. Alcuni Paesi produttori hanno, poi, notevoli fondi finanziari per poter resistere, probabilmente anche fino alla fine della pandemia, alla caduta del prezzo del barile, ma altri produttori certamente no.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sauditi, Uae e Kuwait possono durare relativamente a lungo, pur bloccando a breve termine i loro progetti di espansione economica e di diversificazione. Si pensi qui al piano saudita Vision 2030. Iraq, Iran e Venezuela, con l\u2019Iraq che \u00e8 oggi tra i nostri maggiori esportatori, avranno certamente da sostenere periodi di estrema crisi sociale e perfino di legittimit\u00e0 politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Africa, Nigeria e Libia avranno ulteriori crisi politiche e sociali di imprevedibile gravit\u00e0. Oltre alle guerre intestine per interposta persona, come in Libia. La stessa Cina, la maggiore compratrice di petrolio, oggi, ha bloccato ben 10 invii di petrolio via mare dall\u2019Arabia Saudita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il break-even point, ma quello fiscale, \u00e8 rivelatore di complesse dinamiche interne ai produttori: quello saudita \u00e8 a ben 91 dollari, l\u2019Oman \u00e8 a 82, quello di Abu Dhabi \u00e8 a 61 dollari, il Qatar \u00e8 a 65, il Bahrein \u00e8 a 95 dollari, l\u2019Iraq a 60 ma, \u00e8 bene notare, l\u2019Iran \u00e8 oggi a ben 195 dollari, l\u2019Algeria \u00e8 a 109, la Libia a 100, per quanto possa funzionare l\u2019export petrolifero libico dopo la chiusura dei pozzi da parte di Haftar, la Nigeria a ben 144 dollari, ma l\u2019Angola si ferma a un costo+fisco al barile di 55 dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Russia ha oggi un forte bisogno di un barile-fisco di almeno 42 dollari, il Messico di 49, il Kazakhistan di almeno 58\u00a0dollari a barile. Per sopravvivere, le imprese petrolifere Usa, canadesi e norvegesi hanno bisogno, rispettivamente, di 48, 60 e solo 27 usd per la Norvegia, di costo del barile, per andare semplicemente in pari con i costi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Russia, probabilmente, potr\u00e0 sopravvivere (Mosca dice, forse esagerando, \u201cper dieci anni\u201d) a una crisi da pandemia, che ha colpito duramente anche la propria popolazione, utilizzando il suo Fondo Strategico, che vale oggi 124 miliardi di dollari. Ma \u00e8 probabile che ogni anno di crisi coster\u00e0, alla Russia, dai 40 ai 50 miliardi di dollari. Per non parlare dei posti di lavoro, che potrebbero decurtarsi, sempre in Russia, di oltre un milione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I sauditi sono anch\u2019essi molto liquidi, prevedendo, alla fine della pandemia, una perdita di oltre 45 miliardi di dollari. Se Rihad fa ancora un accordo con la Russia e riesce a portare il barile a 40 dollari, dovrebbe ridurre le perdite a 40 miliardi di\u00a0dollari annualmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Iraq, il secondo maggiore esportatore mediorientale, deriva la sua spesa pubblica, per il 90%, dalle entrate petrolifere. In Iran e Iraq, la chiusura delle imprese private ha causato la quasi totale chiusura, da marzo, della produzione petrolifera stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Iraq non ha fondi sovrani, peraltro. Il Messico ha gi\u00e0 poi iniziato misure di \u201causterit\u00e0\u201d, pur dichiarando che non ci saranno chiusure o riduzioni di personale nel settore pubblico. Il Pil nigeriano andr\u00e0 certamente sotto zero, ed era l\u2019economia a maggiore sviluppo del Pil, in Africa, ma oggi con 50 milioni di barili invenduti, da maggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il tasso di disoccupazione andr\u00e0 dal 25%, fino a ben oltre i 25 milioni di persone, ma la Nigeria ha un piccolissimo Fondo Sovrano che possiede 2 miliardi di dollari. Tra i Paesi produttori le differenze non potrebbero essere pi\u00f9 vaste: nazioni con una potenza finanziaria potenzialmente capace di resistere ulteriormente al crollo dei prezzi petroliferi, Paesi con una situazione sociale ed economica interna vicina al collasso, nazioni con una situazione economica in fortissima crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si pensi al Libano, che ha gi\u00e0 dato default prima della caduta dei prezzi petroliferi. E che certamente l\u2019Arabia Saudita non aiuter\u00e0 pi\u00f9, e nemmeno l\u2019Iran, ovviamente. Questo significa che i Paesi produttori con una situazione finanziaria pi\u00f9 \u201cliquida\u201d possono iniziare a comprare asset petroliferi e non a bassissimo costo, anche dai loro colleghi-concorrenti dell\u2019Opec, o anche fuori da quel quadro protezionistico Opec, mentre i Paesi senza liquidit\u00e0, n\u00e9 a lungo n\u00e9 a breve, saranno rapidamente colonizzati economicamente dai pi\u00f9 forti, che renderebbero irrilevante la loro autonomia economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Soprattutto se si tratta, come l\u2019Iraq, di paesi davvero oil dependent. Il Pil per l\u2019anno in corso dovrebbe comunque cadere di poco in Kuwait (-1%) mentre l\u2019Algeria e l\u2019Iraq andrebbero subito a un -5%, che potrebbe essere esiziale, lo ripetiamo, non solo per la loro economia ma anche per la loro stabilit\u00e0 sociale. La Libia, tanto per ricordarci di un Paese-chiave per la nostra sicurezza, oltre che per il petrolio, avr\u00e0 una caduta prevista del Pil di quasi il -58%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Facile capire cosa succeder\u00e0, e quanto impatto avr\u00e0 in Italia. Il Fondo Monetario Internazionale ha inoltre previsto un rapido rebound dei prezzi oltre il break even point petrolifero per tutta l\u2019area petrolifera tra Africa e Medio Oriente gi\u00e0 nel 2021, ma la previsione sembra del tutto destituita di fondamento, vista la durata almeno poliennale della crisi dei compratori e quindi della inevitabile caduta dei prezzi dei produttori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche se la crisi da coronavirus finisse tra un mese, cosa del tutto improbabile, la prospettiva economica, anche per il 2021, non cambierebbe radicalmente. Il fatto \u00e8 che il Pil dei Paesi non-produttori cadr\u00e0 addirittura pi\u00f9 velocemente, secondo tutte le proiezioni pi\u00f9 affidabili, di quello dei Paesi produttori di petrolio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Certo, c\u2019\u00e8 il temporaneo ristoro dei conti pubblici dei Paesi Mena (Middle East and North Africa Countries) non-produttori, che dovrebbe essere calcolato intorno al 3-4% del loro Pil, ma si tratta di Paesi come il Marocco e la Giordania, di scarso peso economico nei loro rispettivi quadranti geo-economici. C\u2019\u00e8 anche un altro conto da fare: la crisi dei Paesi produttori si interseca con la forte crisi, che dura da molto pi\u00f9 tempo, dei Paesi africani esportatori non di petrolio, ma di prodotti alimentari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E qui ci riferiamo alla Giordania, ancora, alla Mauritania, al Marocco, ancora leader della produzione mondiale di agrumi, con societ\u00e0 in collaborazione con gli Usa, e alla Tunisia vitivinicola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019indice Fao per lo zucchero \u00e8 caduto come mai dopo 13 anni fa, al -14,6%. Sempre l\u2019indice Fao per l\u2019olio vegetale \u00e8 al -5,2%, i prezzi dei prodotti lattiero-caseari cadono oggi del 3,6%, quelli delle carni del 2,7%, ma il grano dovrebbe rimanere stabile, nei prezzi, anche se aumenter\u00e0 lo stoccaggio e quindi il futuro costo finale d\u2019ora in poi. Certo, i Paesi produttori \u201cricchi\u201d, ovvero dotati di maggiori riserve di liquidit\u00e0, hanno gi\u00e0 iniziato a fare iniezioni di liquidit\u00e0 e sconti fiscali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I sauditi hanno triplicato l\u2019Iva dal 5 al 15%. E hanno emesso 7 miliardi di usd di titoli di debito pubblico che matureranno in 5, 10 e 40 anni rispettivamente, con una restrizione prevista della spesa pubblica del 5%, ben 13,3 miliardi di\u00a0dollari in sostegno alle piccole e medie imprese, con la nazionalizzazione, poi, di 14.000 posti di lavoro nei settori tecnologicamente pi\u00f9 evoluti. Questo, tanto per fare un esempio, riguardante la pi\u00f9 capitalizzata nazione esportatrice di petrolio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 nemmeno detto che, presto, i fondi sovrani sauditi e emiratini non si vogliano andare a prendere, a prezzo di realizzo, anche le industrie Usa e canadesi di shale oil in crisi pi\u00f9 evidente. Gli investimenti, sia nei Paesi in crisi, che in quelli con maggior \u201cpolmone\u201d finanziario, saranno ben diversificati, o nel business della salute o nelle grandi infrastrutture, ma non saranno certo del tutto dimenticati quelli nella ricerca e nella espansione del settore petrolifero, che certamente riprender\u00e0 a lavorare, come e forse pi\u00f9 di prima, alla fine della pandemia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci sar\u00e0, probabilmente, un riequilibrio economico e finanziario tra gli Usa e l\u2019Arabia Saudita, che hanno interessi simili: nell\u2019acquisto delle aziende di shale oil in crisi, ovviamente, ma anche in un rapporto diretto finanziario pi\u00f9 stretto, visto che l\u2019Arabia Saudita detiene, ancor oggi, 177 miliardi di usd di titoli del debito pubblico nordamericano. Un record, ma che potrebbe aumentare rapidamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ovvio che, nel momento pi\u00f9 buio della crisi, l\u2019obiettivo dei Paesi finanziariamente solidi dell\u2019Opec sar\u00e0 quello della diversificazione, dal petrolio, in settori pi\u00f9 tecnologicamente evoluti e in maggior espansione, come per esempio la salute e la farmacologia. Soprattutto all\u2019estero. Ma, ripetiamo, senza dimenticarsi del petrolio. Pur mantenendo, ricordiamo, lo stesso investimento attuale, o quasi, nel settore petrolifero, che non potr\u00e0 non ripartire a breve-lungo periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per gli altri Paesi, con meno solidit\u00e0 finanziaria, si tratter\u00e0 o di fare delle grandi riforme politiche, che almeno stabilizzino i Paesi in fase di pesante crisi economica, o di farsi vendere, e rapidamente, i loro assets petroliferi dai Paesi arabi pi\u00f9 ricchi, che cos\u00ec avranno, all\u2019inizio della recovery petrolifera, un ben maggiore potere di pressione nei confronti dei Paesi consumatori.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2020\/05\/valori-petrolio-opec-arabia-iraq-barile\/\">https:\/\/formiche.net\/2020\/05\/valori-petrolio-opec-arabia-iraq-barile\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Giancarlo Elia Valori) Nel momento pi\u00f9 buio della crisi, l\u2019obiettivo dei Paesi finanziariamente solidi dell\u2019Opec sar\u00e0 quello della diversificazione, dal petrolio, in settori pi\u00f9 tecnologicamente evoluti. Per gli altri Paesi, con meno solidit\u00e0 finanziaria, si tratter\u00e0 di fare delle grandi riforme politiche. L&#8217;analisi di Giancarlo Elia Valori La pandemia da Covid-19 ha innescato una crisi o, per meglio dire, un vero e proprio collasso del prezzo del barile, dai circa 60\u00a0dollari di poco&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":98,"featured_media":39390,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Formiche.net_.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-fhy","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58748"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/98"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=58748"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58748\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":58749,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58748\/revisions\/58749"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/39390"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=58748"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=58748"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=58748"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}